Ottobre 2022

(3 ott) PRIGIONIERI DI GUERRA – L’Azerbaigian si rifiuta di mantenere la sua promessa di rilasciare prigionieri di guerra armeni già per la seconda volta. Lo scrive su Twitter il premier armeno Pashinyan. Il primo caso è stato a maggio, quando è stata fatta una promessa a Bruxelles, e la seconda volta ora, quando a Washington l’Azerbaigian si è impegnato a rilasciare 17 prigionieri di guerra armeni fino al 30 settembre”.

(2 ott) INCONTRO MINISTRI ESTERI – Il Ministro degli Esteri dell’Armenia Ararat Mirzoyan e il Ministro degli Esteri dell’Azerbaigian Jeyhun Bayramov si sono incontrati a Ginevra, in Svizzera. Mirzoyan ha ribadito la posizione della parte armena sul ritiro delle truppe azere dal territorio sovrano dell’Armenia e sull’immediato rilascio di tutti i prigionieri di guerra armeni. È stata sottolineata l’importanza di introdurre meccanismi internazionali per il controllo della situazione alle frontiere. Il ministro armeno ha sottolineato che i crimini di guerra commessi dalle forze armate azere dovrebbero ricevere una chiara valutazione da parte degli organismi internazionali e che i criminali dovrebbero essere assicurati alla giustizia. Le parti hanno scambiato opinioni sul futuro trattato di pace tra Armenia e Azerbaigian, garantendo i diritti e le garanzie di sicurezza per gli armeni del Nagorno Karabakh (Artsakh), anche attraverso l’istituzione di un meccanismo di discussione tra Stepanakert e Baku. Le parti hanno valutato positivamente l’intesa reciproca sullo sblocco delle rotte di trasporto regionali sotto la sovranità e la giurisdizione dell’Armenia e dell’Azerbaigian.
Dal canto suo il ministro azero ha suggerito di anticipare al mese di ottobre (invece che novembre) la prossima riunione della Commissione sulla demarcazione delle frontiere e ha sottolineato “la necessità del completo ritiro delle forze armate armene dal territorio dell’Azerbaigian, [l’Artsakh, NdR] l’apertura di linee di trasporto e di comunicazione [regionali] in un breve periodo di tempo e la necessità di realizzare progressi nella delimitazione dei confini”.

(2 ott) ESECUZIONE SOLDATI ARMENI– Un video diffuso sui social azeri mostra sette soldati armeni che vengono circondati dal nemico durante l’attacco dell’Azerbaigian del 13 settembre. I militari armeni vengono trucidati a colpi di mitra fra le urla degli aggressori.
L’ufficio del rappresentante dell’Armenia per gli affari legali internazionali invierà domani dichiarazioni ai tribunali internazionali in merito alla registrazione video dell’uccisione di prigionieri armeni. Il video in cui militari azeri sparano a soldati armeni disarmati si sta diffondendo sui canali di Telegram. Toivo Klaar, rappresentante speciale dell’UE per il Caucaso meridionale e la crisi in Georgia, ha commentato il video e ha scritto su Twitter: “Se si dimostra che questo video è autentico, allora questo è un crimine di guerra che deve essere indagato e il puniti i colpevoli». Il ministero della Difesa armeno a sua volta ha dichiarato in merito al video che al momento non può fornire alcuna informazione specifica su luogo e ora, ora gli organi competenti stanno studiando il video, ma non ci sono dubbi sull’autenticità del video e è una caratteristica delle forze armate azere.

(1 ott) PRESIDENTE INCONTRA PARLAMENTARI – Il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan ha incontrato i rappresentanti delle forze parlamentari dell’Artsakh come riferisce il dipartimento informazioni dell’ufficio presidenziale. Hanno discusso gli ultimi sviluppi della politica estera riguardanti l’Artsakh e le possibili misure da intraprendere per superare le sfide esistenti. A seguito della discussione, i rappresentanti delle forze parlamentari dell’Artsakh hanno proposto di convocare una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Artsakh.

(1 ott) BABAYAN A LOS ANGELES – RIl ministro degli Esteri dell’Artsakh prosegue il suo viaggio negli Stati Uniti e ieri ha pronunciato un discorso alla sessione del Consiglio comunale di Los Angeles. Durante l’intervento sono state toccate le prospettive di sviluppo delle relazioni Los Angeles-Artsakh, gli attuali processi nel Caucaso meridionale e la risoluzione del conflitto azerbaigiano-Karabakh. Babayan ha notato l’importanza delle relazioni tra Artsakh e Los Angeles, sottolineando che la gente di Artsakh apprezza molto il riconoscimento di Artsakh da parte di Los Angeles, valutandolo come un’importante decisione morale, politica e umanitaria esemplare. Toccando alla soluzione del conflitto azerbaigiano-Karabakh, il ministro ha sottolineato che la posizione di Stepanakert è rimasta invariata: Artsakh non farà mai parte dell’Azerbaigian.