Tag Archivio per: autodeterminazione dei popoli

Distrutta la chiesa di San Giovanni Battista in Nagorno Karabakh (ACI stampa, 3 mag)

CAUCASO: LA POLVERIERA ARMENIA & AZERBAIGIAN CHE FA STORIA (E NON SOLO) (Come don Chisciotte, 3 mag)

Il deputato statunitense Cuellar accusato di presunto piano di influenza contro l’Azerbaigian  (Conca ternana, 3 mag)

USA, l’insospettabile deputato dem Henry Cuellar e sua moglie arrestati con l’accusa di cospirazione e corruzione per legami con l’Azerbaigian (Open, 3 mag)

Due squarci luminosi nell’oscurità calata di nuovo sul popolo armeno (Tempi, 6 mag, per abb)

L’Armenia nuovo pomo della discordia nel conflitto tra est e ovest (Pressenza, 7 mag)

BP lancia un nuovo pozzo che può cambiare le prospettive dell’Azerbaigian nel gas e petrolio (Scenari economici, 8 mag)

Il governo russo ha detto che ritirerà i propri soldati dal confine tra Armenia e Azerbaijan (Il Post, 10 mag)

Armenia, massicce proteste contro il premier Pashinyan per un accordo con l’Azerbaijan (Euronews, 10 mag)

La Russia ritira i soldati dall’Armenia, l’annuncio di Putin dopo le vittorie dell’Azerbaijan (Qui finanza, 10 mag)

Armenia, in migliaia chiedono le dimissioni del premier Pashinyan (Il sole 24 ore, 11 mag, video)

Armenia: fra tensioni interne e nuovi venti di guerra (RSI, 11 mag)

SCONFITTA PER PUTIN: LA RUSSIA SI RITIRA DALL’ARMENIA (Notiziario finanziario, 11 mag)

Il difficile cammino verso la pace fra Armenia e Azerbaigian, fra proteste e raduni (Scenari economici, 12 mag)

Proteste di piazza in Armenia e Georgia: che succede nel Caucaso? (Il primato nazionale, 13 mag)

Più di 150 sono stati arrestati durante le proteste nella capitale armena (Lamezia in strada, 13 mag)

Armenia, l’arcivescovo chiede le dimissioni di Pashinyan (Ossrvatorio Balcani Caucaso, 14 mag)

La Francia accusa l’Azerbaigian dei disordini in Nuova Caledonia (Renovatio 21, 16 mag)

AZERBAIJAN. PER LA FRANCIA BAKU FINANZIEREBBE GLI INDIPENDENTISTI DELLA NUOVA CALEDONIA (Notizie geopolitiche, 16 mag)

Perché ci sono bandiere dell’Azerbaijan nelle rivolte in Nuova Caledonia? (Il post, 17 mag)

Slovacchia, l’opposizione accusa il governo: «Inviati all’Azerbaijan gli obici promessi all’Ucraina» (Il messaggero, 17 mag)

Il capo del Ministero dei trasporti turco ha annunciato i tempi di apertura del “corridoio Zangezur” attraverso l’Armenia (Recensione militare, 18 mag)

ARMENIA-AZERBAIJAN/ “Erevan sta manovrando tra Usa, Ue e Putin, azeri al bivio tra pace e guerra” (Il sussidiario, 19 mag)

Su Raisi l’ombra degli ottimi rapporti tra Baku e Israele (il manifesto, 20 mag)

Armenia, ancora proteste per i confini con l’Azerbaijan (Osservatorio Balcani Caucaso, 21 mag)

NUOVA CALEDONIA. PARIGI INSISTE NELLA DENUNCIA DELLE INTERFERENZE AZERBAIGIANE (Notizie geopolitiche, 22 mag)

L’Armenia ha riconsegnato all’Azerbaijan quattro cittadine di confine che occupava dagli anni Novanta (Il post, 24 mag)

Dopo la notte. La vita dopo la fine di una Repubblica (autoproclamata) (East journal, 24 mag)

Migliaia di persone manifestano in Armenia contro la cessione delle terre all’Azerbaigian (Color news, 26 mag)

Sempre più forte il partenariato strategico tra Israele e Azerbaijan  (Analisi difesa, 27 mag)

Davvero c’è l’Azerbaigian dietro le proteste in Nuova Caledonia? (East journal, 27 mag)

L’Armenia cede quattro villaggi a Baku, arrestati 220 manifestanti (Pagine esteri, 29 mag)

La resistenza di Pašinyan a tutte le opposizioni (Asia news, 29 mag)

Azerbaigian, l’Ue si lamenta delle violazioni dei diritti umani del “partner europeo” (Sardegnagol, 29 mag)

Armenia, Chiesa e Stato si scontrano a Sardarapat (Osservatorio Balcani Caucaso, 31 mag)

Il Comitato per la difesa dei diritti fondamentali del popolo dell’Artsakh (Nagorno Karabakh) ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“L’8 marzo 2024, il presidente Ilham Aliyev dell’Azerbaigian ha firmato un decreto che nomina un giudice e un presidente del tribunale cittadino di Stepanakert, la capitale della Repubblica occupata dell’Artsakh. Riteniamo che queste nomine nascondano intenzioni sinistre e di vasta portata volte ad avviare il processo illegale di confisca delle proprietà e di perseguimento giudiziario di individui.

Qualsiasi nomina politica all’interno di qualsiasi città o regione del Nagorno Karabakh occupato, in particolare in assenza di una popolazione espulsa con la forza dalle proprie case sotto la minaccia di pulizia etnica e genocidio, è illegale e condannabile.

Inoltre, denunciamo altre nomine politiche prese dall’Azerbaigian nel Nagorno Karabakh, che illustrano ulteriormente un sistematico disprezzo per la volontà democratica e i diritti del popolo indigeno del Nagorno-Karabakh. Queste azioni dell’Azerbaigian non solo contravvengono ai principi di autodeterminazione e di governo democratico, ma illustrano anche chiaramente l’assenza di sforzi genuini per riflettere la volontà del popolo del Nagorno Karabakh nei processi politici e amministrativi della regione.

Siamo inoltre profondamente delusi dal ritiro della Missione del Comitato Internazionale della Croce Rossa dal Nagorno Karabakh. Senza il CICR, l’unica presenza internazionale sul posto, l’Azerbaigian avrà le mani completamente libere di fare ciò che desidera, cosa a cui mirava da molto tempo.

Sebbene l’attuale situazione nel Nagorno Karabakh non favorisca un ritorno sicuro, il diritto internazionale protegge il diritto delle persone sfollate con la forza al loro territorio di origine. Questo diritto è riconosciuto come norma consuetudinaria del diritto internazionale, del diritto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario ed è protetto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici e da numerose altre convenzioni e dichiarazioni internazionali.

Il 17 novembre dello scorso anno, la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che l’Azerbaigian deve “garantire” che gli armeni del Nagorno Karabakh possano tornare in “modo sicuro, senza ostacoli e rapido“. Quest’anno, il 12 marzo, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che invita l’Azerbaigian a “impegnarsi sinceramente in un dialogo globale e trasparente con gli armeni del Karabakh per garantire il rispetto dei loro diritti e garantire la loro sicurezza, compreso il diritto di tornare e vivere nelle loro case in dignità e sicurezza sotto la presenza internazionale.”

Chiediamo all’Azerbaigian, invece di impegnarsi nella formalizzazione illegale dei territori acquisiti attraverso la guerra e la violenza, di adempiere ai propri obblighi internazionali consentendo il ritorno sicuro e senza ostacoli del popolo del Nagorno Karabakh alle proprie case e alla patria storica”.

(29) DELIMITAZIONE CONFINE – Sulla base delle misurazioni geodetiche al confine tra Armenia e Azerbaigian, da lunedì sono stati installati 35 paletti di frontiera nell’ambito dei lavori di adeguamento delle coordinate, che rappresentano più della metà del lavoro pianificato. Lo comunica il governo armeno. Intanto, oggi, Vahe Ghalumyan, governatore della provincia di Tavush, si è recato nell’edificio principale del governo armeno a Yerevan per discutere delle problematiche legate a questa delimitazione e alle proteste che ne sono seguite. Domani il Primo ministro, Pashinyan, incontrerà una delegazione di residenti dei villaggi di Kirants e Voskepar.

(27) SANZIONI ALL’AZERBAIGIAN – Alla Camera dei Rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti è stato presentato un disegno di legge che impone sanzioni a 44 funzionari azeri in relazione alla pulizia etnica degli armeni nell’Artsakh.

(26) DEMARCAZIONE CONFINI – Sulla base delle misurazioni geodetiche, nell’ambito dei lavori per chiarire le coordinate al confine tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica dell’Armenia, al 26 aprile 2024 è stato completato circa il 35% dei lavori pianificati. 28 pilastri di confine sono stati installati.

(26) CENTRO MONITORAGGIO – Il centro di monitoraggio congiunto turco-russo di Agdam (Akna) ha cessato oggi le sue attività. Era stato creato nell’aprile 2021 allo scopo di monitorare il cessate il fuoco nell’Artsakh.

(26) ACCUSE ARMENE AI RUSSI – Ruben Vardanyan è stato rapito, tutti gli ex leader del Nagorno Karabakh erano sotto la protezione della Russia. Sono stati trasferiti in Azerbaigian con il consenso del contingente russo di mantenimento della pace. Lo ha detto l’ambasciatore armeno presso l’UE Tigran Balayan in un’intervista al Mosca Times. “Vardanyan ha cercato di andare in Armenia. Loro [l’Azerbaigian] sapevano con quale macchina sarebbe andato in Armenia, quindi lo hanno fermato e rapito illegalmente dal corridoio Lachin, di cui la parte russa era obbligata a garantire il funzionamento ininterrotto. E gli altri ex leader, Bako Sahakyan, Arkady Ghukasyan, sono stati trasferiti in Azerbaigian letteralmente dalla base del contingente russo di mantenimento della pace situato nell’aeroporto del Nagorno Karabakh. Erano alla base dell’aeroporto russo ed erano sotto protezione russa. Vardanyan è un cittadino armeno e io sono personalmente coinvolto nel rilascio di lui e di tutti gli ostaggi detenuti illegalmente in Azerbaigian“, ha aggiunto.

(26) TAFFERUGLI A KIRANTS – Si sono verificati nuovi tafferugli nel villaggio di Kirants (regione di Tavush) dove i residenti continuano a bloccare la strada statale per la Georgia protestando contro le concessioni territoriali all’Azerbaigian. Tre civili sono stati medicati in ospedale. Aperti procedimenti penali sui fatti.

(26) RUBEN VARDANYAN – Il prigioniero politico armeno ed ex ministro di Stato dell’Artsakh Ruben Vardanyan, detenuti illegalmente dal regime azero di Aliyev, ha ottenuto il permesso di parlare con sua moglie dopo quasi tre settimane di detenzione senza possibilità di comunicazione. Ha iniziato uno sciopero della fame il 5 aprile 2024, chiedendo un giusto processo, originariamente previsto per gennaio ma esteso a maggio senza motivo. La pressione dei governi internazionali e la consapevolezza pubblica hanno portato ad un movimento globale che sostiene il suo rilascio. Vardanyan ha accettato di sospendere temporaneamente lo sciopero della fame dopo aver sentito del sostegno internazionale e in considerazione del peggioramento della sua salute.

(25) CONTINUANO LE PROTESTE IN ARMENIA – Blocchi stradali stanno interessando le statali da Yerevan verso Sevan, Tbilisi, Martuni, Meghri e Gyumri. Sono intervenute le forze dell’ordine, ci sono stati tafferugli e alcuni fermi. Continua ad essere oggetto di blocco la statale nella regione di Tavush all’altezza del ponte di Kirants. Gli studenti della scuola di Baghanis sono in sciopero.

(25) ESPLOSIONE MINA – A seguito dell’esplosione di una mina avvenuta durante lo sminamento nella sezione Kirants-Berkaber della città di Tavush, il militare a contratto G. Mardanyan (nato nel 1980) è rimasto ferito. Le sue condizioni sono considerate soddisfacenti e non è in pericolo di vita.

(24) ANNIVERSARIO GENOCIDIO ARMENO – Nella serata di ieri si è svolta la tradizionale fiaccolata con partenza da piazza della repubblica a Yerevan fino al memoriale del genocidio dove si potevano vedere anche degli striscioni con la scritta “Liberate i prigionieri armeni adesso”, “Non può esserci accordo di pace senza il rilascio dei prigionieri armeni, ” “Niente COP29 in Azerbaigian senza liberare tutti i prigionieri armeni”, “Silenzio globale, vergogna globale: fermare il genocidio”, insieme alle foto di oltre due dozzine di prigionieri armeni detenuti illegalmente nella prigione di Baku.
Nella giornata odierna si sono svolte al memoriale cerimonie ufficiali e molti diplomatici stranieri hanno fatto visita a Tzitzernakaberd. In mattina si è recato al memoriale il premier Pasdhinyan che era accompagnato dal presidente armeno Vahagn Khachaturyan, dal presidente dell’Assemblea nazionale Alen Simonyan, dal vice primo ministro Mher Grigoryan, dal ministro della Difesa Suren Papikyan, dal ministro degli Esteri Ararat Mirzoyan, dal segretario del Consiglio di sicurezza Armen Grigoryan, da alcuni altri ministri, parlamentari e molti altri funzionari.

(23) ERDOGAN INSULTA LA MEMORIA DEL GENOCIDIO ARMENO – Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha invitato le autorità armene ad orientarsi nella realtà attuale per sviluppare una tabella di marcia per la normalizzazione delle relazioni con la Turchia. “Ora nella regione si sta stabilendo un nuovo ordine. È tempo di abbandonare ricordi infondati, è meglio agire in base alle realtà del tempo presente. Ora è il momento di creare nuove tabelle di marcia su una base realistica. Spero che l’Armenia si libererà dell’oscurità in cui è stata trascinata dalla diaspora [armena] e sceglierà la strada di nuove iniziative per il bene di un futuro luminoso. È sempre meglio agire in conformità con le realtà del tempo piuttosto che agire su narrazioni storiche di fantasia“. Secondo Erdogan, “la finestra di opportunità non sarà sempre aperta, e [quindi] è indispensabile sfruttare il momento in modo efficace“.

(23) NUOVO CONFINE – Il primo segnale di confine è stato installato nella sezione Tavush-Gazakh del confine di stato tra Armenia e Azerbaigian.Ne ha datop notizia lo stesso premier Pashinyan sui social. Il governo armeno ha rilasciato una dichiarazione al riguardo: “Il 23 aprile 2024, sulla base delle misurazioni geodetiche, nell’ambito dei lavori di aggiustamento delle coordinate, è stato installato il primo segnale territoriale di confine al confine tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian. Prosegue il lavoro dei gruppi di esperti dei due Paesi. Come riportato in precedenza, secondo gli accordi raggiunti a seguito dell’ottava riunione della Commissione per la delimitazione e la sicurezza del confine di stato tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian e della Commissione di Stato per la delimitazione del confine di Stato tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica dell’Armenia, al confine tra la Repubblica dell’Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian, i gruppi di esperti dei due paesi hanno avviato oggi il processo di determinazione delle coordinate, sulla base delle misurazioni geodetiche sul sito“.
Come noto, il 19 aprile, le commissioni di delimitazione del confine armeno e azero hanno concordato di iniziare la delimitazione del confine dalla provincia armena di Tavush. La descrizione dei tratti della linea di confine sarà redatta tenendo conto del chiarimento delle coordinate effettuato a seguito delle misurazioni geodetiche sul sito, e ciò sarà formulato in una corrispondente descrizione-protocollo, che dovrà essere concordata e firmato dalle due parti prima del 15 maggio. L’ufficio del primo ministro armeno ha annunciato che, come risultato di tutto ciò, l’Azerbaigian riceverà 2,5 villaggi e l’Armenia otterrà una riduzione dei rischi per la sicurezza legati alla delimitazione dei confini. Alcune centinaia di metri di strada statale verranno modificati nel tratto del villaggio di Kirants, mentre il villaggio di Voskepar non avrà problemi stradali. Dopo la delimitazione del confine, le forze armate dell’Armenia e dell’Azerbaigian si ritireranno nell’area dei quattro villaggi e saranno sostituite dalle guardie di frontiera dei due Paesi.

(23) PROSSIMO VERTICE MINISTRI ESTERI – Baku ha accettato la proposta del Kazakistan di tenere il prossimo incontro dei ministri degli Esteri dell’Azerbaigian e dell’Armenia in Kazakistan. Lo ha annunciato il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev.

(23) DICHIARAZIONI DI ALIYEV – Il presaidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, ha dichiarato che l’Azerbaigian e l’Armenia hanno un’idea comune di quello che dovrebbe essere il trattato di pace, e ha affermato che “siamo più vicini che mai alla soluzione del problema” aggiungendo che “ora abbiamo un’idea generale di come dovrebbe essere l’accordo di pace. Dobbiamo solo elaborare i dettagli. Tuttavia, ovviamente, entrambe le parti hanno bisogno di tempo“. Secondo la logica delle autorità azerbaigiane, però, si tratta solo di concessioni unilaterali da parte armena, motivo per cui il presidente azerbaigiano fa valutazioni ottimistiche. Dopo le dichiarazioni ottimistiche, però, il presidente azerbaigiano è passato ai rimproveri e alle accuse contro l’Armenia e ha rinnovato le sue pretese sul cosidetto “corridoio di Zangezur”.

(23) CONTINUANO LE PROTESTE IN ARMENIA – Si moltiplicano le manifestazioni di protesta contro la cessione di territori all’Azerbaigian. Oltre che nella regione di Tavush, nuovi blocchi stradali hanno interessato la superstrada Yerevan-Sevan e Alaverdi. La situazione è diventata tesa nella provincia armena di Tavush. Gli abitanti dei villaggi di confine, sotto la guida dell’arcivescovo Bagrat Galstanyan, primate della diocesi di Tavush della Chiesa apostolica armena, stanno cercando di bloccare l’autostrada che collega la città di Ayrum al checkpoint di Bagratashen, al confine con la Georgia. Ma le grandi forze di polizia lì concentrate non lo permettono.

(21) NUOVI BLOCCHI STRADALI – I residenti dei villaggi della regione di Tavush hanno nuovamente bloccato la statale nel tratto Kirants-Voskepar.

(20) VARDANYAN PARLA CON LA FAMIGLIA – In seguito all’appello urgente della famiglia alla comunità internazionale in merito al suo sciopero della fame, a Ruben Vardanyan è stato permesso di chiamare la sua famiglia per la prima volta, dopo più di due settimane di detenzione senza alcun contatto. Nel corso della telefonata ha affermato che durante questo periodo è stato in completo isolamento, senza avere accesso nemmeno a materiale di lettura. Per quanto ne sappiamo, gli viene misurata solo la pressione sanguigna e nient’altro, il che rende ancora più preoccupati per il suo peggioramento delle condizioni di salute. Alla fine ha detto: “Ora sono più convinto che mai che i valori e i principi siano più importanti anche della vita stessa”. Chiediamo che l’Azerbaigian permetta al Comitato Internazionale della Croce Rossa di visitarlo immediatamente per ottenere prove indipendenti del suo benessere e garantire che gli venga fornita tutta l’assistenza medica adeguata durante lo sciopero della fame. Inoltre, ribadiamo la richiesta di Ruben per il rilascio immediato e incondizionato dei prigionieri armeni in Azerbaigian.

(20) PASHINYAN SU ACCORDO DI CONFINE – Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, in una conversazione con i giornalisti a Stepanavan, riferendosi al protocollo firmato ieri tra Armenia e Azerbaigian, ha dichiarato: “In effetti, Armenia e Azerbaigian hanno già confermato il riconoscimento della reciproca integrità territoriale con firme bilaterali. Hanno confermato che nel processo di demarcazione non è stato creato alcun nuovo confine, ma il confine de jure, che aveva significato legale al momento della Il crollo dell’URSS verrà riprodotto. Questa è una sfumatura importante perché sapete che ci furono alcuni movimenti e sviluppi tra il 1988 e il 1991. Una delle controversie chiave in queste discussioni era come formularlo per tenere conto del fatto che il crollo dell’URSS. I confini legali de jure sono stati riprodotti al momento del crollo dell’URSS. Vorrei anche sottolineare che considero questo evento la pietra angolare della prossima fase della nostra sovranità, indipendenza e sviluppo che dovremmo essere in grado di realizzare il processo di costruzione e creazione attorno a questa pietra angolare“, ha affermato, aggiungendo che questa decisione ridurrà significativamente i rischi per la sicurezza che esistono lungo il confine con la RA. “Ora abbiamo raggiunto un accordo su questa sezione del confine, ma abbiamo anche adottato un principio fondamentale per l’intero ulteriore processo di demarcazione del confine, il che significa che tutte le questioni controverse dovrebbero essere regolate secondo gli accordi già raggiunti e risolti al tavolo dei negoziati “, ha sottolineato il primo ministro.
Riferendosi al fatto che a Tavush ci sono anche postazioni russe, il primo ministro armeno ha detto: “Le postazioni russe sono apparse lì a causa della situazione. Ciò che sta accadendo ora è un cambiamento significativo nella situazione e dovrebbe avere un impatto in tutte le direzioni. Significa che non abbiamo una linea del fronte, abbiamo un confine. Il confine è un segno di pace, e questo significherà che le guardie di frontiera di Armenia e Azerbaigian saranno in grado di proteggere il confine in modo indipendente, cooperando tra loro“.

(20) PROTESTE IN TAVUSH – Per il secondo giorno consecutivo residenti della regione di Tavush hanno protestato contro la decisione del governo armeno di accordarsi con l’Azerbaigian e cedere alcuni territori. Un blocco stradale ha interessato la statale per la Georgia. Il ministro dell’Interno si è recato in loco per parlare con i manifestanti.

(19) DEMARCAZIONE CONFINE – Al confine tra Armenia e Azerbaigian, si è tenuta l’ottava sessione delle commissioni per la delimitazione del confine di stato tra i due Paesi, sotto la presidenza dei vice primi ministri dell’Armenia e dell’Azerbaigian Mher Grigoryan e Shahin Mustafayev. A seguito dell’incontro è stato firmato un protocollo. Le parti hanno concordato la data e il luogo del prossimo incontro. Secondo il Ministero degli Esteri armeno, a seguito dell’incontro è stato raggiunto un accordo preliminare per portare le sezioni di confine Baganis – Baganis Ayrum, Voskepar – Ashag Askipara, Kirants – Khairumli e Berkaber – Kyzyl Hajil al confine interrepubblicano legalmente stabilito esistente al momento del crollo dell’Unione Sovietica. A seguito dell’annuncio, residenti nei villaggi della regione di Tavush hanno inscenato manifestazioni di protesta.

(19) VARDANYAN IN SCIOPERO DELLA FAME – Ruben Vardanyan, filantropo ed ex ministro di Stato della repubblica di Artsakh, imprigionato a Baku dal 28 settembre scorso, è in sciopero della fame dal 5 aprile. Chiede il rilascio suo e degli altri prigionieri armeni illegalmente detenuti dagli azeri a Baku. Lo ha comunicato oggi la famiglia che ha anche informato che da quando è cominciato lo sciopero da parte di Ruben le autorità azere hanno tagliato ogni contatto telefonico tra i familiari e lui. Il “processo” a carico di Vardanyan e degli altri prigionieri politici armeni era stato inizialmente fissato a gennaio ma poi spostato a maggio senza alcuna motivazione.

(19) UE E RITIRO RUSSO – “Ciò che possiamo dire è che prendiamo atto dell’annunciato ritiro delle truppe russe dall’Azerbaigian“. Lo ha affermato Peter Stano, portavoce principale per gli affari esteri e la politica di sicurezza della Commissione europea dell’Unione europea, in risposta alla domanda dell’agenzia azera Turan su come l’UE valuta la decisione di ritirare le forze di pace russe dal Karabakh. “Aggiungiamo inoltre che l’UE resta impegnata a sostenere il processo di pace tra Armenia e Azerbaigian“, ha aggiunto Stano.

(19) DIALOGO ARMENIA-ARTSAKH – Secondo le informazioni del quotidiano ‘Zhoghovurd’, dopo lo sfollamento forzato degli armeni dell’Artsakh e il trasferimento in Armenia, le autorità dell’Artsakh hanno cercato regolarmente di stabilire un contatto con le autorità armene e di avviare incontri per sapere finalmente quale destino attende l’Artsakh, la popolazione forzata cittadini sfollati, se vi sia una risorsa per i negoziati sull’Artsakh. Tuttavia, le autorità della RA hanno ogni volta respinto, con vari motivi, la proposta di sedersi e parlare allo stesso tavolo.

(18) DEMOLITA CHIESA A SHUSHI – Immagini satellitari e video sui social azeri confermano che nello scorso mese di febbraio la chiesa di s. Giovanni Battista (detta anche kanach zham, chiesa verde) a Shushi è stata rasa al suolo dagli azeri. La chiesa era stata edificata 179 anni fa.

(18) DICHIARAZIONE RUSSA SU SFOLLATI – Gli armeni del Nagorno-Karabakh dovrebbero avere la possibilità di tornare a casa, a condizione che siano garantiti i loro diritti e la loro sicurezza secondo quanto ha affermato in una conferenza stampa da Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli affari esteri russo. “Per quanto riguarda la popolazione armena che ha lasciato il territorio del Karabakh, come avete notato, le autorità azere hanno adottato uno speciale programma di reintegrazione. È stato sottolineato più di una volta che la Russia accoglie con favore e sostiene questo passo. Gli armeni del Karabakh dovrebbero avere l’opportunità di tornare nella regione, garantendo loro i diritti e, naturalmente, la sicurezza“, ha detto Zakharova, aggiungendo che la Russia, a sua volta, è pronta a fornire assistenza in questo processo in ogni modo possibile. Secondo lei, questa questione dovrebbe essere separata da quella del ritorno degli azeri e degli armeni che avevano lasciato l’Armenia e l’Azerbaigian rispettivamente alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90.

(18) AIUTI UE – Nella riunione di gabinetto di giovedì, il governo armeno ha approvato l’accordo di finanziamento, firmato con la Commissione Europea dell’Unione Europea (UE), sul contratto per il rafforzamento dello Stato e della resilienza dell’Armenia. Il programma del valore di 15 milioni di euro è finanziato dal bilancio dell’UE.

(18) CHIUDE CENTRO MONITORAGGIO – L’attività del centro di monitoraggio congiunto turco-russo ad Aghdam, nel Nagorno Karabakh, sarà sospesa, secondo quanto ha dichiarato il Ministero della Difesa Nazionale turco. Il centro di monitoraggio congiunto russo-turco era stato istituito dopo l’aggressione militare dell’Azerbaigian e della Turchia contro il Nagorno Karabakh nell’autunno del 2020.

(17) PASHINYAN A BERKABER E VOSKAPAR – Il premier armeno si è recato nei villaggi di confine che sono in fibrillazione a causa delle sempre più insistenti voci di cessioni di territori all’Azerbaigian. A Berkaber il premier ha parlato dei progetti di sviluppo della comunità e dei finziamenti nel settore dell’edilizia e in quello dell’agricoltura.

(17) RUSSIA LASCIA ARTSAKH – Il contingente di mantenimento della pace russo ha lasciato l’Artsakh (Nagorno Karabakh). Il filmato della partenza del personale e delle attrezzature del contingente è stato pubblicato oggi dall’agenzia di stampa Svezda del Ministero della Difesa della Federazione Russa. L’informazione sul ritiro delle forze di mantenimento della pace russe dall’Artsakh è stata confermata dal portavoce del Presidente russo, Dmitry Peskov.

(15) PRIGIONIERI ARMENI – Nel mese di aprile, i rappresentanti del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) hanno nuovamente visitato tutti i detenuti armeni notificati dalle autorità azere, secondo quanto ha detto all’agenzia APA Ilaha Huseynova, capo del dipartimento delle pubbliche relazioni dell’ufficio della Croce Rossa a Baku. “I detenuti sono stati incontrati in privato e hanno avuto la possibilità di scambiarsi notizie sulla famiglia”, ha aggiunto la suddetta agenzia di stampa azera. Gli ex presidenti del Nagorno Karabakh Arkadi Ghukasyan, Bako Sahakyan e Arayik Harutyunyan, l’ex ministro degli Esteri David Babayan, il presidente dell’Assemblea nazionale Davit Ishkhanyan, l’ex ministro della Difesa Levon Mnatsakanyan, il generale Davit Manukyan e l’ex ministro di Stato Ruben Vardanyan sono prigionieri in Azerbaigian.

(13) MANIFESTAZIONE A VOSKEPAR – Una manifestazione si è tenuta oggi nel villaggio al centro delle discussioni per una possibile cessione di alcuni territori armeni all’Azerbaigian. Il capo del villaggio e i cittadini presenti hanno ribadito la loro contrarietà a cessioni unilaterali.

(12) INCIDENTE, MORTI SOLDATI – Quattro soldati armeni sono morti e una ventina feriti a causa dell’uscita di strada, per cause imprecisate, di un veicolo Ural da trasporto truppe. L’incidente è avvenuto nella regione di Syunik.

(11) ARMENIA E GEORGIA – I governi di Armenia e Georgia hanno deciso di avviare i lavori di delimitazione dei confini. Lo ha annunciato giovedì ai giornalisti il ​​vice ministro degli Esteri armeno Vahan Kostanyan. Ha osservato che questo processo, che va avanti da più di 30 anni, dovrebbe concludersi, ed entrambe le parti hanno espresso la disponibilità per la sua ripresa. Kostanyan ha informato che l’Armenia e la Georgia hanno rivitalizzato la composizione delle loro commissioni per la delimitazione delle frontiere.
Dal canto suo, Lasha Darsalia, primo viceministro degli Affari esteri della Georgia, durante la conferenza dal titolo “Partenariato strategico Armenia-Georgia”, ha affermato che il suo Paese sostiene la sovranità e l’integrità territoriale dell’Armenia. Darsalia ha aggiunto che la Georgia è favorevole alla stabilità nel Caucaso meridionale e sostiene la cooperazione reciprocamente vantaggiosa di tutti i Paesi della regione.

(10) INCIDENTE AL CONFINE CON SPARATORIA – Un pastore, cittadino della Repubblica d’Armenia, si è trovato nel territorio dell’Azerbaigian mentre cercava un gregge smarrito. A causa della situazione, le guardie di frontiera di entrambe le parti hanno aperto il fuoco. A seguito dell’incidente, un soldato azero è stato ferito. La parte azera ha restituito il gregge perduto. Anche il pastore si trova nel territorio della Repubblica d’Armenia.

(10) ANNIVERSARIO MASSACRO MARAGHA – Oggi ricorre il 32° anniversario del massacro degli armeni nel villaggio di Maragha in Artsakh.

(10) PASHINYAN IN PARLAMENTO – Il premier armeno oggi in Asemblea nazionale ha affermato che “la vera Armenia è il paese riconosciuto a livello internazionale con un’area di 29.743 chilometri quadrati. Inoltre, il territorio dell’Armenia riconosciuto a livello internazionale non è una novità per la comunità internazionale; la comunità internazionale lo ha riconosciuto e accettato da tempo. Non importa quanto possa sembrare divertente, siamo noi [armeni] che non abbiamo riconosciuto, registrato e realizzato questo fatto per molto tempo“, ha detto Pashinyan aggiungendo che la delimitazione tra l’Armenia reale e quella storica è estremamente dolorosa. Il Primo ministro armeno ha rinnovato le critiche alla CSTO (“Non voleva presentarsi come alleato ma come peacekeeper“) e ha informato che è sua intenzione proporre l’estensione del mandato della missione EUMA di altri due anni.
Inoltre ha dichiarato che l’incontro ad alto livello Armenia-USA-UE tenutosi a Bruxelles il 5 aprile non aveva alcun sottotesto né alcun ordine del giorno in materia di sicurezza: “L’UE e gli Stati Uniti hanno espresso la disponibilità ad espandere la cooperazione con l’Armenia in settori quali riforme politiche, sviluppo economico, mobilità, governance efficace, applicazione efficace della legge, commercio, comunicazione, agricoltura, energia, compresa l’energia nucleare, tecnologie, sicurezza aerea“.
Quanto ai vicini dell’area Pashinyan ha detto che i rapporti con la Turchia sono in una fase di stallo e che non è intenzione dell’Armenia creare una contrapposizione con l’Iran.
Circa i rapporti con la Russia ha dichiarato: “Ma voglio sottolineare anche che non vogliamo discutere con la Russia, non solo perché non abbiamo l’opportunità e la forza per farlo, ma perché apprezziamo l’enorme positivo che c’era e c’è nelle nostre relazioni. Ma è anche importante capire cosa sta accadendo nelle nostre relazioni in senso profondo e concettuale e perché a mio avviso, sta accadendo la stessa cosa: è in atto una transizione dalle relazioni storiche Armenia-Russia alle relazioni reali Armenia-Russia“.

(9) SPARI AZERI CONTRO LE CASE – Il tetto e la finestra di una casa nel villaggio di Tegh, nella provincia di Syunik, sono stati danneggiati ieri sera intorno alle 22:50, a seguito di sparatorie irregolari e non mirate da parte della parte azera secondo quanto riferisce il Ministero degli Affari Interni dell’Armenia. Nessun altro danno è stato causato ai residenti del villaggio di Tegh da queste sparatorie.

(9) AIUTI EUROPEI PER GLI SFOLLATI – Giovedì il Consiglio d’Europa presenterà un pacchetto globale di risposta all’afflusso di rifugiati in Armenia per un valore totale di 2,8 milioni di euro. Il pacchetto è il risultato di una visita del Rappresentante speciale del Segretario generale per la migrazione e i rifugiati (SRSG) dall’11 al 13 ottobre 2023, durante la quale sono state presentate aree specifiche di sostegno in linea con il Piano d’azione del Consiglio d’Europa per l’Armenia ( 2023-2026) e il Piano d’Azione sulla Protezione delle Persone Vulnerabili nel contesto della migrazione e dell’asilo (2021-25) sono stati individuati congiuntamente con le autorità nazionali.

(9) ASSEMBLEA NAZIONALE SU CONFINI – Presso l’Assemblea Nazionale dell’Armenia è iniziata una sessione urgente sulla questione della delimitazione dei confini tra Armenia e Azerbaigian. Alla sessione, che si svolge a porte chiuse su richiesta dei partiti della coalizione di governo, parteciperanno anche il vice primo ministro Mher Grigoryan e il ministro degli Esteri Ararat Mirzoyan.

(9) NOMINE IN ARTSAKH – L’8 marzo 2024, il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha firmato un decreto che nomina un giudice e un presidente del tribunale cittadino di Stepanakert, la capitale della Repubblica occupata dell’Artsakh. Riteniamo che queste nomine nascondano intenzioni sinistre e di vasta portata volte ad avviare il processo illegale di confisca delle proprietà e di perseguimento giudiziario di individui. Lo ha sottolineato in una dichiarazione rilasciata martedì il Comitato per la difesa dei diritti fondamentali del popolo dell’Artsakh (Nagorno Karabakh). 

(8) VARDANYAN PER NOBEL PACE – Ruben Vardanyan (ex ministro di Stato dell’Artsakh, illegalmente detenuto dall’Azerbaigian da ottobre scorso) è stato nominato per il Premio Nobel per la Pace 2024 per le sue attività caritative e umanitarie. La sua candidatura è stata avanzata da numerose personalità autorevoli, tra cui anche il premio Nobel per la pace.

(8) CROCE ROSSA VIA DA STEPANAKERT – L’ufficio di Stepanakert del Comitato Internazionale della Croce Rossa è stato chiuso. Il personale si trasferisce a Barda (in Azerbaigian). Lo ha annunciato Zara Amatuni della sede di Yerevan.

(8) NUOVE VIOLAZIONI AZERE – Colpi di arma da fuoco, anche di medio calibro, sono stati indirizzati dalle postazioni azere verso il territorio dell’Azerbaigian. Tre differneti violazioni sono state registrate nelle regioni di Syunik e Gegharkunik

(6) MISSIONE EUMA – La Missione dell’Unione Europea in Armenia (EUMA) ha effettuato oggi un pattugliamento nei territori di Sotk, Verin Shorzha, Aravus e Movses. Lo si legge nella dichiarazione di intenti. “La situazione dovrebbe essere stabile e calma”, ha affermato l’EUA in una nota. Il Ministero degli Interni della Repubblica d’Armenia ha emesso un messaggio riguardante le sparatorie di stanotte da parte degli azeri in direzione dei villaggi di confine della regione di Tavush e ha riferito che di conseguenza le infrastrutture civili (case e una lapide) sono state danneggiate nel villaggio di Movses e nel villaggio di Inner Karmiraghbyur (un’auto civile). 

(6) VIOLAZIONI AZERE – Nella notte tra il 5 e il 6 aprile, le unità delle forze armate azere hanno iniziato a sparare contro le posizioni di combattimento armene, utilizzando armi leggere di vari calibri. L’intensità degli spari variava in diverse direzioni del confine. Lo riferisce il ministero della Difesa armeno. Nello specifico, gli spari sono avvenuti verso le posizioni di combattimento vicino a Sotk (provincia di Gegharkunik) tra le 22:25 e le 22:50, vicino a Verin Shorzha (provincia di Gegharkunik) alle 23:15, vicino a Kut (provincia di Gegharkunik) alle 00:15, vicino ad Aravus (Syunik Provincia) tra le 23:15 e le 23:20, vicino a Chinari (provincia di Tavush) tra le 23:05 e le 23:20, vicino a Movses (provincia di Tavush) tra le 00:15 e l’01:20. Le unità delle Forze Armate della Repubblica d’Armenia hanno osservato significativi movimenti di veicoli delle Forze Armate azere verso Ishkhanasar tra le 21:00 e le 23:00. Le suddette azioni da parte azera erano evidentemente provocatorie e miravano a suscitare reazioni simili da parte delle unità delle Forze Armate della Repubblica d’Armenia per corroborare la disinformazione azera negli ultimi tempi. Valutando la situazione, le unità delle Forze Armate della Repubblica di Armenia si sono astenute da azioni che potrebbero contribuire ad un’ulteriore escalation, portando alla calma della situazione lungo il confine. Il Ministero della Difesa riferisce inoltre che ieri l’apparato di propaganda azero ha diffuso disinformazione, travisando la rotazione di routine delle unità delle forze armate armene come concentrazione in prima linea.

(6) DIOCESI DELL’ARTSAKH – Il 5 aprile, S.S. Karekin II ha ricevuto i membri del consiglio diocesano della diocesi di Artsakh presso la Santa Madre Sede di Etchmiadzin, accompagnati dal leader diocesano Sua Eccellenza p. Vescovo di Vrtanes Abrahamyan. Durante l’incontro sono state discusse le questioni relative alla tutela dei diritti delle persone dell’Artsakh, al loro status sociale e alla condizione morale e psicologica. Si è fatto riferimento anche ai programmi di sostegno attuati dalla Chiesa. Il Patriarca d’Armenia ha esortato il leader diocesano e i membri del consiglio diocesano a continuare a utilizzare tutti i mezzi possibili in collaborazione con le strutture competenti della Madre Sede e delle diocesi della diaspora per sollevare davanti alle strutture internazionali e interecclesiali la questione della garanzia dei diritti del popolo dell’Artsakh e preservare il patrimonio spirituale e culturale dell’Artsakh.

(5) VIOLAZIONI AZERE – Intorno alle 17:05 (ora locale), a Chinari (regione di Tavush ) e alle 17:30 a Verin Shorzha (regione di Gegharkunik ), unità delle forze armate azere hanno aperto il fuoco con armi leggere verso le posizioni armene. Ne ha dato notizia il ministero della Difesa di Yerevan che ha altresì smentito quanto riferito da Baku circa violazioni armene.

(5) VERTICE DI BRUXELLES – Il Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, l’Alto Rappresentante/Vicepresidente dell’UE, Josep Borrell, il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Antony Blinken, l’amministratore dell’USAID Samantha Power, e il Primo Ministro della Repubblica d’Armenia, Nikol Pashinyan, si sono riuniti oggi, 5 aprile 2024 a Bruxelles per riaffermare il sostegno alla sovranità, alla democrazia, all’integrità territoriale e alla resilienza socioeconomica dell’Armenia. QUI IL COMUNICATO STAMPA

(5) FIRMATO ACCORDO EUROJUST – Oggi si è svolta la cerimonia della firma dell’accordo Eurojust tra l’Armenia e l’Unione europea. È stato firmato dal ministro degli Affari esteri armeno Ararat Mirzoyan, dal ministro della Giustizia e del Mare del Nord del Belgio Paul Van Tigchelt e dal commissario UE alla Giustizia Didier Reynders. Eurojust è l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale e aiuta le amministrazioni nazionali a collaborare per combattere il terrorismo e gravi forme di criminalità organizzata che interessano più di un paese dell’UE.

(4) RASMUSSEN SU ARMENIA – L’ex segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen in un articolo scritto per Le Monde ha invitato Bruxelles ad abbandonare la politica di mantenimento della neutralità nei confronti della linea occidentale tra l’Armenia, che preferisce la linea dell’Occidente, e l’Azerbaigian, che si afferma nel campo delle autocrazie aggressive sotto l’influenza russa. “Nonostante la dipendenza storica, economica, energetica e militare dalla Russia e la presenza fisica di migliaia di truppe russe sul suo territorio, il governo armeno ha compiuto sforzi coraggiosi per rafforzare la democrazia armena e costruire relazioni più strette con l’Occidente democratico. Questo riorientamento richiede tempo, ma richiede anche che l’Unione Europea adotti una strategia più ambiziosa nei confronti della democrazia armena. È necessario cominciare mettendo fine all’idea che l’Unione europea debba essere un attore neutrale tra Armenia e Azerbaigian. L’Europa dovrebbe assumere il ruolo di mediatore nei negoziati per un accordo di pace stabile, ma il suo approccio dovrebbe riflettere la realtà che l’Armenia ha scelto la comunità delle democrazie europee, mentre l’Azerbaigian siede nel campo delle autocrazie aggressive“, ha affermato l’ex segretario generale.

(3) ARRESTATO UNO DEGLI ARMENI SFOLLATI – Si apprende che Sargis Galstyan, uno dei due armeni che lo sacorso 29 marzo sono stati portati dalla Croce Rossa dall’Artsakh in Armenia, è accusato di spionaggio ed è stato arrestato secondo quanto riferisce Gor Abrahamyan, addetto stampa del comitato investigativo dell’Armenia.

(3) DUE ARMENI SFOLLATI DALL’ARTSAKH – Erano tra i pochissimi armeni rimasti dopo l’occupazione azera dell’Artsakh. Ma alla fine anche loro hanno deciso di lasciare la patria. Lo scorso 29 marzo, Sargis Galstyan e Margarita Shahnazaryan (che avevano scelto di rimanere nell’Artsakh durante la pulizia etnica della regione da parte dell’Azerbaigian nel settembre 2023) sono stati trasportati dal Comitato Internazionale della Croce Rossa in Armenia. Nei mesi scorsi, il giornalista Tatul Hakobyan aveva diffuso la notizia che Aliyev si stava preparando a nominare Sargis sindaco di “Khankendi” (Stepanakert). Il cugino di Sargis, il parlamentare dell’Artsakh Davit Galstyan, all’epoca smentì la voce. Il trasferimento di Sargis e Margarita è stato confermato da Zara Amatuni, responsabile dei programmi di comunicazione presso la delegazione del CICR in Armenia. Il Servizio di Sicurezza Nazionale dell’Armenia ha preso in consegna i due ultimi sfollati che presumibilmente verranno ascoltati per acquisire informazioni sulla situazione e comprendere le ragioni della loro permanenza nella capitale dell’Artsakh (Nagorno Karabakh). In tutto l’Artsakh sono rimaste pochissime decine di persone, si pensa tra le 20 e le 50.

(3) DICHIARAZIONE RUSSA SU ARTSAKH – La rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri russo, Maria Zakharova, durante la trasmissione televisiva Zvezda ha affermato che l’Armenia ha preso decisioni riguardo al Nagorno Karabakh sotto l’influenza della NATO, e le dichiarazioni secondo cui la Russia e la CSTO non hanno aiutato l’Armenia durante l’escalation della situazione nella regione sono bugie. Secondo lei, i paesi occidentali hanno portato avanti il ​​tema dell’abbandono ufficiale del Nagorno-Karabakh da parte dell’Armenia. I diritti degli abitanti del Nagorno-Karabakh non erano in alcun modo inclusi o garantiti nei documenti firmati per volere dei membri della NATO. Zakharova ha aggiunto che la nuova escalation della tensione tra Armenia e Azerbaigian dipende solo dalla misura in cui l’Armenia consentirà all’UE, agli Stati Uniti e al Regno Unito di influenzare in modo distruttivo la situazione nella regione e nel paese.

(3) MONITORAGGIO EUMA – La missione europea in Armenia (EUMA) ha compiuto un monitoraggio, su richiesta del sindaco del villaggio di Khachik, riguardo la sicurezza dei lavori nei campi dei contadini locali. Siamo nella regione dell’Armenia di Vayots Dzor al confine con il Nakhijevan.

(2) VIOLAZIONI AZERE -Violazioni azere sono state registrate lungo la linea di contatto nelle regioni di Gegharkunik (in località Kut alle 22 di ieri sera) e Syunik (Tegh, dopo mezzanotte). Non si registrano feriti. In precedenza il ministero della Difesa dell’Azerbaigian aveva a sua volta denunciato violazioni armene prontamente respinte da Yerevan.

(2) SFOLLATI – I deputati dell’Assemblea nazionale armena e i membri del governo hanno incontrato, il 29 marzo ad Ashtarak, i connazionali sfollati con la forza dal Nagorno Karabakh nella regione di Aragatsotn. Durante l’incontro il governatore della regione Sergey Movsisyan, i deputati dell’Assemblea nazionale ed i rappresentanti del governo hanno tenuto discorsi e presentato i dettagli del programma volto a fornire loro gli alloggi.

AZERBAIJAN vs ARMENIA/ “Siamo senza alleati, in caso di guerra il nostro Paese finirebbe in un giorno” (Il sussidiario, 2 apr)

I nuovi rapporti di forza tra Istanbul e Erevan (World magazine, 2 apr)

Armeni Scacciati dall’Artsakh. Nel Lutto e nel Dolore, una Pasqua di Resurrezione. La Storia di Gaiané. (Stilum curiae, 2 apr)

Cristo si è fermato a Gyumri: gli abusi agli armeni e le questioni etniche ignorate (Inchiostro, 2 apr)

Armenia-Azerbaigian: a rischio i luoghi di culto (In terris, 3 apr)

Armenia-Azerbaijan: confini che scottano (Osservatorio Balcani Caucaso, 3 apr)

La pulizia etnica del Nagorno Karabakh nella linea di faglia del Caucaso (Radio black out, 3 apr, audio)

L’Armenia è grande, ce n’è per tutti: Pashinyan è sull’orlo del disastro (Top war, 4 apr)

Gerusalemme: nuovo attacco di coloni ebraici (e polizia) al quartiere armeno (Asia news, 4 apr)

Il segretario di Stato USA Blinken invita l’Azerbaigian ad allentare le tensioni con l’Armenia (Euractive, 4 apr)

Pessima figura diplomatica del Viceministro Cirielli in difesa dell’autocrate azero Aliyev. Intervista al Presidente dell’Artsakh (Korazym, 5 apr)

L’Ue sta preparando un Piano di resilienza e crescita per l’Armenia da 270 milioni di euro (Eunews, 5 apr)

L’Armenia si avvicina sempre più velocemente all’Occidente (Agenzia Nova, 5 apr)

La scelta dell’Armenia. Una scossa europeista nel Caucaso che irrita russi e azeri, turchi e iraniani (Huff post, 6 apr, per abb)

Iran, Armenia e Azerbiagian: un difficile equilibrio di potere nel Caucaso (Scenari economici, 7 apr)

Continua la tensione tra Armenia ed Azerbaigian (Renovatio 21, 7 apr)

Addio Russia, avanti Azerbaijan: da chi compra il gas adesso l’Europa (Wired, 8 apr)

La svolta occidentale dell’Armenia (Osservatorio Balcani Caucaso, 9 apr)

L’Armenia si allontana dalla Russia e prepara una richiesta di adesione all’Unione Europea (Il Riformista, 9 apr)

Non escludo il ritorno. La Russia s’è defilata in Armenia, ma resta attore chiave nel Caucaso (Huff post, 10 apr, per abb.)

Armenia e Russia, rapporti sempre più tesi (Osservatorio Balcani Caucaso, 10 apr)

USA e UE cercano di attarre l’Armenia dalla propria parte (Scenari economici, 10 apr)

Solo un miracolo potrà salvare l’Armenia e gli Armeni. Venga il Papa a Yerevan! Fa tardivamente in tempo (Korazym, 12 apr)

Gli incerti confini tra Armenia e Azerbaigian (Asia news, 12 apr)

L’Armenia e il gioco (sporco) dell’Occidente (Sponda sud, 15 apr)

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