Con riferimento al conflitto in corso abbiamo selezionato alcuni articoli apparsi sulla stampa italiana. Abbiamo scelto riflessioni e analisi su quanto sta accadendo e sullo storico contenzioso del Nagorno Karabakh evitando le notizie di cronaca sulle quali ci siano soffermati in altre sezioni del sito e sui social 

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La nuova minaccia di pulizia etnica azera-turca contro gli armeni cristiani nel Caucaso meridionale … (Korazym)

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Con riferimento al conflitto in corso abbiamo selezionato alcuni articoli apparsi sulla stampa italiana. Abbiamo scelto riflessioni e analisi su quanto sta accadendo e sullo storico contenzioso del Nagorno Karabakh evitando le notizie di cronaca sulle quali ci siano soffermati in altre sezioni del sito e sui social 

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Con riferimento al conflitto in corso abbiamo selezionato alcuni articoli apparsi sulla stampa italiana. Abbiamo scelto riflessioni e analisi su quanto sta accadendo e sullo storico contenzioso del Nagorno Karabakh evitando le notizie di cronaca sulle quali ci siano soffermati in altre sezioni del sito e sui social [pagina in aggiornamento]

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Con riferimento al conflitto in corso abbiamo selezionato alcuni articoli apparsi sulla stampa italiana. Abbiamo scelto riflessioni e analisi su quanto sta accadendo e sullo storico contenzioso del Nagorno Karabakh evitando le notizie di cronaca sulle quali ci siano soffermati in altre sezioni del sito e sui social [pagina in aggiornamento]

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Con riferimento al conflitto in corso abbiamo selezionato alcuni articoli apparsi sulla stampa italiana. Abbiamo scelto riflessioni e analisi su quanto sta accadendo e sullo storico contenzioso del Nagorno Karabakh evitando le notizie di cronaca sulle quali ci siano soffermati in altre sezioni del sito e sui social

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Con riferimento al conflitto in corso abbiamo selezionato alcuni articoli apparsi sulla stampa italiana. Abbiamo scelto riflessioni e analisi su quanto sta accadendo e sullo storico contenzioso del Nagorno Karabakh evitando le notizie di cronaca sulle quali ci siano soffermati in altre sezioni del sito e sui social. [Parte 1, dal 27 settembre al 2 ottobre]

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27 SETTEMBRE

Difesa online, 14 agosto 2020, di Andrea Gaspardo

link all’articolo originale

Nelle ultime settimane, a causa di un improvviso riacutizzarsi delle tensioni ai confini tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian, abbiamo cercato di portare l’attenzione dei lettori di Difesa Online su questa spinosa questione geopolitica mediante la pubblicazione di due report analitici, il primo intitolato Caos Caucasico che esplorava il problema del conflitto tra Armenia ed Azerbaigian (e l’ingombrante ruolo della Turchia nell’area) seguito dal più tecnico “Games of Dones” nel Caucaso meridionale avente invece come focus l’ampio utilizzo di UAV e UCAV registrato negli ultimi anni da parte dei contendenti.

Sebbene entrambe le analisi abbiano ottenuto un ottimo riscontro da parte del pubblico, la Redazione di Difesa Online ha anche registrato una manifestazione di dissenso proveniente da un lettore (non è dato sapere se occasionale o regolare) proveniente dall’ambito accademico. Avendo egli scritto una lettera alla Redazione e chiamato in causa espressamente la mia persona accusandomi tra le altre cose “di spargere fake news” ho ritenuto necessario, a beneficio della comunità dei lettori e per rimarcare l’assoluta indipendenza ed integrità morale e professionale di tutti autori di Difesa Online, di ritornare sull’argomento pubblicando sia le obiezioni del lettore che per espandere la visione sullo scontro tra Armenia ed Azerbaigian in modo da informare ulteriormente il pubblico cosicché possa rielaborare in modo indipendente la tematica e decidere in piena coscienza e libertà quale campana ascoltare. (…) CONTINUA

Una lunga, articolata e approfondita disamina sulla questione del Nagorno Karabakh. Da leggere nel link sopra riportato e conservare come strumento contro le fake news azere…

link all’articolo originale

Analisi Difesa, 27 luglio 2020, di Mirko Molteni

link all’articolo originale

Un lungo e interessante approfondimento che partendo dai recenti scontri tra Armenia e Azerbaigian analizza il contesto politico e militare della regione e le implicazioni internazionali. Riportiamo solo l’incipit invitando a leggere l’articolo dal link originale

Nei giorni scorsi si è riacceso un focolaio di crisi dimenticato da anni, la cui recrudescenza potrebbe, alla lunga, rimettere in discussione i rapporti fra due grandi potenze come Russia e Turchia. Stiamo parlando del confine tra l’Armenia cristiana, storicamente appoggiata da Mosca, e l’Azerbaijan musulmano sostenuto da Ankara. Da quando il 12 luglio 2020 sono ricominciati fra le opposte truppe scontri che non si erano visti su vasta scala da quelli dell’aprile 2016, è tornato alla ribalta il Caucaso, con le sue fratture etniche sovrapposte a preziosi pozzi petroliferi con annessi oleodotti. A differenza del 2016, ad aggravare il quadro c’è un dato aggiuntivo. (…)

Sugli scontri a partire da domenica 12 luglio tra Armenia e Azerbaigian sono stati pubblicati diversi articoli anche sulla stampa italiana. Taluni riportanti molte inesattezze dovute alla scarsa conoscenza della materia, altri che si limitavano a riportare la posizione di Baku senza alcun approfondimento su quanto stava accadendo. Abbiamo dunque ritenuto opportuno riportare in calce i link per una rassegna stampa “certificata“. Cliccare sul titolo per accedere al link della notizia. Attendiamo vostre segnalazioni per eventuali altri articoli. Buona lettura!

SARDEGNAGOL: Conflitto Armenia-Azerbaigian, Baykar Sivazliyan: “Tavush non è una regione azera”

L’ANTIDIPLOMATICO: L’Unione Armeni d’Italia condanna “l’aggressione dell’Azerbaigian contro la Repubblica d’Armenia”

L’OPINIONE: Lo stato più giovane di Coca-cola e la Jujularim

DIFESA ONLINE: Caos caucasico

EAST JOURNAL: Cosa succede all’Osce e perchè è importante saperlo

IL SUSSIDIARIO: Il console armeno: così Erdogan vuole contare di più in Libia

OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO: Armenia-Azerbaijan, venti di guerra

IL MESSAGGERO.IT: Armenia, Papa allarmato per attacco militare dell’Azerbajian: «Rinnovo cessate il fuoco globale»

GARIWO: Nagorno Karabakh: a quando la fine di questa guerra infinita?

Difesa online, 20 luglio 2020, di Andrea Gaspardo

link all’articolo in originale

Nei giorni recenti si è registrato un inusuale risalto, sia da parte dei quotidiani che delle agenzie di stampa online, riguardo agli ultimi scontri che hanno opposto le forze armate della Repubblica d’Armenia a quelle della Repubblica dell’Azerbaigian. La novità interessante è che, questa volta, gli scontri sono avvenuti lungo il confine di stato internazionalmente riconosciuto e non lungo la “Linea di Contatto” che da 1994 separa le forze armate armene e nagornine da un lato e quelle azere dall’altro segnando inevitabilmente un innalzamento dello scontro ad un nuovo livello.

Per i neofiti, il conflitto tra Armeni e Azeri si trascina ormai da diversi secoli e ha cambiato i suoi connotati a seconda delle stagioni politiche e delle entità che si sono contese il controllo del Caucaso, spesse volte utilizzando la contesa armeno-azera, come pretesto e foglia di fico ad un tempo, per giustificare le proprie macchinazioni. Che si trattasse di Russi, Turchi o Persiani, il Caucaso faceva gola a tutti i contendenti e i conflitti locali dovevano necessariamente essere strumentalizzati ad uso e consumo dell’egemone di turno.

L’attuale fase “calda” del conflitto armeno-azero trova principale (ma non unica) giustificazione nel possesso del territorio del Nagorno-Karabakh (Artsakh), territorio in larga parte montuoso, e caratterizzato da paesaggi mozzafiato, situato sulle estreme propaggini meridionali del Caucaso e noto alle popolazioni turcofone con il nomignolo di “Giardino Nero” (a causa delle sue fitte foreste, così diverse dalle steppe sconfinate caratterizzanti le terre dell’Asia Centrale da dove arrivarono le orde genitrici dei Turchi moderni).

Il primo mito da sfatare quando si parla del Nagorno-Karabakh (Artsakh) è che il suddetto territorio sia stato invaso dagli Armeni e che sia attualmente “occupato” dalle forze militari della Repubblica d’Armenia. Tale versione, ufficialmente adottata dalle autorità di Baku, rappresenta la quintessenza della malafede degli Azeri e dei loro fiancheggiatori a livello internazionale (ahimé, la maggioranza).

La popolazione del Nagorno-Karabakh (Artsakh) è sempre stata costituita da Armeni per la sua assoluta maggioranza sin dall’origine della scrittura ed, anzi, questa regione rappresenta il cuore stesso del territorio d’origine del popolo e della cultura armena, assieme alla finitima provincia di Syunik (facente parte della Repubblica d’Armenia) e alla Repubblica Autonoma del Naxçivan (quest’ultima ancora parte dell’Azerbaigian e completamente “ripulita” in anni recenti dalle autorità di Baku sia della sua popolazione armena che dei monumenti da essa costruiti nel corso del tempo).

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