Ottobre 2020

(22 ott 20) HARUTYUNYAN IN PRIMA LINEA – Il presidente dell’Artsakh si è recato in visita a una postazione lungo la linea di contatto e ha postato un messaggio di incoraggiamento alla popolazione: “Sono appena tornato dalla prima linea. L’impegno e la determinazione dei nostri coraggiosi uomini in uniforme non sono esclusi. Hanno rinunciato alla sicurezza personale in difesa della nostra patria, della libertà dei nostri cittadini. E invito tutti a prendere le armi e forgiare la vittoria in questa guerra che ci è stata imposta.”

(22 ott 20) VENTISEIESIMO GIORNO DI GUERRA – Durante la notte la situazione nella zona di conflitto Artsakh-Azerbaigian è stata relativamente stabile ma tesa. Nei settori separati sono proseguiti i combattimenti di artiglieria, come riporta l’esercito di difesa dell’Artsakh. Al momento sono in corso combattimenti di rilevanza locale in tutte le direzioni del fronte. Oltre ai combattimenti locali, nella direzione centrale il nemico ha effettuato tentativi di penetrazione di sabotaggio che sono stati prevenuti con successo dalle unità dell’Esercito di Difesa. Il Comando difesa dell’Armenia comunica che l’annuncio della parte azera sul presunto lancio di missili balistici in direzione di Gabala e Kurdamir da parte dell’Armenia è una sciocchezza assoluta e una cinica menzogna. Nessun missile è stato lanciato dal territorio della Repubblica di Armenia in direzione dell’Azerbaigian.

(21 ott 20) SALA DI EMERGENZA IN ARMENIA – Il presidente Harutyunyan ha informato che a Yerevan è stata creata una sala di emergenza per coordinare con i governatori regionali la sistemazione delle famiglie che per la guerra sono state costrette ad abbandonare temporaneamente l’Artsakh

(21 ott 20) VENTICINQUESIMO GIORNO DI GUERRA – Oggi, intorno alle 8:30 (ora locale, 6:30 in Italia) le unità di difesa aerea dell’Artsakh hanno abbattuto un jet militare azero in direzione sud. La situazione è relativamente stabile, sempre tesa. L’Azerbaigian continua a prendere di mira gli insediamenti pacifici in Artsakh. Martakert e suoi villaggi vicini sono stati nuovamente colpiti dagli avversari all’alba usando l’aviazione.

(20 ott 20) OFFENSIVA AZERA A NORD – Riferito un attacco azero con 700/800 uomini a nord per conquistare una posizione armena. Attacco respinto, nemico in ritirata con circa 300 cadaveri rimasti sul campo

(20 ott 20) AGGIORNAMENTO – “Le operazioni militari continuano sulla linea di contatto tra l’Artsakh e l’Azerbaigian, la situazione è tesa“, così riferisce S in una conferenza stampa un portavoce del Ministero della Difesa dell’Armenia Artsrun Hovhannisyan. ”Oggi di prima mattina le forze armate azere hanno nuovamente lanciato offensive sia nel nord che nel sud. Scontri particolarmente violenti si sono verificati nel sud. Durante quegli scontri le nostre forze hanno fermato con successo una serie di attacchi e li hanno respinti nelle loro posizioni iniziali. In questo momento la situazione rimane tesa, le operazioni militari continuano, ma non così intensamente come durante il giorno “, ha aggiunto Hovhannisyan.

(20 ott 20) VENTIQUATTRESIMO GIORNO DI GUERRA – Situazione stazionaria nella notte con scambi di artiglieria sia nel settore nord che al sud. Dalla mattina violenti combattimenti nella parte meridionale dove gli azeri tentano di avanzare ma vengono respinti. Nel nord gli azeri usano artiglieria e aviazione. Secondo fonti siriane <(pro opposizione, SOHR) solo nelle ultime 48 ore sarebbero stati uccisi 27 mercenari siriani

(19 ott 20) MINISTRI ESTERI IN USA – I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian saranno venerdì negli Stati Uniti per un colloquio – separato – con il Segretario di Stato Pompeo

(19 ott 20) INCONTRO A MOSCA? – Circolano voci di un possibile incontro a Mosca tra il Premier Pashinyan e il presidente azero Aliyev il quale ha dichiarato che “siamo sempre pronti a incontrarci a Mosca e in qualsiasi altro luogo per porre fine allo scontro e trovare soluzioni per una soluzione“. Dal canto suo Pashinyan ha dichiarato che è pronto a recarsi a Mosca e a un compromesso ma lo status del Nagorno Karabakh è un punto di partenza. “Il diritto all’autodeterminazione del Nagorno-Karabakh, cioè lo status del Nagorno-Karabakh, ha per noi un ruolo strategicamente importante“.

(19 ott 20) MORTI PER LA GUERRA – Il ministero della Difesa dell’Armenia ha comunicato che il numero delle vittime armene militari ha raggiunto quota 729. Secondo il ministero gli azeri hanno perso 6259 uomini. Baku continua a non fornire alcuna lista dei suoi caduti e mantiene la popolazione all’oscuro

(19 ott 20) CONSIGLIO SICUREZZA STRAORDINARIO – Convocata una sessione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’Armenia. Oltre ai membri del Consiglio di sicurezza erano presenti il presidente Armen Sarkissian, il Catholicos Karekin II, il capo della fazione parlamentare “Mio passo” Lilit Makunts, il capo del partito “Armenia luminosa” Edmon Marukyan, il presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale sugli esteri Relazioni Ruben Rubinyan, il presidente del Comitato permanente per la difesa e la sicurezza dell’Assemblea nazionale Andranik Kocharyan, il rappresentante della fazione “Armenia prospera”, il deputato Arman Abovyan. Discusse contro misure all’attacco azero.

(19 ott 20) VENTITREESIMO GIORNO DI GUERRA – Durante la notte la situazione è rimasta tesa nella zona di conflitto. In alcune zone sono proseguiti i combattimenti di artiglieria. Al mattino le forze armate azere hanno ripreso i bombardamenti di artiglieria a nord e sud. L’Esercito di Difesa continua a controllare la situazione operativa. Segnalato un arretramento di qualche chilometro (presumibilmente a sud) dei nemici grazie all’azione di contrattacco armena.

(18 ott 20) AGGIORNAMENTO SU TREGUA – “Si è cercato di raggiungere un accordo per ritirare i soldati feriti dal campo di battaglia, attraverso la mediazione della Croce Rossa Internazionale, accordo che è stato respinto da Baku. La ragione apparente era l’offensiva già pianificata dell’Azerbaigian” (Fonte ministero della Difesa dell’Armenia). Nel tardo pomeriggio abbattuti due droni azeri

(18 ott 20) VENTIDUESIMO GIORNO DI GUERRA – Questa volta la tregua, contrariamente alle prime notizie diramate, ha retto solo quattro minuti. Ancora una volta, violando il cessate il fuoco umanitario, il nemico ha sparato proiettili di artiglieria in direzione nord dalle 00:04 alle 02:45, e ha lanciato razzi in direzione sud dalle 02:20 alle 02:45.Alle 07:20 dopo un fuoco di artiglieria attivo, il nemico ha lanciato un attacco in direzione sud al fine di occupare posizioni favorevoli. Ci sono vittime e feriti da entrambe le parti. Le unità dell’Esercito di Difesa hanno distrutto 4 carri armati d’assalto nemici in direzione sud. Nel fianco meridionale della zona di conflitto il nemico sta impiegando un gran numero di droni e sistemi di artiglieria.

(17 ott 20) AGGIORNAMENTO – Al momento la situazione sembra calma su tutta la linea di contatto. La tregua umanitaria è in vigore da 45 minuti. Il portavoce del presidente dell’Artsakh, Vahram Poghosyan, ha dichiarato che se l’Azerbaigian osserva il cessate il fuoco umanitario, l’Esercito di difesa dell’Artsakh è pronto a fornire un corridoio umanitario alle truppe azerbaigiane assediate,

(17 ott 20) CONCORDATA TREGUA UMANITARIA – Armenia e Azerbaijan hanno concordato una tregua umanitaria a partire dal 18 ottobre, alle ore 00:00 (ora locale). Questa decisione è stata presa in seguito alla dichiarazione del 1° ottobre dei presidenti dei paesi co-presindenti del Gruppo di Minsk dwll’Oace (Francia, Russia e USA), alla dichiarazione del 5 ottobre dei copresidenti e in linea con la dichiarazione del 10ottobre di Mosca.

(17 ott 20) VENTUNESIMO GIORNO DI GUERRA – Durante la notte, la situazione nella zona di conflitto è stata relativamente stabile ma tesa. Situazione tattico-operativa immutata. Nella tarda serata di ieri violenti bombardamenti su Stepanakert e altre località. All’alba, le forze azere hanno nuovamente violato il cessate il fuoco umanitario riprendendo i bombardamenti su insediamenti pacifici. Abbattuti tre droni azeri sul cielo dell’Armenia e uno sopra l’Artsakh

(16 ott 20) CADUTI ARMENI – Il numero di soldati armeni che hanno perso la vita è arrivato a 633. Lo comunica il ministero della difesa aggiornando con ulteriori 29 caduti la lista. Baku, come noto, non ha ancora fornito alcun dato sui soldati (e mercenari) persi in battaglia

(16 ott 20) TRUPPE AZERE LUNGO IL CONFINE IRANIANO – L’Armenia e l’Artsakh denunciano ancora un volta che le forze armate azere si ammassano con uomini e armamenti a stretto ridosso del confine con l’Iran facendosi quindi scudo con esso. La parte armena ha ammonito che se la situazione non verrà modificata ogni conseguenza ricadrà unicamente sul nemico. In parole povere, l’esercito di difesa bombarderà il nemico con il rischio che alcuni proiettili o missili finiscano in territorio iraniano

(16 ott 20) VENTESIMO GIORNO DI GUERRA – Durante la notte situazione relativamente tesa osservata nella zona di conflitto. I combattimenti di artiglieria sono continuati in alcune aree. Al mattino, le forze armate azere hanno ripreso l’offensiva in direzione nord, violando la tregua umanitaria. Il numero delle vittime civili in Artsakh ha raggiunto quota 34 oltre ai due prigionieri di guerra giustiziati in piazza dagli azeri

(15 ott 20) AGGIORNAMENTO – Abbattuto un altro Su-25 dalla contraerea armena, non è stata precisata la località. Dal primo pomeriggio ripresi colpi di missile su Stepanakert dopo due giorni di relativa calma. Su un canale Telegram azero circola video che riprende l’esecuzione di due prigionieri di guerra armeni. La Turchia ha negato il proprio spazio aereo a un cargo Qatar Airways proveniente da Los Angeles con aiuti umanitari per la popolazione dell’Artsakh: l’aereo al momento non ha potuto raggiungere Yerevan

(15 ott 20) DICIANNOVESIMO GIORNO DI GUERRA – Durante la notte la tensione relativamente stabile è rimasta invariata nella zona di conflitto. Al mattino, le forze armate azere hanno ripreso il fuoco di artiglieria attivo nelle direzioni nord e sud-est. Le Unità dell’Esercito di Difesa continuano a controllare la situazione operativa. Notte tranquilla a Stepanakert

(14 ott 20) ANCORA BOMBARDAMENTI SU CIVILI – Continuano le violazioni azere del cessate il fuoco e la popolazione civile specie nelle regioni di Martakert, Martuni e Hadrut è bersagliata. Un tecnico della società elettrica che stava lavorando a Martakert è stato ucciso dai colpi azeri. A oggi sono 32 le vitme civili accertate dall’Ombudsman dell’Artsakh

(14 ott 20) OSSERVATORI MILITARI RUSSI – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che osservatori militari russi dovrebbero essere schierati nella zona di conflitto del Nagorno Karabakh al fine di garantire il cessate il fuoco. Lavrov ha sottolineato che la decisione finale sul potenziale dispiegamento spetta alle parti del conflitto. Lavrov ha detto di essere stato in contatto sulla questione con le sue controparti armena e azera e che anche il ministro della Difesa russo Sergey Shoygu ha contattato le sue controparti a Yerevan e Baku. Secondo Lavrov è possibile arrivare a una soluzione politica al conflitto del Nagorno Karabakh, ma ciò richiede il mantenimento degli accordi sul campo.

(14 ott 20) ATTACCO AZERO IN TERRITORIO ARMENIA – Il ministero difesa dell’Armenia ha rilasciato il seguente comunicato: “Il 14 ottobre le forze armate azere hanno preso di mira l’equipaggiamento militare in allerta combattimento nel territorio della Repubblica di Armenia adiacente al confine con Karvachar. L’attacco è stato condotto sulla base del mero presupposto che l’attrezzatura in questione avrebbe dovuto colpire gli insediamenti civili dell’Azerbaigian. Non c’è dubbio che questa affermazione sia priva di qualsiasi fondamento. In realtà, la leadership politico-militare di quel paese si avvale del diritto di prendere di mira l’equipaggiamento militare in servizio di combattimento nel territorio dell’Armenia solo per pura supposizione. Ribadendo ancora una volta che finora non un singolo missile, proiettile o proiettile è stato sparato in direzione dell’Azerbaigian, allo stesso tempo affermiamo che all’interno della stessa logica le Forze armate armene d’ora in poi si riservano il diritto di prendere di mira qualsiasi installazione militare e movimento di combattimento nel territorio dell’Azerbaigian. L’intera responsabilità per modificare la zona e la logica delle operazioni militari ricade sulla leadership politico-militare dell’Azerbaigian. Fortunatamente non vengono segnalati morti o feriti“.

(14 ott 20) ABBATTUTO SU-25 AZERO – L’Azerbaigian ha utilizzato l’Air Force questa mattina nella direzione nord-orientale. Le unità di difesa aerea dell’Esercito di difesa dell’Artsakh hanno abbattuto un jet d’attacco Azerbaigiano Su-25.

(14 ott 20) DICIOTTESIMO GIORNO DI GUERRA – Durante la notte la tensione relativamente stabile nella zona di conflitto è rimasta invariata. In mattinata, le forze armate azere hanno ripreso i bombardamenti di artiglieria nelle direzioni meridionale, settentrionale, nord-orientale e orientale, violando la tregua. A metà mattina gli azeri hanno attaccato un equipaggiamento militare nel territorio della repubblica di Armenia vicino al confine con la regione di Karvachar in Artsakh: duro comunicato del comando armeno

(13 ot 20) HARUTYUNYAN AD ASKERAN – Il presidente dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh) Arayik Haroutyunyan ha pubblicato sulla sua pagina Facebook quanto segue: “Cari compatrioti, oggi ho visitato il centro della regione di Askeran e ho discusso con l’amministrazione della regione della partecipazione di miliziani alla guerra. Il capo dell’amministrazione ha riferito che le persone hanno un alto senso di responsabilità e che i distacchi volontari si stanno formando adeguatamente”.

(13 ott 20) CATTEDRALE DI SHUSHI – L’Arcivescovo Pargev Martirosyan ha visitato oggi la Cattedrale del Santo Salvatore Ghazanchetsots a Shushi (la cattedrale è stata bombardata pochi giorni fa) e ha recitato una preghiera per la pace, la vittoria e l’unità in Armenia e Artsakh .

(13 ott 20) CONFERENZA STAMPA – Il portavoce del ministero della Difesa dell’Armenia, Artsrun Hovhannisyan, ha dichiarato in conferenza stampa che nella prima mattinata di oggi le forze armate azere hanno lanciato un’offensiva su larga scala lungo quasi l’intera linea di contatto in 3-4 direzioni, scontri particolarmente aspri si sono verificati nella direzione nord. A seguito di un bombardamento su larga scala, l’avversario ha lanciato un’offensiva con l’uso di veicoli blindati. Scontri così feroci sono stati rari durante questa guerra, forse oggi ha avuto luogo la battaglia più feroce della guerra. Le nostre forze sono state in grado di respingere l’avversario, infliggendo pesanti perdite.

(13 ott 20) DICIASSETTESIMO GIORNO DI GUERRA – Durante la notte la tensione relativamente stabile nella zona di conflitto è rimasta invariata. In mattinata, il nemico ha ripreso le operazioni supportato dal fuoco di artiglieria attivo nelle direzioni meridionale, settentrionale, nord-orientale e orientale. In mattinata particolarmente tesa la situazione nel settore nord orientale

(12 ott 20) ABBATTUTO SU-25 AZERO – Le forze aeree azere stanno operando con jet da combattimento Su-25 lungo il confine con il supporto aereo di jet da combattimento F-16 delle forze aeree turche. La difesa aerea dell’Esercito di difesa dell’’Artsakh comunicano di aver abbattuto circa un’ora fa un aereo d’attacco Su-25 in direzione nord-est. Notizia confermata da osservatori in zona

(12 ott 20) SEDICESIMO GIORNO DI GUERRA – Durante la notte la situazione è stata relativamente stabile e tesa nella zona di conflitto. Notte tranquilla a Stepanakert. In mattinata le forze armate azere hanno ripreso attacchi intensamente la linea del fronte meridionale e poi sul confine nord. Abbattuto AN-2 azero nel settore sud

(11 ott 20) RIPRESE AZIONI AZERE – Intorno alle 19 (locali), in violazione della tregua concordata, forze armate azere hanno iniziato due azioni offensive, una al nord e una al sud.

(11 ott 20) AGGGIORNAMENTO – Abbattuto un altro drone azero nel cielo dell’Artsakh. Diffuso un video di jahadisti combattenti nelle file azere che mostrano cadaveri di soldati armeni caduti in battaglia e che vengono apostrofati in arabo come “maiali”. Comando armeno smentisce notizie su bombardamento di Ganja in Azerbaigian

(11 ott 20) QUINDICESIMO GIORNO DI GUERRA – Salvo scaramucce con armi di piccolo calibro sembra ora reggere la tregua umanitaria determinata dai lunghi colloqui di Mosca. Dopo i pesanti bombardamenti di ieri su Stepanakert e altre città (che hanno provocato una violenta risposta armena su Ganja) ora la situazione è tranquilla. Il ministero della difesa armeno denuncia che dalla Turchia con un cargo “di aiuti umanitari” sono stati inviati altri droni all’Azerbaigian. In mattinata il presidente dell’Artsakh Harutyunyan ha tenuto una conferenza stampa

(10 ott 20) STEPANAKERT SOTTO ATTACCO – A dispetto del regime di cessate il fuoco la capitale dell’Artsakh è nuovamente bersaglio dei missili azeri. Suona l’allarme antiaereo, cittadini nei rifugi

(10 ott 20) HARUTYUNYAN A HADRUT – Il presidente della repubblica Arayik Harutyunyan si è recato ad Hadrut per ringraziare i soldati armeni che hanno difeso la città dall’assalto azero di questa mattina. Ulteriori particolari emergono con il passare delle ore: gli azeri per dare seguito al tweet di Aliyev che annunciava la conquista della città avrebbero inviato un gruppo di incursori nel tentativo di esporre la bandiera dell’Azerbaigian di fronte al palazzo comunale. Molti sono caduti negli scontri, molti (si parla di 18) catturati dagli armeni. Nel corso dell’incursione gli azeri avrebbero ucciso nella loro casa una donna e il figlio disabile

(10 ott 20) AZERI VIOLANO LA TREGUA – Ignorando il cessate il fuoco gli azeri stanno attaccando nella regione di Hadrut dove sono in corso violenti combattimenti. L’azione è conseguenza della dichiarazione (falsa) di ieri di Aliyev che aveva annunciato la cattura della cittadina.

(10 ott 20) ACCORDO DI CESSATE IL FUOCO – A seguito dei colloqui di Mosca è stato raggiunto il seguente accordo: 1. Un cessate il fuoco umanitario dichiarato entrerà in vigore alle 12 locali (le 10 in Italia) 2. Condizioni specifiche di cessate il fuoco saranno concordate in una data successiva. 3. Armenia e Azerbaigian avvieranno negoziati sostanziali 4. Le parti ribadiscono la natura immutabile del processo di negoziato

(10 ott 20) QUATTORDICESIMO GIORNO DI GUERRA – A seguito dell’annuncio del cessate il fuoco, l’Azerbaigian ha aumentato l’uso dei droni nella direzione meridionale. “L’Azerbaigian sta insidiosamente cercando di cambiare la situazione sul campo prima del cessate il fuoco alle 12 del 10 ottobre ” così dichiara il ministero della difesa armeno. L’Azerbaigian ha inoltre lanciato un attacco con i droni in direzione della comunità rurale di Yeritsvank, nonché nell’insediamento di Artsvanik vicino a Kapan della regione di Syunik, nel territorio della Repubblica di Armenia. Non ci sono vittime denunciate

(9 ott 20) POSSIBILI COLLOQUI A MOSCA – Mentre il Primo ministro russo Mishustin è a Yerevan per partecipare a una riunione dell’Unione economica euroasiatica, arriva la conferma della disponibilità da parte di Armenia e Azerbaigian di colloqui a Mosca per concordare quanto meno una tregua. Il ministero degli Affari esteri armeno conferma che il ministro Mnatsakanyan è in partenza per Mosca

(9 ott 20) TREDICESIMO GIORNO DI GUERRA – La situazione notturna è rimasta stabile e tesa. In varie sezioni ci sono state battaglie di artiglieria e scambi a fuoco. L’Azerbaigian ha anche bombardato insediamenti pacifici con l’artiglieria. L’Esercito della Difesa continua ad avere il controllo della situazione operativa e tattica. Notte tranquilla a Stepanakert ma a metà mattinata (ora locale) sono ripresi intensi bombardamenti

(8 ott 20) INCONTRO A MOSCA? – Secondo fonti provenienti dalla Russia il Cremlino avrebbe invitato per domani 9 ottobre i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian per concordare una tregua finalizzata a scambio dei prigionieri e restituzione dei corpi dei caduti. Non giungono comunicazioni ufficiali né da Armenia né da Azerbaigian. Si ritiene tuttavia che domani potrebbe esserci un rallentamento delle operazioni militari e uno stop ai bombardamenti

(8 ott 20) DRONI AZERI SU ARMENIA – Tra le 19,30 e le 21,20 ora locale sette droni azeri sono stati abbattuti sul cielo di Vardenis in Armenia

(8 ott 20) BILANCIO BOMBARDAMENTI – Secondo una prima stima il bilancio dei bombardamenti tra ieri e oggi su Stepanakert e Shushi ha provocato 20 vittime e 90 feriti alcuni dei quali molto gravi. 4600 immobili risultano danneggiati così come 430 auto e circa 750 infrastrutture.

(8 ott 20) NUOVAMENTE COLPITA LA CATTEDRALE – Nel pomeriggio è stata nuovamente colpita la cattedrale di Shushi proprio mentre un gruppo di giornalisti stava ispezionando l’interno. Risulta un ferito

(8 ott 20) COLPITA LA CATTEDRALE DI SHUSHI – I barbari azeri colpiscono con un missile la cattedrale di Ghazanchetsots (San Salvatore) a Shushi. Alcuni crolli. Proteste in tutto il mondo per questo atto criminale. Ancora razzi su Stepanakert.

(8 ott 20) DODICESIMO GIORNO DI GUERRA – Pesanti bombardamenti per tutta la notte su Stepanakert e altre città. Nel settore meridionale (Fizuli-Jibraijl) nuovo tentativo di sfondamento azero questa mattina respinto con perdite (almeno 20) e arretramento del nemico

(7 ott 20) CONTRATTACCO ARMENO – Un’azione di contrattacco dell’esercito di difesa ha portato alla liberazione di 119 soldati che erano rimasti intrappolati nella loro posizione e ha lasciato sul campo un centinaio di nemici. Nel settore meridionale la maggior parte delle forze nemiche è stata respinta. Intorno a mezzogiorno una potente controffensiva ha lasciato sul campo tra i 260 e i 280 nemici e tra i 60 e gli 80 veicoli corazzati. A questa sera, secondo fonte ministero difesa, il numero dei soldati armeni caduti ha raggiunto 300.

(7 ott 20) IRAN – Il governo dell’Armenia ha chiesto all’Iran di non consentire l’attraversamento del fiume Araks (che segna il confine con l’Artsakh a sud) alle forze militari azere

(7 ott 20) GRECIA E AZERBAIGIAN – La Grecia ha richiamato il proprio ambasciatore a Baku dopo quelle che il ministero degli Esteri di Atene ha definito “accuse infondate e offensive” dl governo dell’Azerbaigian

(7 ott 20) DEPOSITO CARBURANTE – Un deposito azero di carburante a servizio dei mezzi corazzati che stanno operando nel settore sud della linea di contatto è stato colpito dall’esercito armeno e reso inutilizzabile. Una densa colonna di fumo nero si è alzata. Dalle immagini diffuse sembra che l’impianto si trovasse in territorio azero poco oltre il confine

(7 ott 20) UNDICESIMO GIORNO DI GUERRA – Durante la notte il nemico ha tentato di avanzare e consolidarsi nella direzione sud-est ma le unità azere sono state sconfitte da fuoco di artiglieria delle forze armate armene. Verso le 6,30 le tre brigate azere rimaste sono fuggite lasciando decine di morti (almeno una sessantina) sul campo e molte armi. Risulta altresì distrutto nella stessa zona un grande deposito militare azero. Sulla scorta dei successi della notte le forze armate armene stanno operando controffensive in diverse direzioni

(6 ott 20) AMNESTY INTERNATIONAL – La sezione italiana di Amnesty international ha diramato un comunicato nel quale denuncia l’uso da parte azera delle bombe a grappolo (cluster bomb) utilizzate dalle forze armate azere sulle città di Stepanakert e Shushi. Il Canada annuncia la sospensione della vendita di armi alla Turchia

(6 ott 20) PARLAMENTO OLANDESE – Il parlamento olandese ha approvato una risoluzione a stragrande maggioranza, chiedendo al governo di agire contro l’Azerbaigian e la Turchia e di porre immediatamente fine alla guerra del Nagorno Karabakh.

(6 ott 20) ANCHE SHUSHI COLPITA – Pesanti bombardamenti anche su Shushi che si trova a pochi chilometri dalla capitale. Molte distruzioni compreso il teatro della casa della cultura

(6 ott 20) NUOVI BOMBARDAMENTI SU STEPANAKERT -Nel primo pomeriggio sono ripresi i bombardamenti azeri sulla capitale. Bombe a grappolo e missili Smerch anche nel centro città. In mattina il ministro degli Esteri turco Cavusoglu era stato a Baku e aveva esortato gli azeri a riprendere gli attacchi.

(6 ott 20) DECIMO GIORNO DI GUERRA – La notte è stata relativamente calma lungo la linea di contatto. Il ministero della difesa armeno riferisce che ogni ripresa delle attività sarà responsabilità della sola parte azera. Dagli account social dei ministeri difesa delle parti coinvolte non giungono notizie particolari. Segnalata situazione tranquilla a Stepanakert

(5 ott 20) AZERI IN TRAPPOLA – L’Esercito di difesa dell’Artsakh ha simulato un ritiro da alcune posizioni. Il nemico le ha immediatamente occupate ma è caduto in trappola. Un pesante fuoco di artiglieria ha costretto gli azeri alla ritirata lasciando circa 200 caduti sul campo.

(5 ott 20) TRAGICO BILANCIO – L’ombudsman dell’Artsakh riferisce che il pesante bombardamento su Stepanakert (colpita anche Shushi) ha causato 19 vittime civili, 80 feriti e circa 2700 case danneggiate.

(5 ott 20) POPOLAZIONE AZERA IN FUGA – Portavoce presidenza Artsakh riferisce che diverse centinaia di migliaia di azeri stanno fuggendo da diverse città e sono diretti a Baku.

(5 ott 20) NONO GIORNO DI GUERRA – Ancora combattimenti di varia intensità lungo tutta la linea di contatto. Stepanakert (ma anche Shushi) pesantemente bombardata dagli azeri anche con bombe a grappolo vietate dalle convenzioni internazionali. Si registrano morti e feriti, molte distruzioni di edifici, colpita anche una scuola

(4 ott 20) ANCORA BOMBARDAMENTI AZERI – La capitale Stepanakert è stata raggiunta da lanci di missili che hanno provocato nuove distruzioni in edifici residenziali. Colpita anche Shushi, si segnalano vittime civili

(4 ott 20) DISTRUTTA BASE AEREA DI GANJA – La base aerea militare di Ganja, seconda città dell’Azerbaigian, è stata distrutta. Da lì partivano raid di aerei anche turchi contro il territorio armeno. Segnalate scene di panico della popolazione della città

(4 ott 20) OTTAVO GIORNO DI GUERRA – Continua intenso Bombardamento su Stepanakert rimasta senza corrente elettrica ieri sera a causa razzi azeri su centrale elettrica. L’Esercito di difesa dell’Artsakh sta colpendo ripetutamente l’aeroporto della città azera di Ganja. Riferito panico della popolazione, molti in fuga. Il presidente dell’Artsakh ha invitato la popolazione azera a lasciare le città per evitare inevitabili perdite civili Respinte offensive azere e recuperate alcune posizioni che il nemico aveva conquistato ieri.

(3 ott 20) NUOVI RAZZI SU STEPANAKERT – Nel pomeriggio nuovo allarme aereo sulla capitale raggiunta da alcuni razzi azeri

(3 ott 20) SETTIMO GIORNO DI GUERRA – Continuano dure battaglie nelle direzioni settentrionale e meridionale dell’Artsakh. L’avversario, concentrando grandi forze in quelle zone, ha lanciato un attacco. Le unità armene bloccano l’avanzata del nemico, causando grandi perdite. Il presidente della repubblica Araiyk Harutyunyan si è recato sul fronte di guerra voler dare sostegno morale si nostri soldati e verificare la situazione sul campo Tra la notte e le prime ore del mattino altri tre aerei sono stati abbattuti

(2 ott 20) ANCORA BOMBE SU STEPANAKERT – In serata la capitale è stata nuovamente colpita da missili azeri. Diversi edifici danneggiati

(2 ott 20) COLPITI AEREI NEMICI – Il ministero della Difesa informa che sono stati colpiti dalla contraerea armena cinque aerei e tre elicotteri MI-24 dell’aviazione azera. Una precisazione giunta in serata informa che i velivoli non erano in volo ma a terra e sono stati distrutti da colpi di artiglieria che hanno raggiunto la base

(2 ott 20) ERDOGAN SU GERUSALEMME – Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha rilasciato un’altra dichiarazione clamorosa. Secondo Anadolu, nel suo discorso alla Grande assemblea nazionale turca, Erdogan ha dichiarato che “Gerusalemme è la nostra città“. “Ci sono ancora tracce ottomane a Gerusalemme, il che significa che Gerusalemme è la nostra città, una città da noi”, ha detto Erdogan. A questo punto c’è da chiedersi perché Israele continui a vendere armi all’Azerbaigian… Nella giornata di ieri l’Armenia ha ritirato il proprio ambasciatore da Israele proprio per protesta  contro la vendita di armi al regime azero: la fornitura, secondo il Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) tra il 2006 e il 2019 ammonta a circa 825 milioni di dollari.

(2 ott 20) UNIONE EUROPEA – L’UE annuncia l’assegnazione di aiuti umanitari di emergenza a tutta la popolazione civile colpita dal conflitto, su entrambi i lati della linea di contatto. Il finanziamento iniziale di 500.000 euro aiuterà i partner umanitari dell’UE, come il Comitato internazionale della Croce Rossa, a fornire un soccorso immediato alle persone colpite dai combattimenti. Tutti i finanziamenti umanitari dell’UE sono forniti in linea con i principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza e sono convogliati attraverso organizzazioni internazionali, agenzie delle Nazioni Unite e ONG.

(2 ott 20) PESANTE BOMBARDAMENTO SU STEPANAKERT – Molti razzi caduti sulla capitale. riportati danni a infrastrutture. Almeno dieci feriti fra impiegati Dipartimento della Protezione civile il cui edificio è stato colpito. – “Ci sarà un’adeguata risposta” ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa dell’Artsakh dopo il bombardamento aereo di Stepanakert

(2 ott 20) PERDITE NEMICHE -Nelle ultime ore gli azeri hanno perso 39 veicoli armati, 4 aerei SU-25, 3 elicotteri MI-24, 17 droni e circa 850 uomini. Una divisione di artiglieria è stata annientata. Il ministero della difesa dell’Artsakh comunica che sono caduti 53 soldati armeni.

(2 ott 20) SESTO GIORNO DI GUERRA – La situazione nella zona di conflitto Artsakh -Azerbaigian è stata relativamente stabile e tesa durante la notte. L’Esercito di difesa dell’Artsakh informa che lo scambio di fuoco – di artiglieria e armi da fuoco – è continuato in direzioni separate, ma non sono stati registrati cambiamenti significativi nella situazione operativa e tattica. In questo momento, le ostilità sono riprese in tutte le direzioni del fronte. Le unità dell’Esercito di Difesa continuano a fermare tutti gli attacchi dell’avversario, facendo subire a quest’ultimo perdite di manodopera ed equipaggiamenti militari.

(1 ott 20) AGGIORNAMENTO NOTIZIE DEL GIORNO – Il ministero della difesa comunica che nel sud est dell’Artsakh questa mattina sono stati abbattuti un aereo e un elicottero azero. I resti dell’aereo si trovano in territorio armeno. Nello stesso settore poche ore dopo è stato abbattuto altro aereo +++ Anche la città di Hadrut è sotto bombardamento azero che continua a indirizzare colpi su obiettivi civili +++ Questa mattina l’Azerbaigian ha bombardato il villaggio di Ivanyan, lanciando 4 missili sul villaggio, uno dei quali è esploso e ha danneggiato una casa. A giudicare dalle foto, è sicuro dire che questi missili sono i missili lanciati dai lanciarazzi multipli Smerch o Uragan. Il calibro del missile Smerch è di 300 mm e quello di Uragan è di 220 mm. A seconda del tipo, il missile Smerch può essere lanciato a 20-90 km in aria e il missile Uragan – 5-35 km. +++ Cinque missili Grad sparato dalle forze azere sono finiti in territorio iraniano danneggiando alcune abitazioni del villaggio di Khoda Afarin che si trova a circa 10 km dal confine; feriti alcuni civili fra i quali un bambino di sei anni +++ Le forze armate azere hanno bombardato la strada che collega la città di Vardenis (Armenia) all’Artsakh attraverso il passo Sotk. Si tratta del collegamento settentrionale fra i due Paesi che si è aggiunto a quello di Goris più a sud

(1 ott 20) ANCHE GLI USA CONFERMANO PRESENZA MERCENARI – Un funzionario del governo statunitense conferma la presenza di mercenari jihadisti tra le fila delle forze armate azere. “I rapporti e le informazioni che parlavano di dozzine di viaggi tra Turchia e Azerbaigian nei giorni scorsi per trasportare centinaia di mercenari siriani sono provati e corretti ” ha dichiarato

(1 ott 20) FERITI GIORNALISTI FRANCESI – Due giornalisti francesi del quotidiano Le monde risultano feriti nel corso di bombardamenti azeri sulla città di Martuni. Ferito anche un cameraman di “Armenia Tv”. La Francia sta inviando aereo per trasportare in patria i due giornalisti feriti

(1 ott 20) QUINTO GIORNO DI GUERRA – Questa mattina nuove le battaglie sono divampate ma tutti i tentativi offensivi nemici, indipendentemente dalle dimensioni e dalle tattiche, sono falliti. L’avversario è stato respinto. Le perdite dei militari avversari sono comprese tra 350-360, con quasi 600 feriti. 3 elicotteri sono stati abbattuti, circa 15 diversi tipi di equipaggiamento corazzato, inclusi veicoli da combattimento di fanteria, sono stati distrutti, così come 1 sistema Smerch, 6 UAV. Si registrano prevalentemente attacchi di artiglieria. Circa 1280 soldati delle forze azere sono state uccisi in azione e 2700 feriti dall’inizio dell’attacco azero il 27 settembre. Le forze armate dell’Azerbaigian hanno perso 90 UAV, 11 elicotteri, 181 carri armati e attrezzature corazzate, 1 aereo da guerra e 2 sistemi Smerch. Secondo le ultime informazioni, l’esercito dell’Artsakh ha subito 103 soldati uccisi e oltre 120 feriti dall’inizio dei combattimenti il ​​27 settembre