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Cipro nord e Artsakh: ipocrisia azera

Una delegazione parlamentare azera, guidata dal presidente Samad Seyidov del Comitato per le relazioni internazionali e interparlamentari, ha visitato per la prima volta la autoproclamata “Repubblica turca di Cipro del Nord”. La delegazione è stata ricevuta dal Primo ministro di Cipro del Nord, Ersin Tatar, che ha dichiarato: “Siamo una nazione, tre Stati“. Ha aggiunto che questa è stata una “visita storica”. A sua volta, Seyidov ha dichiarato: “Vogliamo che Cipro del Nord diventi più forte, che il mondo turco diventi più forte. Pertanto, Turchia, Azerbaigian e Cipro del Nord devono essere uniti“.

Dunque, l’Azerbaigian ha “sdoganato” la parte dell’isola conquistata militarmente dai turchi nel 1974 e proclamatasi indipendente nel 1983.
Fino ad oggi, nonostante la natura turca di questa repubblica de facto riconosciuta dalla sola Turchia, l’Azerbaigian si era guardato bene dal professare – almeno pubblicamente – un qualche sostegno.
Il rischio che la comunità internazionale potesse fare un parallelo con la situazione del Nagorno Karabakh (Artsakh) ed evidenziare quindi la contraddizione politica dei due pesi e delle due misure ha spinto Baku a tenersi lontano dalla questione dell’isola mediterranea.

Ma ora, vinta la guerra, conquistato buona parte dell’Artsakh, con l’Armenia messa alle corde e una comunità internazionale molto sensibile al richiamo dei petrodollari del dittatore e passiva di fronte alla politica turco-azera, ogni tabù è caduto.
Gli azeri hanno sempre dichiarato che non avrebbero mai accettato due Stati armeni; ora esaltano invece tre Stati turchi.

Va tutto bene…