(22) VIOLAZIONI, LA PROPOSTA ARMENA – Negli ultimi giorni, le fonti ufficiali dell’Azerbaigian hanno ripreso a pubblicare notizie sulla violazione del regime di cessate il fuoco da parte delle Forze armate della Repubblica di Armenia al confine tra Armenia e Azerbaigian. Il governo armeno ha rilasciato al riguardo una nota: “Il Ministero della Difesa della Repubblica di Armenia ha negato questa informazione. Nonostante ciò, fonti azere continuano a fare pubblicazioni simili, condendole con accenti geopolitici. Lo staff del Primo Ministro della Repubblica d’Armenia ribadisce la sua proposta di creare un meccanismo congiunto tra Armenia e Azerbaigian per indagare sui casi di violazioni del cessate il fuoco e/o sulle informazioni relative agli stessi. Riaffermiamo l’impegno del governo della Repubblica d’Armenia nei confronti dell’agenda di pace nel quadro degli accordi pubblici già raggiunti” si legge in una dichiarazione dello staff del Primo Ministro armeno.

(22) CONSIGLIO EUROPEO – Il Consiglio europeo ha adottato oggi una misura di assistenza nell’ambito del Fondo europeo per la pace (EPF) a sostegno delle forze armate della Repubblica di Armenia, del valore di 10 milioni di euro. Per la prima volta, l’UE ha deciso di sostenere l’Armenia tramite l’European Peace Facility. L’obiettivo di questa misura di assistenza è di potenziare le capacità logistiche delle Forze armate armene e di contribuire a migliorare la protezione dei civili in situazioni di crisi ed emergenze. Mira inoltre a rafforzare la resilienza dell’Armenia e ad accelerare l’interoperabilità delle sue Forze Armate in caso di possibile futura partecipazione del Paese a missioni e operazioni militari internazionali, comprese quelle dispiegate dall’UE. Concretamente, la misura di assistenza adottata consentirà la fornitura di un campo tendato dispiegabile a pieno titolo per un’unità delle dimensioni di un battaglione. “La sicurezza è un elemento sempre più importante delle nostre relazioni bilaterali con l’Armenia. Questa misura dell’European Peace Facility contribuirà ulteriormente alla resilienza del Paese. Abbiamo un interesse reciproco ad ampliare ulteriormente il nostro dialogo sulla politica estera e di sicurezza, esaminando anche la futura partecipazione dell’Armenia alle missioni e alle operazioni guidate dall’UE”, ha affermato Josep Borrell, Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

(21) FAKE DA AZERBAIGIAN – La dichiarazione del Ministero della Difesa dell’Azerbaigian secondo cui il 20 luglio, alle 22:10, unità delle forze armate della Repubblica Armena hanno aperto il fuoco in direzione delle posizioni azere situate nella parte orientale della zona di confine, non corrisponde alla realtà. Lo riferisce il Ministero della Difesa di Yerevan che ha rilasciato una dichiarazione al riguardo.

(20) DICHIARAZIONI ALIYEV – Il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev, intervenendo al secondo “Shusha Global Media Forum” nella città occupata di Shushi, (dal titolo “Smascherare le false narrazioni: combattere la disinformazione”…), ha toccato anche il processo di pace tra Azerbaigian e Armenia affermando che “secondo le informazioni fornitemi dal ministro degli Esteri, l’80-90 per cento del testo è già stato concordato. L’Armenia è stata costretta a rimuovere da esso la disposizione e la terminologia (relativa al Karabakh), che ha aperto la strada all’ulteriore sviluppo del processo di normalizzazione”. Tuttavia, ha sottolineato il presidente Aliyev, al momento restano aperte due questioni: “In primo luogo, l’Armenia deve rispondere positivamente alla nostra proposta. In secondo luogo, sia l’Armenia che l’Azerbaigian dovrebbero fare appello congiuntamente all’OSCE con la richiesta di sciogliere il Gruppo di Minsk, dal momento che questo gruppo è stato praticamente inattivo negli ultimi due anni”. La richiesta si aggiunge a quella del cambio della Costituzione e fa parte di un pacchetto di pretese (exclavi, “corridoio di Zangezur”) che servono a rinviare ogni possibilità di accordo.

(19) GRUPPO 3+3 – Il prossimo incontro dei ministri degli esteri in formato “3+3” si terrà in Turchia nel prossimo futuro. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano in Armenia Mehdi Sobhani all’agenzia di stampa iraniana. Il primo incontro del gruppo “3+3” (in realtà – i “cinque”, poiché la Georgia non partecipa ancora ai lavori della piattaforma) si è tenuto a dicembre 2021 a Mosca a livello di viceministri degli esteri di cinque paesi: Armenia, Russia, Iran, Azerbaigian e Turchia. Un altro incontro con la partecipazione dei ministri dei cinque paesi si è tenuto nell’ottobre 2023 in Iran. 

(18) COMUNITA’ POLITICA EUROPEA – Sono iniziati a Blenheim Palace nel Regno Unito i lavori della quarta sessione della Comunità politica europea ai quali partecipa anche il premier dell’Armenia, Pashinyan. Questi ha avuto diversi incontri istituzionali. Fra gli altri con Macron (Francia), Scholz (Germania), Stoltemberg (Nato), Sanchez (Spagna), Schoof (Olanda), Stubb (Finlandia), Frieden (Lussemburgo), Fiala (Repubblica Ceca). Mei giorni scorsi la parte armena aveva proposto a quella azera un incontro tra Pashinyan e Aliyev ma ha ricevuto un rifiuto da Baku che a sua volta addebita a Yerevan il mancato vertice. Da ricordare che al terzo vertice della Comunità Aliyev non si presentò.

(15) ESERCITAZIONI USA-ARMENIA – Sono iniziate in Armenia le esercitazioni congiunte Eagle Partner-2024 con l’esercito americano. Alle esercitazioni prendono parte militari della brigata di mantenimento della pace delle forze armate armene e delle forze di terra statunitensi in Europa e Africa. L’anno scorso, 85 militari americani e 175 armeni hanno preso parte all’esercitazione Armenian-American “Eagle Partner”. Il vice capo del Dipartimento di Stato americano, Uzra Zeya, ha dichiarato che il Ministero della Difesa armeno si sta preparando a iniziare a lavorare nel dipartimento con un rappresentante dell’esercito americano. Secondo un rappresentante del Ministero degli Esteri americano, ciò segna l’inizio di una nuova fase strategica di partenariato nelle relazioni armeno-americane. La decisione di nominare un rappresentante dell’esercito americano presso il Ministero della Difesa armeno è stata presa con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione nel campo dell’istruzione, dell’addestramento e dell’addestramento militare, nonché dello sviluppo di progetti di tecnologia di difesa.

(11) USA-ARTSAKH – A Kapan (Armenia), l’ambasciatrice statunitense in Armenia Kristina Kvien ha incontrato gli sfollati del Nagorno Karabakh (Artsakh) per conoscere le loro attuali necessità e il sostegno che hanno ricevuto dal governo armeno e dall’USAID per creare nuovi mezzi di sostentamento nelle loro comunità, riferisce l’ambasciata statunitense in Armenia. 

(11) PRIGIONIERI ARMENI – Mentre i diplomatici si riuniscono a Washington per i colloqui tra Armenia e Azerbaigian mediati dagli USA, prigionieri armeni come Ruben Vardanyan languono nelle prigioni azere, una palese contraddizione con qualsiasi retorica di pace. Dice la dichiarazione pubblicata sulla pagina Facebook di “Free Armenian Prisoners”.”Esortiamo il Segretario di Stato Antony Blinken a dare priorità al rilascio immediato di tutti i prigionieri armeni. Non può esistere una vera pace finché civili innocenti soffrono una detenzione ingiusta. Invitiamo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e la Missione degli Stati Uniti presso l’OSCE a sollecitare azioni concrete, non soloparole. Una pace duratura può essere costruita solo su una base di giustizia e rispetto dei diritti umani“, afferma la dichiarazione. Il mese scorso, un gruppo di avvocati internazionali di Ruben Vardanyan, detenuto illegalmente a Baku, ha presentato un appello urgente al Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, denunciando torture contro il loro cliente. La scorsa settimana, il Presidente del PACE ha anche rilasciato una dichiarazione invitando le autorità azere a ristabilire immediatamente il lavoro con il Comitato per la prevenzione della tortura.

(10) INCONTRO MINISTRI ESTERI – A Washington si sono incontrati i ministri degli Esteri di Armenia (Mirzoyan) e Azerbaigian (Bayramov) con il Segretario di Stato USA Blinken.

(6) LINEA DI CONFINE TRANQUILLA – Il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan ha visitato Kirants e ha incontrato le guardie di frontiera nella sezione di confine armeno-azera. Le guardie di frontiera hanno riferito che non sono state registrate violazioni di confine o incidenti di emergenza durante il giorno.

(6) INSEDIAMENTI ILLEGALI IN ARTSAKH – Entro la fine del 2024, fino a 20.000 azeri si stabiliranno illegalmente nel territorio dell’Artsakh, passato sotto il controllo di Baku. Il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha annunciato questi insediamenti nella riunione dell’Organizzazione degli Stati turchi tenutasi a Shushi, che è passata sotto il controllo dell’Azerbaigian.

(6) ANNUNCIATE ESERCITAZIONI USA-ARMENIA – Nell’ambito della preparazione alla partecipazione alle missioni internazionali di mantenimento della pace, dal 15 al 24 luglio si terrà in Armenia l’esercitazione congiunta armeno-americana “EAGLE PARTNER-2024”. Lo informa il Ministero della Difesa della Repubblica Armena. Nell’esercitazione parteciperanno i soldati della brigata di mantenimento della pace delle Forze Armate RA, delle forze di terra statunitensi in Europa e Africa e della Guardia Nazionale del Kansas. L’esercizio prevede operazioni di stabilizzazione tra le parti in conflitto durante compiti di mantenimento della pace.  Lo scopo dell’esercitazione è aumentare il livello di interoperabilità delle unità che partecipano a missioni internazionali di mantenimento della pace nel quadro delle operazioni di mantenimento della pace, scambiare le migliori pratiche di gestione e comunicazione tattica, nonché aumentare la prontezza dell’unità armena.

(6) PRESIDENTE IRAN – Il nuovo presidente dell’Iran è naturalmente iraniano, discendente di Atrpatak. Ne ha scritto l’iranologo Vardan Voskanyan nel suo canale Telegram, riferendosi alle voci secondo cui il neoeletto presidente dell’Iran sarebbe di origine azera.

(5) ORBAN A SHUSHI – Il primo ministro ungherese Viktor Orban parteciperà al summit dell’Organizzazione degli Stati turchi a Shushi, occupata dall’Azerbaigian, il 5 e 6 luglio. Lo ha annunciato il portavoce di Orban, Zoltan Kovacs. “Il summit si concentrerà sulla costruzione di un futuro sostenibile attraverso trasporti, connettività e politica climatica. Orban prenderà parte a colloqui bilaterali con i leader degli stati partner turchi”, ha scritto. Nel frattempo si è saputo che il presidente turco Erdogan ha annullato la sua visita a Shushi per seguire la partita di calcio fra Turchia e Olanda.

(5) ALIYEV IN ARTSAKH – Il dittatore azero è nuovamente in Artsakh a inaugurare opere commissionate per demolire la presenza armena nella regione. Si è recato all’università che è stata oggetto di lavori di restauro per modificarne la facciata rispetto a quella originaria: nell’istituto universitario arriveranno studenti “colonizzatori” che beneficerannop di alloggio e laptop gratuito. anche il parco nei pressi dell’ateneo è stato modificato rispetto a prima. Aliyev ha anche inaugurato a Stepanakert due hotel (sempre su edifici armeni ristrutturati), “Palace” e “Karabakh” e ha dato il via alla creazione di un centro congressi mentre a Shushi ha inaugurato un centro ricreativo. Vale la pena di notare come l’accesso a tutta la regione può avvenire solo previa autorizzazione delle autorità.

(5) GIORNATA DELLA COSTITUZIONE – Il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan ha pubblicato un messaggio in occasione del Giorno della Costituzione. Il messaggio recita quanto segue:
Cari cittadini, cari cittadini della Repubblica di Armenia, oggi, 5 luglio, celebriamo il Giorno della Costituzione. La Costituzione è anche chiamata legge madre o legge fondamentale. La chiamiamo legge madre, perché in qualsiasi paese con una Costituzione, le leggi devono derivare da essa, essere nutrite dalle tesi, dai concetti e dalle disposizioni della Costituzione.
La Costituzione è chiamata legge fondamentale perché nei paesi democratici è l’unica o una delle poche leggi che viene solitamente adottata tramite voto popolare, cioè, in questo caso, è il popolo a votare “a favore” o “contro” la legge, il popolo accetta o rifiuta quella legge madre o fondamentale, la Costituzione. Tali norme legali si applicano anche alla Repubblica di Armenia, ovvero nel nostro Paese il popolo, in quanto unione di cittadini, agisce come creatore della costituzione. Perché è così e qual è la logica alla base di ciò? Adottando la Costituzione e votando a favore della Costituzione, il cittadino e la collettività di cittadini, il popolo, dichiarano innanzitutto di assumersi la responsabilità di avere uno Stato e sono pronti ad assumersi tale responsabilità. E nel testo stesso della Costituzione, le persone esprimono la loro idea di come immaginano quello Stato, la sua governance, come dovrebbe essere in generale e a quale progetto tutti lavoreranno per realizzarlo. E la terza circostanza, non meno importante, è che i cittadini devono registrare nel testo della Costituzione le regole della loro vita nello Stato da loro fondato e costruito: le regole dei rapporti cittadino-Stato, dei rapporti cittadino-legge, dei rapporti cittadino-cittadino, dei rapporti uomo-uomo, dei rapporti uomo-natura. Di conseguenza, la costituzione è l’accordo collettivo dei cittadini sulle regole, i diritti e le responsabilità della vita nel proprio paese. La parola sovrano, cari cittadini della Repubblica di Armenia, ha origine da qui. Il sovrano è colui che decide le regole per vivere in un dato paese. Nel nostro paese, il popolo è sovrano e questo non è solo de jure, ma anche de facto dopo la rivoluzione di velluto non violenta del popolo del 2018. Ed è con questo fatto che la nostra attuale Costituzione è in profondo conflitto socio-psicologico. A causa delle circostanze note a tutti noi, il cittadino della Repubblica di Armenia oggi non ritiene che la Costituzione esprima la sua comprensione e il suo accordo sulle regole di convivenza con il suo vicino, la sua comunità, gli altri residenti del suo stato. Il cittadino ritiene che l’élite al potere abbia creato quel testo, ne abbia annunciato l’accettazione e, di fatto, lo abbia introdotto in Armenia.
La mia convinzione era e rimane che questo è un problema fondamentale per il nostro paese, e il nostro paese ha bisogno di una nuova Costituzione, e al momento non sto parlando tanto del nuovo testo, ma del nuovo metodo della sua creazione e adozione. Abbiamo bisogno di una nuova Costituzione che le persone considereranno come ciò che hanno creato, ciò che hanno accettato, ciò che è scritto in essa è la loro idea dello stato che hanno creato e delle relazioni tra le persone e i cittadini in quello stato. Abbiamo bisogno di una Costituzione che sia organicamente connessa al suo artefice, il popolo. Questo argomento è ora molto oggetto di speculazioni sia interne che esterne. Ma dobbiamo continuare a procedere con fermezza per rafforzare il nostro stato, la Repubblica di Armenia, e renderlo invulnerabile istituzionalmente, psicologicamente e fisicamente. Questo è un percorso difficile ma onorevole, e siamo sulla strada giusta, ma per percorrerlo, dobbiamo concentrarci su un problema specifico, che è servire l’interesse statale della Repubblica di Armenia, perché l’interesse statale della Repubblica di Armenia è l’interesse del sovrano, cioè il popolo della Repubblica di Armenia. L’interesse delle persone reali che vivono nella Vera Armenia, che hanno creato la Repubblica di Armenia come strumento per garantire la loro libertà, benessere, felicità, sicurezza, per creare un ambiente giusto nel suo territorio riconosciuto a livello internazionale, e non dobbiamo deviare da questo obiettivo. Cari cittadini, cari cittadini della Repubblica di Armenia, Mi congratulo con tutti noi per il 5 luglio, Giorno della Costituzione. Gloria ai martiri e lunga vita alla Repubblica d’Armenia.

(2) REPORT FREEDOM HOUSE SU PULIZIA ETNICA IN ARTSAKH – L’organizzazione internazionale per i diritti umani Freedom House ha presentato un rapporto di accertamento dei fatti intitolato “Perché non ci sono armeni nel Nagorno-Karabakh?” In particolare, questo rapporto speciale esamina la situazione degli armeni etnici che vivono nel Nagorno-Karabakh per il periodo che inizia con la seconda guerra del Nagorno-Karabakh nel 2020 e attraverso l’offensiva militare azera contro il Nagorno-Karabakh nel settembre 2023 e le sue conseguenze. Attraverso uno sforzo di ricerca di fatti internazionale che ha incluso centinaia di interviste a testimoni e dati open source, l’analisi mira a rispondere al motivo per cui non ci sono armeni etnici che vivono nel Nagorno-Karabakh a partire da maggio 2024.
Il rapporto documenta come le persone nel Nagorno-Karabakh siano state intenzionalmente sottoposte ad attacchi regolari, intimidazioni, privazioni dei diritti fondamentali e di condizioni di vita adeguate, e spostamenti forzati. Le prove dimostrano che lo stato azero ha agito in base a una strategia completa e metodicamente implementata per svuotare il Nagorno-Karabakh della sua popolazione etnica armena e della sua presenza storica e culturale.
Il rapporto presenta anche gli eventi relativi alla guerra di 44 giorni nel Nagorno-Karabakh nel 2020, al blocco di 9 mesi dell’Azerbaigian e alla crisi umanitaria in Artsakh, agli attacchi e alle intimidazioni ai danni dei civili nel Nagorno-Karabakh, alla missione delle forze di pace russe nel Karabakh, allo spostamento di massa degli armeni etnici dal Nagorno Karabakh all’Armenia, alla distruzione dei dati sull’esistenza degli armeni e del patrimonio storico e culturale armeno nel Karabakh.

(1) COP29 – Ad alcuni giornalisti occidentali è stato negato l’ingresso a una conferenza sull’industria energetica in Azerbaigian all’inizio di questo mese, rinnovando le preoccupazioni sulla repressione statale dei media in vista degli importanti colloqui sul clima delle Nazioni Unite a Baku più avanti quest’anno. Almeno tre giornalisti dalla Gran Bretagna e dalla Francia hanno affermato di essersi sentiti “insicuri” dopo che è stato negato loro l’ingresso al forum della Baku Energy Week, nonostante si fossero registrati con gli organizzatori dell’evento settimane prima. I giornalisti hanno affermato di non aver ricevuto una ragione valida per cui è stato negato loro l’ingresso, ma hanno deciso di lasciare la sede dopo incontri “spaventosi” e “intimidatori” con gli organizzatori. La conferenza si è tenuta poco prima che Human Rights Watch rivelasse almeno 25 casi di giornalisti e attivisti arrestati o condannati in Azerbaigian nell’ultimo anno. Quasi tutti sono ancora in detenzione. I gruppi della società civile hanno espresso preoccupazione per il fatto che la difesa del clima venga repressa in vista dei colloqui sul clima Cop29 delle Nazioni Unite a Baku più avanti quest’anno.

(1) DELIMITAZIONE CONFINE – Secondo quanto riferisce l’ufficio del Vice Primo Ministro dell’Armenia, Mher Grigoryan, le Commissioni stanno lavorando al coordinamento della bozza di Regolamento sulle attività congiunte della Commissione armena sulla delimitazione del confine di Stato e sulla sicurezza del confine tra Armenia e Azerbaigian e della Commissione statale azera sulla delimitazione del confine di Stato tra Azerbaigian e Armenia. Oggi, queste Commissioni si sono trasmesse reciprocamente le bozze di regolamento in forma funzionante e hanno tenuto una serie di discussioni. I negoziati proseguono in modo costruttivo. Si prevede che il processo di accordo sarà completato nel prossimo futuro.

(29) NUOVE RICHIESTE AZERE – Secondo indiscrezioni di stampa, nel decimo pacchetto di proposte negoziali presentato da Baku a Yerevan ci sarebbero alcune (nuove?) richieste. In particolare, l’Azerbaigian chiede che l’Armenia abbandoni tutte le cause contro l’Azerbaigian intentate nei tribunali internazionali e relative alla discriminazione e alla pulizia etnica attuata dall’Azerbaigian contro gli armeni dell’Artsakh, alle denunce sui prigionieri armeni detenuti a Baku, alle richieste di liberazione dei territori della Repubblica Armena occupati dagli azeri.

(28) ELEZIONI AZERBAIGIAN – Il presidente dell’Azerbaigian ha firmato il decreto di scioglimento del parlamento (Milli Majlis) e ha fissato la data delle elezioni anticipate al 1° settembre.

(27) NEGOZIATI – L’Azerbaigian riferisce di aver invitao all’Armenia il decimo pacchhetto di proposte per il piano di pace. Intanto, il ministro degli Esteri azero, Bayramov, ha dichiarato che “il lavoro sulla delimitazione del confine con l’Armenia sta andando avanti. Nel prossimo futuro testimonieremo ulteriori positivi passi“. Allo stesso tempo Bayramov ha affermato che la Costituzione dell’Armenia rimane l’ostacolo più difficile. Il ministro armeno Mirzoyan ieri aveva dichiarato che l’Armenia è pronta a firmare un accordo di pace in un mese.

(23) UNIONE EUROPEA – Toivo Klaar, rappresentante speciale dell’UE per la crisi nel Caucaso meridionale e in Georgia, ha molto apprezzato l’offerta dell’Armenia all’Azerbaigian di creare un meccanismo bilaterale per indagare sulle violazioni del cessate il fuoco. “Per ridurre la tensione, la proposta dell’Armenia di creare un meccanismo bilaterale per combattere le presunte violazioni del cessate il fuoco al confine armeno-azerbaigiano dovrebbe essere accolta con favore. Da 15 anni l’Unione europea aiuta ad organizzare incontri simili in Georgia attraverso la missione dell’UE in Georgia ed è pronta a offrire la sua esperienza“, ha scritto Klaar nel suo microblog X. In precedenza, l’ufficio del Primo Ministro della Repubblica d’Armenia aveva proposto all’Azerbaigian di avviare l’attuazione di un meccanismo bilaterale per l’indagine sui casi di violazione del cessate il fuoco.

(23) AZERBAIGIAN E BIELORUSSIA – Il 13 giugno “Politico” ha scritto che il partner dell’Armenia nella CSTO, la Bielorussia, ha venduto segretamente armi all’Azerbaigian. Sono state messe a disposizione dei media americani più di una dozzina di lettere, note diplomatiche, fatture di vendita, documenti di esportazione, che lo dimostrano nel 2018-2022. La Bielorussia ha aiutato attivamente le forze armate dell’Azerbaigian. “I servizi offerti includevano l’ammodernamento del vecchio equipaggiamento di artiglieria e la consegna di nuovo equipaggiamento utilizzato nella guerra radioelettronica (ERA) e nell’ATS”, ha riferito Politico. Inoltre, i documenti contengono lettere dell’Agenzia statale bielorussa per l’esportazione di armi alle proprie società industriali militari riguardanti ordini di artiglieria moderna dall’Azerbaigian. È trapelata anche la corrispondenza tra gli organi statali della Bielorussia e dell’Azerbaigian riguardante l’accordo per l’acquisto del sistema mobile anti-drone “Groza-S”. In una corrispondenza diplomatica si afferma anche che le imprese bielorusse hanno svolto un ruolo attivo nella “restaurazione dei territori non occupati dell’Azerbaigian, nonché nell’esportazione di beni e servizi bielorussi [in Azerbaigian].

(22) DENUNCE AZERE – La dichiarazione del Ministero della Difesa dell’Azerbaigian, secondo cui il 21 giugno, tra le 12:25 e le 15:35, unità delle Forze Armate RA hanno aperto il fuoco in direzione delle posizioni azere situate nella parte orientale della zona di confine, non corrisponde alla realtà. Lo sottolinea in una nota il Ministero della Difesa dell’Armenia. Peraltro le postazioni azere che sarebbero state colpite si trovano nel territorio sovrano della repubblica di Armenia occupato dall’Azerbaigian nel maggio 2021.

(21) ARMENIA E PALESTINA – L’Armenia ha riconosciuto ufficialmente lo Stato della Palestina. Lo precisa una nota del ministero degli Esteri di Yerevan che si dice favorevole alla soluzione dei due Stati. La decisione dell’Armenia è stata accolta con soddisfazione dalla Turchia. L’ufficio del presidente palestinese Mahmoud Abbas ha elogiato la decisione dell’Armenia di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina. In un comunicato stampa, il suddetto ufficio ha espresso profondo apprezzamento per “questa decisione coraggiosa e significativa“, considerandola un “passo fondamentale verso il rafforzamento delle relazioni bilaterali e la promozione della pace e della stabilità nella regione“. “La saggia decisione dell’Armenia è in linea con i principi della soluzione dei due Stati, una scelta strategica che sostiene la volontà e la legittimità internazionale“, ha aggiunto in particolare l’ufficio del presidente palestinese.

(21) ALIYEV E BLINKEN – In una conversazione telefonica con il Segretario di Stato USA Blinken, il presidente azero Aliyev si è lamentato che nella costituzione armena ci siano riferimenti a pretese territoriali verso l’Azerbaigian e ha chiesto la fine delle operazioni del Gruppo di Minsk dell’Osce. Il dittatore azero ha affermato che la pace è stata assicurata nella regione, e chela promotrice dei principi che costituiscono la base del trattato di pace con l’Armenia e del suo testo è la parte azera (sic!).

(21) CADUTI ARMENI – La parte azera ha trasferito venerdì alla parte armena i resti di due militari armeni che apparentemente sono morti durante le operazioni di combattimento di due giorni nel settembre 2022.

(20) PRIGIONIERI ARMENI E UE – L’Alto Commissario UE per gli Affari esteri, Borrell, ha così risposto a una interrogazione scritta sui prigionieri armeni in Azerbaigian: “L’UE continua a sostenere gli sforzi tesi alla normalizzazione delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian su tutte le questioni in sospeso. Per quanto riguarda la situazione dei detenuti del Nagorno-Karabakh, l’UE invita l’Azerbaigian a rispettare il giusto processo e i principi fondamentali per la protezione dei detenuti, oltre che a garantire la trasparenza. L’UE è fermamente convinta che le misure volte a rafforzare la fiducia, tra cui il rilascio e il rimpatrio dei detenuti armeni in Azerbaigian, possano apportare benefici al processo globale di pace e spianare la strada a una maggiore fiducia tra le parti. A tale riguardo, l’UE ha accolto con favore la dichiarazione congiunta dell’Armenia e dell’Azerbaigian del 7 dicembre 2023 sulle misure volte a rafforzare la fiducia, tra cui lo scambio di prigionieri, e continua a sollecitare ulteriori interventi. L’UE continua a intrattenere rapporti con l’Azerbaigian nell’ambito del dialogo regolare sui diritti umani e nei contatti bilaterali. La delegazione dell’UE a Baku segue da vicino la situazione in loco ed è in stretto contatto con il Comitato internazionale della Croce Rossa, che può regolarmente visitare i detenuti armeni. Inoltre l’UE continua a esortare l’Azerbaigian a garantire che i diritti degli armeni del Karabakh vengano rispettati, compreso il diritto di ritornare alle loro case senza intimidazioni e discriminazioni, e a fornire sostegno agli armeni del Karabakh sfollati nel settembre 2023 e in precedenza. Da allora ha stanziato oltre 33 milioni di EUR in aiuti umanitari diretti e sotto forma di sostegno di bilancio al governo armeno al fine di aiutarli a far fronte alle loro esigenze.”

(19) RUSSIA SU DETENZIONE VARDANYAN – Ruben Vardanyan ha rinunciato alla cittadinanza russa, e lo ha fatto apertamente. Lo ha affermato Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo durante l’odierna conferenza stampa settimanale, rispondendo alla domanda se la Russia stia discutendo la questione della liberazione di Ruben Vardanyan dal carcere in Azerbaigian. “Sapete, non ho visto se la questione della detenzione di Ruben Vardanyan, che non è cittadino armeno, in una prigione azerbaigiana, sia stata sollevata durante i contatti armeno-azerbaigiani. Ora, se mi fornite queste informazioni, sarà molto interessante e utile per me saperlo. Vorrei ricordare ancora una volta che Ruben Vardanyan ha rinunciato alla cittadinanza russa e lo ha fatto apertamente. Pertanto, tali domande dovrebbero essere rivolte a Baku e Yerevan“, ha detto Zakharova. Lei ha sottolineato che, in generale, la Russia ha sempre sostenuto l’attuazione degli accordi tripartiti, il cui elemento chiave è il rilascio di tutte le persone detenute.

(19) MINACCE AZERE – La reazione della cooperazione tecnico-militare tra Armenia e Francia da parte della Baku ufficiale crea confusione. È diritto sovrano di ogni Stato mantenere forze armate capaci di combattere e dotate di mezzi militari moderni. Lo ha sottolineato il Ministero degli Affari Esteri armeno in una dichiarazione.
La Repubblica d’Armenia riconosce l’integrità territoriale e l’inviolabilità dei confini di tutti i suoi vicini. Armenia e Azerbaigian, al più alto livello, hanno convenuto di riconoscere reciprocamente l’integrità territoriale e la sovranità reciproca sulla base della Dichiarazione di Alma-Ata del 1991. La Repubblica d’Armenia è fedele a questo principio e non ha alcuna ambizione oltre i suoi 29mila 743 chilometri quadrati riconosciuti a livello internazionale. La Repubblica d’Armenia ha praticamente dimostrato questo approccio con l’iniziativa di effettuare la delimitazione in quattro villaggi della Regione Gazakh della Repubblica dell’Azerbaigian e della Regione Tavush della Repubblica d’Armenia. Chiediamo all’Azerbaigian di cessare l’occupazione dei territori vitali di oltre 30 villaggi della Repubblica d’Armenia. La pratica dell’Azerbaigian di prevedere escalation regionali in ogni occasione è allarmante e dimostra, secondo le analisi di diversi centri, che l’Azerbaigian farà di tutto per interrompere il processo di conclusione dell’accordo di pace con l’Armenia al fine di lanciare una nuova aggressione contro la Repubblica di Armenia dopo il vertice COP29 di Baku nel novembre 2024. Attiriamo l’attenzione della comunità internazionale su questo, così come sul fatto che la proposta ufficiale di Yerevan di concludere un accordo di pace entro un mese è rimasta senza risposta da parte delle autorità di Baku ”.

(18) FRANCIA E ARMENIA – Erevan e Parigi hanno firmato un accordo per la consegna di obici francesi CAESAR all’Armenia. Lo scrive su X il ministro delle Forze Armate francesi, Sebastien Lecornu. “Continuiamo a rafforzare le nostre relazioni di difesa con l’Armenia. Una conversazione calorosa e produttiva [ha avuto luogo] con il mio collega [armeno] Suren Papikyan, a margine di Eurosatory [mostra internazionale]. Nuova importante pietra miliare con la firma di un contratto per la acquisizione dei cannoni CAESAR”, scrive Lecornu.

(14) APPELLO PER VARDANYAN – Il team legale internazionale per Ruben Vardanyan, prigioniero politico detenuto illegalmente in Azerbaigian, giovedì ha presentato un appello urgente alla dottoressa Alice Edwards, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, implorandola di condannare la tortura e i maltrattamenti che il governo dell’Azerbaigian ha perpetrato contro lui. La famiglia di Ruben e l’avvocato internazionale hanno appreso che durante il suo sciopero della fame nell’aprile 2024, Ruben è stato messo in una cella di punizione, gli è stato negato l’accesso all’acqua potabile, privato del sonno, costretto a mantenere posizioni stressanti, gli è stato negato l’accesso al suo avvocato e trattenuto in prigione. detenzione in incommunicabilità. Non siamo ancora consapevoli della portata del trauma psicologico e fisico derivante da questo trattamento. Dal 5 al 25 aprile 2024, Ruben ha intrapreso uno sciopero della fame per protestare contro la sua accusa politicamente motivata e quella degli altri prigionieri armeni. Per ritorsione, le autorità del centro di custodia cautelare del Servizio di Sicurezza dello Stato – dove è attualmente detenuto – lo hanno trasferito in una cella di punizione, dalla quale non gli è mai stato permesso di uscire per tutta la durata dello sciopero della fame. Le luci nella cella venivano tenute accese 24 ore su 24, il che portava a grave privazione del sonno e esaurimento. Inoltre, è stato costretto a stare in piedi per lunghi periodi di tempo ed è stato privato dell’acqua potabile per oltre due giorni interi. Inoltre non gli era permesso lavarsi o cambiarsi d’abito; non gli è stata data la carta igienica; non gli era permesso avere libri o carta; e non c’erano lenzuola (quindi ha dovuto dormire su un materasso sporco). Particolarmente preoccupante è il fatto che né all’avvocato di Ruben né a nessun altro (compreso il difensore civico locale) è stato permesso di fargli visita durante lo sciopero della fame e la sua comunicazione con il mondo esterno (ad esempio, tramite telefonate con la famiglia) è stata interrotta.

(14) RIVELAZIONI SU BIELORUSSIA – La Bielorussia ha fornito armi avanzate all’arcinemico dell’Armenia, l’Azerbaigian, anche se Minsk e Yerevan sono presumibilmente alleate nella CSTO guidata dalla Russia, secondo documenti trapelati sulle forniture di armi, riferisce “Politico”. Il deposito di file getta nuova luce sulla decisione dell’Armenia di questa settimana di annunciare che lascerà l’alleanza militare CSTO. Ora, un deposito di oltre una dozzina di lettere, note diplomatiche, atti di vendita e passaporti di esportazione visti da Politico mostra che la Bielorussia ha aiutato attivamente le forze armate dell’Azerbaigian tra il 2018 e il 2022, quando le tensioni con l’Armenia hanno raggiunto il picco. I servizi offerti includevano la modernizzazione delle vecchie attrezzature di artiglieria e la fornitura di nuove attrezzature utilizzate per la guerra elettronica e i sistemi di droni.

(14) VIOLAZIONI CESSATE IL FUOCO – Da tre giorni l’Azerbaigian accusa l’Armenia di violazioni lungo la linea di contatto con armi leggere. Queste accuse sono stateb puntualmente respinte al mittente dal ministero della Difesa di Yerevan. Anche la missione europea (EUMA) non ha segnalato attività di rilievo.

(13) ARMENIA E BIELORUSSIA – L’ambasciatore dell’Armenia in Bielorussia, Razmik Khumaryan, è stato richiamato a Yerevan per consultazioni. Lo ha annunciato su Facebook la portavoce del Ministero degli Affari Esteri armeno, Ani Badalyan. Dal canto suo, la Bielorussia valuta con calma le “dichiarazioni impulsive” del primo ministro armeno Nikol Pashinyan su Minsk. Lo ha annunciato Alexander Shpakovsky, ministro consigliere dell’ambasciata bielorussa in Russia. Ieri, in parlamento, il premier armeno Pashinyan aveva dichiarato che mai lui o altro funzionario armeno si recherà in Bielorussai fin tanto che al potere rimarrà Lukashenko accusato di aver appoggiato l’Azerbaigian nelle sue azioni di guerra contro l’Artsakh e l’Armenia.

(12) TENSIONE A YEREVAN – In viale Baghramyan, nei pressi del parlamento, tafferugli tra manifestatnti e forze dell’ordine. A gine serata si contano 98 feriti tra le parti. Sessantasei persone sono state dimesse dopo aver ricevuto le cure mediche necessarie. Trentadue pazienti continuano a ricevere cure per lesioni leggere e moderate. La polizia ha fatto esplodere alcune granate assordanti. 86 persone risultano in stato di fermo.

(12) ARMENIA E CSTO – Il Primo Ministro della Repubblica d’Armenia non ha detto che lasceremo la CSTO. Lo ha annunciato il ministro degli Affari esteri, Ararat Mirzoyan, davanti all’Assemblea nazionale. “Ha detto che decideremo quando partiremo, ma non torneremo indietro. Questo è quello che ha detto: niente di meno, niente di più. Se qualcuno sostiene che il primo ministro armeno ha detto che l’Armenia sta lasciando la CSTO, si sbaglia, e [questo] è molto facile da dimostrare“, ha aggiunto Mirzoyan. In precedenza, in parlamento Pashinyan aveva dichiarato: “Noi [cioè l’Armenia] ce ne andremo. Ci state spaventando con questo? Ben fatto. Decideremo quando partiremo. Bene, quale pensi sarà il prossimo passo Ebbene, possiamo tornare indietro? Non c’è altra via. Stiamo andando verso la vera Armenia, e siamo quasi arrivati. Verso uno stato sovrano, pacifico, con confini delimitati“.

(12) STATI UNITI SU KARABAKH – Fino al completamento dell’indagine indipendente, Washington non avrà una valutazione chiara se ciò che è accaduto in Karabakh sia immigrazione o pulizia etnica. Lo ha affermato James O’Brien, sottosegretario di Stato americano per l’Europa e l’Eurasia, in un’intervista. Gli Stati Uniti hanno annunciato che condurranno un’indagine indipendente su quanto accaduto in Nagorno-Karabakh nel settembre 2023 e anche successivamente; gli Stati Uniti sono impegnati in questo adesso. Le rispettive organizzazioni internazionali hanno accesso a questi luoghi e possono fornire agli Stati Uniti le informazioni necessarie, ha aggiunto il funzionario statunitense. Inoltre ha invitato l’Armenia e l’Azerbaigian a rispondere alla domanda se sia necessario sciogliere il Gruppo di Minsk dell’OSCE.

(11) USA E ARMENIA – Oggi a yerevan incontro tra il Sottosegretario USA per gli Affari europei, James O’Brien, e il ministro degli Esteri Mirzoyan. Si tratta dell’ultimo passaggio del cosidetto dialogo strategico Armenia-USA. L’incontro è stato seguito da un altro aperto alle due delegazioni. In seguito O’Brien ha incontrato il premier Pashinyan che ha sottolineato l’importanza del vertice odierno ed ha espresso la convinzione che ciò darà un nuovo impulso all’ulteriore sviluppo e rafforzamento della cooperazione multisettoriale tra Armenia e Stati Uniti. Inoltre, Pashinyan ha sottolineato il costante sostegno degli Stati Uniti alle riforme democratiche attuate in Armenia. Il Primo Ministro ha sottolineato che è importante attuare efficacemente gli accordi raggiunti durante l’incontro ad alto livello Armenia-UE-USA tenutosi a Bruxelles il 5 maggio.
James O’Brien, da parte sua, ha sottolineato con soddisfazione che l’incontro chiave del dialogo strategico Armenia-USA a Yerevan si è svolto in modo efficace, aggiungendo che l’amministrazione americana continuerà ad assistere il governo armeno per promuovere riforme in vari settori.

(11) NEGOZIATI DI PACE – La costituzione dell’Armenia, i suoi emendamenti o non emendamenti sono affari interni dell’Armenia e non possono costituire un programma di negoziazione. Ruben Rubinyan, vicepresidente dell’Assemblea nazionale dell’Armenia, lo ha detto ai giornalisti parlando riguardo alle dichiarazioni dell’Azerbaigian sulla necessità di modificare la costituzione dell’Armenia per firmare un trattato di pace con l’Azerbaigian. “In generale, la nostra posizione sullo sblocco delle infrastrutture è questa. Le parti armena e azera hanno un accordo su il riconoscimento della [loro] integrità territoriale. E questo accordo è stato registrato nel contesto dell’accordo registrato nel 2022 a Praga, poi a Sochi, poi a Bruxelles, e poi recentemente durante le riunioni delle rispettive commissioni di delimitazione delle frontiere sotto la guida dei vice primi ministri [dei due Paesi]. Se tutti questi accordi saranno espressi nel trattato di pace, il trattato potrà essere firmato molto rapidamente”, ha aggiunto Rubinyan.

(10) AZERO SCOMPARSO – Il Servizio di sicurezza nazionale (NSS) dell’Armenia non ha fatti riguardanti il ​​possibile attraversamento della frontiera da parte di un militare azerbaigiano. Così informa il centro stampa Servizio di sicurezza nazionale dell’Armenia. Questa mattina presto, l’Azerbaigian ha riferito che un soldato azerbaigiano era scomparso domenica, dal villaggio di Gunnut, nella regione di Sadarak, nel Nakhichevan.

(10) ASSEMBLEA NAZIONALE – L’opposizione aveva presentato una proposta per una sessione straordinaria che doveva essere convocata il 17 del mese per discutere le dimissioni del premier Pashinyan. Il Consiglio dell’Assemblea nazionale non ha accettato tale proposta. Dopo la manifestazione di ieri in piazza della Repubblica alcune centinaia di persone si erano accampate nei pressi del parlamento in viale Bagramyan che è stato chiuso al traffico.

(10) CORRIDOIO DI ZANGEZUR – L’Iran sostiene la normalizzazione delle relazioni armeno-azerbaigian, ma non accetterà cambiamenti nei confini regionali. Lo ha detto Ali Bagheri Kani, ministro degli Esteri ad interim dell’Iran, in un’intervista alla CNN Turk, rispondendo alla domanda sul “corridoio Zangezur” nel contesto dell’accordo armeno-azerbaigiano.

(10) CSTO – L’addetto stampa del MAE armeno Ani Badalyan ha annunciato che Yerevan si asterrà dal aderire alla decisione del Consiglio di sicurezza collettiva della CSTO del 23 novembre 2023 “Sul bilancio della CSTO 2024” e dal partecipare al finanziamento delle attività di questa organizzazione ivi previste. Commentando questa situazione, il Ministero degli Affari Esteri russo ha osservato che “questa non è la prima dichiarazione di Yerevan che ‘congela’ la sua partecipazione e interrompe i finanziamenti alla CSTO”.

(9) CORTEO A YEREVAN – Al termine della manifestazione a piazza della repubblica è partito un corteo con a capo l’arcivescovo Galstanyan. I partecipanti al movimento marciano lungo le strade Amiryan, Mashtots e Baghramyan. “Annuncerò il resto strada facendo. Nel corso della manifestazione l’arcivescovo ha ricordato i tre prossimi passaggi politici che dovrebbero essere compiuti: il 10 giugno, alle 16.30, i deputati dell’opposizione dell’Assemblea nazionale apriranno una sessione con l’ordine del giorno delle dimissioni del governo. In secondo luogo, l’11 giugno, il Consiglio dell’Assemblea Nazionale è obbligato ad adottare una decisione sullo svolgimento di una sessione straordinaria su decisione del popolo. Fase tre: sulla base della richiesta popolare, il Parlamento approva in sessione straordinaria le dimissioni dell’attuale governo e la decisione di formare un nuovo governo.

(9) MANIFESTAZIONE A YEREVAN – In piazza della Repubblica di Yerevan ha avuto luogo una nuova manifestazione indetta dll’arcivescovo Bagrat Galstanyan. Ieri il prelato aveva annunciato che la lotta sta entrando nella fase finale e che ci saranno azioni decisive, che saranno annunciate durante la manifestazione. Ha lanciato un appello anche al popolo, esortandolo a partecipare alla manifestazione, interrompendo così il corso della storia. Bagrat Galstanyan si è rivolto oggi alla comunità internazionale in inglese e russo, annunciando che l’attuale governo armeno ha perso la sua legittimità, violando le sue promesse preelettorali e il piano del governo. Ha inoltre affermato che non è necessario recidere i legami di alleanza, ma sviluppare regolarmente le relazioni di alleanza esistenti attraverso il dialogo e la riconciliazione degli interessi e allo stesso tempo approfondire le relazioni in tutte le direzioni, aumentando il numero di alleati, partner e amici. Ha anche detto che l’Armenia ha bisogno della vera democrazia e non della sua imitazione. Sugli edifici governativi e postali, gli organizzatori della manifestazione hanno raffigurato l’aspetto del Monte Ararat, che le autorità vogliono sostituire sullo stemma con Aragats. I partecipanti al movimento illuminano anche Piazza della Repubblica con le luci dei loro telefoni.Quella di oggi è la terza grande manifestazione dopo quelle del 9 e 26 maggio. In quest’ultima, Galstanyan aveva annunciato il governo di transizione, il cui candidato primo ministro era stato nominato proprio l’arcivescovo. 

(8) ALIYEV SODDISFATTO – L’Azerbaigian e l’Armenia hanno ora ottenuto alcuni successi nello stabilire i propri confini statali, è stata concordata una sezione del confine statale lunga quasi 12,7 chilometri, ha dichiarato il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev in una dichiarazione alla stampa con il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi al Cairo. “Attraverso i negoziati sono stati restituiti 4 villaggi del distretto Gazakh dell’Azerbaigian, che erano sotto occupazione da 30 anni, e noi valutiamo questo come un fatto positivo“, ha detto Aliyev. L’altroieri il dittatore azero aveva invece dichiarato che nessun accordo di pace sarà mai firmato fin tanto che l’Armenia non modificherà la propria Costituzione. 

(6) ALIYEV E LA COSTITUZIONE ARMENA – La conclusione del trattato di pace senza cambiare la costituzione dell’Armenia è impossibile,  ha dichiarato il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev , ricevendo i capi dei parlamenti dei paesi membri dell’Assemblea parlamentare degli Stati turchi (TURKPA). Aliyev ha osservato che l’Azerbaigian non ha mai avuto e non ha rivendicazioni territoriali su nessun paese, inclusa l’Armenia. “Sono stati loro [l’Armenia] ad avere rivendicazioni territoriali contro di noi. È nella loro dichiarazione di indipendenza, che in seguito divenne parte della loro costituzione, che ci sono rivendicazioni territoriali contro l’Azerbaigian”, ha aggiunto. In realtà, nella dichiarazione di indipendenza dell’Armenia viene fatto solo un riferimento nel preambolo: “Sulla base della decisione congiunta del 1° dicembre 1989 del Consiglio supremo della RSS armena e del Consiglio nazionale dell’Artsakh sulla “riunificazione della RSS armena e della regione montuosa del Karabakh“” ma manca qualsiasi accenno esplicito a una rivendicazione territoriale. La Costituzione dell’Armenia, poi, non ne fa alcun cenno ma solo recita: “Il popolo armeno – prendendo come base i principi fondamentali dello Stato armeno e gli obiettivi nazionali sanciti nella Dichiarazione sull’indipendenza dell’Armenia…

(5) NEGOZIATI DI PACE – Il ministro degli Esteri dell’Azerbaigian Jeyhun Bayramov in un briefing congiunto con il suo omologo ungherese ha dichiarato che Baku ha ricevuto il nono pacchetto di proposte corrette per il piano di pace. Bayramov ha detto che il numero delle questioni aperte nel progetto di accordo sta diminuendo. “In diversi paragrafi si osserva uno sviluppo positivo. In altre parole, qui osserviamo una dinamica positiva“, ha osservato il ministro azero. “Tra gli altri elementi del processo di normalizzazione, c’è la delimitazione e la demarcazione di una parte del confine di stato armeno-azerbaigiano“, ha aggiunto osservado inoltre che l’Azerbaigian è impegnato nel processo di pace: “Siamo pronti a compiere i prossimi passi necessari da parte nostra”.

(5) DICHIARAZIONE RUSSA – La Russia conferma la sua disponibilità a dare il suo sostegno alla riconciliazione tra Armenia e Azerbaigian, ha detto oggi alla TASS il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin. Secondo Galuzin, la parte russa valuta positivamente l’incontro del 10 e 11 maggio dei ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian, Ararat Mirzoyan e Jeyhun Bayramov, in Kazakistan sulla promozione di un trattato di pace. “È importante che tali incontri siano in linea con gli accordi tripartiti al massimo livello nel 2020-2022, che, oltre alla conclusione del trattato di pace, prevedono lo sblocco dei trasporti e dei collegamenti economici tra Azerbaigian e Armenia, il la delimitazione della frontiera comune e lo sviluppo dei contatti attraverso le società civili“, ha aggiunto Galuzin.

(30) COMMENTO ZAKHAROVA – La delimitazione del confine di stato tra Azerbaigian e Armenia è importante per la stabilità regionale. Lo ha affermato Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo, durante la odierna conferenza stampa settimanale. “Noi [cioè la Russia] stiamo seguendo l’inizio della fase pratica della delimitazione del confine di stato tra Azerbaigian e Armenia; è importante per la stabilità regionale. Sosteniamo la risoluzione di tutte le questioni di delimitazione esclusivamente con metodi politici e diplomatici. Partiamo dal presupposto che gli accordi devono essere stabili, equilibrati, reciprocamente accettabili e costituire la base per raggiungere una pace sostenibile nella regione“, ha affermato la portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo. Zakharova ha altresì dichiarato che considera gli attuali processi politici in Armenia come una questione interna del Paese. “Per quanto riguarda i manifestanti nella [capitale] Yerevan e nelle province [dell’Armenia], per quanto si può giudicare, l’insoddisfazione dei manifestanti, tra le altre cose, è dovuta al fatto che, a loro avviso, la delimitazione dei confini di alcuni villaggi enclavi non è del tutto giusto“, ha affermato.

(30) ANCORA PROTESTE IN ARMENIA – Circa trecento partecipanti al movimento Tavush per la Patria, mons. Bagrat Galstanyan, hanno avviato questa mattina un’azione di disobbedienza civile in Piazza della Repubblica, nel cuore della capitale armena Erevan. La polizia schierata ha impedito che i manifestanti potessero raggiungere il palazzo del governo dove alle 11 era in programma la consueta riunione settimanale. Alcune auto che erano state parcheggiate per ostacolare il traffico sono state rimosse con il carro attrezzi.

(29) NEGOZIATI DI PACE – Il Primo ministro Nikol Pashinyan in una conversazione con i giornalisti nel cortile dell’Assemblea nazionale, commentando le dichiarazioni secondo cui la COP-29 prevista per novembre a Baku è una ottima occasione per firmare un trattato di pace, ha dichiarato che “ogni giorno è una meravigliosa opportunità per firmare un trattato di pace“. “Il problema è che è necessario raggiungere un accordo sul testo del trattato di pace. Spero che si raggiunga un accordo, più precisamente questo accordo è stato raggiunto il 6 ottobre 2022 a Praga, poi a Sochi, Bruxelles. I principi fondamentali sono stati concordati; non resta che riproporli nel testo del trattato di pace. Penso che abbiamo l’opportunità di completare questo lavoro il prima possibile. Quando vedremo che questo lavoro sarà completato, i risultati saranno stati riassunti e dovremmo passare alla firma, la determinazione del luogo e del tempo è un’altra questione che sarà ulteriormente discussa”, ha detto. Pashinyan ha inoltre aggiunto: “Posso dire che ora abbiamo un cambiamento notevole nell’atmosfera, ma questo non significa che siamo arrivati ​​al traguardo, non resta che firmare“.

(29) INSEDIAMENTI DI COLONI AZERI – A Ivanian (Khojaly) a 24 famiglie azere sono state consegnate le chiavi di abitazioni. Alla cerimonia era presente anche il presidente Aliyev. Prosegue l’occupazione e colonizzazione dei territori armeni dell’Artsakh da parte dell’Azerbaigian.

(27) RUBEN VARDANYAN – Una corte di Baku ha respinto l’appello contro l’estensione della detenzione dell’ex ministro di Stato dell’Artsakh, Ruben Vardanyan, detenuto illegalmente dalle autorità azere dallo scorso ottobre. Il 16 maggio la detenzione illegale era stata prolungata di altri cinque mesi.

(27) AZERBAIGIAN MINACCIA LA FRANCIA – L’Azerbaigian ha lanciato un ultimatum alla Francia. “La Francia può essere certa che la campagna anti-Azerbaigian, i commenti sprezzanti e le provocazioni non rimarranno senza risposta“, ha detto ai media Aykhan Hajizada, portavoce del Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian. “Non solo la Francia non ha presentato scuse per tali osservazioni irresponsabili e inaccettabili, ma ha anche ampliato la campagna diffamatoria contro l’Azerbaigian su Le Point e altri media francesi locali. Campagna anti-Azerbaigian condotta dalla Francia sotto il velo della ‘democrazia’ mira a coprire le carenze della politica estera di questo paese“, ha detto Hajizada. “Prima di definire l’Azerbaigian una ‘dittatura’, la Francia farebbe bene a prendere nota delle sue azioni [coloniali]. La Francia può essere sicura che la campagna anti-Azerbaigian, le osservazioni spregiative e le provocazioni non rimarranno senza risposta”, ha osservato il portavoce del Ministero degli Affari Esteri azerbaigiano.

(25) PRIGIONIERI DI GUERRA – Su iniziativa dell’agenzia di sviluppo “We Are Our Mountains” e con la partecipazione di decine di organizzazioni, oggi, 25 maggio, si è svolto un pellegrinaggio al complesso del monastero di Tatev a sostegno di Ruben Vardanyan e di altri prigionieri armeni detenuti illegalmente a Baku. I co-organizzatori del pellegrinaggio sotto il nome simbolico “Albero della Vita” sono la Santa Chiesa Apostolica Armena, l’Unione Generale Benevola Armena, l’Unione Armena di Soccorso, la Fondazione Aznavour, la Fondazione educativa “Teach Armenia”, la Fondazione di beneficenza ATP, la Fondazione Tufenkian, l’Hovnanian Fondazione familiare, Organizzazione di beneficenza di Orran, Comunità di Tatev. L’evento è stato celebrato presso il complesso monastico di San Vazgen Mirzakhanyan nella cattedrale di Poghos Petros, sotto il patrocinio di Sua Eminenza l’arcivescovo T. Vazgen Mirzakhanyan, si è svolto un servizio di preghiera congiunto per il rapido rilascio di Ruben Vardanyan (oggi il suo 56° compleanno) e di altri prigionieri armeni detenuti illegalmente a Baku. “Tatev è uno dei simboli della rinascita spirituale e di liberazione nazionale armena. Oggi è essenziale trarre ispirazione e forza dalle nostre fonti nazionali-spirituali per il nostro nuovo risveglio. Per ripristinare la nostra dignità nazionale ferita, per spezzare la catena perdente di disperazione e frustrazione, è anche molto importante riportare in patria in modo rapido e sicuro i nostri prigionieri detenuti a Baku“, ha affermato il rappresentante del Catholicos di tutti gli armeni, mons. Vazgen Mirzakhanyan.

(25) MIRZOYAN E BORRELL – Il ministro degli Affari esteri armeno Ararat Mirzoyan ha avuto un colloquio telefonico con Josep Borrel, vicepresidente della Commissione europea, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’UE. Gli interlocutori hanno discusso un’ampia gamma di argomenti. Nel contesto dell’approfondimento del partenariato tra Armenia e Unione Europea, le parti hanno sottolineato l’importanza sia dell’attuazione dei programmi di cooperazione già stabiliti sia del raggiungimento di una nuova pietra miliare in ulteriori direzioni. Sono stati discussi il Piano di Resilienza e Crescita dell’UE per l’Armenia, sviluppato a seguito dell’incontro di Bruxelles del 5 aprile, nonché le misure adottate per concludere la nuova agenda di partenariato Armenia-UE nel prossimo futuro. Il Ministro degli Affari Esteri armeno ha sottolineato anche l’importanza di prendere una decisione finale sull’avvio del dialogo Armenia-UE sulla liberalizzazione dei visti.Sono stati toccati i prossimi eventi e le attività in agenda. Ararat Mirzoyan e Josep Borrel hanno avuto uno scambio di opinioni sulle questioni regionali. Il Ministro Mirzoyan ha informato sugli ultimi sviluppi nel processo di normalizzazione delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian. Riferendosi al processo di delimitazione dei confini tra i due paesi e agli accordi scritti tra le rispettive commissioni, Ararat Mirzoyan ha sottolineato che il processo dovrebbe continuare sulla base della Dichiarazione di Alma-Ata del 1991, come concordato anche a livello dei leader dei due paesi. Paesi. Il capo del Ministero degli Esteri armeno, presentando la discussione sul progetto di trattato di pace, ha sottolineato che sarà possibile raggiungere un accordo definitivo riflettendo gli accordi già raggiunti nel progetto di trattato di pace.

(24) TRASFERIMENTO TERRITORI – A seguito dei lavori di delimitazione del confine è stato deciso un confine lungo 12,7 km tra Armenia e Azerbaigian. Lo ha annunciato il vice primo ministro dell’Azerbaigian, presidente della commissione per la delimitazione dei confini dell’Azerbaigian, Shahin Mustafayev. Mustafayev ha osservato che come risultato di questa delimitazione del confine, i territori di quattro villaggi (6,5 chilometri quadrati) – Baghanis Ayrum, Ashaghi Askipara, Kheyrimli e Ghizilhajili – sono stati trasferiti all’Azerbaigian. Il vice primo ministro dell’Azerbaigian ha aggiunto che da venerdì questi territori sono sotto il controllo delle guardie di frontiera azerbaigiane.

(24) LUKASHENKO SUL CAUCASO – Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha incontrato questa sera all’aeroporto internazionale di Minsk il presidente russo Vladimir Putin e ha affermato di avere “proposte molto interessanti relative alla sicurezza della nostra regione e del Caucaso“, discusse durante la sua visita in Azerbaigian.

(23) SITUAZIONE TESA A KIRANTS – La situazione nel villaggio di Kirants, nella provincia armena di Tavush, è tesa, informa il movimento Tavush per la Patria. I residenti, i cui beni immobili e appezzamenti di terreno passeranno all’Azerbaigian a seguito della delimitazione dei confini, li stanno bruciando e distruggendo. A questi residenti è stato detto che avrebbero dovuto lasciare l’area entro un giorno in modo che fosse consegnata all’Azerbaigian.

(23) ARCIVESCOVO SU GOVERNO DI TRANSIZIONE – Secondo l’arcivescovo Bagrat Galstanyan che guida il movimento “Tavush per la patria” il governo di transizione deve avere una governance apartitica. In ogni caso, il governo di transizione dovrebbe avere una gestione sovrapartitica; dovrebbe avere 3 questioni importanti nella sua agenda: impegni interni, esterni e alcuni futuri. Lo ha affermato il primate della diocesi di Tavush della Chiesa apostolica armena, mons. Bagrat Galstanyan, in un incontro con specialisti informatici il 23 maggio. Secondo lui, incontrano specialisti di diversi ambiti e chiedono di coinvolgere 3 specialisti di ogni ambito, in base ai loro desideri e capacità. “Questo è il metodo adesso, non c’è altro metodo. Credo che questo momento non sia importante quanto il periodo successivo, poiché le persone cercano la certezza, non l’incertezza”, ha detto Galstanyan.

(23) RISPOSTA RUSSA A PASHINYAN – Ieri, in parlamento il Primo ministro armeno aveva dichiarato che è a conoscenza di almeno due Paesi membri del CSTO che hanno contribuito a preparare la guerra dei 44 giorni contro l’Armenia e il Nagorno Karabakh. Non li ha citati esplicitamente ma potrebbero essere Russia e Bielorussia (Lukashenko era appena stato in visita in Azerbaigian da Aliyev). Oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, risponde al premier armeno ricordando l’operato di Mosca a favore dell’Armenia. Tra l’altro ha dichiarato: “E il presidente russo Vladimir Putin ne ha parlato il 17 ottobre 2020 alla televisione russa. Citazione diretta: ‘Affinché l’Armenia non si senta abbandonata e dimenticata.’ È stato fatto tutto perché ciò accadesse esattamente come ha detto il presidente della Russia. Letteralmente fin dai primi giorni del conflitto armato nell’autunno del 2020, la parte russa ha compiuto gli sforzi politici e diplomatici più attivi per raggiungere un cessate il fuoco. Chi se ne fosse dimenticato potrà ricordare alla lettera tutti gli annunci e i comunicati stampa rilevanti. Inoltre, ogni passo è stato accompagnato da commenti ufficiali, anche tramite il Ministero degli Affari Esteri russo. Vorrei ricordare che a quel tempo ci furono molte conversazioni telefoniche tra il presidente della Russia, il presidente dell’Azerbaigian e il Primo ministro dell’Armenia. Dopo i negoziati organizzati dal ministro degli Affari esteri russo, Sergey Lavrov, il 10 ottobre 2020 è stato annunciato un cessate il fuoco preliminare con i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian. Vorrei ricordare che la possibilità di concludere un accordo di cessate il fuoco esisteva ancora nell’ottobre 2020. Poi il presidente della Russia ha convinto il presidente dell’Azerbaigian a fermare la guerra, ed era pronto a farlo. Ma il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha insistito per continuare le azioni militari. A cosa ha portato questo? Ciò portò alla cattura [da parte dell’Azerbaigian] di Shushi [città del Nagorno-Karabakh], che aprì la strada a Stepanakert [la capitale del Karabakh]. Tutti lo ricordano molto bene e tutto questo è documentato. Grazie al coinvolgimento personale del presidente della Russia, è stato possibile portare le parti a firmare una dichiarazione tripartita il 9 novembre 2020. Questa dichiarazione annunciava la completa cessazione del fuoco. Questi documenti e gli accordi tripartiti adottati dai leader dei tre Paesi durante il suo sviluppo, raggiunti nel 2021-2023, rimangono l’unica tabella di marcia per il processo stabile di normalizzazione delle relazioni armeno-azerbaigiano“, ha osservato Zakharova.

(23) STATI UNITI E ARMENIA – Gli Stati Uniti stanno esaminando una serie di richieste dell’Armenia per determinare cosa si può fare di più per aumentare la propria assistenza e cooperazione con l’Armenia. Lo ha affermato il segretario di Stato americano Antony Blinken durante un’audizione della Commissione per gli affari esteri della Camera dei rappresentanti americana, senza però entrare nei dettagli. Blinken ha inoltre ricordato che all’inizio di aprile ha avuto un incontro congiunto con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, a Bruxelles. Secondo il Segretario di Stato americano, queste consultazioni si sono svolte per scoprire cos’altro possono fare gli Stati Uniti e l’UE per aiutare l’Armenia. E andranno avanti in una serie di ambiti diversi, ha promesso Blinken. Inoltre, il Segretario di Stato americano ha espresso la speranza che Armenia e Azerbaigian firmino un trattato di pace.

(23) ARCIVESCO GALSTANYAN – Secondo un giornale armeno, l’arcivescovo Bagrat Galstanyan avrebbe accettato di candidarsi alla carica di Primo ministro dell’Armenia. Secondo fonti interne al movimento “Tavush per la patria”, le consultazioni con diversi soggetti politici non avrebbero portato a convergere su un nome salvo che quello del prelato. Il quale, a dire il vero, ha anche la cittadinanza canadese e potrebbe dunque non essere eliggibile alla carica.

(21) CIA IN ARMENIA – l primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha ricevuto una delegazione guidata da David Cohen, vicedirettore della Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti. Sono state discusse questioni bilaterali tra Armenia e Stati Uniti e questioni dell’agenda internazionale.

(21) INCONTRO ARC. GALSTANYAN – L’arcivescovo Bagrat Galstanyan, leader del movimento Tavush per la Patria e primate della diocesi di Tavush della Chiesa apostolica armena, ha tenuto un incontro con i membri del governo dell’Artsakh (Nagorno Karabakh), i parlamentari e i leader della comunità nel centro di Yerevan. In seguito si è svolto un incontro a porte chiuse con esperti, analisti, politologi e rappresentanti delle ONG. Coloro che hanno aderito al movimento Tavush for the Homeland sono contrari alla politica delle autorità armene in carica di concessioni unilaterali all’Azerbaigian. A questo proposito stanno portando avanti azioni di disobbedienza civile, soprattutto nella capitale Yerevan.

(21) ARMENIA E NATO – In Moldavia sono iniziate le esercitazioni del personale Regex 2024 della NATO, nell’ambito delle quali vengono organizzati seminari per l’addestramento del personale militare secondo gli standard occidentali. Le esercitazioni sono state organizzate con il supporto del Comando interforze NATO di Napoli (Italia) e mirano a addestrare i militari in conformità con gli standard occidentali di pianificazione e conduzione di esercitazioni, gestione di situazioni di crisi, aumento del livello di compatibilità operativa delle forze in un contesto multinazionale ambiente e valutarli. L’evento si terrà dal lunedì al venerdì e vedrà la partecipazione di circa 30 rappresentanti dei paesi partner della NATO: Armenia, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Uzbekistan, Egitto, Giordania, Bahrein, Marocco, Kazakistan, Pakistan, Tunisia, Malta, Africa dell’Unione (Ghana e Benin), nonché ufficiali dello stato maggiore dell’Esercito nazionale della Moldavia.

(20) DELIMITAZIONE CONFINE – Nella notte sono stati installati dei segnali nel villaggio di Kirants, nella provincia armena di Tavush, e accanto ad essi ci sono guardie di frontiera armate.  Non è chiaro al momento se si tratti di indicatori di confine o direzionali. Il sindaco di Kirants, Kamo Shahinyan, ha detto che due case, tre negozi e un autolavaggio passeranno sotto il controllo dell’Azerbaigian.

(20) MORTE RAISI – Le autorità dell’Armenia hanno inviato messaggi di cordoglio alle autorità dell’Iran per la morte del presidente Raisi e del ministro degli Esteri Abdullahian a seguito della caduto dell’elicottero sul quale stavano viaggiando di ritorno da una cerimonia con il presidente azero Aliyev.

(17) SHUSHI – Il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko hanno visitato la città armena di Shushi nell’Artsakh (Nagorno Karabakh) occupato dall’Azerbaigian. Nella conferenza stampa di ieri successiva all’incontro con Aliyev, Lukashenko, definendo il presidente dell’Azerbaigian suo “fratello”, ha rilasciato una serie di dichiarazioni apertamente ostili in relazione all’Armenia.

(17) SITUAZIONE A KIRANTS – Dopo l’incontro con il governatore della provincia armena di Tavush, Hayk Ghalumyan, gli abitanti del villaggio di Kirants hanno riaperto il tratto Kirants dell’autostrada interstatale Armenia-Georgia. Inoltre, la polizia ha riaperto il posto di blocco nella sezione del villaggio di Sarigyugh. Durante un incontro a porte chiuse con gli abitanti di Kirants, il governatore di Tavush ha detto loro che è impossibile fermare il lavoro di delimitazione e demarcazione del confine tra Armenia e Azerbaigian. E aveva suggerito agli abitanti del villaggio di dare il loro consenso per la costruzione di una nuova strada.

(16) INCONTRO PRESIDENTI PARLAMENTI – Il presidente dell’Assemblea nazionale (NA) dell’Armenia, Alen Simonyan, e il presidente del Milli Majlis dell’Azerbaigian, Sahiba Gafarova, hanno avuto una breve conversazione privata a Ginevra, in Svizzera, dove è in programma la sesta conferenza mondiale dei presidenti dei parlamenti. Nel tardo pomeriggio è invece calendarizzato l’incontro ufficiale tra i due.

(16) VANDALISMI AZERI – Nell’ASrtsakh occupato gli azeri continuano a distruggere i monumenti. Oggi giunge la notizia del memoriale alle vittime della Seconda guerra mondiale a Karintak (Shushi) e quello nel villaggio di Khndzristan (Askeran).

(16) PRIGIONIERI ARMENI A BAKU – I rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) hanno visitato gli armeni detenuti a Baku, capitale dell’Azerbaigian. Lo ha annunciato Zara Amatuni, responsabile del programma di comunicazione e prevenzione dell’ufficio del CICR in Armenia. “Nell’ambito della visita regolare di maggio è stata offerta anche l’opportunità di stabilire un contatto con i loro parenti, sotto forma di conversazioni private”, ha detto Amatuni. Dal 5 gennaio, l’Azerbaigian conferma ufficialmente la cattura di 23 armeni, 17 dei quali sono finiti dopo l’aggressione militare da parte di questi ultimi nell’Artsakh (Nagorno-Karabakh) dello scorso settembre. L’Azerbaigian ha arrestato a inizio ottobre l’ex ministro di Stato e filantropo dell’Artsakh Ruben Vardanyan, l’ex comandante dell’esercito di difesa Levon Mnatsakanyan, l’ex vice comandante dell’esercito di difesa Davit Manukyan, l’ex ministro degli esteri David Babayan, il presidente del parlamento Davit Ishkhanyan, nonché gli ex presidenti Arkadi Ghukasyan, Bako Sahakyan, e Arayik Harutyunyan.

(15) COMMISSIONE CONFINE – Si è tenuta la nona riunione del Comitato per la delimitazione del confine di Stato e per la sicurezza del confine tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian e del Comitato di Stato per la delimitazione del confine di Stato tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica di Armenia. il confine tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica di Azerbaigian sotto la presidenza di Mustafaev.
Secondo il verbale dell’ottava riunione del 19 aprile, hanno discusso del lavoro svolto e, tenendo conto delle coordinate specificate a seguito delle misurazioni geodetiche sul sito, secondo la mappa topografica del 1976 dello Stato maggiore delle forze armate dell’URSS , che ha subito una procedura di dazio nel 1979, hanno concordato direttamente Baghanis (ARM) – Baghanis Ayrum (AZE), Voskepar (ARM) – Ashagh Askipara (AZE), Kirants (ARM) – Khairumli (AZE) e Berkaber (AZE) – Kizil Hajil (AZE) per conformarsi al confine interrepubblicano giuridicamente giustificato esistente al momento del crollo dell’Unione Sovietica.A seguito dell’incontro è stato firmato un protocollo. Le parti hanno concordato di coordinare la data e il luogo del prossimo incontro.

(15) PRIGIONIERI ARMENI – Le autorità dell’Azerbaigian hanno prolungato la detenzione illegale degli ex leader del Nagorno Karabakh catturati. Il periodo di detenzione degli ex presidenti del Nagorno Karabakh Arkadi Ghukasyan, Bako Sahakyan e Arayik Harutyunyan, dell’ex ministro degli Esteri David Babayan, nonché del presidente dell’Assemblea nazionale Davit Ishkhanyan, dell’ex ministro della difesa Levon Mnatsakanyan e del generale Davit Manukyan è stato prolungato di cinque mesi. Lo ha riferito il servizio stampa della Procura generale dell’Azerbaigian.

(15) GUARDIE RUSSE – Le speculazioni secondo cui la parte russa avrebbe proposto di ritirare completamente le sue guardie di frontiera dal territorio armeno non sono vere. Lo ha affermato la portavoce del Ministero degli affari esteri russo Maria Zakharova, durante l’odierna conferenza stampa. Inoltre, ha definito “fittizio” il rapporto secondo cui il ritiro delle guardie di frontiera russe da cinque province dell’Armenia avviene nel quadro degli accordi tra Armenia e Azerbaigian sul mancato dispiegamento di rappresentanti di paesi terzi alle loro frontiere comuni.

(15) DELIMITAZIONE FRONTIERA – In una dichiarazione congiunta del 19 aprile, le commissioni per la delimitazione delle frontiere di Armenia e Azerbaigian hanno fissato fino al 15 maggio il termine ultimo per firmare il protocollo sui settori delimitati della frontiera. Ma al momento non è ancora chiaro se questo documento sia stato firmato o meno oggi. Non è chiaro se le Forze Armate armene si ritireranno dalle aree già delimitate. L’ufficio del primo ministro Nikol Pashinyan ha affermato che, dopo la delimitazione del confine, il ritiro delle truppe avverrà in un periodo di tempo breve ma ragionevole.

(15) RITIRO RUSSO DALL’ARSAKH – Con una solenne cerimonia i soldati della forza di pace russa hanno lasciato la base di Ivanian in Artsakh e abbandonano definitivamente la regione.

(13) SOLDATI RUSSI – Secondo testimoni locali, le guardie di frontiera russe stanno lasciando le loro postazioni nelle regioni dell’Armenia di Syunik, Vayots Dzor e Gegharkunik. In particolare è stato osservato che le guardie russe non monitorano più il villaggio di Nerkin Hand il cui territorio, peraltro, è parzialemnte occupato dagli azeri.

(13) LETTERA SFOLLATI ARTSAKH – Un gruppo di armeni dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh) sfollati con la forza ha consegnato una lettera al presidente in esercizio dell’OSCE nonché ministro degli affari esteri ed europei e del commercio di Malta, Ian Borg, che si trovava a Yerevan. La lettera, che esprime le richieste e le aspettative degli armeni sfollati dell’Artsakh, è stata consegnata oggi durante la conferenza stampa presso il Ministero degli Affari Esteri dell’Armenia. Una lettera simile è stata consegnata anche al Ministro degli Affari Esteri dell’Armenia, Ararat Mirzoyan. Il giornalista che ha consegnato il messaggio ha sottolineato che la gente dell’Artsakh vuole tornare in patria. “L’OSCE ha chiuso un occhio sulla questione dell’Artsakh? In caso contrario, come vede l’OSCE il ritorno”, ha chiesto il giornalista. In risposta, il Presidente in esercizio dell’OSCE ha osservato che questa organizzazione è per le persone e per loro, ma l’OSCE non può essere coinvolta in un processo a cui non partecipa, e rispetta la posizione dell’Armenia e dell’Azerbaigian. Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha “riconosciuto” da solo il Nagorno-Karabakh come parte dell’Azerbaigian. Dopo aver tenuto l’Artsakh sotto blocco per nove mesi, l’Azerbaigian ha occupato il Nagorno-Karabakh il 19 e 20 settembre 2023, considerando la questione “risolta”.

(13) MANIFESTAZIONI – Numerose strade di Yerevan sono state chiuse fin dalle prime ore di lunedì mattina su appello dell’arcivescovo Bagrat Galstanyan, leader del movimento “Tavush per la Patria” e Primate della diocesi di Tavush della Chiesa Apostolica Armena. Ieri sera si era tenuta un’altra manifestazione in piazza della repubblica a Yerevan alla quale hanno partecipato migliaia di persone e nel corso della quale l’arcivescovo Galstanyan aveva chiesto “il boicottaggio totale delle lezioni, lo sciopero dei lavoratori e la paralisi di Yerevan e di varie zone dell’Armenia, a partire dalle 8 di lunedì, “esprimendo disaccordo con le bugie e il male”. Oggi segnalate interruzioni sulle statali che portano verso la Georgia e verso l’Iran, scioperi in scuole e università. Circa 150 persone sono in stato di fermo per interruzione dei pubblici servizi.

(10) VERTICE MINISTRI ESTERI – Ad Almaty in Kazakistan si svolge un vertice tra i ministri degli Esteri di Armenia (Mirzoyan) e Azerbaigian (Bayramov). In precedenza i due, separatamente, hanno avuto un colloquio con il collega kazako Nurtleu.

(10) ANCORA MANIFESTAZIONI A YEREVAN – Azioni di disobbedienza civile si svolgono a Yerevan e in tutta l’Armenia. L’arcivescovo Bagrat Galstanyan, primate della diocesi di Tavush della Chiesa apostolica armena, aveva lanciato questo appello durante la manifestazione in Piazza della Repubblica, nel cuore di Yerevan, ieri sera. L’arcivescovo nella serata si era riunito con alcuni parlmanetari dell’opposizione. Riguardo possibili voci di impichment verso Pashinyan, va ricordato che almeno un terzo del numero totale dei parlamentari può presentare all’Assemblea nazionale armena un progetto di risoluzione sulla sfiducia nei confronti del Primo Ministro ma solo se il progetto di risoluzione propone un candidato per il nuovo Primo Ministro. Un gran numero di poliziotti sono dalla mattina in Piazza della Repubblica.

(9) MANIFESTAZIONE A YEREVAN – Alcune decine di migliaia di persone hanno partecipato in piazza della Repubblica a Yerevan al termine della marcia “Tavush per la madrepatria” condotta dall’arcivescovo Bagrat Galstanyan che ha parlato dal palco dopo aver recitato il “Padre nostro” e cantato l’inno nazionale. Al termine del suo intervento il prelato ha chiesto le dimissioni di Pashinyan.

(9) GIORNATA DELLA VITTORIA – In occasione della triplice festa del 9 maggio (vittoria seconda guerra mondiale, liberazione di Shushi e nascita dell’esercito di difesa dell’Artsakh) il presidente della repubblica di Artsakh, Samvel Shahramanyan ha visitato il pantheon di Yerablur a Yerevan rendendo omaggio ai caduti.

(8) INCONTRO PUTIN-PASHINYAN – A Mosca il premier armeno Pashinyan ha incontrato il presidente russo Putin. Secondo le prime informazioni, i negoziati tra il Primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente russo Vladimir Putin hanno conseguito alcuni risultati. Sarebbe stato infatti raggiunto un accordo secondo cui le guardie di frontiera russe non presteranno più servizio all’aeroporto di Zvartnots, come riportato in precedenza. Inoltre, le guardie di frontiera e i militari russi lasceranno le postazioni nel Syunik, Vayots Dzor, Gegharkunik, Ararat, Tavush, dove si trovavano per accordo verbale dopo la guerra di 44 giorni. Pashinyan ha incontrato il presidente russo ieri a Mosca dove si trovava per presidere la riunione della Unione Economica Euroasiatica come presidente di turno della sessione. Pashinyan non era invece presente alla cerimonia di inaugurazione del quinto mandato presidenziale di Putin.

(6) ESPLOSIONE MINA – Un soldato è rimasto ferito dall’esplosione di una mina nel settore del villaggio di Kirants, nella provincia armena di Tavush. Il soldato, che non è in pericolo di vita, è stato trasferito al centro medico della città di Ijevan, poi probabilmente sarà trasferito nella capitale Yerevan. Era intento a operazioni di sminamento delle aree che saranno trasferite all’Azerbaigian.

(6) AMABASCIATORE USA A BAKU – Solo due giorni fa, Mark Libb, ambasciatore di Washington in Azerbaigian, aveva dichiarato che non si sarebbe recato a Shushi (nell’Artsakh occupato): “Non ci sono ragioni politiche qui. Andrò quando sarò pronto finché non sarò pronto”, ha detto aggiungendo che “Non voglio far parte dello spettacolo di qualcuno da qualche parte. Quindi quando arriverà il momento di farlo, lo farò. Non sono pronto adesso”. Oggi, con la moglie, è stato fotografato proprio a Shushi.

(2) PATRIMONIO RELIGIOSO IN ARTSAKH – Nel suo rapporto annuale 2024, la Commissione degli Stati Uniti per la libertà religiosa internazionale (USCIRF) chiede al governo degli Stati Uniti di finanziare l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) e l’ambasciata degli Stati Uniti in Azerbaigian al fine di ripristinare, preservare e proteggere i luoghi di culto e altri siti religiosi o culturali nel Nagorno Karabakh (Artsakh) e nelle aree circostanti. Il rapporto raccomanda che il governo degli Stati Uniti inserisca l’Azerbaigian nell’elenco dei Paesi di particolare preoccupazione per le sue sistematiche, continue ed enormi violazioni della libertà religiosa, come definito nell’International Religious Freedom Act (IRFA).

(2) AIUTI USA ALL’ARMENIA – Sessantasei membri del Congresso degli Stati Uniti hanno chiesto alla Commissione per gli stanziamenti della Camera dei Rappresentanti di stanziare 200 milioni di dollari per i rifugiati armeni sfollati con la forza dal Nagorno-Karabakh, di aumentare gli aiuti militari statunitensi all’Armenia, di fermare tutti i finanziamenti militari e di sicurezza all’Azerbaigian e di prendere in considerazione la questione delle sanzioni contro i criminali di guerra azeri. I suddetti membri del Congresso hanno chiesto di stanziare 20 milioni di dollari per l’Armenia in finanziamenti militari, 10 milioni di dollari per l’istruzione e l’addestramento militare all’estero, 10 milioni di dollari per riforme legali e 10 milioni di dollari per riforme democratiche. Gli autori della lettera hanno espresso particolare preoccupazione per le intenzioni del regime del presidente azerbaigiano Ilham Aliyev di provocare una nuova guerra contro l’Armenia. I membri del Congresso hanno affermato che Aliyev ha ripetutamente dimostrato con le sue azioni genocide di non essere un attore leale nel processo di pace nella regione, e quindi gli Stati Uniti non devono fornire alcuna assistenza in materia di sicurezza al suo regime. Inoltre, questi legislatori americani hanno condannato il Dipartimento di Stato americano e le organizzazioni internazionali per non aver ritenuto il governo azerbaigiano responsabile delle sue violazioni dei diritti umani.

(1) SANZIONI ALL’AZERBAIGIAN – La settimana scorsa, un gruppo di membri del Congresso degli Stati Uniti, guidato dalla deputata Dina Titus, ha presentato un disegno di legge (HR8141) alla Camera dei Rappresentanti che consentirebbe di punire gli alti funzionari azeri per violazioni dei diritti umani e operazioni militari. Questo disegno di legge sta ottenendo sempre più sostegno tra i membri del Congresso. Ad oggi, il numero dei suoi coautori è aumentato da 21 a 27. Secondo i media azeri, la versione finale di questo disegno di legge contiene un elenco di 44 funzionari azeri. Dopo che il disegno di legge è stato presentato al Congresso la scorsa settimana, è stato deferito alle Commissioni per le relazioni estere e alla magistratura. Non è stata ancora intrapresa alcuna ulteriore azione. Se il disegno di legge venisse approvato, il Congresso richiederebbe all’amministrazione Biden di imporre sanzioni ai funzionari azeri ai sensi della legge Magnitsky per la brutale repressione dell’opposizione politica in Azerbaigian e l’aggressione militare contro l’Artsakh nel 2023.

(29) DELIMITAZIONE CONFINE – Sulla base delle misurazioni geodetiche al confine tra Armenia e Azerbaigian, da lunedì sono stati installati 35 paletti di frontiera nell’ambito dei lavori di adeguamento delle coordinate, che rappresentano più della metà del lavoro pianificato. Lo comunica il governo armeno. Intanto, oggi, Vahe Ghalumyan, governatore della provincia di Tavush, si è recato nell’edificio principale del governo armeno a Yerevan per discutere delle problematiche legate a questa delimitazione e alle proteste che ne sono seguite. Domani il Primo ministro, Pashinyan, incontrerà una delegazione di residenti dei villaggi di Kirants e Voskepar.

(27) SANZIONI ALL’AZERBAIGIAN – Alla Camera dei Rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti è stato presentato un disegno di legge che impone sanzioni a 44 funzionari azeri in relazione alla pulizia etnica degli armeni nell’Artsakh.

(26) DEMARCAZIONE CONFINI – Sulla base delle misurazioni geodetiche, nell’ambito dei lavori per chiarire le coordinate al confine tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica dell’Armenia, al 26 aprile 2024 è stato completato circa il 35% dei lavori pianificati. 28 pilastri di confine sono stati installati.

(26) CENTRO MONITORAGGIO – Il centro di monitoraggio congiunto turco-russo di Agdam (Akna) ha cessato oggi le sue attività. Era stato creato nell’aprile 2021 allo scopo di monitorare il cessate il fuoco nell’Artsakh.

(26) ACCUSE ARMENE AI RUSSI – Ruben Vardanyan è stato rapito, tutti gli ex leader del Nagorno Karabakh erano sotto la protezione della Russia. Sono stati trasferiti in Azerbaigian con il consenso del contingente russo di mantenimento della pace. Lo ha detto l’ambasciatore armeno presso l’UE Tigran Balayan in un’intervista al Mosca Times. “Vardanyan ha cercato di andare in Armenia. Loro [l’Azerbaigian] sapevano con quale macchina sarebbe andato in Armenia, quindi lo hanno fermato e rapito illegalmente dal corridoio Lachin, di cui la parte russa era obbligata a garantire il funzionamento ininterrotto. E gli altri ex leader, Bako Sahakyan, Arkady Ghukasyan, sono stati trasferiti in Azerbaigian letteralmente dalla base del contingente russo di mantenimento della pace situato nell’aeroporto del Nagorno Karabakh. Erano alla base dell’aeroporto russo ed erano sotto protezione russa. Vardanyan è un cittadino armeno e io sono personalmente coinvolto nel rilascio di lui e di tutti gli ostaggi detenuti illegalmente in Azerbaigian“, ha aggiunto.

(26) TAFFERUGLI A KIRANTS – Si sono verificati nuovi tafferugli nel villaggio di Kirants (regione di Tavush) dove i residenti continuano a bloccare la strada statale per la Georgia protestando contro le concessioni territoriali all’Azerbaigian. Tre civili sono stati medicati in ospedale. Aperti procedimenti penali sui fatti.

(26) RUBEN VARDANYAN – Il prigioniero politico armeno ed ex ministro di Stato dell’Artsakh Ruben Vardanyan, detenuti illegalmente dal regime azero di Aliyev, ha ottenuto il permesso di parlare con sua moglie dopo quasi tre settimane di detenzione senza possibilità di comunicazione. Ha iniziato uno sciopero della fame il 5 aprile 2024, chiedendo un giusto processo, originariamente previsto per gennaio ma esteso a maggio senza motivo. La pressione dei governi internazionali e la consapevolezza pubblica hanno portato ad un movimento globale che sostiene il suo rilascio. Vardanyan ha accettato di sospendere temporaneamente lo sciopero della fame dopo aver sentito del sostegno internazionale e in considerazione del peggioramento della sua salute.

(25) CONTINUANO LE PROTESTE IN ARMENIA – Blocchi stradali stanno interessando le statali da Yerevan verso Sevan, Tbilisi, Martuni, Meghri e Gyumri. Sono intervenute le forze dell’ordine, ci sono stati tafferugli e alcuni fermi. Continua ad essere oggetto di blocco la statale nella regione di Tavush all’altezza del ponte di Kirants. Gli studenti della scuola di Baghanis sono in sciopero.

(25) ESPLOSIONE MINA – A seguito dell’esplosione di una mina avvenuta durante lo sminamento nella sezione Kirants-Berkaber della città di Tavush, il militare a contratto G. Mardanyan (nato nel 1980) è rimasto ferito. Le sue condizioni sono considerate soddisfacenti e non è in pericolo di vita.

(24) ANNIVERSARIO GENOCIDIO ARMENO – Nella serata di ieri si è svolta la tradizionale fiaccolata con partenza da piazza della repubblica a Yerevan fino al memoriale del genocidio dove si potevano vedere anche degli striscioni con la scritta “Liberate i prigionieri armeni adesso”, “Non può esserci accordo di pace senza il rilascio dei prigionieri armeni, ” “Niente COP29 in Azerbaigian senza liberare tutti i prigionieri armeni”, “Silenzio globale, vergogna globale: fermare il genocidio”, insieme alle foto di oltre due dozzine di prigionieri armeni detenuti illegalmente nella prigione di Baku.
Nella giornata odierna si sono svolte al memoriale cerimonie ufficiali e molti diplomatici stranieri hanno fatto visita a Tzitzernakaberd. In mattina si è recato al memoriale il premier Pasdhinyan che era accompagnato dal presidente armeno Vahagn Khachaturyan, dal presidente dell’Assemblea nazionale Alen Simonyan, dal vice primo ministro Mher Grigoryan, dal ministro della Difesa Suren Papikyan, dal ministro degli Esteri Ararat Mirzoyan, dal segretario del Consiglio di sicurezza Armen Grigoryan, da alcuni altri ministri, parlamentari e molti altri funzionari.

(23) ERDOGAN INSULTA LA MEMORIA DEL GENOCIDIO ARMENO – Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha invitato le autorità armene ad orientarsi nella realtà attuale per sviluppare una tabella di marcia per la normalizzazione delle relazioni con la Turchia. “Ora nella regione si sta stabilendo un nuovo ordine. È tempo di abbandonare ricordi infondati, è meglio agire in base alle realtà del tempo presente. Ora è il momento di creare nuove tabelle di marcia su una base realistica. Spero che l’Armenia si libererà dell’oscurità in cui è stata trascinata dalla diaspora [armena] e sceglierà la strada di nuove iniziative per il bene di un futuro luminoso. È sempre meglio agire in conformità con le realtà del tempo piuttosto che agire su narrazioni storiche di fantasia“. Secondo Erdogan, “la finestra di opportunità non sarà sempre aperta, e [quindi] è indispensabile sfruttare il momento in modo efficace“.

(23) NUOVO CONFINE – Il primo segnale di confine è stato installato nella sezione Tavush-Gazakh del confine di stato tra Armenia e Azerbaigian.Ne ha datop notizia lo stesso premier Pashinyan sui social. Il governo armeno ha rilasciato una dichiarazione al riguardo: “Il 23 aprile 2024, sulla base delle misurazioni geodetiche, nell’ambito dei lavori di aggiustamento delle coordinate, è stato installato il primo segnale territoriale di confine al confine tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian. Prosegue il lavoro dei gruppi di esperti dei due Paesi. Come riportato in precedenza, secondo gli accordi raggiunti a seguito dell’ottava riunione della Commissione per la delimitazione e la sicurezza del confine di stato tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian e della Commissione di Stato per la delimitazione del confine di Stato tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica dell’Armenia, al confine tra la Repubblica dell’Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian, i gruppi di esperti dei due paesi hanno avviato oggi il processo di determinazione delle coordinate, sulla base delle misurazioni geodetiche sul sito“.
Come noto, il 19 aprile, le commissioni di delimitazione del confine armeno e azero hanno concordato di iniziare la delimitazione del confine dalla provincia armena di Tavush. La descrizione dei tratti della linea di confine sarà redatta tenendo conto del chiarimento delle coordinate effettuato a seguito delle misurazioni geodetiche sul sito, e ciò sarà formulato in una corrispondente descrizione-protocollo, che dovrà essere concordata e firmato dalle due parti prima del 15 maggio. L’ufficio del primo ministro armeno ha annunciato che, come risultato di tutto ciò, l’Azerbaigian riceverà 2,5 villaggi e l’Armenia otterrà una riduzione dei rischi per la sicurezza legati alla delimitazione dei confini. Alcune centinaia di metri di strada statale verranno modificati nel tratto del villaggio di Kirants, mentre il villaggio di Voskepar non avrà problemi stradali. Dopo la delimitazione del confine, le forze armate dell’Armenia e dell’Azerbaigian si ritireranno nell’area dei quattro villaggi e saranno sostituite dalle guardie di frontiera dei due Paesi.

(23) PROSSIMO VERTICE MINISTRI ESTERI – Baku ha accettato la proposta del Kazakistan di tenere il prossimo incontro dei ministri degli Esteri dell’Azerbaigian e dell’Armenia in Kazakistan. Lo ha annunciato il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev.

(23) DICHIARAZIONI DI ALIYEV – Il presaidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, ha dichiarato che l’Azerbaigian e l’Armenia hanno un’idea comune di quello che dovrebbe essere il trattato di pace, e ha affermato che “siamo più vicini che mai alla soluzione del problema” aggiungendo che “ora abbiamo un’idea generale di come dovrebbe essere l’accordo di pace. Dobbiamo solo elaborare i dettagli. Tuttavia, ovviamente, entrambe le parti hanno bisogno di tempo“. Secondo la logica delle autorità azerbaigiane, però, si tratta solo di concessioni unilaterali da parte armena, motivo per cui il presidente azerbaigiano fa valutazioni ottimistiche. Dopo le dichiarazioni ottimistiche, però, il presidente azerbaigiano è passato ai rimproveri e alle accuse contro l’Armenia e ha rinnovato le sue pretese sul cosidetto “corridoio di Zangezur”.

(23) CONTINUANO LE PROTESTE IN ARMENIA – Si moltiplicano le manifestazioni di protesta contro la cessione di territori all’Azerbaigian. Oltre che nella regione di Tavush, nuovi blocchi stradali hanno interessato la superstrada Yerevan-Sevan e Alaverdi. La situazione è diventata tesa nella provincia armena di Tavush. Gli abitanti dei villaggi di confine, sotto la guida dell’arcivescovo Bagrat Galstanyan, primate della diocesi di Tavush della Chiesa apostolica armena, stanno cercando di bloccare l’autostrada che collega la città di Ayrum al checkpoint di Bagratashen, al confine con la Georgia. Ma le grandi forze di polizia lì concentrate non lo permettono.

(21) NUOVI BLOCCHI STRADALI – I residenti dei villaggi della regione di Tavush hanno nuovamente bloccato la statale nel tratto Kirants-Voskepar.

(20) VARDANYAN PARLA CON LA FAMIGLIA – In seguito all’appello urgente della famiglia alla comunità internazionale in merito al suo sciopero della fame, a Ruben Vardanyan è stato permesso di chiamare la sua famiglia per la prima volta, dopo più di due settimane di detenzione senza alcun contatto. Nel corso della telefonata ha affermato che durante questo periodo è stato in completo isolamento, senza avere accesso nemmeno a materiale di lettura. Per quanto ne sappiamo, gli viene misurata solo la pressione sanguigna e nient’altro, il che rende ancora più preoccupati per il suo peggioramento delle condizioni di salute. Alla fine ha detto: “Ora sono più convinto che mai che i valori e i principi siano più importanti anche della vita stessa”. Chiediamo che l’Azerbaigian permetta al Comitato Internazionale della Croce Rossa di visitarlo immediatamente per ottenere prove indipendenti del suo benessere e garantire che gli venga fornita tutta l’assistenza medica adeguata durante lo sciopero della fame. Inoltre, ribadiamo la richiesta di Ruben per il rilascio immediato e incondizionato dei prigionieri armeni in Azerbaigian.

(20) PASHINYAN SU ACCORDO DI CONFINE – Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, in una conversazione con i giornalisti a Stepanavan, riferendosi al protocollo firmato ieri tra Armenia e Azerbaigian, ha dichiarato: “In effetti, Armenia e Azerbaigian hanno già confermato il riconoscimento della reciproca integrità territoriale con firme bilaterali. Hanno confermato che nel processo di demarcazione non è stato creato alcun nuovo confine, ma il confine de jure, che aveva significato legale al momento della Il crollo dell’URSS verrà riprodotto. Questa è una sfumatura importante perché sapete che ci furono alcuni movimenti e sviluppi tra il 1988 e il 1991. Una delle controversie chiave in queste discussioni era come formularlo per tenere conto del fatto che il crollo dell’URSS. I confini legali de jure sono stati riprodotti al momento del crollo dell’URSS. Vorrei anche sottolineare che considero questo evento la pietra angolare della prossima fase della nostra sovranità, indipendenza e sviluppo che dovremmo essere in grado di realizzare il processo di costruzione e creazione attorno a questa pietra angolare“, ha affermato, aggiungendo che questa decisione ridurrà significativamente i rischi per la sicurezza che esistono lungo il confine con la RA. “Ora abbiamo raggiunto un accordo su questa sezione del confine, ma abbiamo anche adottato un principio fondamentale per l’intero ulteriore processo di demarcazione del confine, il che significa che tutte le questioni controverse dovrebbero essere regolate secondo gli accordi già raggiunti e risolti al tavolo dei negoziati “, ha sottolineato il primo ministro.
Riferendosi al fatto che a Tavush ci sono anche postazioni russe, il primo ministro armeno ha detto: “Le postazioni russe sono apparse lì a causa della situazione. Ciò che sta accadendo ora è un cambiamento significativo nella situazione e dovrebbe avere un impatto in tutte le direzioni. Significa che non abbiamo una linea del fronte, abbiamo un confine. Il confine è un segno di pace, e questo significherà che le guardie di frontiera di Armenia e Azerbaigian saranno in grado di proteggere il confine in modo indipendente, cooperando tra loro“.

(20) PROTESTE IN TAVUSH – Per il secondo giorno consecutivo residenti della regione di Tavush hanno protestato contro la decisione del governo armeno di accordarsi con l’Azerbaigian e cedere alcuni territori. Un blocco stradale ha interessato la statale per la Georgia. Il ministro dell’Interno si è recato in loco per parlare con i manifestanti.

(19) DEMARCAZIONE CONFINE – Al confine tra Armenia e Azerbaigian, si è tenuta l’ottava sessione delle commissioni per la delimitazione del confine di stato tra i due Paesi, sotto la presidenza dei vice primi ministri dell’Armenia e dell’Azerbaigian Mher Grigoryan e Shahin Mustafayev. A seguito dell’incontro è stato firmato un protocollo. Le parti hanno concordato la data e il luogo del prossimo incontro. Secondo il Ministero degli Esteri armeno, a seguito dell’incontro è stato raggiunto un accordo preliminare per portare le sezioni di confine Baganis – Baganis Ayrum, Voskepar – Ashag Askipara, Kirants – Khairumli e Berkaber – Kyzyl Hajil al confine interrepubblicano legalmente stabilito esistente al momento del crollo dell’Unione Sovietica. A seguito dell’annuncio, residenti nei villaggi della regione di Tavush hanno inscenato manifestazioni di protesta.

(19) VARDANYAN IN SCIOPERO DELLA FAME – Ruben Vardanyan, filantropo ed ex ministro di Stato della repubblica di Artsakh, imprigionato a Baku dal 28 settembre scorso, è in sciopero della fame dal 5 aprile. Chiede il rilascio suo e degli altri prigionieri armeni illegalmente detenuti dagli azeri a Baku. Lo ha comunicato oggi la famiglia che ha anche informato che da quando è cominciato lo sciopero da parte di Ruben le autorità azere hanno tagliato ogni contatto telefonico tra i familiari e lui. Il “processo” a carico di Vardanyan e degli altri prigionieri politici armeni era stato inizialmente fissato a gennaio ma poi spostato a maggio senza alcuna motivazione.

(19) UE E RITIRO RUSSO – “Ciò che possiamo dire è che prendiamo atto dell’annunciato ritiro delle truppe russe dall’Azerbaigian“. Lo ha affermato Peter Stano, portavoce principale per gli affari esteri e la politica di sicurezza della Commissione europea dell’Unione europea, in risposta alla domanda dell’agenzia azera Turan su come l’UE valuta la decisione di ritirare le forze di pace russe dal Karabakh. “Aggiungiamo inoltre che l’UE resta impegnata a sostenere il processo di pace tra Armenia e Azerbaigian“, ha aggiunto Stano.

(19) DIALOGO ARMENIA-ARTSAKH – Secondo le informazioni del quotidiano ‘Zhoghovurd’, dopo lo sfollamento forzato degli armeni dell’Artsakh e il trasferimento in Armenia, le autorità dell’Artsakh hanno cercato regolarmente di stabilire un contatto con le autorità armene e di avviare incontri per sapere finalmente quale destino attende l’Artsakh, la popolazione forzata cittadini sfollati, se vi sia una risorsa per i negoziati sull’Artsakh. Tuttavia, le autorità della RA hanno ogni volta respinto, con vari motivi, la proposta di sedersi e parlare allo stesso tavolo.

(18) DEMOLITA CHIESA A SHUSHI – Immagini satellitari e video sui social azeri confermano che nello scorso mese di febbraio la chiesa di s. Giovanni Battista (detta anche kanach zham, chiesa verde) a Shushi è stata rasa al suolo dagli azeri. La chiesa era stata edificata 179 anni fa.

(18) DICHIARAZIONE RUSSA SU SFOLLATI – Gli armeni del Nagorno-Karabakh dovrebbero avere la possibilità di tornare a casa, a condizione che siano garantiti i loro diritti e la loro sicurezza secondo quanto ha affermato in una conferenza stampa da Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli affari esteri russo. “Per quanto riguarda la popolazione armena che ha lasciato il territorio del Karabakh, come avete notato, le autorità azere hanno adottato uno speciale programma di reintegrazione. È stato sottolineato più di una volta che la Russia accoglie con favore e sostiene questo passo. Gli armeni del Karabakh dovrebbero avere l’opportunità di tornare nella regione, garantendo loro i diritti e, naturalmente, la sicurezza“, ha detto Zakharova, aggiungendo che la Russia, a sua volta, è pronta a fornire assistenza in questo processo in ogni modo possibile. Secondo lei, questa questione dovrebbe essere separata da quella del ritorno degli azeri e degli armeni che avevano lasciato l’Armenia e l’Azerbaigian rispettivamente alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90.

(18) AIUTI UE – Nella riunione di gabinetto di giovedì, il governo armeno ha approvato l’accordo di finanziamento, firmato con la Commissione Europea dell’Unione Europea (UE), sul contratto per il rafforzamento dello Stato e della resilienza dell’Armenia. Il programma del valore di 15 milioni di euro è finanziato dal bilancio dell’UE.

(18) CHIUDE CENTRO MONITORAGGIO – L’attività del centro di monitoraggio congiunto turco-russo ad Aghdam, nel Nagorno Karabakh, sarà sospesa, secondo quanto ha dichiarato il Ministero della Difesa Nazionale turco. Il centro di monitoraggio congiunto russo-turco era stato istituito dopo l’aggressione militare dell’Azerbaigian e della Turchia contro il Nagorno Karabakh nell’autunno del 2020.

(17) PASHINYAN A BERKABER E VOSKAPAR – Il premier armeno si è recato nei villaggi di confine che sono in fibrillazione a causa delle sempre più insistenti voci di cessioni di territori all’Azerbaigian. A Berkaber il premier ha parlato dei progetti di sviluppo della comunità e dei finziamenti nel settore dell’edilizia e in quello dell’agricoltura.

(17) RUSSIA LASCIA ARTSAKH – Il contingente di mantenimento della pace russo ha lasciato l’Artsakh (Nagorno Karabakh). Il filmato della partenza del personale e delle attrezzature del contingente è stato pubblicato oggi dall’agenzia di stampa Svezda del Ministero della Difesa della Federazione Russa. L’informazione sul ritiro delle forze di mantenimento della pace russe dall’Artsakh è stata confermata dal portavoce del Presidente russo, Dmitry Peskov.

(15) PRIGIONIERI ARMENI – Nel mese di aprile, i rappresentanti del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) hanno nuovamente visitato tutti i detenuti armeni notificati dalle autorità azere, secondo quanto ha detto all’agenzia APA Ilaha Huseynova, capo del dipartimento delle pubbliche relazioni dell’ufficio della Croce Rossa a Baku. “I detenuti sono stati incontrati in privato e hanno avuto la possibilità di scambiarsi notizie sulla famiglia”, ha aggiunto la suddetta agenzia di stampa azera. Gli ex presidenti del Nagorno Karabakh Arkadi Ghukasyan, Bako Sahakyan e Arayik Harutyunyan, l’ex ministro degli Esteri David Babayan, il presidente dell’Assemblea nazionale Davit Ishkhanyan, l’ex ministro della Difesa Levon Mnatsakanyan, il generale Davit Manukyan e l’ex ministro di Stato Ruben Vardanyan sono prigionieri in Azerbaigian.

(13) MANIFESTAZIONE A VOSKEPAR – Una manifestazione si è tenuta oggi nel villaggio al centro delle discussioni per una possibile cessione di alcuni territori armeni all’Azerbaigian. Il capo del villaggio e i cittadini presenti hanno ribadito la loro contrarietà a cessioni unilaterali.

(12) INCIDENTE, MORTI SOLDATI – Quattro soldati armeni sono morti e una ventina feriti a causa dell’uscita di strada, per cause imprecisate, di un veicolo Ural da trasporto truppe. L’incidente è avvenuto nella regione di Syunik.

(11) ARMENIA E GEORGIA – I governi di Armenia e Georgia hanno deciso di avviare i lavori di delimitazione dei confini. Lo ha annunciato giovedì ai giornalisti il ​​vice ministro degli Esteri armeno Vahan Kostanyan. Ha osservato che questo processo, che va avanti da più di 30 anni, dovrebbe concludersi, ed entrambe le parti hanno espresso la disponibilità per la sua ripresa. Kostanyan ha informato che l’Armenia e la Georgia hanno rivitalizzato la composizione delle loro commissioni per la delimitazione delle frontiere.
Dal canto suo, Lasha Darsalia, primo viceministro degli Affari esteri della Georgia, durante la conferenza dal titolo “Partenariato strategico Armenia-Georgia”, ha affermato che il suo Paese sostiene la sovranità e l’integrità territoriale dell’Armenia. Darsalia ha aggiunto che la Georgia è favorevole alla stabilità nel Caucaso meridionale e sostiene la cooperazione reciprocamente vantaggiosa di tutti i Paesi della regione.

(10) INCIDENTE AL CONFINE CON SPARATORIA – Un pastore, cittadino della Repubblica d’Armenia, si è trovato nel territorio dell’Azerbaigian mentre cercava un gregge smarrito. A causa della situazione, le guardie di frontiera di entrambe le parti hanno aperto il fuoco. A seguito dell’incidente, un soldato azero è stato ferito. La parte azera ha restituito il gregge perduto. Anche il pastore si trova nel territorio della Repubblica d’Armenia.

(10) ANNIVERSARIO MASSACRO MARAGHA – Oggi ricorre il 32° anniversario del massacro degli armeni nel villaggio di Maragha in Artsakh.

(10) PASHINYAN IN PARLAMENTO – Il premier armeno oggi in Asemblea nazionale ha affermato che “la vera Armenia è il paese riconosciuto a livello internazionale con un’area di 29.743 chilometri quadrati. Inoltre, il territorio dell’Armenia riconosciuto a livello internazionale non è una novità per la comunità internazionale; la comunità internazionale lo ha riconosciuto e accettato da tempo. Non importa quanto possa sembrare divertente, siamo noi [armeni] che non abbiamo riconosciuto, registrato e realizzato questo fatto per molto tempo“, ha detto Pashinyan aggiungendo che la delimitazione tra l’Armenia reale e quella storica è estremamente dolorosa. Il Primo ministro armeno ha rinnovato le critiche alla CSTO (“Non voleva presentarsi come alleato ma come peacekeeper“) e ha informato che è sua intenzione proporre l’estensione del mandato della missione EUMA di altri due anni.
Inoltre ha dichiarato che l’incontro ad alto livello Armenia-USA-UE tenutosi a Bruxelles il 5 aprile non aveva alcun sottotesto né alcun ordine del giorno in materia di sicurezza: “L’UE e gli Stati Uniti hanno espresso la disponibilità ad espandere la cooperazione con l’Armenia in settori quali riforme politiche, sviluppo economico, mobilità, governance efficace, applicazione efficace della legge, commercio, comunicazione, agricoltura, energia, compresa l’energia nucleare, tecnologie, sicurezza aerea“.
Quanto ai vicini dell’area Pashinyan ha detto che i rapporti con la Turchia sono in una fase di stallo e che non è intenzione dell’Armenia creare una contrapposizione con l’Iran.
Circa i rapporti con la Russia ha dichiarato: “Ma voglio sottolineare anche che non vogliamo discutere con la Russia, non solo perché non abbiamo l’opportunità e la forza per farlo, ma perché apprezziamo l’enorme positivo che c’era e c’è nelle nostre relazioni. Ma è anche importante capire cosa sta accadendo nelle nostre relazioni in senso profondo e concettuale e perché a mio avviso, sta accadendo la stessa cosa: è in atto una transizione dalle relazioni storiche Armenia-Russia alle relazioni reali Armenia-Russia“.

(9) SPARI AZERI CONTRO LE CASE – Il tetto e la finestra di una casa nel villaggio di Tegh, nella provincia di Syunik, sono stati danneggiati ieri sera intorno alle 22:50, a seguito di sparatorie irregolari e non mirate da parte della parte azera secondo quanto riferisce il Ministero degli Affari Interni dell’Armenia. Nessun altro danno è stato causato ai residenti del villaggio di Tegh da queste sparatorie.

(9) AIUTI EUROPEI PER GLI SFOLLATI – Giovedì il Consiglio d’Europa presenterà un pacchetto globale di risposta all’afflusso di rifugiati in Armenia per un valore totale di 2,8 milioni di euro. Il pacchetto è il risultato di una visita del Rappresentante speciale del Segretario generale per la migrazione e i rifugiati (SRSG) dall’11 al 13 ottobre 2023, durante la quale sono state presentate aree specifiche di sostegno in linea con il Piano d’azione del Consiglio d’Europa per l’Armenia ( 2023-2026) e il Piano d’Azione sulla Protezione delle Persone Vulnerabili nel contesto della migrazione e dell’asilo (2021-25) sono stati individuati congiuntamente con le autorità nazionali.

(9) ASSEMBLEA NAZIONALE SU CONFINI – Presso l’Assemblea Nazionale dell’Armenia è iniziata una sessione urgente sulla questione della delimitazione dei confini tra Armenia e Azerbaigian. Alla sessione, che si svolge a porte chiuse su richiesta dei partiti della coalizione di governo, parteciperanno anche il vice primo ministro Mher Grigoryan e il ministro degli Esteri Ararat Mirzoyan.

(9) NOMINE IN ARTSAKH – L’8 marzo 2024, il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha firmato un decreto che nomina un giudice e un presidente del tribunale cittadino di Stepanakert, la capitale della Repubblica occupata dell’Artsakh. Riteniamo che queste nomine nascondano intenzioni sinistre e di vasta portata volte ad avviare il processo illegale di confisca delle proprietà e di perseguimento giudiziario di individui. Lo ha sottolineato in una dichiarazione rilasciata martedì il Comitato per la difesa dei diritti fondamentali del popolo dell’Artsakh (Nagorno Karabakh). 

(8) VARDANYAN PER NOBEL PACE – Ruben Vardanyan (ex ministro di Stato dell’Artsakh, illegalmente detenuto dall’Azerbaigian da ottobre scorso) è stato nominato per il Premio Nobel per la Pace 2024 per le sue attività caritative e umanitarie. La sua candidatura è stata avanzata da numerose personalità autorevoli, tra cui anche il premio Nobel per la pace.

(8) CROCE ROSSA VIA DA STEPANAKERT – L’ufficio di Stepanakert del Comitato Internazionale della Croce Rossa è stato chiuso. Il personale si trasferisce a Barda (in Azerbaigian). Lo ha annunciato Zara Amatuni della sede di Yerevan.

(8) NUOVE VIOLAZIONI AZERE – Colpi di arma da fuoco, anche di medio calibro, sono stati indirizzati dalle postazioni azere verso il territorio dell’Azerbaigian. Tre differneti violazioni sono state registrate nelle regioni di Syunik e Gegharkunik

(6) MISSIONE EUMA – La Missione dell’Unione Europea in Armenia (EUMA) ha effettuato oggi un pattugliamento nei territori di Sotk, Verin Shorzha, Aravus e Movses. Lo si legge nella dichiarazione di intenti. “La situazione dovrebbe essere stabile e calma”, ha affermato l’EUA in una nota. Il Ministero degli Interni della Repubblica d’Armenia ha emesso un messaggio riguardante le sparatorie di stanotte da parte degli azeri in direzione dei villaggi di confine della regione di Tavush e ha riferito che di conseguenza le infrastrutture civili (case e una lapide) sono state danneggiate nel villaggio di Movses e nel villaggio di Inner Karmiraghbyur (un’auto civile). 

(6) VIOLAZIONI AZERE – Nella notte tra il 5 e il 6 aprile, le unità delle forze armate azere hanno iniziato a sparare contro le posizioni di combattimento armene, utilizzando armi leggere di vari calibri. L’intensità degli spari variava in diverse direzioni del confine. Lo riferisce il ministero della Difesa armeno. Nello specifico, gli spari sono avvenuti verso le posizioni di combattimento vicino a Sotk (provincia di Gegharkunik) tra le 22:25 e le 22:50, vicino a Verin Shorzha (provincia di Gegharkunik) alle 23:15, vicino a Kut (provincia di Gegharkunik) alle 00:15, vicino ad Aravus (Syunik Provincia) tra le 23:15 e le 23:20, vicino a Chinari (provincia di Tavush) tra le 23:05 e le 23:20, vicino a Movses (provincia di Tavush) tra le 00:15 e l’01:20. Le unità delle Forze Armate della Repubblica d’Armenia hanno osservato significativi movimenti di veicoli delle Forze Armate azere verso Ishkhanasar tra le 21:00 e le 23:00. Le suddette azioni da parte azera erano evidentemente provocatorie e miravano a suscitare reazioni simili da parte delle unità delle Forze Armate della Repubblica d’Armenia per corroborare la disinformazione azera negli ultimi tempi. Valutando la situazione, le unità delle Forze Armate della Repubblica di Armenia si sono astenute da azioni che potrebbero contribuire ad un’ulteriore escalation, portando alla calma della situazione lungo il confine. Il Ministero della Difesa riferisce inoltre che ieri l’apparato di propaganda azero ha diffuso disinformazione, travisando la rotazione di routine delle unità delle forze armate armene come concentrazione in prima linea.

(6) DIOCESI DELL’ARTSAKH – Il 5 aprile, S.S. Karekin II ha ricevuto i membri del consiglio diocesano della diocesi di Artsakh presso la Santa Madre Sede di Etchmiadzin, accompagnati dal leader diocesano Sua Eccellenza p. Vescovo di Vrtanes Abrahamyan. Durante l’incontro sono state discusse le questioni relative alla tutela dei diritti delle persone dell’Artsakh, al loro status sociale e alla condizione morale e psicologica. Si è fatto riferimento anche ai programmi di sostegno attuati dalla Chiesa. Il Patriarca d’Armenia ha esortato il leader diocesano e i membri del consiglio diocesano a continuare a utilizzare tutti i mezzi possibili in collaborazione con le strutture competenti della Madre Sede e delle diocesi della diaspora per sollevare davanti alle strutture internazionali e interecclesiali la questione della garanzia dei diritti del popolo dell’Artsakh e preservare il patrimonio spirituale e culturale dell’Artsakh.

(5) VIOLAZIONI AZERE – Intorno alle 17:05 (ora locale), a Chinari (regione di Tavush ) e alle 17:30 a Verin Shorzha (regione di Gegharkunik ), unità delle forze armate azere hanno aperto il fuoco con armi leggere verso le posizioni armene. Ne ha dato notizia il ministero della Difesa di Yerevan che ha altresì smentito quanto riferito da Baku circa violazioni armene.

(5) VERTICE DI BRUXELLES – Il Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, l’Alto Rappresentante/Vicepresidente dell’UE, Josep Borrell, il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Antony Blinken, l’amministratore dell’USAID Samantha Power, e il Primo Ministro della Repubblica d’Armenia, Nikol Pashinyan, si sono riuniti oggi, 5 aprile 2024 a Bruxelles per riaffermare il sostegno alla sovranità, alla democrazia, all’integrità territoriale e alla resilienza socioeconomica dell’Armenia. QUI IL COMUNICATO STAMPA

(5) FIRMATO ACCORDO EUROJUST – Oggi si è svolta la cerimonia della firma dell’accordo Eurojust tra l’Armenia e l’Unione europea. È stato firmato dal ministro degli Affari esteri armeno Ararat Mirzoyan, dal ministro della Giustizia e del Mare del Nord del Belgio Paul Van Tigchelt e dal commissario UE alla Giustizia Didier Reynders. Eurojust è l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale e aiuta le amministrazioni nazionali a collaborare per combattere il terrorismo e gravi forme di criminalità organizzata che interessano più di un paese dell’UE.

(4) RASMUSSEN SU ARMENIA – L’ex segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen in un articolo scritto per Le Monde ha invitato Bruxelles ad abbandonare la politica di mantenimento della neutralità nei confronti della linea occidentale tra l’Armenia, che preferisce la linea dell’Occidente, e l’Azerbaigian, che si afferma nel campo delle autocrazie aggressive sotto l’influenza russa. “Nonostante la dipendenza storica, economica, energetica e militare dalla Russia e la presenza fisica di migliaia di truppe russe sul suo territorio, il governo armeno ha compiuto sforzi coraggiosi per rafforzare la democrazia armena e costruire relazioni più strette con l’Occidente democratico. Questo riorientamento richiede tempo, ma richiede anche che l’Unione Europea adotti una strategia più ambiziosa nei confronti della democrazia armena. È necessario cominciare mettendo fine all’idea che l’Unione europea debba essere un attore neutrale tra Armenia e Azerbaigian. L’Europa dovrebbe assumere il ruolo di mediatore nei negoziati per un accordo di pace stabile, ma il suo approccio dovrebbe riflettere la realtà che l’Armenia ha scelto la comunità delle democrazie europee, mentre l’Azerbaigian siede nel campo delle autocrazie aggressive“, ha affermato l’ex segretario generale.

(3) ARRESTATO UNO DEGLI ARMENI SFOLLATI – Si apprende che Sargis Galstyan, uno dei due armeni che lo sacorso 29 marzo sono stati portati dalla Croce Rossa dall’Artsakh in Armenia, è accusato di spionaggio ed è stato arrestato secondo quanto riferisce Gor Abrahamyan, addetto stampa del comitato investigativo dell’Armenia.

(3) DUE ARMENI SFOLLATI DALL’ARTSAKH – Erano tra i pochissimi armeni rimasti dopo l’occupazione azera dell’Artsakh. Ma alla fine anche loro hanno deciso di lasciare la patria. Lo scorso 29 marzo, Sargis Galstyan e Margarita Shahnazaryan (che avevano scelto di rimanere nell’Artsakh durante la pulizia etnica della regione da parte dell’Azerbaigian nel settembre 2023) sono stati trasportati dal Comitato Internazionale della Croce Rossa in Armenia. Nei mesi scorsi, il giornalista Tatul Hakobyan aveva diffuso la notizia che Aliyev si stava preparando a nominare Sargis sindaco di “Khankendi” (Stepanakert). Il cugino di Sargis, il parlamentare dell’Artsakh Davit Galstyan, all’epoca smentì la voce. Il trasferimento di Sargis e Margarita è stato confermato da Zara Amatuni, responsabile dei programmi di comunicazione presso la delegazione del CICR in Armenia. Il Servizio di Sicurezza Nazionale dell’Armenia ha preso in consegna i due ultimi sfollati che presumibilmente verranno ascoltati per acquisire informazioni sulla situazione e comprendere le ragioni della loro permanenza nella capitale dell’Artsakh (Nagorno Karabakh). In tutto l’Artsakh sono rimaste pochissime decine di persone, si pensa tra le 20 e le 50.

(3) DICHIARAZIONE RUSSA SU ARTSAKH – La rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri russo, Maria Zakharova, durante la trasmissione televisiva Zvezda ha affermato che l’Armenia ha preso decisioni riguardo al Nagorno Karabakh sotto l’influenza della NATO, e le dichiarazioni secondo cui la Russia e la CSTO non hanno aiutato l’Armenia durante l’escalation della situazione nella regione sono bugie. Secondo lei, i paesi occidentali hanno portato avanti il ​​tema dell’abbandono ufficiale del Nagorno-Karabakh da parte dell’Armenia. I diritti degli abitanti del Nagorno-Karabakh non erano in alcun modo inclusi o garantiti nei documenti firmati per volere dei membri della NATO. Zakharova ha aggiunto che la nuova escalation della tensione tra Armenia e Azerbaigian dipende solo dalla misura in cui l’Armenia consentirà all’UE, agli Stati Uniti e al Regno Unito di influenzare in modo distruttivo la situazione nella regione e nel paese.

(3) MONITORAGGIO EUMA – La missione europea in Armenia (EUMA) ha compiuto un monitoraggio, su richiesta del sindaco del villaggio di Khachik, riguardo la sicurezza dei lavori nei campi dei contadini locali. Siamo nella regione dell’Armenia di Vayots Dzor al confine con il Nakhijevan.

(2) VIOLAZIONI AZERE -Violazioni azere sono state registrate lungo la linea di contatto nelle regioni di Gegharkunik (in località Kut alle 22 di ieri sera) e Syunik (Tegh, dopo mezzanotte). Non si registrano feriti. In precedenza il ministero della Difesa dell’Azerbaigian aveva a sua volta denunciato violazioni armene prontamente respinte da Yerevan.

(2) SFOLLATI – I deputati dell’Assemblea nazionale armena e i membri del governo hanno incontrato, il 29 marzo ad Ashtarak, i connazionali sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh nella regione di Aragatsotn. Durante l’incontro il governatore della regione Sergey Movsisyan, i deputati dell’Assemblea nazionale ed i rappresentanti del governo hanno tenuto discorsi e presentato i dettagli del programma volto a fornire loro gli alloggi.

(28) EURONEST – L’Assemblea parlamentare Euronest (forum interparlamentare al quale partecipano i membri del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali di Ucraina, Moldavia, Armenia, Azerbaigian e Georgia) ha invitato l’UE ad aumentare gli aiuti umanitari e finanziari per soddisfare i bisogni dei minori tra la popolazione sfollata con la forza dal Nagorno Karabakh.

(28) CSTO – Il segretario generale dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, Imanghali Tasmaghambetov, ha dichiarato che recentemente l’Armenia non ha partecipato ai lavori del segretariato, tuttavia l’organizzazione non ha ricevuto alcuna notifica ufficiale dall’Armenia riguardo alla sospensione dell’adesione all’organizzazione.

(28) SFOLLATI – Secondo gli ultimi dati, il numero delle persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh e impiegate in Armenia supera le 11mila800 unità. Lo ha detto il primo ministro Nikol Pashinyan durante l’odierna riunione governativa. Secondo il capo del governo, quasi tutti i bambini in età scolare sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh sono stati inseriti nelle scuole armene.

(28) STATI UNITI REPLICANO AD AZERBAIGIAN – Gli Stati Uniti d’America non sono d’accordo con le affermazioni della parte azera secondo cui l’incontro ad alto livello Armenia-UE-USA, che si terrà a Bruxelles il 5 aprile, potrebbe destabilizzare e aggravare la situazione nel Caucaso meridionale. Lo ha dichiarato Matthew Miller, portavoce del Dipartimento di Stato americano, durante un briefing con i giornalisti, in risposta alla domanda di un giornalista, che secondo la parte azera, il prossimo incontro Armenia-UE-USA non è inclusivo e potrebbe spingere l’Armenia a destabilizzare la situazione nella regione, mentre USA e UE, dopo questo incontro, condivideranno la responsabilità di un’ulteriore possibile escalation.”Ovviamente non sarei d’accordo con questi commenti. Al centro di questo incontro c’è un confronto economico che aiuterà l’Armenia a diversificare i suoi partenariati commerciali e ad affrontare le esigenze umanitarie. Non riesco a capire come questo possa portare ad un’escalation o preoccupare un paese nel mondo“, ha detto il portavoce.

(28) INTERVISTA DEL PRESIDENTE DELL’ARTSAKH – Il presidente dell’Artsakh Samvel Shahramanyan ha rilasciato un’intervista al quotidiano francese Le Figaro, dove ha fatto riferimento al documento di “scioglimento” dell’Artsakh, al ritorno dei cittadini dell’Artsakh in patria e ad altre questioni. QUI UN RIASSUNTO DELL’INTERVISTA

(27) RUSSIA E ZANGEZUR – In una conferenza stampa Maria Zakharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri russo, ha dichiarato che la Russia non usa il termine “corridoio Zangezur”. “Si tratta del percorso che collega le regioni occidentali dell’Azerbaigian con Nakhichevan attraverso il territorio della provincia di Syunik in Armenia. Esiste un meccanismo ben consolidato per lo sviluppo di compromessi. Si tratta di un gruppo di lavoro tripartito composto da vice primi ministri di Russia, Azerbaigian e Armenia. Nell’ultimo incontro tenutosi il 2 giugno 2023, le parti erano vicine all’adozione di una decisione globale e reciprocamente vantaggiosa per sbloccare i trasporti e le rotte economiche nella regione. E noi [ovvero la Russia] invitiamo i nostri partner [armeni e azeri] a farlo mostrare volontà politica e riprendere l’interazione tra i formati tripartiti stabiliti, compreso il gruppo di lavoro tripartito“, ha affermato il rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri russo.

(26) DIRITTI UMANI IN AZERBAIGIAN – L’intensificarsi della repressione contro giornalisti e rappresentanti della società civile in Azerbaigian desta profonda preoccupazione. Lo ha affermato la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović, riferendosi agli arresti, detenzioni e procedimenti giudiziari volti a limitare la libertà di parola nel Paese.

(26) ARMENIA E RUSSIA – Il portavoce della presidenza russa, Dmitrij Peskov, ha dichiarato che l’Armenia è ancor più che un paese fraterno per la Russia nonostante i due Paesi stiano attraversando attualmente “un periodo piuttosto difficile per le relazioni“. Dmitry Peskov ha anche osservato che “l‘attività economica degli armeni cittadini della Federazione Russa costituisce ancora una percentuale molto elevata del bilancio totale dell’Armenia“, diversi miliardi di dollari all’anno. “Speriamo che ci sia la volontà politica di continuare lo sviluppo delle nostre relazioni a Yerevan e che riusciremo a superare con successo questo periodo difficile“, ha detto Peskov.

(25) KLAAR SU MINACCE AZERE – Toivo Klaar, rappresentante dell’Unione europea per la crisi del Caucaso meridionale e della Georgia, ritiene inaccettabili le minacce contro l’Armenia espresse dai media azerbaigiani. “Per quanto riguarda la demarcazione dei confini, sono necessari negoziati reali e tutte le controversie territoriali dovrebbero essere risolte pacificamente e nel quadro di un processo concordato”, ha scritto su X.

(22) SFOLLATI – Sully Davtyan, vice capo del Servizio Migrazione e Cittadinanza del Ministero degli Affari Interni dell’Armenia, ha annunciato che gli sfollati forzati dal Nagorno-Karabakh continueranno a beneficiare dei programmi di assistenza sociale del governo dopo aver ricevuto la cittadinanza della Repubblica Armena.

(22) UNIONE INTERPARLAMENTARE – A Ginevra, in Svizzera, si è svolto un incontro tra il presidente dell’Assemblea nazionale dell’Armenia, Alen Simonyan, e la presidente del Milli Majlis (parlamento) dell’Azerbaigian, Sahiba Gafarova. La delegazione armena, guidata da Simonyan, partecipa alla 148a Assemblea dell’Unione interparlamentare, in programma a Ginevra, dal 22 al 25 marzo.

(21) PASHINYAN A BRUXELLES – l primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron a margine del primo vertice sull’energia nucleare a Bruxelles, la capitale del Belgio. In precedenza il primo ministro armeno ha incontrato anche il primo ministro belga Alexander De Croo, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il primo ministro svedese Ulf Kristersson, il primo ministro finlandese Petteri Orpo e il vice premier cinese Zhang Guoqing.

(21) DICHIARAZIONE ATAL – Il primo ministro francese Gabriel Atal ha chiesto all’Azerbaigian di ritirare le sue truppe dai territori occupati dell’Armenia. Lo ha affermato nel suo discorso alla cena annuale del Consiglio di coordinamento delle organizzazioni armene francesi, rilevando che lo stesso presidente dell’Azerbaigian ha ammesso che le forze azere stanno avanzando in diversi punti del territorio armeno.”Il nostro compito oggi è aiutare l’Armenia a proteggere la sua indipendenza, democrazia, sovranità e integrità territoriale“, ha affermato Atal. Il primo ministro francese ha anche aggiunto che la Russia vuole punire l’Armenia per il suo perseguimento della pace, il rispetto della sua sovranità, principi che Mosca non rispetta in Ucraina. Atal ha menzionato l’adesione dell’Armenia al Tribunale penale internazionale, sottolineando che l’Armenia ha scelto la democrazia e la strada per diventare uno stato legale. Il primo ministro francese ha sottolineato che Mosca non ha condannato l’uso della forza da parte dell’Azerbaigian nel Nagorno Karabakh, dove vivevano gli armeni fino alla fine dell’anno scorso, aggiungendo che le cosiddette forze di pace russe hanno permesso che lì si verificasse una crisi umanitaria.

(21) PREANNUNCIATO VERTICE A BRUXELLES – Il 5 aprile si svolgerà a Bruxelles un incontro tra il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il segretario di Stato americano Antony Blinken, durante il quale verranno discusse le modalità della cooperazione trilaterale per contribuire allo sviluppo dell’Armenia. Lo ha affermato Armen Grigoryan, segretario del Consiglio di sicurezza armeno, in un’intervista.

(20) MISSIONE UE IN ARMENIA – Il parlamento armeno ha ratificato un accordo che garantisce l’immunità agli osservatori dell’UE in Armenia nonché l’espansione di questa missione nel Paese. Il portavoce del Cremlino, Peskov, ha detto che le azioni della parte armena nel contesto dello spiegamento e dell’attività di questa missione di monitoraggio dell’UE sono state “una decisione unilaterale di Yerevan” e ritiene dubbia l’efficacia della missione di monitoraggio dell’Unione europea sul confine armeno-azerbaigiano stante anche la indisponibilità di Baku a collaborare a tale progetto. Ancora più pesante il commento della portavoce russa degli Esteri, Zakharova, secondo la quale la missione di monitoraggio dell’UE in Armenia sta spiando Russia, Iran, Azerbaigian.

(19) PRIGIONIERI DI GUERRA ARMENI – Al Parlamento europeo si è tenuta una conferenza dedicata ai prigionieri di guerra armeni in Azerbaigian. Alla conferenza, che si è tenuta per discutere la situazione tre anni dopo l’adozione della risoluzione del Parlamento europeo sui prigionieri di guerra armeni in Azerbaigian, hanno partecipato anche i deputati armeni e l’ambasciatore dell’Armenia in Belgio, Tigran Balayan.

(19) DICHIARAZIONI PASHINYAN – In una confernza stampa congiunta con il Segretario della NATO, il premier armeno ha dichiarato che l’Armenia è interessata a continuare e sviluppare il dialogo politico esistente e ad espandere il partenariato con l’Alleanza, così come con i singoli Stati membri. E si augura che il nuovo formato di cooperazione Armenia-NATO, il programma di partenariato personalizzato, sia approvato presto. Alla luce degli sviluppi avvenuti nella nostra regione, è estremamente importante che l’Armenia rafforzi la propria resistenza e sviluppi le relative capacità di difesa. Pashinyan inoltre ha affermato che attribuisce grande importanza alla partecipazione dell’Armenia alle operazioni di mantenimento della pace e la consideriamo un importante contributo alla garanzia della pace e della sicurezza internazionale. L’unità armena di mantenimento della pace continua a contribuire alla missione NATO in Kosovo e nel luglio 2023, quando la situazione in Kosovo era alquanto instabile, l’Armenia ha aumentato il personale della sua unità di mantenimento della pace con altri 17 soldati.

(19) DICHIARAZIONI STOLTENBERG – In una conferenza stampa congiunta con il primo ministro armeno Nikol Pashinyan a Yerevan, il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che la  stabilità del Caucaso meridionale è molto importante per la regione euro-atlantica e che la NATO sostiene la sovranità e l’integrità territoriale dell’Armenia e le sue aspirazioni pacifiche. Secondo Stoltenberg, Armenia e Azerbaigian hanno attualmente la possibilità di raggiungere la pace. A questo proposito ha chiesto la conclusione di un accordo che apra la strada alla soluzione e all’instaurazione di una pace a lungo termine tra i due popoli. Un terzo del suo intervento è stato dedicato alla guerra in Ucraina: Il Segretario ha apprezzato la vicinanza dell’Armenia all’Ucraina e ha ammonito che in caso di vittoria russa ci sarebbe il pericolo reale che “l’aggressione” non si fermerà qui e ispirerà altre entità autoritarie.

(19) NATO – Il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan, ha ricevuto il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg giunto a Yerevan per la sua terza tappa del viaggio nel Caucaso meridionale. Durante la conversazione privata, gli interlocutori hanno discusso questioni relative alla cooperazione Armenia-NATO. Si è discusso dei processi regionali e delle discussioni relative al trattato di pace tra Armenia e Azerbaigian.

(19) UNIONE EUROPEA – Durante la sessione del Consiglio dei Ministri degli Affari Esteri dei 27 Stati membri dell’Unione europea si è discusso, tra l’altro, del sostegno dell’Unione europea all’Armenia e della questione della regolamentazione delle relazioni armeno-azerbaigiane. Al termine della sessione, Peter Stano, portavoce principale per gli affari esteri dell’UE,  ha dichiarato che i ministri degli Esteri hanno riaffermato il loro sostegno all’Armenia, ricordando tutti gli elementi annunciati dai risultati  della sessione tenutosi  a novembre, nonché il sostegno alla nuova agenda delle relazioni RA-UE, nonchè l’ulteriore regolamentazione delle relazioni armeno-azerbaigiane.

(19) ELEZIONI IN RUSSIA – Il Primo Ministro della Repubblica d’Armenia Nikol Pashinyan ha inviato un messaggio di congratulazioni a Vladimir Putin in occasione della sua rielezione a Presidente della Federazione Russa.

(18) VISITA A VOSKEPAR – Oggi Nikol Pashinyan ha visitato i villaggi di confine della provincia di Tavush, che recentemente hanno catturato l’attenzione del pubblico in Armenia a causa delle rivendicazioni territoriali dell’Azerbaigian e delle discussioni di Pashinyan su un potenziale “scambio di enclavi”. Secondo fonti locali, l’accoglienza di Pashinyan da parte degli abitanti del villaggio è stata tutt’altro che accogliente e molti non si sono alzati nemmeno dai loro posti quando il premier è entrato nella sala. Gli abitanti del villaggio hanno espresso preoccupazione per il rischio di pulizia etnica nelle loro comunità, tracciando parallelismi con gli eventi di Artsakh. Tuttavia, Pashinyan ha evitato di affrontare direttamente queste preoccupazioni. Dopo continue domande su questo tema, gli abitanti del villaggio hanno espresso la loro determinazione ad organizzarsi e prepararsi a difendere i loro villaggi.
Gli abitanti hanno esortato Pashinyan a garantire che la sponda meridionale del fiume Aghstev rimanga sotto il controllo armeno, ma Pashinyan ha ammesso di non avere familiarità con la geografia dell’area quando ha risposto a questa richiesta. Gli abitanti dei villaggi di Voskepar e Baghanis sono pronti a bloccare le strade. L’ex capo di stato maggiore del 2° corpo d’armata e vice comandante del corpo, il colonnello Mihran Maksudyan, è pronto a organizzare e adottare misure di autodifesa.
Durante la conferenza stampa del 12 marzo, il primo ministro armeno aveva osservato che la delimitazione del confine con l’Azerbaigian potrebbe iniziare dalla provincia armena di Tavush. “Non ho escluso prima e non escludo che il processo di delimitazione possa iniziare dalla provincia di Tavush. E quando prendiamo decisioni su questo processo, dobbiamo procedere da un’analisi globale delle realtà e della situazione e con la logica della gestione le attuali sfide alla sicurezza in Armenia e i requisiti per garantire la stabilità della situazione”.

(18) DATI SFOLLATI – Il governo armeno ha presentato nuovi dati sui cittadini sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh in Armenia. Risulta che 7.825 cittadini registrati nel Nagorno Karabakh e poi sfollati hanno lasciato l’Armenia e non sono, al momento, tornati. Complessivamente, dal settembre 2023 al 4 marzo 2024, 13.619 cittadini registrati nel Karabakh hanno lasciato l’Armenia ma solo 5.794 sono tornati. In Armenia sono registrati 101.848 sfollati dal Nagorno Karabakh, tra cui 30.000 bambini. Di questi sfollati, 72.626 vivono nelle regioni, il resto vive nella capitale Yerevan. Secondo i dati del governo, 8.277 famiglie dell’Artsakh possiedono appartamenti in Armenia.

(16) PROTEZIONE PATRIMONIO ARMENO – Un gruppo di membri del Parlamento europeo ha invitato i leader dell’UE a garantire che l’UE adotti misure attive per proteggere il patrimonio culturale e religioso armeno nel Nagorno-Karabakh. Una lunga lettera è stata indirizzata al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e alla presidente del Parlamento europeo. Parlamento Europeo Robert Mezzola. Nel testo si legge tra l’altro:
Noi sottoscritti membri del Parlamento europeo siamo preoccupati che il millenario patrimonio culturale e religioso armeno nel Nagorno Karabakh sia minacciato immediatamente di distruzione, profanazione e usurpazione, in grave violazione del diritto internazionale e delle norme giuridicamente vincolanti decisione della Corte internazionale di giustizia dell’ONU. Questi oggetti costituiscono una parte importante del nostro patrimonio europeo ed è nostro dovere garantirne la conservazione. Dopo la guerra del 2020, gli oggetti simbolici del patrimonio culturale e religioso armeno, tra cui chiese, monumenti, khachkar, cimiteri, statue, sono stati distrutti nei territori passati sotto il controllo dell’Azerbaigian, e le iscrizioni armene sono state cancellate dalle mura della città armena, dalle chiese e dalle lapidi“.
I deputati hanno invitato i leader dell’UE a sostenere l’installazione di telecamere sui siti del patrimonio armeno.

(16) RICHIESTE TURCHE – I funzionari turchi hanno rinnovato la loro richiesta all’Armenia di aprire un corridoio extraterritoriale che colleghi l’Azerbaigian alla sua exclave di Nakhijevan. Parlando dopo un incontro trilaterale con i suoi omologhi georgiano e azerbaigiano a Baku venerdì, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha affermato che Ankara si aspetta “un sostegno generale per l’apertura del percorso Zangezur”. Secondo lui questo è essenziale per “ripristinare la pace nel Caucaso meridionale”. Il ministro turco dei trasporti e delle infrastrutture, Abdulkadir Uraloglu, ha dichiarato in un’intervista resa pubblica all’inizio della giornata che il corridoio andrebbe a beneficio non solo della Turchia e dell’Azerbaigian, ma anche dell’intero “mondo turco”.

(16) RUSSIA E ARMENIA – In un’intervista a RIA Novosti la rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova Mosca mette in guardia Yerevan sulle conseguenze della politica anti-russa dell’Occidente. “La parte russa vuole che l’Armenia preservi la sua sovranità e sviluppi la politica tenendo conto degli interessi nazionali“, ha aggiunto Zakharova secondo la quale la storia è la risposta ai dubbi della parte armena sulla sincerità delle intenzioni della Russia.”I nostri ragazzi hanno difeso l’Armenia. La leadership russa e Vladimir Putin hanno compiuto personalmente molti sforzi per fermare lo spargimento di sangue nella regione“, aggiungendo che la Russia ha anche fornito assistenza finanziaria ed economica senza chiedere nulla in cambio.
Mosca sta discutendo con l’Armenia “il coinvolgimento di Yerevan da parte dei paesi occidentali nel suo percorso anti-russo per mettere in guardia sui rischi, alcuni argomenti sono stati accettati dalla parte armena“, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo. “Purtroppo assistiamo a questa tendenza da molto tempo e ne stiamo parlando. Stiamo parlando, anche in modo molto confidenziale, con i nostri colleghi e partner armeni, con un solo scopo: mettere in guardia”.

(15) ARMENIA E UNIONE EUROPEA – Peter Stano, rappresentante del servizio di politica estera dell’Unione Europea, ha dichiarato che l’Armenia, come ogni Paese europeo, ha il diritto di chiedere l’adesione all’Unione Europea. “I Paesi hanno il diritto di lottare per un futuro migliore per i loro cittadini. Sono liberi di decidere come garantire tale futuro. Per quanto riguarda l’adesione all’UE, ogni Paese europeo, il suo popolo e il suo governo, devono decidere se vogliono fare domanda per l’adesione all’UE” ha detto Stano in risposta alla domanda se le porte dell’Unione europea sono aperte per l’Armenia. Ha ricordato che quando questo o quel Paese presenta una richiesta di adesione all’Unione europea, questa viene esaminata dagli Stati membri dell’organizzazione, dopodiché questi ultimi prendono la decisione corrispondente sulla base dei “trattati dell’UE e delle norme stabilite”.  

(15) VANDALISMI AZERI – Gli azeri hanno distrutto il memoriale dedicato ai militari armeni morti nella guerra d’indipendenza dell’Artsakh, situato nel villaggio di Tzar in Artsakh. Lo avverte il “Centro di ricerca scientifica sul patrimonio storico e culturale” del Ministero della KGMS. “Le foto pubblicate su Internet mostrano che il famoso khachkar del 13° secolo nel villaggio zarista di Artsakh non è più al suo posto. Le nostre osservazioni e ricerche riguardanti le condizioni fisiche del khachkar sono rimaste infruttuose. Tenendo conto della politica dell’Azerbaigian nei confronti del patrimonio storico e culturale armeno, si può presumere che questo esempio unico di lavoro khachkar armeno sia stato distrutto” si legge in una nota.

(14) CASE PER GLI SFOLLATI – Sette famiglie sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh riceveranno 16 milioni di dram ciascuna (poco meno di 40.000 euro) per costruire appartamenti nei villaggi di confine. Lo ha annunciato il primo ministro Nikol Pashinyan durante la sessione governativa del 14 marzo.”Sono molto felice che 7 famiglie abbiano già un appezzamento di terreno nelle comunità di confine, inizieranno presto la costruzione“, ha detto Pashinyan.

(14) REAZIONE AZERA AL PARLAMENTO EUROPEO – Il Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian ha risposto alla risoluzione “Sui legami più stretti tra l’Unione europea e l’Armenia e la necessità di un accordo di pace tra Azerbaigian e Armenia” adottata ieri dal Parlamento europeo. Il portavoce del ministero degli Esteri Aykhan Hajizade lo ha descritto come “infondato e parziale, un altro vivido esempio di doppi standard nei confronti dell’Azerbaigian“. Egli ha sottolineato che la risoluzione ha dato un impulso all’Armenia, riferisce 1lurer.Hajizadeh ha invitato il Parlamento europeo ad affrontare “questioni più serie“, vale a dire “la discriminazione razziale, l’islamofobia, la xenofobia, l’estremismo e il trattamento inumano dei migranti“.

(14) UNIONE EUROPEA – Il primo ministro Nikol Pashinyan ha accolto con favore la risoluzione adottata dal Parlamento europeo sulla necessità di legami più stretti tra l’Unione europea e l’Armenia e di un trattato di pace tra Azerbaigian e Armenia. Durante la sessione governativa, il Primo Ministro ha ricordato che questa risoluzione, che ha ricevuto il sostegno di tutte le fazioni del Parlamento europeo, è stata adottata con 504 voti favorevoli, 4 contrari e 32 astensioni.Lui ha osservato che la risoluzione, basata sulla Dichiarazione di Alma-Ata del 1991, esprime un sostegno incrollabile alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza della Repubblica d’Armenia, e sostiene anche gli sforzi di pace tra Armenia e Azerbaigian. “Accogliendo favorevolmente questa risoluzione del Parlamento europeo, credo che dovrebbe diventare oggetto di discussione pubblica in Armenia. Questa è un’altra occasione per discutere la visione del futuro della Repubblica d’Armenia e spero che le forze politiche della Repubblica d’Armenia, le organizzazioni non governative, i diversi strati della società, i cittadini esprimano il loro atteggiamento nei confronti di questo messaggio del Parlamento europeo Parlamento, perché tali messaggi necessitano di una risposta molto più ampia di quella del governo o della maggioranza parlamentare“, ha sottolineato Pashinyan.

(14) UNIVERSITA’ IN ARTSAKH – L’Università statale di Artsakh è diventata un altro obiettivo del genocidio culturale dell’Azerbaigian. Il difensore civico della cultura Hayik Hovik Avanesov mette in guardia su questo.”Il regime statale dell’Azerbaigian continua a distruggere la traccia armena nell’Artsakh occupato. Con questa politica, l’Azerbaigian è diventato un tipico simbolo di vandalismo, superando tutte le tribù barbare esistite nel corso della storia dell’umanità.Recentemente, l’Università statale dell’Artsakh è diventata un altro obiettivo del genocidio culturale dell’Azerbaigian. Nel messaggio diffuso dai media azeri si afferma chiaramente che l’aspetto dell’edificio universitario cambierà. È ovvio che l’Azerbaigian, fedele alla sua grafia, eliminerà la traccia armena con il pretesto di lavori di costruzione. Particolarmente a rischio è il complesso commemorativo dell’Università, che perpetua la memoria degli studenti morti per la Patria. L’Università statale dell’Artsakh è stata fondata nel 1969 nella città di Stepanakert, al centro della regione autonoma del Nagorno Karabakh. Durante la guerra scatenata dall’Azerbaigian contro l’Artsakh nel 1992. (…) Riteniamo necessario ricordare che anche l’Università statale dell’Artsakh è stata presa di mira dai gruppi terroristici azeri negli anni ’90. Il 22 agosto, le truppe di occupazione azerbaigiane sganciarono una bomba aerea da 500 kg sull’università, il successivo attacco avvenne nel 1993. Tutto ciò dimostra ancora una volta che il patrimonio culturale dell’Artsakh è minacciato di distruzione e usurpazione. Secondo l’articolo 4 della Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali nei conflitti armati, è vietato qualsiasi atto di vandalismo, furto, rapina, appropriazione indebita, ostilità o ritorsione contro il patrimonio culturale. Il primo Protocollo dell’Aia del 1954 proibisce la distruzione dei valori culturali e spirituali nei territori occupati“, ha scritto Avanesov.

(13) PARLAMENTO EUROPEO – Nella sessione del Parlamento europeo è stata votata una risoluzione che suggerisce legami più stretti tra l’Armenia e l’Unione europea e sottolinea la necessità di un accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian. La risoluzione presentata al Parlamento europeo propone di considerare la possibilità di candidatura dell’Armenia all’adesione all’UE. Qui è consultabile il testo in lingua italiana

(13) CSTO E RUSSIA – Dmitry Peskov, segretario stampa del presidente russo, ha osservato che Mosca è a conoscenza della dichiarazione del primo ministro russo Nikol Pashinyan secondo cui l’Armenia potrebbe lasciare l’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva. “Certo, abbiamo sentito queste dichiarazioni. Naturalmente c’è molto lavoro da fare. Abbiamo bisogno di contatti con i nostri partner armeni sia nel quadro della CSTO che a livello bilaterale. Chiariremo e parleremo in linea con le dichiarazioni del signor Primo Ministro [il primo ministro armeno Nikol Pashinyan]” ha detto Peskov. Ieri, in una conferenza stampa, il premier armeno aveva dichiarato che “se la CSTO risponderà alla domanda su cosa intende come territorio sovrano dell’Armenia e tale risposta corrisponderà alle idee della parte armena, significherà che le questioni tra l’Armenia e la CSTO sono state affrontate, risolte e riassunte con le conseguenze che ne deriveranno, altrimenti l’Armenia uscirà dalla CSTO Non posso dire quando“.

(13) USA-ARMENIA – Il ministro degli Affari esteri della Repubblica armena, Ararat Mirzoyan, ha ricevuto Luis Bono, consigliere senior per i negoziati caucasici del Dipartimento di Stato americano. Gli interlocutori hanno discusso questioni relative alla situazione della sicurezza nel Caucaso meridionale e si è fatto riferimento al processo di normalizzazione delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian, comprese le discussioni sul trattato di pace. Il ministro Mirzoyan ha presentato all’interlocutore gli ultimi sviluppi, sottolineando le posizioni dell’Armenia, su questioni chiave.
In seguito, Bono ha incontrato il Segretario del Consiglio di sicurezza della Repubblica di Armenia, Armen Grigoryan.

(12) CSTO – Il Segretario generale dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva Imanghali Tasmaghambetov durante un’intervista all’agenzia TASS ha affermato che l’Armenia rimane un alleato della CSTO. “Non nascondo che alcuni eventi e stati d’animo riguardanti le élite armene siano preoccupanti, ma ci aspettiamo la sobrietà politica della leadership politica armena e una valutazione equilibrata delle prospettive di attuazione dei diversi scenari in relazione all’organizzazione. Vorrei sottolineare che l’Armenia rimane nostro alleato, tutti gli obblighi esistenti rimangono in vigore“, ha detto il Segretario.
Va sottolineato come in precedenza, in un’intervista rilasciata a France 24 TV, il Primo ministro armeno Pashinyan ha dichiarato che l’Armenia ha praticamente congelato la sua partecipazione ai lavori dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, perché l’organizzazione non ha adempiuto ai suoi obblighi di sicurezza nei confronti dell’Armenia, in particolare durante l’aggressione di Azerbaigian nel 2021 e nel 2022.

(12) GUARDIE RUSSE – Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo, riferisce che l’Armenia ha informato la Russia della fine del lavoro delle guardie di frontiera russe all’aeroporto “Zvartnots”. “In effetti è arrivata una lettera dipartimentale a questo proposito e ora si stanno prendendo contatti tra i dipartimenti. Non posso dire di più adesso”, ha detto Peskov.

(12) CONFERENZA PASHINYAN – In una preannunciata conferenza stampa il premiere armeno ha tra l’altro dichiarato che considera lo sfollamento forzato degli armeni del Nagorno Karabakh e la conseguente necessità di provvedere ai fabbisogni di oltre centomila persone come la più grande sfida del 2023. Anche per il 2024 proseguirà il programma sociale di sostegno economico alle famiglie mentre sono in corso gli studi per la costruzione di alloggi destinati agli sfollati. Secondo Pashinyan, la logica del governo in questa materia è che se il programma abitativo fosse fatto solo per gli sfollati forzati dal Nagorno-Karabakh, si potrebbe creare tensione all’interno del pubblico.”Si può creare tensione all’interno dell’opinione pubblica, perché ci sono molte persone che hanno lo stesso problema, essendo cittadini della Repubblica d’Armenia. E vogliamo creare un programma che sarà disponibile anche per i cittadini di RA“, ha affermato.
Quanto alle denunce reciproche davanti ai triobunali internaizonali, Pashinyan ha dichiarato che la questione è stata affrontata nel corso dei negoziati: “Durante i negoziati, tale questione è stata discussa e viene discussa. La nostra posizione è la seguente. è una questione che potrà essere discussa alla fine, quando i termini del trattato di pace saranno sostanzialmente concordati e sarà evidente che entrambe le parti saranno pronte a firmarlo. Ed è logico, poiché entrambe le parti firmano un contratto, perché continuano le guerre legali l’una contro l’altra?“. Pashinyan non esclude che Armenia e Azerbaigian rinunceranno alle denunce interstatali nella fase della firma del trattato di pace.
Inoltre, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan assicura che il governo sta lavorando quotidianamente per garantire il ritorno dei prigionieri armeni e di altre persone detenute in Azerbaigian: “Si lavora quotidianamente per il ritorno dei prigionieri, degli ostaggi e di altre persone detenute in Azerbaigian. Capisco che la descrizione di quel lavoro quotidiano sia addirittura priva di significato finché non si ottiene un risultato“, ha detto Pashinyan, sottolineando che non è necessario discutere di quel lavoro finché non si arriva al risultato finale.

(11) INTERVISTE AI PRIGIONIERI – I media statali azeri stanno preparando un film documentario, in cui presenteranno interviste con l’ex leadership militare e politica dell’Artsakh. Gli azeri hanno intervistato il generale Levon Mnatsakanyan, ex comandante dell’Esercito di difesa dell’Artsakh, e Araik Harutyunyan, l’ex presidente dell’Artsakh, detenuti illegalmente nella prigione di Baku assieme ad altre autorità dell’Artsakh. Durante il fine settimana, i media azeri hanno pubblicato il filmato di un’intervista con Arayik Harutyunyan, eoggi il filmato di un’intervista con Levon Mnatsakanyan è stato pubblicato sui social network. Non si sa in quali condizioni gli azeri abbiano costretto a parlare gli ex leader dell’Artsakh. Il film sarà proiettato il 28 marzo alle ore 21. Siranush Sahakyan, presidente del Centro per il diritto internazionale e comparato, esclude la libera espressione nelle interviste rilasciate dagli ex dirigenti politico-militari dell’Artsakh detenuti illegalmente a Baku, che subiscono minacce reali e immediate per la loro vita e, comprensibilmente, sono costretti a partecipare alle interviste esrpimendo opinioni non condivise.

(9) USA E TURCHIA – Il segretario di Stato americano Anthony Blinken e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan sono impegnati a lavorare per l’avanzamento di un accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian, secondo la dichiarazione rilasciata dopo l’incontro del meccanismo strategico USA-Turchia a Washington.

(9) EDMON MARUKYAN – Edmon Marukyan, ex ambasciatore dell’Armenia con incarichi speciali, esponendo le ragioni delle sue dimissioni, ha dichiarato che si è dimesso perchè contrario a modifiche alla Costituzione. “Dobbiamo mantenere, proteggere, rafforzare questa repubblica [armena, NdR]. Se ritengo che la revisione dei fondamenti dello Stato, le loro discussioni, causino un problema, non posso farlo, e questo è stato l’ultimo disaccordo che ho avuto con i nostri stimati colleghi. Quando l’Azerbaigian ha presentato i 5 principi del trattato di pace con l’Armenia, non c’era alcuna richiesta di cambiare la Costituzione, rivedere la legislazione interna, non so cosa fare con la Dichiarazione di Indipendenza. Ammettere che dobbiamo adottare una nuova Costituzione, che secondo l’Azerbaigian ostacola la conclusione del trattato di pace, significa che stiamo seppellendo completamente il processo di conclusione del trattato di pace“, ha detto Marukyan. Marukyan osserva che le richieste dell’Azerbaigian sono infinite e che l’Armenia, riducendo le sue richieste, non riduce le richieste dell’Azerbaigian, e il proseguimento di questa visione non porterà altri risultati che non abbia già portato.

(9) CONFERENZA SU PRIGIONIERI – Il 19 marzo al Parlamento europeo si terrà la conferenza “Prigionieri di guerra armeni in Azerbaigian”. 

(9) TRANSITI IN ARMENIA – Il Ministro degli Affari Esteri della RA, Ararat Mirzoyan, in un’intervista al canale televisivo “TRT World”, affrontando la questione della posizione dell’Armenia riguardo alle strade internazionali, ha dichiarato che nessuno può entrare e uscire dalla Repubblica Armena senza un’adeguata registrazione. “L’idea alla base è che le merci e le persone provenienti dall’Azerbaigian possono attraversare, attraversare il confine della RA ed entrare nel territorio di Nakhichevan, e lo stesso dovrebbe valere per i cittadini della RA. Ci sono quattro condizioni importanti che consentiranno il corretto svolgimento del processo. Le infrastrutture che sono sotto blocco da diversi decenni dovrebbero essere sbloccate sotto la sovranità dei paesi attraverso i quali transitano, dovrebbero funzionare sotto la giurisdizione nazionale delle parti, nonché secondo i principi di uguaglianza e reciprocità” ha detto Mirzoyan.
Nella medesima intervista il ministro ha ribadito che in Armenia si discute attivamente di nuove opportunità, inclusa l’idea di aderire all’Unione Europea.

(8) ACCORDO TURCO-AZERO – Il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian e la compagnia turca “Baykar” (che costruisce i droni TB2 e Akinci) hanno firmato un accordo di cooperazione su ricerca, sviluppo e produzione congiunti.

(7) GUARDIE FRONTIERA – L’Armenia ha informato la Russia che non ha più bisogno del sostegno e della partecipazione della parte russa per il servizio di guardia di frontiera svolto presso l’aeroporto internazionale “Zvartnots”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Ararat Mirzoyan nel corso della conferenza stampa, riferendosi alla questione del ritiro delle guardie di frontiera russe dall’aeroporto internazionale “Zvartnots”.”Vorrei sottolineare che fin dall’inizio la partecipazione delle guardie di frontiera russe in diversi punti, compreso all’aeroporto di Zvartnots, era intesa come sostegno al nuovo Stato armeno indipendente e doveva svolgere questa funzione fino a quando l’Armenia non avrà bisogno esso e quando l’Armenia avrà le proprie opportunità istituzionali, tale funzione sarà pienamente implementata dall’Armenia attraverso i suoi rispettivi organi.E ora pensiamo che la Repubblica d’Armenia sia istituzionalmente in grado di svolgere da sola il servizio di guardia di frontiera all’aeroporto “Zvartnots”, e di questo abbiamo informato la parte russa“, ha osservato Mirzoyan. Il ministro degli Esteri ritiene che per la parte russa basterà la comunicazione inviata alla Federazione Russa e in questo modo la questione verrà risolta.

(7) COMMISSIONE CONFINI – Al confine tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian si è tenuta la settima riunione della Commissione per la delimitazione dei confini di Stato e la sicurezza dei confini tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian sotto la presidenza del Vice Primo Ministro della Repubblica dell’Armenia Mher Grigoryan e del Vice Primo Ministro della Repubblica dell’Azerbaigian Shahin Mustafayev. Le parti hanno scambiato opinioni sulle questioni di delimitazione e hanno iniziato a concordare il progetto di regolamento sulle attività congiunte della Commissione e il progetto di istruzioni pertinenti sulla procedura per l’esecuzione dei lavori di delimitazione. Le parti hanno concordato di completare quanto prima l’approvazione della proposta di Regolamento sulle attività congiunte delle Commissioni. Hanno inoltre concordato di fissare di comune accordo la data e il luogo della prossima riunione delle commissioni.

(7) SOLIDARIETA’ DA CIPRO – Cipro finanzierà la costruzione di 10 serre per sostenere i rifugiati del Nagorno Karabakh. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Cipro, Constantinos Kombos, durante una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri della Repubblica Armena, Ararat Mirzoyan. Si tratta di un progetto congiunto con la Fondazione “My Step” e l’Università agraria dell’Armenia. Nella medesima conferenza, è stato annunciato che Cipro nel 2024 aprirà una missione diplomatica a Yerevan.

(7) VANDALISMO AZERO – L’Azerbaigian distrugge non solo i cimiteri dell’Artsakh, ma anche ogni traccia di quei cimiteri come informa il “Servizio statale per la protezione dell’ambiente storico” della Repubblica dell’Artsakh facendo riferimento alle immagini che arrivano da Ivanian (Khojallu).

(7) STEPANAKERT – Il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha nominato Elchin Yusubov rappresentante speciale a Stepanakert, Martakert e Ivanian. Da maggio 2020 ricopre la carica di vice capo del servizio statale per gli affari immobiliari del Ministero dell’Economia dell’Azerbaigian. Con un altro decreto, Emin Huseinov è stato nominato rappresentante speciale del presidente nelle regioni di Martuni, Aghdam e Fizuli.

(6) DETENUTI POLITICI – Ai leader dell’Artsakh detenuti in Azerbaigian è stata data l’opportunità di comunicare con le loro famiglie. Alla fine di febbraio i dipendenti del Comitato internazionale della Croce Rossa hanno fatto visita ai detenuti politici dell’Artsakh illegalmente imprigionati a Baku. Lo ha affermato Zara Amatuni, responsabile dei programmi di comunicazione della delegazione del CICR in Armenia. Ha osservato che la visita si è svolta secondo le procedure standard della Croce Rossa, agli arrestati è stata data l’opportunità di comunicare con le loro famiglie. Ricordiamo che dal 5 gennaio 2024 Baku conferma ufficialmente la cattura di 23 armeni, 17 dei quali sono comparsi nel Nagorno Karabakh dopo l’aggressione di settembre dell’Azerbaigian.

(6) PROBLEMA ALLOGGI PER GLI SFOLLATI – 32 organizzazioni dell’Artsakh, che formano l'”Iniziativa per garantire i bisogni del popolo dell’Artsakh”, hanno inviato una lettera aperta al governo della Repubblica di Armenia in merito al discusso programma finalizzato a soddisfare le esigenze abitative dei residenti dell’Artsakh. Il testo dell’appello è consultabile (in lingua italiana) QUI

(5) SITUAZIONE STABILE AL CONFINE – La situazione operativa al confine armeno-azerbaigiano è relativamente stabile. Lo ha detto il Capo di stato maggiore delle forze armate dell’Armenia, Edward Asryan, in una conversazione con i giornalisti nel pantheon militare “Erablur”, riferendosi all’osservazione che l’Azerbaigian ha accumulato truppe in direzione della regione di Syunik. “Al momento non ci sono accumuli, le forze armate dell’Armenia seguono con tutti i mezzi i movimenti delle forze armate dell’Azerbaigian, non ci sono accumuli di questo tipo. “Si stima che la situazione operativa sia relativamente stabile“, ha detto Asryan.
Il Capo di stato maggiore ha altresì affermato, riguardo alle voci su una possibile uscita dell’Armenia dalla CSTO, che “non abbiamo ancora lasciato la CSTO e ciò a cui porterà l’uscita dalla CSTO è un segreto”. Ha anche aggiunto che “sulla carta l’esercito dispone di strutture comuni con la CSTO”.

(4) RILASCIATO SOLDATO AZERO – Le autorità armene hanno deciso di riconsegnare “come gesto di buona volontà” all’Azerbaigian il soldato Ruslan Eldanis-Oghlu Penakhov che nei giorni scorsi era entrato nel territorio dell’Armenia all’altezza del villaggio di Tegh. Nel corso dell’istruttoria penale è emerso che il soldato azero non ha superato il confine con volontà di aggredire o portare un pericolo ma solo perché stava fuggendo dalla sua postazione a causa di un alterco avuto con i suoi commilitoni. Questo gesto di buona volontà potrebbe essere un esempio da seguire in tutte quelle situazioni analoghe che coinvolgono le parti. Ancora una volta l’Armenia compie un atto encomiabile anche se gli azeri continuano a detenere decine di prigionieri armeni nelle loro carceri.

(4) ASSEMBLEA NAZIONALE – Sgomento hanno suscitato le immagini diffuse da social azeri che mostrano la sede dell’Assemblea nazionale a Stepanakert abbattuta. Stessa sorte ha subito il piccolo edificio che si trovava accanto e che era la sede dell’Unione dei Veterani. Le immagini degli edifici ridotti in macerie sono state diffuse anche dalle tv azerbaigiane. L’edificio demolito dell’Assemblea nazionale del Nagorno-Karabakh in Azerbaigian è stato dichiarato “illegale” e, secondo i media azeri, è stata presa la decisione di demolire tutti gli edifici costruiti durante gli anni dell’indipendenza (“occupazione” nella versione azera). “Il piano generale della città di Khankendi (gli azerbaigiani la chiamano Stepanakert armena) è stato approvato negli anni sovietici sotto la guida del grande leader Heydar Aliyev”, Baku spiega le sue azioni, negando completamente i veri obiettivi di cancellare tutte le tracce armene nella regione. Dopo la dichiarazione del popolo del Nagorno Karabakh, gli edifici costruiti in Azerbaigian sono stati definiti “non conformi al piano urbanistico”. L’inaugurazione dell’edificio “Parlamento dell’Artsakh” ha avuto luogo il 2 settembre 2007, nel 16° anniversario della dichiarazione di indipendenza. “Alla cerimonia aveva partecipato anche Tigran Torosyan, allora presidente del parlamento armeno.

(4) NUOVI NATI – Il mese scorso, 35 bambini sono nati a Yerevan nelle famiglie degli sfollati forzati dell’Artsakh. Lo ha riferito Davit Karapetyan, capo ad interim del dipartimento sanitario dell’Armenia, durante la riunione procedurale del comune di Yerevan. “Tra gli sfollati forzati dall’Artsakh, 24 nati a febbraio sono maschi e 11 femmine“, ha osservato Karapetyan che ha inoltre sottolineato che 14 operatori sanitari sfollati con la forza dall’Artsakh erano impiegati nelle strutture mediche di Yerevan a febbraio.

(4) CATTEDRALE STEPANAKERT – La cattedrale della Santa Madre di Dio di Stepanakert è stata presa di mira dai vandali azeri. La cerimonia di consacrazione della Cattedrale Madre di San Giovanni fu celebrata dal Catholicos di tutti gli Armeni, SE Karegin II, il 7 aprile 2019. In una foto diffusa dai social azeri si vede un uomo che siede accanto all’altare sbeffeggiando la sacralità del rito e della chiesa. In precedenza, dal campanile era stata rimossa la croce.

(3) CAMPI MINATI – Il Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian ha rilasciato una dichiarazione in cui accusa l’Armenia di rifiutarsi di fornire mappe accurate dei campi minati. Ieri un pastore che pascolava il bestiame nei pressi della ex linea di contatto ad Aghdam (dove le mine erano state piuazzate da una parte e dall’altra) è rimasto gravemente ferito. Da novembre 2020, secondo fonti azere, sarebbero morti 346 azeri a causa delle mine. “L’Armenia si rifiuta di fornire mappe accurate con vari pretesti”, afferma il Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian. Ricordiamo che il 26 gennaio 2024 l’Armenia ha trasferito 8 moduli di campi minati all’Azerbaigian. Primadella guerra del 2020 era proprio il governo azero a ostacolare gli interventi di pulizia dei campi minati della prima guerra del Karabakh.

(1) SALTA VISITA DI ZELENSKYJ IN ARMENIA – Nei giorni scorsi erano circolate voci su una possibile visita del presidente ucraino in Armenia. Un viaggio, è intuibile, di forte impatto politico e non solo nel Caucaso. Oggi, invece, giungono segnali di un annullamento della visita motivato dal fatto che l’Ucraina si aspettava un invito anche dall’Azerbaigian, invito che non sarebbe arrivato a causa di pressioni da parte russa. Secondo “Infotek24”, Zelenskyj sarebbe dovuto andare in Azerbaigian e riportare in Armenia alcuni prigionieri armeni detenuti a Baku ma Aliyev si sarebbe opposto.

(1) NUOVO AMBASCIATORE ARMENO – Il presidente della RA Vahagn Khachaturyan ha firmato un decreto secondo il quale Boris Sahakyan è stato nominato Ambasciatore della Repubblica di Armenia presso la Santa Sede. Pochi giorni fa Boris Sahakyan  è stato destituito  dalla carica di Segretario generale del Ministero degli Esteri.

(1) AIUTI E CITTADINANZA – La cittadinanza RA sarà una delle condizioni per usufruire del programma di sostegno residenziale per gli sfollati forzati dal Nagorno-Karabakh. Con il programma statale per garantire l’accesso all’alloggio alle persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh, verrà fornito sostegno attraverso la costruzione di una casa residenziale, l’acquisto di una casa residenziale o di un appartamento, così come quelle persone che non avranno queste opportunità per ragioni oggettive, poi verrà data loro l’opportunità di vivere in alloggi sociali. Lo ha detto il vice ministro del Lavoro e degli affari sociali della Repubblica di Armenia Davit Khachatryan nella conferenza stampa tenutasi il 1 marzo presso il “Centro umanitario”.  “Le persone che hanno la cittadinanza armena possono utilizzare il sostegno per la fornitura di alloggi. Pertanto, per guadagnare tempo, i nostri connazionali dovrebbero iniziare a richiedere la cittadinanza, dopodiché, quando inizierà l’assistenza abitativa, avranno il diritto di viverci per 10 anni dopo l’acquisto dell’appartamento, e poi diventeranno proprietari a pieno titolo. di quella proprietà”, ha spiegato Khachatryan, aggiungendo che entro 10 anni, ad eccezione dei minorenni, le persone in età lavorativa devono restituire l’importo di sostegno, dopodiché, secondo le condizioni del programma, acquisiranno pienamente il diritto a questo Questa condizione non si applica ai minori e saranno previsti alcuni vantaggi per i pensionati e altri gruppi vulnerabili.”

(29) VERTICE DI BERLINO – Il ministero degli Esteri dell’Armenia ha rilasciato il seguente comunicato stampa: “Il 28 e 29 febbraio 2024 si sono svolti i negoziati tra Ararat Mirzoyan, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Armenia e Jeyhun Bayramov, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica dell’Azerbaigian, a Villa Borsig a Berlino, in Germania. I Ministri e le loro delegazioni hanno discusso le prospettive sulle disposizioni del progetto di Accordo bilaterale sull’instaurazione della pace e delle relazioni interstatali tra Armenia e Azerbaigian. È stato espresso un accordo reciproco per continuare i negoziati sulle questioni aperte. Nel corso della visita i Ministri hanno incontrato, sia separatamente che nel formato trilaterale, Annalena Baerbock, Ministro degli Esteri tedesco. Il ministro Mirzoyan ha espresso il suo apprezzamento alla Germania per aver ospitato i negoziati tra Armenia e Azerbaigian.”

(29) PARLAMENTO EUROPEO -Il Parlamento europeo ha adottato due risoluzioni sulla politica estera e sulla politica di sicurezza e difesa dell’UE, chiedendo sanzioni immediate contro l’Azerbaigian. In particolare i due documenti chiedono alle istituzioni di 1) Imporre immediatamente sanzioni all’Azerbaigian e sospendere il Memorandum d’Intesa sul Partenariato Energetico Strategico 2) Prepararsi a imporre sanzioni mirate e individuali contro la leadership politica e militare dell’Azerbaigian, a sospendere le importazioni di petrolio e gas in caso di aggressione militare da parte dell’Azerbaigian contro l’Armenia 3) Rafforzare il mandato della missione dell’UE in Armenia, aumentarne le dimensioni, estenderne la durata e schierare osservatori al confine con la Turchia. 4) Fermare i negoziati su un nuovo accordo di partenariato con l’Azerbaigian.”

(29) NOTA DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE – L’Assemblea nazionale dell’Artsakh ha rilasciato una dichiarazione in relazione ai programmi di sostegno per i connazionali sfollati con la forza dall’Artsakh sviluppati dal governo della Repubblica di Armenia. “Il 27 febbraio di quest’anno, il vice primo ministro della RA [Repubblica Armena, NdT] Tigran Khachatryan ha fatto riferimento ai programmi di sostegno offerti dal governo della RA per i nostri compatrioti sfollati con la forza dall’Artsakh sotto la minaccia del genocidio, in onda sulla televisione pubblica armena.A nostro avviso, i programmi forniti dal governo RA al pubblico dell’Artsakh attraverso il Vice Primo Ministro non sono adeguati alla situazione prevalente.Riteniamo necessario sottolineare che nessun programma attuato finora è stato discusso con alcuna struttura che abbia un mandato legittimo da parte del popolo della Repubblica dell’Artsakh, compresa l’Assemblea Nazionale eletta con voto diretto del popolo. E le proposte da noi presentate in vari modi sono state ignorate. Particolarmente inaccettabile è il piano ancora in discussione in relazione all’acquisto di appartamenti per gli sfollati dall’Artsakh, che, a seguito dell’ampia discussione politica e sociale sulla questione, ovviamente non soddisferà le aspettative minime e le aspettative dei nostri cittadini forzatamente connazionali sfollati.La presa di tali decisioni porterà alla delusione e all’insoddisfazione dei nostri compatrioti, per cui l’emigrazione e l’ondata di proteste saranno stimolate e l’aspettativa di un ritorno collettivo sarà per noi sconvolta.Vi esortiamo ad astenervi da passi sconsiderati e inadeguati. Allo stesso tempo, riaffermiamo la nostra volontà di condurre discussioni costruttive su questioni problematiche di reciproco interesse, al fine di arrivare a decisioni dignitose e di buon senso“, si legge nella nota.

(28) GIAPPONE E ONU PER SFOLLATI – Il vice primo ministro Tigran Khachatryan era presente all’iniziativa “Sostegno al rafforzamento dell’inclusione sociale degli sfollati forzati del Nagorno Karabakh e delle comunità ospitanti attraverso la riabilitazione e l’integrazione delle infrastrutture di base” lanciata dall’ufficio armeno del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) in collaborazione con il governo armeno, finanziato dal governo giapponese, alla cerimonia di firma dell’accordo di progetto per sostenere gli sfollati forzati del Nagorno Karabakh e le loro comunità ospitanti.

(28) INCONTRO MINISTRI ESTERI – Secondo l’accordo raggiunto durante l’incontro tripartito tenutosi a Monaco il 17 febbraio, oggi e domani si incontreranno a Berlino le delegazioni guidate dai ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian Ararat Mirzoyan e Jeihun Bayramov. Il premier armeno Nikol Pashinyan aveva annunciato l’incontro Mirzoyan-Bayramov dopo l’incontro tripartito del Primo Ministro armeno e del Presidente dell’Azerbaigian a Monaco con la mediazione del Cancelliere tedesco; in seguito anche il presidente azero Ilham Aliyev aveva fatto una dichiarazione simile, sottolineando che, oltre all’incontro dei ministri degli Esteri dei due Paesi, si terrà prossimamente una riunione della Commissione per la delimitazione dei confini.

(28) SCONFINA SOLDATO AZERO – Intorno alle 05:15, nella zona di confine della comunità di Tegh di Syunik marz, un soldato delle forze armate azere ha attraversato la linea di contatto armeno-azerbaigiana, armato con un fucile d’assalto di tipo AKM. E’ stato neutralizzato dai militari armeni del Ministero della Difesa. In relazione all’incidente, il comitato investigativo della Repubblica Armena ha avviato un procedimento penale ai sensi degli articoli pertinenti del codice penale. Secondo informazioni provenienti dalla zona sembrava che anche un altro soldato avesse attraversato il confine e sono partite attività di ricerca ma senza esito. Sembra che nella notte vi sia stata “turbolenza” in una postazione azera lungo il confine, di qui la “fuga” verso l’Armenia.

(28) PAPA FRANCESCO – Ricevendo in udienza, prima dell’udienza generale, i membri del Sinodo dei vescovi della Chiesa patriarcale di Cilicia degli Armeni, il Papa – nel discorso letto da mons. Filippo Ciampanelli della Segreteria di Stato, ha evocato “con la preghiera” l’Armenia, “in particolare tutti coloro che fuggono dal Nagorno-Karabakh, le numerose famiglie sfollate che cercano rifugio”. “Tante guerre, tante sofferenze”, scrive Francesco nel discorso preparato per l’occasione.

(28) AIUTO AGLI SFOLLATI – Il governo dell’Armenia sosterrà gli sfollati in diversi modi fornendo loro alloggi, offrendo loro l’opportunità di costruire o acquistare una casa. Lo ha annunciato il vice primo ministro della RA Tigran Khachatryan in onda sulla televisione pubblica, presentando il programma sviluppato dal governo sottolineando come le famiglie sfollate con 3 o più figli (circa 4100 nuclei) saranno le prime a beneficiare dell’assistenza abitativa.

(28) AZNAVOUR – Tra i tanti atti di vandalismo compiuti dagli azeri nell’Artsakh da loro occupato dobbiamo registrare anche l’abbattimento del monumento dedicato a Charles Aznavour a Stepanakert. Il busto era stato eretto nel maggio 2022 nei pressi del centro di francofonia della capitale.

(27) ANNIVERSARIO DI SUMGAIT – Nel 36° anniversario del pogrom di Sumgait, l’ambasciata americana in Armenia ha diffuso un messaggio in cui afferma di piangere insieme al popolo armeno per le persone uccise. “Oggi, insieme al popolo armeno, piangiamo tutte le persone uccise a Sumgait nel 1988 ed esprimiamo il nostro sostegno alle famiglie delle vittime, a tutti i feriti e agli sfollati. Continueremo a lavorare per la pace nella regione, affinché simili tragedie non si ripetano“, si legge nel messaggio dell’ambasciata.

(26) IL PROBLEMA DEGLI SFOLLATI – Il ministro degli Esteri armeno Ararat Mirzoyan ha incontrato a Ginevra la presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, Miryana Spolyarich Eger. Sono state discusse le questioni relative alla gestione dei bisogni e dei diritti delle persone sfollate a seguito dell’attacco militare e della pulizia etnica effettuate dall’Azerbaigian nel Nagorno Karabakh nel settembre dello scorso anno e l’ambito della cooperazione con il CICR su questioni umanitarie.Il ministro Mirzoyan ha sottolineato in particolare l’importanza del ritorno delle persone detenute in Azerbaigian, nonché la divulgazione della sorte delle persone scomparse e scomparse con la forza, riaffermando la disponibilità della parte armena a collaborare sulla questione.Durante l’incontro sono stati discussi anche l’attuale situazione della sicurezza nel Caucaso meridionale e gli sforzi compiuti dall’Armenia per stabilire la pace e la stabilità nella regione.

(26) BILANCIO ATTACCO SETTEMBRE – A seguito delle operazioni militari del 19-20 settembre, 181 militari sonop stati dichiarati morti e 11 militari risultano dispersi. Il Fondo di assicurazione dei militari ha informato che il risarcimento è già stato fornito a 12 beneficiari. Domani altri 52 beneficiari riceveranno pagamenti una tantum di 5 o 10 milioni di AMD, dopodiché riceveranno i pagamenti mensili dovuti.Il fondo assicura che, dopo aver ricevuto le richieste del Ministero della Difesa, fornirà un risarcimento a tutti i beneficiari aventi diritto all’assicurazione nel più breve tempo possibile.

(26) CSTO – Il Cremlino intende chiarire pienamente la posizione di Yerevan riguardo alla partecipazione all’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, poiché lo statuto dell’organizzazione non prevede lo status di “adesione congelata”. Lo ha detto il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, rispondendo alla domanda sulla dichiarazione del primo ministro russo Nikol Pashinyan sul congelamento dell’adesione alla CSTO. Alla domanda dei giornalisti se ci sarà chiarezza sulla futura partecipazione dell’Armenia alla CSTO dopo l’annuncio di Pashinyan sul congelamento dell’adesione a questa organizzazione, Peskov ha risposto: “No, non ancora. Qui abbiamo contatti abbastanza frequenti con i nostri partner armeni e ovviamente lo renderemo chiaro“. Ricordiamo che nell’intervista rilasciata dal primo ministro RA Nikol Pashinyan al canale televisivo France 24, la partecipazione dell’Armenia all’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) è attualmente “congelata”. “A nostro avviso, l’accordo di sicurezza collettiva con l’Armenia non è stato attuato, soprattutto nel 2021-2022. Ciò non poteva sfuggire alla nostra attenzione. Abbiamo “congelato” la nostra partecipazione a questo contratto. Vediamo cosa succede dopo“, ha detto Pashinyan.

(26) VERTICE ARMENO-AZERO – Il Ministro degli Affari Esteri dell’Azerbaigian Jeihun Bayramov ha confermato che avrà luogo l’incontro delle delegazioni dell’Azerbaigian e dell’Armenia. L’incontro delle delegazioni dei ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian si svolgerà il 28 e 29 febbraio a Berlino, secondo l’accordo raggiunto nella riunione tripartita tenutasi a Monaco.

(25) CORRIDOIO DI ZANGEZUR – Il presidente della Grande Assemblea nazionale turca, Numan Kurtulmus, al ritorno dall’Azerbaigian, dove ha partecipato alla 14esima sessione plenaria dell’Assemblea parlamentare asiatica ha dichiarato: “Se il progetto Zangezur sarà completato con successo, sarà un corridoio molto importante che collegherà non solo l’Azerbaigian, ma anche l’Armenia, l’Iran, la Turchia e la Georgia attraverso il Caucaso fino all’Asia centrale“.

(25) CSTO – Minsk non ha ricevuto alcuna richiesta di ritiro dell’Armenia dalla CSTO. Lo ha annunciato il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko che consigliato all’Armenia di non abbandonare affrettatamente le strutture di integrazione. “La cosa più importante è che non abbiamo ricevuto alcuna notifica ufficiale che l’Armenia lascerà la CSTO“, ha detto in una conversazione con i giornalisti. Secondo lui gli Stati membri della CSTO reagiranno con molta calma alla relativa notifica.”Se non vogliono far parte della CSTO, questa non crollerà, non sarà distrutta“, ha detto Lukashenko.Lukashenko ha aggiunto che il Primo Ministro armeno non è autorizzato ad accettare la decisione sul ritiro dell’Armenia dalla CSTO.”Il sistema amministrativo dell’Armenia non è lo stesso di quello della Bielorussia. Pashinyan non sa decidere se ritirarsi o meno. Il Parlamento prende la decisione lì“.
Oggi, nell’unica giornata di votazione, saranno eletti 110 deputati della Camera dei Rappresentanti dell’ottava convocazione dell’Assemblea nazionale e 12.514 deputati dei Consigli locali dei deputati della ventinovesima convocazione della Bielorussia.

(25) ACCUSE AZERE – L’Azerbaigian ancora una volta ha accusato l’Armenia di una violazione del cessate il fuoco che sarebbe avvenuta intorno alle 21,40 di ieri sera al confine con il Nakhchivan. Si tratta della seconda accusa nell’arco di poche ore, anche questa smentita dalle autorità armene.

(24) RICCHEZZA AZERA – Il tribunale di Londra ha sequestrato 22 proprietà del valore di 39 milioni di sterline di un deputato azerbaigiano e di sua moglie. Secondo i documenti rilasciati dal “Centro investigativo sulla corruzione e la criminalità organizzata” (OCCRP), Feyziyev e sua moglie sono sospettati di aver acquisito proprietà con i proventi di attività illegali. Tra le proprietà sequestrate ci sono diversi appartamenti e altri immobili a Londra. Secondo gli esperti, il valore totale degli immobili registrati a nome di Fayziyev e dei suoi familiari ammonta a oltre 63 milioni di dollari. Si dice che nel giugno 2023 un tribunale di Londra abbia congelato l’immobile su richiesta della National Crime Agency (NCA) del Regno Unito. Il processo in questo caso è già terminato. Secondo la decisione della corte, decine di milioni di dollari sono stati congelati sui conti di Fayziyev e dei suoi familiari nelle banche londinesi. L’agenzia ha affermato di avere prove convincenti che la proprietà di Feyziyev è stata acquisita illegalmente.

(24) VIOLAZIONE AZERA – Le unità delle forze armate azere hanno aperto il fuoco in direzione delle posizioni armene situate nel settore di Verin Shorzha (Gegharkunik) secondo quanto riferisce un comunicato del ministero della Difesa di yerevan. Inoltre, la stessa nota precisa che il messaggio del Ministero della Difesa dell’Azerbaigian secondo cui il 24 febbraio, intorno alle 12:45, unità delle Forze Armate della Repubblica di Armenia avrebbero aperto il fuoco in direzione delle posizioni azere situate nella parte orientale della zona di confine, non corrisponde alla realtà.

(24) RUSSIA-ARMENIA – La Russia non vuole distruggere le relazioni con l’Armenia, ma potrebbe iniziare a considerare l’Armenia come un trampolino di lancio anti-russo per l’Occidente. Lo ha dichiarato Dmitry Suslov, vicedirettore del Centro per gli studi europei e internazionali della Facoltà di economia mondiale e politica internazionale della Scuola superiore di economia. “La Russia non vuole rovinare le relazioni con l’Armenia, rendendosi conto che è più facile distruggere che costruire. Mosca ora invia segnali che l’attuale politica dell’Armenia non contribuisce alla sicurezza e alla prosperità“, ha osservato l’esperto. Secondo lui, Mosca spera che si arrivi ad alcune conclusioni e cerca di ridurre i rischi. L’esperto è anche convinto che la Federazione Russa eviterà pressioni economiche sull’Armenia, perché sotto la pressione delle sanzioni l’Armenia è stata e continua ad essere un importante partner commerciale ed economico.”Dal momento in cui la Federazione Russa inizierà a percepire l’Armenia come una piattaforma antirussa dell’Occidente, le conseguenze per la repubblica saranno tristi. Tuttavia, il risultato della continuazione dell’attuale politica dell’Armenia sarà l’uso massiccio della forza contro di essa da parte di altri Paesi. Ad esempio, la Turchia, che ha già combattuto una guerra con l’Armenia nel Nagorno Karabakh“, ha detto Suslov. Egli ritiene che con il peggioramento della situazione della sicurezza in Armenia, la società armena dovrà trarre delle conclusioni e modificare la propria politica estera come risultato di processi interni.

(24) UCRAINA-ARMENIA – Anche se non è pervenuta ancora alcuna comunicazione ufficiale, voci sempre più forti parlano di una visita in Armenia del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj il prossimo 4 marzo.

(23) SOSTEGNO AGLI SFOLLATI – Nella seduta di governo dell’Armenia di oggi, 23 febbraio, è stato deciso di stanziare 873 milioni di dram dal fondo di riserva del bilancio 2024 per il programma di sostegno all’organizzazione di un corso di formazione a breve termine e di un’esperienza lavorativa per le persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh. Si prevede di fornire sostegno a 1.000 beneficiari nell’ambito dell’evento. Il programma è attuato in 3 direzioni: formazione e occupazione, acquisizione di esperienza lavorativa e occupazione, formazione, acquisizione di esperienza lavorativa e occupazione. Gli interventi prevedono anche borse di studio e rimborsi per i datori di lavoro che assumono.

(23) CSTO – La segreteria della CSTO ha informato la stampa di non aver ricevuto alcuna richiesta circa la cessazione dell’adesione di Yerevan e considera che le parole di Pashinyan riguardo al congelamento della partecipazione dell’Armenia alla CSTO, molto probabilmente indicano la volontà di non partecipare agli eventi organizzati dall’organizzazione.

(23) DIFESA ARMENIA – Nel corso di una conferenza stampa congiunta con il collega francese, il ministro della Difesa dell’Armenia ha dichiarato che la Repubblica d’Armenia si è posta l’obiettivo di rinnovare e modernizzare le capacità delle proprie forze armate e l’acquisto di munizioni da parte dell’Armenia non è finalizzato all’aggressione contro alcun Paese. Dal canto suo, il Ministro delle Forze Armate francesi, Sebastien Lecorne, ha affermato che nessuno può criticare l’Armenia per lo sviluppo delle capacità dell’esercito e ha sottolineato che l’armamento fornito dalla Francia all’Armenia ha un significato difensivo, sottolineando che è importante garantire la protezione sia della popolazione armena che delle frontiere.

(23) PRIGIONIERI DI GUERRA – L’Azerbaigian continua a tenere in ostaggio 23 persone, 16 delle quali sono state catturate a seguito delle operazioni militari del 19 settembre, si legge nel rapporto sul processo di attuazione e sui risultati del piano governativo della Repubblica di Armenia (2021-2026) per il 2023. Esistono dati concreti sulla sparizione forzata di almeno 32 persone dopo la guerra del 2020, di cui l’Azerbaigian non riporta il destino. Resta aperto il destino di 215 cittadini dell’Armenia e armeni dell’Artsakh scomparsi nella guerra dei 44 giorni del 2020 e successivamente di 777 scomparsi negli anni ’90.

(22) PASHINYAN TEME ATTACCO AZERO – In un’intervista esclusiva con il canale televisivo France 24, il Primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha affermato che l’Azerbaigian si sta preparando per una nuova guerra. Alcuni giorni dopo un incontro in Germania con il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, che ha definito “costruttivo”, Nikol Pashinyan ritiene che le promesse di una soluzione pacifica alla crisi tra i due Paesi siano state smentite sul campo dalle azioni dell’Azerbaigian. “Baku considera l’Armenia di oggi come “l’Azerbaigian occidentale”, si rammarica il premier armeno. Secondo lui, Ilham Aliyev non vuole un trattato di pace basato sul riconoscimento reciproco dell’integrità territoriale, ma piuttosto la conquista di nuovi territori in Armenia. Per quanto riguarda l’aiuto militare francese al suo Paese, Pashinyan respinge le accuse di Baku secondo cui Parigi starebbe gettando benzina sul fuoco, e sottolinea che l’Azerbaigian, da parte sua, sta spendendo “miliardi di euro” per le proprie armi. Egli conferma che la Russia “ha apertamente invitato la popolazione armena a rovesciare il governo” diversi mesi fa. Nikol Pashinyan aggiunge che questa “propaganda” di Mosca contro di lui continua senza sosta. Il Primo ministro armeno esprime particolare preoccupazione per il rapimento del disertore russo Dmitry Setrakov da parte dei soldati russi in Armenia. “Non possiamo tollerare azioni illegali” sul nostro territorio, ha detto, e ha avvertito che ci sarebbero “conseguenze” se le richieste di Yerevan non avessero risposta. Spiega inoltre che la partecipazione dell’Armenia alla CSTO dominata da Mosca è “congelata”, mentre dichiara che il mantenimento di una base militare russa in Armenia non è all’ordine del giorno. (France24)

(22) ALTRI VANDALISMI AZERI – L’Azerbaigian continua a perseguire una politica intollerante nei confronti del patrimonio culturale armeno a livello statale negli insediamenti occupati. “Registriamo quotidianamente molti fatti riguardanti il ​​genocidio culturale compiuto dall’Azerbaigian a livello statale nell’Artsakh occupato. Mkhitar Karapetyan, collega dell’ufficio del difensore civico per la “cultura armena”, ha avvertito ancora una volta che nel video pubblicato dagli invasori azeri di Stepanakert, la capitale dell’Artsakh, si possono vedere tracce di vandalismo. Dall’analisi di un video girato il 13 febbraio si evince che le sculture poste sul viale Andranik sono state eliminate dagli occupanti.

(22) ARMI DALLA FRANCIA – La Francia consegna oggi un lotto di armi di difesa all’Armenia il 22 febbraio. L’armamento comprende tre radar Thalès Ground Master (GM 200), che consentiranno di individuare gli aerei nemici a una distanza di 250 chilometri, nonché dispositivi per la visione notturna e binocoli. Si segnala inoltre che l’accordo firmato tra le parti sulla cooperazione nel campo della difesa prevede che quest’anno l’esercito francese organizzerà 3 corsi di addestramento al combattimento in montagna per gli armeni. Armenia e Francia hanno firmato accordi di cooperazione in materia di difesa il 23 ottobre 2023, durante la visita del ministro della Difesa della RA Suren Papikyan in Francia. Il ministro della difesa francese Sebastien Lecorne ha annunciato in un’intervista alla radio RTL che presto visiterà l’Armenia.

(22) NEGOZIATI DI PACE – Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Matthew Miller, in un briefing ha dichiarato che Il Segretario di Stato crede ancora che la pace sia a portata di mano, e ne ha discusso con i leader di entrambi i paesi, esortandoli a lavorare insieme per superare le poche questioni rimaste”. Ha inoltre osservato che Washington continuerà ad incoraggiare l’Azerbaigian e l’Armenia a firmare un trattato di pace, e continuerà ad offrire il suo sostegno per raggiungere un accordo.
Intanto dal ministero degli Esteri di Baku fanno sapere che gli ultimi commenti dell’Azerbaigian sul progetto di accordo di pace sono stati trasmessi all’Armenia.

(22) VANDALISMI AZERI – Le chiese di San Sargis e San Grigor nel villaggio di Tzar della regione di Karvachar sono un’altra vittima del vandalismo culturale azerbaigiano. Dalle foto diffuse dall’organizzazione “Monumental watch” si vede come siano state tolte le croci e divelte alcune lastre. Intorno alla chiesa di san Sargis sono spariti anche i resti di alcuni katchkar che si trovavano addossati al muro di pietra dell’edificio.

(21) PASHINYAN A PARIGI – Il premier armeno è a Parigi per una visita di lavoro di due giorni. In giornata ha incontrato il presidente Macron. Questi in conferenza stampa ha dichiarato: “I recenti incidenti nel Syunik dimostrano che il pericolo di un’escalation rimane reale. La Francia si rammarica che un azerbaigiano sia rimasto ferito in seguito alla sparatoria del 12 febbraio, cosa che è stata accettata in piena trasparenza anche dalla leadership armena. Ma la Francia esprime rammarico per la sproporzionata ritorsione da parte dell’Azerbaigian, a seguito della quale la parte armena ha subito quattro morti e feriti“, aggiungendo che la Francia continuerà a sostenere gli sforzi volti a una pace giusta e sostenibile.
In serata, il Primo Ministro armeno e il Presidente francese, insieme ad Anna Hakobyan e Brigitte Macron, hanno partecipato alla cerimonia di sepoltura delle spoglie dell’eroe armeno della Resistenza, Misak Manushyan, e sua moglie, Meline Manushyan, nel Pantheon delle più grandi figure di Francia. Oggi Nikol Pashinyan ha incontrato anche il presidente del Senato francese, Gerard Larchet. Nell’ambito della visita sono previsti incontri con il primo ministro francese Gabriel Atal e il sindaco di Parigi Anne Hidalgo.

(21) MISSIONE EUROPEA – La missione di monitoraggio dell’Unione europea lungo il confine tra Armenia e Azerbaigian (dalla sola parte armena) compie un anno. Nel corso di questo periodo la missione ha effettuato più di 1720 pattugliamenti. Oggi, nel corso di una cerimonia sono state conferite onorificenze a una trentatina di osservatori. L’ambasciatore Vasilis Maragos, capo della missione dell’Unione europea in Armenia, riferendosi alle accuse mosse da parte ha azera ha dichiarato: “La nostra missione ha un mandato molto chiaramente definito. Si trova sul lato armeno del confine internazionale con l’Azerbaigian, occupandosi esclusivamente di quanto delineato nel suo mandato: assicurare la propria presenza, effettuare pattugliamenti, proprio con l’obiettivo di contribuire a garantire la pace nella regione. Questo è quello che abbiamo sempre fatto. Qualsiasi altra accusa o calunnia sull’impegno in qualsiasi altra attività è completamente infondata“. In precedenza, l’ambasciatore dell’UE in Azerbaigian è stato convocato presso il Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian. Il Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian, infatti, si è lamentato delle attività della missione dell’UE, accusandola di trasformarsi in un agente della “diplomazia telescopica”, che presumibilmente organizza visite delle delegazioni europee nelle regioni di confine.
Peraltro, proprio oggi, Armen Grigoryan, segretario del Consiglio dei ministri della Repubblica di Armenia, ha confermato in una conversazione con i giornalisti che i militari russi hanno impedito l’ingresso degli osservatori dell’UE a Nerkin Hand (Syunik) dove c’è stata la grave violazione azera del cessate il fuoco la scorsa settimana.

(21) ARRESTATO E RILASCIATO UN CRIMINALE AZERO – L’allenatore di fitness azero Kamil Zeynalli è stato arrestato all’aeroporto “Domodedovo” di Mosca ieri sera. Secondo i media azeri, ha detto che secondo la polizia è stato arrestato su richiesta dell’Armenia e potrebbe essere consegnato all’Armenia. L’uomo è accusato dalle autorità armene di omicidio (sgozzamento di un anziano civile in Artsakh durante la guerra del 2020) e incitamento all’odio razziale. Nell giornata di oggi, l’uomo (che si era rivolto alle autorità del suo Paese) è stato rilasciato.

(21) CSTO – Il segretario generale della CSTO, Imanghali Tasmaghambetov, in un articolo pubblicato sulla rivista “International Affairs” ha affermato che “L’organizzazione era pronta ad inviare una missione di mantenimento della pace per monitorare la situazione al confine armeno-azerbaigiano, ma nell’ultima parte di questo lavoro Yerevan ha chiesto di rimuovere il documento in questione dall’ordine del giorno, a causa della conclusione del trattato di pace con Baku.
Allo stesso tempo, il lavoro dell’Armenia nell’organizzazione continua, i contatti multilaterali di Yerevan nell’ambito della CSTO sono funzionanti. L’Armenia era e rimane un alleato.
I Paesi CSTO, a loro volta, rimangono concentrati sullo sviluppo delle relazioni di alleanza con la Repubblica d’Armenia”.

(20) SFOLLATI FUORI ARMENIA – Più del 15% dei residenti dell’Artsakh ha lasciato il territorio della Repubblica d’Armenia. Lo ha detto l’economista professor Tatul Manaseryan durante la conferenza stampa tenutasi al Centro multimediale internazionale Sputnik Armenia. “Secondo alcuni dati, il 15% dei residenti dell’Artsakh ha già lasciato l’Armenia dopo essersi ben integrato nell’economia della RA“, ha detto il professore. Ha notato che c’è anche un deflusso di reinsediamenti russi dall’Armenia. Alcuni di coloro che si sono trasferiti in Armenia dal 2022 hanno lasciato anche l’Armenia. Manaseryan ha anche evidenziato che c’è un nuovo flusso di migranti verso l’Armenia dall’altra parte. Secondo lui i rappresentanti delle piccole e medie imprese si stanno spostando dalla Russia all’Armenia, ma finora il loro numero non è grande. Invece, c’è un gran numero di lavoratori migranti che arrivano in Armenia dall’India. Secondo Tatul Manaseryan, al momento sono circa 14.000.

(20) LE BANCHE CANCELLANO I PRESTITI – Le banche armene hanno quasi completamente cancellato dai loro bilanci i prestiti dei cittadini dell’Artsakh, sotto la supervisione del Ministero delle Finanze, per un valore di circa 315 miliardi di dram. Gli istituti di credito ne hanno cancellato il 30% sul proprio conto e il restante 70% ha promesso di risarcire il Ministero delle Finanze fornendo loro titoli di Stato con un tasso di interesse di mercato (circa il 10%) e una durata di 10 anni.

(20) VITTIME DI GUERRA – I parenti delle vittime della guerra dei 44 giorni protestano davanti al palazzo del governo a Yerevan. I membri dell’organizzazione non governativa “Unione dei parenti dei soldati uccisi e dispersi nella terza guerra dell’Artsakh” chiedono di spostare le tombe dei parenti morti in Armenia e di risolvere la questione dei loro appartamenti. A questo riguardo va evidenziato come i parenti delle vittime di guerra avevano ricevuto come “risarcimento” un certificato per l’acquisto di un appartamento nel 2020. Era stata data loro la possibilità di acquistare un appartamento nell’Artsakh o in Armenia. Molte persone avevano acquistato un appartamento ad Artsakh e ora sono rimaste senza casa. Alcuni di loro non sono ancora riusciti ad acquistare un appartamento in Armenia, perché i prezzi degli appartamenti sono aumentati notevolmente.

(20) PRESIDENTE ARTSAKH A YERABLUR – Il presidente dell’Artsakh Samvel Shahramanyan ha visitato questa mattina il Pantheon militare Yerablur a Yerevan in occasione del 36° aniversario della nascita del Movimento Artsakh. Il presidente era accompagnato anche da alcuni parlamentari e dal presidente dell’Assemblea nazionale dell’Artsakh.

(20) MOVIMENTO ARTSAKH – Oggi è il 36° anniversario del movimento Artsakh. Nel 1988 Il 20 febbraio, la sessione straordinaria del XX Consiglio di convocazione dei deputati popolari del Nagorno-Karabakh ha adottato la decisione di fare appello ai Consigli supremi della SSR dell’Azerbaigian e della SSR armena con la richiesta di “comprendere profondamente le aspirazioni della popolazione armena di Nagorno Karabakh e risolvere la questione del trasferimento del Nagorno Karabakh dalla RSS dell’Azerbaigian alla RSS armena, mediando allo stesso tempo con il Soviet Supremo dell’URSS davanti al consiglio per dare una soluzione positiva alla questione del trasferimento del Nagorno Karabakh dalla RSS dell’Azerbaigian alla RSS armena”.

(17) PROBLEMA SFOLLATI – Il Primo Ministro Nikol Pashinyan ha avuto un incontro con l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Il premier armeno ha fatto riferimento ai programmi attuati dal governo e pianificati per il prossimo futuro, compresa la parte a lungo termine, nella direzione di risolvere i problemi umanitari dei rifugiati sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh. Nikol Pashinyan ha presentato i principali problemi e bisogni dei rifugiati sfollati con la forza. In questo contesto si è proceduto ad uno scambio di idee sull’assistenza necessaria da parte della comunità internazionale, sulle misure e sulle possibilità di attuazione dei programmi pertinenti.

(17) ARTSAKH OCCUPATO – Il capo di stato maggiore dell’esercito azerbaigiano, Kerim Veliyev, ha visitato alcune unità militari situate nei territori occupati dell’Artsakh secondo quanto hanno riferito i mass media azeri.

(17) INCONTRO TRILATERALE A MONACO – Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev si sono incontrati nell’ambito della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. Nell’incontro è stato raggiunto un accordo per proseguire i lavori sul trattato di pace. Sono stati discussi il processo di regolamentazione delle relazioni Armenia-Azerbaigian e le misure volte a garantire la pace e la stabilità nella regione.

(16) POSIZIONE IRAN – Mehdi Sobhani, ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica islamica dell’Iran in Armenia, rispondendo alla domanda se è cambiata la posizione dell’Iran riguardo al “corridoio Zangezur” ha così dichiarato: “La posizione finale della Repubblica islamica dell’Iran è che non possiamo accettare in alcun modo un cambiamento territoriale. Eventuali cambiamenti territoriali dovrebbero avvenire sulla base del reciproco riconoscimento dell’integrità territoriale dei due Paesi, e questa sarà la nostra posizione finale. La posizione finale della Repubblica islamica dell’Iran è che l’integrità territoriale dei Paesi della regione deve essere rispettata“.

(16) ASSISTENZA SFOLLATI – L’Istituto Nazionale di Sanità informa che per gli sfollati forzati del Nagorno-Karabakh, la Clinica Odontoiatrica Familiare dell’Istituto Nazionale di Sanità fornisce (gratuitamente) servizi dentistici nell’ambito dell’ordine statale.

(15) DEMARCAZIONE CONFINI – Ani Badalyan, portavoce del ministero degli Esteri armeno, ha rilasciato una dichiarazione riguardo alla questione della demarcazione dei confini tra Armenia e Azerbaigian. “Il Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian ha commentato il discorso del Primo Ministro della RA Nikol Pashinyan alla sessione governativa del 15 febbraio, in relazione al quale riteniamo necessario ricordare che nel 2022 Il 6 ottobre a Praga, l’Azerbaigian e l’Armenia hanno concordato per iscritto questo accordo nel 1991 Sulla base della Dichiarazione di Alma-Ata, riconoscono l’integrità territoriale e la sovranità reciproca e che la Dichiarazione di Alma-Ata costituirà la base politica per il processo di demarcazione. Offriamo all’Azerbaigian di accelerare il processo di demarcazione sulla base di questo accordo e riaffermiamo la disponibilità della Repubblica di Armenia“, ha detto.
Il Primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha fatto riferimento alle azioni aggressive dell’Azerbaigian durante l’odierna sessione governativa. Il Primo Ministro  ha sottolineato  il fatto che le aree vitali di 31 villaggi non enclavi della Repubblica di Armenia sono sotto l’occupazione azera. Pashinyan ha dichiarato che l’Azerbaigian evita in ogni modo possibile le opzioni proposte riguardo alla demarcazione del confine tra Armenia e Azerbaigian. Secondo il Primo Ministro, la ragione di ciò potrebbe essere l’intenzione dell’Azerbaigian di avviare operazioni militari in alcune parti del confine, con la prospettiva di trasformarle in una guerra su vasta scala contro l’Armenia. Successivamente, il Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian ha rilasciato una dichiarazione, sostanzialmente non accettando l’accusa e presentando altre richieste.

(14) CADUTI IN GUERRA – L’agenzia azera Apa riferisce le risultanze dei lavori della Commissione statale sulle questioni relative ai prigionieri di guerra, agli ostaggi e ai cittadini scomparsi dell’Azerbaigian. Per quel che ci riguarda, va sottolineato il dato relativo ai caduti armeni nel corso della guerra dei 44 giorni del 2020. Con la partecipazione delle truppe russe di mantenimento della pace e del Comitato internazionale della Croce Rossa (ICRC), sono stati riconsegnati alla parte armena i resti di 1713 caduti. A seguito dello scontro militare al confine armeno-azerbaigiano del 12-14 settembre 2022, i corpi recuperati sono stati 157 mentre 173 risultano i caduti armeni recuperati dagli azeri dopo l’attacco del 19-20 settembre scorso.

(14) DRONE ARMENO – Secondo il ministero della Difesa dell’Azerbaigian un picclo drone quadricottero armeno ha tentato questo pomeriggio di effettuare un volo di ricognizione in direzione dell’insediamento Istibulagh nella regione di Kelbajar (Karvachar) ma “a seguito della vigilanza delle unità azere, il drone è dovuto ritornare e la provocazione è stata impedita”.

(14) RESIDENZA SFOLLATI – Le persone sfollate dal Nagorno-Karabakh possono essere registrate all’indirizzo della loro effettiva residenza, anche se il proprietario non ha dato il consenso secondo quanto riferisce una nota chiarificatrice del ministero dell’Interno della repubblica di Armenia.

(13) ATTACCO AZERO, 4 MORTI – Il ministero degli Esteri dell’Armenia ha rilasciato il seguente comunicato in merito all’azione azera di questa mattina: “La mattina del 13 febbraio, la parte armena ha registrato 4 morti e 1 ferito a seguito di un’altra provocazione e uso della forza da parte delle forze armate azere nell’area dell’insediamento di Nerkin Hand della provincia di Kapan, regione di Syunik della Repubblica d’Armenia. Nonostante il messaggio del 12 febbraio delle autorità competenti della Repubblica di Armenia secondo cui sono in corso indagini sul filmato pubblicato dai media azeri lo stesso giorno e sull’informazione secondo cui le guardie della Repubblica di Armenia hanno ferito un soldato azerbaigiano nella zona di Kapan, la parte azera ha effettuato azioni aggressive la mattina del 13 febbraio. Ciò dimostra che l’Azerbaigian sta cercando scuse per effettuare escalation alle frontiere. Queste azioni di uso della forza sono state precedute da dichiarazioni bellicose della leadership militare e politica dell’Azerbaigian, nonché dai preparativi informativi e propagandistici degli ultimi giorni. La leadership azera cerca continuamente di vanificare gli sforzi degli attori interessati alla stabilità e alla sicurezza del Caucaso meridionale per riprendere i negoziati volti alla normalizzazione delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian. Condanniamo fermamente queste azioni azerbaigiane di ricorso a provocazioni militari, invitiamo ad astenersi da passi che destabilizzano la situazione e a tornare ai negoziati. Ancora una volta riaffermiamo le proposte precedentemente espresse da parte armena di attuare misure affidabili volte ad aumentare la sicurezza delle frontiere.”

(12) DENUNCIA AZERA – Le forze armate dell’Azerbaigian denunciano una presunta violazione armena nell’area del villaggio di Nerkin Hand (terriorio armeno occupato da Baku) con presunto ferimento di un soldato azero. Il ministero della Difesa di Baku ha diffuso un video che peraltro smentisce la stessa ricostruzione azera. Ad ogni buon conto, il ministero della Difesa di yerevan ha comunicato che aprirà un’indagine per verificare se vi sono state violazioni da parte del personale in servizio.

(12) VANDALISMI A STEPANAKERT – Dalle poche immagini che giungono da Stepanakert è tuttavia possibile documentare alcuni atti di vandalismo compiuti dalle forze di occupazione azera nella ex capitale dell’Artsakh. Solo negli ultimi giorni, sono state segnalate le distruzioni/rimozioni di: croce della chiesa di San Hakob nel distretto Hekimyan e il khatchkar nel cortile, busto dell’ammiraglio Ivan Isakov (una delle più prestigiose figure della Marina sovietica) nella omonima via e la statua di Alexander Myasnikan (rivoluzionario bolscevico di Martuni).

(10) RUSSIA SU RITORNO IN ARTSAKH – La Russia è pronta a sostenere, se lo desidera, il ritorno sicuro degli armeni del Karabakh nella regione. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin in un’intervista alla TASS. “Sfortunatamente, la maggior parte degli armeni del Karabakh hanno lasciato la regione. È stata una loro scelta dura ma volontaria. In questo senso, è importante creare le condizioni per il ritorno di coloro che lo desiderano, con un’adeguata tutela dei loro diritti e della loro sicurezza. Siamo pronti a fornire ogni tipo di sostegno a questo processo, comprese le truppe russe di mantenimento della pace, la cui presenza è di grande importanza”, ha affermato il diplomatico. Secondo Galuzin, grazie agli sforzi russi, nel settembre dello scorso anno è stato possibile “evitare perdite significative tra la popolazione civile”. Sempre Galuzin ha dichiarato nella medesima intervista che Mosca discuterà le condizioni per la presenza delle forze di pace russe nel Nagorno Karabakh solo con Baku in relazione al cambiamento radicale della situazione nella regione. Ha aggiunto inoltre che la Russia sta lavorando per espandere la sua presenza consolare in Azerbaigian e Armenia.

(9) PENSIONI – A circa 22.000 persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh sono state pagate le pensioni dal governo dell’Armenia. Il dato è emerso nel corso di un incontro che il premier armeno Pashinyan ha avuto oggi nella sede del ministero competente.

(9) AIUTI AGLI SFOLLATI – Il governo dell’Armenia tramite il ministero dell’Economia ha reso noto che sono previsti contributi per i datori di lavoro che impiegano persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh nel campo dell’industria manifatturiera. Tale sostegno è rivolto a coloro che stanno appena entrando nel campo dell’industria manifatturiera e non hanno abbastanza esperienza e conoscenza per quel lavoro. “Come risultato degli studi, siamo giunti all’idea che il datore di lavoro dedica molto tempo, risorse e sforzi per garantire che il nuovo dipendente abbia una produttività sufficiente. Per questo motivo abbiamo previsto una misura secondo la quale se una persona che non ha mai lavorato in questo settore arriva qui, dopo aver lavorato per un anno consecutivo, il datore di lavoro riceverà un indennizzo” ha dichiarato il viceministro dell’Economia, Rafael G. Orgyan. Il termine di un anno è stato scelto dal punto di vista che occorrono almeno 6 mesi affinché il dipendente acquisisca conoscenze e competenze sufficienti e lo stesso tempo è necessario affinché diventi parte del team complessivo , avendo la produttività che consentirà al datore di lavoro di trarne vantaggio.Gevorgyan ha affermato che questo programma funziona per tutti i cittadini della Repubblica di Armenia.

(9) PRIGIONIERI ARMENI – Il Comitato internazionale della Croce Rossa informa che nel corso del 2023 sono stati scambiati 660 messaggi audio, lettere della Croce Rossa e telefonate tra gli armeni detenuti in Azerbaigian e i loro parenti. “I nostri delegati visitano regolarmente le persone detenute a Baku, aiutando a stabilire e mantenere i contatti con i loro parenti” si legge in una nota.

(9) AMBASCIATA USA A BAKU – L’ambasciata americana a Baku ha espresso preoccupazione per le violazioni avvenute durante l’elezione straordinaria del presidente dell’Azerbaigian. “Gli Stati Uniti condividono le osservazioni e le preoccupazioni della missione di osservazione dell’OSCE/ODIHR riguardo ai limiti e alla mancanza di reale concorrenza nelle elezioni presidenziali del 7 febbraio. L’Azerbaigian ha espresso il suo impegno nei confronti delle libertà fondamentali e dei processi democratici attraverso la sua Costituzione e gli obblighi internazionali. Chiediamo all’Azerbaigian di adempiere a questi obblighi e alle raccomandazioni precedenti e future dell’ODIHR“, si legge nella dichiarazione.

(7) ELEZIONI IN ARTSAKH OCCUPATO – Oggi si svolgono le elezioni presidenziali in Azerbaigian, anticipate rispetto alla scadenza naturale prevista per il prossimo anno. Scontata la riconferma del dittatore Aliyev che si è recato a votare con tutta la famiglia a Stepanakert. In tutto l’Artsakh occupato sono stati installati 26 seggi a beneficio dei soldati azeri di stanza nel territorio. Il dittatore Aliyev, come facilmente prevedibile, è stato riconfermato per il suo quinto mandato con il 92% dei voti. L’Osce ha rilasciato un comunicato nel quale evidenzia le forti criticità emerse durante la campagna elettorale e le votazioni.

(6) UNGHERIA – Il presidente armeno Vahagn Khachaturyan, a margine del suo viaggio in Ungheria nel corso del quale sono stati firmati diversi protocolli d’intesa, ha annunciato che milla bambini sfollati dall’Artsakh potranno trascorrere le loro vacanze in Ungheria. Dal canto suo, il presidente ungherese Katalin Novak, a sua volta, ha osservato che 40 milioni di fiorini ungheresi sono stati forniti alle famiglie armene che  hanno dovuto trasferirsi dal Nagorno Karabakh.

(5) DEMOGRAFIA IN ESILIO – La settimana scorsa, a Yerevan sono nati 29 bambini da famiglie di sfollati forzati dell’Artsakh. Il numero di bambini nati a Yerevan la scorsa settimana è stato di 1902: 962 maschi e 840 femmine, la crescita della popolazione è dell’1%. 29 bambini, 14 maschi e 15 femmine, sono nati tra gli sfollati forzati dell’Artsakh a Yerevan.

(5) ESPLOSIONE DI SETTEMBRE – La maggior parte dei cittadini che hanno riportato ustioni a causa dell’esplosione del deposito di carburante nel Nagorno Karabakh e sono stati curati all’estero sono tornati in Armenia. “Circa due dozzine di pazienti si sono recati all’estero per cure: Francia, Belgio, Spagna, Bulgaria, Stati Uniti e altri Paesi. Un paziente ferito nell’esplosione è attualmente in cura a Yerevan. Il resto delle vittime è sotto controllo ambulatoriale“, ha dichiarato il ministro della Sanità, Anahit Avanesyan. Secondo gli ultimi dati del comitato investigativo, a seguito dell’esplosione nel suddetto magazzino sono morte 218 persone. A seguito dell’esplosione e del successivo incendio, almeno 120 persone hanno riportato lesioni personali di vario grado, per lo più sotto forma di ustioni. 

(5) PRIGIONIERI ARMENI – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha visitato gli ex leader dell’Artsakh e altri prigionieri detenuti a Baku. Le visite ai prigionieri armeni (che hanno avuto la possibilità di contattare telefonicamente le famiglie) detenuti a Baku hanno avuto luogo tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

(5) AIUTI AGLI SFOLLATI – L’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale fornisce un ulteriore sostegno di 1 milione di dollari agli sfollati forzati del Nagorno Karabakh. grazie a questa assistenza, 19.300 sfollati dal Nagorno-Karabakh riceveranno assistenza umanitaria primaria attraverso il programma “Social Protection, Inclusion and Empowerment” finanziato dall’USAID e attuato da “Democracy International”. Il programma “Protezione sociale, inclusione ed emancipazione” fornisce gli aiuti umanitari necessari agli sfollati del Nagorno Karabakh: articoli per l’igiene, vestiti caldi, generi alimentari e non alimentari e altri beni necessari.La fornitura di supporto è iniziata a dicembre 2023 e durerà 6 mesi.

(1) COSTITUZIONE ARMENIA – Il presidente azero Aliyev ha invitato l’Armenia a modificare la propria costituzione eliminando ogni riferimento a possibili rivendicazioni territoriali nei confronti dell’Azerbaigian. “La Dichiarazione di Indipendenza dell’Armenia contiene richieste dirette per l’annessione della regione del Karabakh dell’Azerbaigian all’Armenia e la violazione dell’integrità territoriale dell’Azerbaigian, e i riferimenti a quel documento si riflettono anche nella Costituzione dell’Armenia.- Inoltre, in altri documenti legali dell’Armenia ci sono rivendicazioni territoriali contro l’Azerbaigian, in molte convenzioni e altri documenti a cui l’Armenia ha aderito ci sono molte riserve che non riconoscono la sovranità dell’Azerbaigian sul Karabakh. La pace può essere raggiunta se mettiamo fine a queste rivendicazioni e apportiamo modifiche alla Costituzione armena e ad altri documenti legali”, riferisce il servizio stampa di Aliyev. Nei giorni scorsi anche il premier Pashinyan aveva sollevato il tema di possibili modifiche alla Carta costituzionale e aveva dichiarato che l’Armenia deve adottare una costituzione che rifletta il “nuovo ambiente geopolitico” nella regione. La critica azera riguarda soprattutto la dichiarazione di indipendenza del 1990 nel cui preambolo si legge: “Sulla base della decisione congiunta del 1° dicembre 1989 del Consiglio supremo della SSR armena e del Consiglio nazionale dell’Artsakh sulla “riunificazione della SSR armena e della regione montuosa del Karabakh””.

(1) CORTE PENALE INTERNAZIONALE – L’Armenia è ufficialmente entrata a far parte della Corte Penale Internazionale dell’Aia. “Lo Statuto di Roma della CPI è entrato in vigore in Armenia il 1° febbraio. L’adesione alla CPI offre all’Armenia l’opportunità di prevenire crimini di guerra e crimini contro l’umanità sul proprio territorio“, ha affermato Yeghishe Kirakosyan, rappresentante dell’Armenia per gli affari giuridici internazionali. L’Assemblea nazionale armena aveva ratificato lo Statuto di Roma il 3 ottobre 2023 e la Corte penale internazionale aveva annunciato nel novembre 2023 che lo Statuto di Roma per l’Armenia sarebbe entrato in vigore il 1° febbraio 2024.

(29) ELEZIONI IN AZERBAIGIAN – Il presidente della Commissione elettorale centrale dell’Azerbaigian, Mazahir Panahov, ha annunciato che gli elettori armeni potranno partecipare alle elezioni presidenziali straordinarie che si terranno nel Paese il 7 febbraio. “Gli elettori armeni, come gli altri cittadini dell’Azerbaigian, possono partecipare al voto nelle elezioni presidenziali straordinarie“, ha dichiarato, senza naturalmente specificare quanti elettori “armeni” ci saranno dopo l’occupazione dell’Artsakh.Ricordiamo che dopo l’occupazione dell’Artsakh, la macchina della propaganda di Baku ha mostrato alcuni armeni rimasti lì, che presumibilmente hanno scritto una domanda e hanno ricevuto la cittadinanza azera.

(29) RUBEN VARDANYAN – La corte d’appello di Baku ha respinto il ricorso di Ruben Vardanyan contro la decisione del tribunale di primo grado di Baku di prolungare la detenzione preventiva di 4 mesi. Il Servizio di Sicurezza dello Stato dell’Azerbaigian continua le indagini sul procedimento penale contro l’ex ministro di Stato dell’Artsakh, uomo d’affari e filantropo Ruben Vardanyan, che è stato rapito e detenuto illegalmente dallo scorso anno.

(27) PROPOSTE DI PACE – Il ministro degli Esteri azero, Bayramov, conferma che l’Azerbaigian ha ricevuto dall’Armenia un nuovo pacchetto di proposte di pace. “La parte azera presenterà la sua posizione sui termini dell’accordo nelle prossime settimane”, ha dichiarato il ministro.

(27) QUESTIONE MINE – Il ministero degli Esteri di Yerevan ha diramato una nota in risposta alle dichiarazioni azere: “Guidata da considerazioni umanitarie, chiedendo informazioni agli ex funzionari del Nagorno-Karabakh, l’Armenia ha preparato nuove mappe per trasferirle in Azerbaigian.Sfortunatamente, questa iniziativa è stata immediatamente accettata dalla parte azera in modo molto negativo e sarcastico, il che vanifica gli sforzi dell’Armenia per rafforzare la fiducia. Baku continua a manipolare l’argomento e rende questo passo positivo di Yerevan un’occasione per un’escalation e una retorica negativa”, si legge nella dichiarazione del dipartimento. Due giorni fa, l’Armenia ha inviato alla controparte altre otto mappe riguardanti campi minati nella regione del Nagorno Karabakh ricevendo tuttavia in cambio una risposta poco amichevole da parte di Baku.

(27) PERSONE SCOMPARSE – La commissione interdipartimentale armena che si occupa delle questioni relative ai prigionieri, agli ostaggi e alle persone scomparse (non si sa dove si trovino) ha rilasciato una dichiarazione: “In risposta alla tesi regolarmente messa in circolazione da vari organi statali della Repubblica dell’Azerbaigian, secondo cui la Repubblica dell’Armenia si rifiuta di fornire informazioni sui cittadini scomparsi dell’Azerbaigian, riteniamo necessario sottolineare che la Repubblica dell’Armenia nel 2020 da novembre ha trasferito alla Repubblica dell’Azerbaigian materiali topografici sulla possibile ubicazione dei corpi di 51 azeri morti nella guerra dei 44 giorni, nonché dei corpi di circa 50 persone morte negli anni ’90, ricevuti da i rappresentanti del Nagorno Karabakh. Inoltre, le ossa di 140 azeri morti negli anni ’90, ricevute dai rappresentanti del Nagorno Karabakh, furono trasferite nella Repubblica dell’Azerbaigian. Riteniamo necessario ricordare che 993 cittadini della Repubblica d’Armenia e armeni del NK sono considerati dispersi dall’inizio degli anni ’90, nella guerra dei 44 giorni del 2020 e, successivamente, la Repubblica d’Armenia è seriamente interessata a chiarire la loro sorte .La Repubblica d’Armenia ha dichiarato più volte, anche ai massimi livelli, di essere disposta a collaborare con la Repubblica dell’Azerbaigian per conoscere la sorte delle persone scomparse“, si legge nella dichiarazione.

(25) CONSIGLIO D’EUROPA – L’Azerbaigian sta valutando la procedura per lasciare il Consiglio d’Europa. Baku intende rispondere adeguatamente alla decisione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) di non approvare i poteri della delegazione azera. “L’Azerbaigian non intende sopportare questo atteggiamento ingiusto e pregiudiziale, e attualmente Baku ufficiale sta valutando la procedura di ritiro non solo dall’PACE, ma anche dal Consiglio d’Europa in generale”, hanno riferito i media azeri secondo i quali l’Azerbaigian può anche rifiutarsi di riconoscere la giurisdizione della Corte europea dei diritti dell’uomo.

(25) TRATTATIVE DI PACE – Il ministero degli Esteri dell’Armenia informa cheYerevan non ha ancora ricevuto la risposta di Baku alle proposte inviate il 4 gennaio. Lo ha riferito il portavoce del Ministero degli Esteri, Ani Badalyan. Senza negoziati faccia a faccia, Yerevan e Baku continuano a scambiarsi il documento. Il 25 dicembre Yerevan ha ricevuto le proposte dell’Azerbaigian, meno di dieci giorni dopo le osservazioni della parte armena sono state trasferite a Baku.Dopo aver ricevuto le ultime proposte dall’Azerbaigian, la sede ufficiale di Yerevan ha annunciato che c’è una certa battuta d’arresto in questo.

(25) DETENZIONE VARDANYAN – Le autorità dell’Azerbaigian hanno prolungato il periodo di detenzione di Ruben Vardanyan, ex ministro di Stato del Nagorno-Karabakh. La sua reclusione è stata prolungata di quattro mesi. Ruben Vardanyan, cofondatore dell’Aurora Humanitarian Initiative ed ex ministro di Stato del Nagorno-Karabakh, è stato arrestato dalle autorità azere il 27 settembre 2023 mentre era in viaggio verso l’Armenia insieme a decine di migliaia di altre persone in mezzo alla massa esodo degli armeni dal Nagorno-Karabakh. Da allora è stato incarcerato in Azerbaigian con l’accusa inventata di finanziamento del terrorismo e sconfinamento.

(25) FORZA DI PACE RUSSA – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, nella conferenza stampa dedicata a riassumere i risultati delle riunioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha dichiarato che la questione del dispiegamento delle forze di pace russe in Karabakh non riguarda la parte armena. “Personalmente, il presidente Vladimir Putin ha svolto un ruolo decisivo nella questione della fine della guerra nel novembre 2020 e nell’approvazione dei documenti tripartiti armeno-russo-azerbaigiano al massimo livello. Questi documenti definiscono i parametri chiave dell’accordo, comprese le questioni relative alla demarcazione dei confini, alle vie commerciali e di trasporto e alla firma di un accordo di pace“, ha affermato. Parlando delle forze di pace russe nel Nagorno Karabakh, Lavrov ha sottolineato che la questione non riguarda la parte armena, ma rientra nell’ambito delle relazioni bilaterali Mosca-Baku.”In Karabakh, infatti, sono ancora rimasti alcuni dei nostri peacekeeper dopo che tutti hanno riconosciuto il Karabakh come territorio azerbaigiano. I presidenti di Russia e Azerbaigian hanno discusso questo argomento e concordano sul fatto che in questa fase la presenza delle forze di pace russe gioca un ruolo positivo nel rafforzare la fiducia e la stabilità nella regione, nonché nel facilitare il ritorno dei residenti del Karabakh“, ha affermato.

(24) AZERI FUORI DA P.A.C.E. – L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) ha votato (76 voti favorevoli, 10 contrari e 4 astensioni) la non ratifica delle credenziali della delegazione parlamentare dell’Azerbaigian. A motivazione di tale decisione sta il mancato rispetto di “importanti impegni” e la mancanza di cooperazione (anche con riferimento alla impossibilità dei parlamentari di visitare il corridoio di Lachin e il Nagorno Karabakh. Per il regime di Aliyev un duro colpo politico. Peraltro atteso, visto che nei giorni scorsi erano arrivate da Baku dIchiarazioni ostili verso le istituzioni europee. Per la cronaca i dieci voti contrari sono nove turchi e un albanese. Tutti gli italiani presenti hanno votato a favore.

(24) INSEGNANTI E STUDENTI – Secondo gli ultimi dati, 17mila studenti sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh sono iscritti negli istituti scolastici pubblici. 250 insegnanti dell’Artsakh sono già stati mandati a lavorare e lavorano negli istituti scolastici regionali. Ciò contribuirà anche a coprire i posti vacanti di insegnanti nelle scuole regionali dell’Armenia.

(23) P.A.C.E. – l Comitato di Controllo dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha proposto di non approvare i poteri della delegazione azera nella sessione plenaria. La decisione è stata adottata a maggioranza dopo accese discussioni. La commissione di controllo ha ritenuto che i poteri della delegazione azera non debbano essere confermati prima di un anno. Nella sessione del 24 gennaio si saprà come la PACE limiterà i poteri dei deputati azeri. La sessione plenaria può limitare completamente o parzialmente i poteri della delegazione azera ma la limitazione dei poteri non significherà la fine della partecipazione dell’Azerbaigian ad altre strutture del Consiglio d’Europa.

(22) MONITO DELLA UE ALL’AZERBAIGIAN – “Le recenti richieste territoriali del presidente Aliyev sono molto preoccupanti. Qualsiasi violazione dell’integrità territoriale dell’Armenia sarà inaccettabile e avrà gravi conseguenze per le nostre relazioni con l’Azerbaigian“. Così si è espresso in conferenza stampa l’alto commissario per gli affari esteri dell’Unione europea al termine del Consiglio dei ministri degli esteri di ieri a Bruxelles.

(22) ASSEMBLEA PARLAMENTARE CONSIGLIO D’EUROPA – All’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa il deputato tedesco Frank Schwabe ha chiesto la fine dei poteri della delegazione azera. Schwabe ha fatto riferimento alla presenza di prigionieri politici nel Paese, alla deportazione forzata di persone dal Nagorno Karabakh, al fatto che i relatori dell’assemblea non hanno potuto visitare l’Azerbaigian almeno tre volte nel 2023, nonché come la mancanza di un invito a osservare le elezioni presidenziali che si terranno lì il 7 febbraio. Il suo appello è stato sostenuto da almeno 30 membri dell’APCE in rappresentanza di cinque delegazioni nazionali. La convocazione è stata immediatamente deferita al Comitato di Sorveglianza dell’Assemblea per un rapporto e alla Commissione Regolamento per la conclusione. La cosa verrà esaminata dall’Assemblea il 24 gennaio. Secondo la Carta, l’Assemblea deve votare su una delle tre opzioni: ratificare il mandato, non ratificare, oppure ratificare, privando i membri della delegazione di alcuni diritti di partecipazione o rappresentanza. Fino alla decisione, i membri della delegazione azera possono temporaneamente partecipare all’Assemblea con gli stessi diritti degli altri membri, ma non hanno diritto di voto in nessun processo relativo alla verifica dei loro poteri.

(20) NUOVO MINISTRO DI STATO – Secondo quanto riporta il blog 301.am, l’ex ministro dello sviluppo urbano dell’Artsakh, Aram A. Sargsyan, è stato nominato nuovo ministro di Stato della Repubblica dell’Artsakh. Sostituisce Artur Harutyunyan, cugino dell’ex presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan che ha ricoperto la carica di Ministro di Stato dal 18 settembre 2023. Aram Sargsyan è nato a Stepanakert il 5 agosto 1983. Ha studiato presso la Facoltà di Energia dell’Università Statale di Ingegneria dell’Armenia nella specialità “Economia e gestione aziendale” (nel settore energetico), ottenendo una laurea in ingegneria e successivamente ha conseguito un Master presso la Facoltà di Economia dell’Università Statale di Artsakh. E’ stato eletto deputato nel 2018. Sposato, ha tre figli.

(18) LAVROV SU ARTSAKH – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che dopo la firma degli accordi tripartiti e l’inizio della loro attuazione, l’Unione europea e gli Stati Uniti hanno cominciato ad intervenire attivamente nel processo negoziale armeno-azero. “Putin, non Macron, ha svolto un ruolo importante nel raggiungimento di un accordo tripartito tra Armenia, Azerbaigian e Federazione Russa. Dopo l’entrata in vigore di questi accordi, sono stati creati i meccanismi per sbloccare le rotte e la delimitazione dei confini, poi gli europei e gli americani hanno cominciato a partecipare attivamente a questo processo”, ha detto Lavrov. Secondo il ministro russo, nel novembre 2020 e nei documenti successivi, il territorio del Karabakh era descritto come la zona del contingente russo di mantenimento della pace, e tra i leader dei tre Paesi c’era un accordo che erano in corso negoziati sul tema dello status. “Immaginate la nostra sorpresa quando, nell’autunno del 2022, Macron ha tenuto una conferenza della comunità politica europea a Praga… e durante l’incontro hanno approvato un documento in cui si afferma che l’Azerbaigian e l’Armenia riconoscono reciprocamente l’integrità territoriale in conformità con la Dichiarazione di Almaty. Ciò significava il riconoscimento del Nagorno Karabakh come regione autonoma all’interno della SSR dell’Azerbaigian. Non sapevamo che tale dichiarazione fosse stata preparata e quando è stata fatta abbiamo concluso di aver informato Baku che la questione dello status del Karabakh era chiusa, chiusa dallo stesso Primo Ministro armeno“, ha detto il ministro degli Esteri. Inoltre, ha dichiarato che il meccanismo di cooperazione tra Azerbaigian, Armenia e Georgia ed i loro tre vicini più prossimi – Russia, Iran e Turchia – (formato “3+3”) è promettente perché non dipende dalla situazione politica mondiale.
Lavrov ha altresì affermato: “È un dato di fatto che i partner occidentali vogliono che il trattato di pace (tra Armenia e Azerbaigian) venga firmato solo sul loro territorio. È anche un dato di fatto che l’Azerbaigian è pronto a firmarlo sul territorio della Russia, dove, di fatto, sono iniziati gli sforzi per porre fine al conflitto e costruire un intero sistema di cooperazione per risolvere tutti i problemi. Non so fino a che punto Erevan sia pronta per questo, anche se importanti impulsi sono stati inviati alla capitale dell’Armenia già da molto tempo“.

(18) LAVROV SU ZANGEZUR – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che “il corridoio Zangezur non è mai stato discusso come parte degli accordi presi dal presidente Putin, dal presidente Aliyev e dal primo ministro Pashinyan il 9 novembre 2020“. Parlando dello sblocco dei collegamenti regionali, Lavrov ha detto che i tre Paesi hanno deciso durante le riunioni della task force trilaterale che manterranno la sovranità e la giurisdizione sulle rotte che saranno sbloccate attraverso il loro territorio. Ciò è stato concordato e discusso con Putin durante la sua visita a Yerevan per il vertice della CSTO, ha detto Lavrov. Lavrov ha detto che l’accordo non è stato realizzato per ragioni sconosciute e ha precisato che l’Armenia non vuole schierare guardie di frontiera russe nella regione di Syunik nel contesto della strada dall’Azerbaigian a Nakhichevan attraverso il suo territorio. “Ho tutte le ragioni per dire che l’Occidente non vuole che gli accordi raggiunti tra Yerevan e Baku con la mediazione di Mosca vengano attuati” ha aggiunto il ministro russo.

(17) ACCUSE AZERE ALLA UE – Il capo del servizio stampa del ministero degli Esteri dell’Azerbaigian, Aykhan Hajizade, ha ritenuto infondate le dichiarazioni del capo della rappresentanza dell’Unione europea in Azerbaigian, l’ambasciatore Peter Mikhalko, riguardo al sistema giudiziario dell’Azerbaigian. “Si tratta di un’affermazione infondata e irresponsabile. Sarebbe meglio se l’ambasciatore si concentrasse sulla mancanza di giustizia e sul trattamento brutale nei sistemi giudiziari di alcuni paesi dell’UE“, ha scritto Hajizadeh sul suo microblog X.Ha inoltre considerato inaccettabile “l’interferenza con il sistema giudiziario dell’Azerbaigian basato sulle migliori pratiche internazionali“.

(17) SENATO FRANCESE – Oggi il Senato francese discuterà il progetto di risoluzione sull’integrità territoriale dell’Armenia, che condanna l’aggressione militare dell’Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh e impedirà qualsiasi futura aggressione contro la Repubblica armena e il tentativo di violare la sua integrità territoriale. La risoluzione chiede sanzioni contro l’Azerbaigian, compreso un embargo sulle importazioni di gas e petrolio dall’Azerbaigian. La risoluzione chiede inoltre garanzie sul diritto della popolazione armena al ritorno nel Nagorno Karabakh e la liberazione di tutti i prigionieri comporese le autorità democraticamente elette.. Nella risoluzione, il Senato invita il governo francese a fare tutto il possibile affinché l’Azerbaigian si unisca urgentemente e pacificamente al processo di negoziazione portato avanti attraverso i canali diplomatici per raggiungere una pace stabile nel Caucaso meridionale.

(17) ESPLOSIONE DI SETTEMBRE – Il quartier generale dell’informazione dell’Artsakh ha chiesto ai parenti delle persone morte a seguito dell’esplosione del deposito di carburante del 25 settembre 2023 di contattarli.

(16) VANDALISMO AZERO – Il 15 gennaio 2023, sul canale YouTube dell’Azerbaigian Milli TV è stato pubblicato un video, girato nel villaggio occupato di Artsakh Haterk, che riprende il memoriale costruito in memoria delle vittime della guerra dell’Artsakh, e nell’area circostante. Lo avverte l’organizzazione Monument Watch, che monitora i monumenti dell’Artsakh. “Nel video si può vedere che durante la prima guerra dell’Artsakh, il complesso commemorativo e il cimitero circostante furono vandalizzati. In particolare, la maggior parte delle lapidi commemorative con i ritratti dei difensori del villaggio di Haterk, così come alcune lapidi, sono ribaltate. Il video è stato girato da azeri che stavano svolgendo alcuni lavori vicino al memoriale. Nel video si vede anche che su delle lapidi commemorative sono posizionati strumenti di lavoro e una bombola di gas”.

(15) CORRIDOIO ZANGEZUR – Nell’accordo di pace non c’è alcuna clausola sul “corridoio Zangezur” e non può esserci. Lo ha annunciato il portavoce dell’Assemblea Nazionale dell’Armenia, Alen Simonyan, durante un briefing con i giornalisti. “Abbiamo detto che sì, comprendiamo che l’Azerbaigian vuole un modo per spostarsi da una parte all’altra del suo Paese, abbiamo detto che siamo pronti ad aprire loro tutte le strade, abbiamo detto che forse è possibile che qualche processo facilitato per potersi muovere, ma nulla riguardo ad uno specifico percorso extraterritoriale. Ne parlano i tre principi fondamentali che sono già stati concordati con il presidente dell’Azerbaigian alla presenza di Charles Michel, di cui è stato annunciato il 15 luglio 2023. Pertanto, non parliamone più.”

(15) APPELLO RESPINTO –  La Corte d’appello di Baku ha respinto oggi la richiesta di appello contro la decisione della corte contro Vagif Khachatryan, rapito dalle forze azere nel corridoio Lachin lo scorso agosto e poi condannato il 7 novembre in primo grado a 15 anni di reclusione sulla base di false accuse relative a fatti degli anni Novanta.

(13) LA QUESTIONE DEI VILLAGGI OCCUPATI – Si parla molto dell’adeguamento dei territori, del confine tra Armenia e Azerbaigian. L’Azerbaigian solleva la questione di 4 villaggi e l’Armenia solleva la questione di 32 villaggi le cui aree vitali sono occupate, inclusa la regione di Gegharkunik. Ne ha parlato il Primo ministro Nikol Pashinyan durante una riunione a Gavar del suo partito “Accordo civile”. Egli ha osservato che poiché l’Armenia aderisce alla Dichiarazione di Almaty, riconoscendo reciprocamente l’integrità territoriale dell’altra, non dovrebbero esserci territori occupati tra Armenia e Azerbaigian. “Pertanto, quando risulta che l’Armenia tiene sotto controllo alcuni territori che de jure appartengono all’Azerbaigian, l’Armenia dovrebbe lasciare quei territori, e quei territori che de jure appartengono all’Armenia, l’Azerbaigian li mantiene sotto controllo. L’Azerbaigian dovrebbe andarsene. Si tratta di un accordo politico che è stato registrato, ma è praticamente impossibile da attuare senza una mappa concordata di comune accordo, perché come decideranno se questo è il territorio dell’Armenia o dell’Azerbaigian? C’è un modo per farlo. Basandosi sulla Dichiarazione di Almaty, mettete sul tavolo le mappe che esprimono le disposizioni della Dichiarazione di Almaty e andate a vedere la realtà sul posto e abbinate le realtà alle mappe. L’approccio opposto significa, infatti, creare una situazione che porterà costantemente ad escalation, che non può diventare un pilastro della pace e noi, come abbiamo annunciato e continuiamo ad annunciare, siamo pronti ad andare in questa direzione“, ha affermato Pashinyan. Ricordiamo che Aliyev qualche giorno fa ha affermato che la questione del “ritorno” di 8 villaggi è sempre all’ordine del giorno. 

(13) CORTE DELL’AJA – Oggi, la delegazione guidata dal rappresentante della Repubblica di Armenia per le questioni pratiche internazionali ha partecipato alla riunione sulle questioni procedurali tenutasi presso la Corte permanente di arbitrato dell’Aia, nel quadro dell’arbitrato avviato dall’Azerbaigian il 27 febbraio 2023 in conformità con la Trattato sulla Carta dell’Energia (ECT). La Repubblica d’Armenia attende la finalizzazione delle norme procedurali del suddetto procedimento arbitrale e si prepara a presentare le sue argomentazioni e prove sull’infondatezza delle pretese legali dell’Azerbaigian nella fase appropriata del procedimento arbitrale.

(13) PASHINYAN SU DICHIARAZIONI ALIYEV – Il premier armeno, Nikol Pashunyan, nel corso di una riunione del suo partito ‘Contratto civile’, ha dichiarato che considera  le recenti dichiarazioni di Aliyev un duro colpo al processo di pace. “La prima ragione è che abbiamo stipulato più volte un accordo pubblico e registrato secondo cui la pace tra Armenia e Azerbaigian, così come la delimitazione e la demarcazione dei confini, dovrebbero essere basate sulla Dichiarazione di Almaty del dicembre 1991. Ciò significa una cosa semplice, che Armenia e Azerbaigian riconoscono reciprocamente l’integrità territoriale con la consapevolezza che il territorio dell’Armenia è esattamente quanto lo era il territorio della Repubblica Socialista Sovietica Armena, e il territorio dell’Azerbaigian è esattamente quanto il territorio della Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian era. : La Dichiarazione di Almaty dice proprio questo, che l’Unione Sovietica crolla, che gli stati ottengono l’indipendenza con i loro territori, e che i confini amministrativi tra gli stati sovietici diventano confini statali”, ha detto.  Pashinyan aggiunge che ciò significa che il processo di demarcazione dei confini non riguarda la creazione di un confine, ma la riproduzione dei confini che esistevano nella Dichiarazione di Almaty del 1991.

(12) POSIZIONE RUSSA SU PULIZIA ETNICA – Durante il briefing, la rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha suggerito che il governo di Yerevan fornisca prove sulla pulizia etnica da parte dell’Azerbaigian nell’Artsakh. “Vorremmo presentare tutti i fatti, se esiste almeno un documento di qualsiasi organizzazione internazionale considerata autorevole da Yerevan, ad esempio le Nazioni Unite o un’altra organizzazione. Se esiste qualche documento o dichiarazione che dimostri che tale pulizia etnica ha avuto luogo, vi preghiamo di fornirci i link a questo documento“, ha detto durante il briefing. Zakharova ha ricordato che la parte russa, sulla base delle dichiarazioni di Baku, ha più volte sottolineato il ritorno della popolazione armena del Nagorno Karabakh. Secondo Zakharova, Mosca è pronta a sostenere in modo globale il processo di ritorno degli armeni, affermando chiaramente la necessità di garantire i loro diritti e la sicurezza. In precedenza l’Armenia aveva parlato di “pulizia etnica” nell’Artsakh pur in presenza della forza di pace russa.

(12) CONSIGLIO D’EUROPA – La Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović, ha pubblicato le sue Osservazioni relative alla sua visita in Armenia e Azerbaigian, compreso il Nagorno Karabakh, dal 16 al 23 ottobre 2023. “È stata la prima volta dopo decenni che una missione per i diritti umani di questo tipo ha potuto visitare la regione del Karabakh“, ha detto l’ufficio di Mijatović in un comunicato stampa. “La visita è stata motivata dallo sfollamento di massa di oltre 101.000 armeni del Karabakh fuggiti in Armenia nel giro di pochi giorni alla fine di settembre. Ciò è seguito all’azione militare dell’Azerbaigian del 19 e 20 settembre, al conseguente pieno controllo della regione e alla prolungata interruzione nella circolazione delle persone e nell’accesso a beni, servizi e forniture energetiche essenziali sperimentata dagli armeni del Karabakh a seguito di un blocco di nove mesi. della strada lungo il corridoio Lachin verso l’Azerbaigian. In Armenia, il Commissario ha parlato con gli armeni del Karabakh che se ne erano andati e si trovavano in rifugi forniti dalle autorità“, ha affermato l’ufficio del Commissario. Mijatović ha visitato anche Stepanakert, dove ha “osservato strade vuote, locali abbandonati e quasi nessun segno della presenza di civili“. Sulla base di ciò che ha potuto sentire e vedere, il Commissario ha concluso che alla fine di settembre 2023 gli armeni del Karabakh si sono trovati abbandonati senza alcuna garanzia affidabile di sicurezza o protezione da parte di alcuna parte e che, per loro, lasciare la propria casa era l’unica via di salvezza. Il Commissario ha sottolineato che gli armeni del Karabakh fuggiti in Armenia, e in particolare quelli appartenenti a gruppi vulnerabili, dovrebbe essere garantito l’accesso a tutto il sostegno necessario nell’immediato, nel medio e nel lungo termine. Ha inoltre sottolineato che agli armeni del Karabakh recentemente sfollati in Armenia “dovrebbe essere data la possibilità di ritornare in sicurezza e dignità – anche se al momento sembra ipotetico per la maggior parte – anche trovando soluzioni flessibili, in particolare per quanto riguarda la loro cittadinanza e status giuridico. In attesa di un possibile ritorno, si dovrebbero trovare tempestivamente modalità, anche stabilendo garanzie di sicurezza, affinché gli armeni del Karabakh possano accedere temporaneamente alle loro case o luoghi di residenza abituale e visitare i cimiteri dove sono sepolti i propri cari. Spetta alle autorità azere garantire che le proprietà lasciate dagli armeni del Karabakh siano protette da saccheggi, furti o impossessamenti. Anche i pochi armeni che sono rimasti nella regione del Karabakh dovrebbero beneficiare di tutta la tutela dei diritti umani, compresa la garanzia della loro libertà di movimento.”

(10) LAVORO PER GLI SFOLLATI – Nella prossima sessione del governo armeno verrà presentato un programma di occupazione per gli sfollati forzati del Nagorno Karabakh secondo quanto ha annunciato il ministro del Lavoro e degli affari sociali armeno, Narek Mkrtchyan, durante un incontro con i giornalisti. Ha affermato che circa 6.000 persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh hanno trovato lavoro, anche con il sostegno dello Stato. Mkrtchyan ha esortato le persone a rivolgersi agli uffici del Servizio Sociale Unito per avere consigli sull’inserimento lavorativo. “Stiamo ora rivalutando l’elenco dei destinatari dell’assistenza sociale. Questa questione sarà chiarita dopo gennaio“, ha detto il ministro che ha anche aggiunto che sono circa 1.000 i cittadini sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh non hanno ancora beneficiato del sostegno una tantum di 100.000 dram fornito dallo Stato. Complessivamente, nel 2023, sono stati stanziati dall’Armenia per gli sfollati circa 29 miliardi di dram pari a 70 milioni di dollari.

(9) CSTO – Il segretario del Consiglio di sicurezza, Armen Grigoryan, in un’intervista televisiva, ha dichiarato che la CSTO non ha mai riconosciuto i confini dell’Armenia, e questo è un problema molto serio per l’Armenia. “Non abbiamo alcuna aspettativa dalla CSTO, perché nel settembre 2022 o prima, quando si sono verificati attacchi su larga scala contro la Repubblica di Armenia, l’Armenia si è rivolta alla CSTO aspettandosi aiuto per proteggere il nostro territorio sovrano. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta adeguata dalla CSTO e col tempo ci siamo resi conto che non possiamo avere alcuna aspettativa al riguardo“, ha affermato Grigoryan. Secondo lui, quando la CSTO farà una dichiarazione, valuterà e difenderà l’integrità territoriale, la sovranità e i confini dell’Armenia, allora la parte armena capirà cosa fare. All’osservazione che la CSTO dichiara che i suoi osservatori sono pronti a venire in Armenia e offre anche sostegno tecnico-militare all’Armenia, il segretario del CS ha risposto che non è stata offerta all’Armenia assistenza tecnico-militare da parte della CSTO e che gli osservatori della CSTO è stato chiesto o quale confine verranno a proteggere, non è stata data una risposta chiara. “La CSTO non ha mai riconosciuto i confini dell’Armenia, la CSTO non riconosce la sua giurisdizione. Questa è una circostanza molto importante. La CSTO non riconosce la propria area di responsabilità nella nostra regione, e questo è un problema molto serio per l’Armenia”

(9) USA-ARMENIA – Ruben Rubinyan, vicepresidente dell’Assemblea nazionale armena, ha ricevuto Luis Bono, consigliere senior per i negoziati sul Caucaso del Dipartimento di Stato americano. Le parti hanno discusso questioni relative alla sicurezza e alla stabilità regionale, hanno discusso del processo di normalizzazione delle relazioni Armenia-Turchia e si sono confrontate sul processo di pace tra Armenia e Azerbaigian. Intanto, l’addetta stampa dell’ambasciata americana in Azerbaigian, Vanessa Zenji, in risposta a una richiesta dell’agenzia azera APA, ha dichiarato che gli USA sono pronti a sostenere qualsiasi processo che porti pace e stabilità ai popoli del Caucaso meridionale.

(8) PAPA FRANCESCO – Papa Francesco, Nel suo discorso annuale sullo “Stato del mondo” rivolto ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ha sottolineato l’urgenza del ritorno legale e sicuro degli armeni dell’Artsakh alle loro case, la necessità di rispettare i luoghi di culto, preoccupazione per la tensione nel Caucaso meridionale e i disaccordi tra Azerbaigian e Armenia e ha invitato le due parti a firmare un trattato di pace.

(7) PROPOSTA ARMENA – Il ministero degli Esteri dell’Armenia in una nota alla stampa sottolinea come resta in vigore la proposta di un ritiro speculare delle truppe dal confine armeno-azerbaigiano. “Durante i negoziati tra Armenia e Azerbaigian, la parte armena ha sempre sostenuto un ritiro speculare delle truppe dal confine interstatale Armenia-Azerbaigian, e questo è ancora in vigore“, si legge nel messaggio.

(7) FORZA DI PACE – Il Ministero della Difesa della Federazione Russa riferisce che nell’Artsakh popolato da armeni non sono state registrate violazioni del regime di cessate il fuoco. Il contingente russo per il mantenimento della pace continua a svolgere compiti in 18 posti di osservazione della “Regione economica del Karabakh della Repubblica dell’Azerbaigian”, riferisce il Ministero della Difesa della Federazione Russa. “Non sono state registrate violazioni del cessate il fuoco nella zona di responsabilità delle truppe russe di mantenimento della pace. “La cooperazione continua con Baku viene mantenuta per garantire la sicurezza e i diritti umanitari della popolazione civile“, si legge nel messaggio. Non è chiaro a quale popolazione civile del Nagorno-Karabakh si riferisca il messaggio del Ministero della Difesa della Federazione Russa.

(6) NATALE ARMENO – Il 6 gennaio la Chiesa Apostolica Armena celebra la prima delle cinque feste dell’anno, la festa della Natività e dell’Epifania di Cristo. Questa festa commemora la nascita e il battesimo di Gesù. Se Cristo non fosse nato nella carne, non sarebbe stato battezzato, quindi non ci sarebbe la festa dell’Epifania. La festa del Battesimo celebrata nello stesso giorno simboleggia il battesimo di Cristo nel fiume Giordano, che è la morte del peccato e la rinascita dell’anima.  
Il Catholicos di Tutti gli Armeni Karekin II ha inviato un messaggio in occasione della Festa del Santo Natale e dell’Epifania del Signore: “Siamo zelanti nel rafforzare il nostro Stato nativo e uniamoci per fermare le ambizioni espansionistiche e le invasioni dell’Azerbaigian con tutte le nostre forze. Per noi, l’Artsakh non sarà mai dimenticato e prenderemo ogni misura per proteggere i diritti degli armeni dell’Artsakh.

(5) BILANCIO ATTACCO AZERO – A seguito dell’attacco del 19 e 20 settembre è stata registrata la tragica perdita di 223 vite umane, tra cui 25 civili e 5 minori. 244 sono stati i feriti, circa 80 i civili, di cui 10 minori. Ad oggi figurano 20 dispersi, di cui 5 civili. Durante la fuga dei civili in Armenia sono morte oltre 70 persone. In seguito all’esplosione nel deposito di carburante vicino a Stepanakert, ci sono 218 vittime, 21 sono considerate disperse e ci sono 3 corpi non identificati.

(5) LISTA NERA – L’Azerbaigian è comparso nella “lista nera” degli Usa per questioni legate alla libertà religiosa. Il segretario di Stato Anthony Blinken ha mantenuto tutti i 12 paesi che erano sulla lista nera dello scorso anno, tra cui Cina, Iran, Pakistan e Arabia Saudita. L’unico cambiamento è che Blinken ha aggiunto l’Azerbaigian alla lista di controllo, il che significa che entrerà nella lista nera, che comporta potenziali sanzioni senza miglioramenti.

(5) GUERRA DEI 44 GIORNI – In relazione alla guerra dei 44 giorni, il comitato investigativo ha presentato alla corte un procedimento penale contro 422 persone, 99 delle quali sono ufficiali. La stragrande maggioranza dei casi è sotto processo. Argishti Kyaramyan, presidente del comitato investigativo della Repubblica di Armenia, ha sottolineato che il lavoro del comitato ha evidenziato profili di responsabilità a carico di 99 militari armeni per la conduzione delle operazioni durante la guerra del 2020. “Il processo dimostrerà se queste persone sono colpevoli oppure no. Ma almeno dal punto di vista dell’organo istruttorio, penso che abbiamo risposte a molte domande. Ci sono circostanze che hanno contribuito alla sconfitta, ci sono persone le cui azioni o inazioni hanno contribuito alla sconfitta“, ha detto Kyaramyan. Secondo il Kyamaran è stato fatto un lavoro enorme. “Ci sono state circostanze in cui abbiamo condotto le indagini non a livello di reggimento, ma a livello di battaglione, addirittura fino alla squadra. Sono state svolte decine di migliaia di azioni investigative, il volume totale dei casi raggiunge diverse migliaia di volumi“.

(5) PRIGIONIERI ARMENI – Secondo Argishti Kyaramyan, presidente del comitato investigativo della Repubblica di Armenia sulla guerra del 2020, attualmente ci sono 23 prigionieri confermati dall’Azerbaigian, 17 dei quali sono ostaggi a seguito dell’aggressione del 2023. “Dopo la guerra durata 44 giorni, disponiamo di dati concreti sulla sparizione forzata di 32 persone, che sono stati presentati ai tribunali statali superiori“, ha dichiarato Kyaramyan.  Lui ha osservato che ci sono anche le decisioni di applicare una misura provvisoria della CEDU a 22 persone, ma l’Azerbaigian nega il fatto della sparizione forzata di queste persone.  Kyaramyan ha dichiarato che l’Azerbaigian ha confermato di tenere prigionieri 23 armeni ma ha prove della scomparsa forzata di altre 32 persone dopo la guerra del 2020.

(4) MORTI SOLDATI AZERI – A causa di un incidente stradale, due soldati azeri sono morti e nove sono rimasti feriti. Il mezzo sul quale viaggiavano si è ribaltato a causa dell’asperità del terreno nella regione occupata di Karvachar.

(30) FORZE ARMATE ARMENIA – Il primo viceministro della difesa della Repubblica di Armenia, capo delle forze armate, tenente generale Edward Asryan, ha visitato la zona di confine nord-orientale della repubblica. Edward Asryan ha visitato le basi di combattimento, ha parlato con il personale militare e si è congratulato con loro per le prossime festività, e ha consegnato doni a un certo numero di militari per aver adempiuto con onore e coscienziosità ai compiti assegnati durante il servizio e per aver protetto i confini della madrepatria.

(30) TRATTATO DI PACE – Hikmet Hajiyev, consigliere del presidente dell’Azerbaigian, ha dichiarato che l’Azerbaigian non vede alcun serio ostacolo sulla strada della firma del trattato di pace con l’Armenia. “È difficile parlare di date precise, perché Baku e Yerevan devono ancora continuare i negoziati per completare il processo“, ha spiegato il funzionario. L’assistente del presidente dell’Azerbaigian ha assicurato che Baku è impegnata negli sforzi per stabilire la stabilità nella regione e normalizzare le relazioni tra Armenia e Azerbaigian.”L’accordo di pace è un documento importante, cambierà l’atmosfera della regione, l’essenza delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian. Tuttavia, bisogna capire che questo documento non è una bacchetta magica, non risolverà tutti i problemi in una volta“, ha sottolineato Hajiyev, aggiungendo che l’accordo consentirà di escludere l’elemento di ulteriori scontri militari, guerre e atrocità tra i due Paesi.

(29) FORNITURA ARMI DALLA FRANCIA – In un’intervista a Le Monde Elchin Amirbekov, rappresentante del presidente dell’Azerbaigian incaricato per gli affari speciali, ha dichiarato che la fornitura di armi da parte di Parigi a Yerevan “ritarda artificialmente” le prospettive di raggiungimento della pace tra Armenia e Azerbaigian. “Ciò provoca nuovi conflitti militari, una corsa agli armamenti insensata e ritarda artificialmente le prospettive di raggiungere la pace tra Armenia e Azerbaigian” ha affermato.

(29) FORZA DI PACE RUSSA – La permanenza delle forze di pace russe nel Nagorno-Karabakh è prevista fino a novembre 2025.  Lo ha annunciato il ministro degli Esteri dell’Azerbaigian Jeyhun Bayramov, parlando del futuro destino delle forze di pace russe nel Nagorno-Karabakh.”C’è una dichiarazione tripartita firmata a livello di leadership. La loro permanenza in Karabakh è prevista fino al novembre 2025″, ha detto Bayramov.

(28) AZERI ESPULSI – In risposta al provvedimento di Baku che ha espulso due diplomatici francesi, Parigi ha preso analogo provvedimento verso due funzionari azeri. L’ambasciatrice dell’Azerbaigian in Francia è stata convocata al ministero degli Esteri.

(28) TRATTATO DI PACE – Il periodico russo “Kommersant” utilizzando sue fonti nell’ufficio di Aliyev, ha riferito che Armenia e Azerbaigian continuano a lavorare attivamente su un trattato di pace e sperano di firmarlo “subito dopo Capodanno”. La fonte scrive: “L’Armenia si sta preparando a firmare un trattato di pace con l’Azerbaigian, dopo di che sarà a capo dell’EAEU.Prima del vertice della CSI tenutosi a San Pietroburgo, Nikol Pashinyan e Ilham Aliyev erano più vicini che mai alla firma di un trattato di pace e alla fine del conflitto trentennale, a differenza di tutti gli incontri precedenti“.

(27) PATRIMONIO CULTURALE – Il Ministero dei Beni Culturali della Repubblica dell’Artsakh,  Zhanna Andreasyan ne ha parlato nella conferenza stampa di fine anno affermando che si sta lavorando intensamente sulla questione della conservazione del patrimonio culturale della Repubblica dell’Artsakh. “Abbiamo un intero piano d’azione insieme ai partner del Ministero degli Affari Esteri su come attuare la protezione del restante patrimonio culturale nel territorio del Nagorno Karabakh“, ha affermato. Andreasyan ha detto che il patrimonio culturale materiale e immateriale rimasto nel territorio del Nagorno Karabakh è stato inventariato, esiste un database completo. “Elenchiamo anche i casi di vandalismo e li trasferiamo intensamente a tutti i possibili partner internazionali. Inoltre si stanno creando banche dati elettroniche e siti web che rendono tutto chiaro e visibile. Abbiamo anche pianificato mostre e conferenze sia in Armenia che all’estero, su tutte le piattaforme pertinenti.Stiamo anche raccogliendo e pubblicando il patrimonio culturale, che operiamo attivamente sul territorio attraverso il Ministero degli Affari Esteri in tutti i luoghi che dovrebbero essere ed essere disponibili“, ha affermato.

(27) INSEGNANTI RICOLLOCATI – Il Ministero dei Beni Culturali della Repubblica dell’Artsakh,  Zhanna Andreasyan, nella conferenza stampa di fine anno ha informato che sono circa 400 gli insegnanti dell’Artsakh ricollocati in Armenia, sopratutto nelle regioni fuori Yerevan. Si tratta di circa un terzo di tutti gli insegnanti che in pprecedenza lavoravano nell’Artsakh. Percepiscono circa il 30% dello stipendio ma in alcune comunità (Syunik, Vayots Dzor, Tavush, Gegharkunik marzes) oltre al pagamento aggiuntivo ricevono anche 50.000 AMD al mese (120 euro, NdR).

(26) VISITATI I PRIGIONIERI ARMENI – Il presidente del comitato anti-tortura dell’Azerbaigian Tural Huseinov, il vicepresidente Elchin Shirinov e il capo del dipartimento legale Rovshan Mamedov hanno visitato l’ex presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan, l’ex ministro di Stato Ruben Vardanyan, l’ex vice comandante dell’esercito di difesa Davit Manukyan e l’ex comandante della difesa Levon Mnatsakanyan , che sono trattenuti illegalmente dall’Azerbaigian. Lo scopo della visita era quello di “verificare le condizioni di detenzione e le regole per trattare i detenuti”. “Durante l’incontro, le persone sopra menzionate “hanno espresso la loro soddisfazione” per le condizioni di detenzione. Hanno detto che per loro vengono organizzate uscite regolari, sono state create le condizioni per conversazioni telefoniche settimanali con i familiari. Vengono “forniti” dei libri necessari, hanno la televisione e una biblioteca elettronica, e possono usufruire anche della palestra. Su richiesta dei familiari è stato nominato per loro un avvocato. I rappresentanti del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) hanno consegnato loro i pacchi inviati dai loro parenti”, ha detto Shirinov.

(26) MONITORAGGIO UE – Gli osservatori della missione civile dell’Unione Europea in Armenia hanno effettuato un pattugliamento nel villaggio di Sotk vicino al confine armeno-azerbaigiano. “Gli osservatori della missione dell’Unione Europea in Armenia hanno effettuato una pattuglia a Sotk, vicino al confine armeno-azerbaigiano, per informare sulla situazione della sicurezza. Lo scopo della pattuglia è osservare e riferire sulla situazione della sicurezza sul posto e contribuire alla sicurezza delle persone nelle zone colpite dal conflitto”, ha informato la missione.

(26) FRANCESI ESPULSI DA BAKU – L’ambasciatrice francese in Azerbaigian, Anne Boillon, è stata convocata oggi al Ministero degli Esteri dell’Azerbaigian. Due dipendenti dell’ambasciata francese sono stati dichiarati persona non grata. E’ stato loro ordinato di lasciare l’Azerbaigian entro 48 ore.

(25) NESSUN VERTICE IN VISTA – Il protavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, in un incontro con la stampa ha dichiarato che non è previsto un incontro trilaterale tra Pashinyan-Aliev e Russia-Armenia-Azerbaigian a San Pietroburgo dove da oggi è in corso di svolgimento un vertice informale CSI. Non sono previsti incontri individuali ma tutti i leader potranno interagire nell’ambito dell’evento che vedrà seduti allo stesso tavolo Pashinyan e Aliyev per la prima volta dopo l’attacco azero di settembre.

(25) PROPOSTE AZERE – Ani Badalyan, portavoce del Ministero degli Esteri dell’Armenia, ha comunicato che Yerevan ha ricevuto le proposte di Baku riguardo al testo del trattato di pace. Al momento non è noto alcun dettaglio delle stesse.

(25) MESSAGGIO DEL PAPA – Papa Francesco, in occasione del suo discorso “urbi et orbi”, ha fatto riferimento anche all’Armenia e all’Azerbaigian.”Si avvicini il giorno della pace definitiva tra Armenia e Azerbaigian. Sia incoraggiato da iniziative umanitarie, dal ritorno degli sfollati alle loro case in condizioni legali e sicure, come anche dal rispetto reciproco delle tradizioni religiose e dei luoghi di culto di ciascuna comunità” ha tra l’altro dichiarato il Pontefice.

(22) REPUBBLICA DI ARTSAKH – Il presidente della repubblica, Samvel Shaharamanyan, ha dichiarato che in ambito giuridico non esiste alcun documento con cui si preveda lo scioglimento delle istituzioni statali dell’Artsakh. Oggi, ha incontrato i vertici degli organi statali che continuano a ricoprire cariche pubbliche. Sono stati discussi i problemi della popolazione dell’Artsakh dopo lo sfollamento forzato e sono state formulate raccomandazioni per la loro soluzione.Presentando i lavori completati e in corso, il presidente Shahramanyan ha sottolineato la necessità di proseguirli nel 2024, ha incaricato il sindaco di Stepanakert e i capi delle amministrazioni regionali di continuare a fare l’inventario dei problemi dei cittadini sfollati con la forza e di sottoporli regolarmente al governo.Riferendosi al decreto presidenziale del 26 settembre, recentemente ampiamente discusso, Samvel Shahramanyan ha sottolineato che non esiste alcun documento nel campo giuridico della Repubblica dell’Artsakh che preveda lo scioglimento delle istituzioni statali.

(22) CONFINI ARMENO-AZERI – Il presidente dell’Assemblea nazionale, Alen Simonyan, ritiene che la questione della demarcazione possa essere separata dal trattato di pace in discussione tra Armenia e Azerbaigian e discussa separatamente. Lo ha annunciato oggi durante un briefing con i giornalisti all’Assemblea nazionale, commentando la dichiarazione dell’assistente di Aliyev, Hikmet Hajiyev, secondo cui la questione della demarcazione dei confini dovrebbe essere separata dal trattato di pace.”Possiamo considerare questo modo di lavorare, perché in termini di tempo può richiedere molto più tempo, anche anni. Un paese che punta alla vera pace non vedrà alcun ostacolo in queste cose, penso che sì, dopo aver risolto alcuni problemi, firmato l’accordo di pace e portato un’atmosfera di pace nelle società, qualcosa del genere può accadere”, ha affermato Simonyan.

(22) ESPLOSIONE DI SETTEMBRE – Il comitato investigativo della RA fa appello ai parenti delle persone morte a seguito dell’esplosione avvenuta nel deposito di carburante nel Nagorno-Karabakh il 25 settembre, affinché sia ​​possibile identificare tutte le vittime. Non è stata stabilita l’identità di 3 delle 218 persone decedute. I loro parenti non hanno ancora presentato domanda e non hanno presentato un campione per ordinare un esame genetico forense per effettuare la necessaria identificazione. L’identità di 138 persone decedute è stata accertata attraverso gli esami genetici forensi prescritti e 77 attraverso altre operazioni investigative e amministrative. A seguito dell’esplosione e del successivo incendio, almeno 120 persone hanno riportato lesioni fisiche di vario grado, per lo più ustioni.

(21) ALIYEV A STEPANAKERT – Il presidente dell’Azerbaigian è nuovamente nell’Artsakh occupato. Ieri ha visitato, in compagnia della moglie vicepresidente, Karmir Shuka. Oggi a Stepanakert ha inaugurato lo stadio “restaurato” dove si è svolta una partita di calcio della Coppa di Azerbaigian tra il Qarabagh e il Moik.

(21) TASSE UNIVERSITARIE – Il governo dell’Armenia provvederà al pagamento delle tasse universitare di 935 studenti dell’Artsakh. Il ministro dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport Zhanna Andreasyan ha presentato il progetto in questione alla sessione del Governo della Repubblica d’Armenia.Secondo Andreasyan, ci sono 2 gruppi di studenti il ​​cui finanziamento per l’iscrizione proveniva dalle loro famiglie, che ora sono private dell’opportunità di fornire questo sostegno per ragioni note, oppure il loro pagamento è stato effettuato dalle autorità dell’Artsakh, e ora quella fonte di finanziamento è anche possibile non continuare. Si tratta di circa 935 studenti, di cui 860 provenienti dal sistema di istruzione universitaria, istruzione post-universitaria, 75 studenti del sistema VET, sui quali sono state raccolte informazioni. Con questo provvedimento viene rimborsata la tassa di iscrizione del primo semestre per un importo di circa 264 milioni di dram, e il denaro verrà assegnato attraverso accordi di donazione alle istituzioni educative interessate dove studiano. Più di 1.800 studenti dell’Artsakh stanno già studiando nelle università dell’Armenia e più di 1.100 frequentano college.

(20) DICHIARAZIONI HAJIYEV – Hikmet Hajiyev, consigliere del presidente azerbaigiano, ha negato i timori che Baku stia progettando di “tagliare un corridoio terrestre” verso Nakhichevan attraverso il territorio dell’Armenia con la forza delle armi e ha dichiarato che “l’Azerbaigian non ha più obiettivi militari, per noi la guerra è finita”. Parlando dei negoziati tra Baku e Erevan, Hajiyev ha osservato che ci sono ancora “problemi che devono essere discussi”, sottolineando allo stesso tempo che sono molto più vicini alla pace e non vedono più problemi seri

(19) ASSEMBLEA PARLAMENTARE CSTO – Si aprono oggi a Mosca le sessioni dell’Assemblea parlamentare dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva e la XVI sessione plenaria. L’Armenia ha rifiutato di partecipare a questi eventi. L’ordine del giorno comprende questioni di armonizzazione della legislazione degli Stati membri della CSTO e la preparazione di leggi modello per affrontare le sfide e le minacce alla sicurezza nell’organizzazione area di responsabilità. Si è saputo in precedenza che Alen Simonyan, il presidente del parlamento armeno, non parteciperà alle sessioni dell’AP CSTO, di cui ha informato Volodin in una lettera ufficiale. Anche la delegazione del Parlamento armeno non parteciperà agli eventi.

(19) TRENI GRATIS PER GLI SFOLLATI – La compagnia “South Caucasus Railway” estende la promozione del viaggio gratuito con i treni elettrici suburbani per gli sfollati del Nagorno Karabakh fino al primo trimestre del 2024. La promozione è valida dal 1 ottobre per i cittadini arrivati ​​in Armenia dopo il 25 settembre di quest’anno. Durante i tre mesi incompleti dell’azione, ne hanno approfittato 3200 cittadini. In precedenza, la fine della campagna era prevista per il 1° gennaio, ma tenendo conto dell’importanza sociale della campagna e in accordo con il Ministero dell’Amministrazione Territoriale e delle Infrastrutture della RA, l’azienda ha deciso di prorogarla per altri 3 mesi. Letratte interessate sono quelle che collegano la capitale Yerevan con Gyumri, Arakhs, Yeraskh.

(19) MEDIAZIONE GEORGIA – Il primo ministro georgiano Irakli Gharibashvili ha dichiarato che il suo governo è interessato all’instaurazione della pace e della stabilità a lungo termine nel Caucaso meridionale e fornisce un contributo significativo alla realizzazione di questo obiettivo. Egli ha sottolineato che l’iniziativa di mediazione del suo governo tra Armenia e Azerbaigian ha prodotto risultati concreti grazie anche al fatto che la Georgia ha rapporti amichevoli con i Paesi partner della regione, Armenia, Azerbaigian e Turchia.

(18) AZERBAIGIAN E OSCE – Robin Wagener, capo della delegazione dell’Assemblea parlamentare dell’OSCE e commissario governativo per le questioni della società civile nell’Europa orientale, ha chiesto che l’Azerbaigian tuteli i diritti umani.  “L’aumento degli arresti di giornalisti, attivisti della società civile e politici dell’opposizione in Azerbaigian sta diventando sempre più allarmante. La libertà di stampa e la partecipazione della società civile sono i pilastri della democrazia. In quanto membro del Consiglio d’Europa, l’Azerbaigian è obbligato a proteggere i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto” ha dichiarato.

(18) APPELLO DALL’ARTSAKH – Oltre 200 organizzazioni hanno già aderito all’appello delle forze politiche e civili della Repubblica dell’Artsakh alla comunità internazionale. Il primo documento di principio e fondamentale adottato dopo i tragici eventi dell’Artsakh nel settembre 2023 ha ricevuto l’ampio sostegno del popolo dell’Artsakh, dei leader eletti di dozzine di comunità rurali in tutti i distretti amministrativi dell’Artsakh e dei sindaci eletti di tutte le città della repubblica, tra cui lo ha firmato il sindaco della capitale dell’Artsakh, Stepanakert.

(15) DELIMITAZIONE CONFINI – Il vice primo ministro armeno Mher Grigoryan ha parlato con la stampa riguardo alla procedura di lavoro approvata giovedì delle commissioni per la delimitazione delle frontiere di Armenia e Azerbaigian. Secondo Mher Grigoryan, il processo di delimitazione e delimitazione del confine tra Armenia e Azerbaigian richiederà molto tempo perché è un processo piuttosto complicato. “Non posso escludere che si tratti di anni di lavoro. Immaginiamo il [rispettivo] lavoro in questo modo: durante le riunioni delle commissioni, ciascuna delle parti presenta da parte sua una mappa o parte di una mappa, documenti legali che contengono una descrizione o qualche regolamentazione del confine, e una discussione, inizia uno scambio di opinioni su quel documento e su quella carta topografica. Naturalmente bisognerebbe farlo pezzo per pezzo,” ha detto il vicepremier armeno. E alla domanda su quali mappe verranno utilizzate per delimitare i confini tra Armenia e Azerbaigian, il vice primo ministro armeno ha risposto: “Abbiamo ripetutamente affermato che accettiamo le mappe più recenti del 1975-1990 come nostra mappa di partenza. Lavoreremo esclusivamente con carte topografiche professionali e dobbiamo lavorare esclusivamente con documenti che abbiano valore legale.”

(15) GLI AZERI RESPINGONO PROPOSTA ARMENA – Il ministro degli Esteri dell’Azerbaigian, Jeyhun Bayramov, ha formalmente respinto la proposta avanzata dalle autorità armene riguardo al ritiro reciproco delle truppe dal confine. Bayramov ha anche indicato che Baku sta preparando una risposta alle dichiarazioni dell’Armenia riguardo all’accordo di pace.

(14) DEMARCAZIONE CONFINI – Yerevan e Baku hanno approvato i regolamenti per il funzionamento delle commissioni azera e armena sulla demarcazione dei confini.

(14) PRIGIONIERI – Artak Blegaryan, già ombudsman e consigliere presidenziale dell’Artsakh ha dichiarato che “in ogni caso, è positivo che 32 armeni siano tornati in patria dalla prigionia di Baku. Tuttavia, almeno 23 prigionieri confermati sono ancora lì. 14 di loro sono civili catturati sia nel 2020 che nel 2023. Immagino che 20 provenga da Artsakh.
Tutti devono essere rilasciati sotto pressione internazionale
.”

(14) DICHIARAZIONE PASHINYAN – Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, in suo discorso alla riunione ministeriale dei Paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare, ha fatto riferimento alla possibilità di stabilire la pace tra Armenia e Azerbaigian e ai principi in base ai quali ciò dovrebbe avvenire. Il primo ministro armeno ha dichiarato che “la questione principale è quanto sarà possibile la pace tra Armenia e Azerbaigian e nel quadro di quali principi dovrebbe aver luogo. I principi fondamentali sono tre. In primo luogo, gli accordi sul blocco dei trasporti dovrebbero basarsi sul principio di sovranità, giurisdizione, uguaglianza e reciprocità dei Paesi. Per il secondo principio, Armenia e Azerbaigian riconoscono reciprocamente l’integrità territoriale, fermo restando che il territorio dell’Armenia è di 29.800 chilometri quadrati e quello dell’Azerbaijan è di 86.600 chilometri quadrati. Il terzo principio è che il processo di delimitazione tra Armenia e Azerbaigian dovrebbe avvenire sulla base della Dichiarazione di Alma-Ati del 1991. Si tratta di un documento che registra due fatti: in primo luogo, l’URSS non esiste più e, in secondo luogo, le 12 repubbliche che hanno firmato la suddetta dichiarazione ottengono l’indipendenza lungo i confini amministrativi dell’URSS, quindi i confini amministrativi si trasformano in confini statali e gli Stati riconoscono reciprocamente l’integrità territoriale sulla base di questi frontiere. I tre principi sopra menzionati sono stati confermati dai risultati degli incontri tripartiti tenutisi a Bruxelles, in particolare dai risultati dell’incontro del 14 maggio e del 15 luglio tra il presidente dell’UE Charles Michel, il presidente dell’Azerbaigian e il primo ministro dell’Armenia“. Pashinyan ha commentato positivamente il recente scambio di prigionieri affermando che “vorrei almeno considerare l’evento di ieri come un punto zero da cui potremo almeno provare a fare degli sforzi affinché tutte le notizie successive indichino più che altro un aumento della probabilità che venga firmato il trattato di pace tra Armenia e Azerbaigian e non viceversa.”

(14) INCONTRO MINISTRI ESTERI – Baku ha accettato la proposta americana di tenere a Washington, nel mese di gennaio, l’incontro dei ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian. In precedenza, il Ministero degli Affari Esteri dell’Armenia aveva annunciato che Yerevan accetta la proposta di tenere un incontro tra i Ministri degli Esteri dell’Armenia e dell’Azerbaigian a Washington. Dal canto loro, gli Stati Uniti accolgono con favore il ritorno delle persone detenute in Armenia e Azerbaigian, nonché il fatto che le parti stiano discutendo altre misure volte a rafforzare la fiducia.

(13) TRATTATO DI PACE – La sesta versione del trattato di pace è stata ufficialmente consegnata da Yerevan a Baku il 21 novembre scorso. Il contenuto del documento è riservato e alcuni organi di stampa armena hanno chiesto al ministero degli esteri se vi fosse una qualche disposizione sul Karabakh. “Il riconoscimento reciproco dell’integrità territoriale dell’Armenia e dell’Azerbaigian, l’urgente necessità di lavorare per la delimitazione del confine tra i due paesi, sulla base delle ultime mappe dello Stato Maggiore dell’Unione Sovietica, lo sblocco dei canali regionali basato sui principi di sovranità, giurisdizione, reciprocità e uguaglianza sono di primaria importanza per l’Armenia” è stata la risposta del dicastero.

(13) DICHIARAZIONE DI MICHEL – I diritti degli armeni del Karabakh devono essere garantiti nel quadro della Costituzione dell’Azerbaigian. Lo ha detto Charles Michel, capo del Consiglio europeo, in un’intervista esclusiva a “Freedom “, aggiungendo che l’Unione europea continua i negoziati con la leadership di Baku su questo tema.”Crediamo che gli armeni dovrebbero avere il diritto di ritornare o almeno poter visitare quella parte dell’Azerbaigian, e la loro sicurezza e i loro diritti dovrebbero essere garantiti. Per quanto riguarda la protezione delle minoranze, ci sono norme internazionali che devono essere rispettate secondo la Costituzione dell’Azerbaigian, nell’ambito delle quali devono essere garantiti i diritti delle minoranze“, ha detto Michel.

(13) OGGI SCAMBIO PRIGIONIERI – Lungo la linea di confine tra Armenia (Ijevan) e Azerbaigian (Qazak) si è svolto lo scambio di prigionieri annunciato con una dichiarazione congiunta lo scorso sette dicembre. La parte azera ha rilasciato 32 soldati armeni (dei quali 26 furono catturati nella regione di Hadrut nel dicembre 2020) mentre la parte armena ha consegnato due soldati di Baku (Agshin Gabili Babirov e Husein Ahlimani Akhundov che hanno attraversato il confine di stato dell’Armenia. L’ultimo ha ucciso un dipendente della fabbrica di rame-molibdeno di Zangezur ed è stato condannato all’ergastolo).

(13) UNESCO – L’Armenia è stata eletta membro del Comitato dell’UNESCO per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato.

(12) PRIGIONIERI ARMENI – Più di 150 uomini d’affari, operatori umanitari e politici di tutto il mondo hanno chiesto ad Aliyev di rilasciare gli armeni illegalmente detenuti:
Dopo un blocco illegale di carburante, medicine e forniture alimentari durato nove mesi, il 19 settembre l’Azerbaigian ha lanciato una sanguinosa operazione militare e ha invaso il Nagorno Karabakh (Artsakh). Le conseguenze di questa invasione furono centinaia di morti, migliaia di feriti e quasi 120.000 persone, di fatto lo sfollamento forzato dell’intera popolazione armena dell’Artsakh. Per la maggior parte del mondo ciò equivale ad una pulizia etnica.Le organizzazioni per i diritti umani hanno descritto le azioni dell’Azerbaigian come un genocidio.Ruben Vardanyan, un famoso filantropo armeno e figura umanitaria, ex ministro di Stato dell’Artsakh, è stato detenuto illegalmente mentre lui e altri cittadini erano in viaggio verso l’Armenia. Il suo arresto è particolarmente preoccupante perché gli sforzi per attirare il sostegno internazionale per l’Artsakh hanno reso Vardanyan un bersaglio del governo di Baku. Ruben Vardanyan è uno dei residenti della Repubblica dell’Artsakh che è stato recentemente arrestato e detenuto illegalmente senza motivi sufficienti e solo per motivi politici. Tra gli altri, sono stati arrestati tre ex presidenti della repubblica, Arayik Harutyunyan, Bako Sahakyan e Arkadi Ghukasyan, e altri funzionari di alto rango, Davit Babayan, Levon Mnatsakanyan, Davit Ishkhanyan e Davit Manukyan. Molti altri armeni sono ancora detenuti illegalmente. Le informazioni estremamente limitate disponibili sulla salute e il benessere di queste persone sono allarmanti.Tutti loro sono stati detenuti in chiara violazione del diritto nazionale e internazionale, comprese la Convenzione delle Nazioni Unite e la Convenzione europea per la protezione dei diritti umani, alla quale ha aderito anche l’Azerbaigian. Le condizioni in cui sono detenute queste persone sono profondamente preoccupanti, inclusa la mancanza di una normale comunicazione con le loro famiglie, un monitoraggio regolare e indipendente delle loro condizioni e l’accesso consolare, e il rifiuto di accesso ad avvocati locali e internazionali.L’Azerbaigian deve rispettare gli standard giuridici internazionali e i diritti umani, da cui dipendono la pace e la stabilità in tutto il mondo.Ogni giorno è importante per la vita dei detenuti. Qualsiasi accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian dovrebbe includere come condizione il loro rilascio.Chiediamo al presidente Ilham Aliyev di rilasciare immediatamente tutte le persone arrestate illegalmente.

(12) GIUSTIZIA AZERA – A Baku è stato istituito un “gruppo investigativo congiunto” in relazione all’arresto degli ex leader del Nagorno Karabakh. “Un gruppo investigativo congiunto è stato istituito presso l’ufficio del procuratore generale in relazione ai separatisti arrestati nella regione del Karabakh in Azerbaigian“, ha annunciato il procuratore generale dell’Azerbaigian Kyamran Aliyev. La formulazione di Aliyev non è molto chiara: si riferiscono solo agli ex leader dell’Artsakh o a tutti i prigionieri? Ma considerando che il gruppo è stato creato dopo l’arresto degli ex leader, probabilmente si tratta comunque di loro. “Il popolo dell’Azerbaigian sarà pienamente informato sullo svolgimento delle indagini e sui suoi risultati. Lo garantiremo. Dopo l’inchiesta il caso sarà trasferito al tribunale“, ha promesso Aliyev

(12) OSSERVATORI UE – L’Unione Europea aumenterà il numero degli osservatori in Armenia da 138 a 209. Lo ha annunciato l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell. “Sapete che ora stiamo lavorando per rafforzare le nostre relazioni con l’Armenia. Vedo che l’Armenia sente i vantaggi di espandere la cooperazione con noi e siamo pronti a rispondere positivamente. Come primo passo verso l’espansione della cooperazione, oggi il Consiglio Affari Esteri ha deciso di aumentare la nostra missione civile in Armenia, aumentando la nostra presenza sul terreno da 138 a 209. Si tratta di un aumento importante nel numero delle missioni, nonché di un modo per aumentare la stabilità del confine internazionale dell’Armenia con l’Azerbaigian,” ha dichiarato Borell.

(10) PAPA FRANCESCO – Durante l’Angelus, papa Francesco ha espresso la sua gioia per la liberazione dei prigionieri armeni e azeri. “Ho una grande speranza per l’instaurazione della pace nel Caucaso meridionale con questo segnale positivo tra Armenia e Azerbaigian”, ha detto il Papa, incoraggiando le due nazioni e i loro leader a firmare un trattato di pace il prima possibile.

(9) AIUTI DALLA FRANCIA – La Francia stanzierà altri 15 milioni di euro in aiuti umanitari urgenti all’Armenia e agli sfollati dell’Artsakh. Lo si legge in un comunicato del ministero degli Esteri francese. Nel 2023 l’aiuto della Francia all’Armenia ammonta complessivamente a 27,5 milioni di euro

(9) ALIYEV SU NEGOZIATO – In un’intervista a Euronews il presidente dell’Azerbaigian ha ancora una volta accusato l’Armenia di aver ritardato il processo di pace. Allo stesso tempo Aliyev ha sottolineato che l’ottimismo nel raggiungimento della pace è aumentato e, secondo lui, non ci sono ostacoli più seri sulla strada per far avanzare il processo negoziale. “Durante i negoziati durati quasi tre anni, l’Armenia ha sempre voluto includere nell’accordo di pace la questione della minoranza armena nel Karabakh. Ma in cambio dovrebbe essere inclusa la questione del ritorno degli azeri espulsi dall’Armenia. E la parte armena è contraria“, ha osservato Aliyev, aggiungendo che se questo problema verrà risolto, non ci saranno più problemi. Il presidente dell’Azerbaigian ha aggiunto che Baku sta attualmente studiando le proposte della parte armena riguardo ad un possibile trattato di pace. Riferendosi agli eventi del 19 settembre, il presidente dell’Azerbaigian ha insistito ancora una volta sul fatto che nessuno ha costretto gli armeni del Nagorno-Karabakh ad andarsene e che, se vogliono ritornare, secondo Aliyev, dovrebbero richiedere la cittadinanza azera.

(8) CONDIZIONI PER UN ACCORDO DI PACE – Il presidente del Comitato permanente per le relazioni estere dell’Assemblea nazionale, Sargis Khandanyan, ha dichiarato che “l’Armenia firmerà un accordo di pace con l’Azerbaigian quando sarà sicura che sarà nell’interesse dell’Armenia e nell’interesse della pace e della stabilità regionale. Il principio del riconoscimento dell’integrità territoriale è fondamentale e insiste affinché l’Azerbaigian riaffermi il suo impegno verso tale principio“. Khandanyan in un briefing con i giornalisti presso l’Assemblea nazionale, ha così risposto alle dichiarazioni di alcuni oppositori secondo cui se verrà firmato un trattato di pace con l’Azerbaigian al più presto l’Armenia avrà problemi e nuove concessioni faranno, tenendo conto del fatto che l’Azerbaigian non ha riconosciuto pubblicamente l’integrità territoriale dell’Armenia in chilometri quadrati.
Secondo lui, se l’Azerbaigian continua ad essere distruttivo durante i negoziati, l’Armenia continuerà a sollecitare i partner internazionali e le parti che hanno espresso disponibilità e si sono assunte la responsabilità ad agire come mediatori nei negoziati per continuare la pressione sull’Azerbaigian.

(8) ASSEMBLEA NAZIONALE – I lavori del Parlamento della Repubblica dell’Artsakh non si sono fermati, si sono svolte sessioni, comprese commissioni plenarie e separate secondo quanto riferito dal deputato Davit Galstyan in una conversazione con la stampa. “Non c’è nulla di sorprendente in questo. Sì, l’Assemblea nazionale della Repubblica dell’Artsakh funziona, varie commissioni tengono sessioni. Per quanto riguarda l’edificio, si tratta principalmente dell’ufficio di rappresentanza della Repubblica dell’Artsakh“, ha detto, ma si è rifiutato di parlare dei temi all’ordine del giorno in termini di contenuto, raccomandando di contattare il servizio media dell’Assemblea nazionale dell’Artsakh.

(8) COMMENTI ALLA DICHIARAZIONE – Gli Stati Uniti hanno elogiato il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev per i loro sforzi congiunti volti a gettare le basi per un futuro più pacifico e prospero nella regione dopo che i due paesi hanno annunciato un accordo di scambio di prigionieri.
L’UE accoglie con favore la dichiarazione congiunta di Armenia e Azerbaigian che annuncia il rilascio reciproco dei detenuti e altre misure miranti a rafforzare la fiducia secondo quanto ha affermato l’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea Josep Borrel.
La Russia accoglie con favore l’accordo sullo scambio di prigionieri tra Armenia e Azerbaigian. La Turchia ha ugualmente accolto con favore la dichiarazione congiunta.

(7) DICHIARAZIONE CONGIUNTA ARMENO-AZERA – L’ufficio del Primo Ministro della Repubblica d’Armenia e l’amministrazione del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian hanno rilasciato in serata una dichiarazione congiunta. Il testo informa che, per spirito umanitario, Baku rilascerà 32 militari armeni prigionieri di guerra mentre Yerevan rilascerà due soldati azeri processati e condannati per ingresso illegale nel territorio della repubblica e omicidio. Sempre in chiave di miglioramento delle relazioni fra i due Paesi, l’Armenia ritira la sua candidatura come sede ospitante di COP 29 a favore di Baku che si impegna a inserire l’Armenia nell’ufficio COP dell’Europa orientale. Qui il testo completo.

(7) ELEZIONI IN AZERBAIGIAN – Le elezioni presidenziali anticipate si terranno in Azerbaigian il 7 febbraio 2024. Il relativo decreto è stato firmato dal presidente Ilham Aliyev.

(6) CONDANNATO IL KILLER AZERO – Si è concluso il giudizio di appello contro il soldato azerbaigiano Huseyn Akhundov, accusato dell’omicidio di una guardia della fabbrica di rame-molibdeno di Zangezur e condannato a 20 anni di prigione in primo grado. Al killer (che si era vantato sui social di aver ucciso l’armeno dopo essere entrato nel territorio dell’Armenia) è stato comminato l’ergastolo.

(6) LA PAURA DI ALIYEV – Commentando l’ipotesi di un accordo di pace con l’Armenia, Ilham Aliyev ha osservato che Baku ha bisogno di garanzie che non ci saranno tentativi da parte di Yerevan di “vendicarsi” per il Nagorno Karabakh.

(6) NUOVE ARMI DA ISRAELE ALL’AZERBAIGIAN – L’Azerbaigian acquisterà i sistemi di difesa antiaerea “Barak MX” da Israele. Il prezzo della transazione è stimato in 1,2 miliardi di dollari. “Defence Industry Europe” ha scritto che a settembre che il “Barak MX” è stato mostrato in Azerbaigian, e questo porterà alla firma di un accordo per l’acquisto di quest’arma. Secondo il magazine, anche se il produttore dell’arma “Israel Aerospace Industries” (IAI) ha esitato sulla questione del test dell’arma in Azerbaigian, secondo il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian, ciò è comunque avvenuto. Secondo la parte azera, sono stati testati diversi missili “Barak MX”.Il punto è che “Barak MX” può usare missili con una gittata di 35, 70 e 150 km contro bersagli aerei. Ogni lanciatore contiene 8 missili. L’arma può essere utilizzata sia in mare che a terra. Inoltre, la versione terrestre può essere stazionaria (non mobile), trainata o mobile (semovente). Gli obiettivi di questo sistema antiaereo possono essere caccia, elicotteri, missili da crociera e ottici, ATS, bombe aeree guidate. I sistemi della famiglia “Barak” (fulmine in ebraico) non sono una novità per le forze armate dell’Azerbaigian. Nel 2012 l’Azerbaigian ha firmato un contratto da 1,6 miliardi di dollari con la “IAI”, che avrebbe dovuto fornire l’ATS e i più recenti sistemi antiaerei. Nell’ambito di questo accordo, nel 2016, Israele ha consegnato il sistema “Barak 8” e i suoi missili. Secondo le informazioni, il lanciatore Barak 8 utilizzato dall’Azerbaigian è montato sul telaio del camion bielorusso MZKT-7301, cioè è un’arma mobile.

(6) UNIONE EUROPEA – L’Unione europea ha condannato l’operazione militare condotta dall’Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh nel settembre 2023 e ha espresso rammarico per le vittime e per lo sfollamento di massa degli armeni del Karabakh. L’Alto rappresentante dell’UE per le relazioni estere e la politica di sicurezza, Josep Borrell, in risposta ad un’interrogazione scritta di uno dei deputati dell’UE ha dichiarato: “L’UE si sta mobilitando per fornire aiuti umanitari agli armeni del Karabakh. Nell’ottobre 2023 la Commissione Europea ha annunciato lo stanziamento di ulteriori aiuti umanitari per oltre 12 milioni di euro. L’UE invita l’Azerbaigian a proteggere e garantire i diritti degli armeni del Karabakh, compreso il diritto degli sfollati a tornare alle loro case. La proprietà e il patrimonio culturale degli armeni locali dovrebbero essere protetti. Dopo due missioni delle Nazioni Unite nel Nagorno-Karabakh, anche l’UE chiede di stabilire una presenza internazionale permanente lì“. Secondo Borrell, la cooperazione UE-Azerbaigian si basa sul rispetto dei diritti umani e dei valori dell’UE. Secondo l’attuale quadro finanziario pluriennale, gli aiuti annuali forniti all’Azerbaigian nel periodo 2021-2023 ammontano ad oggi a 15 milioni di euro. Questi fondi sostengono le priorità strategiche dell’UE in Azerbaigian, come il sostegno alla società civile, la transizione verso una “economia verde” e le riforme della governance. Ha anche aggiunto che, sebbene la cooperazione con l’Azerbaigian nel campo dell’energia contribuisca alla politica dell’UE di diversificazione degli approvvigionamenti energetici, le strutture dell’Unione continuano a osservare la situazione sul campo e hanno messo in guardia contro un ulteriore inasprimento della situazione, anche contro il territorio dell’Armenia. “L’obiettivo comune dell’UE resta l’instaurazione di una pace stabile tra Armenia e Azerbaigian“.
Il portavoce del ministero degli Esteri azerbaigiano Aykhan Hajizade ha accusato il capo della diplomazia dell’UE, Josep Borrell, di “una posizione evidentemente parziale” nei confronti dell’Azerbaigian.

(5) BAYRAMOV: CONDIZIONI PER UN ACCORDO – Il ministro degli Esteri dell’Azerbaigian, Bayramov, sostiene che che “si sono create le condizioni” per un accordo su un trattato di pace. Bayramov ha anche dichiarato che Baku è favorevole all’avvio dei negoziati sulla delimitazione del confine tra l’Azerbaigian e l’Armenia, che è considerata una delle direzioni della soluzione.

(5) DICHIARAZIONI LAVROV SU NEGOZIATI – A margine di un incontro con il collega azero Bayramov, il ministro degli Esteri della Russia Lavrov ha dichiarato che la piattaforma negoziale regionale “3+3” si sta già “prendendo corpo” e sta diventando sempre più promettente. “L’iniziativa del presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, la cosiddetta piattaforma regionale “3+3” di tre Paesi del Caucaso meridionale e dei loro tre vicini, sta già prendendo forma. È un formato potenziale. Sarò felice di sentire le vostre valutazioni sugli ulteriori passi in questa direzione“, ha detto Lavrov rivolgendosi a Bayramov. Su iniziativa del format a sei nel 2020 hanno parlato i presidenti di Azerbaigian e Turchia, Ilham Aliyev e Recep Tayyip Erdoğan, in seguito è stato chiamato “3+3”. La Russia e l’Iran hanno accolto con favore l’idea, anche l’Armenia ha aderito al formato. La Georgia ha annunciato che non intende partecipare all’iniziativa. 2021 il 10 dicembre si è tenuta a Mosca la prima sessione della piattaforma di consultazione regionale a livello dei viceministri degli Esteri di cinque Paesi, due mesi fa è stato organizzato un incontro a Teheran con i titolari dei dicasteri.

(5) AIUTI DAGLI USA – 60 membri della camera alta e bassa del Congresso degli Stati Uniti hanno chiesto ai leader del Congresso di inviare sostegno per la sicurezza in Armenia e fornire ulteriori aiuti alle persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh. I membri di entrambe le camere del Congresso chiedono 10 milioni di dollari in finanziamenti per la difesa per l’Armenia, oltre a mettere a disposizione dell’Armenia una parte del disegno di legge aggiuntivo per soddisfare le esigenze dei 120.000 armeni che sono stati sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh dopo l’attacco dell’Azerbaigian e la pulizia etnica a settembre dal Karabakh. “Ora che il dittatore dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha trasformato la regione usando la forza militare, temiamo che abbia trovato il coraggio di farlo di nuovo. Siamo particolarmente preoccupati che l’Azerbaigian continui la sua aggressione occupando il territorio sovrano dell’Armenia“, si legge tra l’altro nella lettera.

(5) VANDALISMI AZERI A SHUSHI – Per distruggere la traccia storica armena nei territori occupati dell’Artsakh, l’Azerbaigian ha distrutto due cimiteri storici a Shushi utilizzando attrezzature speciali tra il 5 ottobre e il 3 novembre 2023 secondo quanto documentato dalle immagini satellitari di “monumentowatch.org”. La distruzione dei cimiteri è stata documentata dal Caucasus Heritage Watch a seguito dei dati ottenuti attraverso il monitoraggio satellitare. “Gli azeri, utilizzando attrezzature pesanti, hanno aperto una strada attraverso il cimitero storico di Shushi (Fig. 1), noto come il cimitero vicino alle porte di Yerevan“, si legge nella nota diramata dall’organizzazione. Questo era un cimitero armeno-russo, situato vicino alla sesta guardia di frontiera zarista. Secondo le iscrizioni, le lapidi risalgono al periodo 1843-1915, le lapidi precedenti appartenevano a russi e portavano iscrizioni russe. Le singole lapidi erano capolavori di architettura e arte. Erano monumenti in più parti alti fino a 3 metri, che un tempo erano coronati da una croce alata. Il Caucasus Heritage Centre ha confermato anche la distruzione di un altro vecchio cimitero a Shushi, a seguito della quale sono state rimosse le lapidi illustrate semidemolite dalla popolazione azera di Shushi durante gli anni sovietici.

(4) COLPITO MORTALMENTE SOLDATO ARMENO – Oggi, intorno alle 14,35, il soldato delle forze armate armene Gerasim Avetiki Arakelyan è stato colpito a morte da un cecchino dell’esercito azerbaigiano al confine di stato tra Armenia e Azerbaigian in direzione di Bazhrun, regione di Vayots Dzor della Repubblica di Armenia. Il ministero degli Affari esteri dell’Armenia ha così commentato l’accaduto: “Con l’attuazione di tali provocazioni al confine e con il continuo rifiuto delle offerte di vari attori internazionali di continuare i negoziati, la parte azera sta cercando di ritardare il processo di pace e di portarlo ad un vicolo cieco. Condanniamo fermamente queste azioni della parte azera volte a provocare una nuova escalation, ritardare il processo di pace e portarlo ad un vicolo cieco“, si legge nella dichiarazione.

(4) NUOVI NATI – Durante la settimana precedente, 54 bambini sono nati a Yerevan da famiglie di armeni sfollati con la forza dall’Artsakh (Nagorno Karabakh). Lo è stato riferito oggi durante la riunione del municipio di Yerevan. Questi neonati sono 29 maschi e 25 femmine.

(4) TRATTIVE DI PACE – L’Azerbaigian non ha ancora risposto alle ultime proposte dell’Armenia su un trattato di pace, ha detto lunedì ai giornalisti il ​​vice ministro degli Esteri Mnatsakan Safaryan. “Faremo un annuncio quando riceveremo una risposta”, ha detto Safaryan. Il 21 novembre l’Armenia ha trasmesso all’Azerbaigian le sue ultime proposte per la firma di un trattato di pace.

(4) ALTRO PROCESSO A BAKU CONTRO UN ARMENO – Oggi si è tenuta presso il tribunale azerbaigiano la prima udienza del caso contro il riservista armeno Gagik Voskanyan, catturato dall’Azerbaigian il 16 agosto scorso. Per Baku si è trattato di un tentativo (isolato…) di infiltrazione mentre Yerevan assume che il soldato si è allontanato volontariamente dalla sua postazione difensiva ed è finito in territorio nemico. Secondo l’agenzia azera APA, nel questionario personale di Gagik Voskanyan risulta che è nato nel 1983 a Yerevan, non è sposato, ha un’istruzione secondaria ed è registrato nel 17° distretto di Davtashen, Yerevan. La prossima sessione si terrà l’11 dicembre.

(3) FORNITURE MILITARI DALLA FRANCIA – Dall’analisi di un rapporto redatto a margine della legge di bilnacio dal Senato francese si evince che Parigi, come già anticipato tempo fa, ha in programma di fornire all’Armenia altri 26 veicoli corazzati “Bastion” che si aggiungono ai 24 già inviati. Secondo il rapporto, l’Armenia ha recentemente firmato un ordine per tre stazioni radar GM200 da Thales e sono in corso discussioni sulla fornitura dei sistemi missilistici antiaerei MISTRAL 3.Gli accordi sulla fornitura di armi sono stati raggiunti a Parigi nell’ottobre 2023 durante l’incontro tra il capo del dipartimento militare francese, Sebastien Lecorne, e il ministro della Difesa armeno, Suren Papikyan.

(1) PATRIMONIO ARMENO – L’ambasciata dell’Armenia in Svizzera, che è anche la missione permanente dell’Armenia presso l’ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, ha pubblicato il rapporto del relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti culturali sullo stato dei luoghi culturali e religiosi significativi nel Nagorno-Karabakh, ha informato First Channel News di Armenia. Nella comunicazione indirizzata all’Azerbaigian, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti culturali ha espresso preoccupazione per “il modello in corso di distruzione e appropriazione di siti e oggetti armeni storicamente, culturalmente e religiosamente significativi, di reinterpretazione organizzata della storia del Nagorno-Karabakh per cancellare le tracce del presenza di armeni e di narrativa discriminatoria e di molestie nei confronti degli armeni nella regione, in violazione degli standard internazionali sui diritti umani e del diritto internazionale umanitario”.

(1) ATTACCO AZERO DI SETTEMBRE – Il ministro degli Esteri azerbaigiano Jeyhun Bayramov ha rilasciato una serie di dichiarazioni sconcertanti durante il suo incontro con il segretario generale dell’OSCE Helga Schmid a Skopje, la capitale della Macedonia del Nord. Bayramov ha attribuito la responsabilità dell’emigrazione dell’intera popolazione armena dal Nagorno Karabakh alle autorità dell’Armenia e del Nagorno Karabakh, riferiscono i media azeri. “L’Armenia e il regime separatista [del Nagorno Karabakh] sotto il suo controllo sono responsabili della partenza dei residenti armeni dall’Azerbaigian“, ha detto il ministro di quest’ultimo. Ma non viene menzionato il modo in cui la parte armena avrebbe tale responsabilità. Inoltre, il ministro azerbaigiano ha osservato che “la parte opposta [vale a dire l’Armenia] è stata informata, entro 24 ore, delle misure antiterrorismo attuate dal nostro paese nel settembre di quest’anno a causa del fallimento dell’Armenia nel ritirare le sue forze armate dai territori dell’Azerbaigian, contrariamente agli impegni assunti dall’Armenia”. Bayramov, riferendosi ai “rappresentanti delle organizzazioni internazionali”, ha assicurato che “in questo processo non è stata usata violenza contro i civili“. Probabilmente, secondo la sua logica, “la parte armena è responsabile” anche degli omicidi e delle sparizioni di civili armeni, tra cui donne e bambini.

(30) GRUPPO DI LAVORO SU ARTSAKH – Eric Beglaryan, presidente della Camera degli avvocati della Repubblica d’Armenia, ha informato che con il sostegno della Camera degli avvocati della Repubblica dell’Artsakh, della Camera degli avvocati della Repubblica di Armenia e dell’Accademia degli avvocati della Repubblica di Armenia, è stato formato un gruppo di lavoro per discutere le questioni di interesse per gli armeni dell’Artsakh con il compito di studiare i problemi e fornire possibili soluzioni legali. Il gruppo comprenderà specialisti provenienti da diversi settori dell’Artsakh, RA, nonché dal campo del diritto internazionale.

(30) PRIGIONIERI – Secondo i dati ufficiali, in Azerbaigian sono attualmente detenuti 55 prigionieri armeni. Di questi 41 sono milutari, 8 sono politici e 6 sono civili. Ci sarebbero però altri 80 prigionieri armeni nelle carceri azere non confermati che farebbe salire il numero totale a 135. Lo ha dichiarato la specialista di diritto internazionale Siranush Sahakyan (nonchè rappresentante degli interessi dei prigionieri di guerra armeni presso la CEDU) che sta seguendo la vicenda dei prigionieri armeni. La stessa ha inoltre dichiarato che l’Azerbaigian non è pronto a scambiare due azeri condannati in Armenia con prigionieri armeni secondo il principio del “tutto per tutti”. Il primo ministro Nikol Pashinyan, rispondendo in diretta alle domande dei cittadini, aveva detto che Yerevan è pronta a scambiare gli azeri condannati in Armenia con prigionieri armeni. “Questo approccio non è accettabile per l’Azerbaigian. Se l’Azerbaigian avesse voluto sostituire 2 militari azeri con 55 persone o almeno 10 prigionieri di guerra, vi assicuro che l’accordo sarebbe stato concluso“, ha affermato la Sahakyan secondo la quale l’Azerbaigian accetterà eventualmente di scambiare 2 militari con 2 prigionieri di guerra armeni trattenendo gli altri per poter esercitare pressioni politiche sull’Armenia.

(30) MIRZOYAN INCONTRA SEGRETARIO NATO – Nell’ambito del 30° Forum ministeriale dell’OSCE a Skopje, il ministro degli Esteri dell’Armenia, Ararat Mirzoyan, ha avuto un incontro con il segretario generale della NATO e rappresentante speciale per il Caucaso e l’Asia centrale, Xavier Colomina Piris. Durante l’incontro sono state discusse le questioni relative alla sicurezza nel Caucaso meridionale.

(30) INCONTRO MIRZOYAN E LAVROV – I ministri degli Esteri di Armenia (Mirzoyan) e Russia (Lavrov) si sono incontrati nell’ambito della conferenza ministeriale degli Stati membri dell’OSCE a Skopje. Durante l’incontro sono state discusse le questioni attuali dell’agenda bilaterale, nonché come cooperazione su piattaforme internazionali e nel quadro delle associazioni generali di integrazione. Il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha rilasciato una nota nella quale si dice che “la parte russa ha confermato la sua disponibilità a contribuire alla normalizzazione delle relazioni armeno-azerbaigian sulla base dell’accordo 2020-2022 tra i leader di Russia, Azerbaigian e Armenia. su una serie di accordi tripartiti previsti, inclusa la firma di un trattato di pace tra Yerevan e Baku“.

(30) TRATTATIVE CON GLI AZERI – Al momento il presidente dell’Artsakh, Samvel Shahramanyan, non sta conducendo alcuna trattativa con la controparte azera come invece dichiarato dall’ex ministro della Difesa Samvel Babayan. Lo ha afferamto il consigliere del presidente dell’Artsakh, Vladimir Grigoryan, in una conversazione con la stampa nel corso della quale ha sottolineato che non vi è nulla da nascondere e che se ci fosse una trattativa, lo staff del presidente dell’Artsakh rilascerebbe una dichiarazione corrispondente.

(30) DEMARCAZIONE CONFINE – Al confine tra Armenia e Azerbaigian (Ijevan e Qazax) ha avuto luogo una riunione della Commissione per la demarcazione del confine tra i due Stati. Le delegazioni sono state guidate dai rispettivi vice primi ministri. Nella stessa zona si è svolta l’ultima riunione delle commissioni, il 12 luglio. Inoltre, queste commissioni guidate dai vice primi ministri Mher Grigoryan e Shahin Mustafaev hanno tenuto altri tre incontri: il primo nel maggio 2022 in direzione dell’insediamento di Yeraskh al confine del Nakhichevan, il successivo a Mosca nell’agosto 2022 e a Bruxelles nel Novembre

(29) ANNUNCIATO INCONTRO VICE PRIMI MINISTRI – I vice primi ministri di Armenia e Azerbaigian Mher Grigoryan e Shahin Mustafaev si incontreranno domani, 30 novembre. L’incontro si svolgerà nelle sezioni Ijevan (ARM) e Qazax (AZE) del confine armeno-azerbaigiano come parte dei lavori delle commissioni statali sulle questioni relative alla demarcazione dei confini.

(28) NEGOZIATI DI PACE – L’accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian potrà essere concluso entro i prossimi 15 giorni, se Baku mostrerà la volontà politica. Lo sostiene il portavoce della dell’Assemblea nazionale dell’Armenia, Alen Simonyan2, in una conversazione con i giornalisti. “Se lo si desidera, oggi è il 28 novembre, è possibile concludere l’accordo di pace entro i prossimi 15 giorni, se il governo dell’Azerbaigian mostrerà davvero la volontà politica. Si può dire che abbiamo raggiunto un accordo su quasi tutte le questioni fondamentali. Non voglio aggiungere ulteriori dettagli e quindi danneggiare il processo” ha dichiarato.

(28) STATI UNITI E TURCHIA – Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Turchia di smettere di sostenere l’Azerbaigian nella questione del Karabakh. Lo ha affermato Omer Celik, portavoce del Partito turco per la giustizia e lo sviluppo. Secondo i mass media azeri, Celik, in particolare, ha affermato: “Chiunque ricatti la Turchia in materia di sicurezza, a noi non importa. La Turchia non sarà ricattata. Ogni volta inventano scuse sui caccia F-16, F-35. Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Turchia di smettere di sostenere l’Azerbaigian nella questione del Karabakh. Quando l’Azerbaigian ha “liberato” il Karabakh, hanno ricattato la Turchia, chiarendo che il sostegno dell’Azerbaigian sarebbe stato un ostacolo all’invio dei suddetti aerei militari” ha detto.

(28) STATI UNITI E AZERBAIGIAN – “Vediamo una reale possibilità di raggiungere la pace tra Armenia e Azerbaigian!” ha dichiarato James O’Brien, sottosegretario di Stato per gli affari europei ed eurasiatici, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Vediamo in ciò una reale opportunità a beneficio dell’intera regione. Ad esempio, se il commercio potesse passare dall’Asia centrale attraverso il territorio dell’Azerbaigian e dell’Armenia fino alla Turchia, ciò rappresenterebbe uno stimolo significativo per tutti i paesi che si trovano su quella rotta commerciale. E accogliamo con favore l’opportunità di farne parte. Inoltre, se si decidesse di raggiungere questo obiettivo con mezzi non pacifici, allora dovremo utilizzare tutti gli strumenti possibili per impedire la creazione di tale rotta commerciale” ha dichiarato O’Brien suscitando l’irritazione delle autorità azere.

(28) COLLOQUI BLINKEN – Il segretario di Stato americano Anthony Blinken ha discusso della possibilità di concludere un trattato di pace tra i due paesi con il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e il primo ministro armeno Nikol Pashinyan. Lo afferma nelle dichiarazioni rilasciate dal capo del servizio stampa del Dipartimento di Stato, Matthew Miller.Secondo una delle dichiarazioni, Blinken “ha ringraziato il presidente Aliyev per il suo impegno per un accordo di pace forte e rappresentativo tra Azerbaigian e Armenia”. Il Segretario di Stato americano ha affermato che “il protrarsi del conflitto ha causato sofferenze sia all’Azerbaigian che all’Armenia”, e ha anche osservato che l’accordo di pace “è vantaggioso per tutti nella regione”. Inoltre, Blinken ha discusso con Aliyev delle relazioni bilaterali tra gli Stati Uniti e l’Azerbaigian, “ha preso atto delle ultime preoccupazioni” e ha fatto riferimento anche alle “possibilità di rafforzare la cooperazione”.
In un’altra dichiarazione, il capo del servizio stampa della politica estera degli Stati Uniti ha osservato che Blinken “ha discusso del sostegno degli Stati Uniti” nella sua conversazione con Pashinyan agli sforzi per raggiungere un accordo di pace. Allo stesso tempo, il Segretario di Stato ha annunciato “il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Armenia” e ha notato “gli sforzi per aumentare la cooperazione bilaterale con l’Armenia”.

(27) INSEGNANTI SCUOLA – Solo il 10% degli insegnanti del Nagorno Karabakh ha fatto domanda per il programma del governo dell’Armenia per lavorare nelle scuole. A seguito dei tragici eventi di settembre, anche un numero significativo di insegnanti è stato sfollato dal Nagorno Karabakh in Armenia; il problema riguardante gli studenti è stato complessivamente risolto (16.900 studenti sfollati dal Nagorno Karabakh studiano negli istituti scolastici pubblici), ma la questione degli insegnanti senza cattedra rimane seria.

(27) CSTO – L’Armenia è stata e rimane un alleato dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva. Lo dichiara alla stampa il segretario generale della CSTO, Imanghali Tasmaghambetov. “Secondo me è inutile trarre conclusioni drastiche da questa situazione, l’Armenia era e rimane nostra alleata. Questo dice tutto, penso. Per quanto è a conoscenza del segretariato della CSTO, i motivi dell’assenza della delegazione armena erano di natura tecnica. In ogni caso, questa è la decisione di uno Stato indipendente e sovrano, che non può essere influenzato da nessun altro Stato o organizzazione. La CSTO rispetta la decisione della Repubblica d’Armenia come membro a pieno titolo dell’organizzazione”, ha affermato. Ieri il rappresentante del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che la Federazione Russa spera che dopo qualche tempo l’Armenia riprenda la piena partecipazione all’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO).

(27) KHACHATRYAN IN APPELLO – È stato presentato ricorso contro la decisione della corte nel procedimento penale a carico Vagif Khachatryan, residente nell’Artsakh, accusato di “partecipazione al genocidio come parte delle forze armate armene illegali” nel villaggio di Meshali, nella regione di Ivanyan, nell’Artsakh oggi occupato. Lo riferisce il suo avvocato Radmila Abilova.”Ho visto Khachatryan il 24 novembre, non ha problemi di salute, gli ho spiegato tutti i suoi diritti”, ha detto Abilova. Ricordiamo che Khachatryan è stato condannato a 15 anni di carcere dal verdetto del tribunale militare di Baku. Dovrà trascorrere i primi 5 anni in prigione e il resto in una colonia di massima sicurezza.

(26) PROTEZIONE MONUMENTI – Il Ministero dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport della epubblica di Armenia, insieme ai partner sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh, ha compilato un elenco in inglese dei monumenti più importanti da presentare ai partner internazionali.

(25) ASSEMBLEA NAZIONALE ARTSAKH – I parlamentari che si sono trasferiti dall’Artsakh in Armenia a causa dell’aggressione scatenata dall’Azerbaigian intendono convocare una sessione straordinaria dell’Assemblea nazionale la prossima settimana. L’ordine del giorno della riunione e il giorno esatto in cui si terrà non sono ancora stati determinati. Sono in corso discussioni su questo argomento. Tutte le fazioni dell’Artsakh hanno fornito il consenso preliminare per partecipare alla sessione.

(25) MISSIONE UE IN ARMENIA – Dal 27 al 29 novembre arriveranno in Armenia la delegazione del Servizio europeo per l’azione esterna e i rappresentanti della Commissione europea. Durante la visita, le relazioni UE-Armenia saranno discusse in varie dimensioni, con l’obiettivo di considerare le possibili direzioni di approfondimento e rafforzamento delle relazioni UE-Armenia, nonché il modo in cui l’Armenia può sfruttare tutto il potenziale dell’accordo globale UE-Armenia e Accordo di partenariato esteso. Nell’ambito della visita, rappresentanti della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), della Banca europea per gli investimenti (BEI) e di Frontex, l’agenzia per la sicurezza delle frontiere esterne dell’Unione europea, si uniranno ai rappresentanti del Servizio per l’azione esterna dell’UE e della Commissione europea. La delegazione in arrivo incontrerà i rappresentanti di alto rango del governo della Repubblica d’Armenia, nonché i rappresentanti delle Nazioni Unite e delle organizzazioni della società civile. In concomitanza con la visita verrà annunciato il lancio della piattaforma di coordinamento degli investimenti tra l’Unione Europea e la Repubblica d’Armenia.

(24) AIUTI DALLA GERMANIA – La Germania ha annunciato 92 milioni di dollari di aiuti all’Armenia perchè il fatturato commerciale fra i due Paesi è triplicato negli ultimi tre anni. Gli aiuti si concentreranno sul rafforzamento dell’indipendenza energetica.

(24) DIRITTI DI PROPRIETA’ DEGLI ARMENI DELL’ARTSAKH – L’Armenia sta preparando un addendum alla quarta denuncia interstatale contro l’Azerbaigian presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulla questione del ripristino dei diritti di proprietà delle persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh. Lo ha riferito Hasmik Samvelyan, portavoce del rappresentante dell’Ufficio per gli affari giuridici internazionali dell’Armenia, precisando che la causa sarà depositata nei prossimi mesi, ma senza specificare una data precisa.
Da segnalare che Siranush Sahakyan, specialista in diritto internazionale, ha oggi dichiarato alla stampa armena che i diritti di beni immobili lasciati in Artsakh non saranno persi anche se i proprietari si registreranno a un diverso indirizzo in Armenia.

(24) INDAGINI SU GUERRA DEI 44 GIORNI – Presso l’Assemblea nazionale dell’Armenia si è svolta una sessione a porte chiuse della Commissione investigativa sulla guerra del 44 giorni del 2020. A tale udienza ha partecipato l’attuale presidente della repubblica dell’Artsakh, Samvel Shahramanyan, che all’epoca era ministro del patriottismo militare, della gioventù, dello sport e del turismo dell’Artsakh. Il presidente della Commissione, Andranik Kocharyan, aveva precedentemente dichiarato di avere ancora un mese fino alla scadenza dei suoi poteri e che intendeva invitare Samvel Shahramanian a rispondere alle domande. Il 16 novembre si è saputo che Shahramanyan aveva accettato l’offerta di Kocharyan di presentarsi al comitato investigativo dell’Assemblea e testimoniare al riguardo.

(23) RIUNIONE CSTO – A Minsk si è tenuto un incontro dei capi dei paesi CSTO. La parte armena non partecipa al vertice. All’inizio dei colloqui il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha notato che si è discusso della situazione nel Caucaso. Il ministro degli Esteri bielorusso ha annunciato che dopo il vertice il segretario generale della CSTO si recherà a Yerevan per trasmettere le decisioni adottate ai partner armeni e il portavoce del Ministero degli Esteri armeno ha informato che Erevan esaminerà la questione dell’adesione dell’Armenia ai documenti adottati nella sessione della CSTO.

(23) CASE IN ARTSAKH – Gli appartamenti e i monumenti culturali nel Nagorno Karabakh sono tutti protetti dalle forze speciali azere e le case sono sigillate e non entra nessuno secondo quanto riferisce Farid Shafiyev, presidente del Centro di analisi delle relazioni internazionali (Centro AIR) dell’Azerbaigian. “C’è una certa parte nella decisione della Corte internazionale di giustizia su questo tema. Questa è responsabilità dell’Azerbaigian. Dopodiché, è difficile dire come si svolgeranno fisicamente i processi. Lo capisco, come il governo di L’Azerbaigian ha già annunciato, annunceremo anche che a coloro [cioè agli armeni che hanno lasciato il Nagorno-Karabakh] che lo desiderano verrà dato tempo, in altre parole, ritorneranno coloro che vogliono ritornare completamente, o coloro che vogliono venire a prendere le loro cose, molto probabilmente verranno create le condizioni. In altre parole, l’Azerbaigian attuerà la decisione della corte, su questo il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica dell’Azerbaigian ha già rilasciato una dichiarazione“, ha detto Shafiyev.

(23) EMIGRAZIONE DALL’ARMENIA – Secondo il premier Pashinyan la situazione degli sfollati dell’Artsakh in Armenia si è stabilizzata ed è cessato il flusso iniziale di emigrazione verso l’estero legato presumibilmente alla presenza di parenti degli sfollati in altri Stati.

(22) DICHIARAZIONE RUSSA – La rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha risposto alla dichiarazione di ieri del presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, secondo cui “la Francia sta preparando il terreno per scatenare nuove guerre nella nostra regione”. “Sapete, non siamo affatto sorpresi da una valutazione così netta da parte di Baku delle azioni della Francia. Pensiamo che sia a Baku che in molti altri posti fosse già stanco dell’appiccicosità di Parigi, che sta facendo tentativi infruttuosi di ripristinare il suo nome politico nel Caucaso meridionale“, ha detto Zakharova. “Purtroppo permangono i rischi di una ripetizione (delle operazioni militari, ndr) nel Caucaso meridionale. A questo proposito, la Russia lavora costantemente per trasformare la regione in una zona di stabilità, prosperità e sviluppo basata sugli interessi di tutti i paesi della regione e dei paesi vicini”, ha continuato il rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo sottolineando che gli obiettivi dei mediatori occidentali, in particolare della Francia, sono completamente diversi nel processo di risoluzione armeno-azerbaigiana e vogliono trasformare il Caucaso meridionale in una zona di confronto geopolitico.

(22) ARRESTATI GIORNALISTI A BAKU – Le autorità azere hanno perquisito la redazione della rivista investigativa AbzasMedia e ne hanno arrestato i due dirigenti. La testata aveva scritto della corruzione tra i funzionari, compresi quelli vicini al presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev. Le autorità hanno accusato Hasanli e Vagiggez di contrabbando di denaro. Rischiano fino a 12 anni di carcere.I giornalisti non hanno ammesso la loro colpevolezza e AbzasMedia ritiene che la vera ragione dell’arresto dei capi della testata siano le indagini sulla corruzione da loro condotte. Il Comitato internazionale per la protezione dei giornalisti e l’organizzazione per i diritti umani Amnesty International sono dello stesso parere e chiedono il rilascio dei giornalisti.

(21) BILANCIO AGGRESSIONE AZERA – Secondo l’ex Ministro di Stato, Artak Beglaryan, l’aggressione azera del 19 settembre ha provocato 230 vittime di cui almeno 19 civile (con 6 bambini). La successiva esplosione al deposito di carubrante è costata la vita a 220 persone. Risultano ancora molti dispersi: 42 (12 civili) per l’attacco azero e circa 50 per l’incidente al deposito.

(21) NAZIONI UNITE – I problemi degli sfollati dell’Artsakh sono stati presentati dal vice ministro della Giustizia dell’Armenia, Karen Karapetyan, a Fabian Salvioli, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla promozione della verità, giustizia, riparazione e garanzie di non ripetizione, e a Brenda Vukovich, responsabile dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Nel corso dell’incontro è stato anche fatto riferimento anche all’adempimento degli obblighi internazionali assunti dall’Armenia, compreso il processo di esecuzione delle sentenze emesse contro l’Armenia dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

(21) NUOVI NATI – Oggi, nel Centro medico di Sevan (regione di Gegharkunik) è nato il sesto bambino originario dell’Artsakh. La piccola Ester, i cui genitori sono di Stepanakert, pesa 2,9 kg ed è alta 53 cm.

(21) NEGOZIATI – L’Azerbaigian è pronto per negoziati diretti con l’Armenia su base bilaterale per la rapida conclusione del trattato di pace. Lo ha annunciato il Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian. “Questa stagnazione nei negoziati di pace non contribuisce alla stabilità e alla prosperità della regione. Crediamo che i due paesi debbano decidere congiuntamente le loro future relazioni. L’Azerbaigian ha invitato l’Armenia ad un incontro al confine di stato, dove si discuterà del processo di pace“, si legge in una nota ufficiale.

(20) STABILE IL MILITARE FERITO – Il soldato armeno ferito il 18 novembre, intorno alle 09:50, da un colpo sparato dalle postazioni azere è stato sottoposto a intervento chirurgico. Le sue condizioni sono valutate stabili ed è sotto la supervisione del personale medico dell’ospedale.

(20) DICHIARAZIONI KLAAR – Il rappresentante speciale dell’Unione europea per la crisi nel Caucaso meridionale e in Georgia, Toivo Klaar, ha rilasciato un’intervista ad ‘Armenpress’ nel corso della quale ha sostenuto che la possibilità di ritorno dei residenti in Nagorno Karabakh sia una cosa molto importante, che prima di tutto dovrebbe essere garantito il loro diritto al ritorno e in secondo luogo, che vengano create le condizioni che forniscano un sufficiente senso di sicurezza e protezione. “Penso che sia importante che da un lato si abbia un contratto, che si abbia un testo che può essere o meno molto esaustivo nella sua formulazione. Tutto dipende da come Armenia e Azerbaigian decideranno e formuleranno il testo dell’accordo. Altrettanto importante è l’attuazione dell’accordo di pace finale, l’adempimento delle condizioni che ne seguiranno. E qui, ovviamente, dovremmo parlare dell’apertura delle comunicazioni, parlare della delimitazione del confine. Per me è molto importante anche garantire la distanza tra le forze lungo il confine, il vero senso di sicurezza che verrà dato ai residenti lungo il confine, ma anche su scala più ampia” ha tra l’altro dichiarato Klaar.
Ha inoltre sottolineato come qualsiasi strada o ferrovia che attraversi l’Armenia debba essere controllata dall’Armenia stessa e ha espresso pieno apprezzamento per il progetto “Crocevia della pace” proposto dalla leadership armena.

(19) UNESCO – L’UNESCO ha chiesto all’Azerbaigian di visitare l’Artsakh: Baku aveva proposto di far effettuare una missione partendo da Aghdam ma l’organizzazione internazionale ha rifiutato. Vuole solo visitare Stepanakert e dintorni e verificare la situazione del patrimonio culturale nella regione ora occupata dagli azeri.

(19) ARMI DALL’INDIA – Bharat Forge, uno dei principali produttori indiani di difesa, conferma la fornitura di obici semoventi all’avanguardia MArG 155 all’Armenia. Rafforzando la partnership strategica tra le nazioni, l’India emerge come un fornitore chiave di attrezzature per la difesa dell’Armenia. Ciò segna una pietra miliare nell’esportazione dell’India di tecnologia di difesa locale. Il MArG 155mm / 39 cal – BR, con mobilità e precisione eccezionali, rappresenta un salto di qualità nei sistemi di artiglieria.Questo recente acquisto si aggiunge a una serie di acquisti effettuati dall’Armenia dall’India a partire dal 2022, che includono il sistema missilistico terra-aria Akash di Bharat Dynamics Limited, obici ATAGS trainati da 155 mm, sistemi Zen Anti-Drone, granate da 30 mm e 40 mm, Proiettili calibro 7,62 mm, lanciarazzi multi-canna PINAKA, munizioni anticarro e munizioni.

(18) VIOLAZIONI AZERE – Oggi, intorno alle 09:50 (ora locale), un soldato dell’unità militare N del Ministero della Difesa della Repubblica di Armenia, E. H. ha ricevuto una ferita da arma da fuoco in seguito al colpo sparato dalle forze armate azere contro le postazioni difensive armen vicino a Paruyr Sevak (confine Armenia-Nakhijevan). Le condizioni di salute del militare sono valutate moderate, senza pericolo di vita al momento.

(18) ARMENIA SU PRONUNCIA CORTE INTERNAZIONALE – Il ministero degli AA.EE dell’Armenia ha accolto con favore la pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia contro l’Azerbaigian.”La decisione della corte è significativa, perché nella storia della corte, un tale numero di misure temporanee non è mai stato applicato a nessun altro stato nell’ambito di un unico procedimento giudiziario. Ciò è indice dell’esistenza di una continua minaccia di danno irreparabile ai diritti degli armeni nel quadro della Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, dovuto al comportamento adottato dall’Azerbaigian” si legge tra l’altro in una nota rilasciata dal ministero.

(18) CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA – La Corte internazionale di giustizia ha obbligato l’Azerbaigian a garantire il ritorno sicuro, senza ostacoli e rapido delle persone che hanno lasciato il Nagorno Karabakh dopo il 19 settembre 2023 e che desiderano tornare nel Nagorno Karabakh. L’Azerbaigian è obbligato a garantire che le persone rimaste nel Nagorno Karabakh dopo il 19 settembre 2023 e che desiderano partire possano farlo in modo sicuro, senza ostacoli e rapido. La Corte ha incaricato l’Azerbaigian di garantire che le persone rimaste nel Nagorno Karabakh dopo il 19 settembre 2023 o ritornate nel Nagorno Karabakh e che desiderano restare siano libere dall’uso della forza o dall’intimidazione. Secondo la decisione, la Repubblica dell’Azerbaigian, in conformità con i suoi obblighi ai sensi della Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, proteggerà e conserverà i documenti e i registri di registrazione, identità e proprietà privata, accettandoli come base in la sua pratica amministrativa e legislativa.

(17) SENATO USA – Il Senato degli Stati Uniti ha approvato il disegno di legge S. 3000 “Armenia Protection Act del 2023” che è ora in attesa dell’approvazione della Camera. Questo disegno di legge revoca il diritto del Presidente degli Stati Uniti di sospendere la Sezione 907 del Freedom Support Act, che a sua volta proibirà gli aiuti militari all’Azerbaigian per un periodo di due anni. Il disegno di legge, tra le altre cose, consente di fornire all’Armenia finanziamenti militari esterni, comporta lo sviluppo di una strategia di sicurezza per la popolazione del Nagorno-Karabakh / Artskah e introduce sanzioni contro Baku “per le azioni del regime di Aliyev verso gli armeni.”

(16) ARMI DA INDIA – L’India fornirà all’Armenia 150.000 pezzi di granate da 30 e 40 mm. di produzione della Munitions India Ltd. Tale compagnia aveva già fornito cinque milioni di proiettili calibro 7,62.

(16) ISTITUZIONI ARTSAKH – Secondo il presidente dell’Assemblea nazionale dell’Armenia, Alen Simonyan, “preservare le istituzioni dell’Artsakh costituisce una diretta minaccia alla sicurezza dell’Armenia”. Secondo il parlamentare i problemi degli armeni del Nagorno Karabakh dovrebbero essere risolti dalla leadership dell’Armenia.

(16) VERTICE SALTATO – L’Azerbaigian si rifiuta di partecipare al meeting del 20 novembre a Washington tra ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian. Gli azeri non hanno gradito le dichiarazioni dell’Assistente del Segretario di Stato USA per gli affari euroasiatici O’ Brien che ha affermato che non è prevista al momento alcuna modifica alla norma che vieta la vendita di armi a Baku.

(15) CONSIGLIO MONDIALE DELLE CHIESE – Dall’8 al 14 novembre si è tenuta ad Abuja (Nigeria) la riunione del comitato esecutivo del Consiglio ecumenico delle chiese (WCC). Il WCC (Consiglio mondiale delle chiese) chiede una risposta internazionale ai bisogni dei rifugiati del Nagorno Karabakh. Il popolo e le chiese armeni hanno urgentemente bisogno di “una generosa risposta internazionale ai bisogni umanitari dei rifugiati fuggiti dal Nagorno Karabakh, in particolare delle donne vulnerabili, dei bambini, degli anziani e delle persone con disabilità e di coloro che non hanno altri mezzi di sostegno“. Lo ha dichiarato il comitato esecutivo del Consiglio ecumenico delle chiese il 13 novembre durante il suo incontro ad Abuja, in Nigeria. L’organo di governo ha rilasciato una dichiarazione dopo aver esaminato il rapporto di una visita della delegazione del WCC in Armenia dal 18 al 22 settembre. La dichiarazione “esprime profonda solidarietà al popolo e alle chiese armeni, e in particolare a tutti coloro che sono fuggiti dalla loro antica patria nel Nagorno Karabakh, in seguito agli eventi traumatici del 19-20 settembre 2023“. Il WCC esprime anche profondo rammarico per il fatto che “negli anni successivi alla guerra del Nagorno Karabakh del 1992-1994, non è stato possibile trovare modi per garantire una pace sostenibile tra i popoli della regione”.

(14) BATTESIMI – Più di 140 armeni sfollati dall’Artsakh sono stati oggi battezzati in varie chiese di Masis (regione di Ararat, Armenia.

(13) ARMENIA E CSTO – Il premier armeno Pashinyan ha avuto una conversazione telefonica con il presidente bielorusso Lukashenko nel corso della quale gli ha comunicato che l’Armenia non parteciperà al prossimo vertice CSTO in programma a Minsk.

(13) ARMAMENTI DALLA FRANCIA – 20 veicoli blindati Bastion di fabbricazione francese sono stati sbarcati al porto georgiano di Poti per essere poi trasferiti in Armenia. Proteste azere.

(13) NUOVE ARMI ALL’AZERBAIGIAN– L’Azerbaigian ha concluso l’acquisto di sistemi di difesa aerei israeliani Barak MX per un valore di 1,2 miliardi di dollari.


(12) APPELLO SINDACO DI PARIGI – Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha pubblicamente chiesto il rilascio dei 55 prigionieri armeni dell’Artsakh detenuti in Azerbaigian.

(9) INCONTRO PRESIDENTE – Il presidente della repubblica di Artsakh, Samvel Shahramanyan, ha incontrato oggi alcuni membri della organizzazione “Supporto per gli armeni dell’Artsakh”, NGO formata da sfollati.

(12 AMBASCIATORE IRAN – L’ambasciatore iraniano in Armenia, Mehdi Sobhani, ha sottolineato l’importanza di rispettare i diritti armeni in Artsakh. L’Azerbaigian ha bollato come “provocazioni” le parole del diplomatico.

(8) DICHIARAZIONE RUSSA – La soluzione tra Armenia e Azerbaigian sarà possibile solo quando le forze extraregionali smetteranno di interferire nel conflitto e i passi dell’Occidente non faranno altro che aggravare la situazion secondo quanto ha affermato il Segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Nikolai Patrushev, durante un incontro con i partner della CSI a Mosca. “Siamo interessati a stabilizzare la situazione nella regione del Caucaso meridionale, creando le condizioni per lo sviluppo della stabilità e rafforzando la fiducia reciproca e la cooperazione“, ha assicurato. A questo scopo, secondo Patrushev, la Russia sta costantemente adottando misure verso una regolamentazione globale delle relazioni armeno-azerbaigian, nell’interesse di concludere un trattato di pace tra questi paesi, delimitando i confini e aprendo le comunicazioni di trasporto.

“La pratica dimostra che ciò è possibile solo se non intervengono le potenze extraregionali. Le azioni dei paesi occidentali provocano il degrado della situazione nella regione e contribuiscono al mantenimento delle contraddizioni”, ha sottolineato.

(8) DIPARTIMENTO DI STATO USA – La pace tra Armenia e Azerbaigian rimane una priorità per gli Stati Uniti. Lo ha affermato Vedant Patel, il vice portavoce del Dipartimento di Stato americano, riferisce 1lurer.”Oltre a ciò che sta accadendo sulla scena internazionale, la pace tra questi due paesi rimane una priorità per noi, per il Segretario di Stato Blinken. Il Dipartimento di Stato continuerà ad occuparsi di questo problema”, ha affermato.

(8) ASSOLTO JALA HARUTYUNYAN – Il procedimento penale contro l’ex comandante dell’Esercito di difesa del Nagorno Karabakh, Jalal Harutyunyan si è concluso con un’assoluzione. L’accusa riguaradava l’episodio del contrattacco effettuato il 7 ottobre 2020 che costò la vita a molti soldati. Secondo il parere di 306 pagine della Commissione scientifica militare, 11 scienziati militari esperti hanno confermato all’unanimità che non c’era criminalità nel contrattacco di Harutyunyan, che ha agito in modo coscienzioso, vigile e competente durante il contrattacco. Peraltro, nonostante dal contenuto della suddetta perizia risulti che per le perdite causate dall’attacco del nemico alla divisione D-20 dell’unità militare Tsor in data 12 ottobre, la colpa di Harutyunyan sia apparentemente assente e la responsabilità di ciò sia interamente del comando della divisione D-20, la pubblica accusa penale a questo riguardo non è stata interrotta e su questo capo di imputazione il procedimento va avanti.

(7) CONDANNATO KHACHATRYAN – Vagif Khachatryan, l’armeno dell’Artsakh (Nagorno Karabakh), rapito dagli azeri mentre si stava recando in Armenia sotto protezione della Croce Rossa per sottoporsi a un intervento al cuore, è stato condannato dal tribunale penale di Baku. Accusato (falsamente) di aver partecipato ad attività durante la guerra degli anni Novanta, dovrà scontare 15 anni di galera. Uscirà dal carcere azero alla soglia degli 85 anni… Era accusato “di aver compiuto un genocidio”, di attività terroristica e possesso di armi: accuse farlocche, fossero state reali avrebbe avuto una pena ben più alta.
Gli standard legali internazionali e le garanzie relative ai diritti umani non sono stati rispettati in relazione a Vagif Khachatryan” ha dichiarato Anahi Manasyan, difensore diritti umani dell’Armenia che ha invitato le organizzazioni internazionali ad attivarsi per quanto del caso. Khachatryan si era dichiarato non colpevole e aveva chiesto alla corte l’assoluzione.

(7) ASSISTENZA SANITARIA – Più di 2.200 connazionali sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh sono stati visitati gratuitamente presso le cliniche mobili. Il Centro Nazionale per le Malattie Infettive del Ministero della Salute della RA, con il finanziamento dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ha condotto una ricerca tra gli sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh per circa un mese, dal 2 ottobre al 1 novembre. Più di 2200 cittadini dell’Artsakh sono stati visitati gratuitamente nelle cliniche diagnostiche mobili del Centro nazionale per le malattie infettive del Ministero della Salute donate dalla Federazione Russa. Nell’équipe di personale medico che ha visitato quasi tutte le regioni dell’Armenia hanno lavorato un terapista, un pediatra, uno psicologo e un neurologo. Gli esami ecografici e la fluorografia sono stati effettuati in cliniche mobili. I cittadini hanno ricevuto consulenza medica gratuita.

(7) AIUTI AGLI SFOLLATI – Inizia oggi il processo di accettazione delle domande online per il programma di assistenza sociale “40.000+10.000 AMD”, previsto per novembre e nei mesi successivi. Secondo il ministro Narek Mkrtchyan, 92.525 persone sono state mandate a pagare dal Ministero degli Interni, di cui 5.358 hanno ricevuto 10.000 dram e 87.167 hanno ricevuto 10.000+40.000 dram ciascuna. Per quanto riguarda il sostegno una tantum di 100.000 dram, i pagamenti principali sono stati effettuati e hanno ricevuto questo sostegno 104.200 persone. Oggi sono stati effettuati gli ultimi trasferimenti.

(7) CONFERENZA AL PARLAMENTO EUROPEO – Si tiene oggi, su iniziativa di un deputato cipriota e del gruppo “Europei per l’Artsakh”, una conferenza al parlamento europeo dal titolo “I diritti degli armeni dell’Artsakh e dell’Unione europea”. Lo scopo della conferenza è discutere le modalità per superare la situazione creatasi nel 2020, gli eventi accaduti in Artsakh dopo la guerra dal punto di vista del diritto internazionale, dei diritti umani in generale, nonché di riflettere sul comportamento politico della comunità internazionale, in particolare delle forze coinvolte nel processo di negoziazione del conflitto, prestando particolare attenzione attenzione al ruolo politico dell’UE.

(6) PROCESSO KHACHATRYAN – Un’altra udienza nel caso di Vagif Khachatryan, accusato di “genocidio” e rapito dal ponte Hakari alla fine di luglio si tiene oggi presso il tribunale di Baku. Secondo l’agenzia azera APA, “si prevede che l’indagine del tribunale finirà oggi, dopodiché il pubblico ministero chiederà la punizione per gli imputati”. L’ultima udienza del tribunale è stata rinviata per l’assenza di uno dei “testimoni”.

(6) PENSIONI E BENEFICI– Attesa la decisione del 26 ottobre del governo dell’Armenia di prendere in carico gli sfollati dell’Artsakh, per legge hanno diritto alla pensione e ai benefici coloro la cui posizione soddisfa i requisiti stabiliti dalla legislazione della Repubblica d’Armenia. In altre parole, indipendentemente dalle circostanze in cui hanno ricevuto una pensione o un beneficio in Nagorno Karabakh, le persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh acquisiranno il diritto a una pensione o un beneficio in Armenia secondo la procedura stabilita dalla legislazione della Repubblica dell’Armenia e a condizione che vi sia l’iscrizione all’indirizzo del luogo di residenza nella Repubblica di Armenia

(5) CITTADINANZA ARMENA – Dal 6 novembre, i nostri connazionali sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh, a cui è stato concesso lo status di rifugiato con protezione temporanea, potranno presentare le loro domande per la cittadinanza della Repubblica Armena a Yerevan e nei capoluoghi regionali presso tutti gli uffici del Servizio Migrazione e Cittadinanza.

(5) NEGOZIATI DI PACE – Il ministro degli Esteri azerbaigiano Jeyhun Bayramov, durante la conferenza stampa congiunta tenutasi dopo l’incontro con il ministro degli Esteri tedesco Annalena Berbock a Baku, ha dichiarato che il processo di normalizzazione delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian ha subito un rallentamento. “A causa dei passi non costruttivi e contraddittori dell’Armenia, il processo di risoluzione è rallentato“, ha affermato. Bayramov ha anche dichiarato che, nonostante ciò che ha detto, l’Azerbaigian ritiene necessario regolare i rapporti con l’Armenia. “I negoziati con l’Armenia continueranno quando Erevan accetterà le condizioni di Baku“, ha detto il ministro degli Esteri azerbaigiano.

(4) FORZA DI PACE – Le forze di pace russe hanno chiuso un altro posto di osservazione nel Nagorno-Karabakh, nella regione di Shushi. Secondo il bollettino pubblicato ieri sera dal Ministero della Difesa russo, dal 19 settembre sono stati chiusi 9 posti di osservazione e 16 posti di osservazione temporanei.”I lavori continuano con la partecipazione delle forze di pace russe per ripristinare la fornitura di elettricità“, si legge nel messaggio.Secondo il messaggio del Ministero della Difesa della Federazione Russa, la rotazione delle truppe di mantenimento della pace sta finendo, così come l’invio di armi ed equipaggiamento militare in Russia per le riparazioni programmate.

(4) DIOCESI DELL’ARTSAKH – La Sede Madre della chiesa apostolica armena ha deciso di preservare la diocesi di Artsakh. L’incontro del Consiglio Spirituale Supremo è stato presieduto da Karekin II, Catholicos di tutti gli Armeni.Il primo giorno dell’incontro, Artak Beglaryan, leader della diocesi dell’Artsakh ed ex ministro di Stato dell’Artsakh, ha presentato una relazione.Come ha affermato il leader della diocesi dell’Artsakh, il vescovo T. Vrtanes Abrahamian, lo scioglimento del filo dell’Artsakh non avverrà.”Sua Santità, con gioia di tutti noi, ha annunciato che la diocesi di Artsakh non verrà sciolta, ma verranno modificate alcune funzioni. Servirà al suo scopo. Ciò significherà che avremo nel cuore il sogno di tornare nuovamente nell’Artsakh”, ha affermato il leader della diocesi dell’Artsakh.

(3) PRIGIONIERO ARMENO – Madat Babayan, il 71enne armeno catturato dagli azeri durante l’attacco del 19 settembre è in carcere a Baku e gli è stata inflitta una temporanea pena di 4 mesi. è accusato di “terrorismo, acquisizione di armi illegali, organizzazione di gruppi armati” durante la guerra degli anni Novanta. Andrà a processo e sarà condannato.

(3) LEVON MNATSAKANYAN – Da molti giorni non si hanno più notizie del generale già ministro della Difesa della repubblica di Artsakh ed eroe nazionale. Mnatsakanyan fa parte del gruppo di autorità armene sequestrate dagli azeri e incarcerate in attesa di processi farsa alle quali verranno sottoposte dal regime di Aliyev. L’ultima volta che ha avuto contatti con la famiglia è stato un paio di settimane fa. Su alcuni canali Telegram si ipotizza la morte del generale per le percosse subite dagli aguzzini azeri.

(3) CURE MEDICHE – Un totale di 113 persone sfollate con la forza dall’Artsakh (Nagorno-Karabakh) in Armenia a seguito delle operazioni militari dell’Azerbaigian e dell’esplosione in Karabakh continuano a ricevere cure in vari centri medici in Armenia. Lo ha annunciato il viceministro della Sanità Artak Jumayan durante la conferenza stampa davanti al governo armeno. Ha aggiunto che 11 di loro sono in gravi condizioni, altri 3 sono in condizioni critiche, e altri 19 pazienti continuano il loro trattamento all’estero, e in tutti loro si osserva una dinamica positiva della loro condizione. Jumayan ha osservato che oltre 100 pazienti medici sfollati con la forza dal Karabakh all’Armenia sono stati dimessi dagli ospedali armeni nelle ultime settimane, ma continuano a essere sotto controllo medico e ambulatoriale.

(3) OCCUPAZIONE ARMENIA – Circa 200 chilometri quadrati dell’Armenia sono sotto il controllo dell’Azerbaigian. Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri Ararat Mirzoyan durante i dibattiti sul progetto di bilancio statale per il 2024 nel corso della riunione congiunta delle commissioni parlamentari permanenti dell’Assemblea nazionale armena.

(2) ALTRO CIVILE CATTURATO – Giunge oggi la notizia che un altro anziano civile armeno – l’ultra settantenne Madat Babayan – era stato catturato dagli azeri durante l’attacco del 19 settembre. È accusato di aver partecipato ad azioni terroristiche durante la guerra degli anni Novanta è in particolare al (controverso) massacro di Khojaly. Andrà ovviamente a “processo” e sarà ovviamente condannato.

(2) AIUTI DALLA GRECIA – La Grecia ha inviato aiuti umanitari all’Armenia per gli sfollati del Nagorno Karabakh. Ne ha parlato Evangelos Tournakis, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Grecia presso Yerevan. Ha informato che oggi la parte greca ha assegnato al governo armeno quattro tonnellate di carico umanitario. A Yerevan è arrivato anche un gruppo di persone particolarmente specializzate, composto da psicologi e assistenti sociali, che forniranno supporto psicologico agli sfollati del Nagorno Karabakh che hanno sofferto a causa della crisi umanitaria.  “La Grecia sta al fianco dell’Armenia, come dimostrato ancora una volta oggi. Approfittando di questa opportunità, vorrei anche dire che la Grecia sostiene fortemente l’integrità territoriale e la sovranità dell’Armenia“, ha affermato l’Ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Grecia in Armenia.  

(2) PRIGIONIERI ARMENI – Dopo le operazioni militari di settembre, è diventato chiaro che oltre alla leadership militare e politica dell’Artsakh, a Baku sono detenute anche altre persone militari e civili. Secondo il rapporto del comitato investigativo della RA, allo stato attuale delle indagini, ci sono dati sulla cattura di 16 persone: 6 militari e 10 civili. “La Repubblica dell’Azerbaigian ha confermato che sono in possesso solo di 9 delle 16 persone, e per quanto riguarda le altre si stanno intraprendendo le azioni appropriate“. Dopo il 19 settembre non ci sono stati contatti con Garegin Martirosyan, residente nel villaggio di Nerkin Sznek nell’Artsakh. I familiari hanno denunciato la scomparsa di quest’ultimo; Suo figlio, Karen, ha informato che suo padre lo aveva contattato dall’Azerbaigian il 9 ottobre e aveva detto che era in prigionia. Garegin non è solo lì, anche altre 3 persone dello stesso villaggio, Davit Allahverdyan, Gurgen Stepanyan e Melikset Pashayan, sono detenute nelle carceri di Baku.

(1) GEORGIA SU ACCORDI DI PACE – La Georgia ha affermato che rifiutarsi di partecipare ai negoziati “3+3” non significa uscire dai problemi regionali. Le autorità sperano addirittura che l’accordo di pace venga firmato a Tbilisi. Lo ha dichiarato Nikoloz Samkharadze, capo della commissione per le relazioni estere del parlamento georgiano, alla televisione pubblica georgiana.

(1) RIUNIONE PRESIDENTE – Il presaidente della repubblica di Artsakh, Samvel Shahramanyan, si è riunito presso l’hotel Marriot di Yerevan con i deputati dell’Assemblea nazionale di Stepanakert per discutere del futuro dell’Artsakh. La riunione è stata promossa dal Comitato per la salvaguardia della statualità dell’Artsakh.

(1) PROCESSO KHACHATRYAN – Nuova udienza oggi a Baku nel processo a carico di Vagif Khachatryan, accusato di “genocidio” e rapito dal ponte Hakari alla fine di luglio; presiede il giudice del tribunale militare di Baku Zeinal Aghayev. Secondo i media azeri, “le vittime parleranno” nella sessione odierna del tribunale.Vagif Khachaturyan viene processato in virtù del “procedimento penale avviato dalla procura dell’Azerbaigian il 22 dicembre 1991, nel villaggio di Meshali, nella regione di Khojaly, sui fatti di genocidio, deportazione di azeri, distruzione e danneggiamento di proprietà statali da parte di membri di gruppi illegali Gruppi armati armeni il 22 dicembre 1991”. Khachatryan nega le accuse avanzate da Baku. Si sono già svolte cinque udienze in tribunale, ma nessuna vittima ha sottolineato che Vagif Khachatryan è colpevole di averlo torturato.

(1) EUMA – La missione di osservazione dell’UE ha aperto un nuovo ufficio a Yeghegnadzor, informando che il numero di pattuglie attualmente raggiunge 1.000 per cento osservatori. Sottolineando che questa regione merita pace e stabilità durature, il capo della missione Markus Ritter ha espresso la speranza che insieme possano contribuire alla realizzazione di questo obiettivo.  Rispondendo alla domanda “Libertà” , Ritter ha informato che il Canada ha aderito alla missione dell’UE e che la questione dell’espansione sarà discussa a Bruxelles entro la fine dell’anno.Alla constatazione di “Freedom” che gli osservatori inviano il loro rapporto direttamente a Bruxelles e alla domanda se sia ancora possibile dire quale sia la situazione al confine in questo momento, Ritter ha risposto: “È pacifica, non c’è tensione al momento.”

(31) DEPUTATI EUROPEI RICEVUTI DAL PRESIDENTE – l presidente dell’Artsakh, Samvel Shahramanyan, ha ricevuto il 29 e 30 ottobre la delegazione guidata dal deputato francese Nicolas Bey, dall’italiano Vincenzo Sofo e da Marion Marechal, capolista del partito francese “Reconquête” per le prossime elezioni del Parlamento europeo.

(31) BAMBINI DELL’ARTSAKH – Degli oltre 21.000 bambini sfollati con la forza dal Nagorno-Karabakh, 16.371 continuano la loro istruzione in vari istituti scolastici in Armenia. Lo ha riferito il viceministro della Repubblica di Armenia, Araxia Svajyan, durante la conferenza stampa tenutasi al “Centro umanitario”, aggiungendo che 5185 di loro si trovano a Yerevan, il resto si trova in altre località della repubblica.  Ha altresì invitato i genitori dei bambini ancora non iscritti a procedere tempestivamente e, con l’occasione, ha informato anche che che prosegue il programma di formazione continua negli istituti di istruzione professionale primaria e secondaria e nelle università. 

(31) LAVORO PER GLI SFOLLATI – A Yerevan si è tenuta una sorta di “fiera del lavoro” (“Artsakh Career Expo”) per gli sfollati forzati dal Nagorno Karabakh. ltre 2.000 offerte di lavoro provenienti da diversi settori produttivi. Lo scopo dell’iniziativa è sostenere i cittadini dell’Artsakh sfollati con la forza nelle questioni occupazionali, sociali, educative e di integrazione nella vita lavorativa. Il co-fondatore di “Artsakh Career Expo”, Mane Bareghayman, ha dichiarato in una conversazione con i giornalisti che molte persone hanno cercato di mobilitare le proprie forze e proporre varie iniziative per aiutare i cittadini sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh. Riferendosi alle organizzazioni presenti alla fiera, Mane Bareghamyan ha informato che ci sono più di 50 organizzazioni di datori di lavoro e più di 2000 posizioni. I settori sono molto diversi: informatica, manutenzione, servizi, istruzione, finanza, ecc.

(31) PAGAMENTO PENSIONI – Si stanno compiendo sforzi affinché i cittadini che ricevono pensioni e benefici tramite la società “Artsakhpost” abbiano presto l’opportunità di ricevere la pensione e i benefici di settembre 2023 (ad eccezione della pensione militare) dalle filiali di “Artsakhbank”. Così riferisce l’istituto postale dell’Artsakh. Peraltro, in giornata il ministro delle Finanze Vahe Hovhannisyan in una conversazione con i giornalisti all’Assemblea nazionale ha dichiarato che il governo dell’Armenia ha stanziato fondi che ha girato alla repubblica del Nagorno Karabakh la quale a sua volta ha deciso la procedura per il pagamento delle pensioni. Il ministro ha altresì precisato che coloro che vogliono ricevere d’ora in avanti la pensione devono essere registrati in Armenia.

(30) NUOVO BILANCIO VITTIME – La portavoce del Ministero degli Esteri armeno, Ani Badalyan, ha informato che “Il Comitato Investigativo della Repubblica d’Armenia ha pubblicato i dati sul numero di civili uccisi e feriti, compresi bambini, a seguito dell’attacco militare su larga scala dell’Azerbaigian al Nagorno-Karabakh il 19 settembre. 14 persone sono state torturate, 64 sono morte durante il trasferimento dal Nagorno Karabakh“. Ha anche condiviso altre informazioni del comitato investigativo, secondo le quali più di 200 persone, tra cui 9 civili e 2 bambini, sono state uccise e più di 300 sono rimaste ferite, di cui 80 civili. Nel foglio informativo distribuito da Badalyan si precisa che i dati  sono aggiornati al 30 ottobre e potrebbero cambiare man mano che l’indagine è in corso. 

(30) CONSIGLIO D’EUROPA – Il Consiglio d’Europa sta preparando un pacchetto completo di misure per rispondere all’afflusso di rifugiati dopo la visita del Rappresentante speciale per la migrazione e i rifugiati, Leila Kayajic, dall’11 al 13 ottobre 2023. l pacchetto mira ad aiutare l’Armenia a risolvere i problemi legati al reinsediamento di oltre 100.000 armeni sfollati dal Nagorno-Karabakh, tra cui circa 30.000 bambini.Durante la visita in Armenia, il Servizio per la migrazione e i rifugiati ha collaborato con i pertinenti organi statali, partner internazionali e organizzazioni non governative. La rappresentante speciale Leila Kayajic ha visitato anche due rifugi del comune di Artashat.Ha delineato le aree specifiche di sostegno incluse nel Piano d’azione del Consiglio d’Europa per l’Armenia (2023-2026) e nel Piano d’azione per la protezione delle persone vulnerabili nel contesto della migrazione e dell’asilo (2021-2025).
Questi includono: rafforzare la tutela dei diritti umani dei rifugiati in situazioni vulnerabili, agevolare l’accesso all’assistenza sanitaria e mentale, garantire l’inclusività dell’istruzione e rivedere i curricoli professionali, tutelare i diritti dei bambini, aumentare la vitalità degli organi di autogoverno locale.

(30) OMBUDSMAN AZERO SU DETENUTI ARMENI – L’Ufficio del difensore dei diritti umani in Azerbaigian (!) ha rilasciato una dichiarazione nella quale ha affermato che agli ex leader dell’Artsakh viene data l’opportunità di contattare le loro famiglie. “Abbiamo incontri regolari, ci sono stati anche incontri con “persone accusate di aver commesso crimini di guerra contro l’Azerbaigian, i loro diritti sono garantiti” (testuale). Siamo sensibili nei confronti di ogni detenuto, gli viene data l’opportunità di stabilire un contatto con le proprie famiglie, viene loro fornito un interprete“, ha affermato Sabina Aliyeva, difensore civico della Repubblica dell’Azerbaigian.

(29) INSEGNANTI DELL’ARTSAKH – Gli insegnanti sfollati con la forza dall’Artsakh possono continuare le loro attività professionali negli istituti scolastici dell’Armenia e possono candidarsi liberamente ai concorsi annunciati in qualsiasi luogo di residenza e partecipare secondo la consueta procedura. Lo ha annunciato il governo dell’Armenia in un video promozionale che informa anche riguardo alla piattaforma elettronica da utilizzare per le candidature.

(29) PAPIKYAN IN CINA -Oggi una delegazione guidata dal ministro della Difesa della Repubblica di Armenia, Suren Papikyan, è partita per la Repubblica popolare cinese per una visita di lavoro.

(28) CONFERMATE TORTURE E MUTILAZIONI – Il difensore dei diritti umani Anahit Manasyan ha partecipato ad una tavola rotonda nell’ambito del Congresso degli avvocati armeni sul tema degli sfollati forzati dal Nagorno Karabakh. Nel corso dell’incontro ha osservato come il lavoro del suo ufficio sia enormemente aumentato in considerazione degli oltre centomila sfollati arrivati dall’Artsakh. “Durante questo periodo, abbiamo parlato con circa 400 persone, a seguito delle quali abbiamo ricevuto informazioni sulla morte, tortura, mancanza di rispetto dei corpi, mutilazioni e altri maltrattamenti di civili a seguito dell’aggressione azera, proibita dal diritto internazionale” ha osservato il difensore.

(28) CONVERSAZIONE LAVROV-BAYRAMOV – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha avuto una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri azero Jeyhun Bayramov. I ministri hanno discusso le questioni attuali delle relazioni bilaterali e delle agende regionali e internazionali e in particolare la preparazione del trattato di pace, lo sblocco delle comunicazioni di trasporto e la delimitazione del confine armeno-azerbaigiano.

(27) SITUAZIONE RESIDENTI – La giornalista investigativa  Lindsay Snell ha pubblicato notizie riguardo la situazione dei pochissimi armeni rimasti nel Nagorno Karabakh: “I media statali azerbaigiani si sono recentemente vantati del fatto che l’Azerbaigian ha stabilito comunicazioni locali, ma gli armeni rimasti nel Nagorno-Karabakh non hanno Internet o un servizio di telefonia cellulare e non sono autorizzati a parlare con i parenti senza supervisione. E come parte della facciata di “reintegrazione”, le autorità azere hanno tolto i passaporti armeni a coloro che sono rimasti, ma non hanno rilasciato passaporti azeri. Ciò significa che gli armeni rimasti nel Nagorno-Karabakh attualmente non hanno la cittadinanza“.

(27) MIRZOYAN SU POSSIBILE PACE – Il ministro degli Esteri dell’Armenia ha dichiarato in una conferenza stampa che una pace stabile tra Armenia e Azerbaigian è possibile solo se vi è un riconoscimento inequivocabile dell’integrità territoriale reciproca e se viene attuata la delimitazione. “Per una pace duratura e dignitosa per il nostro popolo nel Caucaso meridionale, è una necessità vitale garantire l’esclusione dell’uso della forza e delle politiche xenofobe, perché abbiamo già assistito alle loro manifestazioni, di cui abbiamo messo in guardia più volte” ha detto il ministro.

(27) INCONTRO PRIMI MINISTRI IN GEORGIA – I primi ministri di Armenia e Azerbaigian, Nikol Pashinyan e Ali Asadov, si sono incontrati a Mukhrani, vicino a Tbilisi, attraverso la mediazione del capo del governo georgiano, Irakli Gharibashvili. I dettagli delle trattative non vengono resi noti. Secondo il canale televisivo “Imedi”, l’incontro dei tre primi ministri è durato diverse ore.

(27) ARMAMENTI DALL’INDIA – L’India sta studiando la possibilità di fornire un nuovo lotto di armi e munizioni all’Armenia secondo il quotidiano Economic Times. Recentemente un alto funzionario armeno è arrivato a Nuova Delhi e ha avuto colloqui al riguardo. Non ci sono ancora dettagli sulle nuove consegne, tuttavia, come nota il giornale, gli osservatori armeni, che hanno voluto rimanere anonimi, hanno affermato che il lotto potrebbe includere attrezzature che serviranno da deterrente in una situazione di conflitto con l’Azerbaigian.
“Le forniture sono state effettuate nel settembre 2022 sulla base degli accordi siglati tra i due Paesi. L’importo dei contratti è di 20 miliardi di rupie (244,7 milioni di dollari). “Secondo loro, l’India ha già fornito all’Armenia i lanciarazzi “Pinaka” di produzione locale, che sono stati venduti all’estero per la prima volta, nonché missili anticarro e un lotto di munizioni”, osserva il giornale. La fornitura di armi è stata effettuata attraverso il corridoio di trasporto che attraversa il territorio dell’Iran. La piattaforma online Indian Defense Research Wing ha riferito che all’inizio di agosto, la società di difesa indiana Bharat Forge LTD ha consegnato sei obici ATAGS da 155 mm trainati all’Armenia con un contratto del valore di 155,5 milioni di dollari. L’accordo prevede la fornitura di 90 pezzi di artiglieria di questo tipo all’Armenia entro tre anni, scrive infoport.am.

(27) DIRITTI UMANI – “Le violazioni dei diritti umani hanno segnato ancora una volta l’ultimo capitolo del conflitto a lungo termine tra Armenia e Azerbaigian nella regione del Karabakh e nei suoi dintorni”, ha affermato il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Dunya Mijatovich, riassumendo le visite in Armenia e Azerbaigian. Mijatović ha visitato due paesi dal 16 al 23 ottobre, ha incontrato i principali funzionari, i difensori dei diritti umani, le vittime del conflitto, i rappresentanti delle organizzazioni internazionali e per i diritti umani, ed è stato anche nello spopolato Nagorno-Karabakh. “Il motivo della visita è stata la massiccia deportazione di oltre 100.600 armeni del Karabakh, fuggiti in Armenia in pochi giorni alla fine di settembre. Ciò ha fatto seguito alle operazioni militari dell’Azerbaigian del 19 e 20 settembre, al successivo pieno controllo della regione e all’interruzione a lungo termine della circolazione delle persone e dell’accesso ai beni di base, ai servizi e all’energia a seguito del blocco di nove mesi da parte dell’Azerbaigian del corridoio Lachin” ha osservato Mijatović, aggiungendo che gli armeni del Karabakh “si sono trovati in uno stato di abbandono, senza alcuna garanzia affidabile di sicurezza o protezione da nessuna parte”; “lasciare le loro case era per loro l’unica opzione possibile“. In Armenia, Mijatovich ha visitato le residenze degli sfollati di Aghavnadzor e Tsaghkadzor a Kotayk marz, “dove ha parlato con gli armeni del Karabakh, comprese famiglie, anziani, disabili e altre persone vulnerabili”. Il commissario ha avuto anche incontri con organizzazioni internazionali e rappresentanti della società civile.

(26) ACCORDO DI PACE – Il premier armeno Pashinyan, intervenendo a un forum a Tblisi (Georgia) ha la speranza di firmare un accordo di pace con un ripristino delle relazioni diplomatiche con Baku “nei prossimi mesi”.

(26) CONSIGLIO D’EUROPA – Il Consiglio d’Europa ha tenuto una discussione urgente sull’Artsakh e ha adottato una dichiarazione. La 45^ sessione del “Congresso dei poteri locali e regionali”, tenutasi nell’ambito del Consiglio d’Europa, condanna fermamente l’operazione militare condotta dall’Azerbaigian nel Karabakh il 19 e 20 settembre 2023 ed il blocco di dieci mesi della regione che l’ha preceduta, che hanno portato ad una situazione umanitaria disastrosa, a numerose perdite di vite umane e alla fuga di oltre 100.000 persone verso la vicina Armenia. Il Congresso riconosce l’integrità territoriale dell’Azerbaigian, ma esprime profonda preoccupazione per le conseguenze umanitarie di questa situazione; elogia inoltre gli sforzi delle autorità armene per accogliere gli armeni del Karabakh fuggiti dalla regione e per soddisfare le loro
esigenze. Il Congresso sostiene gli sforzi internazionali per rispondere alla crisi, deplora le gravi conseguenze umanitarie della situazione derivante dall’operazione militare condotta dall’Azerbaigian e dal blocco della regione che l’ha preceduta, e invita le autorità azere ad astenersi da qualsiasi azione che possa portare ad un ulteriore deterioramento della situazione e ad
un nuovo esodo della popolazione; si unisce all’Assemblea parlamentare e al Comitato europeo delle regioni nel chiedere il rilascio di tutti i rappresentanti del Karabakh, compresi i funzionari locali, detenuti in Azerbaigian.
Esprime la propria solidarietà ed il proprio sostegno agli enti locali armeni, che sono in prima linea negli sforzi per accogliere gli armeni del Karabakh; accoglie con favore l’assistenza già fornita dal governo nazionale armeno alle comunità locali e chiede che continui in futuro ed invita inoltre le autorità nazionali, regionali e locali di altri Paesi europei a sostenere l’Armenia in questi sforzi ed a fornire i necessari aiuti umanitari; afferma di essere pronto ad assistere le autorità nazionali e locali armene, anche attraverso attività di cooperazione sul campo, nel sostenere gli armeni del Karabakh fuggiti dalla regione.
Prende atto delle promesse fatte dalle autorità azere di garantire i diritti e le libertà dei residenti armeni e dei piani annunciati per la loro reintegrazione, e ribadisce la responsabilità dell’Azerbaigian di garantire la sicurezza degli armeni del Karabakh rimasti nella regione e di garantire la protezione dei loro diritti; nvita le autorità azere a garantire la consegna senza ostacoli degli aiuti umanitari a coloro che rimangono nella regione, compresa la piena riapertura del corridoio di Lachin; decide di prestare un’attenzione particolare alla situazione degli armeni del Karabakh e al rispetto dei loro diritti, in particolare quelli tutelati dalla Carta europea dell’autonomia locale.

(26) PATRIMONIO CULTURALE – La Francia aiuterà a preservare il patrimonio culturale del Nagorno Karabakh. Lo ha dichiarato il ministro della Cultura di Parigi, Rima Abdul Malak, nel corso della sua visita in Armenia e dell’incontro con il collega armeno Zhanna Andreasyan. Durante la riunione delle delgazioni, le parti hanno discusso questioni relative alla cooperazione interculturale dei due Paesi, all’attuazione di vari programmi settoriali, all’attuazione di nuove idee. Le parti hanno affrontato la questione della conservazione di oltre 5.000 monumenti storici e culturali armeni, musei e reperti ivi conservati, nonché del patrimonio culturale immateriale in pericolo nel territorio del Nagorno Karabakh a causa dell’aggressione azera. Nell’incontro con il Ministro della Cultura francese, il Ministro della Repubblica di Armenia ha espresso la sua gratitudine per aver sempre tenuto sotto i riflettori la questione del patrimonio storico e culturale in pericolo di estinzione del Nagorno Karabakh, sottolineando il sostegno attivo della Francia, dell’UNESCO e dell’Alleanza Internazionale per la protezione del patrimonio storico e culturale nelle zone di conflitto (ALIPH – Alleanza internazionale per la protezione delle zone di conflitto).
La ministra francese ha dichiarato che la Francia ha acquisito un database di foto satellitari del patrimonio culturale nel Nagorno Karabakh e ha presentato una richiesta ufficiale all’UNESCO affinché possa ottenere il permesso di visitare fisicamente i territori del Nagorno Karabakh e registrare tutti i valori storici e culturali che sono armeni da identificare.

(26) CROCE ROSSA – Dal 19 settembre, i dipendenti del Comitato Internazionale della Crice Rossa (CICR) hanno finora aiutato a trasportare 220 resti dall’Artsakh all’Armenia, comprese le vittime dell’esplosione nel deposito di carburante.

(25) AIUTI AGLI SFOLLATI – Il sostegno per l’affitto e le bollette è stato pagato a 41.611 persone sfollate con la forza dall’Artsakh. Va ricordato che alle persone sfollate con la forza dal Nagorno-Karabakh viene fornito un sostegno sociale di sei mesi: 40.000 dram per vivere in alloggi temporanei e 10.000 dram per pagare le bollette.

(25) AUTORITA’ ARMENE RAPITE – Il Lemkin Genocide Prevention Institute discuterà la questione del ritorno delle figure istituzionali rapite dell’Artsakh. La direttrice esecutiva dell’Istituto per la prevenzione del genocidio Lemkin, Eliza von Yoden-Forge, rispondendo alle lettere allarmanti del deputato armeno Taguhi Tovmasyan sui rapimenti illegali dei nostri compatrioti, leader militari e politici e civili da parte dell’amministrazione dittatoriale dell’Azerbaigian, ha espresso la sua solidarietà riguardo al loro ritorno anticipato.

(25) CONSIGLIO EUROPEO – Anche la situazione nel Caucaso meridionale verrà discussa nella sessione del Consiglio europeo di domani 26 ottobre. Charles Michel ha sottolineato che si affronteranno anche altri temi legati alla politica estera, tra cui i rapporti tra Pristina e Belgrado, la situazione nel Sahel e nel Caucaso meridionale. Nelle sue comunicazioni odierne al Senato la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha dichiarato che “al Consiglio Europeo parleremo, dunque, anche di quanto sta accadendo nel Caucaso, delle tensioni crescenti tra Azerbaigian e Armenia, dell’esodo di decine di migliaia di cittadini di origine armena dal Nagorno-Karabakh, del rischio che si apra un nuovo fronte di destabilizzazione. E anche questo fronte richiama la comunità internazionale e l’Europa, in particolare, ad un’azione più incisiva per evitare un’escalation“. 

(25) SALTA VERTICE – Un vertice tra Pashinyan e Aliyev era stato ipotizzato per fine ottobre a Bruxelles su iniziativa del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Ma l’incontro non ci sarà. Inizialmente si era detto che non vi erano i tempi tecnici per l’organizzazione ma è poi emerso che il rifiuto del presidente azero a incontrare il premier armeno è all’origine del fallimento del vertice. Il ministro degli Esteri armeno, Mirzoyabn, ha sarcasticamente dichiarato: “Penso che Aliyev non abbia trovato il tempo“. Intanto, il portavoce del Cremlino, Peskov, dichiara che Mosca continua a impegnarsi con Baku e Yerevan per aiutarle a risolvere il conflitto, ma non sono stati ancora compiuti progressi significativi. “Non c’è ancora un’intesa reciproca esatta. Continuiamo i nostri contatti“, ha detto Peskov, rispondendo alla domanda se ci siano progressi nella proposta russa di utilizzare Mosca come piattaforma per la preparazione di un piano di pace.

(24) PRIGIONIERI ARMENI – Il 20 ottobre, i dipendenti del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) hanno incontrato gli armeni catturati dall’Azerbaigian (compresi gli ex presidenti della repubblica di Artsakh Arkadi Ghukasyan, Bako Sahakyan, Arayik Harutyunyan, l’ex ministro di Stato Ruben Vardanyan, l’ex ministro degli Esteri Davit Babayan, l’ex comandante dell’esercito di difesa Levon Mnatsakanyan, l’ex portavoce di NA Davit Ishkhanyan) secondo quanto hanno riferito i mass media azeri. Secondo la fonte, i dipendenti del CICR hanno creato le condizioni affinché potessero comunicare con le loro famiglie. “Conformemente al suo mandato, il CICR valuta le condizioni di detenzione e di trattamento dei detenuti. Il CICR crea anche le condizioni per ripristinare o mantenere i contatti con le loro famiglie. Secondo le procedure del CICR, le osservazioni e le raccomandazioni riguardanti i detenuti vengono discusse solo dalla parte detentrice“, si legge nella nota.

(24) FERITI DALL’ARTSAKH – 150 persone sfollate con la forza dall’Artsakh sono ancora in cura in diversi ospedali dell’Armenia. Le condizioni di 24 di loro sono valutate gravi, mentre le condizioni di 11 sono estremamente gravi . Lo ha detto il portavoce di Nikol Pashinyan, Nazeli Baghdasaryan, durante un briefing al governo. 42.000 cittadini sfollati con la forza dall’Artsakh sono registrati nei centri di assistenza sanitaria di base. 333 di loro sono donne incinte. Durante questo periodo sono state registrate nuove nascite in 88 famiglie sfollate dall’Artsakh.

(24) PROSESEGUE PROCESSO A KHACHATRYAN – A Baku è iniziata una nuova udienza in tribunale sul caso Vagif Khachatryan, rapito illegalmente dagli azeri dal ponte Hakari alla fine di luglio. Il 70enne residente ad Artsakh nega le accuse presentate da Baku, che si riferiscono al presunto “genocidio”. I parenti dell’anziano affermano inoltre che era un autista normale, non ha partecipato ad alcuna operazione militare durante quel periodo, non ha ricoperto una posizione militare e non ha partecipato in alcun modo agli eventi descritti nello stato. accusa. Vagif Khachatryan – vittima probabilmente di uno scambio di persona – è stato rapito e portato a Baku in estate mentre stava cercando di venire in Armenia per un intervento chirurgico urgente al cuore attraverso il checkpoint azero di Hakari. Poche ore dopo il suo arresto, Baku ha annunciato che lo stavano cercando da molto tempo e lo ha addirittura dichiarato ricercato a livello internazionale (ipotesi smentita dalla Criminalpol). Finora non è chiaro quanti anni di reclusione il pubblico ministero richiederà per l’anziano ma è scontata la sua condanna al termine di un processo che altro non è se non una farsa.

(24) BAKU VUOLE UN RISARCIMENTO – In Azerbaigian si moltiplicano le voci (sempre ben pilotate dal governo) secondo cui “l’Armenia dovrebbe pagare un risarcimento all’Azerbaigian”. Anche un deputato, Jeyhun Mammadov, ha espresso questa idea nella sessione odierna della legislatura azera. Il deputato ha sostenuto che “l’Armenia dovrebbe pagare un risarcimento all’Azerbaigian per la distruzione dell’intera infrastruttura e la distruzione del patrimonio culturale in un’area di 10.000 chilometri”. Girano anche nei social network e nei mass media azeri presunte informazioni per coloro che vogliono reinsediarsi, indipendentemente dal luogo di registrazione, a Stepanakert, la capitale del Nagorno Karabakh occupato dall’Azerbaigian. Ma per ora, queste notizie sono (debolmente) respinte a livello ufficiale anche se pochi giorni fa è stata annunciata la volontà di insediare 140.000 azeri nella regione occupata.

(24) DETTAGLI SU ACCORDO FRANCO ARMENO – L’Armenia deve essere in grado di proteggere se stessa e la sua popolazione: lo ha scritto il ministro delle Forze armate francese Sébastien Lecornu nel suo microblog X esprimendo soddisfazione per i progressi compiuti nelle tre direzioni della cooperazione in materia di difesa con il ministro della Difesa della’Armenia Suren Papikyan. Lecornu ha indicato le priorità dell’azione: 1) Sostegno all’esercito armeno nella sua trasformazione (apertura nel gennaio 2023 di una missione di difesa, invio di un ufficiale francese come consigliere militare presso il Ministero della Difesa armeno, numerose visite e incontri di lavoro), 2) Formazione (collaborazione con scuole di formazione per ufficiali e sottufficiali, addestramento da parte di reparti di addestramento operativo, in particolare nei settori del combattimento in montagna e del tiro di precisione), 3) Rafforzamento della difesa terra-aria (firma di un contratto per l’acquisizione di 3 radar GM200 e di una lettera di intenti sulla difesa aerea, firma di una lettera di intenti per l’acquisizione del missile Mistral, prossimo audit della difesa terra-aria armena) 

(23) ACCORDO CON LA FRANCIA PER LA DIFESA – La Francia fornirà all’Armenia sistemi di difesa aerea e radar in un accordo annunciato ieri dal ministro delle Forze armate francesi, Sébastien Lecornu al termine della visita a Parigi del collega armeno Suren Papikyan. La Francia ha finalizzato la vendita di tre radar Thales Ground Master 200 (GM200) e ha firmato un memorandum d’intesa per il sistema di difesa aerea a corto raggio Mistral francese all’Armenia. La Francia si è inoltre impegnata a fornire formazione alle forze di difesa di terra e a sostenere gli sforzi di modernizzazione militare dell’Armenia. Questi sistemi radar e di difesa aerea sono cruciali per contrastare i droni come quelli utilizzati dall’Azerbaigian durante la guerra dell’Artsakh del 2020. Il GM 200 è un apparato che funziona per la sorveglianza aerea o come sensore per un sistema di difesa aerea. E’ trasportabile su strada, ferrovia, aereo tattico (tipo C-130) o elicottero; può essere configurato in 15 minuti e gestito in remoto o localmente. Pesa complessivamente circa dieci tonnellate. Ha una raggio di sorveglianza di 250 chilometri. Questo radar può tracciare il fuoco di artiglieria, mortai e missili, nonché definire il punto di lancio e il luogo esatto dell’impatto, ed eseguire funzioni standard di difesa aerea contro i missili balistici e da crociera. Oltre alla Francia è in uso a Moldavia, Olanda, Norvegia e Ucraina. Ogni pezzo ha un costo di 14,5 milioni di euro.

(23) POSIZIONE RUSSIA – Mosca è pronta a contribuire concretamente al processo di demarcazione del confine tra Azerbaigian e Armenia. Lo ha riferito ai giornalisti il ​​ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, dopo i risultati della riunione ministeriale “3+3” sul Caucaso meridionale. “È ben noto a tutti gli esperti che tutto il necessario per discutere e concordare la demarcazione [del confine tra Armenia e Azerbaigian], comprese, innanzitutto, le mappe lasciate dall’epoca sovietica, sono nelle mani della Federazione Russa. I partner lo capiscono. Non stiamo cercando di farne un grosso problema. Lasciamo che tentino la fortuna a Bruxelles, ma noi siamo sempre pronti a contribuire davvero ad avviare una vera demarcazione dei confini“, ha detto il capo del dipartimento diplomatico russo. Lavrov ha detto anche che il conflitto tra Azerbaigian e Armenia è stato, nel complesso, risolto e ora le parti devono solo compiere ulteriori passi concreti per regolamentare pienamente le relazioni.

(23) DICHIARAZIONI DOPO VERTICE – LAVROV (FR) ha annunciato che il prossimo incontro dei ministri degli Esteri nel formato “3+3” si svolgerà in Turchia nella prima metà del 2024. FIDAN (TUR): “La strada verso la pace e la stabilità regionale passa attraverso la conclusione di un trattato di pace globale tra Azerbaigian e Armenia“. Il ministro ha osservato che la Turchia sostiene la soluzione dei problemi regionali attraverso il dialogo. “La Turchia è sostenitrice della soluzione dei problemi regionali attraverso il dialogo per garantire una pace stabile nella regione“, ha affermato Fidan, sottolineando l’importanza della piattaforma 3+3 per mostrare alla comunità internazionale la capacità dei paesi della regione di “risolvere” i propri problemi. i problemi. A suo parere, “è incoraggiante che gli ostacoli all’instaurazione di cooperazione e amicizia nella regione siano stati eliminati“. ABDOLLAHIAN (IR): “L’incontro dei ministri degli Esteri a Teheran nel formato “3+3” può diventare una pietra miliare sulla strada verso l’instaurazione della pace nel Caucaso meridionale. Ci auguriamo di poter testimoniare la presenza costruttiva ed efficace dell’amica Georgia in questi incontri

(23) VERTICE DI TEHERAN – Presso il Ministero degli Affari Esteri iraniano si è svolto l’incontro dei ministri degli Esteri nel formato “3+3”, proposto da Teheran nei giorni scorsi. La riunione dei ministri degli Esteri è dedicata alla trasformazione del Caucaso: ad essa hanno partecipato i ministri degli Esteri di Iran, Russia, Turchia, Azerbaigian e Armenia. L’incontro si svolge all’insegna del motto “Nuovo mondo, cooperazione e progresso nel Caucaso meridionale”. Tenendo conto dei cambiamenti avvenuti nella regione, l’incontro nel formato 3+3 ha discusso le sfide del Caucaso meridionale e le modalità di sviluppo della cooperazione regionale (politica, economica, sicurezza, transito, energia, ecc.), così come così come le questioni di pace e i colloqui tra Azerbaigian e Armenia. La Georgia, tuttavia, ha ufficialmente rifiutato di partecipare all’incontro in questo formato.

(22) FRANCIA E ARMENIA – Su invito del Ministro delle Forze Armate francesi Sebastien Lecorne, il Ministro della Difesa dell’Armenia, Suren Papikyan, è partito oggi per la Repubblica Francese in visita di lavoro. Qualche giorno fa il ministro della Difesa francese aveva annunciato in una conversazione con un giornale francese che l’Armenia e la Francia firmeranno un contratto per forniture militari.

(22) COLLOQUI A TEHERAN – Il 23 ottobre il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Armenia, Ararat Mirzoyan, parteciperà all’incontro della piattaforma di consultazione regionale (“3+3”) a Teheran su invito della parte iraniana. Anche Azerbaigian e Federazione Russa hanno aderito all’invito iraniano. Al vertice dovrebbe essere presente anche il ministro della Georgia.

(21) SFOLLATI – Il viceministro dell’Amministrazione territoriale e delle infrastrutture della RA, Vache Terteryan, presentando lo stato di avanzamento dei programmi di sostegno attuati dal Centro umanitario del governo per gli sfollati con la forza. “Oggi abbiamo circa 55mila e più persone che sono state indirizzate ai centri di accoglienza dai nostri sistemi, e più di 25mila persone che hanno trovato di propria iniziativa il loro luogo di residenza temporanea. Voglio sottolineare che sono tutti sotto la nostra attenzione e cura, e tutti i responsabili amministrativi stanno lavorando in questa direzione” ha dichiarato. Terteryan ha informato che negli ultimi giorni un numero crescente (da 300 a 500 al giorno) di persone si trasferisce dagli alberghi in altri luoghi di residenza e ha ricordato che alle amministrazioni regionali sono stati forniti contributi di emergenza per due miliardi e 260 milioni di dram (circa 5,3 milioni di euro).

(21) RICERCA SUPERSTITI – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa informa che sono ancora in corso le ricerche di eventuali cittadini dell’Artsakh rimasti nella repubblica. Gli operatori girano ancora, a un mese di distanza dall’attacco azero, per i centri cittadini e i paesi di montagna, alla ricerca di segni di vita e di chiunque abbia bisogno di aiuto.Un piccolo numero di persone continua a restare nelle proprie case, alcuni per scelta, altri per non poter partire da soli. Viene fornito loro cibo e assistenza medica, vengono anche aiutati a stabilire contatti con i parenti o creare un’opportunità per trasferirsi in Armenia.

(21) NAZIONI UNITE – Nel dibattito aperto del Consiglio di Sicurezza dell’ONU in occasione della sessione dedicta a “La pace attraverso il dialogo: il contributo degli accordi regionali, subregionali e bilaterali alla prevenzione e alla risoluzione pacifica delle controversie” ha preso la parola l’ambasciatore dell’Armenia, Mher Margaryan, che ha dichiarato che l’Azerbaigian ha approfittato della situazione incerta per risolvere il conflitto del Nagorno Karabakh con mezzi coercitivi e ha anche ricordato il blocco del corridoio Lachin da parte dell’Azerbaigian, con il quale Baku ha violato non solo i suoi obblighi internazionali, ma anche le decisioni della Corte internazionale di giustizia.

(21) INCIDENTI DAVANTI A RAPPRESENTANZA – Le autorità della Repubblica dell’Artsakh condannano quanto accaduto il 20 ottobre presso l’ufficio di rappresentanza permanente dell’Artsakh nella Repubblica d’Armenia, quando un gruppo di persone con manifestazioni di violenza e insulti, violando l’ordine pubblico, ha creato un clima non costruttivo durante il raduno di cittadini nel cortile della rappresentanza, cercando di provocare disordini di massa. Il quartier generale dell’informazione dell’Artsakh ha rilasciato una dichiarazione al riguardo.”Fin dall’inizio il presidente Samvel Shahramanyan si è dimostrato pronto ad ascoltare i cittadini, dando chiarimenti sulle questioni che più possibile li preoccupano. Nonostante tutti gli ostacoli creati artificialmente, il presidente Shahramanyan ha accettato la parte attiva dell’incontro e ha fornito chiarimenti sulla situazione politico-militare creatasi attorno alla Repubblica dell’Artsakh dal 19 al 20 settembre di quest’anno.Durante l’incontro i cittadini hanno sollevato una serie di problemi sociali, tra cui la mancanza di alloggi in Armenia. Samvel Shahramanyan ha osservato che il governo dell’Artsakh continuerà a fare l’inventario di tutte le questioni simili e a sottoporle al governo della Repubblica d’Armenia, perché, come abbiamo già annunciato, il centro umanitario del governo della Repubblica d’Armenia coordina il lavoro sulla salute , istruzione, sostegno sociale e altre questioni simili dei cittadini sfollati con la forza dall’Artsakh Per ottenere chiarimenti su tutte le questioni, è possibile chiamare la hotline attiva 24 ore su 24 del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali della RA al numero 114, oppure contattare l’ufficio territoriale (provinciale ) centri del Servizio Sociale Unificato).Le autorità della Repubblica dell’Artsakh chiedono perdono a quei giornalisti e cittadini il cui lavoro è stato ostacolato nelle condizioni di disordini e che non hanno potuto rivolgere le loro domande ai rappresentanti del governo nella situazione attuale.Allo stesso tempo, richiamiamo l’attenzione delle forze dell’ordine della Repubblica di Armenia su quanto accaduto, invitando ad escludere ulteriori manifestazioni di violenza e disordini di massa.”

(20) NUMERO SFOLLATI – Armen Ghazaryan, capo del Servizio Migrazione e Cittadinanza del Ministero degli Affari Interni, e Nazeli Baghdasaryan, addetto stampa del Primo Ministro, del “Centro Umanitario” del governo hanno presentato i piani del governo dell’Armenia volti a risolvere i problemi umanitari delle persone sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh. Sono state contate e identificate 101.848 persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh (Artsakh).

(20) SFOLLATI RUSSI – L’Ambasciata russa in Armenia ha sostenuto le famiglie della comunità russa sfollate con la forza dall’Artsakh. Si tratta di 50 famiglie. I dipendenti dell’ambasciata e i loro familiari hanno acquistato con i loro fondi personali coperte, cuscini, biancheria da letto, utensili da cucina e altri oggetti necessari e li hanno donati alla comunità russa. L’ambasciata fornisce anche assistenza consolare. i problemi relativi ai documenti e altre questioni vengono risolti rapidamente.

(20) RAPPORTO SU TORTURE – Si registrano fatti di tortura e barbarie compiuti dai militari azeri durante l’aggressione contro il Nagorno Karabakh del 19-20 settembre. Lo ha detto oggi Arman Tatoyan, direttore della Fondazione Legge e Giustizia “Tatoyan”, in un incontro con i giornalisti. “Ora le autorità dell’Azerbaigian approfittano del fatto che la popolazione era nel panico, i telefoni che potevano essere utilizzati per scattare foto di ciò che stava accadendo non potevano essere caricati e affermano che non ci sono stati crimini. Attualmente stiamo preparando un ulteriore rapporto, ci sono molte prove di crimini, torture, barbarie. È troppo presto per parlare del numero e dell’entità dei crimini, ma i fatti ci sono e li stiamo raccogliendo“, ha detto Tatoyan.

(20) MODALITA’ ATTACCO AZERO – L’ex ombudsman dell’Armenia, Arman Tatoyan, in un incontro con i giornalisti ha illustrato la dinamica dell’attacco azero del 19 settembre. Ha detto che le  autorità dell’Azerbaigian si sono preparate dettagliatamente all’aggressione contro il Nagorno Karabakh. Uno degli obiettivi dell’attacco era separare le aree popolate dell’Artsakh: Martakert, Askeran, Martuni e Stepanakert. Allo stesso tempo, la popolazione civile veniva continuamente bombardata. Inoltre, per aumentare il panico tra la popolazione, è stato interrotto il collegamento tra l’esercito e gli insediamenti. In molti casi, la popolazione non sapeva cosa stesse accadendo e le persone sono fuggite precipitosamente dalle proprie abitazioni. L’attacco è iniziato nel pomeriggio, quando bambini e studenti erano in classe, le famiglie erano separate, i genitori non sapevano dove fossero i loro figli. Anche questo è stato un atto deliberato per causare ulteriori sofferenze e aumentare lo stato di caos, ha sottolineato Tatoyan, mostrando quanto sopra menzionato sulla mappa. “L’attacco a Martakert è avvenuto da quattro lati. Le strade e le comunicazioni sono state interrotte“, ha elencato Tatoyan. Le mappe mostrano chiaramente il movimento delle forze azere e le rotte di movimento della popolazione armena in fuga. Tatoyan ha definito le assicurazioni di Baku sulla “migrazione volontaria” degli armeni dell’Artsakh come il massimo del cinismo. “Se qualcuno non è riuscito a scappare, è stato ucciso o catturato, ci sono casi di uccisione di civili a Getavan“, ha sottolineato Tatoyan. Secondo lui, la popolazione aveva da mezz’ora a un’ora per fuggire, e il quadro generale mostra che le truppe azere hanno semplicemente spinto la popolazione in un angolo e “sono uscite” dall’area. “Di che tipo di uscita volontaria possiamo parlare in tali condizioni?”, ha domandato Tatoyan. La situazione era simile a Martuni e Askeran.
“Tutti ricordano le terribili immagini della folla di rifugiati all’aeroporto”, ricorda Tatoyan. Nel villaggio di Sarnaghbyur, in questa regione, sono stati uccisi 5 civili, tre dei quali erano bambini, due dei quali appartenenti alla stessa famiglia. I bambini sono stati uccisi a scuola, ha sottolineato Tatoyan.
“L’isolamento di Stepanakert era di importanza strategica per recidere il collegamento con altre regioni, in modo che le autorità dell’Artsakh venissero private dell’opportunità di gestirsi e difendersi”, ha detto Tatoyan. Gli azeri sono riusciti a entrare in una zona remota della capitale dell’Artsakh, motivo per cui sono state segnalate sparatorie a Stepanakert. I residenti del distretto di Krkzhan non sono riusciti a raggiungere le loro case nel pomeriggio del 19 ottobre e sono dovuti tornare al centro. Gli azeri hanno anche preso il controllo della stazione di filtraggio. “Ci hanno portato i campioni di quest’acqua “potabile”. Guarda com’è torbida l’acqua. Ciò dimostra anche l’attività criminale degli azeri. Questo è esattamente quello che fanno quando diventano aggressivi, cercano di privare la popolazione dell’acqua. Uno degli obiettivi è causare quanti più danni possibili e provocare il panico”, ha osservato Tatoyan. Secondo lui, gli azeri hanno chiuso tutte le uscite di Stepanakert in modo che nessuno potesse uscire. Ha citato il caso in cui, il 19, un nonno con due generi, non sapendo della situazione, è andato fuori città per andare a prendere suo nipote. Gli azeri hanno sparato alla macchina. Il vecchio è morto. “E come possiamo parlare di assenza di pulizia etnica in tali condizioni?” Al contrario, sono stati presi di mira oggetti civili, l’incidente con la scuola lo dimostra”, ha detto Tatoyan.

(20) SHAHRAMANYAN INCONTRA I CITTADINI – Il presidente della repubblica di Artsakh jha incontrato il gruppo di cittadini che manifestavano sotto la sede della repubblica a Yerevan per protestare contro la decisione di sospendere il pagamento degli stipendi dei dipendenti delle istituzioni statali dell’Artsakh. Shahramanyan ha dato disponibilità ad ascoltare le esigenze di tutti mettendo anche a disposizione dei locali presso la sede per effettuare una raccolta dati delle istanze presentate. Ha chiesto al pubblico comprensione civile per non mettere in pericolo l’Armenia e il futuro dell’Artsakh.

(20) COLONIZZAZIONE AZERA – Secondo quanto riferito da funzionari del governo azero, l’Azerbaigian è intenzionato a trasferire 140.000 persone entro il 2026 nel Nagorno Karabakh.

(20) AIUTI – L’agenzia “Noi siamo le nostre montagne” di Ruben Vardanyan (attualmente detenuto illegalmente in Azerbaigian) fornirà circa 200 tonnellate di cibo secco a 5000 famiglie sfollate. Secondo i calcoli, potrebbe soddisfare il fabbisogno alimentare di 20 giorni di una famiglia di quattro persone. La distribuzione del cibo sarà effettuata in collaborazione con le istituzioni governative e le organizzazioni di beneficenza coinvolte nella fornitura di assistenza umanitaria alle persone sfollate con la forza. Il cibo del valore di circa 600.000 dollari è stato acquistato con il sostegno dei donatori dell’agenzia “Noi siamo le nostre montagne” e della famiglia di Ruben Vardanyan.

(19) NUOVI NATI – Un totale di 72 bambini sono nati nelle famiglie degli sfollati forzati dell’Artsakh. 37 di loro sono nati a Yerevan e 35 in provincia secondo quanto riferito dal viceministro della Sanità armeno, Armen Nazaryan. Questi ha altresì aggiunto che sono 38.102 gli sfollati registrati nei centri di assistenza sanitaria di base. 167 pazienti ospedalizzati a causa dell’attacco del 19 settembre e dell’esplosione di un deposito di carburante nell’Artsakh rimangono ricoverati in ospedale in Armenia; 26 di loro sono in gravi condizioni e 10 in condizioni critiche. 19 pazienti dell’Artsakh continuano le cure all’estero

(19) TORTURE E MUTILAZIONI SUGLI ARMENI – I cadaveri di molti residenti del Nagorno Karabakh trovati e trasportati in Armenia dopo un’altra aggressione su larga scala scatenata dall’Azerbaigian contro il Nagorno Karabakh (Artsakh) il 19 settembre presentano segni di tortura e mutilazione. Lo ha detto il difensore dei diritti umani della repubblica di Armenia, Anahit Manasyan, in un briefing con i giornalisti. E’ stato redatto un rapporto trasmesso agli organismi competenti.

(19) SFOLLATI – Più di 3.000 persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh hanno lasciato l’Armenia. Lo ha annunciato il primo ministro Nikol Pashinyan durante l’odierna sessione governativa. “Ad oggi, più di 3.000 persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh hanno lasciato la Repubblica di Armenia. Non voglio trarre conclusioni relative a questo argomento. Forse molti di loro vanno a trovare i parenti, per passare un po’ di tempo. Spero che trasmetteremo questo messaggio in modo molto chiaro e invito anche i nostri fratelli e sorelle sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh ad avere la priorità di rimanere nella Repubblica di Armenia. Facciamo di tutto per sostenerli. Nel caso in cui non ci fosse di fatto il desiderio e l’opportunità di tornare nel Nagorno-Karabakh, la nostra politica è di fare tutto affinché rimangano nella Repubblica di Armenia“, ha sottolineato Pashinyan. Il Primo Ministro ha nuovamente invitato gli sfollati del Nagorno-Karabakh a non considerare l’emigrazione dalla Repubblica d’Armenia come un piano di azioni future. “Abbiamo stanziato più di 100 milioni di dollari, faremo vari programmi“, ha detto Pashinyan.

(19) AMBASCIATORE FRANCIA – L’ambasciatore francese in Armenia Olivier Decotigny ha ispezionato il confine con la missione dell’Unione europea a Jermuk. “Ho registrato la persistente occupazione di intere parti del territorio armeno da parte dell’Azerbaigian“, ha scritto l’ambasciatore francese in X.

(19) DIPLOMI E CERTIFICATI – Il Ministero dell’Istruzione, della Cultura, dello Sport e della Scienza dell’Armenia informa che i cittadini dell’Artsakh possono ripristinare i propri diplomi e certificati di laurea se non hanno avuto la possibilità di portarli con sé. La richiesta può essere fatta direttamente al ministero in Armenia oppure via mail.

(19) FORZA DI PACE RUSSA – Il contingente russo di mantenimento della pace continua a svolgere compiti nel territorio del Karabakh come informa il ministerod ella Difesa di Mosca. “Viene mantenuta la cooperazione continua con Baku volta a prevenire spargimenti di sangue, garantire la sicurezza e osservare le norme del diritto umanitario nei confronti della popolazione civile. Nella zona di responsabilità delle truppe russe di mantenimento della pace non sono state registrate violazioni del regime di cessate il fuoco. In generale, dal 19 settembre 2023, otto posti di osservazione e 16 posti di osservazione temporanei delle forze di pace russe sono stati chiusi lungo l’ex linea di contatto delle parti nelle regioni di Askeran, Martakert, Martun e Shushi. Per garantire la sicurezza stradale, lungo le strade sono stati installati 14 posti di blocco, di cui 8 in collaborazione con la parte azera.- Con la partecipazione delle forze di pace russe, continuano i lavori per ripristinare la fornitura di elettricità e gas agli insediamenti del Karabakh“, si legge nel bollettino del Ministero della Difesa della Federazione Russa.

(18) PRIGIONIERI ARMENI – Il difensore civico azerbaigiano Sabina Aliyeva assicura che gli ex funzionari del Nagorno-Karabakh nelle carceri di Baku “non hanno lamentele riguardo alle condizioni della loro detenzione“. “Nell’ambito del mio mandato svolgo molto spesso ispezioni negli istituti penitenziari, ho incontrato anche queste persone durante quelle visite. Non hanno lamentele riguardo alle condizioni di detenzione, è stato loro dato immediatamente il diritto di contattare le loro famiglie, hanno utilizzato questo diritto. Sono stati forniti anche i servizi di un avvocato“. Aliyeva ha anche ricordato che “alcuni di loro hanno chiesto occhiali e libri nella loro lingua madre” e che “gli sono stati forniti“.

(18) DICHIARAZIONE CONSIGLIO D’EUROPA – Nella odierna riunione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa l’Unione Europea ha affrontato la situazione nel Caucaso meridionale e ha rilasciato una dichiarazione riguardo all’Armenia e all’Azerbaigian. La dichiarazione dice:
L’Unione europea continua a seguire con preoccupazione la situazione estremamente difficile creatasi dopo l’emigrazione di massa degli armeni del Karabakh a seguito delle operazioni militari dell’Azerbaigian del 19 e 20 settembre e del blocco del corridoio Lachin durato nove mesi. Quasi tutta la popolazione del Nagorno Karabakh, più di 100.600 persone, ha trovato rifugio in Armenia.È necessario garantire un’assistenza umanitaria continua e senza ostacoli a coloro che sono ancora nel bisogno in Karabakh, così come a coloro che se ne sono andati. La settimana scorsa, la Commissione europea ha annunciato un ulteriore pacchetto di aiuti umanitari di 10,45 milioni di euro, in aggiunta ai 20,8 milioni di euro già forniti dal 2020.L’Azerbaigian dovrebbe garantire i diritti umani, le libertà fondamentali e la sicurezza degli armeni del Karabakh, compreso il diritto di vivere con dignità nelle proprie case senza intimidazioni o discriminazioni, nonché creare le condizioni per il ritorno volontario, sicuro, dignitoso e sostenibile dei rifugiati e degli sfollati al Nagorno Karabakh, nel rispetto della loro storia, cultura e diritti umani. Inoltre, il patrimonio culturale e i diritti di proprietà della popolazione locale devono essere efficacemente protetti e garantiti.A questo proposito, ricordiamo che l’Azerbaigian deve attuare le misure provvisorie specificate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo il 22 settembre, ovvero astenersi dall’adottare misure che potrebbero portare agli obblighi previsti dalla Convenzione, in particolare dall’articolo 2 ( diritto alla vita) e violazioni dell’articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti o pene inumani o degradanti).Abbiamo preso atto delle dichiarazioni pubbliche del presidente Aliyev sulla sua disponibilità a convivere pacificamente con gli armeni del Karabakh e a preservare i loro diritti. L’Azerbaigian ha una chiara responsabilità primaria per il destino della popolazione. Occorre fornire garanzie tangibili, concrete e trasparenti. Come importante misura di rafforzamento della fiducia, ci aspettiamo un’amnistia globale per tutti gli armeni del Karabakh, compresi i loro rappresentanti, e una moderazione da parte di tutte le parti sulla dura retorica.L’accesso internazionale al Karabakh è fondamentale quando si tratta di fornire gli aiuti tanto necessari e garantire un monitoraggio indipendente della situazione sul campo. L’Unione europea ha preso atto delle ultime due visite delle Nazioni Unite. Apprezziamo il lavoro del Rappresentante Speciale del Segretario Generale per la Migrazione e i Rifugiati, che sta fornendo sostegno e assistenza alle autorità armene nella gestione di questo esodo di massa verso il suo territorio. Attendiamo con ansia la missione conoscitiva del Consiglio d’Europa, guidata dal Commissario per i diritti umani, Dunja Mijatović, e le sue ulteriori raccomandazioni.L’UE riafferma il suo sostegno alla sovranità, all’inviolabilità dei confini e all’integrità territoriale sia dell’Azerbaigian che dell’Armenia. Chiediamo all’Azerbaigian di riaffermare il suo impegno inequivocabile per l’integrità territoriale dell’Armenia in conformità con la Convenzione del 1991 Dichiarazione di Almaty.L’UE resta impegnata a promuovere il dialogo tra le due parti per garantire una pace globale e sostenibile a beneficio di tutte le popolazioni della regione.”

(18) UNIONE EUROPEA – La prossima settimana i ministri degli Esteri dell’UE discuteranno la questione della soluzione delle relazioni armeno-azerbaigiane. Lo riferisce il servizio stampa del Consiglio Ue.Secondo il rapporto, la sessione del Consiglio dei ministri degli Esteri, presieduta dal capo del dipartimento diplomatico dell’UE, Josep Borel, è prevista per il 23 ottobre a Lussemburgo.

(18) PARLAMENTO OLANDA – A seguito delle recenti discussioni sulla situazione nel Nagorno-Karabakh, il parlamento olandese ha adottato a maggioranza di voti due proposte: una sul sostegno militare all’Armenia e l’altra sulla pulizia etnica nel Nagorno-Karabakh. Nell’offerta di assistenza militare si menziona che l’Azerbaigian ha annunciato ulteriori piani per attaccare l’Armenia dopo la situazione nel Nagorno-Karabakh. I parlamentari hanno chiesto al governo di invitare gli altri Stati membri dell’Unione europea a rispondere positivamente alla possibile richiesta di sostegno militare dell’Armenia.Il Parlamento, tenendo conto della definizione di pulizia etnica data dall’Onu, nella seconda proposta chiede al governo di decidere anche se si riferisce alla deportazione degli armeni dal Nagorno Karabakh dopo oltre 9 mesi di assedio e all’attacco all’enclave.

(18) REAZIONE RUSSA – Mosca considera piuttosto provocatorio il discorso del primo ministro russo Nikol Pashinyan al Parlamento europeo il 17 ottobre. Come scrive la TASS, lo ha detto una fonte di alto rango a Mosca la quale ha anche aggiunto che il primo ministro armeno “sta facendo grandi passi sulla strada del presidente ucraino Volodymyr Zelensky“. “Consideriamo il discorso del primo ministro armeno Nikol Pashinyan al Parlamento europeo il 17 ottobre del tutto irresponsabile e provocatorio, soprattutto in relazione alla Russia e alle relazioni armeno-russe. Vediamo come stanno cercando di trasformare l’Armenia nella terza Ucraina, se consideriamo la Moldova come la seconda Ucraina, e Pashinyan sta seguendo il percorso di Vladimir Zelenskyj a passi di sette miglia“, ha detto la fonte.

(17) AIUTI AI BAMBINI SFOLLATI – l governo della Repubblica Armena ha fornito 100.000 dram (circa € 240) a ciascuno dei circa 14.600 bambini sfollati con la forza dall’Artsakh. Lo ha detto il ministro del Lavoro e degli affari sociali della RA, Narek Mkrtchyan, durante la conferenza stampa tenutasi nel centro umanitario.”Per i minorenni è stata lanciata una piattaforma separata, dove la madre del bambino doveva inserire i dati, dopodiché il denaro veniva trasferito. Sono già state presentate domande per 27.300 bambini su 30.000. La settimana scorsa ne abbiamo pagati 14.593. Altre richieste sono in fase di elaborazione“, ha detto Mkrtchyan. Egli ha sottolineato che anche più di 80.000 cittadini hanno ricevuto 100.000 dram. Il ministro ha anche fatto riferimento al programma in base al quale gli sfollati del Nagorno-Karabakh ricevono anche 50.000 dram di assistenza mensile per l’affitto degli appartamenti e il risarcimento dei servizi pubblici.”Da novembre i nostri connazionali che hanno appartamenti propri in Armenia riceveranno 10.000 dram per compensare i costi delle utenze“, ha detto il ministro. Mkrtchyan ha aggiunto che 200 anziani sfollati dal Nagorno-Karabakh sono attualmente nei centri di custodia del ministero. 

(17) PROCESSO A KHACHATRYAN – Oggi a Baku si è tenuta la seconda udienza nel processo che vede imputato il cittadino dell’Artsakh Vagif Khachatryan, rapito dagli azeri tre mesi fa mentre si stava recando in Armenia con la Corce Rossa. Il 68enne si è dichiarato non colpevole. L’uomo ha dichiarato di non aver partecipato a “crimini” contro gli azeri. “Gli azeri che vivevano lì mi erano vicini, li conoscevo tutti. Non ho preso parte ad alcuna azione durante il combattimento“, ha detto.

(17) PASHINYAN A STRASBURGO – Il Primo ministro armeno Nikol Pashinyan è in visita a Strasburgo. Nella sede del parlamento europeo ha tenuto un discorso. In giornata ha discusso con il Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Maria Pejcinovich Burich, la situazione umanitaria creata dall’Azerbaigian nell’Artsakh come risultato della politica di pulizia etnica.Pashinyan ha avuto anche un briefing congiunto con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metzola, alla quale ha detto che sarà necessario un ulteriore sostegno di bilancio per gli sfollati del Nagorno Karabakh. In precedenza, la presidente Metzola nell’introdurre Pashinyan al parlamento europeo ha detto: “Ospitarvi a Strasburgo significa che noi siamo leali all’Armenia e voi siete leali alla famiglia europea. Il vicinato europeo è oggi più instabile e insicuro che mai. Guerra, conflitto e instabilità: questa è la realtà che ci circonda.Vi assicuro che l’Armenia è per noi un partner importante nel quadro del partenariato orientale dell’UE. Esprimiamo il nostro sostegno incondizionato all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Armenia, all’inviolabilità dei confini

(16) FORZA DI PACE RUSSA – Le truppe russe di mantenimento della pace hanno chiuso un altro posto di osservazione nella regione di Askeran. Dal 19 settembre 2023, otto basi e 16 posti di osservazione temporanei delle forze di pace russe sono stati chiusi nelle regioni di Askeran, Shushi, Martun e Martakert. Il comunicato del ministero della Difesa di Mosca recita che “con la partecipazione delle forze di pace russe, continuano i lavori per ripristinare la fornitura di elettricità e gas alle regioni abitate del Nagorno-Karabakh“.

(16) INSEGNANTI DELL’ARTSAKH – In Armenia è stata lanciata una piattaforma di sostegno per gli insegnanti sfollati con la forza dell’Artsakh. Attualmente sono disponibili 1.422 posti vacanti per insegnanti nelle scuole pubbliche. Gli insegnanti sfollati con la forza dal Nagorno-Karabakh riceveranno un bonus del 30% quando inizieranno a lavorare nelle scuole di tutte le regioni della Repubblica e, in alcune regioni, negli istituti scolastici pubblici delle comunità di Syunik, Vayots Dzor, Chambarak e Vardenis della regione di Gegharkunik, Noyemberyan Le comunità di Ijevan e Berd della regione di Tavush, oltre ad un bonus del 30%, avranno anche un assegno mensile di 50.000 dram (circa 120 euro).

(16) BANCA DATI SFOLLATI – Il Governo della Repubblica d’Armenia informa che, tenuto conto del fatto che il censimento della popolazione sfollata con la forza dal Nagorno Karabakh è stato quasi completamente completato, da oggi è stato interrotto l’inserimento diretto dei loro dati personali nella banca dati elettronica. Eventuali ulteriori aggiornamenti potranno essere fatti rivolgendosi direttamente agli uffici amministrativi delle varie regioni o della municipalità di Yerevan,

(16) CONSULTAZIONE DEL PRESIDENTE – Il presidente della repubblica di Artsakh, Samvel Shahramanyan, ha incontrato oggi i rappresentanti delle forze politiche dell’Assemblea nazionale di Stepanakert. La riunione si è tenuta nella sede di rappresentanza in Armenia della repubblica di Artsakh dove ora operano la presidenza della repubblica e gli uffici amministrativi.

(16) COPRIFUOCO A STEPANAKERT – Il presidente dell’Azerbaigian, dopo la sua visita a Stepanakert, ha imposto il coprifuoco nella città. A questo proposito è stato firmato un ordine corrispondente, secondo il quale il maggiore generale della polizia Sardar Safarov è stato nominato ufficiale di pattuglia della città di Stepanakert.

(16) CONSIGLIO D’EUROPA – La commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović, visiterà l’Armenia e l’Azerbaigian, nonché il Nagorno-Karabakh, dal 16 al 23 ottobre, concentrandosi sulla situazione dei diritti delle persone colpite dal conflitto. Il commissario incontrerà funzionari governativi, organizzazioni internazionali e rappresentanti della società civile.

(16) STUDENTI DALL’ARTSAKH – A partire da oggi, 667 (su 994) bambini in età scolare sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh saranno ammessi nelle scuole pubbliche della regione di Gegharkunik. 50 dei 390 bambini in età prescolare registrati in Gegharkunik frequentano la scuola materna. Si sta lavorando per ammettere nelle scuole e negli asili tutti i bambini sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh.

(15) HARUTYUNYAN – L’ex presidente della Repubblica dell’Artsakh Arayik Harutyunyan, catturato dall’Azerbaigian e trasferito a Baku, ha contattato la sua famiglia secondo quanto riferisce il suo avvocato Alov Afaraliyev.

(15) DIPARTIMENTO DI STATO USA – Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti smentisce la pubblicazione del periodico Politico secondo cui il segretario di Stato Anthony Blinken durante l’incontro con i parlamentari statunitensi aveva avvertito che l’Azerbaigian potrebbe invadere l’Armenia nelle prossime settimane. Il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller ha affermato che le informazioni contenute nell’articolo sono “errate” e “non riflettono ciò che il Segretario di Stato Blinken ha detto ai legislatori”. Ieri era uscita una nota del Dipartimento di Stato che non smentiva nè confermava le parole di Blinken.

(15) ALIYEV A STEPANAKERT – Il presidente dell’Azerbaigian si è recato a Stepanakert dove ha issato la bandiera azera davanti al palazzo presidenziale. Nel tour fotografico sul sito della presiedenza della repubblica si vede anche il dittatore visitare la sede del parlamento. Aliyev è stato ad Askeran, Ivanian e Shushi nella stessa giornata.

(15) APPELLO DEL PAPA – Nel corso dell’Angelus, papa Francesco ha parlato della situazione in Artsakh con particolare riferimento al problema degli sfollati e della tutela del patrimonio religioso armeno: “Vorrei rivolgere anche un particolare appello in favore della protezione dei Monasteri e dei luoghi di culto della regione. Auspico che a partire dalle autorità e da tutti gli abitanti possano essere rispettati e tutelati come parte della cultura locale, espressioni di fede e segno di una fraternità che rende capaci di vivere insieme nelle differenze“.

(15) TRAGICO BILANCIO – A seguito dell’attacco su larga scala dell’Azerbaigian contro l’Artsakh del 19 settembre, si contano più di 200 vittime tra i militari e più di 2 dozzine tra i cittadini. A questo dato si aggiunge quello riguardante l’esplosione del deposito di carburante: Il portavoce del ministero degli Interni dell’Artsakh, Hunan Tadevosyan, ha riferito che ci sono 220 morti accertati a seguito dell’esplosione del deposito di benzina il 25 settembre.Tadevosyan ha sottolineato che circa 150 di loro sono irriconoscibili.”I resti sono stati rimossi dall’area dell’esplosione e trasferiti al Centro di competenza forense di Yerevan per l’autenticazione tramite un test del DNA. Ci sono anche più di 50 persone scomparse.”

(14) DIPARTIMENTO DI STATO USA – A fronte delle notizie riguardanti un colloquio tra il Segretario di Stato Blinken e alcuni legislatori nel corso del quale si sarebbe prospettata la possibilità che l’Azerbaigian a breve attacchi l’Armenia, il Dipartimento di Stato ha rilasciato una nota sottolineando che “gli Stati Uniti continuano a cooperare con i leader dell’Azerbaigian e dell’Armenia ai massimi livelli, lottando per una pace dignitosa e duratura in cui i diritti di tutti siano rispettati. L’uso della forza è inaccettabile e il dialogo diretto è essenziale per la soluzione di questo conflitto di lunga data“. Il Dipartimento di Stato americano ha inoltre osservato che “gli Stati Uniti sostengono gli sforzi del governo armeno per aiutare gli sfollati a trovare rifugio e conforto in Armenia in stretta collaborazione con le organizzazioni umanitarie. Estendiamo la nostra solidarietà agli sfollati, riconoscendo lo shock e il trauma che stanno attraversando e l’incertezza che stanno affrontando“. Il Dipartimento di Stato ha inoltre aggiunto che Baku ha la responsabilità di proteggere i civili e garantire il trattamento umano di tutti, compresi coloro che sospetta siano coinvolti nelle ostilità. “L’Azerbaigian è anche responsabile di garantire che le sue forze [armate] rispettino il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, che regola la condotta delle ostilità, la protezione dei civili e il trattamento umanitario dei partecipanti alle ostilità“.

(14) RESIDENTI IN ARTSAKH – Artak Beglaryan, ex ministro dell’Artsakh, riferisce che un massimo di 40 cittadini dell’Artsakh sono rimasti sotto l’occupazione azera. “La popolazione dell’Artsakh ha dovuto affrontare il genocidio compiuto dal regime dittatoriale di Aliyev, oltre il 99,96% è stato sfollato con la forza. Attualmente, un massimo di 40 residenti dell’Artsakh rimangono sotto l’occupazione azera, e alcuni di loro non sono di etnia armena. sono di origine russa“, ha detto Beglaryan.

(13) PUTIN SU NEGOZIATI – Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha dichiarato di non vedere alcun problema che possa impedire la conclusione di un trattato di pace tra Armenia e Azerbaigian dopo gli avvenimenti del Nagorno-Karabakh. “Non vedo alcun problema che possa impedire la firma di un trattato di pace adesso, dopo gli eventi del Karabakh. Siamo pronti a sostenere la ripresa dei negoziati di pace nella speranza di concludere un accordo di pace, abbiamo suggerito a tutti i partner di riunirsi a Mosca“, ha detto Putin in una conferenza stampa a Bishkek. Secondo il presidente della Federazione Russa, ci sono questioni puramente tecniche legate alla demarcazione e alla delimitazione.”100 metri in una direzione, un chilometro in un’altra direzione, non sono più importanti. Tutto questo può essere fatto se c’è la buona volontà di entrambe le parti“, ha aggiunto Putin.

(13) SFOLLATI – 80mila 128 persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh sono state ricollocate in 10 regioni dell’Armenia. Per quanto riguarda gli alberghi, in un giorno circa 300 persone sono state trasferite dagli alberghi in appartamenti separati o case private. Attualmente negli alberghi vivono 7782 persone. 56mila persone su 80mila 128 sono state trasferite negli insediamenti con il sostegno del governo armeno.

(13) PROCESSO A RAPITO – Il portavoce del ministro degli Affari esteri armeno Ani Badalyan sottolinea che a Baku è in corso un falso processo contro Vagif Khachatryan, un residente di 68 anni del Nagorno-Karabakh. “Al rapimento illegale, che costituisce una grave violazione del diritto umanitario internazionale, fa ora seguito la pubblicazione di video e foto che mostrano la sofferenza di un civile di 68 anni. Come richiesto da molte organizzazioni e istituzioni internazionali per i diritti umani, i prigionieri di guerra e i civili ancora tenuti in ostaggio a Baku dovrebbero essere rilasciati“, ha scritto Badalyan.

(13) BILANCIO ESPLOSIONE – Sullo sfondo delle operazioni militari di settembre nell’Artsakh, dell’evacuazione delle vittime, dell’evacuazione dei militari e dei civili feriti e dello sfollamento forzato, il 25 settembre la sfortunata esplosione nel deposito di carburante ha trasformato la vita della popolazione dell’Artsakh in un vero inferno. Secondo i dati raccolti dal comitato investigativo e dalla missione d’inchiesta dell’Ufficio per i difensori dei diritti umani, 212 cittadini sono rimasti vittime dell’esplosione. Centinaia di cittadini sono stati trasferiti in strutture sanitarie armene e straniere, alcuni di loro versano in condizioni estremamente gravi.  Fino al 4 ottobre, a seguito delle operazioni di ricerca e salvataggio effettuate in quella zona dai soccorritori dell’Artsakh, alcuni dei corpi evacuati venivano identificati, 150 corpi irriconoscibili si trovano nell’ufficio degli esami medici forensi. L’informazione secondo cui la parte azera avrebbe trasferito i feriti ad Akna (Aghdam) o Shushi dopo l’esplosione non è vera. Secondo testimoni oculari, c’erano più di 500 persone, tra cui donne e bambini, nell’area del deposito di carburante appartenente al Ministero della Difesa, situato sul lato sinistro dell’autostrada Stepanakert-Askeran. Secondo la versione iniziale, l’esplosione e il conseguente incendio sarebbero il risultato del mancato rispetto delle norme di sicurezza.

(13) FORZE DI PACE RUSSE – Le forze di pace della Federazione Russa devono rimanere ufficialmente nel Nagorno-Karabakh fino al novembre 2025, la questione verrà risolta nei negoziati. Lo ha annunciato il presidente russo Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa.”Ufficialmente, le nostre forze di pace sono lì fino a novembre 2025 e, naturalmente, in dialogo con i nostri partner, dobbiamo decidere e risolvere la questione di cosa e come faremo in futuro. Lo decideremo durante i negoziati“, ha detto Putin.Il presidente russo ha osservato che quando nel 2020 è stato raggiunto un accordo sulla presenza delle forze di pace russe nel territorio del Nagorno Karabakh, il loro mandato era solo quello di osservare il regime di cessate il fuoco.”Lo status del Karabakh non è stato tuttavia deciso in modo definitivo e quando l’Armenia ha riconosciuto che il Karabakh fa parte dell’Azerbaigian, si è scoperto che le nostre forze di pace si trovano già definitivamente, senza alcun dubbio, nel territorio della Repubblica dell’Azerbaigian, e certo, ora, per dirla senza mezzi termini, dopo i difficili eventi legati allo sfollamento della popolazione armena, la situazione è completamente e radicalmente cambiata“, ha osservato Putin.

(12) DICHIARAZIONI DI LAVROV“Siamo consapevoli del numero di organizzazioni non governative che sono state fondate in Armenia negli ultimi anni. Queste organizzazioni non sono state create per promuovere relazioni amichevoli tra Armenia e la Russia, al contrario. Hanno lo scopo di creare un terreno per i sentimenti anti-russi e di prepararsi a promuovere gli interessi di Stati Uniti, Europa e della NATO. Vediamo questi tentativi, ottengono alcuni risultati, ma siamo profondamente convinti che la stragrande maggioranza del popolo armeno sia interessata a sviluppare legami storicamente fraterni con la Russia.Un paio di giorni fa, Pashinyan ha rilasciato un’intervista in cui ha detto chiaramente che l’Armenia non cambierà i suoi orientamenti. Speriamo che questa posizione prevalga, nonostante i tentativi di portare Yerevan in una direzione diversa.”

(12) BAKU ATTACCA LA FRANCIA – Il Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian ha risposto alle dichiarazioni fatte al Senato dal Ministro dell’Europa e degli Affari Esteri francese, Catherine Colonna, dichiarando che “condannano e respingono risolutamente le accuse infondate contro l’Azerbaigian“. “Le dichiarazioni di Colonna sul ‘reinsediamento pianificato’ degli armeni dalla regione del Karabakh in Azerbaigian contraddicono la posizione della comunità internazionale e persino del Primo Ministro armeno il 21 settembre“, si legge nella dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian. Inoltre, il Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian ha anche criticato la Francia per la mancata risposta al “mancato adempimento da parte dell’Armenia delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite” e ha invitato a fermare il suo “comportamento distruttivo” e le “minacce contro l’Azerbaigian“. Il ministro degli Esteri francese Catherine Colonna ha ieri dichiarato che l’Azerbaigian ha pianificato e organizzato l’uscita di oltre 100.000 armeni dal Nagorno Karabakh affermando che questo grave crimine non può rimanere senza risposta. Ha altreì aggiunto che il conflitto tra Armenia e Azerbaigian dovrebbe essere risolto attraverso negoziati e che Baku dovrebbe capire che non può seguire la strada dell’uso della forza. Colonna ha informato che la Francia, nell’ambito del Consiglio di sicurezza dell’ONU, chiederà l’adozione di una risoluzione sul ritorno degli armeni del Nagorno Karabakh.

(12) PASHINYAN SUGLI SFOLLATI – Il governo armeno dovrebbe fare tutto il possibile per garantire che tutti gli sfollati forzati del Nagorno Karabakh rimangano nella Repubblica di Armenia, se non hanno la possibilità di tornare nel Nagorno Karabakh secondo quanto dichiarato dal premier armeno. “Nel caso e nell’eventualità che i nostri fratelli e sorelle del Nagorno Karabakh non abbiano l’opportunità di tornare alle loro case, la nostra politica è fare di tutto per garantire che tutte le persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh rimangano nella Repubblica di Armenia. Questo è un record molto importante. Vogliamo che tutti rimangano, vivano e lavorino nella Repubblica di Armenia, senza eccezioni. E questa sarà la nostra politica“, ha detto Pashinyan. Secondo le informazioni del Primo Ministro, 2.500 persone sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh hanno lasciato l’Armenia. “Spero che visitino i loro parenti che vivono all’estero per trascorrere un po’ di tempo lì e poi tornino solo per superare la situazione shock. Abbiamo piani legati alla demografia, alla fornitura di alloggi, alla costruzione di case nei villaggi di confine. Faremo di tutto con tutti questi programmi affinché le opportunità delle persone di rimanere in Armenia non siano limitate da nulla di oggettivo o soggettivo“, ha concluso Pashinyan.

(12) SOSTEGNO AGLI SFOLLATI – Nella sessione del 12 ottobre del Governo della Repubblica di Armenia è stato approvato il progetto per fornire sostegno sociale per sei mesi agli sfollati forzati del Nagorno-Karabakh. Verranno dati 40.000 dram al mese (circa 100 euro) a testa agli sfollati forzati perché vivano in alloggi temporanei e 10.000 dram (circa 25 euro) al mese per pagare le bollette. Sarà fornito sostegno ai membri adulti e minori delle famiglie sfollate con la forza dal Nagorno Karabakh, ad eccezione dei casi in cui il richiedente non si trovi in Armenia (perchè andato all’estero) oppure risulti persona iscritta all’anagrafe statale dell’Armenia. Gli sfollati che possiedono immobili residenziali in Armenia non beneficeranno dei 40.000 dram per vivere in alloggi temporanei, ma potranno utilizzare i 10.000 dram per le bollette. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali informa che non è necessario presentare domande per il mese di ottobre in quanto la lista dei pagamenti di questo mese verrà formata elaborando i dati delle persone che hanno ricevuto un sussidio una tantum di 100mila dram (circa 240 euro). Da novembre il contributo non sarà erogato a persone che risiedono che risiedono temporaneamente in aree di proprietà statale o comunale e verrà fornito sulla base di domande online una tantum.

(12) P.AC.E. – Nella sessione autunnale dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, le Commissioni per gli affari giuridici e i diritti umani, la migrazione e il monitoraggio hanno tenuto audizioni congiunte sul tema “Diritti umani e situazione umanitaria degli armeni del Karabakh e obblighi internazionali dell’Azerbaigian”. Durante il dibattito presso gli Istituti Europei di Strasburgo, il rappresentante dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Andreas Wisner, ha presentato i fatti riguardanti lo sfollamento della popolazione del Nagorno-Karabakh. Ha ricordato che in Armenia hanno ricevuto asilo 100.632 rifugiati, tra cui 30.000 bambini. “I rifugiati appena arrivati ​​sono per lo più confusi e preoccupati per il loro futuro. Non sanno cosa accadrà alle loro case. Non sanno se un giorno potranno tornare. Non sanno se i loro figli avranno accesso all’istruzione. La maggior parte dei rifugiati non ha portato quasi nulla con sé e ha bisogno immediato di beni di prima necessità come coperte, biancheria da letto, medicine, supporto psicosociale e riparo. Molti, sia bambini che adulti, sono rimasti traumatizzati e necessitano di supporto psicologico. “Molti sono preoccupati per i loro parenti anziani che non potevano o non volevano lasciare le loro case e i loro animali domestici“, ha detto Wisner. Secondo lui, il governo armeno ha compiuto sforzi costanti e lodevoli per registrare i nuovi arrivati ​​e soddisfare le loro crescenti esigenze.

(12) CONSIGLIO DIRITTI UMANI ONU – Lo sfollamento di massa degli armeni è legato all’operazione militare dell’Azerbaigian e al blocco di 9 mesi. Lo afferma la dichiarazione di 34 Stati membri del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Secondo la dichiarazione, il prossimo passo dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) sarà quello di monitorare da vicino la situazione dei diritti umani nel Nagorno-Karabakh, incontrare i rifugiati e gli sfollati, nonché coloro che rimangono, e riferire al Consiglio. “Pertanto, esortiamo Armenia e Azerbaigian a invitare i rappresentanti dell’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani a fornire loro tale assistenza tecnica il prima possibile. In questo momento, chiediamo all’Azerbaigian di garantire i diritti e la sicurezza dei restanti armeni del Nagorno-Karabakh e di creare immediatamente le condizioni per il ritorno volontario, sicuro, dignitoso e stabile di coloro che vogliono tornare in patria. Il loro patrimonio culturale e religioso deve essere garantito e protetto. Chiediamo inoltre all’Azerbaigian di rispettare le misure provvisorie adottate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo il 22 settembre e le misure provvisorie della Corte internazionale di giustizia adottate il 7 dicembre 2021, 22 febbraio 2023 e 6 luglio 2023. Chiediamo all’Armenia, con il sostegno della comunità internazionale, di continuare a fornire assistenza umanitaria agli sfollati a causa della crisi“, ha affermato in una nota il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

(11) SITUAZIONE AL CONFINE – In un’intervista con la televisione pubblica, Pashinyan ha detto che ogni giorno gli vengono segnalati casi di violazione del cessate il fuoco e durante l’intera giornata precedente un proiettile è stato sparato al confine tra Armenia e Azerbaigian.“Voglio dire, questo è essenzialmente un livello di escalation molto basso, quasi zero. Al momento non abbiamo alcun accumulo di truppe al confine, né da parte nostra né da parte dell’Azerbaigian. Al momento non vi è alcuna tensione al confine. Ma d’altra parte, nel mondo moderno, il movimento delle truppe può avvenire in poche ore, giorni. Cioè, puoi trovare la risposta alla tua domanda dai risultati o dalle conseguenze della mia conversazione. Possiamo uscire di qui, dopo questa trasmissione, e si scopre che qualcosa è successo o può succedere“, ha detto Pashinyan.

(11) UNESCO – Il 9 ottobre l’ambasciatore Christian Ter-Stepanyan, rappresentante permanente dell’Armenia presso l’UNESCO, ha tenuto un discorso alla prima sessione plenaria della 217a sessione del Consiglio esecutivo dell’organizzazione. Nel suo discorso l’ambasciatore ha richiamato l’attenzione dei presenti sui passi compiuti dalle Forze Armate azerbaigiane subito dopo l’attacco militare del 19 settembre e la partenza degli armeni dell’Artsakh, in particolare, sottolineando la distruzione della croce posta vicino a Stepanakert e i tentativi di appropriazione e di distorcere l’identità di Gandzasar, uno dei più famosi monasteri armeni medievali. L’ambasciatore Ter-Stepanyan ha sottolineato che i passi menzionati dimostrano ancora una volta l’intenzione dell’Azerbaigian di distruggere qualsiasi traccia armena nell’Artsakh, cosa che l’Armenia ha denunciato già dal novembre 2020. In questo contesto, l’ambasciatore ha sottolineato in particolare l’urgenza di inviare una missione conoscitiva dell’UNESCO nell’Artsakh, sottolineando che l’attuazione di tale missione rientra nei programmi considerati dal Direttore generale. Molto apprezzata è stata la missione dell’UNICEF già in Armenia con lo scopo di valutare le condizioni necessarie per la continuità dell’istruzione di 30.000 bambini. Concludendo il discorso, il rappresentante permanente della Repubblica di Armenia presso l’UNESCO ha sottolineato l’importanza di un’adeguata valutazione e del coinvolgimento della comunità internazionale nella situazione creatasi.

(11) FORZE DI PACE RUSSE – Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che il futuro destino delle forze di pace russe di stanza nel Nagorno-Karabakh sarà discusso con l’Azerbaigian. Ha risposto così indirettamente al premier armeno Pashinyan che ieri aveva detto che una volta ritiratesi dal Nagorno Karabakh i soldati russi non sarebbero dovuti venire in Armenia. la questione non è stata discussa. “Ora, infatti, sia de facto che de jure, le nostre forze di pace si trovano sul territorio dell’Azerbaigian. Lo riconosce anche il primo ministro armeno Pashinyan. Per quanto riguarda il loro futuro regime, la loro permanenza e tutte le circostanze che lo accompagnano, ovviamente se ne discuterà con la parte azera. E naturalmente continueremo i nostri contatti anche con i nostri amici armeni”, ha detto Peskov.

(10) USTIONATO IN SPAGNA – Oggi, un paziente che ha riportato ustioni a seguito dell’esplosione è stato trasferito in Spagna per continuare le cure specialistiche e complesse all’estero. Circa 2 dozzine di pazienti trasferiti nei centri medici di Yerevan in condizioni estremamente gravi, le cui condizioni di salute si sono stabilizzate grazie agli sforzi dei nostri operatori sanitari, sono stati trasferiti nei principali centri medici negli Stati Uniti, Francia, Bulgaria, Italia e Belgio in continuare il trattamento.

(10) CONSIGLIO D’EUROPA – Nel suo intervento alla sessione ordinaria della sessione autunnale dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a Strasburgo, la Segretaria generale del Consiglio d’Europa Maria Pejcinovich Burich ha fatto riferimento agli sviluppi nel Caucaso meridionale, informando che il suo rappresentante speciale presso il questione dei rifugiati e dei migranti si è recato in Armenia per comprendere le esigenze di decine di migliaia di sfollati forzati dal Nagorno Karabakh. Alla domanda di Armen Gevorgyan, membro della delegazione armena alla PACE, su come considera il Consiglio d’Europa l’arresto degli ex leader del Nagorno-Karabakh da parte di Baku, Burich ha risposto che anche questo tema sarà all’ordine del giorno della visita della missione del Segretariato in Azerbaigian.Ha inoltre osservato che è necessario lavorare su misure per rafforzare la fiducia tra i popoli.

(10) STUDENTI SFOLLATI – Al fine di organizzare l’istruzione degli studenti sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh, il Ministero dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport della Repubblica di Armenia ha inviato un’altra circolare ai direttori delle scuole e delle università. Secondo la circolare, durante questo periodo il Ministero dell’Istruzione e della Cultura ha ricevuto una serie di domande riguardanti l’organizzazione della continuazione dell’istruzione dei nostri connazionali sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh, il superamento di 8 differenze disciplinari negli studi e nelle preferenze professionali, nonché l’ammissione in una scuola professionale o in un’università di persone che frequentano la scuola superiore o che sono state escluse dagli studi dopo l’istruzione di base. In caso di ripristino del diritto all’istruzione interrotto nella Repubblica del Nagorno-Karabakh, lo Stato prevede un risarcimento delle tasse universitarie allo scopo di organizzare l’istruzione nei college e nelle università statali.

(10) STRESS BAMBINI – I bambini rifugiati sfollati con la forza dal Nagorno-Karabakh e rifugiati in Armenia mostrano segni di acuto stress psicologico. Lo documentano gli assistenti sociali che lavorano con l’UNICEF, che forniscono un sostegno speciale ai bambini e alle loro famiglie che hanno lasciato le loro case nelle ultime settimane.Gli assistenti sociali che lavorano in due postazioni dell’UNICEF a Goris, che servono fino a 300 bambini al giorno, hanno riferito sentimenti di ansia, paura e rabbia, manifestati da incubi, enuresi notturna e pianto inconsolabile. Alcuni bambini si isolano da tutti, diventano poco comunicativi, incapaci di esprimere sentimenti o di capire cosa è successo.
L’UNICEF ha lanciato un appello per 12,6 milioni di dollari nei prossimi sei mesi per fornire servizi essenziali tra cui istruzione, protezione dell’infanzia, salute, nutrizione e servizi igienico-sanitari.

(10) ESENZIONI VEICOLI –  I proprietari di veicoli registrati a Stepanakert possono ricevere un certificato di non obbligo del pagamento dell’imposta sulla proprietà. L’annuncio del Comune di Stepanakert è stato pubblicato sulla pagina Facebook del quartier generale delle informazioni dell’Artsakh.

(10) OCCUPAZIONE DI SHUSHI – Secondo il comunicato stampa del Ministero degli Affari Esteri della Turchia del 9 ottobre, il capo del dipartimento Hakan Fidan si recherà a Shushi, occupata dall’Azerbaigian, per partecipare alla 27esima riunione dei ministri dell'”Organizzazione per la cooperazione economica”.

(10) DICHIARAZIONI LAVROV – Il ministro degli Esteri russo, Lavrov, ha dichiarato che ora che i leader di Armenia e Azerbaigian hanno risolto la questione del reciproco riconoscimento della sovranità, è giunto il momento di stabilire una vita pacifica e il contingente russo di mantenimento della pace di stanza nel Nagorno Karabakh è pronto a contribuire a stabilire una vita pacifica nel Caucaso meridionale. Il ministro ha altresì sottolineato che l’intervento degli Stati Uniti e dell’Unione europea causa instabilità nelle relazioni tra l’Azerbaigian e l’Armenia. 

(10) ESERCITAZIONE FRANCO-ARMENA – Soldati francesi della sicurezza civile sono arrivati in Armenia per partecipare all’esercitazione HOPE 2023 dedicata alla protezione civile e al salvataggio. Un gruppo della Sicurezza civile francese è arrivato in Armenia per partecipare all’esercitazione HOPE 2023 con i soccorritori dell’Armenia e dell’UE, ha riferito l’ambasciata francese a Yerevan sulla sua pagina X. L’ambasciatore francese in Armenia Olivier Decottignies li ha accolti all’aeroporto internazionale Zvartnots di Yerevan. La squadra francese comprende 56 soldati della Sicurezza civile francese, due aerei Dash, una stazione di controllo mobile, 8 tonnellate di attrezzature e due cani da salvataggio.

(10) IRAN E AZERBAIGIAN – Il vice ministro degli Esteri iraniano Mehdi Safari e il ministro degli Esteri dell’Azerbaigian Jeyhun Bayramov hanno discusso della necessità di pace e stabilità permanenti nella regione del Caucaso meridionale. Hanno sottolineato il rifiuto dell’ingerenza esterna nei problemi regionali, così come la necessità di un ruolo costruttivo dei paesi della regione nel quadro delle iniziative regionali, come il formato “3+3” (Armenia, Georgia, Azerbaigian, Iran, Russia, Turchia). Durante l’incontro si è discusso della realizzazione del corridoio di trasporto Nord-Sud, della realizzazione dei progetti economici comuni e delle questioni consolari.

(9) MISSIONE ONU – Una seconda missione delle Nazioni Unite si è recata nel Nagorno-Karabakh.. Tuttavia, i dettagli specifici sulla composizione e sul programma della missione non sono stati resi noti. Vale la pena notare che la precedente visita della missione delle Nazioni Unite ha sollevato critiche da parte di vari esperti. Durante quella missione, i partecipanti non hanno visitato Stepanakert e non hanno potuto assistere alla distruzione e alle conseguenze del bombardamento. Sorprendentemente, hanno visitato Agdam, dove hanno potuto vedere le conseguenze dei bombardamenti. La missione non ha esteso la sua portata ai villaggi remoti, né ha indagato sulle denunce di violenza contro la popolazione armena o sul bombardamento dei siti del patrimonio culturale armeno.

(9) AIUTI UMANITARI – Due aerei con carichi umanitari provenienti dalla Romania e per gli armeni sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh, sono atterrati nella capitale armena Yerevan. Questa è solo una parte del carico inviato in Armenia dal governo rumeno. Un altro volo da Bucarest a Yerevan è previsto per trasportare le persone ferite nell’esplosione a Stepanakert [nel Nagorno Karabakh] alle cure mediche

(9) FERITI IN ITALIA – Cinque armeni dell’Artsakh, rimasti gravemnete feriti nell’esplosione del deposito di carburante, sono stati trasportati con un aereo dell’aereonautica militare italiana in Italia per eseere curati in strutture specializzate.

(9) POSSIBILE VERTICE MINISTRI – Mosca considera la possibilità di organizzare un incontro tra i ministri degli Esteri di Armenia, Russia e Azerbaigian nell’ambito del prossimo vertice della CSI che si terrà il 12 ottobre in Kirghizistan secondo quanto ha dichiarato in un’intervista il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin.

(8) AIUTO AGLI STUDENTI – Circa 300 studenti sfollati con la forza dall’Artsakh hanno già fatto domanda alle principali università armene per continuare gli studi. Lo ha riferito il vice primo ministro Tigran Khachatryan, che coordina il lavoro del “Centro umanitario” del governo della Repubblica di Armenia, durante la conferenza stampa tenutasi oggi.”Nella prossima settimana, prevediamo di approvare la procedura con la quale verrà fornito sostegno agli studenti per continuare i loro studi, se si tratta di studi retribuiti, e regoleremo la questione“, ha aggiunto il vice primo ministro.

(8) SITUAZIONE FERITI – Ad oggi, il Ministero della Sanità della Repubblica d’Armenia ha informato che 293 pazienti continuano a ricevere cure in vari centri medici, le condizioni di 106 rimangono gravi e 11 sono estremamente gravi.

(8) CINQUE PAZIENTI TRASFERITI IN ITALIA – Cinque pazienti feriti durante l’esplosione di un deposito di benzina vicino a Stepanakert continueranno le cure all’estero, riferisce il Ministero della Salute armeno. Un team di specialisti dall’Italia è arrivato in Armenia di notte e, a seguito di colloqui con i medici armeni, ha selezionato quei pazienti il ​​cui trattamento continuato nel loro paese sarebbe stato più efficace e completo. Anche altri paesi aiutano l’Armenia, con quattro pazienti che ricevono cure in Francia e due in Bulgaria.

(8) BAMBINI A SCUOLA – Quasi il 40% dei bambini trasferiti dal Nagorno Karabakh in Armenia sono già stati inseriti nelle scuole armene. Lo ha affermato Nazeli Baghdasaryan, addetto stampa del Primo Ministro della RA, durante la conferenza stampa tenutasi oggi rilevando che insieme al processo di risoluzione dei problemi educativi e sanitari, lo Stato continua ad essere coerente con ogni persona sfollata con la forza dal Nagorno Karabakh.

(8) NAZIONI UNITE – L’agenzia Onu per i rifugiati ha chiesto 97 milioni di dollari per aiutare gli sfollati dell’Artsakh. Una dichiarazione al riguardo è stata pubblicata sul sito dell’ONU. Va notato che gli aiuti sono necessari per sostenere le azioni portate avanti dal governo armeno. La richiesta di finanziamento è stata lanciata congiuntamente con altre istituzioni delle Nazioni Unite e circa 60 organizzazioni partner. È stato elaborato un piano semestrale per una risposta urgente alla situazione dei rifugiati in Armenia fino alla fine di marzo 2024. È destinato a 231.000 persone: 136.000 rifugiati e 95.000 residenti nella Repubblica d’Armenia, che sostengono i profughi e li accolgono nelle loro case. Il progetto ha tenuto conto anche delle difficoltà dell’avvicinarsi dell’inverno. La dichiarazione propone di fornire sostegno nella fornitura di cibo e alloggio, nonché nell’istruzione e nella sanità. Si raccomanda inoltre di migliorare la fornitura di servizi statali per i rifugiati.

(7) SMANTELLATA ALTRA POSTAZIONE RUSSA – Le forze di pace russe hanno smantellato un altro posto di osservazione nella regione di Askeran. Lo riferisce il Ministero della Difesa della Federazione Russa.Il dipartimento ha informato il 5 ottobre che le forze di pace hanno smantellato i loro posti di osservazione nelle regioni di Askeran, Martakert e Shushi.Secondo il rapporto, in conformità con gli accordi raggiunti sulla cessazione delle ostilità, sotto il controllo delle forze di pace russe, è stato completato l’inventario di armi, equipaggiamento militare, armi da fuoco e munizioni nei magazzini delle forze armate del Nagorno Karabakh.92 unità di veicoli corazzati, 142 unità di autoveicoli, 124 unità di equipaggiamento antiaereo, 112 unità di cannoni di artiglieria da campo, cannoni e mortai antiaerei, 1 unità di cannoni antiaerei, più di 7mila unità di armi leggere e attrezzature anticarro, sono state consegnate circa 66,1 milioni di munizioni.

(7) DISTRIBUZIONE SFOLLATI – Le persone che hanno una certa chiarezza in termini di lavoro e occupazione si spostano nelle regioni dell’Armenia. Secondo i dati del momento, la distribuzione per regioni (Marz) è la seguente: Aragatsot: 4.119 persone, Ararat: 19.054, Armavir: 8.149, Gegharkunik: 4.939, Lori: 4.695, Kotayk: 22.350, Shirak: 3.529, Syunik: 5.436, Vayots Dzor: 2.310, Tavush: 3.195 per un totale di 77.776. Il collocamento di circa 58.000 persone è stato effettuato con il sostegno statale.

(7) ASSISTENZA SANITARIA – Più di 13mila persone sfollate con la forza dal Nagorno-Karabakh sono state registrate nei centri medici primari, nei policlinici e negli ambulatori. 303 cittadini sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh sono ricoverati negli ospedali armeni, le condizioni di 113 sono valutate gravi e 11 sono in condizioni estremamente gravi. 5 bambini continuano a ricevere le cure nelle unità di terapia intensiva.

(7) TELEFONATA TRA PASHINYAN E PUTIN – Il primo ministro Nikol Pashinyan ha avuto una conversazione telefonica con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin come riferisce il servizio stampa del primo ministro armeno. Gli interlocutori hanno discusso della situazione creatasi dopo il reinsediamento forzato degli armeni del Nagorno-Karabakh [Artsakh], nonché di una serie di questioni all’ordine del giorno bilaterale. Il primo ministro Pashinyan si è anche congratulato con il presidente russo per il suo compleanno.

(7) RICERCA PERSONE – Lo staff del Comitato Internazionale della Croce Rossa continua a cercare le persone del Nagorno-Karabakh non ancora evacuate, tra cui anziani, malati e disabili secondo quanto riferisce. Lo ha detto la delegazione del CICR in Armenia. “Il nostro personale continua a cercare le persone che non sono state ancora spostate, compresi anziani, malati e disabili. Durante le visite dei giorni scorsi abbiamo fornito pacchi alimentari e igienici e abbiamo anche aiutato tre persone a ripristinare i contatti con i loro familiari. È stato un grande sollievo per queste persone poter finalmente parlare con i loro parenti, che fino a quel momento non avevano informazioni su dove si trovassero. Alle visite partecipano anche i nostri medici, che hanno valutato lo stato di salute delle persone vulnerabili al fine di soddisfare le loro esigenze mediche“, si legge nella dichiarazione del CICR in Armenia.

(7) ESPLOSIONE ARTSAKH – Sette pazienti feriti a causa dell’esplosione a Stepanakert e dell’aggressione militare dell’Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh sono stati trasferiti in Francia e Bulgaria per continuare le cure nelle migliori cliniche secondo quanto ha riferito il Ministero della Sanità armeno.

(6) PAZIENTI DALL’ARTSAKH – Trecentotre pazienti medici sfollati con la forza dal Nagorno-Karabakh vengono curati nei centri medici dell’Armenia.L’addetto stampa del primo ministro Nazeli Baghdasaryan ha dichiarato in una conferenza stampa che le condizioni di salute di 113 di loro sono gravi; mentre nel caso di 11 pazienti la situazione è gravissima.

(6) CONTABILITA’ SFOLLATI – Alcune delle persone sfollate con la forza dal Nagorno-Karabakh e stabilitesi in Armenia hanno già ricevuto il pagamento una tantum di 100.000 AMD (circa 237 euro) previsto dal governo armeno. L’addetto stampa del primo ministro Nazeli Baghdasaryan ha detto in conferenza stampa che il resto dei pagamenti continuerà lunedì.Baghdasaryan ha inoltre affermato che il 99,2% degli sfollati dal Karabakh sono già stati registrati in Armenia.Inoltre ha osservato che 13.415 persone, pari al 13,5%, sono già state registrate nelle strutture mediche primarie – policlinici, ambulatori. Nazeli Baghdasaryan ha anche informato che 8.000 studenti frequentano varie istituzioni educative armene, ovvero circa il 32% dei bambini in età scolare.

(6) OSCE – Il Presidente in esercizio dell’OSCE, Ministro degli Esteri della Macedonia del Nord Bujar Osmani, ha chiesto maggiore sostegno internazionale e assistenza umanitaria per oltre 100.000 armeni del Karabakh che hanno trovato rifugio nella Repubblica di Armenia.

(6) AIUTI DALLA RUSSIA – La Russia invierà aiuti umanitari per sfollare forzatamente le persone dal Nagorno-Karabakh a medio e lungo termine, ha annunciato il Ministero russo per le Situazioni di Emergenza dopo un briefing con il Ministero degli Esteri armeno il 2 ottobre, riferisce l’Ambasciata russa in Armenia.L’ambasciata ha già predisposto l’elenco dei beni primari che sarà possibile inviare nei prossimi giorni alla Repubblica d’Armenia per far fronte ai bisogni degli armeni del Nagorno-Karabakh.

(6) MISSIONE NAZIONI UNITE – Il presidente dell’Azerbaigian ha informato che a breve ci sarà una nuova missione delle Nazioni unite nel Karabakh.

(6) CONSOLATI A MEGHRI – Dopo la Francia anche la Russia ha deciso di aprire un consolato a Meghri nel Syunik (Armenia del sud).

(6) FERITI ESPLOSIONE IN FRANCIA – Questo pomeriggio, quattro pazienti gravemente feriti nel Nagorno Karabakh sono stati evacuati negli ospedali francesi, secondo l’impegno assunto dal Ministro dell’Europa e degli Affari Esteri francese, Catherine Colonna, a Erevan. Il 4 ottobre il ministro degli Esteri francese, accompagnato dal ministro della Sanità Anahit Avanesyan, aveva visitato il National Burn Center, dove ricevono cure le vittime dell’esplosione nel Nagorno Karabakh. 

(5) DICHIARAZIONE CONGIUNTA A GRANADA – Armenia, Francia, Germania e UE hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sui risultati dell’incontro in Spagna. Michel, Macron e Scholz hanno sottolineato il loro fermo sostegno all’indipendenza, alla sovranità, all’integrità territoriale e all’inviolabilità dei confini dell’Armenia. Hanno espresso il loro sostegno al rafforzamento delle relazioni UE-Armenia e hanno convenuto sulla necessità di fornire ulteriore assistenza umanitaria all’Armenia. Hanno sottolineato che questi rifugiati devono essere liberi di esercitare il loro diritto di ritornare alle loro case e ai loro luoghi di vita, senza alcuna condizione, con un monitoraggio internazionale e nel dovuto rispetto della loro storia, cultura e dei diritti umani. Rimangono impegnati in tutti gli sforzi diretti alla normalizzazione delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian, basate sul riconoscimento reciproco della sovranità, dell’inviolabilità dei confini e dell’integrità territoriale dell’Armenia (29.800 km2) e dell’Azerbaigian (86.600 km2).
Hanno sottolineato l’urgente necessità di lavorare per la delimitazione dei confini sulla base delle più recenti mappe dello Stato Maggiore dell’URSS fornite alle parti, che dovrebbero anche fungere da base per il distanziamento delle forze, per finalizzare il trattato di pace e affrontare tutte le questioni umanitarie. Hanno chiesto una maggiore cooperazione regionale e la riapertura di tutti i confini, compreso il confine tra Armenia e Turchia, nonché l’apertura di collegamenti di connettività regionale basati sul pieno rispetto della sovranità e della giurisdizione dei Paesi.
I leader europei hanno chiesto ad Armenia e Azerbaigian di rilasciare tutti i detenuti e di cooperare per affrontare la sorte delle persone scomparse e facilitare il lavoro di sminamento

(5) DICHIARAZIONE PASHINYAN-VON DER LEYEN – In seguito all’incontro tra il primo ministro Nikol Pashinyan e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Granada, a margine della Comunità politica europea, è stata adottata una dichiarazione congiunta. 
“ Ci siamo incontrati oggi nella città di Granada, a margine del vertice della Comunità politica europea ospitato dalla Spagna. Abbiamo ribadito la nostra condanna dell’operazione militare dell’Azerbaigian contro la popolazione armena del Nagorno-Karabakh e riaffermato la necessità di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale sia dell’Armenia che dell’Azerbaigian, sulla base della dichiarazione di Almaty del 1991 e con la consapevolezza che il territorio dell’Armenia copre 29.800 km2 e 86.600 km2 dell’Azerbaigian. Abbiamo inoltre sottolineato che l’apertura dei collegamenti di connettività regionale dovrebbe basarsi sul pieno rispetto della sovranità e della giurisdizione dei paesi, nonché sui principi di uguaglianza e reciprocità. 
L’Armenia e l’UE sono legate da valori politici condivisi e dal loro impegno per un ordine internazionale basato su regole. In questi tempi difficili, l’UE e l’Armenia sono fianco a fianco. Siamo impegnati a rafforzare ulteriormente le relazioni UE-Armenia. Come abbiamo discusso all’inizio di questa settimana, il nostro obiettivo immediato è rispondere ai bisogni umanitari degli oltre 100.000 armeni del Karabakh fuggiti in Armenia. Abbiamo discusso di come garantire la massima efficacia degli aiuti umanitari e degli altri aiuti immediati forniti dall’UE, che raggiungeranno i 10,45 milioni di euro.
La presidente von der Leyen ha inoltre annunciato che la Commissione sta mobilitando fondi per stanziare 15 milioni di euro dal suo programma annuale per l’Armenia da utilizzare come sostegno al bilancio. Ciò consentirà al governo armeno di far fronte alle urgenti esigenze socioeconomiche e di sostenere l’acquisto di cibo e carburante. Nel lungo termine, l’Unione Europea e l’Armenia sono determinate a rafforzare i loro legami economici, lavorando per sfruttare appieno il potenziale del nostro accordo di partenariato economico globale. 
In particolare, il Piano di investimenti economici (EIP) dell’UE per l’Armenia prevede fino a 2,6 miliardi di euro da utilizzare per investimenti in importanti infrastrutture e altri progetti. La Commissione e l’Armenia raddoppieranno gli sforzi per attuare progetti importanti. La Commissione sosterrà inoltre la partecipazione dell’Armenia a progetti regionali come il cavo elettrico del Mar Nero. Infine, la Commissione intensificherà l’assistenza tecnica all’Armenia, in particolare nei settori della sicurezza aerea e della sicurezza nucleare. La presidente von der Leyen ha informato dei preparativi per un evento congiunto UE-USA a sostegno dell’Armenia. Continueremo le discussioni sui modi in cui rafforzare ulteriormente la nostra relazione nei prossimi giorni
”.

(5) COLPI AZERI SU VEICOLO ARMENO – Il ministero della Difesa dell’Armenia informa che oggi, alle 13,50 ora locale unità delle forze armate azere hanno aperto il fuoco contro un veicolo che stava provvedendo alla consegna di cibo alle postazioni difensive armene. Danni al mezzo ma nessun ferito. La violazione è avvenuta in direzione di Norabak (Gegharkunik)

(5) UNIONE EUROPEA – Charles Michel, capo del Consiglio europeo, ha sottolineato la necessità del riconoscimento reciproco dell’integrità territoriale tra Armenia e Azerbaigian. Michel ha affermato che durante una recente conversazione con il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, ha chiarito che Aliyev “non può avere rivendicazioni territoriali contro l’Armenia”. Intanto, Josep Borrell, capo della diplomazia europea, ha espresso la speranza che i negoziati tra Armenia e Azerbaigian possano essere organizzati a Bruxelles. 
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha rivelato che l’Unione europea fornirà oltre 25 milioni di euro in aiuti all’Armenia a seguito dell’operazione militare dell’Azerbaigian nell’Artsakh (Nagorno-Karabakh). Lo ha annunciato durante la sua visita a Granada, dove ha partecipato al vertice della Comunità politica europea. Inizialmente erano stati stanziati 5,2 milioni di euro, ma von der Leyen ha dichiarato che avrebbe informato il primo ministro armeno Nikol Pashinyan della decisione dell’UE di raddoppiare tale importo portandolo a 10,2 milioni di euro. Inoltre, l’UE contribuirà con altri 15 milioni di euro al bilancio dell’Armenia.

(5) CONDANNATI PRESIDENTI – Un tribunale dell’Azerbaigian ha condannato all’arresto due ex presidenti dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh), Arkady Ghukasyan e Bako Sahakyan, e il presidente dell’Assemblea nazionale, Davit Ishkhanyan. Ghukasyan, Sahakyan e Ishkhanyan a una detenzione (provvisoria) di quattro mesi. In precedenza, l’Azerbaigian aveva confermato ufficialmente la notizia dell’arresto dell’ex presidente dell’Artsakh, Arayik Harutyunyan. Il Servizio di Sicurezza dello Stato dell’Azerbaigian ha pubblicato un video dell’arresto e dell’interrogatorio di Harutyunyan. Arayik Harutyunyan è stato “accusato” ai sensi dei nove articoli del codice penale azerbaigiano e rischia l’ergastolo.

(5) ARMENI RIMASTI – Più di 15 armeni identificati nell’Artsakh (Nagorno Karabakh) sono rimasti sotto il dominio azerbaigiano. Artak Beglaryan, ex ministro di Stato dell’Artsakh, ne ha scritto su Telegram, citando le sue fonti. “Il numero totale non può superare i 40, comprese le persone scomparse”, ha aggiunto Beglaryan.

(5) PARLAMENTO EUROPEO – Nella sessione plenaria di oggi tenutasi a Strasburgo, in Francia, i membri del Parlamento europeo hanno adottato una risoluzione giuridicamente non vincolante che invita l’Unione europea a imporre sanzioni all’Azerbaigian in relazione agli eventi riguardanti il ​​Nagorno Karabakh, nonché a rivedere lo sviluppo della cooperazione e ridurre la dipendenza dall’importazione di gas naturale azerbaigiano. La risoluzione è stata adottata con 491 voti favorevoli, 9 contrari e 36 astensioni. Le risoluzioni del Parlamento europeo sulle questioni di politica estera non sono giuridicamente vincolanti, ma le altre istituzioni europee devono ascoltare le opinioni degli eurodeputati. In particolare, la risoluzione afferma che il Parlamento europeo invita l’UE e i suoi Stati membri ad adottare sanzioni mirate contro i funzionari governativi dell’Azerbaigian responsabili di molteplici violazioni del cessate il fuoco e di abusi dei diritti umani nel Nagorno Karabakh. Inoltre, i deputati chiedono all’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera (Borrell) di sospendere i negoziati per un rinnovato accordo di partenariato con l’Azerbaigian fino a quando quest’ultimo non mostrerà una sincera volontà di rispettare i diritti e la sicurezza della popolazione armena del Nagorno Karabakh. In caso contrario, i deputati chiedono all’UE e ai suoi Stati membri di prendere in considerazione la sospensione dell’applicazione dell’accordo di facilitazione dei visti e la riduzione del livello di cooperazione con l’Azerbaigian in altri settori.
Il Parlamento europeo ritiene necessario che l’UE riduca la sua dipendenza dal gas naturale dell’Azerbaigian e, in caso di aggravamento delle tensioni tra Azerbaigian e Armenia, sospenda completamente l’importazione di petrolio e gas naturale dall’Azerbaigian.
I deputati chiedono all’UE di lavorare per fornire garanzie internazionali per garantire la sicurezza degli armeni che ancora vivono nel Nagorno-Karabakh, nonché di ripristinare il pieno accesso umanitario alla regione e di aumentare considerevolmente gli aiuti umanitari. Il Parlamento europeo esprime delusione per l’organizzazione dei lavori della prima missione delle Nazioni Unite che ha visitato il Karabakh e chiede l’istituzione di una presenza internazionale nel Nagorno Karabakh sotto gli auspici delle Nazioni Unite. Inoltre, i deputati hanno chiesto all’Azerbaigian di rilasciare tutti gli armeni, compresi i politici, arrestati nel Nagorno Karabakh.

(4) PRINCIPI PER LA PACE – Rispondendo a una domanda in parlamento il premier armeno Pashinyan ha dichiarato che una pace può essere siglata sulla base di tre principi già illustrati nei precedenti vertici ovvero: 1) riconoscimento reciproca integrità territoriale (Armenia 29.800 km2, Azerbaigian 86.600 km2) 2) Accordo sui parametri per la definizione dei confini (l’Armenia vorrebbe usare le mappe sovietiche del 1975 ma non è categorica su questo punto), 3) l’apertura delle comunicazioni nella regione avverrà secondo il principio di sovranità, giurisdizione, legislazione, uguaglianza e reciprocità dei paesi. Pashinyan ha detto che “se l’Azerbaigian riaffermasse pubblicamente il suo impegno verso questi principi, potremmo praticamente considerare che la conclusione di un trattato di pace è solo questione di breve tempo. Il problema è che gli alti funzionari dell’Azerbaigian, che dicono di essere d’accordo con il processo di pace, non hanno riaffermato il loro impegno verso questi principi, il che solleva dubbi. che quando dicono pace, intendono dopo aver realizzato le loro presunte ambizioni per l’integrità territoriale dell’Armenia. Se riaffermano la loro lealtà a questi 3 principi, allora potremo considerare la pace praticamente raggiunta.”

(4) CONTEGGIO SFOLLATI – Secondo gli ultimi dati risultano ufficialmente sfollati dall’Artsakh 100.632 persone.

(4) IL PRESIDENTE IN ARMENIA? – Secondo alcune fonti l’attuale presidente della repubblica di Artsakh, Samvel Shahramanyan, sarebbe già in Armenia.

(4) SALTA IL VERTICE DI GRANADA – L’Azerbaigian ha dichiarato la indisponibilità a partecipare al previsto vertice di Granada previsto nella cornice della riunione della Comunità politica europea. L’incontro tra Pashinyan e Aliyev con la partecipazione di Macron, Sholz e Michel è saltato. Pare che la ragione del mancato arrivo di Aliyev sia stata la recente posizione della Francia e la non partecipazione di Erdogan. Sembra invece confermata la presenza del premier armeno Pashinyan.

(4) CORRIDOIO DI ZANGEZUR – Maria Zakharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, ha commentato la realizzazione del “corridoio Zangezur”. “Questo lavoro viene svolto nell’ambito della co-presidenza dei vice primi ministri di Armenia, Azerbaigian e Russia. Il progetto di ripristinare la via di trasporto che collega l’Azerbaigian con la Repubblica autonoma di Nakhchivan attraverso la provincia di Syunik in Armenia è in fase di realizzazione discusso. Nell’attuazione di questo progetto, vediamo un significativo potenziale di progresso verso la normalizzazione delle relazioni tra Yerevan e Baku. E, naturalmente, tutto dipende dalla volontà politica dei paesi e dalla disponibilità a raggiungere accordi concreti“, ha affermato il rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri russo.

(4) SERVIZI SEGRETI ARMENIA – L’ex difensore civico Kristine Grigoryan è stata nominata capo dei servizi segreti esteri con decreto del primo ministro Nikol Pashinyan. L’Ufficio è di nuova costituzione.

(3) ARRESTATI I PRESIDENTI – Gli ex presidenti della repubblica di Artsakh, il 66enne Arkadi Ghukasyan (1997-2007), il 63enne Bako Sahakyan (2007-2020) e il 53enne Arayik Harutynunyan (2020-2023), sono stati presi dagli azeri e portati a Baku. Stessa sorte all’attuale presidente dell’Assemblea nazionale David Ishkhanyan. Salgono così a otto le alte cariche dello Stato imprigionate dall’Azerbaigian.

(3) AIUTI DALL’IRAN – 60 tonnellate di aiuti umanitari per gli sfollati dell’Artsakh sono arrivate in Armenia dall’Iran.

(3) DICHIARAZIONI MICHEL – C’è una grande responsabilità da parte dell’Azerbaigian, che ha lanciato questa operazione militare contro il Nagorno Karabakh, ha detto Charles Michel, presidente del Consiglio europeo. “Spetta ora all’Azerbaigian mostrare buona volontà, impegnandosi nel rispetto del diritto internazionale per proteggere i diritti e la sicurezza dell’intera popolazione che vive in Azerbaigian, compresa la popolazione armena“, ha detto Michel, riferendosi al commento secondo cui il rapporto di Bruxelles con Baku rimane difficile ma promettente. Ha anche affermato che Baku rimane un partner dell’UE nonostante il suo sfrontato attacco. “L’Azerbaigian oggi è un partner, sì, è un partner. Ciò non significa che il rapporto sia semplice. No, non è semplice. Ci sono difficoltà? Sì, e queste difficoltà sono reali e devono essere comprese“, ha spiegato. Alla domanda se l’UE debba riconsiderare l’accordo sul gas con Baku, Michel ha risposto: “Certamente. Ciò che ora dobbiamo guardare è come normalizzare il rapporto tra Armenia e Azerbaigian in modo da poter garantire fermamente e incontestabilmente il reciproco riconoscimento del integrità territoriale di entrambi i paesi.”

(3) ALTI FUNZIONARI LASCIANO L’ARTSAKH – Tre alti funzionari hanno lasciato il Nagorno Karabakh e sono entrati in Armenia. Si tratta del ministro degli Interni dell’Artsakh, Karen Sargsyan, del direttore del Servizio di sicurezza nazionale, Ararat Melkumyan, e del capo di gabinetto del presidente del Nagorno Karabakh.
Ieri sera gli azeri non avevano permesso al direttore del Servizio statale di sicurezza nazionale di attraversare il ponte Hakari, lo avevano portato a Stepanakert, arrestato e poi rilasciato, e dopo trattative gli hanno permesso venire in Armenia. In Karabakh sono rimasti solo i presidenti precedenti e quello attuale e diversi funzionari di alto rango. L’Azerbaigian non consente ad Arkadi Ghukasyan, Bako Sahakyan, Arayik Harutyunyan e Samvel Shahramanyan di lasciare l’Artsakh. Tuttavia, sono in corso trattative attive sulla questione. Il procuratore generale dell’Azerbaigian ha emesso un mandato di arresto per Arayik Harutyunyan.

(3) POLIZIA E SOCCORRITORI SE NE VANNO – Anche la polizia e i soccorritori hanno lasciato Artsakh la scorsa notte, secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero degli Affari Interni dell’Artsakh, Hunan Tadevosyan. Egli ha sottolineato che le operazioni di ricerca non hanno dato risultati negli ultimi giorni e quindi sono state interrotte. I soccorritori hanno trasportato in Armenia anche le loro attrezzature di servizio e i camion dei pompieri. I resti umani rinvenuti sul luogo dell’esplosione in un deposito di benzina vicino a Stepanakert sono stati portati nella capitale armena Yerevan per un esame genetico. Ci sono persone disperse sia a causa della suddetta esplosione che a causa delle operazioni di combattimento, ma il loro numero esatto non è stato ancora reso noto.

(3) VERTICE DI GRANADA – Il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev spera che l’incontro che si terrà a Granada darà impulso allo sviluppo dell’agenda di pace nella regione. Lo ha detto Aliyev in un incontro con l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, nella sua residenza a Baku. Aliyev ha notato che l’Azerbaigian ha preso l’iniziativa del trattato di pace e ha notato che nella regione si sono create opportunità storiche per portare avanti l’agenda di pace. Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente azero Ilham Aliyev si incontreranno a Granada il 5 ottobre. All’incontro parteciperanno anche i leader di Francia, Germania e il Consiglio europeo.

(3) EVACUAZIONE CONCLUSA – Il comando russo di mantenimento della pace riferisce di aver accompagnato “l’ultimo” autobus di rifugiati di etnia armena diretti dal Nagorno Karabakh all’Armenia il 2 ottobre 2023. Rimangono alcuni armeni in Nagorno Karabakh, come quelli che svolgono attività di ricerca e recupero delle persone uccise.

(2) DICHIARAZIONI DI LAVROV – La decisione che il Karabakh deve diventare parte dell’Azerbaigian è stata presa con la partecipazione diretta del primo ministro armeno Nikol Pashinyan, ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. “È una bugia quando personaggi [politici] di Yerevan hanno affermato che, firmando un accordo per porre fine alla guerra nel novembre 2020, Putin ha costretto Pashinyan a dare il Karabakh all’Azerbaigian. In questo accordo, datato 10 novembre 2020, è scritto che il Karabakh è un’area di responsabilità del contingente russo di mantenimento della pace e c’era un accordo comune secondo cui il dialogo sullo status finale del Karabakh sarebbe continuato. Tuttavia, quando un anno o un anno e mezzo dopo, il primo ministro Pashinyan, in un regolare vertice europeo a Praga, firmò un documento in cui si afferma che Armenia e Azerbaigian si riconoscono entro i confini del 1991, in conformità con la dichiarazione di Alma-Ata, la questione era chiusa. Successivamente ha utilizzato nuovamente il termine a Bruxelles. Inoltre, nel documento in questione, distribuito dall’UE, non si dice che l’Armenia sia preoccupata per la sorte degli armeni che vivevano in Karabakh, e che tutti debbano in qualche modo occuparsi del proprio destino affinché non non devo soffrire“, ha detto Lavrov.
Coloro che vogliono lasciare il Karabakh per la Russia non possiamo farli restare. Stiamo lavorando con i colleghi e i vicini azeri per stabilizzare la situazione in Karabakh, per rafforzare la fiducia lì, per creare le condizioni per la ripresa della vita normale e della vita comune di armeni e azeri. Spero che anche Yerevan sia interessata a questo e che faccia degli sforzi per questo“, ha aggiunto il ministro degli esteri russo.

(2) SPARI A STEPANAKERT – Il contingente russo di mantenimento della pace ha riferito di una violazione del cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh. “È stata registrata una violazione del cessate il fuoco. Nella città di Stepanakert, uno sconosciuto ha sparato con un’arma da cecchino in direzione del servizio di pattuglia russo-azerbaigiano. Non ci sono vittime. Il comando delle forze di pace russe sta conducendo un’indagine con i rappresentanti della parte azera e del Karabakh su questo fatto”, ha detto il Ministero della Difesa russo.

(2) AZERI ATTACCANO SOLDATI IN ARMENIA – Oggi alle 14:45 (ora locale) unità delle forze armate azere hanno aperto il fuoco contro l’auto che trasportava cibo per il personale delle posizioni armene situate a Kut. In seguito al bombardamento del veicolo incaricato della fornitura di cibo al personale armeno in servizio nelle posizioni di combattimento, ci sono state vittime da parte armena. Dalle ore 16 la situazione lungo la linea del fronte sembra essersi in una certa misura stabilizzata. L’attacco azero al veicolo delle forze armate dell’Armenia è costato la vita di un militare e il ferimento di altri due. Il militare ucciso è Aram Tigran Kocharyan dell’unità militare N del Ministero della Difesa della Repubblica di Armenia.

(2) PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA – I quattro presidenti dell’Artsakh – Arkady Ghukasyan, Bako Sahakyan, Araik Harutyunyan, Samvel Shahramanyan – non si sono trasferiti in Armenia. Secondo una fonte attendibile di Aravot.am continuano a trovarsi nell’Artsakh. Da ieri sera sui social network e sui canali telegrafici si è diffusa la notizia che i tre presidenti dell’Artsakh, a seguito dei negoziati, sono stati trasferiti sani e salvi a Yerevan. Tuttavia, secondo le nostre informazioni, i presidenti dell’Artsakh, la maggior parte dei membri del governo, compresi i capi delle strutture di potere, si trovano nell’Artsakh. A seguito di alcuni incontri e discussioni che si terranno oggi, si prevede che verrà deciso il destino dei tre presidenti dell’Artsakh, Arkady Ghukasyan, Bako Sahakyan, Araik Harutyunyan.Ricordiamo che, secondo il messaggio di ieri del quartier generale dell’informazione dell’Artsakh, il presidente Samvel Shahramanyan rimarrà con un gruppo di funzionari a Stepanakert fino alla fine delle operazioni di ricerca e salvataggio di persone scomparse, di militari caduti nell’attacco azero del 19 settembre e fino alla restituzione dei resti delle persone uccise nell’esplosione del deposito di carburante nella regione di Askeran il 25 settembre.
L’ex ministro di Stato dell’Artsakh, Artak Beglaryan, aveva detto che gli ex presidenti dell’Artsakh potrebbero nascondersi in luoghi diversi, forse non sono nemmeno a Stepanakert. “Gli azeri possono entrare in qualsiasi momento e arrestarli, ma devono anche trovarli. Forse si nascondono da posti diversi, forse non si nascondono a Stepanakert.” Dobbiamo anche ricordare che ieri i media azeri hanno diffuso la notizia che è stata annunciata una ricerca internazionale per l’ex presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan e l’ex comandante dell’Esercito di difesa Jalal Harutyunyan. Lo ha detto il procuratore generale dell’Azerbaigian Kyamran Aliyev. Secondo Aliyev, per quest’ultimo è stata annunciata una ricerca internazionale “in relazione agli attacchi missilistici contro la popolazione civile di Ganja e all’uccisione di civili durante la guerra dei 44 giorni”.
Il procuratore generale dell’Azerbaigian ha aggiunto che sono ricercate 300 persone, quattro delle quali sono state arrestate. Stiamo parlando dell’ex ministro di Stato dell’Artsakh Ruben Vardanyan, dell’ex ministro degli affari esteri Davit Babayan, del comandante delle forze di difesa (2015-2018) Levon Mnatsakanyan e dell’ex vice comandante dell’esercito di difesa, maggiore generale Davit Manukyan.

(2) MEDICI ISRAELIANI – Su richiesta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Ministero della Sanità israeliano ha inviato due medici a Yerevan, in Armenia, per fornire assistenza alle vittime della recente esplosione di un magazzino di benzina vicino a Stepanakert, la capitale del Nagorno-Karabakh (Artsakh ) il 26 settembre. Lo ha annunciato l’ambasciatore israeliano in Armenia, Joel Lyon.

(2) PROCESSO AL RAPITO – Il procuratpre generale azero ha completato nel procedimento penale contro Vagif Khachatryan, residente nel Nagorno Karabakh, e il caso è stato inviato al tribunale militare di Baku. Khachatryan è stato rapito dagli azeri dalle mani della Croce Rossa nel corridoio Lachin. Vagif Khachatryan, come partecipante alla prima guerra del Nagorno-Karabakh all’inizio degli anni ’90, è stato accusato di una serie di articoli pesanti ai sensi del codice penale dell’Azerbaigian: genocidio e deportazione di persone. Rischia una lunga (e probabile) detenzione.

(1) AIUTI AGLI SFOLLATI – Il governo dell’Armenia ha annunciato che pagherà per sei mesi 500.000 dram (circa 100 euro) agli sfollati dell’Artsakh. Di tutte le 100.483 persone sfollate con la forza dal Nagorno-Karabakh, 45.516 cittadini utilizzano gli alloggi forniti dallo Stato. Per gli sfollati dall’Artsakh, la Ferrovia del Caucaso Meridionale offre viaggi gratuiti sui treni locali (per Yerevan, Gyumri, Yeraskh, Araks).

(1) LISTA RICERCATI – La lista dei ricercati dall’Azerbaigian dovrebbe comprendere circa trecento nomi secondo quanto trapela dai media azeri. Intanto il Procuratore generale di Baku ha inserito fra i nomi quello dell’ex presidente Araiyk Harutyunyan (che dovrebbe trovarsi in Armenia) e quello dell’ex ministro della Difesa Jalal Harutyunyan.

(1) MISSIONE ONU – Una missione delle Nazioni Unite è arrivata questa mattina nel Nagorno Karabakh secondo quanto riferiscono i media azeri. I membri della missione sono partiti per Askeran-Stepanakert via Aghdam. “Lo scopo della missione è conoscere la situazione sul posto e determinare i bisogni umanitari dei residenti. La missione comprende rappresentanti di varie agenzie delle Nazioni Unite”. L’ultima volta che la missione delle Nazioni Unite è arrivata in Karabakh circa 30 anni fa.