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Appello dei rifugiati armeni alla comunità internazionale

Le organizzazioni non governative dell’Armenia e del Nagorno Karabakh (Artsakh) per la tutela dei diritti dei rifugiati armeni dell’Azerbaigian e del Nagorno Karabakh si appellano alla comunità internazionale, in particolare, agli Stati membri dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) con la richiesta di riconoscimento dell’indipendenza del Nagorno Karabakh (Artsakh) e del diritto dei rifugiati armeni di tornare nel Nagorno Karabakh.

Secondo i dati delle sottoscritte organizzazioni, a seguito della deportazione forzata degli armeni da Sumgait, Kirovabad (Ganja), Baku e altre città dell’Azerbaigian, circa 500mila armeni hanno dovuto lasciare il Paese nel periodo 1988-1991.
I rifugiati armeni emigrarono nei Paesi europei, in Russia e negli Stati Uniti. Circa 360mila rifugiati armeni dall’Azerbaigian si stabilirono in Armenia e Nagorno Karabakh. I rappresentanti delle organizzazioni richiamano anche l’attenzione della comunità internazionale sul fatto che a seguito della guerra nel Nagorno Karabakh nel 2020, tutti gli armeni delle città di Shushi e Hadrut e delle aree vicine sono stati costretti a lasciare le loro case, poiché queste aree sono state catturate dall’esercito azero.

Inoltre, la persistente retorica anti-armena dell’odio in Azerbaigian, le ostilità in corso e gli attacchi sporadici e le loro conseguenze, discutibili e temporanee misure a garanzia di sicurezza minacciano la sicurezza delle persone e la capacità di vivere la propria vita. La situazione attuale si traduce in un consistente flusso migratorio dal Nagorno Karabakh. Questo ambiente crea lo spopolamento degli armeni dalle terre in cui hanno vissuto per secoli.

Considerando quanto sopra, così come l’origine storica del conflitto ovvero la decisione di Stalin di trasferire il Nagorno Karabakh nel 1920 all’Azerbaigian, nonché la crudele ingiustizia contro la popolazione armena del Nagorno Karabakh e dell’Azerbaigian, facciamo appello affinché sia data un’opportunità a tutte le vittime dirette di questo conflitto, vale a dire gli armeni dell’Azerbaigian e del Nagorno Karabakh, per tornare alla loro patria storica nel Nagorno Karabakh, nelle aree di Shushi e Hadrut.

Il presupposto per il ripristino della giustizia e il rispetto dei diritti di tutti i rifugiati armeni dovrebbe essere la comprensione che questo conflitto etnico politico può essere risolto solo a condizione della sovranità, del riconoscimento senza precedenti dell’indipendenza del Nagorno Karabakh.

Omicidi di massa e pogrom a Sumgait, Kirovabad (Ganja), Baku e altre città dell’Azerbaigian negli anni ’90, guerre scatenate nel Nagorno Karabakh dall’Azerbaigian con l’obiettivo di sradicare gli armeni dal Nagorno Karabakh negli anni ’90, nel 2016 e nel 2020 , pestaggi brutali, omicidi barbari, stupri, crimini di guerra e civili: tutto questo è una prova ferrea e una prova dell’impossibilità di coesistenza sotto lo stato azero.
Le persone hanno il diritto di vivere in un ambiente sicuro.

NOI, RIFUGIATI ARMENI DELL’AZERBAIGIAN E DEL NAGORNO KARABAKH, FACCIAMO APPELLO ALLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE E AGLI STATI MEMBRI DEL CONSIGLIO D’EUROPA, AFFINCHE’ VENGANO TUTELATI I NOSTRI DIRITTI AL RITORNO E A UNA VITA DEGNA E SICURA NELLA NOSTRA STORICA PATRIA.

ONG per la voce, la difesa e la protezione dei diritti dei rifugiati, presidente Oksana Musaelyan. Armenia

Associazione delle donne rifugiate, presidente Ruzanna Avakyan. Nagorno Karabakh

Unione dei rifugiati in nome della giustizia, Snezhana Tamrazyan. Nagorno Karabakh

La nostra Casa-Armenia, Assistente del Presidente, Rima Abrahamyan, Armenia

Memory Dignity Justice Association, presidente Garen Bagdasarian, USA

Agosto 2021

(4 ago 21) AIUTI MEDICI A MARTAKERT – Il personale militare russo del contingente di mantenimento della pace, nell’ambito dell’azione medico-umanitaria, ha fornito aiuto ai residenti degli inediamenti più remoti della regione di Martakert nel Nagorno Karabakh secondo quanto riferisce il ministero della difesa russo. I medici militari hanno fornito assistenza medica consultiva, in particolare assistenza terapeutica, chirurgica e oftalmologica alle famiglie numerose e agli sfollati interni. Circa 120 persone sono state assistite.

(4 ago 21) HARUTYUNYAN SU SITUAZIONE ARTSAKH – Il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan ritiene che la situazione regionale sia tale che Artsakh non possa garantire la propria sicurezza da solo. “La vittoria non è definitiva, la sconfitta non è fatale“, ha detto il presidente in un incontro con i residenti a Martakert. “Quello che conta è avere il coraggio di andare avanti. Nel corso di trenta anni abbiamo avuto la vittoria, che chiamerò un successo temporaneo, perché se la vittoria non è definitiva non può essere una vittoria. Abbiamo avuto dei fallimenti, non è una sconfitta, ma dobbiamo ritrovarci, riscoprirci, continuare la nostra lotta. Il lavoro che svolgiamo oggi ha un impatto non solo sulla nostra vita quotidiana, sulla nostra vita e attività, ma anche sul destino dei nostri figli e delle nostre generazioni”. Il presidente Harutyunyan ha sottolineato che la presenza militare russa in Artsakh dovrebbe essere permanente e non temporanea. “Se le truppe russe non fossero entrate nella regione, avremmo avuto un destino molto diverso. Ci sono molti commenti stupidi, alcune persone diranno cose diverse solo per giustificarsi o incolpare gli altri“, ha detto il presidente.

(4 ago 21) DRONE AZERO INTERCETTATO – Un drone azero è stato individuato nel tentativo di penetrare nella sezione Gegharkunik del confine armeno-azero nello spazio aereo dell’Armenia. Il tentativo è stato soppresso a seguito delle azioni delle unità di difesa aerea armene.

(3 ago 21) ANNUNCIATA NUOVA CENTRALE IDROELETTRICA – Il presidente della repubblica Harutyunyan ha annunciato oggi che è stato varato il progetto di costruzione di una nuova centrale idroelettrica da 17,6 Mw e dal costo di circa 25 milioni di dollari. L’impianto sarà ubicato a Getaven, nella regione di Martakert. Il sito si trova sulla parte sinistra della vallata del fiume Tartar nei pressi dell’immissione del fiume nel bacino di Sarsang. Harutyunyan, nel corso della riunione di governo odierna, ha sottolineato che prima della guerra del 2020, l’Artsakh aveva un sistema energetico autosufficiente, ma questo è cambiato quando la maggior parte della capacità energetica è stata lasciata nelle città e nelle regioni che sono state catturate dall’esercito azero. “Il progetto da 25 milioni di dollari, chiamato Getavan-1, sarà lanciato attraverso l’Artsakh Investment Fund, ma anche altri investitori avranno la possibilità di parteciparvi”, ha aggiunto.

(2 ago 21) ALTRI RITROVAMENTI – Altri quattro resti sono stati rinvenuti nella zona di Varanda (Fizuli) ora sotto controllo azero. Il totale dei ritrovamenti dallo scorso novembre nelle zone sotto controllo azero ammonta a 1623 tra soldati e civili armeni.

(2 ago 21) ALTRE CONDANNE PER I PRIGIONIERI ARMENI – Altro processo farsa conclusosi a Baku. Le autorità azere hanno condannato a vent’anni di carcere due armeni catturati, Ludwig Mkrtchyan e Alyosha Khosrovyan. Secondo i media azeri, la decisione in merito è stata presa dal tribunale del distretto Yasamal di Baku. I prigionieri sono stati giudicati colpevoli di tortura, violazione delle leggi e dei costumi di guerra, attraversamento illegale del confine di stato dell’Azerbaigian e altri articoli del codice penale dell’Azerbaigian. Mkrtchyan e Khosrovyan sono accusati di aver partecipato alla prima guerra del Karabakh.

(2 ago 21) SOLDATO MORTO – Il corpo di un soldato di 22 anni è stato trovato senza vita. Il 31 luglio, intorno alle 11:30, a seguito di operazioni di perquisizione, un soldato dell’Esercito di Difesa di 25 anni, che aveva lasciato l’unità militare in circostanze sconosciute, è stato trovato a 2,5 km dalla sede permanente di una delle unità militari situate in direzione nord. Sono in corso le indagini per conoscere i dettagli del caso.

Dichiarazione di Stepanakert sulle visite di delegazioni straniere nei territori occupati

Il ministero degli Affari esteri della repubblica di Artsakh ha rilasciato il seguente comunicato stampa:

“Ribadiamo l’inammissibilità dei tentativi dell’Azerbaigian di consolidare l’occupazione illegale dei territori della Repubblica di Artsakh, che sono stati sequestrati a seguito dell’aggressione di 44 giorni scatenata dall’Azerbaigian con la partecipazione diretta della Turchia e dei terroristi internazionali nel settembre 2020. Qualsiasi azione mirante a legittimare i risultati delle violazioni del diritto internazionale e dell’uso illegale delle forze armate va condannata fermamente.

Uno di questi esempi lampanti della politica di Baku di creare le basi per riconoscere le sue azioni illegali come una norma accettabile è la visita dei presidenti dei parlamenti dell’Azerbaigian, della Turchia e del Pakistan alla città di Shoushi, che è sotto l’occupazione temporanea dell’Azerbaigian.

Riteniamo necessario sottolineare l’inaccettabilità e la natura provocatoria di tali visite di funzionari dell’Azerbaigian e di altri Paesi nei territori occupati della Repubblica di Artsakh, in quanto costituiscono una grave violazione del diritto internazionale, una sfida al mondo civile e mirano a escludere la possibilità di creare i presupposti per una soluzione globale del conflitto tra Azerbaigian e Karabagh.

Ribadiamo l’inviolabilità della posizione della Repubblica di Artsakh secondo cui il ripristino dell’integrità territoriale e l’acquisizione della personalità giuridica internazionale da parte di Artsakh sono condizioni indispensabili per raggiungere una soluzione globale del conflitto e stabilire una pace duratura nella regione”.

Rassegna stampa (16-31 lug)

Caucaso: linee che dividono e lacerano comunità (Oservatorio Balcani Caucaso, 21 lug)

Tel Aviv e Baku alleate (Castrenze sciambra, 25 lug)

Nagorno Karabakh: serie infinita di scontri tra Armenia e Azerbaigian (East journal, 26 lug)

Armenia, tre soldati uccisi in uno scontro al confine con le truppe azere (Sputnik, 28 lug)

Armenia-Azerbaigian, sale di nuovo la tensione: scontri a fuoco al confine (Il primato nazionale, 28 lug)

Armenia e Azerbaijan: appetiti, interessi e scontro sulla provincia di Syunik (Oservatorio Balcani Caucaso, 30 lug)

Tensioni nel Caucaso: l’Armenia vuole i russi lungo il confine (L’Opinione, 30 lug)

Cipro nord e Artsakh: ipocrisia azera

Una delegazione parlamentare azera, guidata dal presidente Samad Seyidov del Comitato per le relazioni internazionali e interparlamentari, ha visitato per la prima volta la autoproclamata “Repubblica turca di Cipro del Nord”. La delegazione è stata ricevuta dal Primo ministro di Cipro del Nord, Ersin Tatar, che ha dichiarato: “Siamo una nazione, tre Stati“. Ha aggiunto che questa è stata una “visita storica”. A sua volta, Seyidov ha dichiarato: “Vogliamo che Cipro del Nord diventi più forte, che il mondo turco diventi più forte. Pertanto, Turchia, Azerbaigian e Cipro del Nord devono essere uniti“.

Dunque, l’Azerbaigian ha “sdoganato” la parte dell’isola conquistata militarmente dai turchi nel 1974 e proclamatasi indipendente nel 1983.
Fino ad oggi, nonostante la natura turca di questa repubblica de facto riconosciuta dalla sola Turchia, l’Azerbaigian si era guardato bene dal professare – almeno pubblicamente – un qualche sostegno.
Il rischio che la comunità internazionale potesse fare un parallelo con la situazione del Nagorno Karabakh (Artsakh) ed evidenziare quindi la contraddizione politica dei due pesi e delle due misure ha spinto Baku a tenersi lontano dalla questione dell’isola mediterranea.

Ma ora, vinta la guerra, conquistato buona parte dell’Artsakh, con l’Armenia messa alle corde e una comunità internazionale molto sensibile al richiamo dei petrodollari del dittatore e passiva di fronte alla politica turco-azera, ogni tabù è caduto.
Gli azeri hanno sempre dichiarato che non avrebbero mai accettato due Stati armeni; ora esaltano invece tre Stati turchi.

Va tutto bene…

L’Artsakh non potrà mai vivere in pace con l’Azerbaigian

Il difensore dei diritti umani dell’Artsakh, Gegham Stepanyan, sulla sua pagina Facebook ha postato un intervento che analizza l’attuale situazione alla luce della politica del presidente azero e del linguaggio di minaccia da lui utilizzato.

Le dichiarazioni del Presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e la retorica usata dalle autorità azere sono una chiara indicazione che qualsiasi prospettiva di “coesistenza pacifica” è irta di conseguenze irreversibili e mette in pericolo prima di tutto i diritti e le libertà fondamentali del popolo di Artsakh, la sicurezza, la vita e la dignità. Il popolo dell’Artsakh non ha mai potuto e non potrà mai vivere in pace con l’Azerbaigian, questa è una realtà documentata dall’amarezza di anni e da molti episodi di eventi criminali.

Tutti i tentativi di mostrare o mettere in scena il contrario rappresentano passi inutili e futili. La realtà deve essere valutata in modo veritiero e giusto da tutte le forze esterne, da tutte le strutture internazionali.
La comunità internazionale deve finalmente rendersi conto che semplicemente non può esistere una convivenza pacifica con un popolo che per anni si è nutrito di un indescrivibile “veleno” dell’armenofobia, che pochi mesi fa ha commesso i più efferati crimini di guerra, prendendo di mira quasi tutti gli insediamenti civili e la popolazione di Artsakh, ha torturato e trattato in modo disumano i prigionieri di guerra armeni e si è accanito sui corpi dei militari uccisi.

Il conflitto azero-Karabakh non è risolto, nella situazione creatasi dopo la dichiarazione trilaterale del 9 novembre, i diritti del popolo di Artsakh sono violati ogni giorno, eppure Aliyev insiste che il conflitto è risolto e minaccia una nuova guerra.
La ragione principale dell’esistenza di questo fenomeno è che la guerra di aggressione scatenata dall’Azerbaigian contro la popolazione civile di Artsakh nell’autunno del 2020 non ha ancora ricevuto una chiara valutazione giuridica.

Se Aliyev non ha capito da 30 anni che il conflitto non può considerarsi risolto a scapito dei diritti degli armeni di Artsakh, allora quella soluzione gli deve essere imposta.

La comunità internazionale deve finalmente capire che il suo atteggiamento passivo mette direttamente in discussione l’intera ideologia della protezione dei diritti umani, lasciando che dittatura e aggressione abbaino il sopravvento su libertà e diritti.

Ferma condanna per il tour diplomatico azero a Shushi

Condanniamo, con la massima fermezza, l’organizzazione il 10 luglio 2021 da parte delle autorità azere della visita di personale delle missioni diplomatiche straniere accreditate in Azerbaigian nei territori occupati della Repubblica di Artsakh, compresa la città di Shushi. Lo ha osservato il ministero degli Affari esteri dell’Artsakh (Nagorno Karabakh) in una dichiarazione rilasciata nella giornata odierna.

Con tali azioni, l’Azerbaigian sta cercando di consolidare i risultati della guerra di aggressione che ha scatenato il 27 settembre 2020 con la partecipazione della Turchia e di militanti di organizzazioni terroristiche ed estremiste internazionali contro la Repubblica di Artsakh.

Sottolineiamo ancora una volta che la situazione attuale è il risultato di azioni illegali dell’Azerbaigian, che ha gravemente violato i principi fondamentali del diritto internazionale, come il non uso della forza o la minaccia della forza, la risoluzione pacifica delle controversie, il rispetto dell’uomo diritti e libertà fondamentali, uguaglianza e diritto dei popoli di decidere in buona fede del proprio destino e dell’attuazione degli obblighi internazionali.

I tentativi dell’Azerbaigian di legittimare l’attuale stato di illegalità significa anche giustificare lo scatenamento di una guerra aggressiva, la cooperazione con i terroristi internazionali, le violazioni del diritto internazionale umanitario ei crimini di guerra. A questo proposito, è deplorevole che i diplomatici stranieri accreditati in Azerbaigian abbiano ceduto alle azioni manipolative di Baku, che non sono solo volte a impedire la ripresa del processo di risoluzione globale del conflitto azerbaigiano-karabagh, ma minano anche le basi della politica internazionale relazioni, ponendo le basi per riconoscere i risultati di azioni illegali come norma accettabile. Nessuna acquisizione territoriale risultante dalla minaccia o dall’uso della forza dovrebbe essere riconosciuta come legittima.

Ribadiamo che i territori della Repubblica di Artsakh, compresa la città di Shoushi, catturata dall’Azerbaigian con il sostegno della Turchia e dei terroristi internazionali durante la guerra dei 44 giorni, sono territori temporaneamente occupati in conformità con le norme del diritto internazionale. La città di Shoushi è parte integrante di Artsakh sia negli aspetti territoriali, culturali, economici e storici. Qualsiasi tentativo di respingerlo è una grave violazione dell’integrità territoriale della Repubblica di Artsakh.

Il ripristino dell’integrità territoriale della Repubblica di Artsakh e l’acquisizione della personalità giuridica internazionale da parte di Artsakh sono condizioni indispensabili per raggiungere una soluzione globale del conflitto e stabilire una pace duratura nella regione. Chiediamo agli Stati copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE di adottare tutte le misure necessarie per riprendere il processo negoziale in vista di una soluzione definitiva del conflitto azerbaigiano-karabako”, si legge anche nella dichiarazione del ministero degli Esteri di Stepanakert.

Da sottolineare che il personale delle ambasciate di Russia, Stati Uniti e Francia si è rifiutato di partecipare all’iniziativa voluta da Aliyev.

Rassegna stampa (1-15 luglio)

Il nuovo impero ottomano di Erdogan avanza nel Caucaso e in Asia centrale (Asianews, 3 lug)

La dichiarazione di Shusha e il futuro del Caucaso del sud (Osservatorio Balcani Caucaso, 5 lug)

Le ragioni dell’Armenia (Faro di Roma, 9 lug)

ARMENIA. Più truppe russe al confine con l’Azerbaijan (AGC, 9 lug)

La popolazione della Repubblica di Artsakh lotta per il riconoscimento del suo diritto inalienabile all’autodeterminazione… e di esistere. La Nota dell’Ambasciatore armeno presso la Santa Sede (Korazym, 10 lug)

L’Artsakh condanna la visita a Shushi dei diplomatici invitati da Aliyev (Assadakah, 13 lug)

Ferma condanna del tour dei diplomatici stranieri a Baku nell’Artsakh occupata dall’Azerbajgian, partecipi nella propaganda del regime dittatoriale azero (Korazym, 13 lug)

“Fare affari non vuol dire svendere i nostri princìpi democratici” Appello alle imprese italiane (Politicamente corretto, 15 lug)

Luglio 2021

(31 lug 21) CONTROLLI RUSSI – “Le forze di pace russe assicurano la circolazione di auto civili e cittadini attraverso il corridoio di Lachin, nonché il trasferimento sicuro di cibo e altre merci. Questa settimana non sono state registrate violazioni del cessate il fuoco nella zona di responsabilità del contingente di mantenimento della pace”. Lo afferma un comunicato del ministero russo della Difesa. “Ogni giorno più di 200 auto passano attraverso i nostri posti di osservazione in due direzioni. Inoltre, ogni auto viene ispezionata e il conducente e i passeggeri mostrano documenti di identità“, ha affermato il rappresentante del contingente di mantenimento della pace Leonid Stepanov.

(30 lug 21) ALTRO RITROVAMENTO – I resti di un altro combattente armeno sono stati ritrovati dalle squadre di ricerca nel teritorio ora occupato di Varanda (Fizuli) facendo raggiungere il totale dalla fine della guerra a 1620.

(29 lug 21) COMUNICATO MINISTERO ESTERI – Il ministero degli Esteri di Stepnakert ha rilasciato un comunicato stampa denunciando la visita dei presidenti delle Assemblee nazionali di Azerbaigian, Turchia e Pakistan nella città occupata di Shushi. Qui il testo in italiano.

(29 lug 21) ALTRE CONDANNE A BAKU – Altri tredici prigionieri armeni sono stati condannati a sei anni di prigione da un tribunale azero che li ha riconosciuti colpevoli di “banda armata, terrorismo e ingresso illegale nello Stato (il territorio dell’Artsakh ora occupato dagli azeri…). I tredici sono Yeghishe Astanyan, Karen Aramyan, Tigran Avagyan, Grigor Gevorgyan, Hovsep Manukyan, Gevorg Martirosyan, Robert Gevorgyan, Vagharshak Avetisyan, Volodya Hakobyan, Andranik Sukiasyan, Andranik Manukyan, Grigor Saghatelyan e Eduard Kirakosyan. Il totale dei soldati armeni condannati è di trentanove. A loro si aggiungono anche due blogger catturati dagli azeri dopo la fine della guerra nel tratto di strada statale tra Berdzor (lachin) e Shushi.

(29 lug 21) ALTRE SPARATORIE A CONFINE ARMENIA – Nuovo scambio a fuoco al confine tra Armenia e Azerbaigian nella stessa zona dove si è combattuto ieri. Tra le 8,40 e le 9,30 locali dalle postazioni azere sono sono partiti colpi ai quali ha risposto l’esercito armeno. Un soldato di yerevan risulta ferito. Intanto, a causa dei combattimenti, i lavoratori armeni della miniera di Sotk sono rimasti a casa e il macchinario è stato spostato in zone più tranquille secondo quanto comunica la “Geomining” proprietaria dell’impianto che si trova proprio sulla linea di contatto tra Armenia e regione (occupata) di Karvachar.

(28 lug 21) CONDANNATI ALTRI PRIGIONIERI ARMENI – I blogger armeni David Davtyan e Gevorg Sujyan sono stati condannati a 15 anni di carcere per “spionaggio e attraversamento illegale del confine” da un tribunale di Baku al termine dell’ennesimo processo farsa. Sono stati rapiti sulla strada per Artsakh sulla strada Berdzor-Shushi l’11 novembre dopo la firma della dichiarazione di cessate il fuoco.

(28 lug 21) RITROVATI ALTRI RESTI – Continuano le ricerche di corpi di soldati caduti nei territori ora occupati dagli azeri. A dieci mesi di distanza dall’inizio della guerra, le squadre del servizio di emergenza hanno rinvenuto i resti di altri due soldati armeni. Il totale dei ritrovamenti raggiunge quota 1618.

(28 lug 21) SCONTRI ALLA FRONTIERA TRA ARMENIA E AZERBAIGIAN – A partire dalle ore 3,40 a.m. locali si sono registrati violenti scontri tra armeni e azeri lungo la direttrice dei villaggi di Sotk e Verin Shorzha allorchè i soldati dell’Azerbaigian hanno tentato di guadagnare ulteriori posizioni nel territorio della repubblica di Armenia. Yerevan ammette tre morti e quattro feriti mentre Baku ammette due soli feriti. A seguito dei combattimenti le forze armene sono riuscite a ricacciare indietro gli aggressori e riconquistare posizioni precedentemente perdute. A partire dalle 10 locali è in vigore un cessate il fuoco mediato dalla Russia. Nella capitale armena il ministro della Difesa ha convocato i consiglieri militari delle ambasciate straniere per informarli sulla situazione di confine.

(27 lug 21) NUOVO RITROVAMENTO – I resti di un soldato armeno sono stati rinvenuti oggi dalle squadre di ricerca nei pressi di Mataghis in territorio ora occupato dagli azeri.

(27 lug 21) TRAGICO SUICIDO – Nella serata di ieri il soldato Jirayr Grigoryan, di stanza in Artsakh, si è tolto la vita. Ignote al momento le cause del tragico gesto.

(26 lug 21) SITUAZIONE LINEA DI CONTATTO – Sarebbe imprecisa la notizia diffusa sui social secondo cui vi sarebbero spari tra soldati armeni e azeri presso le postazioni militari situate a Kashatagh e le postazioni militari armene sarebbero state attaccate da unità delle forze armate azere nel settore Martuni. L’Esercito di difesa dell’Artsakh ha anche riferito che una situazione relativamente stabile è ancora mantenuta nelle postazioni militari a Kashatagh (corridoio di Lachin) e nel settore di Martuni, così come negli altri settori della linea di contatto delle forze in conflitto di Artsakh e Azerbaigian.

(26 lug 21) PRIGIONIERI SOTTO PROCESSO – Davit Davtyan e Gevorg Sujyan, che sono prigionieri in Azerbaigian, rischiano fino a 15 anni di carcere, secondo i mass media azeri. Il processo farsa è presieduto dal giudice Ali Mamedov, e il pubblico ministero ha letto l’atto d’accusa, secondo la quale i condannati hanno agito in cospirazione e hanno attraversato il confine di stato dell’Azerbaigian a scopo di spionaggio. Gli imputati, ai sensi degli articoli del codice penale dell’Azerbaigian, sono accusati di detenzione illegale di armi, spionaggio, creazione di un gruppo armato e oltrepassamento del confine.

(26 lug 21) CATTURATO DAGLI AZERI UN ALLEVATORE – L’ombudsman dell’Artsakh riferisce che un allevatore armeno è stato catturato dagli azeri. Il prigioniero è un residente di 32 anni del villaggio di Machkalashen (regione di Martuni) che è stato preso mentre allevava cercava bestiame smarrito in un’area sotto il controllo delle forze armate azere.Le autorità del villaggio ne hanno informato le forze di pace russe. Attualmente, le autorità stanno conducendo le trattative insieme alle forze di pace per il ritorno della persona. AGGIORNAMENTO: dopo alcune ore di trattative, con la mediazione russa, l’allevatore ha potuto rientrare in Artsakh

(26 lug 21) ANCORA VIOLAZIONI AZERE AL CONFINE DELL’ARMENIA – Questa notte, intorno alle 03:30, le forze armate azere hanno aperto il fuoco da armi leggere di vario calibro contro le posizioni armene situate nella sezione Gegharkunik del confine armeno-azero. In mattinata, a partire dalle 11:30, il nemico ha violato anche il cessate il fuoco al confine armeno-azero nella provincia di Ararat, in particolare, in direzione di Yeraskh, aprendo il fuoco di armi leggere di vario calibro in direzione del confine armeno posizioni. In entrambi i casi le forze di difesa armene hanno risposto al fuoco.

(23 lug 21) RITROVATI ALTRI RESTI – I resti di quattro soldati armeni sono stati ritrovati nella zona di Varanda (Fizuli), ora sotto occupazione azera, nel corso delle odierne operazioni di ricerca. Il totale dei ritrovamenti ammonta a 1615 dalla fine della guerra.

(23 lug 21) AGGIORNAMENTO COVID – Ieri su 33 test condotti non è stato rilevato alcun caso di positività al Covid 19 in Artsakh.

(23 lug 21) IN AUMENTO I MATRIMONI – Nella prima metà del 2021, ad Artsakh sono stati registrati 715 matrimoni e 94 divorzi. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il numero dei matrimoni è aumentato da 607

(23 lug 21) ALTRI PRIGIONIERI CONDANNATI – Al termine di un altro processo farsa, altri tredici soldati armeni sono stati condannati a sei anni di reclusione. Ieri un altro procedimento giudiziario sempre con tredici imputati era terminato con analoga condanna. I tredici condannati oggi sono Rafik Karapetyan, Gurgen Goloyan, Hrayr Tadevosyan, Vagharshak Maloyan, Sasun Yeghiazaryan, Arsen Vardanyan, Vahag Bahrikyan, Sedrak Soghomonyan, Armen Dilanyan, Manuk Martonyan, Mels Anbardanyan, Andranik Mikayelyan e Feliks Grigoryan.

(22 lug 21) CONDANNATI PRIGIONIERI ARMENI – Al termine di un progetto farsa tredici prigionieri di guerra armeni sono stati condannati dal tribunale di Baku a sei anni di prigione. I militari condannati alla reclusione sono Haykaz Hovhannisyan, Varazdat Manukyan, Davit Stepanyan, Levon Tosunyan, Artur Baghdasaryan, Serob Avagyan, Varazdat Harutyunyan, Zhora Manukyan, Hrayr Gerabyan, Narek Gasparyan, Grigor Kyurerargyan e Martin Ashot. Scontata la reclusione saranno espulsi dall’Azerbaigian

(22 lug 21) AZERI FERITI PER MINA – Due lavoratori azeri impegnati in opere di costruzione sono rimasti leggermente feriti per lo scoppio di una mina in una area della regione di Askeran sotto occupazione dell’Azerbaigian. Sono stati portati in ospedale.

(22 lug 21) SACERDOTI ARMENI FUORI DA DADIVANK – Già da tre mesi l’Azerbaigian vieta ai sacerdoti armeni di entrare nel monastero di Dadivank. Gli azeri non li lasciano nemmeno entrare nei locali del complesso monastico. Il monastero di Dadivank è il luogo designato per il servizio permanente per sei sacerdoti armeni. Nonostante i problemi con le condizioni di vita nel monastero, i sacerdoti armeni hanno continuato il loro servizio, ma da maggio non possono entrare o uscire dal monastero. “Il monastero di Dadivank è in condizioni che non sono come le condizioni di qualsiasi altro monastero della Santa Chiesa Apostolica Armena. C’è un divieto di ingresso o uscita. Gli azeri stanno deliberatamente creando una situazione per non consentire l’ingresso dei sacerdoti armeni”, ha affermato padre Nerses Harutyunyan. . Ora i sacerdoti del monastero di Dadivank sono al monastero di Gandzasar. La parte russa sta negoziando con gli azeri per far entrare i sacerdoti nel monastero di Dadivank.

(21 lug 21) COMMENTO RUSSO A MEDIAZIONE FRANCIA – Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha affermato che la Russia è pronta ad accogliere gli sforzi di mediazione della Francia nei colloqui del Nagorno-Karabakh [(Artsakh)] se questi sforzi contribuiscono all’attuazione degli accordi raggiunti. “Se gli sforzi di mediazione portano stabilità, pace, prevedibilità, aiutano ad attuare gli accordi esistenti, allora [essi] possono solo essere accolti”, ha detto Peskov, quando gli è stato chiesto come reagisce la Russia al fatto che la Francia avrebbe espresso la sua intenzione di entrare nel formato di Colloqui Russia-Armenia-Azerbaigian, anche in qualità di mediatore. La Francia, insieme alla Russia e agli Stati Uniti, è un paese co-presidente del Gruppo OSCE di Minsk che lavora per trovare una soluzione al conflitto di Artsakh.

(20 lug 21) SCONTRO A FUOCO – Un prolungato scontro a fuoco è avvenuto nella serata di ieri alla frontiera tra Armenia e Azerbaigian (Nakhchivan) all’altezza del villaggio di Yeraskh (provincia di Ararat) a seguito di un tentativo dei soldati azeri di avanzare le proprie posizioni lungo la linea di confine. I soldati dell’Azerbaigian hanno anche sparato colpi di mortaio. Il sindaco del villaggio è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale a Yerevan dove è stato operato. Nella stessa zona, in data 14 luglio, un soldato armeno era rimasto mortalmente colpito dal fuoco nemico.

(19 lug 21) RITROVATO UN CORPO A STEPANAKERT – Il cadavere di un cittadino di Stepanakert è stato rinvenuto questo pomeriggio in un’area vicino a una chiesa situata in una delle strade locali. E’ stato attivato il Servizio di emergenza. A un primo esame l’uomo presenta lividi e sanguinamenti in varie parti.

(17 lug 21) AGGIORNAMENTO COVID – Dall’inizio della pandemia sono stati registrati 2925 casi su un totale di 27632 test. Al momento figurano sette pazienti in trattamento. Ieri su 130 test sono risultati cinque casi positivi.

(17 lug 21) SFOLLATI DELL’ARTSAKH – Al 1° luglio 2021, risultano 21.615 persone o 5.448 famiglie che risiedevano in Artsakh e sono state sfollate come conseguenza della guerra e della perdita dei territori conquistati dagli azeri. Delle 21.615 persone, il 68,7% vive nelle province dell’Armenia mentre il 31,3% vive nella capitale Yerevan. Lo riferisce la sede operativa del governo dell’Artsakh in Armenia che da mesi organizza incontri con le famiglie per cercare di organizzare il rientro in patria.

(17 lug 21) ONORIFICENZA POSTUMA – Con una decisione del presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan, il capitano Artur Aghasyan dell’Esercito di difesa dell’Artsakh è stato insignito del più alto titolo di “Eroe dell’Artsakh” per i suoi eccezionali servizi resi all’Artsakh, e per il suo coraggio nella difesa e la sicurezza della Patria. Oltre ad Artur, la famiglia Aghasyan che vive nella città di Artsakh di Martuni ha perso anche un altro figlio, Arsen, nell’ultima guerra.

(16 lug 21) NUOVE UNITA’ AZERE – Il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha annunciato la creazione di una nuova unità militare nella regione di Aghdam, ora occupata a seguito dell’aggressione militare azera contro Artsakh (Nagorno-Karabakh). Si noti che la costruzione di nuove unità militari azere continua come previsto anche in altri territori occupati. All’inizio di giugno sono state aperte ad Aghdam due nuove unità militari dell’esercito azero.

(16 lug 21) NUOVE COSTRUZIONI RESIDENZIALI – Il presidente della repubblica Harutyunyan ha confermato di aver firmato il provvedimento del governo che dà avvio a un intenso programma di ricostruzione residenziale. Il progetto prevede 1200 nuovi appartamenti a Stepanakert più un altro migliaio da acquistare sul libero mercato immobiliare della capitale, venti nuovi insediamenti abitativi in zone rurali con quasi 2300 abitazioni a servizio di 36 comunità sfollate oltre a un altro migliaio di case da ristrutturare in zone rurali. Diversi lavori sono già partiti da alcune settimane.

(16 lug 21) SPARI AZERI DA SHUSHI – Residenti nel distretto di Armenavan (Stepanakert) hanno confermato che oggi intorno alle 17 la parte azera ha sparato brevemente 4-5 colpi di fucile senza procurare danni o feriti. Le autorità dell’Artsakh hanno confermato la notizia e allertato le forze di pace russe. Continuano le provocazioni azere mirate a terrorizzare i residenti armeni lungo la linea di contatto.

(16 lug 21) STRADA PER SHUSHI – I media azeri informano che procedono spediti i lavori per la costruzione dell superstrada per la località occupata dell’Artsakh e sono iniziate opere di ingegneria riguardanti ponti e tunnel con lavori di scavo già avanzati. Il percorso sarà lungo 84,600 km partendo da Ahmadbeyli (in Azerbaigian) via Fizuli (Varanda).

(14 lug 21) PRIGIONIERI ARMENI – Funzionari della Croce Rossa Internazionale hanno visitato a Baku un numero imprecisato (non sono state fornite specifiche informazioni al riguardo) di prigionieri armeni catturati dall’Azerbaigian. Secondo *il governo azero sono 45 gli armeni detenuti (e sotto processo) ma si sospetta che possano essere di più.

(14 lug 21) SMENTITE DICHIARAZIONI AZERE – L’Esercito di difesa dell’Artsakh ha rilasciato una nota con la quale smentisce la dichiarazione rilasciata dal Ministero della Difesa dell’Azerbaigian secondo il quale le unità dell’Esercito di difesa dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh) avrebbero aperto il fuoco, con mitragliatrici e fucili, sulle postazioni azere alla periferia della città di Shushi martedì. Il comunicato aggiunge che le unità d’avanguardia difensive dell’Artsakh aderendo agli accordi raggiunti, continuano ad aderire al cessate il fuoco, e non ricorrono ad azioni destabilizzanti della situazione.

(14 lug 21) RITROVATI ALTRI RESTI – Continua a crescere il numero dei resti umani rinvenuti nelle zone dell’Artsakh ora sotto controllo azero. Nelle ultime ore alla lista si sono aggiunti sette ritrovamenti. Tre nella zona di Mataghis e quattro in quella di Martuni. Alcuni effetti personali hanno permesso di accertare che uno dei corpi ritrovati nella zona di Mataghis appartiene all’eroe della Guerra dei quattro giorni Artur Aghasyan riconosciuto proprio dalla sua onorificenza della Croce di combattimento. Nei mesi scorsi, nella stessa zona, era stato ritrovato anche il fratello. La contabilità dei ritrovamenti ha raggiunto quota 1.611.

(14 lug 21) CADUTI AZERI– L’Azerbaigian ha aggiornato la lista dei suoi caduti in guerra portando il numero totale a 2.907 con sette scomparsi.

(13 lug 21) STEPANAKERT CONDANNA TOUR AZERO A SHUSHI – Il ministero degli Esteri dell’Artsakh ha rilasciato un comunicato con il quale condanna duramente l’iniziativa azera di organizzare a Shushi un tour per delegazioni diplomatiche accreditate in Azerbaigian. Qui la nota tradotta in italiano.

(12 lug 21) PROCESSO FARSA RINVIATO – Uno dei processi farsa allestiti dal regime azero contro i prigionieri di guerra è proseguito con un’udienza odierna conclusasi con un rinvio al 26 luglio. I soldati armeni a processo sono: Rafik Karapetyan, Gurgen Golayan, Hrayr Tadevosyan, Vagharshak Maloyan, Sasun Yeghiazaryan, Arsen Vardanyan, Vachagan Bahrikyan, Sedrak Soghomonyan, Armen Dilanyan, Manuk Martoyan, Mels Anbardanyan, Andranik Mikayelyan e Feliks Grigoryan

(11 lug 21) ANCORA RITROVAMENTI – Altri tre resti umani sono stati rinvenuti nei territorio occupato di Hadrut. Il bilancio dei ritrovamenti sale a 1604.

(9 lug 21) INCONTRO PASHINYAN E HARUTYUNYAN – Il presidente della repubblica dell’Artsakh ha incontrato il Primo ministro armeno a Yerevan. Pashinyan ha sottolineato che il riconoscimento dello status dell’Artsakh è una priorità.

(9 lug 21) ALTRI RESTI RINVENUTI – Le ricerche condotte nella zona di Hdrut hanno portato al rinvenimento dei resti di altri tre combattenti armeni la cui identità dovrà essere accertata tramite esame autoptico. Il totale dei corpi trovati sale a 1601.

(9 lug 21) TOUR DI DIPLOMATICI IN ARTSAKH – Le autorità dell’Azerbaigian hanno portato delegazioni di diplomatici stranieri in una visita nei territori occupati dell’Artsakh che si concluderà domani a Shushi. Intanto è stato annunciata l’apertura di due nuove unità militari nella regione di Karvachar e a Sanasar (Kashatagh).

(8 lug 21) NUOVI RESTI RINVENUTI – Le ricerche condotte nella zona di Varanda e Jrakan (regione occupata di Hadrut) hanno portato al rinvenimento dei resti di altri due combattenti armeni la cui identità dovrà essere accertata tramite esame autoptico. Il totale dei corpi trovati sale a 1598.

(8 lug 21) DIGITALIZZAZIONE IN ARTSAKH – Il presidente di Artsakh Arayik Harutyunyan ha firmato un decreto in base al quale è stato istituito un Consiglio per la digitalizzazione per promuovere la digitalizzazione e la valorizzazione delle competenze digitali della pubblica amministrazione e dei sistemi di autogoverno locale e dell’economia ad Artsakh. Come riportato dall’ufficio stampa del presidente dell’Artsakh, il decreto presidenziale ha approvato anche il regolamento interno ei membri del Consiglio per la digitalizzazione, che sarà guidato dal ministro di Stato Artak Beglaryan. Con un altro decreto presidenziale è stata creata un’unità separata “Agenzia per la digitalizzazione” dello Staff del Presidente dell’Artsakh.

(7 lug 21) AGGIORNAMENTO COVID – Dall’inizio della pandemia sono stati registrati 2910 casi su un totale di 27197 test. Al moemnto figurano sette pazienti in trattamento.

(7 lug 21) AMMINISTRAZIONE TERRITORIALE AZERA – La distribuzione amministrativo-territoriale in Azerbaigian è cambiata in base alle regioni economiche dopo che il Presidente dell’Azerbaigian ha firmato oggi un decreto. Questo è ciò che il turcologo Varuzhan Geghamyan ha scritto oggi sulla sua pagina Facebook, aggiungendo quanto segue: “Con la nuova decisione, le regioni di Artsakh (ad eccezione di Kashatagh e Karvachar) faranno parte di una regione separata. Per quanto riguarda le regioni di Kashatagh e Karvachar, sono state incorporate nella regione economica “Eastern Zangezur”. Il nome “Eastern Zangezur” è molto eloquente, e credo si possa intuire che se c’è “Eastern Zangezur”, allora c’è anche “Western Zangezur”, con cui i nostri vicini immaginano la provincia di Syunik (a livello politico e sociale). L’Azerbaigian e la Turchia stanno lavorando costantemente per conquistare la provincia di Syunik

(7 lug 21) BILANCIO DI GUERRA – Secondo i dati ottenuti a seguito del lavoro di accertamento dei fatti avviato dall’Ombudsman per i diritti umani dell’Artsakh (Gegham Stepanyan), 750 cittadini della Repubblica di Artsakh sono stati uccisi a seguito dell’aggressione azerbaigiana, 81 dei quali sono civili, 42 sono stati uccisi a seguito di attacchi a lungo raggio da parte delle forze armate azere, e 39 sono stati uccisi durante la prigionia azera, o almeno sotto controllo. “163 civili sono rimasti feriti. Non abbiamo al momento il numero esatto dei militari feriti. Secondo i dati confermati, 83 persone della Repubblica di Artsakh sono considerate disperse, 23 delle quali sono civili. 23 persone su 103 catturate e rimpatriate dalla prigionia [dell’Azerbaigian] sono cittadini della Repubblica dell’Artsakh”, ha aggiunto in particolare l’Ombudsman per i diritti umani dell’Artsakh.

(6 lug 21) SOSTEGNI PER DANNI DI GUERRA – Il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan ha convocato un’ampia consultazione di lavoro, durante la quale è stata approvata la procedura per il sostegno finanziario statale a persone fisiche e giuridiche che hanno subito danni materiali a causa delle ostilità. Harutyunyan ha chiarito, tuttavia, che coloro che non hanno partecipato alla mobilitazione non possono beneficiare di questo programma statale. Inoltre, ha riflettuto sui funzionari dell’Artsakh e sui loro figli che hanno evitato di prendere parte alla difesa della patria e ha affermato che il governo non considera opportuno il loro ulteriore incarico nelle istituzioni pubbliche.

(6 lug 21) SCONTRO A FUOCO TRA ARMENI E AZERI – Secondo fonti armene si è abuto uno scontro a fuoco lungo la linea di contatto tr armeni e azeri all’altezza del villaggio di Verin Shorza (provincia di Gegharkunik in Armenia), Si registrano due feriti tra gli azeri e uno tra gli armeni che accusano l’Azerbaigian di aver aperto il fuoco.

(3 lug 21) SCAMBIO PRIGIONIERI CON MAPPE – L’Azerbaigian ha rilasciato quindici prigionieri armeni che sono atterrati ieri sera a Yerevan. L’Armenia ha consegnato le mappe dei campoi minati difensivi delle aree di Varanda (Fuzuli) e Zangilan. L’iniziativa è stata portata a termine con la mediazione russa.

(3 lug 21) CONDANNATI PRIGIONIERI ARMENI A BAKU – Si è concluso uno dei processi farsa a Baku contro quattordici prigionieri armeni. Due di loro, Gegham Serbian e Hrach Avagyan, sono stati condannati a quattro anni di reclusione mentre gli altri dodici si sono visti infliggere una pena di sei mesi per la ridicola accusa di “ingresso illegale in Azerbaigian”. Inizialmente erano stati tutti accusati di “terrorismo”. Teoricamente, considerato che sono già stati nelle galere di Baku per almeno otto mesi, i dodici dovrebbero essere rilasciati tutti. Altri due processi sono parallelamente in corso.

(3 lug 21) NUOVI RESTI RINVENUTI – Le ricerche condotte nella zona di Varanda e Jrakan (regione occupata di Hadrut) hanno portato al rinvenimento dei resti di altri quattro combattenti armeni la cui identità dovrà essere accertata tramite esame autoptico. Il totale dei corpi trovati sale a 1595.

( 3 lug 21) ARAM I E PAPA FRANCESCO – Il Catholicos della Grande Casa di Cilicia, Sua Santità Aram I ha discusso con Papa Francesco durante il recente incontro dei leader religiosi cristiani del Libano in Vaticano, delle conseguenze della guerra di Artsakh del 2020 e della questione dei prigionieri di guerra armeni, ancora detenuti illegalmente in Azerbaigian. Il Catholicos Aram I ha ricordato che l’atteggiamento illegale dell’Azerbaigian nei confronti dei prigionieri di guerra armeni è contrario al diritto internazionale, ha ringraziato Papa Francesco per aver toccato la questione dei prigionieri di guerra armeni e ha chiesto di fare nuovamente riferimento a questo problema, se possibile, contribuendo così al ritorno dei prigionieri stessi.

(2 lug 21) APPELLO OMBUDSMAN ALLA POPOLAZIONE – Per impedire la diffusione dei nuovi atti delle autorità azere per provocare il panico, il difensore dei diritti umani dell’Armenia Arman Tatoyan ha scritto sulla sua pagina Facebook invitando gli armeni dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh) a rimuovere o bloccare numeri di telefono, indirizzi e altri dati personali sui social network. “Esorto gli armeni di Artsakh a non rispondere a nessuna telefonata sospetta tramite i social network. Le autorità azere hanno iniziato a commettere nuovi atti per terrorizzare la pacifica popolazione di Artsakh e provocare il panico“. Da alcune settimane molti residenti dell’Artsakh ricevono telefonate sospette da turchi e azeri che li minacciano o li invitano a vendere subito le loro proprietà.

(1 lug 21) ALTRI RITROVAMENTI – I resti di altri due corpi di soldati armeni caduti in battglia sono stati ritrovati dalle squadre di ricerca impegnate nella regione di Hadrut ora sotto controllo azero. Il numero totale dei ritrovamenti sale a 1590.

(1 lug 21) RISERVE IDRICHE – L’Artsakh sta progettando di costruire alcuni serbatoi e bacini idrici secondo quanto riferisce il ministro di Stato dell’Artsakh Artak Beglaryan, che ha inoltre precisato saranno prese decisioni relative ai problemi dell’acqua potabile in tutte le comunità della repubblicaper migliorare la qualità dell’acqua anche a Stepanakert. Secondo Beglaryan, l’infrastruttura distrutta dal nemico è stata quasi completamente restaurata durante i mesi successivi alla guerra così come anche l’alimentazione è stata ripristinata. Intanto oggi il segretario del Consiglio di sicurezza dell’Artsakh Vitaly Balasanyan ha tenuto un incontro di lavoro con i rappresentanti degli organi statali competenti e ha discusso questioni relative all’approvvigionamento idrico ed elettrico negli insediamenti di Artsakh. Balasanyan ha dato incarico di esplorare le opportunità per migliorare la situazione attuale nei settori menzionati e adottare misure appropriate in brevi periodi.

(1 lug 21) PROCESSI AI PRIGIONIERI – Mentre continuano i processi farsa ai prigionieri armeni a Baku, dall’Azerbaigian fanno sapere che la proposta della Camera penale dell’Armenia di difendere i connazionali in Azerbaigian non può essere accettata in quanto non sussiste alcun protocollo al riguardo firmato dai due Stati.

(1 lug 21) PASSAGGI AZERI – Tra pochi mesi, la parte azera non utilizzerà affatto la strada Karmir Shuka-Shushi. Lo ha detto oggi il ministro di Stato dell’Artsakh, Artak Beglaryan, secondo il quale sono in corso ulteriori lavori in questo senso. “Si sta lavorando anche per aumentare la sicurezza stradale; si installa l’illuminazione, si rafforza il controllo“, ha affermato. Il funzionario dell’Artsakh ha informato che gli azeri si comportano in modo rude, insultando spesso gli armeni. “Ci sono state molte segnalazioni al riguardo, anche da parte delle forze di pace russe. Anche le nostre forze armate attuano misure precauzionali di cui non si dice nulla; questo è di grande importanza“, ha aggiunto Beglaryan.