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Cipro nord e Artsakh: ipocrisia azera

Una delegazione parlamentare azera, guidata dal presidente Samad Seyidov del Comitato per le relazioni internazionali e interparlamentari, ha visitato per la prima volta la autoproclamata “Repubblica turca di Cipro del Nord”. La delegazione è stata ricevuta dal Primo ministro di Cipro del Nord, Ersin Tatar, che ha dichiarato: “Siamo una nazione, tre Stati“. Ha aggiunto che questa è stata una “visita storica”. A sua volta, Seyidov ha dichiarato: “Vogliamo che Cipro del Nord diventi più forte, che il mondo turco diventi più forte. Pertanto, Turchia, Azerbaigian e Cipro del Nord devono essere uniti“.

Dunque, l’Azerbaigian ha “sdoganato” la parte dell’isola conquistata militarmente dai turchi nel 1974 e proclamatasi indipendente nel 1983.
Fino ad oggi, nonostante la natura turca di questa repubblica de facto riconosciuta dalla sola Turchia, l’Azerbaigian si era guardato bene dal professare – almeno pubblicamente – un qualche sostegno.
Il rischio che la comunità internazionale potesse fare un parallelo con la situazione del Nagorno Karabakh (Artsakh) ed evidenziare quindi la contraddizione politica dei due pesi e delle due misure ha spinto Baku a tenersi lontano dalla questione dell’isola mediterranea.

Ma ora, vinta la guerra, conquistato buona parte dell’Artsakh, con l’Armenia messa alle corde e una comunità internazionale molto sensibile al richiamo dei petrodollari del dittatore e passiva di fronte alla politica turco-azera, ogni tabù è caduto.
Gli azeri hanno sempre dichiarato che non avrebbero mai accettato due Stati armeni; ora esaltano invece tre Stati turchi.

Va tutto bene…

L’Artsakh non potrà mai vivere in pace con l’Azerbaigian

Il difensore dei diritti umani dell’Artsakh, Gegham Stepanyan, sulla sua pagina Facebook ha postato un intervento che analizza l’attuale situazione alla luce della politica del presidente azero e del linguaggio di minaccia da lui utilizzato.

Le dichiarazioni del Presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e la retorica usata dalle autorità azere sono una chiara indicazione che qualsiasi prospettiva di “coesistenza pacifica” è irta di conseguenze irreversibili e mette in pericolo prima di tutto i diritti e le libertà fondamentali del popolo di Artsakh, la sicurezza, la vita e la dignità. Il popolo dell’Artsakh non ha mai potuto e non potrà mai vivere in pace con l’Azerbaigian, questa è una realtà documentata dall’amarezza di anni e da molti episodi di eventi criminali.

Tutti i tentativi di mostrare o mettere in scena il contrario rappresentano passi inutili e futili. La realtà deve essere valutata in modo veritiero e giusto da tutte le forze esterne, da tutte le strutture internazionali.
La comunità internazionale deve finalmente rendersi conto che semplicemente non può esistere una convivenza pacifica con un popolo che per anni si è nutrito di un indescrivibile “veleno” dell’armenofobia, che pochi mesi fa ha commesso i più efferati crimini di guerra, prendendo di mira quasi tutti gli insediamenti civili e la popolazione di Artsakh, ha torturato e trattato in modo disumano i prigionieri di guerra armeni e si è accanito sui corpi dei militari uccisi.

Il conflitto azero-Karabakh non è risolto, nella situazione creatasi dopo la dichiarazione trilaterale del 9 novembre, i diritti del popolo di Artsakh sono violati ogni giorno, eppure Aliyev insiste che il conflitto è risolto e minaccia una nuova guerra.
La ragione principale dell’esistenza di questo fenomeno è che la guerra di aggressione scatenata dall’Azerbaigian contro la popolazione civile di Artsakh nell’autunno del 2020 non ha ancora ricevuto una chiara valutazione giuridica.

Se Aliyev non ha capito da 30 anni che il conflitto non può considerarsi risolto a scapito dei diritti degli armeni di Artsakh, allora quella soluzione gli deve essere imposta.

La comunità internazionale deve finalmente capire che il suo atteggiamento passivo mette direttamente in discussione l’intera ideologia della protezione dei diritti umani, lasciando che dittatura e aggressione abbaino il sopravvento su libertà e diritti.

Ferma condanna per il tour diplomatico azero a Shushi

Condanniamo, con la massima fermezza, l’organizzazione il 10 luglio 2021 da parte delle autorità azere della visita di personale delle missioni diplomatiche straniere accreditate in Azerbaigian nei territori occupati della Repubblica di Artsakh, compresa la città di Shushi. Lo ha osservato il ministero degli Affari esteri dell’Artsakh (Nagorno Karabakh) in una dichiarazione rilasciata nella giornata odierna.

Con tali azioni, l’Azerbaigian sta cercando di consolidare i risultati della guerra di aggressione che ha scatenato il 27 settembre 2020 con la partecipazione della Turchia e di militanti di organizzazioni terroristiche ed estremiste internazionali contro la Repubblica di Artsakh.

Sottolineiamo ancora una volta che la situazione attuale è il risultato di azioni illegali dell’Azerbaigian, che ha gravemente violato i principi fondamentali del diritto internazionale, come il non uso della forza o la minaccia della forza, la risoluzione pacifica delle controversie, il rispetto dell’uomo diritti e libertà fondamentali, uguaglianza e diritto dei popoli di decidere in buona fede del proprio destino e dell’attuazione degli obblighi internazionali.

I tentativi dell’Azerbaigian di legittimare l’attuale stato di illegalità significa anche giustificare lo scatenamento di una guerra aggressiva, la cooperazione con i terroristi internazionali, le violazioni del diritto internazionale umanitario ei crimini di guerra. A questo proposito, è deplorevole che i diplomatici stranieri accreditati in Azerbaigian abbiano ceduto alle azioni manipolative di Baku, che non sono solo volte a impedire la ripresa del processo di risoluzione globale del conflitto azerbaigiano-karabagh, ma minano anche le basi della politica internazionale relazioni, ponendo le basi per riconoscere i risultati di azioni illegali come norma accettabile. Nessuna acquisizione territoriale risultante dalla minaccia o dall’uso della forza dovrebbe essere riconosciuta come legittima.

Ribadiamo che i territori della Repubblica di Artsakh, compresa la città di Shoushi, catturata dall’Azerbaigian con il sostegno della Turchia e dei terroristi internazionali durante la guerra dei 44 giorni, sono territori temporaneamente occupati in conformità con le norme del diritto internazionale. La città di Shoushi è parte integrante di Artsakh sia negli aspetti territoriali, culturali, economici e storici. Qualsiasi tentativo di respingerlo è una grave violazione dell’integrità territoriale della Repubblica di Artsakh.

Il ripristino dell’integrità territoriale della Repubblica di Artsakh e l’acquisizione della personalità giuridica internazionale da parte di Artsakh sono condizioni indispensabili per raggiungere una soluzione globale del conflitto e stabilire una pace duratura nella regione. Chiediamo agli Stati copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE di adottare tutte le misure necessarie per riprendere il processo negoziale in vista di una soluzione definitiva del conflitto azerbaigiano-karabako”, si legge anche nella dichiarazione del ministero degli Esteri di Stepanakert.

Da sottolineare che il personale delle ambasciate di Russia, Stati Uniti e Francia si è rifiutato di partecipare all’iniziativa voluta da Aliyev.

Rassegna stampa (1-15 luglio)

Il nuovo impero ottomano di Erdogan avanza nel Caucaso e in Asia centrale (Asianews, 3 lug)

La dichiarazione di Shusha e il futuro del Caucaso del sud (Osservatorio Balcani Caucaso, 5 lug)

Le ragioni dell’Armenia (Faro di Roma, 9 lug)

ARMENIA. Più truppe russe al confine con l’Azerbaijan (AGC, 9 lug)

La popolazione della Repubblica di Artsakh lotta per il riconoscimento del suo diritto inalienabile all’autodeterminazione… e di esistere. La Nota dell’Ambasciatore armeno presso la Santa Sede (Korazym, 10 lug)

L’Artsakh condanna la visita a Shushi dei diplomatici invitati da Aliyev (Assadakah, 13 lug)

Ferma condanna del tour dei diplomatici stranieri a Baku nell’Artsakh occupata dall’Azerbajgian, partecipi nella propaganda del regime dittatoriale azero (Korazym, 13 lug)

“Fare affari non vuol dire svendere i nostri princìpi democratici” Appello alle imprese italiane (Politicamente corretto, 15 lug)

Luglio 2021

(23 lug 21) RITROVATI ALTRI RESTI – I resti di quattro soldati armeni sono stati ritrovati nella zona di Varanda (Fizuli), ora sotto occupazione azera, nel corso delle odierne operazioni di ricerca. Il totale dei ritrovamenti ammonta a 1615 dalla fine della guerra.

(23 lug 21) AGGIORNAMENTO COVID – Ieri su 33 test condotti non è stato rilevato alcun caso di positività al Covid 19 in Artsakh.

(23 lug 21) IN AUMENTO I MATRIMONI – Nella prima metà del 2021, ad Artsakh sono stati registrati 715 matrimoni e 94 divorzi. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il numero dei matrimoni è aumentato di 607

(23 lug 21) ALTRI PRIGIONIERI CONDANNATI – Al termine di un altro processo farsa, altri tredici soldati armeni sono stati condannati a sei anni di reclusione. Ieri un altro procedimento giudiziario sempre con tredici imputati era terminato con analoga condanna. I tredici condannati oggi sono Rafik Karapetyan, Gurgen Goloyan, Hrayr Tadevosyan, Vagharshak Maloyan, Sasun Yeghiazaryan, Arsen Vardanyan, Vahag Bahrikyan, Sedrak Soghomonyan, Armen Dilanyan, Manuk Martonyan, Mels Anbardanyan, Andranik Mikayelyan e Feliks Grigoryan.

(22 lug 21) CONDANNATI PRIGIONIERI ARMENI – Al termine di un progetto farsa tredici prigionieri di guerra armeni sono stati condannati dal tribunale di Baku a sei anni di prigione. I militari condannati alla reclusione sono Haykaz Hovhannisyan, Varazdat Manukyan, Davit Stepanyan, Levon Tosunyan, Artur Baghdasaryan, Serob Avagyan, Varazdat Harutyunyan, Zhora Manukyan, Hrayr Gerabyan, Narek Gasparyan, Grigor Kyurerargyan e Martin Ashot. Scontata la reclusione saranno espulsi dall’Azerbaigian

(22 lug 21) AZERI FERITI PER MINA – Due lavoratori azeri impegnati in opere di costruzione sono rimasti leggermente feriti per lo scoppio di una mina in una area della regione di Askeran sotto occupazione dell’Azerbaigian. Sono stati portati in ospedale.

(22 lug 21) SACERDOTI ARMENI FUORI DA DADIVANK – Già da tre mesi l’Azerbaigian vieta ai sacerdoti armeni di entrare nel monastero di Dadivank. Gli azeri non li lasciano nemmeno entrare nei locali del complesso monastico. Il monastero di Dadivank è il luogo designato per il servizio permanente per sei sacerdoti armeni. Nonostante i problemi con le condizioni di vita nel monastero, i sacerdoti armeni hanno continuato il loro servizio, ma da maggio non possono entrare o uscire dal monastero. “Il monastero di Dadivank è in condizioni che non sono come le condizioni di qualsiasi altro monastero della Santa Chiesa Apostolica Armena. C’è un divieto di ingresso o uscita. Gli azeri stanno deliberatamente creando una situazione per non consentire l’ingresso dei sacerdoti armeni”, ha affermato padre Nerses Harutyunyan. . Ora i sacerdoti del monastero di Dadivank sono al monastero di Gandzasar. La parte russa sta negoziando con gli azeri per far entrare i sacerdoti nel monastero di Dadivank.

(21 lug 21) COMMENTO RUSSO A MEDIAZIONE FRANCIA – Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha affermato che la Russia è pronta ad accogliere gli sforzi di mediazione della Francia nei colloqui del Nagorno-Karabakh [(Artsakh)] se questi sforzi contribuiscono all’attuazione degli accordi raggiunti. “Se gli sforzi di mediazione portano stabilità, pace, prevedibilità, aiutano ad attuare gli accordi esistenti, allora [essi] possono solo essere accolti”, ha detto Peskov, quando gli è stato chiesto come reagisce la Russia al fatto che la Francia avrebbe espresso la sua intenzione di entrare nel formato di Colloqui Russia-Armenia-Azerbaigian, anche in qualità di mediatore. La Francia, insieme alla Russia e agli Stati Uniti, è un paese co-presidente del Gruppo OSCE di Minsk che lavora per trovare una soluzione al conflitto di Artsakh.

(20 lug 21) SCONTRO A FUOCO – Un prolungato scontro a fuoco è avvenuto nella serata di ieri alla frontiera tra Armenia e Azerbaigian (Nakhchivan) all’altezza del villaggio di Yeraskh (provincia di Ararat) a seguito di un tentativo dei soldati azeri di avanzare le proprie posizioni lungo la linea di confine. I soldati dell’Azerbaigian hanno anche sparato colpi di mortaio. Il sindaco del villaggio è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale a Yerevan dove è stato operato. Nella stessa zona, in data 14 luglio, un soldato armeno era rimasto mortalmente colpito dal fuoco nemico.

(19 lug 21) RITROVATO UN CORPO A STEPANAKERT – Il cadavere di un cittadino di Stepanakert è stato rinvenuto questo pomeriggio in un’area vicino a una chiesa situata in una delle strade locali. E’ stato attivato il Servizio di emergenza. A un primo esame l’uomo presenta lividi e sanguinamenti in varie parti.

(17 lug 21) AGGIORNAMENTO COVID – Dall’inizio della pandemia sono stati registrati 2925 casi su un totale di 27632 test. Al momento figurano sette pazienti in trattamento. Ieri su 130 test sono risultati cinque casi positivi.

(17 lug 21) SFOLLATI DELL’ARTSAKH – Al 1° luglio 2021, risultano 21.615 persone o 5.448 famiglie che risiedevano in Artsakh e sono state sfollate come conseguenza della guerra e della perdita dei territori conquistati dagli azeri. Delle 21.615 persone, il 68,7% vive nelle province dell’Armenia mentre il 31,3% vive nella capitale Yerevan. Lo riferisce la sede operativa del governo dell’Artsakh in Armenia che da mesi organizza incontri con le famiglie per cercare di organizzare il rientro in patria.

(17 lug 21) ONORIFICENZA POSTUMA – Con una decisione del presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan, il capitano Artur Aghasyan dell’Esercito di difesa dell’Artsakh è stato insignito del più alto titolo di “Eroe dell’Artsakh” per i suoi eccezionali servizi resi all’Artsakh, e per il suo coraggio nella difesa e la sicurezza della Patria. Oltre ad Artur, la famiglia Aghasyan che vive nella città di Artsakh di Martuni ha perso anche un altro figlio, Arsen, nell’ultima guerra.

(16 lug 21) NUOVE UNITA’ AZERE – Il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha annunciato la creazione di una nuova unità militare nella regione di Aghdam, ora occupata a seguito dell’aggressione militare azera contro Artsakh (Nagorno-Karabakh). Si noti che la costruzione di nuove unità militari azere continua come previsto anche in altri territori occupati. All’inizio di giugno sono state aperte ad Aghdam due nuove unità militari dell’esercito azero.

(16 lug 21) NUOVE COSTRUZIONI RESIDENZIALI – Il presidente della repubblica Harutyunyan ha confermato di aver firmato il provvedimento del governo che dà avvio a un intenso programma di ricostruzione residenziale. Il progetto prevede 1200 nuovi appartamenti a Stepanakert più un altro migliaio da acquistare sul libero mercato immobiliare della capitale, venti nuovi insediamenti abitativi in zone rurali con quasi 2300 abitazioni a servizio di 36 comunità sfollate oltre a un altro migliaio di case da ristrutturare in zone rurali. Diversi lavori sono già partiti da alcune settimane.

(16 lug 21) SPARI AZERI DA SHUSHI – Residenti nel distretto di Armenavan (Stepanakert) hanno confermato che oggi intorno alle 17 la parte azera ha sparato brevemente 4-5 colpi di fucile senza procurare danni o feriti. Le autorità dell’Artsakh hanno confermato la notizia e allertato le forze di pace russe. Continuano le provocazioni azere mirate a terrorizzare i residenti armeni lungo la linea di contatto.

(16 lug 21) STRADA PER SHUSHI – I media azeri informano che procedono spediti i lavori per la costruzione dell superstrada per la località occupata dell’Artsakh e sono iniziate opere di ingegneria riguardanti ponti e tunnel con lavori di scavo già avanzati. Il percorso sarà lungo 84,600 km partendo da Ahmadbeyli (in Azerbaigian) via Fizuli (Varanda).

(14 lug 21) PRIGIONIERI ARMENI – Funzionari della Croce Rossa Internazionale hanno visitato a Baku un numero imprecisato (non sono state fornite specifiche informazioni al riguardo) di prigionieri armeni catturati dall’Azerbaigian. Secondo *il governo azero sono 45 gli armeni detenuti (e sotto processo) ma si sospetta che possano essere di più.

(14 lug 21) SMENTITE DICHIARAZIONI AZERE – L’Esercito di difesa dell’Artsakh ha rilasciato una nota con la quale smentisce la dichiarazione rilasciata dal Ministero della Difesa dell’Azerbaigian secondo il quale le unità dell’Esercito di difesa dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh) avrebbero aperto il fuoco, con mitragliatrici e fucili, sulle postazioni azere alla periferia della città di Shushi martedì. Il comunicato aggiunge che le unità d’avanguardia difensive dell’Artsakh aderendo agli accordi raggiunti, continuano ad aderire al cessate il fuoco, e non ricorrono ad azioni destabilizzanti della situazione.

(14 lug 21) RITROVATI ALTRI RESTI – Continua a crescere il numero dei resti umani rinvenuti nelle zone dell’Artsakh ora sotto controllo azero. Nelle ultime ore alla lista si sono aggiunti sette ritrovamenti. Tre nella zona di Mataghis e quattro in quella di Martuni. Alcuni effetti personali hanno permesso di accertare che uno dei corpi ritrovati nella zona di Mataghis appartiene all’eroe della Guerra dei quattro giorni Artur Aghasyan riconosciuto proprio dalla sua onorificenza della Croce di combattimento. Nei mesi scorsi, nella stessa zona, era stato ritrovato anche il fratello. La contabilità dei ritrovamenti ha raggiunto quota 1.611.

(14 lug 21) CADUTI AZERI– L’Azerbaigian ha aggiornato la lista dei suoi caduti in guerra portando il numero totale a 2.907 con sette scomparsi.

(13 lug 21) STEPANAKERT CONDANNA TOUR AZERO A SHUSHI – Il ministero degli Esteri dell’Artsakh ha rilasciato un comunicato con il quale condanna duramente l’iniziativa azera di organizzare a Shushi un tour per delegazioni diplomatiche accreditate in Azerbaigian. Qui la nota tradotta in italiano.

(12 lug 21) PROCESSO FARSA RINVIATO – Uno dei processi farsa allestiti dal regime azero contro i prigionieri di guerra è proseguito con un’udienza odierna conclusasi con un rinvio al 26 luglio. I soldati armeni a processo sono: Rafik Karapetyan, Gurgen Golayan, Hrayr Tadevosyan, Vagharshak Maloyan, Sasun Yeghiazaryan, Arsen Vardanyan, Vachagan Bahrikyan, Sedrak Soghomonyan, Armen Dilanyan, Manuk Martoyan, Mels Anbardanyan, Andranik Mikayelyan e Feliks Grigoryan

(11 lug 21) ANCORA RITROVAMENTI – Altri tre resti umani sono stati rinvenuti nei territorio occupato di Hadrut. Il bilancio dei ritrovamenti sale a 1604.

(9 lug 21) INCONTRO PASHINYAN E HARUTYUNYAN – Il presidente della repubblica dell’Artsakh ha incontrato il Primo ministro armeno a Yerevan. Pashinyan ha sottolineato che il riconoscimento dello status dell’Artsakh è una priorità.

(9 lug 21) ALTRI RESTI RINVENUTI – Le ricerche condotte nella zona di Hdrut hanno portato al rinvenimento dei resti di altri tre combattenti armeni la cui identità dovrà essere accertata tramite esame autoptico. Il totale dei corpi trovati sale a 1601.

(9 lug 21) TOUR DI DIPLOMATICI IN ARTSAKH – Le autorità dell’Azerbaigian hanno portato delegazioni di diplomatici stranieri in una visita nei territori occupati dell’Artsakh che si concluderà domani a Shushi. Intanto è stato annunciata l’apertura di due nuove unità militari nella regione di Karvachar e a Sanasar (Kashatagh).

(8 lug 21) NUOVI RESTI RINVENUTI – Le ricerche condotte nella zona di Varanda e Jrakan (regione occupata di Hadrut) hanno portato al rinvenimento dei resti di altri due combattenti armeni la cui identità dovrà essere accertata tramite esame autoptico. Il totale dei corpi trovati sale a 1598.

(8 lug 21) DIGITALIZZAZIONE IN ARTSAKH – Il presidente di Artsakh Arayik Harutyunyan ha firmato un decreto in base al quale è stato istituito un Consiglio per la digitalizzazione per promuovere la digitalizzazione e la valorizzazione delle competenze digitali della pubblica amministrazione e dei sistemi di autogoverno locale e dell’economia ad Artsakh. Come riportato dall’ufficio stampa del presidente dell’Artsakh, il decreto presidenziale ha approvato anche il regolamento interno ei membri del Consiglio per la digitalizzazione, che sarà guidato dal ministro di Stato Artak Beglaryan. Con un altro decreto presidenziale è stata creata un’unità separata “Agenzia per la digitalizzazione” dello Staff del Presidente dell’Artsakh.

(7 lug 21) AGGIORNAMENTO COVID – Dall’inizio della pandemia sono stati registrati 2910 casi su un totale di 27197 test. Al moemnto figurano sette pazienti in trattamento.

(7 lug 21) AMMINISTRAZIONE TERRITORIALE AZERA – La distribuzione amministrativo-territoriale in Azerbaigian è cambiata in base alle regioni economiche dopo che il Presidente dell’Azerbaigian ha firmato oggi un decreto. Questo è ciò che il turcologo Varuzhan Geghamyan ha scritto oggi sulla sua pagina Facebook, aggiungendo quanto segue: “Con la nuova decisione, le regioni di Artsakh (ad eccezione di Kashatagh e Karvachar) faranno parte di una regione separata. Per quanto riguarda le regioni di Kashatagh e Karvachar, sono state incorporate nella regione economica “Eastern Zangezur”. Il nome “Eastern Zangezur” è molto eloquente, e credo si possa intuire che se c’è “Eastern Zangezur”, allora c’è anche “Western Zangezur”, con cui i nostri vicini immaginano la provincia di Syunik (a livello politico e sociale). L’Azerbaigian e la Turchia stanno lavorando costantemente per conquistare la provincia di Syunik

(7 lug 21) BILANCIO DI GUERRA – Secondo i dati ottenuti a seguito del lavoro di accertamento dei fatti avviato dall’Ombudsman per i diritti umani dell’Artsakh (Gegham Stepanyan), 750 cittadini della Repubblica di Artsakh sono stati uccisi a seguito dell’aggressione azerbaigiana, 81 dei quali sono civili, 42 sono stati uccisi a seguito di attacchi a lungo raggio da parte delle forze armate azere, e 39 sono stati uccisi durante la prigionia azera, o almeno sotto controllo. “163 civili sono rimasti feriti. Non abbiamo al momento il numero esatto dei militari feriti. Secondo i dati confermati, 83 persone della Repubblica di Artsakh sono considerate disperse, 23 delle quali sono civili. 23 persone su 103 catturate e rimpatriate dalla prigionia [dell’Azerbaigian] sono cittadini della Repubblica dell’Artsakh”, ha aggiunto in particolare l’Ombudsman per i diritti umani dell’Artsakh.

(6 lug 21) SOSTEGNI PER DANNI DI GUERRA – Il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan ha convocato un’ampia consultazione di lavoro, durante la quale è stata approvata la procedura per il sostegno finanziario statale a persone fisiche e giuridiche che hanno subito danni materiali a causa delle ostilità. Harutyunyan ha chiarito, tuttavia, che coloro che non hanno partecipato alla mobilitazione non possono beneficiare di questo programma statale. Inoltre, ha riflettuto sui funzionari dell’Artsakh e sui loro figli che hanno evitato di prendere parte alla difesa della patria e ha affermato che il governo non considera opportuno il loro ulteriore incarico nelle istituzioni pubbliche.

(6 lug 21) SCONTRO A FUOCO TRA ARMENI E AZERI – Secondo fonti armene si è abuto uno scontro a fuoco lungo la linea di contatto tr armeni e azeri all’altezza del villaggio di Verin Shorza (provincia di Gegharkunik in Armenia), Si registrano due feriti tra gli azeri e uno tra gli armeni che accusano l’Azerbaigian di aver aperto il fuoco.

(3 lug 21) SCAMBIO PRIGIONIERI CON MAPPE – L’Azerbaigian ha rilasciato quindici prigionieri armeni che sono atterrati ieri sera a Yerevan. L’Armenia ha consegnato le mappe dei campoi minati difensivi delle aree di Varanda (Fuzuli) e Zangilan. L’iniziativa è stata portata a termine con la mediazione russa.

(3 lug 21) CONDANNATI PRIGIONIERI ARMENI A BAKU – Si è concluso uno dei processi farsa a Baku contro quattordici prigionieri armeni. Due di loro, Gegham Serbian e Hrach Avagyan, sono stati condannati a quattro anni di reclusione mentre gli altri dodici si sono visti infliggere una pena di sei mesi per la ridicola accusa di “ingresso illegale in Azerbaigian”. Inizialmente erano stati tutti accusati di “terrorismo”. Teoricamente, considerato che sono già stati nelle galere di Baku per almeno otto mesi, i dodici dovrebbero essere rilasciati tutti. Altri due processi sono parallelamente in corso.

(3 lug 21) NUOVI RESTI RINVENUTI – Le ricerche condotte nella zona di Varanda e Jrakan (regione occupata di Hadrut) hanno portato al rinvenimento dei resti di altri quattro combattenti armeni la cui identità dovrà essere accertata tramite esame autoptico. Il totale dei corpi trovati sale a 1595.

( 3 lug 21) ARAM I E PAPA FRANCESCO – Il Catholicos della Grande Casa di Cilicia, Sua Santità Aram I ha discusso con Papa Francesco durante il recente incontro dei leader religiosi cristiani del Libano in Vaticano, delle conseguenze della guerra di Artsakh del 2020 e della questione dei prigionieri di guerra armeni, ancora detenuti illegalmente in Azerbaigian. Il Catholicos Aram I ha ricordato che l’atteggiamento illegale dell’Azerbaigian nei confronti dei prigionieri di guerra armeni è contrario al diritto internazionale, ha ringraziato Papa Francesco per aver toccato la questione dei prigionieri di guerra armeni e ha chiesto di fare nuovamente riferimento a questo problema, se possibile, contribuendo così al ritorno dei prigionieri stessi.

(2 lug 21) APPELLO OMBUDSMAN ALLA POPOLAZIONE – Per impedire la diffusione dei nuovi atti delle autorità azere per provocare il panico, il difensore dei diritti umani dell’Armenia Arman Tatoyan ha scritto sulla sua pagina Facebook invitando gli armeni dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh) a rimuovere o bloccare numeri di telefono, indirizzi e altri dati personali sui social network. “Esorto gli armeni di Artsakh a non rispondere a nessuna telefonata sospetta tramite i social network. Le autorità azere hanno iniziato a commettere nuovi atti per terrorizzare la pacifica popolazione di Artsakh e provocare il panico“. Da alcune settimane molti residenti dell’Artsakh ricevono telefonate sospette da turchi e azeri che li minacciano o li invitano a vendere subito le loro proprietà.

(1 lug 21) ALTRI RITROVAMENTI – I resti di altri due corpi di soldati armeni caduti in battglia sono stati ritrovati dalle squadre di ricerca impegnate nella regione di Hadrut ora sotto controllo azero. Il numero totale dei ritrovamenti sale a 1590.

(1 lug 21) RISERVE IDRICHE – L’Artsakh sta progettando di costruire alcuni serbatoi e bacini idrici secondo quanto riferisce il ministro di Stato dell’Artsakh Artak Beglaryan, che ha inoltre precisato saranno prese decisioni relative ai problemi dell’acqua potabile in tutte le comunità della repubblicaper migliorare la qualità dell’acqua anche a Stepanakert. Secondo Beglaryan, l’infrastruttura distrutta dal nemico è stata quasi completamente restaurata durante i mesi successivi alla guerra così come anche l’alimentazione è stata ripristinata. Intanto oggi il segretario del Consiglio di sicurezza dell’Artsakh Vitaly Balasanyan ha tenuto un incontro di lavoro con i rappresentanti degli organi statali competenti e ha discusso questioni relative all’approvvigionamento idrico ed elettrico negli insediamenti di Artsakh. Balasanyan ha dato incarico di esplorare le opportunità per migliorare la situazione attuale nei settori menzionati e adottare misure appropriate in brevi periodi.

(1 lug 21) PROCESSI AI PRIGIONIERI – Mentre continuano i processi farsa ai prigionieri armeni a Baku, dall’Azerbaigian fanno sapere che la proposta della Camera penale dell’Armenia di difendere i connazionali in Azerbaigian non può essere accettata in quanto non sussiste alcun protocollo al riguardo firmato dai due Stati.

(1 lug 21) PASSAGGI AZERI – Tra pochi mesi, la parte azera non utilizzerà affatto la strada Karmir Shuka-Shushi. Lo ha detto oggi il ministro di Stato dell’Artsakh, Artak Beglaryan, secondo il quale sono in corso ulteriori lavori in questo senso. “Si sta lavorando anche per aumentare la sicurezza stradale; si installa l’illuminazione, si rafforza il controllo“, ha affermato. Il funzionario dell’Artsakh ha informato che gli azeri si comportano in modo rude, insultando spesso gli armeni. “Ci sono state molte segnalazioni al riguardo, anche da parte delle forze di pace russe. Anche le nostre forze armate attuano misure precauzionali di cui non si dice nulla; questo è di grande importanza“, ha aggiunto Beglaryan.

Dall’Artsakh dura condanna alla provocatoria visita di Erdogan a Shushi

Tutte le fazioni dell’Assemblea nazionale dell’Artsakh hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sulla visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Shushi il 15 giugno 2021.
La dichiarazione recita quanto segue:

Dopo aver sottoposto gli armeni occidentali al genocidio e aver sequestrato la culla storica del popolo armeno nel 1915, la Turchia ha cercato di commettere lo stesso crimine contro gli armeni orientali per il secolo scorso. Grazie alla lotta organizzata del popolo armeno, quei piani sono sempre falliti.
Il 27 settembre 2020, approfittando delle condizioni favorevoli nel mondo e nella regione, la Turchia e l’Azerbaigian hanno fatto un altro tentativo di sottoporre gli armeni al genocidio durante le ostilità dopo aver attaccato la Repubblica di Artsakh attraverso il coinvolgimento di gruppi terroristici internazionali. Come risultato dello spostamento forzato degli armeni dalla loro patria storica, migliaia di persone sono state private della loro patria e centinaia di monumenti armeni e cristiani sono stati distrutti o profanati.
Consideriamo la visita a sorpresa di Erdogan nei territori conquistati di Artsakh, in particolare nella capitale Shushi, un tempo fiorente, come una minaccia e un nuovo tentativo di mostrare potere. Si tratta della continuazione dell’apertura del “parco dei trofei di guerra” a Baku che implica una nuova pressione psicologica e morale contro il popolo armeno nel dopoguerra.
L’atto provocatorio di Erdogan nella regione è un tentativo di portare al fallimento la missione di pace russa e un piano per infliggere un duro colpo alla fragile stabilità. Questo atto del presidente della Turchia presenta una nuova sfida non solo all’Armenia e ad Artsakh, ma anche alla Russia e all’Iran.
Ci rivolgiamo alle organizzazioni internazionali, ai paesi co-presidenti del Gruppo OSCE di Minsk, in particolare alla Federazione Russa, per frenare le ambizioni aggressive della Turchia che potrebbero portare a nuovi pericoli”
.

Anche il Ministero degli Affari Esteri dell’Artsakh ha rilasciato una dichiarazione sulla visita del presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan a Shushi. La dichiarazione recita quanto segue:

Accompagnato dal presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e dalla sua famiglia, la visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dei suoi familiari alla storica capitale di Artsakh, Shushi, distrutta dalla Turchia e dall’Azerbaigian nel 1920 e nel 2020, è una chiara manifestazione di gravi violazioni di diritto internazionale, xenofobia, politica di genocidio e terrorismo.
Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Artsakh condanna fermamente tali visite nei territori occupati di Artsakh, considerandole come una provocazione, una chiara attuazione della politica espansionistica ed estremista.
Le azioni provocatorie della Turchia devono essere condannate dalla comunità internazionale, poiché tali visite, le idee, le dichiarazioni, gli accordi raggiunti e la glorificazione della politica espansionistica medievale espressa durante le stesse sono una seria minaccia alla sicurezza internazionale e regionale, una sfida per l’intera umanità civilizzata, un colpo alla reputazione di tutte le organizzazioni e strutture di cui la Turchia è membro
”.

Una nota di protesta è giunta anche dal ministero degli Esteri dell’Armenia.

Rassegna stampa (16-30 giugno)

Polveriera caucasica (L’intellettuale dissidente, 16 giu)

Tra i profughi di Şuşa. Migliaia di armeni cacciati dal Nagorno Karabakh (Euronews, 16 giu)

Le violazioni del diritto umanitario nella seconda guerra del Nagorno Karabakh (Osservatorio Balcani Caucaso, 16 giu)

Erdogan visita il Nagorno-Karabakh: alleanza militare forte con Baku (AGC, 17 giu)

Centro Studi russo denuncia ruolo dell’Azerbaigian nel supporto ai terroristi in Siria (L’antidiplomatico, 20 giu)

Lavrov sulla base turca in Azerbaijan: “Non commento le voci” (AGC, 20 giu)

“Ecco perché il premier che ha perso una guerra ha vinto col 59%” (Il sussidiario, 23 giu)

Al via una mostra online sui siti dell’Artsakh (Panorama, 24 giu)

L’Azerbajgian, noto per la mancanza dello Stato di diritto, viola il diritto umanitario internazionale. A Ginevra la denuncia dei rappresentanti dell’Armenia (Korazym, 25 giu)

Rassegna stampa (1-15 giu)

Armenia-Azerbaijan, di crisi in crisi (Osservatorio Balcani Caucaso, 4 giu)

Soldati dell’Azerbaigian invadono l’Armenia (Politicamente corretto, 6 giu)

Su Santità Kerekin II in visita pastorale nella repubblica di Artsakh (Korazym, 7 giu)

Azerbaijan: “la guerra non ci ha salvati” (Osservatorio Balcani Caucaso, 8 giu)

Erdogan e i droni. Affari di Stato e affari di famiglia (Tempi, 8 giu)

Armenia, proposta choc del premier all’Azerbaigian: “Offro mio figlio in ostaggio” (Il Primato nazionale, 9 giu)

Come vivere in un Paese “che non esiste” (Vice, 9 giu)

Vi fidereste di Kim jong-un? E di Aliyev? (Politicamente corretto, 11 giu)

Conflitto con Baku: liberati 15 prigionieri armeni. L’aiuto di Tbilisi (Asia news, 15 giu)

Il Parlamento Europeo chiede la liberazione ‘immediata’ e ‘incondizionata’ dei prigionieri armeni (Global voices, 15 giu)

Giugno 2021

(30 giu 21) PARLAMENTO DEL LUSSEMBURGO – La Camera dei Deputati del Granducato del Lussemburgo ha adottato una petizione che condanna le operazioni di Azerbaigian, Turchia e jihadisti contro l’Artsakh. L’ambasciatore straordinario e plenipotenziario dell’Armenia nei Paesi Bassi Tigran Balayan ha riferito che la petizione è stata adottata all’unanimità.

(30 giu 21) SENATORI USA PER AIUTI ARTSAKH – Un gruppo di senatori statunitensi ha scritto una lettera alla dirigenza del Comitato per gli stanziamenti del Senato chiedendo finanziamenti per una serie di progetti di sminamento, anche in Nagorno Karabakh (Artsakh). Più di 30 senatori hanno sollecitato finanziamenti per una serie di progetti di sminamento. Insieme ad Afghanistan, Laos, Sri Lanka, Angola e Zimbabwe, questi senatori chiedono 2 milioni di dollari per un programma di sminamento nel Nagorno Karabakh. Questi legislatori statunitensi ritengono che uno “stanziamento di $ 2 milioni nell’anno fiscale 22 consentirà alle attività di rimozione degli ordigni di aumentare e garantire che le famiglie possano tornare ai propri mezzi di sussistenza senza timore di minacce esplosive. Da sottolineare che i finanziamenti statunitensi per lo sminamento nel Nagorno Karabakh sono terminati a marzo 2020 e attualmente non ne sono previsti ulteriori.

(29 giu 21) ASSEMBLEA NAZIONALE – Su iniziativa del presidente dell’Artsakh, l’Assemblea nazionale dell’Artsakh ha convocato oggi una sessione plenaria speciale presieduta dal presidente Artur Tovmasyan. con all’ordine del giorno il pacchetto di disegni di legge sulle integrazioni e sull’emendamento alla legge sul regime giuridico del diritto marziale e sulle integrazioni al codice penale. I disegni di legge sono stati presentati dal ministro dell’Amministrazione territoriale e delle infrastrutture di Artsakh Hayk Khanumyan. Il pacchetto di disegni di legge era stato precedentemente approvato dal Comitato permanente per gli affari statali e legali dell’Assemblea nazionale e il presidente del comitato Sevak Aghajanyan ha proposto di votare a favore dei disegni di legge. Con 24 voti “a favore”, i disegni di legge sono stati approvati.

(29 giu 21) GIORNATA DEI COMBATTENTI – Il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan ha visitato il memoriale di Stepanakert nel giorno del ricordo dei martiri e dei combattenti per la libertà scomparsi per la patria, e ha reso omaggio alla croce di pietra che immortala la memoria dei combattenti per la libertà mising in action. Successivamente, il presidente dell’Artsakh ha visitato il pantheon militare e ha reso omaggio ai soldati caduti mentre difendevano la patria.

(29 giu 21) SFOLLATI E SENZA TETTO – Il portavoce dell’Assemblea nazionale dell’Artsakh Artur Tovmasyan durante la sessione parlamentare odierna, discutendo sulla questione del diritto di proprietà in considerazione delle terribili conseguenze della guerra dello scorso autunno, ha dichiarato che ci sono 25.000 sfollati forzati. Ha inoltre aggiunto che “oggi abbiamo 10.000 connazionali senzatetto, di cui 8.000 sfollati con la forza, 2.000 sono militari“.

(28 giu 21) TELEFONATE SOSPETTE – Telefonate fatte a cittadini dell’Artsakh da cittadini azeri e turchi sono state registrate nei giorni scorsi presso il Servizio di Sicurezza nazionale che esorta ancora una volta ad astenersi dal rispondere a tali telefonate sospette e a rivolgersi immediatamente al Servizio stesso.

(28 giu 21) FOTO DEI CADUTI IN GUERRA – Un tabellone commemorativo degli eroici combattenti caduti nella terza guerra del Nagorno-Karabakh o dispersi in azione è stata posta a piazza della Rinascita a Stepanakert, e alcune delle foto sono state trasferite al Freedom Fighters Grove. Secondo Armen Asryan, presidente dell’associazione dei parenti dei militari morti durante la guerra ad Artsakh o dispersi, i parenti della maggior parte dei soldati hanno risposto all’annuncio del sindacato e inviato foto all’indirizzo e-mail del sindacato. “Questo è il primo tabellone. Le foto per la seconda targa sono pronte. I nostri specialisti hanno promesso che l’installazione resisterà al sole e alla pioggia“, ha detto.

(26 giu 21) ANCORA RETORICA VIOLENTA DA ALIYEV – Mentre la comunità mondiale parla della necessità della “riconciliazione” armeno-azerbaigiana e dell’instaurazione della fiducia, il presidente dell’Azerbaigian continua la sua retorica aggressiva e annuncia un aumento del numero dell’esercito azero. “La potenza militare dell’Azerbaigian aumenterà dopo la guerra. Sono state date istruzioni appropriate, sono stati firmati nuovi contratti, è iniziato il processo di acquisto di nuove armi basate su tecnologie moderne“, ha detto il presidente, aggiungendo che sono state approvate riforme strutturali nell’esercito, e il numero delle forze armate sarà aumentato. Aliyev ha osservato che l’Armenia non dovrebbe usare l’espressione Nagorno-Karabakh, poiché non esiste un’unità territoriale del Nagorno-Karabakh e il concetto di conflitto del Nagorno-Karabakh non esiste. “Il conflitto del Nagorno-Karabakh è stato risolto, l’Armenia deve riconoscerlo e lavorare con noi nella direzione della determinazione dei confini“, ha affermato. Ha anche affermato che dovrebbe essere creato un gruppo di lavoro sulla delimitazione delle frontiere e si dovrebbe lavorare sulla preparazione di un accordo di pace.

(25 giu 21) PROCESSO AI PRIGIONIERI ARMENI – Prosegue uno dei processi ai prigionieri armeni di guerra a Baku. L’accusa è stata letta durante il processo sul caso di 14 prigionieri di guerra armeni. Secondo l’accusa, gli imputati sotto processo hanno ottenuto illegalmente armi, munizioni, sostanze e ordigni esplosivi e hanno creato formazioni armate non previste dalla normativa. Il 26-27 novembre, gli imputati sotto processo avrebbero oltrepassato il confine di stato e si sono stabiliti nell’area boschiva situata nel villaggio di Hadrut nella regione di Khojavendi. I prigionieri di guerra armeni sono accusati di terrorismo; acquisizione e detenzione di armi e sostanze esplosive; creazione di gruppi armati illegali e superamento del confine di stato. Il giudice Afgan Hajiyev ha dichiarato che se l’accusa sarà confermata durante il processo, l’imputato potrebbe essere condannato a 14-20 anni di carcere o all’ergastolo.

(25 giu 21) SERVIZIO DI POLIZIA IN ARTSAKH – Oggi è stata convocata una riunione del Comitato permanente per la difesa, la sicurezza e l’applicazione della legge dell’Assemblea nazionale dell’Artsakh. Diverse questioni relative al sistema di polizia erano all’ordine del giorno. In particolare, il 21 maggio è stata introdotta la versione modificata del disegno di legge “Apportare emendamenti e integrazioni alla legge sul servizio di polizia”. Il disegno di legge fa diverse proposte, tra cui anche nominare alle cariche della Polizia dell’Artsakh i suoi cittadini che sono allo stesso tempo cittadini di un altro Paese, e riservando al Presidente dell’Artsakh il diritto di conferire i principali gradi della polizia.

(25 giu 21) APPELLO FORZE POLITICHE – Le cinque forze politiche rappresentate nell’Assemblea nazionale dell’Artsakh hanno rilasciato una dichiarazione congiunta. Si legge quanto segue, in particolare: “Dopo la fine della guerra [scatenata dall’Azerbaigian il 27 settembre 2020], si osservano polarizzazioni, accompagnate da etichettature. Vari strati della società [armena] sono diventati bersaglio di insulti fuori luogo; vengono fatte minacce, e si manifestano fenomeni inappropriati allo spirito dell’unità degli armeni. Chiediamo a tutti di essere equilibrati, tolleranti nell’esprimere le proprie opinioni e approcci e di mostrare un approccio rispettoso l’uno verso l’altro. Siamo convinti che il parlamento, essendo un organo politico formato dal pubblico, possa servire come la migliore piattaforma di dialogo per presentare le richieste pubbliche, nonché per rendere tangibili i punti di vista delle organizzazioni politiche e pubbliche e per trasformarli in un pratica.”

(24 giu 21) OMBUDSMAN ARTSAKH – Il difensore civico per i diritti umani di Artsakh Gegham Stepanyan ha partecipato come relatore speciale all’evento organizzato dall’Unità di diritto umanitario internazionale presso la Fondazione Maat per la pace, lo sviluppo e i diritti umani a margine della 47a sessione dei diritti umani Consiglio e il segmento affari umanitari del Consiglio economico e sociale. Il Mediatore ha presentato i crimini di guerra commessi dalle forze armate azere durante l’aggressione azerbaigiano-turca nell’autunno del 2020, le violazioni del diritto umanitario internazionale e la situazione umanitaria nell’Artsakh a causa dell’aggressione militare. Ha evidenziato i problemi degli sfollati, ha sottolineato l’urgente necessità che le organizzazioni internazionali forniscano assistenza umanitaria alla popolazione di Artsakh. Toccando la questione della detenzione illegale dei prigionieri di guerra armeni e dei prigionieri civili in Azerbaigian, il Mediatore ha ritenuto inaccettabile il silenzio della comunità internazionale contro i processi falsi e illegali in Azerbaigian, insistendo sul fatto che la comunità internazionale dovrebbe esercitare maggiori pressioni sull’Azerbaigian per il ritorno dei prigionieri armeni.

(24 giu 21) AGGIORNAMENTO COVID IN ARTSAKH – Su 39 test effettuati ieri cinque casi sono risultati positivi. Migliora la situazione in tutta la repubblica con soli 11 casi in trattamento. Dall’inizio della pandemia sono stati registrati 2.887 casi positivi su 26.164 test effettuati.

(24 giu 21) ASSISTENZA LEGALE AI PRIGIONIERI – Oggi la Camera degli avvocati dell’Armenia ha ospitato una consultazione sull’efficacia dell’assistenza legale ai prigionieri di guerra armeni durante i processi in corso in Azerbaigian. Tra i presenti alla consultazione c’erano il rappresentante dell’Armenia davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo Yeghishe Kirakosyan e il vice rappresentante Liparit Drmeyan. Kirakosyan ha fornito agli avvocati informazioni generali sull’andamento dei casi riguardanti i prigionieri di guerra armeni che la Corte europea dei diritti dell’uomo sta esaminando. I sostenitori hanno discusso la necessità e l’efficacia della fornitura di assistenza legale ai prigionieri di guerra armeni in Azerbaigian, nonché la divulgazione e la prova di possibili violazioni. Hanno espresso preoccupazione per il fatto che l’Azerbaigian ostacolerà la loro assistenza legale ai prigionieri di guerra. Dopo la discussione, la Camera degli avvocati ha deciso di rivolgersi agli organi competenti dell’Armenia e dell’Azerbaigian, all’Unione degli avvocati dell’Azerbaigian e ad altre organizzazioni internazionali in merito alla fornitura di assistenza legale ai prigionieri di guerra armeni attraverso i difensori dell’Armenia, il permesso per l’ingresso degli avvocati dell’Armenia in Azerbaigian e la garanzia per la loro sicurezza.

(23 giu 21) UNIVERSITA’ TECNOLOGICA DI SHUSHI – Il presidente di Artsakh Arayik Harutyunyan, che è anche presidente del consiglio di fondazione della Shushi University of Technology, ha convocato oggi la sessione del consiglio. All’ordine del giorno c’era la formazione di un nuovo consiglio di amministrazione, nonché l’introduzione di emendamenti allo statuto dell’università e alle condizioni di costruzione dell’università. Il Presidente ha incaricato il Ministro di Stato dell’Artsakh di istituire una task force che si occuperà dello sviluppo di una politica generale per lo sviluppo dell’istruzione superiore nell’Artsakh, nonché dei progetti a breve e lungo termine programmi a termine in questa direzione.

(23 giu 21) ALIYEV SI LAMENTA – Il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev durante un incontro con Miguel Angel Moratinos, Alto rappresentante per l’Alleanza delle civiltà delle Nazioni Unite, si è lamentato del fatto che l’Armenia non ha consegnato le mappe di tutti i campi minati. “Allo stesso tempo, ci sono 97.000 mine solo nel distretto di Aghdam. Siamo riusciti a ottenere mappe dei campi minati dall’Armenia solo per il distretto di Aghdam. Ci sono centinaia di migliaia di mine [terrestri] in altri distretti. Si rifiutano di darci le mappe (…). Dopo la fine della guerra, quasi 30 persone sono state uccise e più di 100 civili sono stati gravemente feriti“, ha aggiunto. Da notare che l’Azerbaigian non vuole restituire centinaia di armeni prigionieri, soldati e civili, e non solo non fa ritornare, ma conduce vari processi in tribunale, emette verdetti e, di fatto, considera questi prigionieri e detenuti come leve di influenza.

(23 giu 21) BAYRAMOV: PRONTI A GRANDE ACCORDO DI PACE – L’Azerbaigian è pronto a lavorare con l’Armenia su un grande accordo di pace, ha detto il ministro degli Esteri azero Jeyhun Bayramov in un’intervista a TRT. “Riteniamo che questa sia realisticamente la prima volta dopo l’ottenimento dell’indipendenza da parte dell’Armenia e dell’Azerbaigian, quando i nostri paesi hanno un’opportunità unica di normalizzare le loro relazioni“, ha affermato. “Questa è la prima volta che non c’è un fatto di occupazione. Come risultato di questa guerra, l’Azerbaigian ha ripristinato la sua integrità territoriale sulla base di 4 risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Quattro delle sette regioni occupate sono state liberate da operazioni militari e tre si basavano su queste dichiarazioni trilaterali. L’Azerbaigian è pronto a lavorare con l’Armenia su un grande accordo di pace tra i nostri due paesi e lo stiamo offrendo“, ha detto Bayramov aggiungendo che si aspettano lo stesso livello di volontà politica dall’Armenia.

(23 giu 21) ASSISTENZA ECONOMICA AI FERITI DI GUERRA – Il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan ha firmato ieri una decisione del governo, in base alla quale verrà fornita assistenza monetaria una tantum, dal bilancio dello stato dell’Artsakh, alle persone ferite o ferite nelle ostilità scatenate contro l’Artsakh, che hanno ricevuto cure mediche e servizi su base ambulatoriale, sono registrate in Artsakh, ma non sono state inserite per il programma di assistenza stabilito dal governo dell’Armenia.

(22 giu 21) REFERENDUM POLITICO SU HARUTYUNYAN – Secondo media armeni, il presidente dell’Artsakh sarebbe intenzionato a indire un referendum di fiducia in Artsakh e lo annuncerà durante la manifestazione che si terrà oggi a Stepanakert. Harutyunyan è probabilmente ispirato dai risultati che Nikol Pashiyan ha registrato alle elezioni parlamentari anticipate in Armenia e ha deciso di fornire la legittimità del suo governo al popolo di Artsakh attraverso un referendum. Ieri diversi cittadini si sono riuniti in Piazza Rinascimento a Stepanakert e hanno chiesto le dimissioni del Presidente Arayik Harutyunyan, e oggi il Presidente ha dichiarato che consegnerà un messaggio in Piazza Rinascimento alle 18.

(22 giu 21) RITROVAMENTI A QUOTA 1584 – I resti di un altro soldato caduto in guerra sono stati ritrovati nel corso delle ricerche odierne nella zona di Varanza (Fuzuli) ora sotto controllo azero. Il totale dei ritrovamenti raggiunge dunque la cifra di 1584

(22 giu 21) ALIYEV SU SHUSHI – Il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha approvato una legge che dichiara la città armena occupata di Shushi in Artsakh come capitale culturale dell’Azerbaigian. Secondo i media azeri, in base a questa legge, sarà istituita una riserva statale nel territorio amministrativo di Shushi. Questo documento definisce anche le principali direzioni della politica di sviluppo statale per la città. Il Gabinetto dei Ministri dell’Azerbaigian è stato incaricato di determinare e approvare i confini della zona di sicurezza della Riserva Statale di Shushi, di determinare la procedura di sicurezza di questa zona di sicurezza e di approvare, entro tre mesi, la procedura per il monitoraggio dei monumenti della città .

(22 giu 21) SCIOPERO DELLA FAME – Due cittadini dell’Artsakh, Meri Davtyan e Davit Avanesyan, che vivono a Stepanakert, hanno iniziato oggi uno sciopero della fame nella Piazza della Rinascita della capitale. Ieri, un gruppo di cittadini nella medesima piazza aveva chiesto le dimissioni del presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan a causa del suo messaggio di congratulazioni al primo ministro ad interim Nikol Pashinyan e il suo sostegno al Partito del contratto civile al potere in relazione alle elezioni anticipate in Armenia del 20 giugno. I due cittadini hanno dichiarato lo sciopero della fame con la stessa richiesta.

(21 giu 21) UDIENZA PRELIMINARE A BAKU PER 13 ARMENI – E’ iniziata oggi l’udienza preliminare sul procedimento penale contro tredici prigionieri armeni presso la Corte di Baku. Secondo i media azeri, questo processo è in corso contro Yeghishe Astanyan, Karen Aramyan, Tigran Avagyan, Grigor Gevorgyan, Hovsep Manukyan, Gevorg Martirosyan, Robert Gevorgyan, Vagharsh Avetisyan, Volodya Hakobyan, Andranik Kirkosyan, Andranik Manukyyan, Grigornik Manukyan, Grigorsh. La sessione corrente sta controllando i dati del profilo di questi “imputati“.

(18 giu 21) BILANCIO PERDITE ARMENE IN GUERRA – Nel corso di un dibattito televiso alla vigilia delle prossime elezioni politiche in Armenia, il premier in carica Pashinyan ha dichiarato che il numero delle vittime, al momento, è di 3.705, il numero dei dispersi è 268, ci sono dati confermati su 60 prigionieri e si presume che altre 110 persone siano prese prigioniere dall’Azerbaigian. Inoltre, ha affermato che finora sono stati restituiti 89 prigionieri armeni e sei di loro sono stati fatti prigionieri prima della guerra. Pashinyan ha altresì sottolineato che solo una piccola parte delle mappe dei campi minati è stata consegnata all’Azerbaigian e queste mappe non sono state scambiate con prigionieri, ma piuttosto hanno risposto a un passo umanitario con un passo umanitario.

(17 giu 21) ANCORA RINVENIMENTI DI RESTI – Secondo i dati preliminari, altri tre resti di soldati caduti in guerra sono stati trovati durante la ricerca effettuata oggi nella parte della regione di Martuni in Artsakh, che è passata sotto il controllo dell’Azerbaigian. L’identità di questi resti sarà determinata dopo la visita medica forense. Negli ultimi sette mesi, un totale di 1.579 resti sono stati trovati e recuperati dai territori ora al di fuori della giurisdizione di Artsakh.

(17 giu 21) VOTO DEL PARLAMENTO OLANDESE SUI PRIGIONIERI – Ancora una volta il parlamento olandese ha votato una mizione a larghissima maggiornaza (147 contro 3) che chiede il rilascio dei prigionieri armeni. Il testo della mozione è il seguente: ““Considerando che è stato firmato un cessate il fuoco tra Armenia e Azerbaigian attraverso la mediazione russa, che include lo scambio dei corpi di vittime, prigionieri, ostaggi, altri detenuti, considerando che la Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri (III) obbliga l’Armenia e l’Azerbaigian a rilasciarli immediatamente dopo la fine delle ostilità; considerando che tali paesi hanno l’obbligo di trattare i prigionieri con dignità; proteggere i civili detenuti; Registrando che l’Azerbaigian non ha ancora rilasciato tutti i prigionieri armeni, Il parlamento esorta il ministro a esercitare pressioni sull’Azerbaigian al Consiglio (europeo) per l’immediato rilascio di tutti gli ostaggi armeni e i cittadini detenuti’‘.

(16 giu 21) PRIGIONIERI ARMENI A PROCESSO – Violando tutti gli accordi e gli obblighi internazionali, l’Azerbaigian continua a processare i prigionieri armeni. Secondo i media azeri, oggi il tribunale militare di Baku proseguirà il processo nel procedimento penale contro Lyudvig Mkrtchyan e Alyosha Khosrovyan accusati di vari crimini inventati risalenti alla prima guerra degli anni Novanta. Per altri 14 prigionieri armeni comincia oggi il processo: sono accusati di essere “terroristi e sabotatori“.

(16 giu 21) ALIYEV SU SCAMBIO MAPPE-PRIGIONIERI – Il presidente azero ha dichiarato che l’ottenimento delle mappe dei campoi minati nella regione di Aghdam ha dato un grande vantaggio all’Azerbaigian. “Se noi [Azerbaigian] otteniamo [dalla parte armena] le mappe di tutti i campi minati, sarà un grande vantaggio. Altrimenti, questo lavoro richiederà dieci anni“, ha detto. Ha commentato anche il ritorno di 15 prigionieri armeni il 12 giugno. “L’Armenia ha agito da garante e le posizioni delle mine sono correttamente contrassegnate. L’Armenia ha trasferito le mappe di 97.000 mine nella regione di Aghdam“, ha affermato.

(16 giu 21) AGGIORNAMENTO COVID 19 – Su 71 test effettuati ieri sono risultati quattro casi di positività. Migliora la situazione in tutta la repubblica con soli 14 casi in trattamento. Dall’inizio della pandemia sono stati registrati 2.767 casi positivi su 25.868 test effettuati.

(15 giu 21) ERDOGAN A SHUSHI – Il presidente turco ha scelto Shushi come prima tappa della sua visita in Azerbaigian, Nella città dell’Artsakh ora occupata dagli azeri ha incontrato il presidente Aliyev con il quale ha sottoscritto una dichiarazione congiunta di mutua assistenza. Il Parlamento di Stepanakert ha rilasciato un comunicato nel quale bolla la visita del dittatore turco a Shushi come un “atto provocatorio”. Anche il ministero degli Esteri di Yerevan ha rilasciato una dichiarazione al riguardo.

(14 giu 21) CADUTI AZERI ED ARMENI– Il ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha rilasciato una lista di 2.904 nomi di soldati caduti in guerra e riferisce di altri 10 scamparsi. Da parte armena il candidato premier alle prossime elezioni (nonchè secondo presidente dell’Armenia) Robert Kocharyan ha commentato negativamente la circostanza che ancora non è noto il dato dei caduti armeni. “Non posso accettare il fatto che il pubblico non sia a conoscenza del numero di militari deceduti, catturati e dispersi negli ultimi otto mesi. Se ci sono cifre, le divulgheremo il giorno dopo la nostra salita al potere. Se non ci sono cifre, lavoreremo in questa direzione. Saremo onesti e diremo quanti militari ci sono morti, quanti militari dispersi ci sono e quanti prigionieri di guerra ci sono. Questo non è il tipo di dati che devono essere mantenuti riservati e servire come occasione per teorie cospirative“, ha affermato Kocharyan.

(14 giu 21) CROCE ROSSA INTERNAZIONALE – Il ministro di Stato dell’Artsakh Artak Beglaryan ha ricevuto oggi la delegazione della Missione del Comitato internazionale della Croce Rossa nel Nagorno-Karabakh guidata da Bertrand Lemoyne, come riferito dal governo dell’Artsakh. Il Ministro di Stato ha molto apprezzato gli sforzi attivi del CICR per l’attuazione dei programmi umanitari ad Artsakh e ha attribuito importanza alla cooperazione, in particolare per soluzioni efficaci ai numerosi problemi del dopoguerra.

(12 giu 21) LIBERATI 15 PRIGIONIERI – L’Azerbaigian, con l’internmediazione della Georgia, ha liberato 15 prigionieri armeni che sono rientrati in Armenia. In cambio l’Armenia avrebbe consegnato le mappe del territorio di Aghdam con l’evidenza dei possibili campi minati.

(12 giu 21) ANCORA RINVENIMENTI DI RESTI – Secondo i dati preliminari, altri otto resti di soldati caduti in guerra sono stati trovati durante la ricerca effettuata oggi nella regione di Hadrut di Artsakh, che è passata sotto il controllo dell’Azerbaigian. L’identità di questi resti sarà determinata dopo la visita medica forense. Negli ultimi sette mesi, un totale di 1.576 resti sono stati trovati e recuperati dai territori ora al di fuori della giurisdizione di Artsakh.

(11 giu 21) EVENTO DEDICATO A MONTE MELKONIAN – Una conferenza e una proiezione cinematografica dedicata al 28° anniversario della morte dell’eroe nazionale Monte Melkonyan si sono tenute oggi presso il Museo statale di storia e geografia di Artsakh.

(11 giu 21) NUOVI PROCESSI CONTRO PRIGIONIERI ARMENI – Le autorità azere hanno reso noti i nomi di 26 militari armeni che intendono “processare” nella capitale Baku. L’Azerbaigian continua la sua cinica farsa contro i militari armeni, e sotto forma di “processo penale”. In precedenza, sono state presentate “cause penali” contro 14 e poi 13 militari armeni.

(10 giu 21) DUBBI SU CATTURA SHUSHI – “Ho ragionevoli dubbi che Shushi sia stata deliberatamente consegnata“. Lo ha affermato il secondo presidente Robert Kocharyan, il leader del blocco “Armenia” che si svolgerà alle elezioni parlamentari anticipate del 20 giugno, durante un incontro con i residenti della città di Talin nella provincia di Aragatsotn, in merito all’attuale occupazione azera di Shushi, Artsakh ( Nagorno-Karabakh). “Per quanto riguarda Shushi. Loro [l’avversario] sono entrati a Shushi senza equipaggiamento [militare], dalla [regione] di Hadrut, attraverso la foresta, in pickup; questo solleva dubbi. Perché [le forze armene] non li hanno fermati sulla strada? C’era una tale opportunità. Le persone hanno ragionevoli dubbi sulla consegna. Hanno consegnato a Shushi. Anch’io ho dei dubbi”, ha detto.

(9 giu 21) ERDOGAN A SHUSHI IL 15 – Il presidente turco ha annunciato in un discorso che visiterà la città di Shushi nel corso del suo viaggio in Azerbaigian programmato per la prossima settimana. Sarà nel territorio dell’Artsakh, ora sotto controllo azero, il giorno 15.

(9 giu 21) RILASCIATO SOLDATO ARMENO – Il militare che ieri si era perso nella nebbia ed era finito in territorio controllato dagli azeri è stato oggi riconsegnato all’Armenia. Inizialmente Baku lo aveva etichettato come “sabotatore” ma le circostanze della sua cattura hanno convinto persino il regime azero che lo sconfinamento era stato puramente casuale.

(9 giu 21) LAVROV SU STATUS NK – La questione dello status del Nagorno-Karabakh [(Artsakh)] dovrebbe essere concordata con la partecipazione dei Copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE, ma ora l’attenzione dovrebbe essere concentrata sul ritorno alla vita pacifica nella regione. La dichiarazione è arrivata dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. “Mi rendo conto che molti ora stanno parlando del fatto che lo status del Nagorno-Karabakh rimane irrisolto. La questione dello status del Nagorno-Karabakh dovrebbe essere concordata con la partecipazione dei Copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE, che dovrebbero ora contribuire a rafforzare misure volte a rafforzare la fiducia, risolvendo questioni umanitarie in modo che armeni e azeri vivano di nuovo insieme in condizioni di sicurezza e prosperità economica. E poi, assicuro che tutte le questioni sullo status saranno più facili da risolvere in 2-3 anni“, ha detto Lavrov.

(9 giu 21) CONSIGLIO DI SICUREZZA E CRI – Il segretario del Consiglio di sicurezza dell’Artsakh, Vitaly Balasanyan, ha avuto un incontro regolare con Bertrand Lamon, capo dell’ufficio Stepanakert della missione del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR). Durante l’incontro, sono state presentate le informazioni sulle attività svolte e sui programmi da attuare da questa missione del CICR.

(8 giu 21) REGIONE DI KASHATAGH – A Yerevan il presidente della repubblica Harutyunyan ha incontrato i capi comunità della regione di Kashatagh che è ora interamente sotto controllo azero. I problemi principlai discussi sono stati la perdita delle proprietà immobiliari e fondiarie e la ricollocazione dei rifugiati.

(8 giu 21) PERSONALE POLIZIA – Il presidente della repubblica ha incontrato oggi i familiari di 43 agenti e funzionari del corpo della Polizia statale che sono caduti in guerra. Sono state consegnate onorificenze al merito

(8 giu 21) CATTURATO SOLDATO ARMENO – Un militare armeno si è perso nella nebbia del mattino ed è finito in territorio controllato dagli azeri all’altezza del corridoio di Lachin. E’ stato catturato ed è ora imprigionato con la solita accusa di essere un “sabotatore”, circostanza nettamente smentita dal ministero della Difesa di Yerevan. Il governo si è rivolto alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

(8 giu 21) ALTRI RESTI RITROVATI – Nel corso di ricerche effettuate nella zona di Varanda (Fuzuli) sono stati ritrovati i resti di altri tre caduti. Il bilancio totale dei ritrovamenti arriva dunque a 1.561

(8 giu 21) SOLDATO ARMENO PERCOSSO – Oggi molti siti e profili social hanno pubblicato un video nel quale si vede un soldato armeno che nel territorio di gegharkunik (Armenia) viene circondato da soldati azeri e percosso. Il Procuratore generale dell’Armenia ha aperto un fascicolo di indagine. Il fatto sarebbe avvenuto lo scorso 2 giugno.

(8 giu 21) NAZIONI UNITE – Come parte di una visita a Syunik per esaminare il sostegno delle Nazioni Unite alla regione, il coordinatore residente delle Nazioni Unite in Armenia, Shombi Sharp, ha incontrato il direttore del “Centro di supporto per famiglie e bambini di Syunik”, Ruzanna Hovhannisyan e il suo team. Il rappresentante delle Nazioni unite ha anche incontrato alcune famiglie sfollate dal Nagorno Karabakh e ora ospitate nella regione.

(8 giu 21) ALTRO PRIGIONIERO ARMENO SOTTO PROCESSO – L’armeno libanese prigioniero Vicken Euljekjian verrà processato in Azerbaigian. Secondo i media azeri, la prima udienza si terrà oggi presso il tribunale militare di Baku.Il cittadino libanese Vicken Euljekjian (classe 1979) è “accusato” di aver preso parte alle recenti ostilità come mercenario. Continuano i processi farsa allestiti dal regime azero ai danni dei prigionieri armeni. AGGIORNAMENTO: all’udienza il procuratore ha chiesto la condanna a venti anni di reclusione.

(8 giu 21) AGGIORNAMENTO COVID – Su 50 test effettuati ieri solo un caso è risultato positivo. Migliora la situazione in tutta la repubblica con soli 14 casi in trattamento. Dall’inizio della pandemia sono stati registrati 2.756 casi positivi su 25.556 test effettuati.

(6 giu 21) DIVINA LITURGIA A STEPANAKERT – Il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan ha partecipato alla Divina Liturgia presieduta dal Catholicos di tutti gli Armeni, Karekin II, nella cattedrale madre della capitale Stepanakert. Anche il secondo e il terzo presidente di Artsakh Arkadi Ghukasyan e Bako Sahakyan, rappresentanti del potere esecutivo e legislativo, nonché membri del Consiglio di sicurezza, erano presenti alla celebrazione.

(6 giu 21) ALTRI RESTI RITROVATI – Le ricerche condotte nella zona di Jabrayil hanno portato al recupero dei resti di un altro soldato caduto nella guerra dello scorso autunno. Il totale dei ritrovamenti sale a 1558

(5 giu 21) PROSEGUE LA VISITA DI KAREKIN II IN ARTSAKH – Il Catholicos di tutti gli Armeni Karekin II ha visitato il monastero di Amaras, che si trova vicino alla nuova linea di contatto nel Nagorno Karabakh (Artsakh), dove è stato accolto dai residenti delle comunità vicine e dal personale militare. Era accompagnato dall’ex presidente della Repubblica dell’Artsakh Bako Sahakyan. Il Catholicos ha intrapreso un viaggio di tre giorni in Artsakh da venerdì 4 giugno e ha portato le reliquie del fondatore della Chiesa Apostolica Armena, San Gregorio l’Illuminatore, per la benedizione e la consolazione del popolo dell’Artsakh. Karekin II ha anche benedetto i militari che partecipavano alla preghiera e ha chiesto informazioni sulla ricostruzione del monastero. Nella chiesa di San Gregorio, il Catholicos ha celebrato una cerimonia in memoria dei soldati morti nella guerra di 44 giorni scatenata dall’Azerbaigian nell’autunno 2020. È stata levata una preghiera per la pace e la protezione di Artsakh, nonché per la misericordia e protezione dei figli dell’Armenia, dell’Artsakh e dell’intera nazione armena. La delegazione patriarcale ha poi visitato la comunità di Machkalashen, dove Karekin II ha incontrato le famiglie degli armeni uccisi nelle ostilità. Nel pomeriggio Karekin II ha incontrato il ministro degli Esteri Babayan.

(5 giu 21) CROCE ROSSA HA VISITATO PRIGIONIERI – I rappresentanti del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) a Baku hanno visitato il 27 maggio i 6 militari armeni, che sono stati recentemente presi prigionieri dalle forze armate azere mentre stavano conducendo lavori di ingegneria nella sezione di confine della provincia di Gegharkunik in Armenia. Ne viene data notizia oggi dal portavoce in Armenia

(5 giu 21) CONTINUANO RICERCHE RESTI – Nonostante siano passati molti mesi dalla fine della guerra continuano le ricerche di resti di soldati e volontari armeni caduti in combattimento nelle zone ora occupate dagli azeri. Il numero totale dei ritrovamenti ammonta a 1557.

(5 giu 21) SVENTATE INIZIATIVE AZERE IN TERRITORIO ARMENO – Le forze armate azere hanno recentemente tentato ripetutamente di eseguire lavori di fortificazione al confine armeno-azero nelle zone di confine della Repubblica di Armenia secoindo quanto riferisce il ministero della Difesa armeno in una nota, aggiungendo che tutti questi tentativi sono stati prevenuti in tempo da le rispettive azioni delle unità armene. Il ministero informa che il 3 giugno le forze armate azere hanno tentato di eseguire alcuni lavori di terra con un trattore nella zona di confine dell’Armenia. Dopo i colpi di avvertimento delle unità armene, questi lavori sono stati interrotti. Alla parte azera è stata presentata una chiara richiesta di escludere la ripetizione di tentativi simili.

(4 giu 21) KAREKIN II IN ARTSAKH – Il Catholikos di Tutti gli Armeni, Karekin II, è giunto in visita pastorale in Artsakh. Nella mattinata si è recato al memoriale di Stepanakert e al cimitero militare dove ha deposto corone di fiori.

(4 giu 21) CAMION AZERO SU MINA – E’ di tre morti (fra i quali il cameraman di AzTv Siraj Abishov e il corrispondente di AzerTac Mageram Ibrahimov) a alcuni feriti il bilancio dell’incidente occorso nella regione di Karvachar ora sotto controllo dell’Azerbaigian dove un camion azero è saltato in aria su una mina.

(4 giu 21) EDILIZIA RESIDENZIALE A IVANYAN – Porseguono i lavori di costruzione di un nuovo distretto di edilizia residenziale nel villaggio della regione di Askeran. come riferito dal ministero della pianificazione urbanistica. “Il quartiere residenziale, che sarà costruito secondo tutti gli standard moderni, avrà un parcheggio, un parco giochi, un campo sportivo, tre padiglioni, un edificio di importanza pubblica destinato a un uso duraturo (come sala commerciale) e un fermata dell’autobus per il trasporto pubblico” ha dichiarato la portavoce Martha Danielyan.

(3 giu 21) INCIDENTE FRA ARMENI E AZERI – Un incidente è occorso questa mattina nel territorio della provincia di Gegharkunik tra soldati armeni e azeri. Non sono stati sparati colpi di armi da fuoco ma vi è stato un contatto fisico. Il ministero della Difesa di Yerevan riferisce che due suoi soldati risultano leggermente feriti.

(3 giu 21) EDILIZIA RESIDENZIALE – Sono partiti i lavori per la costruzione a Stepanakert di trenta nuovi appartamenti destinati alle famiglia che abitavano in territori ora sotto controllo azero. Ventidue sono di tipologia bilocale e otto trilocale divisi in due edifici il primo dei quali sarà completato entro l’anno in corso, il secondo nel 2022.

(3 giu 21) FRANCOBOLLI AZERI – L’Unione postale universale ha deciso di non registrare i francobolli “Azerbaigian 2020” emessi dall’Azerbaigian nella propria banca dati, poiché tali francobolli contraddicono le disposizioni pertinenti della Convenzione dell’Unione e del Codice di condotta. I francobolli erano caratterizzati da un messaggio di odio e razzismo nei confronti degli armeni dell’Artsakh

(3 giu 21) AMBULANZE – Dodici ambulanze sono state donate dalla repubblica di Armenia alla repubblica di Artsakh

(3 giu 21) GRUPPO DI MINSK – Il Segretario Generale dell’OSCE Helga Maria Schmid ha incontrato i Copresidenti del Gruppo OSCE di Minsk – Igor Popov della Federazione Russa, Stephane Visconti della Francia e Andrew Schofer degli Stati Uniti d’America, nonché il Rappresentante personale del Presidente in Office (PRCiO) Andrzej Kasprzyk, riporta Armenpress.

(3 giu 21) BILANCIO MORTI AZERI – Mentre l’Azerbaigian continua a sostenere che i caduti di parte azera sono solo 2900, la Turchia informa che a 6000 famiglie di “martiri” della recente guerra Ankara ha inviato dei doni. Di fatto viene acclarato un bilancio di perdite umane pari a più del doppio di quelle dichiarate ufficialmente da Baku.

(2 giu 21) HARUTYUNYAN IN VISITA A KARMIR SHUKA – Il presidente della repubblica si è recato in visita nel villaggio della provincia di Martuni dove ha verificato lo stato di andamento lavori delle nuove costruzioni per gli sfollati dalle zone occupate. Ha annunciato che verrà asfaltata la strada di collegamento con il villaggio di Taghavard. Preannunciati anche interventi di manutenzione stradale nei villaggi di Shosh e Sarushen.

(2 giu 21) PROCESSO FARSA A BAKU – E’ iniziato oggi in Azerbaigian il processo farsa a due prigionieri di guerra armeni, Ludvig Mkrtchyan e Alyosha Khosrovyan, veterani della prima guerra del Karabakh e per questo accusati dal regime azero di attività criminale. Scontata la loro condanna. Le autorità preannunciano analoghe azioni giudiziarie nei confronti di altri quattrodici prigionieri di guerra armeni che per la loro età possono aver partecipato alla prima guerra. negli anni Novanta.

(2 giu 21) PRESENTATO AL GOVERNO BEGLARYAN – Il presidente della repubblica ha ufficialmente presentato al governo riunito nell’odierno Consiglio dei ministri, il nuovo Ministro di Stato Artak Beglaryan.

(1 giu 21) OMBUDSMAN ARTSAKH – Il difensore dei diritti umani di Artsakh Gegham Stepanyan e un gruppo del suo staff hanno visitato il Centro di riabilitazione “Caroline Cox” nella capitale Stepanakert in occasione della Giornata internazionale della protezione dell’infanzia. Nel corso della visita Stepanyan ha verificato le condizioni del centro e si è informato sulle attività svolte.

(1 giu 21) NUOVO MINISTRO DI STATO – Artak Beglaryan, già consigliere presidenziale e ombudsman dell’Artsakh, da oggi assume l’incarico di Ministro di Stato della repubblica. Coordinerà il lavoro di quattro ministeri: Lavoro, Salute, Giustizia e Istruzione. Prende il posto del dimissionario Gregory Martirosyan.

Ecco la strategia di Aliyev per conquistare l’Armenia e l’Artsakh

Centinaia di uomini, forse addirittura mille come sostiene il governatore del Syunik, fatti entrare nel territorio dell’Armenia mentre il mondo era distratto dalla crisi israelo-palestinese. Continue provocazioni e minacce verso gli armeni.

A sette mesi dalla fine della guerra in Nagorno Karabakh, è ufficialmente partita la seconda fase della strategia turco-azera per annientare il nemico armeno.

Come hanno recentemente sostenuto alcuni esperti militari, Aliyev non commetterà lo stesso errore fatto dagli armeni del 1994. Allora, pur avendone la possibilità, loro si fermarono e non approfittarono della situazione politica in Azerbaigian e di un esercito nemico in rotta. Prevalse la “ragion di Stato”, accettarono le richieste di Mosca e temettero per un possibile intervento di Ankara nel conflitto. Insomma, avrebbero potuto schiacciare la serpe moribonda e non lo fecero permettendo al regime azero di riprendere vita, di riorganizzarsi, di acquistare armi per miliardi di dollari, di vendicarsi per l’onta subìta trenta anni prima.

Ora, il dittatore non vuole appunto rifare lo stesso errore compiuto dai suoi (benevoli) nemici. L’Armenia in questo momento è politicamente instabile, pandemia e guerra hanno minato la società e il bilancio nazionale. L’Artsakh è ridotto a un fazzoletto di terra, l’esercito è in crisi profonda, la guerra ha falcidiato migliaia di vite ma anche preziosi armamenti.

Aliyev sa che è questo il momento di affondare il colpo.

Nella mappa che riproduciamo sono evidenziate in rosso le aree che in questo momento sono occupate o sono oggetto di richiesta da parte degli azeri. Non è difficile scorgere un piano ben preciso in tutto questo. Vediamo nel dettaglio:

  • TIGRANASHEN: già exclave azera in epoca sovietica è attraversata dalla strada che collega il nord a l sud dell’Armenia. Controllarla significherebbe spezzare in due il Paese isolando Vayots Dzor e Syunik
  • TAVUSH: villaggi ed exclave azere nella regione nord-orientale dell’Armenia. Il loro controllo eliminerebbe uno dei tre collegamenti con la Georgia; inoltre permetterebbe agli azeri di proteggere meglio il proprio territorio in un tratto di confine con minori asperità montuose ma anche di avere facile accesso al territorio armeno per trasferire armi e truppe.
  • LAGO SEV: pochi chilometri a nord di Goris ovvero la possibilità di controllare dall’alto il corridoio di Lachin che in questo momento è l’unico passaggio per l’Artsakh. Ciò significa poter avere una porta di accesso privilegiata per incursioni in Armenia proveniendo dai territori dell’Artsakh ora sotto controllo azero
  • VARDENIS: la regione di Karvachar in Artsakh è ora sotto controllo azero. Buona parte della strada costruita alcuni anni fa che porta al passo Sotk (miniera) e a Vardenis farebbe la stessa fine. Anche in questo caso si tratta di una via d’accesso privilegiata in caso di invasione del territorio armeno

Aggiungiamo che gli azeri si sono posizionati inoltre posizionati in aree elevate (come il monte e Ishkhanasar a 3500 m slm) che consentono un controllo a vasto raggio del territorio.

La strategia è dunque chiara. In questi giorni sta circolando la bozza di un possibile accordo che il premier Pashinyan starebbe per firmare con la controparte azera e che di fatto prevederebbe la cessione di queste (in tutto o in parte) zone. Non sappiamo se tale documento sia ufficiale o meno, se vi sia in previsione un accordo scritto o meno ma ci auguriamo vivamente che l’Armenia non compia questo suicidio politico e militare che pagherebbe a caro prezzo in futuro. Tra l’altro in questo momento non viene fatto alcun cenno alle exclave armene in territorio azero.

Aliyev ha recentemente dichiarato che è disponibile a buone relazioni con il vicino a patto che questo riconosca il confine azero (ovvero ceda tutti i territori che l’Azerbaigian reclama) e rinunci a qualsiasi pretesa sull’Artsakh (di fatto regalando 130.000 armeni alla dittatura azera). Sono rivendicazioni folli, ovviamente.

Ma non possiamo dimenticare che alti funzionari governativi di Baku nei mesi passati avevano anticipato la necessità che l’Azerbaigian creasse una zona cuscinetto lungo il confine con l’Armenia, portasse la guerra oltre frontiera e occupasse il Syunik. Il tutto a giugno. Siamo quasi a fine maggio…