Aprile 2016

(29 apr 16) MAMMADYAROV PREANNUNCIA INCONTRO CON IL GRUPPO DI MINSK – A margine di una conferenza stampa il ministro degli esteri dell’Azerbaigian ha dichiarato che potrebbe avere un incontro con i co-presidenti del gruppo di Minsk dell’Osce. L’occasione potrebbe essere data dalla riunione dei ministri degli esteri del Partnerariato orientale in programma a Bruxelles il 23 maggio.

(29 apr 16) COLLOQUIO TELEFONICO KERRY-LAVROV ANCHE SUL NAGORNO KARABAKH – Il ministro degli esteri russo, Lavrov, e il Segretario di Stato degli USA, Kerry, hanno avuto oggi una conversazione telefonica su vari temi fra i quali anche la situazione in Nagorno Karabakh.

(29 apr 16) L’OMBUDSMAN DEL NAGORNO KARABAKH RASSEGNA LE DIMISSIONI – Il difensore dei diritti umani della repubblica del Nagorno Karabakh, Yyuri Hayrapetyan, ha rassegnato le proprie dimissioni. L’ombudsman avrebbe dovuto lasciare l’incarico all’inizio dell’anno ma ha posticipato la data di cessazione del mandato per preparare il report relativo al 2015. Hayrapetyan ha ringraziato i colleghi ed espresso la speranza che i diritti umani e le libertà fondamentali continuino ad essere i valori cardine dello Stato.

(29 apr 16)  ANCORA ATTIVITA’ BELLICA DA PARTE AZERA – Sia pure con minore intensità rispetto ai giorni precedenti, l’Azerbaigian ha continuato a lanciare colpi (con lancia granate e mortai) verso il territorio armeno a partire dalla serata di ieri. L’Esercito di difesa del Nagorno Karabakh ha risposto quando necessario.

(28 apr 16) SAHAKYAN: PRONTI A TUTTO SE GLI AZERI BOMBARDAVANO STEPANAKERT – Il presidente della repubblica, Bako Sahakyan, nel corso di un’intervista rilasciata ad Artsakh TV ha confermato che il Nagorno Karabakh era pronto a rispondere pesantemente se gli azeri avessero dato seguito alle minacce di bombardare la capitale dello Stato. Egli ha sottolineato di aver ordinato di portare in posizione di tiro i cannoni automatici anti-aerei, i lanciarazzi multipli compresi quelli a lungo raggio. «Se l’Azerbaigian avesse fatto un passo del genere, avremmo subito aperto il fuoco e la risposta sarebbe stata adeguata» ha dichiarato il presidente.

(28 apr 16) NUMEROSI COLPI SUL VILLAGGIO DI MATAGHIS – Dopo ripetute violazioni notturne nel corso della notte, le forze azere nella mattinata hanno preso di mira il villaggio di Mataghis (che si trova molti chilometri lontano dalla linea di confine) lanciano razzi sull’insediamento civile. Fortunatamente non si registrano vittime. Le autorità del Nagorno Karabakh hanno duramente condannato questo bombardamento che viola le convenzioni internazionali. (QUI UN FILMATO DEL BOMBARDAMENTO)

(27 apr 16) IL MINISTERO DELLA DIFESA DENUNCIA ALLA CROCE ROSSA I BOMBARDAMENTI AZERI – Il ministero della Difesa della repubblica del Nagorno Karabakh ha diramato nella giornata odierna una nota con la quale comunica che il Comitato della Croce Rossa Internazionale è stato informato dei bombardamenti azeri a danno di Martakert e di altri insediamenti civili.

(27 apr 16) MNATSAKANYAN: LA TREGUA POTREBBE COLLASSARE A BREVE – in un’intervista al Washington Post, il ministro della Difesa nonché Comandante dell’esercito, gen. Levon Mnatsakanyan, ha espresso il parere che la tregua concordata il 5 aprile collasserà in pochi giorni. Riguardo agli avvenimenti recenti il generale ha confessato che l’attacco del 2 aprile non era stata previsto anche se c’erano stati segnali di pericolo giacché dal mese di agosto ben 21 soldati armeni erano stati uccisi e 113 feriti nel corso di attacchi azeri lungo la linea di confine. Mnatsakanyan conferma che l’Azerbaigian ha recentemente rimpinguato il proprio arsenale con carri armati russi, droni israeliani e missili turchi. E quanto alla battaglia di inizio mese dice: «Tatticamente, forse hanno registrato alcuni successi, ma direi che, considerando tutta la forza che hanno usato, è piuttosto una sconfitta per loro». Il Comandate è certo che le truppe armene potrebbero difendere il Karabakh senza alcun aiuto russo e che il risultato della guerra di quattro giorni ha testato la prontezza e la capacità della difesa armena. «Se la guerra riprende, non solo li respingiamo, ma avanziamo noi stessi» ha concluso il ministro.

(27 APR 16) SETTE MILIONI DI DOLLARI RACCOLTI PER IL KARABAKH – La campagna mondiale di finanziamento lanciata all’indomani dell’attacco azero ha fruttato al momento oltre sette milioni di dollari donati in tutto il mondo per equipaggiare e armare l’Esercito di Difesa del Nagorno Karabakh. Lo comunica il ministero delle finanze della repubblica.

(27 apr 16) OLTRE 500 RAZZI SUL KARABAKH, AUMENTA LA TENSIONE – Cinquecentocinquanta razzi in una sola notte contro insediamenti civili e postazioni militari armene. Questo è il drammatico bilancio di una notte di attività azera. La tensione sta ritornando a salire velocemente. colpita ancora una volta Martakert e insediamenti limitrofi come il villaggio di Nerkin Horategh. Colpito mortalmente un altro soldato armeno, Hayk Minasyan di venti anni. Il ministero della Difesa riferisce che le avanguardie armene hanno risposto colpendo obiettivi mirati del nemico e causando danni e perdite allo stesso.

(26 apr 16) COMUNICATO DELL’ESERCITO DI DIFESA DEL NAGORNO KARABAKH (ORE 23 LOCALI) – Nel corso della giornata e in questo momento l’avversario continua intensamente a bombardare tutta la prima linea e gli insediamenti civili e militari. La parte azera sta usando mortai di diversi calibri, cannoni da 85, 100, 122 e 152 mm,  lanciarazzi multipli MM-21 (Grad), e  cannone anti aereo automatico M33. Le unità di avanguardia dell’esercito di difesa del Nagorno Karabakh stanno provvedendo ad azioni di ritorsione per reprimere “l’attivismo” del nemico infliggendo perdite sulla sua forza di lavoro e sulle attrezzature militari. La situazione in prima linea continua a rimanere tesa.

(26 APR 16) NUMEROSI AVVICENDAMENTI AL MINISTRO DIFESA DELL’ARMENIA – Il presidente dell’Armenia Serzh Sargsyan ha firmato in giornata diversi decreti con i quali sono stati dimissionati alcuni funzionari del ministero della Difesa. Hanno lasciato il loro posto il Capo della comunicazione (Muradyan), il vice ministro responsabile del settore logistico (Mirzabekyan) e il responsabile dell’Intelligence militare (Karapetyan).

(26 apr 16) DIVERSI EDIFICI DI MARTAKERT DANNEGGIATI DAL BOMBARDAMENTO AZERO DELLA NOTTE – Sono numerosi gli edifici della cittadini ad essere stati colpiti dai razzi azeri sparati nella notte.  Secondo giornalisti presenti in zona, case, negozi e altre strutture pubbliche risultano parzialmente o totalmente danneggiati. Non vengono comunque riportati feriti o vittime. Nel pomeriggio il Primo Ministro Haroutyunyan si è recato nella città per verificare di persona i danni. (FOTO DAL SITO NEWS.AM)

(26 apr 16) NOTTE DI VIOLENZA AZERA SUL KARABAKH: COLPITI INSEDIAMENTI CIVILI, UCCISI DUE SOLDATI ARMENI – Nonostante gli appelli della comunità internazionale non cessano le attività belliche azere che anzi negli ultimi giorni hanno visto un intensificarsi  delle violazioni della tregua. Nella notte tra il 25 e il 26 aprile  sono state registrate oltre ottanta violazioni con decine di colpi sparati con tutte le armi dell’arsenale azero verso obiettivi militari e insediamenti civili. Questo il bilancio delle provocazioni: 26 colpi di mortaio da 26 mm, 75 colpi di mortaio da 82 mm, 7 colpi di lanciagranate RPG-7, 2 tiri con SPG9, 3 colpi con AGS-17, 200 tiri con cannoni anticarro ZU-23-2, razzi TR 107 Grad quattordici dei quali indirizzati verso la città di Martakert, otto verso il villaggio di Mataghis. Un casolare della regione di Martakert è stato colpito. Nel bombardamento notturno hanno perso la vita due altri soldati armeni: Tigran Poghosyan (classe 1992) e Aram Arushanyan (1972).

(25 apr 16) VIOLAZIONI AZERE, LANCIATO MISSILE ANTICARRO VERSO MARTAKERT – Ancora violazioni azere nella notte, ne sono state registrate oltre un centinaio, con colpi di mortaio di vario calibro sparati contro le linee armene. Segnalato anche il lancio di un missile anticarro in direzione Martakert che nelle intenzioni degli azeri doveva colpire un obiettivo  militare ma è caduto nei campi a cento metri di distanza nonostante il puntamento con il sistema SPIKE MR/LR.

(24 apr 16) NALBANDIAN SMENTISCE “CONCESSIONI DOLOROSE” – Il ministro degli Affari esteri dell’Armenia ha smentito che l’omologo russo Lavrov abbia fatto proposte risolutive per il Nagorno Karabakh che comportino “dolorose concessioni” come qualcuno ha ipotizzato. Al riguardo Nalbandian ha sostenuto che in passato l’Azerbaigian ha sempre rifiutato il tavolo delle trattative proprio perché non soddisfatto delle proposte e ha quindi optato per una soluzione militare. Dal canto suo il ministro della difesa dell’Armenia Ohanyan ha dichiarato che «il Karabakh non cederà un solo pollice di territorio».

(24 apr 16) GIORNATA DELLA MEMORIA ARMENA – il Presidente Bako Sahakyan ha reso omaggio oggi al memoriale delle vittime del genocidio armeno, presenti autorità civili e religiose e alcune centinaia di persone che hanno voluto commemorare la giornata della memoria armena. Nel suo messaggio alla nazione, il presidente ha dichiarato: «Cari compatrioti, oggi il popolo dell’Artsakh insieme a tutta la nazione armena ricorda un milione e mezzo di vittime innocenti del genocidio armeno. 101 anni fa, un milione e mezzo di armeni, tra cui anziani, bambini e donne furono vittime della legge della scimitarra turca contrapposta al mondo civilizzato. L’intera nazione è stato privata della Patria ed è stata costretta a disperdersi in tutto il mondo. Purtroppo, troppi genocidi sono stati commessi in epoca moderna, e se il genocidio armeno fosse stato riconosciuto e condannato dalla comunità internazionale a tempo debito, non ci sarebbero stati milioni di nuove vittime innocenti in diverse parti del mondo. Sia in quei tragici giorni del 1915 e oggi, quando gli armeni lottano per il loro diritto a vivere liberi e indipendenti, per il riconoscimento e la condanna del genocidio armeno, abbiamo sentito il sostegno di diversi paesi e di numerose persone che hanno messo sopra di tutto la giustizia,l’ umanità, la protezione dei diritti umani universali. Siamo grati e riconoscenti a tutti gli amici del popolo armeno. Il nostro nemico non è cambiato, ma il nostro popolo si. Oggi gli armeni appaiono al mondo con le due repubbliche armene, la trinità inflessibile Armenia-Artsakh-diaspora e la determinazione a vivere e a creare nella loro terra storica. In questi giorni di aprile gli armeni di tutto il mondo, ancora una volta si sono alzati in piedi indivisi e rafforzati per affermare al mondo che erano pronti a difendere la loro patria e la dignità e avrebbero fatto tutto il possibile insieme ai loro figli coraggiosi e all’eroico esercito, con la loro l’unità, la coesione e lo spirito invincibile».

(23 apr 16) PESANTI VIOLAZIONI AZERE DELLA TREGUA – Situazione piuttosto tesa nel settore nord orientale (Martakert) dove si susseguono violazioni azere della tregua. Oltre a installazioni militari, gli azeri nel pomeriggio hanno mirato  l’insediamento di Mataghis, con un proiettile, sparato da un obice tipo D-30 che ha colpito il villaggio senza peraltro arrecare perdite umane. Utilizzati anche lancia granate da 60 e 80 mm.

(22 apr 16) OMBUDSMAN DEL KARABAKH PRESENTA REPORT SULLE ATROCITA’ AZERE – Il difensore dei diritti umani (Ombudsman) del Nagorno Karabakh ha redatto un rapporto di 28 pagine incentrato sulle atrocità commesse dagli azeri nel corso della battaglia di inizio mese. Il documento, che è stato inviato alle più importanti organizzazioni internazionali, analizza alcuni casi di violazioni dei diritti umani delle quali si sono rese protagonisti i soldati azeri.  (Qui il testo in inglese, contenuto fotografico non adatto ai minori e a un pubblico sensibile)

(21 apr 16) MIRZOYAN: NESSUN ACCORDO SENZA LA PARTECIPAZIONE DEL NAGORNO KARABAKH – Il ministro degli Affari esteri della repubblica del Nagorno Karabakh, Karen Mirzoyan, nel corso di un intervento all’Assemblea nazionale ha dichiarato  che qualsiasi documento presentato durante il processo di negoziazione, inclusi i principi di Madrid, non può essere praticabile in termini di applicazione, senza la partecipazione diretta di Stepanakert. Mirzoyan ha ribadito che l’Artsakh deve ritornare a sedere al tavolo del negoziato.

(21 apr 16) IL PRIMO MINISTRO CONFERMA LAVORI DI FORTIFICAZIONE  – Il Primo Ministro Arayik Haroutyunyan ha reso noto che, a seguito anche di incontri con il ministro della Difesa e la Protezione civile, sono in corso lavori di fortificazione lungo tutta la linea di contatto con l’Azerbaigian. Con l’occasione il premier ha ringraziato le imprese che stanno lavorando alla difesa dei confini dello Stato.

(21 apr 16) VIOLAZIONI AZERE, ALTRO SOLDATO ARMENO UCCISO – Non si fermano le provocazioni dell’Azerbaigian a dispetto degli appelli alla calma rivolti dalla comunità internazionale e dai mediatori del Gruppo di Minsk. Colpi di mortaio e cecchinaggio sono quotidiani e aumenta il numero dei caduti. All’alba, intorno alle 6,30, in direzione Talish (settore nord orientale), il soldato armeno Marat Danielyan (1984) è stato mortalmente colpito. Al momento sono ancora 52 i soldati ricoverati al centro medico militare di Yerevan, due dei quali versano in condizioni critiche. il governo ha stanziato fondi per consentire le cure all’estero di alcuni soldati.

(20 apr 16) I PRESIDENTI ARMENI VISITANO UNITA’ MILITARI LUNGO LA LINEA DI CONFINE – Il presidente dell’Armenia (Sargsyan) e quello del Nagorno Karabakh (Sahakyan) si sono recati oggi in visita presso alcune unità militari lungo la linea di contatto nel settore nord orientale e in quello meridionale.

(20 apr 16) RESTITUITO DAGLI AZERI IL CORPO DI UN SOLDATO ARMENO – Alle ore 16, sotto il controllo della Croce Rossa Internazionale, gli azeri hanno restituito il corpo di un soldato armeno. La consegna è avvenuta lungo la linea di contatto all’altezza dell’insediamento di Karvand, a distanza di dieci giorni dallo scambio di caduti fra le parti. Le autorità armene non hanno ancora rivelato il nome del soldato che potrebbe essere il capitano Argishti Gaboyan che ancora manca all’appello. prima di fornire tale informazione, tuttavia, la Commissione di Stato della repubblica del Nagorno Karabakh sui prigionieri di guerra, gli ostaggi e gli scomparsi” sta attendendo il riconoscimento da parte dei familiari.

(19 APR 16) L’ASSEMBLEA PARLAMENTARE DEL CONSIGLIO D’EUROPA VOTA RISOLUZIONE SUL NAGORNO KARABAKH -L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha votato questa sera la risoluzione n° 603 riguardante il conflitto del Nagorno Karabakh. «Essendo convinti che una risoluzione pacifica del conflitto del Nagorno Karabakh non ha alternative, l’Assemblea parlamentare ribadisce il suo continuo sostegno agli sforzi dei co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE, unico formato di mediazione concordato a livello internazionale, per raggiungere una soluzione giusta e duratura di questo conflitto. Pertanto, invitiamo a rispettare i continui appelli rivolti dai co-presidenti del Gruppo di Minsk a non compromettere il loro mandato e complicare i negoziati in corso. Invitiamo tutte le parti a intraprendere passi decisivi e mostrare la volontà politica necessaria per raggiungere una soluzione negoziata sulla base delle proposte dei paesi co-presidente – Francia, Stati Uniti e Russia -evidenziate in cinque affermazioni a livello dei loro presidenti fatto dal 2009. Noi condividiamo le preoccupazioni per quanto riguarda l’aumento delle tensioni nella zona di conflitto. L’uso di armi pesanti, come mortai e lanciarazzi, è inaccettabile e presenta un grave pericolo per la popolazione civile. Deploriamo profondamente la perdita di vite umane, tra cui civili. La creazione di un meccanismo per indagare sulle violazioni del cessate il fuoco insieme ad altre proposte dei co-presidenti del Gruppo di Minsk sulle misure di rafforzamento della fiducia e il consolidamento dell’accordo di cessate il fuoco del 1994 contribuirà alla riduzione delle tensioni e alla creazione di un ambiente più favorevole per far progredire i colloqui di pace

(19 apr 16) IL SOLDATO ARMENO DISPERSO POTREBBE ESSERE RICONSEGNATO DOMANI POMERIGGIO – Potrebbe essere il corpo del capitano  Argishti Gaboyan quello che ancora manca all’appello delle autorità armene. L’Azerbaigian, sotto pressione della Croce Rossa Internazionale,  sembra intenzionato a riconsegnare il cadavere nella giornata di mercoledì pomeriggio.

(19 apr 16) UN ALTRO SOLDATO ARMENO COLPITO A MORTE DAL FUOCO AZERO  – Non accennano ad arrestarsi le provocazioni dell’Azerbaigian lungo la linea di contatto. Nella mattinata odierna un altro giovane soldato armeno Gevorg Gevorgyan (1996) è stato mortalmente colpito mentre si trovava in una postazione dell’Esercito di difesa del Nagorno Karabakh lungo la linea di contatto. Il ministero non ha precisato la località del fatto.

(19 apr 16) VIOLAZIONI AZERE LUNGO LA LINEA DI CONTATTO E AL CONFINE CON L’ARMENIA – Nel corso della notte sono state registrate un’ottantina di violazioni azere della tregua lungo la linea di contatto con il Nagorno Karabakh. Registrato anche uso di mortai all’altezza di Hadrut. Colpi sono stati sparati dal territorio dell’Azerbaigian verso quello dell’Armenia (regione di Tavush).

(19 apr 16) JUNKER (UE) INVITA L’AZERBAIGIAN A CESSARE IL FUOCO IN NAGORNO KARABAKH – Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker, nel corso del suo intervento all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha invitato le autorità dell’Azerbaigian a cessare il fuoco in Nagorno Karabakh. Al rappresentante della delegazione azera Pashayeva, che gli aveva rivolto una domanda sul conflitto in NK e la questione dei profughi azeri, Junker ha risposta seccamente: «La sola cosa che posso dire all’Azerbaigian è di fermare gli spari, fermare i combattimenti». Sono seguiti applausi dai membri dell’Assemblea. Mai in precedenza, alcun alto esponente della Commissione Europea si era così apertamente e direttamente rivolto all’Azerbaigian e una tale risposta testimonia come l’opinione pubblica e politica dell’Europa abbia condannato l’aggressione azera di inizio mese al Nagorno Karabakh.

(18 apr 16) IL PRESIDENTE DELLA PACE DURAMENTE CONTESTATO DALLA DELEGAZIONE ARMENA – Il presidente in carica dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, lo spagnolo Pedro Agramunt, noto per le sue posizioni filo azere è stato duramente criticato dalla delegazione  armena nel corso dell’odierno dibattito sugli ultimi avvenimenti in Nagorno Karabakh. Il presidente nel suo intervento è rimasto allineato al punto di vista dell’Azerbaigian evitando di soffermarsi sia sull’aggressione militare di inizio mese, sia sulle violenze ai civili delle quali si sono resi protagonisti i soldati azeri. Naira Zohrabyan, capo delegazione armena, ha informato la stampa che comunque a tutti i colleghi dell’Assemblea è stato fornito materiale per illustrare quanto accaduto ma per precisa scelta etica la delagazione armena ha evitato di inserire le foto che testimoniano la barbarie azera.

(18 apr 16) IL PRESIDENTE DELL’ARMENIA SARGSYAN IN VISITA NEL NAGORNO KARABAKH – Il presidente della repubblica di Armenia, Serzh Sargsyan, si è recato oggi in visita nella repubblica del Nagorno Karabakh. All’aeroporto di Askeran, dove è atterrato l’elicottero militare, è stato accolto dal presidente Bako Sahakyan.

(18 apr 16) NUOVO TENTATIVO DI INCURSIONE AZERA, FERITI ALTRI DUE SOLDATI ARMENI – Nella notte un drappello di circa una ventina di azeri ha tentato una sortita nel territorio del Nagorno Karabakh. Il fatto è avvenuto intorno all’una nel settore centro orientale della linea di contatto all’altezza di Akna (Agdam). Gli aggressori sono stati respinti. Violazioni azere anche nel settore nord orientale dove fra le fila armene si registrano due feriti, Erik Matevosyan (classe  1991) e Azat Barsamyan (1996), colpiti da fuoco nemico.

(16 apr 16) NESSUNA TRACCIA DI VIOLENZE SUI CORPI DEI SOLDATI AZERI – Contrariamente alle notizie diffuse da alcune fonti azere  (con oltre una settimana di ritardo rispetto allo scambio dei cadaveri) nessun soldato dell’Azerbaigian caduto nella battaglia di inizio mese presentava tracce di violenze. Prima dello scambio i corpi dei soldati che dovevano essere riconsegnati oltre confine furono esaminati da rappresentanti della Croce Rossa Internazionale che non segnalarono alcuna criticità. Come noto, i 18 cadaveri di soldati armeni riconsegnati dagli azeri presentavano invece tracce evidenti di torture e mutilazioni.

(16 apr 16) ANCORA VIOLAZIONI AZERE, COLPITO UN VILLAGGIO – Nella notte sono state registrate circa 70 violazioni azere del cessate il fuoco lungo tutta la linea di confine. Si è trattato per lo più di colpi sporadici di fucile. Intorno alle 2,15 colpi sono stati indirizzati verso Talish e un soldato armeno, Gagik Khurshudyan, è rimasto ferito.

(15 apr 16) SONO 125 I SOLDATI ARMENI FERITI  ANCORA RICOVERATI – Sono 125 i soldati armeni feriti nei combattimenti dei giorni scorsi e ancora ricoverati in ospedale. Lo rende noto il Dipartimento di medicina militare dell’Armenia. 45 si trovano presso il policlinico militare di Yerevan mentre gli altri sono ricoverati in strutture sanitarie del Nagorno Karabakh. Altri militari, leggermente feriti, sono stati già dimessi. La maggior parte dei soldati ha riportato ferite da schegge di granata.

(15 apr 16) SOLIDARIETA’ DAI PAESI BASCHI – Il parlamento dei Paesi Baschi ha approvato una mozione di solidarietà al Nagorno Karabakh e di condanna per l’aggressione azera. Nel documento si chiede altresì di inserire la repubblica del Nagorno Karabakh al tavolo dei negoziati.

(15 apr 16) 14 VIOLAZIONI AZERE NELLA NOTTE CONTRO L’ARMENIA – Nel corso della notte sono state registrate 14 violazioni dell’accordo di cessate-il-fuoco da parte delle forze azere che hanno sparato colpi di mortaio all’indirizzo delle postazioni armene nella provincia nord orientale di Tavush.

(15 apr 16) ANCORA SPARI AZERI, UCCISI ALTRI SOLDATI ARMENI – Violazioni della tregua sono state registrate nella serata di ieri nel settore nord orientale (Martakert, direzione Talish). A farne le spese il soldato armeno Hamlet  Hajoyan colpito mortalmente. Nella giornata di ieri si sono ripetuti sporadici colpi di mortaio verso mezzogiorno e verso le 15 sia nel settore settentrionale della linea di contatto, sia in quello meridionale. Nella notte altre violazioni azere della tregua lungo tutta la linea di contatto sono costate la vita a Manvel Grigoryan raggiunto da un colpo nemico.

(14 apr 16) CONTINUANO AZIONI DI DISTURBO AZERE LUNGO LA LINEA DI CONTATTO – La situazione si mantiene relativamente calma lungo la linea di contatto pur non mancando sporadiche violazioni della tregua con colpi di mortaio sparati dalle posizioni azere. Intorno alle 4,55 della mattina le forze armene hanno respinto un tentativo di infiltrazione nel settore meridionale ricacciando indietro i soldati dell’Azerbaigian. Dalle 5,15 fino alle 6 antimeridiane colpi di mortaio (60 e 82 mm) sono stati sparati dal territorio dell’Azerbaigian verso la provincia di Martakert in direzione di Talish.

(14 apr 16) PROTESTE CON TAFFERUGLI A YEREVAN DAVANTI ALL’AMBASCIATA RUSSA – Alcune centinaia di persone hanno manifestato ieri sera davanti all’ambasciata della Federazione russa accusata di aver armato l’Azerbaigian e di aver favorito così l’aggressione al Nagorno Karabakh. Nei giorni scorsi le autorità di Mosca avevano precisato che un ritiro russo dal mercato delle armi nel Caucaso meridionale avrebbe semplicemente aperto le porte ad altri venditori. È stato registrato qualche tafferuglio, non grave, fra manifestanti e forze dell’ordine.

(14 apr 16) PERMANE IL SILENZIO AZERO SUL NUMERO DEI CADUTI – Il governo dell’Azerbaigian non ha ancora aggiornato il numero dei caduti rimanendo fermo a un comunicato diramato il 3 aprile che citava 31 vittime fra i propri soldati. Nonostante tentativi da parte delle ONG di spingere le istituzioni a rilevare l’esatto bilancio dello scontro militare, Baku non rilascia nuove dichiarazioni. Secondo la Meydan TV il numero dei morti potrebbe essere di 94 oltre a 6 dispersi, per l’organizzazione internazionale di analisi difesa  “Bellingcat” gli azeri avrebbero sofferto almeno 400 vittime. Fonti armene parlano di almeno 500 morti.

(14 apr 16) BILANCIO UFFICIALE CADUTI ARMENI: 93 PERDITE – Il ministero della Difesa dell’Armenia ha comunicato il bilancio ufficiale dei caduti nel corso degli scontri all’inizio di aprile. La cifra totale è di 94 morti così distribuiti: 64 militari (15 ufficiali, 15 soldati a contratto, 34 soldati di leva), 11  volontari, 4 membri della milizia, 9 addetti ai servizi, 4 civili. Al conto va aggiunto il capitano Argishti Gaboyan che risulta scomparso.

(13 apr 16) GLI AZERI TRATTENGONO ANCORA IL CORPO DI UN SOLDATO ARMENO – La Croce Rossa Internazionale sta lavorando per ottenere la restituzione del corpo di un soldato armeno che viene ancora trattenuto dall’Azerbaigian nonostante le parti nei giorni scorsi abbiano concordato lo scambio delle vittime. La “Commissione di Stato della repubblica del Nagorno Karabakh sui prigionieri di guerra, gli ostaggi e gli scomparsi” sta verificando l’identità del soldato che potrebbe essere quello che effettivamente manca all’appello ed è considerato missing in action.

(13 apr 16) INCONTRO TRA NALBANDIAN E MIRZOYAN – A Yerevan si sono incontrati i ministri degli Affari esteri di Armenia (Eduard Nalbandian) e del Nagorno Karabakh (Karen Mirzoyan) che hanno discusso delle misure preventive per evitare future provocazioni dell’Azerbaigian. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche i futuri passaggi sul piano diplomatico internazionale. Nella giornata Nalbandian aveva incontrato gli ambasciatori dei Paesi membri dell’Osce per illustrare la situazione nel Nagorno Karabakh.

(13 apr 16) RELATIVA CALMA SULLA LINEA DI CONTATTO – Permane una relativa calma sulla linea di contatto tra Azerbaigian e Nagorno Karabakh. L’ufficio stampa dell’esercito di Difesa del Karabakh ha riferito che le forze azere hanno sparato durante la notte più di due dozzine di colpi di mortaio e granate e che le forze armene hanno risposto al fuoco solo  “se necessario”. «La situazione è calma, per ora» ha concluso la dichiarazione rilasciata al mattino. Il portavoce del presidente della repubblica, David Babayan,  ha dichiarato che «Rispetto a quello che è successo tra il 2 e il 5 aprile, si può dire che la situazione è stata relativamente stabile negli ultimi giorni. E’ vero che il nemico ha bombardato le nostre posizioni in alcune sezioni, ma nel complesso, possiamo dire che vi è una relativa calma in prima linea.» Un soldato del Karabakh è stato leggermente ferito nel corso di una violazione azera.

(13 apr 16) MOGHERINI: IL CONFLITTO E’ UNA MINACCIA PER LA SICUREZZA REGIONALE –  Il responsabile della politica estera dell’Unione Europea, in un suo intervento al Parlamento europeo ieri sera, ha ribadito che il conflitto del Karabakh pone una minaccia per la sicurezza regionale ed è un ostacolo allo sviluppo dell’Armenia e dell’Azerbaigian. «Il Caucaso del sud  è una regione cruciale per l’Europa e ha un enorme potenziale di crescita» ha detto, aggiungendo che un conflitto su larga scala non porterà da alcuna parte. Parlando della recente escalation alla linea di contatto, Mogherini ha aggiunto che l’uso di armi pesanti e il numero enorme di vittime e le dichiarazioni di Baku e Yerevan pongono un serio pericolo. Il responsabile della politica estera UE ha ricordato che aveva esortato le parti a smettere di combattere e aveva avuto conversazioni separate con il ministro degli esteri armeno e azero per discutere la questione. «L’escalation mette in chiaro che non esiste una soluzione militare al conflitto», ha affermato l’Alto rappresentante dell’Unione europea e ha invitato i deputati a contribuire alla soluzione del conflitto con l’aiuto dei contatti parlamentari e delle organizzazioni della società civile. Tuttavia, ha aggiunto che la UE non può risolvere il problema con lo status quo, e  che le parti devono riprendere i negoziati con la mediazione del gruppo di Minsk dell’OSCE. Allo stesso tempo, il capo della politica estera UE ha sottolineato che la soluzione è nelle mani delle parti, e che sono necessari nuovi sforzi, in particolare le misure di sicurezza e i meccanismi di indagine che l’Unione Europea aveva approvato.

(12 apr 16) CONTINUA A SALIRE IL NUMERO DI CADUTI AZERI – Nonostante Baku continui a minimizzare il bilancio della sua attività bellica, cresce il conto dei caduti fra le file dell’esercito azero. Secondo il “Caspian Defense Studies Institute” sarebbe almeno 95 le vittime accertate fra le quali 22 ufficiali e 11 sotto ufficiali. L’Azerbaigian ad oggi continua ad ammettere la perdita di soli 31 soldati, cifra che non regge al solo riscontro delle immagini diffuse dai media e al numero di mezzi da combattimento andati distrutti. Secondo fonti non ufficiali il numero dei caduti azeri dovrebbe attestarsi intorno alle trecento unità.

(11 apr 16) IL GENERALE BALASANYAN COMMENTA LA BATTAGLIA -Vitaly Balasanyan, generale dell’Esercito di Difesa nonché membro del parlamento, ha commentato con la stampa gli sviluppi della battaglia dei giorni scorsi. Egli ha affermato che «la ripresa delle azioni militari da parte l’Azerbaigian non è giunta come una sorpresa. La Turchia dovuto spostare il teatro di combattimento in un altro luogo, e apparentemente ha dovuto scegliere l’Azerbaigian per questo scopo. L’Azerbaigian ha iniziato la preparazione per la guerra fin dal momento della firma dell’accordo di cessate il fuoco il 12 maggio 1994. La firma di questo accordo è stato un grave errore politico per noi. Questa è stata seguita dalle informazioni divulgate dai media azeri,dagli  eventi in Turchia e in Medio Oriente. Avrebbe dovuto essere chiaro che la Turchia avrebbe spostato il teatro di combattimento in un altro luogo, e questo poteva essere solo l’Azerbaijan, rifugio della Turchia nel Caucaso. Avremmo dovuto capire questo prima. Dovremmo analizzato gli sviluppi»  ha detto Balasanyan che nella notte del 2 aprile, quando l’Azerbaigian ha scatenato la sua aggressione contro il Nagorno  Karabakh, era a capo della 4 ° linea di difesa che ha sostenuto furiosi combattimenti senza riportare perdite ma solo due soldati feriti. Nelle sue parole, il primo giorno l’attacco principale era diretto contro Aghdam, e poi nelle direzioni nord e sud. L’obiettivo, non riuscito, delle forze armate azere era quello di violare le difese armene  nel centro e separare in due parti l’Esercito di Difesa. Balasanyan, che ha anche sostenuto che le milizie azere sparavano contro i commilitoni in fuga dalla prima linea, ha dichiarato che la differenza fra le forze in campo è data dalla diversa motivazione dei soldati dei due schieramenti.

(11 apr 16) ORRORE: I CORPI DEI SOLDATI ARMENI CADUTI CON SEGNI DI TORTURA E AMPUTAZIONI – La “Commissione di Stato della repubblica del Nagorno Karabakh sui prigionieri di guerra, gli ostaggi e gli scomparsi denuncia che molti corpi di soldati armeni deceduti e riconsegnati dalle autorità azere vi sono tracce di torture e mutilazioni. Ad oggi sono 18 i corpi riconsegnati dall’Azerbaigian nel corso delle operazioni poste in essere sotto l’egida della Croce Rossa. Presumibilmente i soldati armeni riconsegnati erano stati catturati nel corso dell’avanzata azera del 2 aprile e poi uccisi (e torturati) in un secondo momento. Il Comitato della repubblica del Nagorno Karabakh ha diramato un comunicato stampa denunciando la violazione azera delle convenzioni internazionali. Il conto delle vittime armene ha raggiunto quota 64, due soldati mancano ancora all’appello. 

(11 apr 16) ANCORA VIOLAZIONI AZERE DELLA TREGUA, SI CERCANO I CORPI – Durante la notte e nella prima mattinata sono state registrate alcune violazioni azere della tregua lungo il confine sia con il Nagorno Karabakh che con l’Armenia. Le forze azere hanno lanciato due colpi di mortaio da 60mmm e 14 granate con lancia granate AGS 17; nessun ferito è stato registrato. Nella mattinata l’Esercito di difesa del Karabakh ha acconsentito che il nemico proseguisse l’attività di ricerca dei corpi sotto la supervisione della Croce Rossa Internazionale.

(10 apr 16) SCAMBIO DEI CORPI DEI SOLDATI DECEDUTI TRA NAGORNO KARABAKH E AZERBAIGIAN – Sotto la supervisione del Comitato della Croce Rossa Internazionale e in ossequio all’accordo raggiunto tra repubblica del Nagorno Karabakh e repubblica di Azerbaigian, oggi le parti hanno dato avvio alle operazioni di scambio dei corpi dei militari deceduti. Lo scambio è avvenuto all’altezza del villaggio azero di Karvand lungo la linea di contatto.

(10 apr 16) BILANCIO DELLE VITTIME – I caduti armeni sono 46 e 122 i feriti secondo quanto dichiarato dalle autorità della repubblica del Nagorno Karabakh e dell’Armenia. L’Azerbaigian ammette la perdita di 31 uomini ma tale dato è sconfessato dalle ricognizione fotografiche e video di parte armena che attestano decine di corpi sul campo. Fonti dell’opposizione in Azerbaigian parlano di 81 vittime e cinque dispersi ma il dato più credibile dovrebbe attestarsi intorno alle trecento unità con almeno un migliaio di feriti. Stante la censura in vigore nell’Azerbaigian non sarà mai possibile avere un quadro cero delle conseguenze della battaglia.

(10 apr 16) SITUAZIONE APPARENTEMENTE TRANQUILLA – Nel corso della notte e della prima mattina non sono state segnalate gravi violazioni della tregua e la situazione lungo la linea di contatto appare tranquilla come da giorni non accadeva. Nel corso della conferenza stampa allestita ieri sera a Yerevan dai co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’Osce è stata confermata la volontà delle parti a rispettare l’accordo di cessate-il-fuoco così come il ministro degli Esteri russo, Lavrov, aveva invitato a fare.

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(9 apr 16) CONCORDATA UN’ALTRA TREGUA PER RECUPERO VITTIME – Con la mediazione della CRI e dell’Osce è stata concordata un’altra tregua dalle 16 alle 19 di oggi (ora locale) per continuare le operazioni di recupero dei soldati caduti nei combattimenti dei giorni scorsi.

(9 apr) IL GRUPPO DI MINSK A YEREVAN. PROTESTE E DICHIARAZIONI – I co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’Osce hanno concluso la visita in Nagorno Karabakh e si sono recati in Armenia dove hanno incontrato il presidente della repubblica e il ministro degli esteri. Un folla di alcune centinaia di persone ha manifestato pacificamente chiedendo il riconoscimento della repubblica del Nagorno Karabakh e la fine dell’aggressione azera. Sotto accusa anche lo stesso GM considerato troppo “morbido” di fronte alle provocazioni azere. Al riguardo l’ambasciatore russo Popov ha dichiarato che l’ingresso del  Nagorno Karabakh al tavolo delle trattative potrà avvenire solo a un determinato stadio delle stesse e ha altresì affermato che l’impossibilità dell’esistenza della regione all’interno dell’Azerbaigian è uno dei temi oggetto di discussione. In questo momento per i co-presidenti del Gruppo di Minsk è importante stabilizzare la non belligeranza e d’intesa con la Croce Rossa Internazionale procedere al recupero dei corpi. al Comitato della croce Rossa i co-presidenti hanno peraltro richiesto di indagare sulle mutilazioni subite dai civili nei giorni scorsi: il riferimento è all’eccidio della famiglia Khalapyn nel villaggio di Talish e la decapitazione del soldato armeno di origine yazida la cui testa è stata esibita dai militari azeri come documentato in un video in rete.

(9 apr 16) UFFICIALE: IL PAPA IN ARMENIA A GIUGNO – Il Vaticano ha ufficialmente annunciato che il Papa si recherà in Armenia a giugno, in Georgia e Azerbaigian a settembre. Significativa la circostanza che il viaggio, inizialmente programmato in tutta la regione, sia stato diviso e l’Armenia sia stata privilegiata dal Santo Padre che ancora una volta conferma vicinanza e solidarietà al popolo armeno.

(9 apr 16) RINVENUTI I CORPI DI ALTRI DUE SOLDATI ARMENI – Nel corso dell’attività di recupero vittime, con un totale cessate-il-fuoco concordato dalle 15 alle 20 del giorno 8 aprile, sono stati recuperati da parte armena i corpi di altri due soldati caduti negli scontri degli ultimi giorni. Si tratta del sergente Robert Abajyan e del soldato  Andranik Zohrabyan entrambi nati nel 1996. Le autorità armene sono in contatto con la Croce Rossa Internazionale al fine di concordare nuove tregue e proseguire nelle operazioni di ricerca dei corpi.

(9 apr 16) VIOLAZIONI AZERE CONTRO TERRITORIO DELL’ARMENIA – Nel corso della notte e della prima mattinata sono stati registrati numerosi colpi azeri verso il territorio dell’Armenia (Tavush). L’intensità delle violazioni sembra comunque in calo.

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(8 apr 16) OSCE: NON SI ESCLUDE UNA FORZA DI PEACE KEEPING – Il rappresentante russo all’Osce, Lukashevich, non ha escluso che l’organizzazione dispieghi una forza di mantenimento pace lungo il confine tra Nagorno Karabakh e Azerbaigian. Il diplomatico ha riferito che sussistono tutti i presupposti per una tale decisione.

(8 apr 16) SALE IL NUMERO DELLE VITTIME ARMENE – Il ministero della Difesa ha aggiornato il conto dei caduti nelle fila armene. Esso ha raggiunto quota 42 mentre 21 risultano ancora dispersi.

(8 apr 16) PROSEGUE LA MISSIONE OSCE IN KARABAKH – Prosegue la missione dei co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’Osce nella repubblica del Nagorno Karabakh. Nel frattempo il Segretario Generale dell’Organizzazione, Lamberto Zannier, in un’intervista all’agenzia russa Ria Novosti, ha dichiarato che gli ambasciatori ritorneranno comunque nella regione a breve. Inoltre, se la situazione dovesse peggiorare, non è esclusa la convocazione di una sessione speciale dell’Osce dedicata esclusivamente al tema.

(8 apr 16) CONCORDATA UNA TREGUA TOTALE DI CINQUE ORE PER RECUPERO VITTIME – Le parti belligeranti hanno concordato una tregua assoluta di cinque ore, dalle ore 15 alle ore 20 locali, per il recupero dei cadaveri dei soldati rimasti uccisi negli scontri a fuoco dei giorni scorsi. La Croce Rossa Internazionale e l’Osce stanno coordinando le operazioni. Un monitoraggio dell’Osce lungo la linea di contatto è previsto nella giornata odierna.

(8 apr 16) ANCORA VIOLAZIONI AZERE DELLA TREGUA, UCCISO SOLDATO ARMENO – Nonostante l’accordo di cessazione ostilità in vigore da martedì scorso, sono continuate anche la notte scorsa e questa mattina attività aggressive da parte dell’Azerbaigian. Come risultato di queste violazioni, un soldato armeno Hrach Muradyan è stato ucciso e altri sono rimasti feriti. Si segnalano inoltre colpi di mortaio nell’estremo nord dell’Armenia, regione di Tavush, dove gli azeri hanno colpito case prossime al confine.

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(7 apr 16) CONFERENZA STAMPA DEL PRESIDENTE SAHAKYAN – Il presidente della repubblica del Nagorno Karabakh ha tenuto nel tardo pomeriggio una conferenza stampa. Nel suo intervento Sahakyan ha sostenuto che «la nostra patria è stata divisa in varie parti, e nel 1921 una porzione della nostra patria è finitaall’interno di Azerbaigian, un paese straniero che si era improvvisamente creato allora». Egli ha affermato che il movimento di liberazione Artsakh nel 1988, il popolo armeno e l’Artsakh armeno non ha mai accettato tale illegale decisione imposta. «Abbiamo cercato di fare appello contro  tale decisione nel corso di 70 anni. In quegli anni abbiamo compiuto molti sforzi per riottenere giustizia storica. Non siamo riusciti a farlo fino al movimento di liberazione nel 1988. Quando ci siamo liberati dalla prigionia grazie a quel movimento, in base ai valori universali che sono rimasti, ci siamo impegnati a costruire uno stato democratico. E durante questo periodo abbiamo ricevuto l’apprezzamento delle missioni di diversi paesi» ha detto Sahakyan. «Noi stiamo combattendo per la nostra Patria. Il popolo armeno è oggi in lotta per la propria dignità. Siamo leader in questa lotta, e ci rendiamo conto che stiamo portando avanti una missione unica, e continueremo la nostra missione con la stessa realizzazione. Siamo pronti al sacrificio e a soffrire le difficoltà in modo da avere l’opportunità di raggiungere la libertà finale.»

(7 apr 16)  ARRIVATI A  STEPANAKERT I COPRESIDENTI DEL GRUPPO DI MINSK – Sono arrivati nel pomeriggio a Stepanakert gli ambasciatori Popov (Russia), Andreu (Francia) e Warlick (Usa) co-presidenti del Gruppo di Minsk che hannno così raggiunto l’ambasciatore kasprzyk che già si trovava nella capitale della repubblica del Nagorno Karabakh. Hanno subito avuto un incontro con il ministro della Difesa Mnatsakanyan che ha illustrato alla delegazione Osce l’azione azera contro gli insediamenti civili del Nagorno Karabakh.

(7 apr 16) KAREKIN II E ARAM I VISITERANNO IL NAGORNO KARABAKH – Il Catholicos di Tutti gli Armenia, Karekin II, e il Catholicos della Grande casa di Cilicia, Aram I, hanno annunciato che visiteranno insieme il Nagorno Karabakh nei prossimi giorni. Lo ha annunciato un comunicato della Grande Casa di Cilicia. La visita congiunta, mai precedentemente avvenuta nella storia della piccola repubblica armena, acquista un alto valore simbolico sia dal punto di vista religioso che politico.

(7 apr 16) L’AZERBAIGIAN HA AVUTO CARTA BIANCA PER L’AGGRESSIONE – Il vice ministro degli Affari Esteri dell’Armenia Khocharyan, in un incontro odierno con la stampa ha sottolineato come la mancanza di comunicati specificatamente indirizzati all’Azerbaigian (come responsabile delle violazioni passate del cessate il fuoco, NdR) è stato interpretato da Baku come una sorta di “carta bianca” per l’aggressione sferrata nei giorni scorsi. Circa l’applicazione della tregua, il viceministro ha precisato che le misure adottate non si sono dimostrate sufficienti a garantire un effettivo regime di cessate-il-fuoco.

(7 apr 16) LA REPUBBLICA DEL NAGORNO KARABAKH GIA’ AL LAVORO PER RIPARARE I DANNI – Il primo Ministro Harutyunyan è nella regione di Martakert per constatare i danni provocati dagli azeri e ha annunciato che il governo farà il possibile per restaurare nel più breve tempo possibile le case e le infrastrutture danneggiate dai bombardamenti nemici.

(7 apr 16) I COPRESIDENTI DEL GRUPPO DI MINSK IN VIAGGIO PER IL KARABAKH – i co-presidenti del gruppo di Minsk dell’Osce sono in viaggio verso la repubblica del Nagorno Karabakh dove incontreranno le autorità locali.

(7 apr 16) REGISTRATI ANCHE IN MATTINATA TENTATIVI AZERI DI INFILTRAZIONE – Gli azeri in violazione della tregua concordata hanno tentato nuove sortite nel territorio del Nagorno Karabakh senza riuscire nel loro intento. Il gruppo di incursori è stato respinto e diversi di loro sono rimasti sul campo, compreso il comandante del drappello.

(7 apr 16) ANCORA VIOLENZA AZERA ROMPE LA TREGUA, UCCISO UN SOLDATO ARMENO – Nella tarda serata di ieri un soldato armeno, Armen Gasparyan (1974), è stato ucciso da una granata lanciata dalle linee azere. Si tratta dell’ennesima grave violazione della tregua concordata a partire dalle ore 12 di martedì.

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(6 apr 16) TREGUA VIOLATA DAGLI AZERI CHE COLPISCONO UN’AMBULANZA – nonostante l’accordo di tregua continuano le azioni provocatorie delle forze azere che questo pomeriggio hanno colpito un’ambulanza che percorreva una strada nella regione di Martakert in prossimità della linea di demarcazione. Un carro armato azero ha sparato colpi verso il veicolo che stava raccogliendo i corpi di alcuni soldati periti nel combattimento. Il personale di servizio era fuori dal veicolo e non ha riportato lesioni.  Il ministero della difesa ha sottolineato la gravità dell’atto che è stato commesso durante la tregua e in danno di un mezzo di soccorso.

(6 apr 16) AGGIORNATO IL BILANCIO DELLE VITTIME ARMENE – il ministero della Difesa ha aggiornato in serata il bilancio delle vittime armene di questi giorni. Risultano deceduti 32 soldati (8 dei quali ufficiali), 121 sono i feriti (24 ufficiali) e 25 persone mancanti all’appello.

(6 apr 16) IL NAGORNO KARABAKH D’ACCORDO PER MONITORAGGIO OSCE – Ani Sargsyan, portavoce del ministero degli Affari esteri della repubblica, ha dichirato che il Nagorno Karabakh è d’accordo per un monitoraggio Osce lungo la linea di contatto e in tal senso le autorità si sono espresse con l’amb. Kasprzyk in visita a Stepanakert. L’accordo non è stato tuttavia ancora perfezionato perché manca l’assenso azero.

(6 apr 16) L’OSSEZIA DEL SUD A FINACO DEL KARABAKH – in una conversazione telefonica del ministro degli esteri Mirzoyan con il suo omologo osseto, Tskhovrebov, questi ha espresso piena solidarietà dell’Ossezia del Sud alla repubblica del Nagorno Karabakh.

(6 apr 16) UCCISI DUE SOLDATI ARMENI NEL KARVACHAR – Il ministero della difesa comunica la notizia della morte di due soldati armeni nel Karvachar (nord del Karabakh). Si tratta di Suren Aramyan  e Grigor Avetisyan, entrambi diciannovenni. Non sono state fornite informazioni sulle modalità del fatto e sulla esatta località.

(6 apr 16) PRESIDENTE NK: L’ESERCITO DI DIFESA HA ADEMPIUTO AI SUOI COMPITI – Il presidente Bako Sahakyan, nel corso di una riunione operativa tenutasi in mattinata, ha lodato il lavoro svolto dall’Esercito di difesa del Nagorno Karabakh che ha adempiuto al suo compito di preservare l’integrità della nazione.

(6 apr 16) NUOVI TENTATIVI DI INFILTRAZIONE AZERA – A dispetto dell’accordo di cessazione ostilità, gli azeri hanno compiuto con una pattuglia di una quindicina di soldati nuovi tentativi di oltrepassare il confine e occupare posizioni. Tutti i tentativi sono stati respinti.

(6 apr 16) SITUAZIONE CALMA DOPO L’ACCORDO DI NON OSTILITA’ FRA LE PARTI – Nel corso della notte non si sono rilevate particolari attività belliche dopo l’accordo raggiunto dai comandi militari (e non dai governi) e la situazione è relativamente calma.

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(5 apr 16) PROSSIMA VISITA DEI COPRESIDENTI GRUPPO DI MINSK NELLA REGIONE –  I co-presidenti del gruppo di Minsk dell’Osce, il russo Popov e il francese Andrieu, saranno a breve nella regione per un incontro fra le parti. Oggi a Vienna riunione dei membri Osce per discutere la questione. E’ stato rinnovato dal presidente dell’Osce in carica, il tedesco Steinmeier, l’appello al cessate-il-fuoco. Steinmeier ritiene l’accordo di oggi una interessante base su cui lavorare per una risoluzione pacifica del conflitto. Il rappresentante speciale del presidente dell’Osce in carica, amb. Kasprzyk, sarà in visita in Nagorno Karabakh.

(5 apr 16) NESSUN CESSATE IL FUOCO CONCORDATO DALLE PARTI – Il ministero della Difesa dell’Armenia conferma che non è stato raggiunto un accordo ufficiale ma le parti hanno dichiarato l’intenzione di sospendere le ostilità. Tuttavia a poche ore dall’annuncio è ripresa attività di artiglieria azera con cannoni e mortai nel nord est, regione di Martakert.

(5 apr 16) DIFESA NK: QUASI DUEMILA I CADUTI AZERI -In una conferenza stampa il col. Arustamyan ha riferito che il numero dei caduti azeri potrebbe raggiungere quota duemila. Il dato sarebbe stato ricavato da una conversazione telefonica nemica; i caduti dell’esercito di difesa del Karabakh sarebbero 29.

(5 apr 16) CONCORDATO UN CESSATE-IL-FUOCO FRA LE PARTI – Un portavoce dell’Esercito di difesa dell’Artsakh ha dichiarato che dalle ore 12.00 di oggi è in vigore un cessate-il-fuoco concordato fra le parti. 

(5 apr 16) TERRORISTI E MERCENARI SPALLEGGIANO GLI AZERI – Il portavoce presidenziale Davit Babayan ha affermato che « ci sono motivi per affermare che anche i mercenari dello Stato Islamico e di altre organizzazioni terroristiche hanno partecipato alle azioni aggressive che l’Azerbaigian ha scatenato contro il Nagorno Karabakh. Ciò è evidenziato da numerose circostanze. Parlavano tra loro in turco o in arabo, non avevano altre divise [e] hanno agito come militanti. La loro età era differente [rispetto alla media dei militari azeri, NdT] , erano tutti sopra i trenta anni». 

(5 apr 16) BABAYAN: SITUAZIONE PER CERTI VERSI STABILIZZATA – Il portavoce presidenziale Davit Babayan riferisce una certa stabilizzazione della situazione lungo la linea di contatto tra Nagorno Karabakh e Azerbaigian e dichiara che gli armeni hanno acquisito un vantaggio strategico. «Dobbiamo attendere e vedere cosa accade» ha commentato. Gli scontri, secondo quanto comunicano fonti di stampa, sembrano essersi ridotti di intensità anche perché gli armeni hanno respinto gli azeri sulle loro posizioni iniziali riprendendo il controllo del terreno perduto.

( 5 apr 16) SESSIONE SPECIALE DELL’OSCE DEDICATA AL NAGORNO KARABAKH – Prende il via a Vienna una sessione speciale dell’Osce alla quale partecipano i Paesi membri del Gruppo di Minsk e quindi oltre ai co-presidenti Popov (Russia) Warlick (usa) e Andrieu (Francia) anche i rappresentanti di Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Germania, Italia, Svezia, Finlandia e Turchia. Sono previste anche consultazioni separate.

(5 apr 16) ANCHE UNA GUERRA INFORMATICA DIETRO LE LINEE MILITARI – Hackers azerbaigiani hanno manipolato il profilo FB della regione di Kashatgh e disseminato false e caotiche informazioni per gli utenti. Contemporaneamente  il “Monte Melkonian Cyber Army” annuncia di esser riuscito ad ottenere i dati di 25000 soldati azeri.

(5 apr 16) PROSEGUITI NELLA NOTTE LANCI DI RAZZI AZERI – Sono proseguiti nella notte i lanci di razzi azeri contro il territorio del Nagorno Karabakh. Il nemico ha utilizzato lancia razzi “Smerch” (che hanno una gittata fino a 90 chilometri)  innalzando qualitativamente il livello dell’armamento. Più le truppe azere sono costrette ad arretrare (residuano poche centinaia di metri di territorio ancora sotto il loro controllo) e più tentano di colpire gli insediamenti civili aumentando la potenza delle armi utilizzate. L’attività più intensa viene ora registrata nel settore sud orientale in quanto in quello nord orientale le truppe di invasione che si erano infiltrate sulla direttiva Mataghis  lungo il fiume Tartar sono state ricacciate indietro.

(5 apr 16) AGGIORNAMENTO PERDITE AZERE – Alle ventidue del 4 aprile il bilancio di perdite materiali azere ammontava a  29 carri armati, 5, veicoli armati, 1 veicolo trasporto truppe, 2 elicotteri, 1 lanciafiamme multiplo TOS, 1 lanciarazzi Grad, 7 droni.

(5 apr 16) MALDESTRO TENTATIVO DI DISINFORMAZIONE AZERA – Il ministero della Difesa del Nagorno Karabakh ha denunciato un maldestro tentativo di disinformazione messo in atto dall’Azerbaigian che avrebbe diffuso falsi comunicati a firma del ministro della Difesa Mnatsanakyan. Tali documenti, scritti in un armeno approssimativo più simile a un pishing  bancario che a un comunicato di guerra, sono ovviamente stati categoricamente smentiti dall’interessato e commentati con ironia. 

(5 apr 16) SALE LA TENSIONE ANCHE SUL CONFINE ARMENO AZERO – Durante la notte sono stati registrati colpi da parte delle postazioni azere contro quelle armene lungo il confine tra Armenia e Azerbaigian all’altezza della regione di Tavush (direzione Berdavan e Koti). Un soldato armeno è stato ferito.

(5 apr 16) MIRZOYAN ALLA CNN: NON E’ UNA QUESTIONE DI TERRITORIO MA DI AUTODETERMINAZIONE – Non è una questione di territori, è una questione di autodeterminazione, ha detto  il ministro degli Esteri del Karabakh Karen Mirzoyan  in un’intervista rilasciata ieri alla CNNche gli  ha chiesto di commentare l’affermazione del ministro degli esteri azero riguardo i “territori occupati”. Mirzoyan ha affermato che venticinque anni fa il popolo del Karabakh ha votato per l’indipendenza, e ora il regime attuale di Baku sta cercando di opprimere questo popolo non solo con mezzi  diplomatici, ma anche prima di tutto con mezzi militari. Ha assicurato che il Karabakh è alla ricerca di una soluzione diplomatica, per un meccanismo che possa fornire alle parti una possibilità di convivenza in questa regione. Alla richiesta di commentare le chiamate del collega russo Sergey Lavrov per calmare la situazione, Mirzoyan ha risposto che il Karabakh apprezza altamente gli sforzi dei co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE e della comunità internazionale, aggiungendo però  che tutte gli appelli indistintamente indirizzati a entrambe le parti vengono ricevuti dall’Azerbaigian non come un segnale di preoccupazione, non come un segnale che è il momento di fermare la violenza, ma come un segno a continuare la politica di violenza.

(5 apr 16) GLI STATI UNITI SI APPELLANO AL RISPETTO DEI PRINCIPI DI MADRID – Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti auspica «risoluzione equa e giusta  per il Nagorno Karabakh, che si basi su principi di diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite, l’Atto finale di Helsinki, in particolare sul mancato uso della forza, l’integrità territoriale e l’autodeterminazione». Gli USA esprimono preoccupazione per l’escalation di violenza a auspicano un ritorno al dialogo. 

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(4 apr 16) GLI AZERI MINACCIANO DI COLPIRE STEPANAKERT – Il ministro della Difesa dell’Azerbaigian ha oggi minacciato di colpire la città di Stepnakert come rappresaglia (?) alle azioni armene. Da parte armena, il ministero della Difesa fa sapere che nel caso di una tale eventualità la risposta sarà “sproporzionata” lasciando intendere che sarà elevato il livello degli armamenti in campo.

(4 APR 16) COLPITO DAGLI AZERI UN PULLMAN CON VOLONTARI DI SISIAN, VITTIME – Un pullman che trasportava un gruppo di volontari di Sisian lungo la strada per Martakert è stato colpito da un drone azero. Il bilancio sarebbe di sette vittime.

(4 apr 16) TERRORISTI ISIS AZERI LASCIANO RAKKA PER COMBATTERE IN KARABAKH – Secondo una fonte militare un gruppo di 50/70 militanti ISIS di etnia azera avrebbero lasciato la roccaforte Rakka in Siria per raggiungere, via Turchia e Nakichevan, l’Azerbaigian e unirsi nella battaglia per il Karabakh.

(4 apr 16) SQUADRONI PUNITIVI AZERI DIETRO LE LINEE NEMICHE PER COLPIRE I SOLDATI FUGGITIVI – Dietro alle linee nemiche starebbero operando squadroni punitivi con il compito di punire i soldati che abbandonano la linea di combattimento.

(4 apr 16) SI AGGRAVA IL BILANCIO DELLO SCONTRO, NESSUN INSEDIAMENTO ARMENO SOTTO CONTROLLO AZERO – Il capo della divisione operativa dell’esercito di difesa del NK, Vitali Arustamyan, ha questa sera comunicato ufficialmente il bilancio degli scontri aggiornato alla tarda mattinata. I caduti armeni sono 20, 26 soldati mancano all’appello e potrebbero essere stati fatti prigionieri dagli azeri o eliminati oltre confine,  72 risultano i feriti. Gli azeri avrebbero perduto almeno 300 uomini mentre è imprecisato il numero dei feriti. A questa mattina nessun insediamento armeno era sotto controllo azero ma solo alcune porzioni di territorio inabitato prossime alla linea di confine e intorno alle quali si tanno svolgendo i combattimenti. Per la prima volta gli azeri hanno impiegato lanciafiamme multipli su cingolati TOS-1 “Solntsepyok” di fabbricazione russa, uno dei quali è già stato distrutto.  Gli armeni hanno perso sette carri armati; venti carri armati azeri sono stati distrutti unitamente a tre veicoli di trasporto fanteria, due elicotteri, sei droni e un lancia razzi Grad.

(4 apr 16) SARGSYAN: SE NON CESSANO LE OSTILITA’ RICONOSCEREMO UFFICIALMENTE IL NAGORNO KARABAKH – Il presidente dell’Armenia nel corso del riferito meeting con gli ambasciatori Osce ha annunciato che se non cesseranno le ostilità l’Armenia procederà al riconoscimento ufficiale della repubblica del Nagorno Karabakh. Questo passaggio diplomatico è sempre stato evitato sino ad oggi perché aprirebbe scenari di difficile interpretazione e sarebbe una strada senza ritorno nei rapporti (difficili) con l’Azerbaigian. Ma se da Baku non vogliono ascoltare il dialogo, la decisione di Yerevan diviene inevitabile. Con tutto quello che ne consegue anche per il lavoro del Gruppo di Minsk. Il ministro degli Affari esteri del Nagorno Karabakh, Karen Mirzoyan, ha affermato che non solo l’Armenia ma tutta la comunità internazionale deve riconoscere la repubblica.

(4 apr 16) RESPINTI NUOVI TENTATIVI AZERI DI PENETRAZIONE – Il portavoce della del presidente della repubblica, Babayan, comunica che nuovi tentativi di penetrazione delle forze azere sono stati respinti con successo arrecando al nemico ingenti perdite e decine di soldati caduti. Nella loro disperata difesa gli azeri hanno anche usato potenti lanciafiamme TOS che tuttavia non hanno arrecato alcun danno agli armeni. Il portavoce ha assicurato che non vi è alcun panico fra la popolazione, alto è il morale degli uomini impegnati nel combattimento, incessante la fila di volontari (anche studenti minorenni) che si presentano alle autorità per aiutare la difesa dell’Artsakh. «In questo momento l’Esercito di Difesa dell’Artsakh è in grado di proteggere i confini della patria da solo» ossia che al momento non è intervenuto alcun supporto logistico straordinario dall’Armenia.

(4 apr 16) SARGSYAN CONVOCA AMBASCIATORI PAESI OSCE –  Il presidente dell’Armenia Serzh Sargsyan ha avuto oggi un incontro al palazzo presidenziale con gli ambasciatori di tutti i Paesi membri dell’Osce ai quali ha illustrato la situazione in corso aggiornandoli sugli ultimi sviluppi militari.

(4 apr 16) MIGLIAIA DI VOLONTARI IN AIUTO DELL’ARTSAKH – Il ministero della Difesa dell’Armenia, così come fatto da quello del Nagorno Karabakh, comunica che sono migliaia i volontari che si stanno presentando – anche provenienti da Paesi della Diaspora – per andare ad aiutare l’Artsakh. Tutti vengono registrati ma solo quelli che vantano esperienza possono affluire in Nagorno Karabakh.

(4 apr 16) UNA SOTTO DIVISIONE AZERA CIRCONDATA E ANNIENTATA – Il portavoce della Difesa dell’Armenia, Hovhannisyan, riferisce che una intera sotto divisione azera è stata circondata e annientata nel settore meridionale della linea di confine. Numerosi mezzi nemici sono stati distrutti.

(4 apr 16) GLI AZERI AMMETTONO OPERAZIONE BELLICA –  Il ministro della Difesa dell’Azerbaigian, gen. Hasanov, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Le forze armate armene hanno recentemente organizzato azioni di sovversione, attaccando i territori situati lungo la linea del fronte e utilizzando armi pesanti e artiglieria contro la nostra popolazione. Gli eventi recenti mostrano che il numero di vittime tra la popolazione civile è aumentata. Per prevenire questi attacchi sovversivi, abbiamo valutato la situazione operativa e deciso di assestare colpi alle linee di tiro e alle unità di artiglieria delle forze armate armene per farle muovere lontano dai nostri villaggi.
Allo stesso tempo, tenendo conto del movimento delle riserve delle forze armate armene in una certa direzione, unità da ricognizione delle forze armate azere hanno svolto attività previste in tre direzioni … Le nostre azioni hanno in primo luogo lo scopo di liberare i nostri insediamenti e linee di tiro
». In buona sostanza Baku ha ammesso di aver iniziato l’offensiva militare peraltro giustificando la stessa con giustificazioni che nulla hanno a che fare con la realtà.

(4 apr 16) RESI PUBBLICI I NOMI DI SETTE CADUTI DEL KARABAKH – Il ministero della Difesa ha reso noti i nomi di sette soldati caduti mentre combattevano nell’Esercito di difesa dell’Artsakh. Questi i nomi: capitano Hovsep Kirakosyan (nato 1988), soldato Nodarik Margaryan ( 1963), soldato  Sasun Mkrtchyan(1989), capitano Armenak Urfanyan (1990), soldato Qyaram Aloyan (1996), sergente Yuri Paramazyan, maggiore Hovsep Mayilyan (1978).

(4 apr 16) ALTRI TRE CARRI ARMATI AZERI DISTRUTTI – Nel corso delle operazioni di controffensiva di questa mattina altre tre carri armati azeri sono andati distrutti.

(4 apr 16) RIPRESI NELLA MATTINATA BOMBARDAMENTI AZERI SU INSEDIAMENTI CIVILI – Dopo una relativa calma notturna sono ripresi nella mattinata lanci di razzi azeri contro insediamenti civili prossimi al confine. Mentre le truppe azere vengono progressivamente ricacciate oltre la linea di demarcazione, il governo dell’Azerbaigian tenta di colpire la popolazione con lanci di razzi Grad che, ad ora, non hanno per fortuna avuto ancora alcuna conseguenza.

(4 apr 16) IL PRESIDENTE SAHAKYAN RICEVE DELEGAZIONE DI VOLONTARI – I primi gruppi di volontari armeni stanno affluendo in Artsakh. Questa mattina il presidente Sahakyan ha incontrato una delegazione della “Unione Volontari Yerkrapah” guidata dal responsabile Manvel Grigoryan.

(4 apr 16) ORRORE A TALISH, GLI AZERI SGOZZANO FAMIGLIA DI ANZIANI ARMENI – La liberazione del villaggio di Talish (regione di Martakert) per qualche ora occupato dalle forze azere ha svelato una scena raccapricciante. In un casolare fuori dal villaggio tre anziani, Valera Khalapyan, sua moglie, Razmela e la madre di lui Marusya Khalapyan (92 anni) sono stati barbaramente trucidati dagli azeri. Ai due coniugi sono state tagliate le orecchie. Qui le foto del massacro (vietato ai minori e a un pubblico impressionabile)

(4 apr 16) FORZE ARMENE AVANZANO E LIBERANO LE AREE OCCUPATE –  Nella serata di ieri il portavoce del ministero della Difesa dell’Armenia, Artsrun Hovhannisyan, ha così commentato su Facebook: «Finalmente buone notizie. Le unità armene hanno fatto importanti avanzamenti in diverse sezioni della linea del fronte, liberando nuove posizioni e frontiere. Lunga vita ai soldati armeni».

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(3 apr 16) DICHIARAZIONE DEL PORTAVOCE DEL MINISTERO DELLA DIFESA DELL’ARMENIA –  Il portavoce del ministero della Difesa dell’Armenia Artsrun Hovhannisyan ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Continuiamo le nostre misure di deterrenza e a dettare la situazione in molte parti della linea del fronte. Devo sottolineare ancora una volta che gli scontri continuano in alcune parti della prima linea, laddove l’avversario ha schierato molte truppe. Voglio fare una serie di osservazioni. Guardate con attenzione i cosiddetti “rapporti di prima linea” dell’Azerbaigian e prestate attenzione a una cosa chiara: nessuno dei rapporti mostra chiaramente qualsiasi perdita umana o attrezzature della parte armena. Non c’è anche una posizione chiara del territorio da essi occupato. Abbiamo sofferto alcune vittime, che non abbiamo tenuto in segreto, ma essi  non sono in grado anche di mostrare e indicare (dove si trovano, NdT) , il che significa che feroci scontri vanno avanti nelle loro frontiere e il vantaggio è nelle mani della parte armena. Focalizzate anche l’atteggiamento dei due opinioni pubbliche verso le operazioni militari in corso già da due giorni. Possiamo notare che il pubblico armeno è incoraggiato e c’è un grande flusso di volontari al fronte, mentre nel pubblico azero succede il contrario».

(3 apr 16) IL PRESIDENTE CONVOCA RIUNIONE OPERATIVA – La presidenza della repubblica comunica che questa sera è stata convocata una riunione operativa per discutere la situazione lungo la linea di confine con l’Azerbaigian. Oltre al presidente Sahakyan hanno partecipato il Primo Ministro Haroutyunyan, il ministro della difesa Mnatsanakyan e l’arcivescovo Martirossyan.

(3 apr 16) MIGLIAIA DI VOLONTARI ARMENI PRONTI A INTERVENIRE – Secondo la “Unione Volontari Yerkrapah” sono migliaia i volontari che si stanno registrando per intervenire a difesa dell’Artsakh. Alcuni gruppi avrebbero già raggiunto il fronte per seguire le operazioni più importanti. L’Unione sta coordinando le sue azioni con gli organi di governo, i ministri della difesa e i comandanti in capo di Armenia e Nagorno Karabakh. Combattenti per la libertà, studenti, medici, infermieri e altri specialisti si stanno rivolgendo agli uffici Yerkrapah per la registrazione.

(3 apr 16) ALTRO ARMAMENTO AZERO E’ STATO DISTRUTTO – L’Esercito di Difesa del NK comunica che nel corso dei combattimenti che stanno interessando l’estremo lembo nord orientale della regione di Martakert le forze armene hanno distrutto un altro carro armato azero, un drone e una batteria di lancia razzi Grad. Dall’inizio degli scontri sono almeno quindici in carri armati azeri andati distrutti. Intanto il ministero della Difesa rende noto che sono dieci i soldati armeni ricoverati in ospedale a Yerevan.

(3 apr 16) SMENTITA LA DICHIARAZIONE AZERA DI CESSATE-IL-FUOCO UNILATERALE – Il portavoce del presidente della repubblica del NK, Babayan, ha smentito la dichiarazione del presidente azero Aliyev che aveva annunciato una cessazione unilaterale delle ostilità. Babayan ha viceversa informato come l’attività bellica azera continui su tutta la linea di contatto. «La realtà è completamente differente»  ha  commentato il portavoce presidenziale che ha etichettato le parole di Aliyev alla stregua di «una tipica speculazione azera». Dieci minuti dopo che il presidente azero aveva annunciato la tregua, razzi azeri colpivano la città di Martakert. In una dichiarazione l’ufficio stampa dell’Esercito di Difesa dell’Artsakh è pronto a discutere la proposta di cessate il fuoco nel contesto di un ristabilimento delle posizioni iniziali giacché al momento residuano sacche di resistenza di alcuni drappelli di incursori nemici.

(3 apr 16) ARMENIA PRONTA A UN SUPPORTO MILITARE A FAVORE DEL KARABAKH – Il vice ministro della Difesa di Yerevan, David Tonoyan, parlando con la stampa ha affermato che l’Armenia sta seguendo tutti gli sviluppi della situazione ed è pronta a dare un supporto militare diretto alla repubblica del Nagorno Karabakh. Al momento l’attacco azero è fronteggiato dal solo Esercito di Difesa del NK; se la situazione non dovesse evolvere positivamente, l’Armenia scenderebbe in campo da un punto di vista logistico anche se questo passo significherebbe l’apertura di un fronte azero anche lungo i suoi confini.

(3 apr 16) INTENSI COMBATTIMENTI IN CORSO, RAZZI SU MARTAKERT – La situazione rimane tesa lungo tutta la linea di confine ma in particolare nel nord est (Martakert) e nel sud est (Martuni). Le forze azere cercano di sfondare la difesa armena con carri armati; sarebbero almeno quattordici i tank azeri distrutti fra ieri e oggi. solo questa mattina gli azeri hanno perso cinque carri (due nella sezione sud) e due veicoli trasporto truppe da combattimento (IFV, Infantry Fighting Vehicle). Gli azeri, in difficoltà sul campo, starebbero cercando di colpire anche oggi obiettivi civili: fonti non confermate segnalano razzi BM 21 Grad sulla città di Martakert.

(3 apr 16) PROSEGUITI PER TUTTA LA NOTTE I COMBATTIMENTI – Il ministero della Difesa del Nagorno Karabakh informa che sono proseguiti per tutta la notte i combattimenti con le truppe nemiche, sopratutto nell’estremo settore nord orientale del Paese (regione di Martakert). In particolare le forze armene hanno ripreso la base militare di Talish (villaggio che si trova a una decina di chilometri dalla linea di confine) in precedenza occupata dagli azeri.

(3 apr 16) CINQUE CARRI ARMATI AZERI CIRCONDATI NEL TERRITORIO ARMENO – Secondo fonti (agenzia russa Interfax) diffusesi nella serata di ieri, vi sarebbero cinque carri armati azeri in territorio armeno circondati dalle forze di difesa del Nagorno Karabakh che starebbero valutando se catturare i cingolati o distruggerli. L’area delle operazioni sarebbe il distretto nord orientale nella regione di Martakert dove si è avuto lo scontro più violento tra le forze in campo.

(3 apr 16) TRAGICO BILANCIO DI VITE – Al termine della riunione del Consiglio di Sicurezza nazionale, il presidente dell’Armenia, Serzh Sargsyan, ha comunicato il bilancio dell’attacco azero al Nagorno Karabakh. Le incursioni, respinte, sono costate la vita a diciotto soldati armeni e il ferimento di altri trentacinque. Il presidente ha annunciato che l’Armenia dovrebbe firmare un accordo di mutua assistenza militare con il Nagorno Karabakh. Secondo fonti non ufficiali gli azeri hanno lasciato sul campo almeno duecento morti anche se Baku ha confermato la perdita di soli dodici uomini. Nella serata di ieri il ministero della difesa del NK ha diffuso un video dei resti di uno degli elicotteri azeri abbattuti in territorio armeno.

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(2 apr 16) SMENTITA DISINFORMAZIONE AZERA SU OCCUPAZIONE DI TERRITORIO – Il ministero della Difesa ha categoricamente smentito le notizie diffuse da alcune agenzie azere riguardo l’occupazione di territorio armeno e le ha bollate come mera propaganda di regime. Il presidente azero Aliyev denuncia gli “attacchi” armeni ma non spiega come mai uomini e mezzi dell’esercito azero si siano trovato nel Nagorno Karabakh. Viceversa, nel timore di rappresaglie armene, fonti azere riferiscono che la popolazione di villaggi dell’Azerbaigian prossimi alla linea di confine sta abbandonando le proprie case.

(2 apr 16) APPELLO DEL SEGRETARIO OSCE, ZANNIER – Il Segretario Generale dell’Osce, Lamberto Zannier, si è detto preoccupato per la situazione e ha lanciato un appello alle parti per la cessazione delle ostilità. Dal canto suo il Gruppo di Minsk dell’Osce ha diramato un comunicato nel quale, ancora una volta senza indirizzarsi specificatamente alla parte azera responsabile dell’accaduto, «esprime seria preoccupazione per le violazioni su larga scala del cessate-il-fuoco che hanno avuto luogo lungo la linea di contatto nella zona di conflitto del Nagorno Karabakh. Condanniamo con forza l’uso della forza e piangiamo la perdita insensata di vite umane, inclusi civili» Il Gruppo di Minsk invita le parti a fermarsi  e ribadisce che non vi è alcuna alternativa a una soluzione negoziata della controversia. Anche il Commissario per gli Affari esteri dell’Unione Europea, Federica Mogherini, sollecita le parti a interrompere i combattimenti e definisce le notizie su quanto accaduto «profondamente preoccupanti».

(2 apr 16) DIFESA NK: ALMENO 200 MORTI FRA GLI AZERI – Il ministero della Difesa della repubblica del Nagorno Karabakh riferisce che le forze azere hanno perso almeno duecento uomini nel corso delle incursioni delle ultime ore. Solo nei pressi del villaggio di Talish (nord est della regione di Martakert) sono state registrate una trentina di vittime. Sono state diffuse immagini del luogo della battaglia con cadaveri di soldati azeri, relitti di droni, auto e case danneggiate. La presenza dei corpi di militari azeri nel territorio del Nagorno Karabakh (parecchi chilometri oltre la linea di confine con l’Azerbaigian) è la prova dell’aggressione azera. (FOTO) (FOTO)

(2 apr 16) L’AZERBAIGIAN AMMETTE LE PERDITE – Il ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha ammesso la perdita di dodici soldati, un elicottero Mi-24 e un carro armato. secondo fonti armene i carri colpiti sono almeno tre, due gli elicotteri e altrettanti droni; il numero dei caduti azeri è molto probabilmente ben più alto di quello comunicato da Baku. L’ammissione di velivoli aerei e carri conferma l’aggressione azera al territorio del Nagorno Karabakh e sconfessa la contraria  tesi di Baku. Molte agenzie stampa azere non hanno ancora fornito notizie su quanto accaduto nelle ultime ore.

(2 apr 16) LA LISTA DEI CIVILI FERITI NEGLI ATTACCHI AZERI – Sono in condizioni critiche ma stabili i civili feriti nel corso dei recenti attacchi azeri. Questa la lista diramata dalle autorità di Stepanakert nel cui ospedale sono stati ricoverati: Tsovinar Agahjanyan (nato 1961), Garegin Aghajanyan (1973), Zaven Avanesyan (1985) and Hayk Torosyan (1997). Questa mattina erano stati colpiti anche tre ragazzi: il piccolo Vaghinak Grigoryan (12 anni) è rimasto ucciso mentre Gevorg Grigoryan (11 anni) e Vardan Andreasyan (12 anni) sono rimasti gravemente feriti.

(2 apr 16) SITUAZIONE PIU’ CALMA LUNGO IL CONFINE – Il portavoce del presidente della repubblica, Babayan, ha dichiarato che la situazione lungo la linea di demarcazione con gli azeri è ora «relativamente calma»  aggiungendo che c’è naturale inquietudine nella popolazione ma nessun atteggiamento di panico. «Noi difendiamo la nostra patria, il nostro futuro, i nostri figli. E che fa il popolo dell’Azerbaigian? Esso è chiamato a difendere il corrotto presidente Aliyev?»  ha affermato il portavoce. Tuttavia un portavoce del ministero della Difesa in un post su FB ha affermato che continuano combattimenti in diverse direzioni e che la situazione rimane tesa.

(2 apr 16) LAVROV (RUSSIA) SI APPELLA AI MINISTRI DEGLI ESTERI – Il ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergej Lavrov ha incontrato separatamente i ministri degli esteri di Armenia (Nalbandian) e Azerbaigian (Mammadyarov) chiedendo la cessazione delle ostilità lungo la linea di contatto. Anche il ministro della Difesa russo ha avuto conversazioni telefoniche con i colleghi armeno e azero.

(2 apr 16) GIOVANI DELL’ARTSAKH VOLONTARI PER IL FRONTE –  Un esponente dell’organizzazione “Combattenti per la libertà”, Alvaro Scheghyan, ha dichiarato che già alcune centinaia di giovani si stanno offrendo come volontari per difendere i confini della repubblica del Nagorno Karabakh e che si attende un invito in tal senso da parte del ministero della Difesa.

(2 apr 16) ARAM I CONDANNA L’AGGRESSIONE AZERA – Il Catholikos degli armeni di Cilicia ha duramente condannato l’aggressione azera e ha pubblicamente espresso vicinanza e solidarietà al presidente della repubblica del Nagorno Karabakh.

(2 apr. 16) ANCHE UN SINDACO FERITO DAI RAZZI AZERI – Anche il capo della comunità di Mataghis (regione di Martakert) risulta ferito dai razzi sparati dagli azeri verso il territorio del Nagorno Karabakh.

(2 apr 16) IL COMUNICATO UFFICIALE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI DELL’ARMENIA – «Condanniamo con forza le azioni militari, scatenate dalle forze armate azere la scorsa notte lungo tutta la linea di contatto con il Nagorno Karabakh e il confine con l’Armenia, mirate anche a infrastrutture e insediamenti civili. Baku ha continuato gli sforzi per minare il processo di negoziazione, tra cui il recente rifiuto di un incontro con i co-presidenti del Gruppo di Minsk, unitamente ai sostenuti attacchi militari che per l’Azerbaigian sono altro che futili tentativi di ricatto. Baku sfida palesemente i numerosi appelli della comunità internazionale sulla risoluzione del conflitto attraverso negoziati. Solo nei giorni scorsi i co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE, la Presidenza tedesca dell’OSCE, il vice presidente degli Stati Uniti e il Segretario di Stato americano hanno fatto tali dichiarazioni. Ed è così che l’Azerbaijan risponde a questi appelli. In numerose occasioni abbiamo richiamato l’attenzione della comunità internazionale sollecitandola a frenare le ambizioni militari di Baku, avendo in mente esattamente un tale sviluppo della situazione, creata dalle odierne azioni dell’Azerbaigian. Questo altro passo dell’Azerbaijan per far degenerare la situazione, data la sua natura su larga scala, le armi usate e gli obiettivi selezionati, dimostra che Baku ha scelto di intensificare costantemente la situazione, sicché diviene un imperativo lo rende imperativo per la comunità internazionale intraprendere azioni concrete per riportare l’Azerbaigian all’ordine».

(2 apr 16) SAHAKYAN PRESIEDE IL CONSIGLIO DI SICUREZZA – Il presidente della repubblica Bako Sahakyan ha presieduto oggi una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Anche il presidente dell’Armenia Serzh Sargsyan, appena tornato dagli Stati Uniti, ha convocato per la serata il Consiglio di Sicurezza.

(2 apr 16) PUTIN INVITA A UN IMMEDIATO CESSATE-IL-FUOCO  – La gravita della situazione lungo la linea di demarcazione tra Nk e Azerbaigian ha spinto il presidente russo Vladimir Putin a una dichiarazione ufficiale che invita le parti a una immediata tregua. (leggi su Aska)

(2 apr 16) ARMENIA: O INTERVENGONO I MEDIATORI O REAGIREMO DURAMENTE – L’Armenia e il Nagorno Karabakh ha rilasciato numerose dichiarazioni riguardo la nuova aggressione azera e hanno invitato la comunità internazionale ad intervenire immediatamente con una dichiarazione di condanna “mirata” nei confronti dell’aggressore azero; in caso contrario le forze armene saranno costrette a reagire duramente. Le autorità armene hanno ribadito che ogni responsabilità di quanto sta accadendo nella regione ricade unicamente sul governo dell’Azerbaigian. (leggi su Repubblica)

(2 apr 16) RAZZO AZERO COLPISCE VILLAGGIO, MUORE UN BAMBINO – Un razzo BM 21 Grad ha colpito questa mattina, intorno alle ore 8,30 locali, un insediamento civile nella regione di Martuni causando la morte di un bambino di dodici anni e il ferimento di altri due. La vittima si chiamava Vaghinak Grigoryan.

(2 apr 16) ATTACCO AZERO SU VASTA SCALA NELLA NOTTE – L’Azerbaigian a partire dalla notte di venerdì ha avviato un attacco lungo quasi tutta la linea di demarcazione con il Nagorno Karabakh. Utilizzando carri armati, artiglieria pesante e mezzi aerei, le forze azere hanno cercato di sfondare le linee difensive del Nagorno Karabakh. Il tentativo non è riuscito, l’Esercito di difesa del NK ha respinto le incursioni arrecando gravi perdite al nemico; secondo il ministero della difesa di Stepanakert sono stati abbattuti due elicotteri e due droni e distrutti alcuni cingolati. Gravi perdite umane. (Qui la notizia completa)

(1 apr 16) CECCHINO AZERO UCCIDE ALTRO SOLDATO ARMENO –  Continuano  le violazioni azere del cessate-il-fuoco lungo la linea di demarcazione tra Nagorno Karabakh e Azerbaigian. Oggi, alle ore 12,20 locali, il giovane Vladimir Melkonyan di anni venti è stato mortalmente colpito mentre si trovava in una postazione di difesa. Ne dà notizia il ministero di Stepanakert che al momento non ha divulgato dettagli sulla località del fatto.

(1 apr 16) INCONTRO NALBANDIAN – WARLICK A NEW YORK – Il ministro degli Esteri dell’Armenia, Eduard Nalbandian ha incontrato ieri il copresidente USA del Gruppo di Minsk, James Warlick al quale ha evidenziato le continue violazioni azere sia lungo la linea di demarcazione con il Nagorno Karabakh sia lungo il confine con l’Armenia dove proprio ieri è stata registrata un’altra giovane vittima armena e dove negli ultimi giorni si sono intensificati i colpi contro le abitazioni dei civili. In particolare Nalbandian ha sottolineato come Baku abbia ignorato l’appello dei mediatori internazionali a rispettare le festività religiose e proprio sotto Pasqua abbia intensificato le violazioni contro gli armeni.

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