Gennaio 2021

(21 gen 21) IDENTIFICAZIONE CORPI – Il neo-ministro della Salute dell’Armenia, Anahit Avanesyan, ha dichiarato oggi alla stampa dopo la riunione del Gabinetto di governo che finora l’istituto di medicina legale ha esaminato 3.450 cadaveri, al ritmo di una trentina al giorno, nell’ambito del processo di identificazione dei corpi degli armeni che sono morti durante il la recente guerra dell’Artsakh. Alla domanda su quanti corpi restano non identificati, il ministro ha risposto che non poteva dare un numero definito.

(21 gen 21) AGGIORNAMENTO COVID – Il ministero della Salute dell’Artsakh informa che ieri sono stati condotti 56 test COVID-19 e da cui sono stati confermati nove nuovi casi di coronavirus in Artsakh. Finora in Karabakh sono stati confermati 2.266 casi di COVID-19 e 31 di questi hanno provocato la morte. Al momento, 33 persone stanno ricevendo cure ospedaliere per il coronavirus.

(21 gen 21) PERSONE SCOMPARSE – Oltre 2.300 persone in Artsakh hanno presentato una petizione al Centro di accoglienza per chiedere aiuto alle persone scomparse. Il Centro di accoglienza , dove è stata istituita una linea diretta per raccogliere informazioni sui partecipanti e sulle persone scomparse durante il recente conflitto in Nagorno-Karabakh, è attivo nella capitale Stepanakert. La ricerca di queste persone scomparse è effettuata dal contingente russo di mantenimento della pace, in collaborazione con il Comitato internazionale della Croce Rossa e rappresentanti delle parti azerbaigiana e armena. Secondo il ministero della Difesa russo, tutte le rispettive petizioni vengono registrate, inserite in un database e trasferite alle squadre di ricerca congiunte.

(21 gen 21) DIOCESI DELL’ARTSAKH – Per ordine pontificio del Catholicos di Tutti gli Armenia, Karekin II, l’arcivescovo Pargev Martirosyan è stato sollevato dall’incarico di Primate della diocesi dell’Artsakh e nominato nunzio apostolico. Il vescovo Vrtanes Abrahamyan è stato sollevato dai suoi doveri di leader spirituale delle forze armate dell’Armenia ed è stato nominato Primate della diocesi Artsakh della Chiesa apostolica armena. E padre Yenovk Yesayan è stato nominato capo spirituale ad interim dell’esercito armeno.

(20 gen 21) ADDESTRAMENTO RUSSI – Come parte delle esercitazioni di addestramento al combattimento pianificate, circa 200 militari del contingente di mantenimento della pace russo nel Nagorno-Karabakh hanno completato una serie di compiti di addestramento al tiro presso l’apposito campo predisposto a Stepanakert.

(20 gen 21) TASSE UNIVERSITARIE – Le tasse universitarie di tutti gli studenti della Artsakh State University per l’anno accademico 2020-2021 saranno pagate dal governo della Repubblica dell’Artsakh. La decisione è stata assunta oggi nel corso di un incontro tra il presidente della repubblica Harutyunyan e il Consiglkio accademico dell’università.

(20 gen 21) ACCORDO DI SICUREZZA – La parte armena ha raggiunto un accordo con la parte russa e azerbaigiana sulla sicurezza della strada Yerevan-Kapan secondo quanto riferito dal vice primo ministro dell’Armenia Tigran Avinyan durante una sessione di domande e risposte in Parlamento. “In questo momento, abbiamo accordi concreti sia con la parte azerbaigiana che con quella russa sul tratto di strada citato, anche le truppe di confine russe sono di stanza lì. Nessun incidente con il trasporto che attraversa quella strada è stato registrato al momento. Non abbiamo problemi nel Syunik e sulla linea di confine armeno-azera in generale, non abbiamo registrato alcun incidente e spero che non ne avremo anche in futuro “, ha detto il vicepresidente.

(20 gen 21) SHUSHI – Il Consiglio turco, ufficialmente il Consiglio di cooperazione degli Stati di lingua turca, ha proposto di dichiarare Shushi come la capitale culturale 2022 del mondo turco. La proposta è stata fatta durante un incontro con il presidente azero Ilham Aliyev e il segretario generale di questa organizzazione Baghdad Amreyev. Dal canto suo il ministro degli Esteri dell’Armenia Aivazian ha dichiarato che “Shushi è un centro culturale armeno. Non accetteremo le affermazioni secondo cui Shushi è un centro culturale turco. Siamo sicuri che riceveremo il sostegno della comunità internazionale in questa materia“, ha detto Aivazian.

(19 gen 21) COVID 19 – Il ministero della Salute dell’Artsakh informa che lunedì sono stati condotti 42 test COVID-19 (per un totale di 18.551), dai quali sono stati confermati sei nuovi casi di coronavirus. Finora in Artsakh sono stati confermati 2.240 casi di COVID-19 e 31 di questi hanno provocato la morte. Al momento, 43 persone stanno ricevendo cure ospedaliere per il coronavirus.

(19 gen 21) PARTICOLARI INQUIETANTI SU MORTE ARMENO – Il corpo del 44enne Arsen Karakhanyan che era prigioniero dell’Azerbaigian è stato trovato sepolto ad Hadrut il 18 gennaio dalle squadre di ricerca e soccorso. Il suo corpo era coperto di lividi. Arsen era il figlio di Sasha Karakhanyan, un residente di Hadrut tornato dalla prigionia circa un mese fa. La famiglia di Arsen ha scoperto che era prigioniero il 6 gennaio dai video pubblicati dagli azeri sui social media. All’epoca Arsen era vivo.

(19 gen 21) MINISTERO ESTERI – Il ministro degli Affari esteri dell’Artsakh , David Babayan, ha inviato oggi lettere agli organi specializzati delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa, nonché ai copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE e al rappresentante personale del Presidente in Ufficio in relazione alla situazione con i prigionieri di guerra armeni e civili detenuti illegalmente in Azerbaigian.

(19 gen 21) ANCORA RITROVAMENTI – A seguito delle operazioni di ricerca e soccorso svolte nella giornata di ieri sono stati trovati altri otto cadaveri, uno dei quali è un civile. Così ha riferito oggi Hunan Tadevosyan, capo del dipartimento per le informazioni e le pubbliche relazioni del servizio statale per le situazioni di emergenza Artsakh, nella sua quotidiana conferenza stampa. “L’identità del civile è nota; si tratta di Arsen Ghahramanyan, nato nel 1976, da [la] [regione] di Hadrut. È stato identificato tramite dati telefonici e vestiti. Altri cinque corpi sono stati trovati nella [regione] di Jabrayil, uno dal villaggio Aygestan della regione di Askeran e uno dal villaggio Davit Bek della provincia di Syunik [Armenia]. Oggi, cinque distaccamenti lavorano nelle [regioni] di Fizuli, Jabrayil, Hadrut, Kovsakan e nelle aree adiacenti di Meghri [città dell’Armenia] che sono ora sotto il controllo dell’Azerbaigian“, ha aggiunto Tadevosyan. Finora sono stati recuperati un totale di 1.246 militari e civili caduti.

(18 gen 21) PRIGIONIERI DI GUERRA – L’Ombudsman dell’Armenia, Arman Tatoyan, ha indirizzato oggi una lettera ufficiale ai copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE e all’ambasciatore Andrzej Kasprzyk, Rappresentante personale del Presidente in esercizio dell’OSCE, sulla questione del rimpatrio dei prigionieri dall’Azerbaigian e della protezione dei loro diritti. Nel denunciare il comportamento dell’Azerbaigian che trattiene i prigionieri e non ne precisa neppure il numero, Tatoyan sottolinea la urgente necessità che vengano adottate misure decisive per la liberazione dei prigionieri anche per escludere la politicizzazione della veretenza da parte di Baku.

(18 gen 21) PERDITE AZERE – Il ministero della Difesa di Baku riferisce che sono n totale di 2.855 soldati azerbaigiani sono stati uccisi e 50 sono dispersi in seguito al recente conflitto. Il ministero ha presentato anche i nomi dei soldati. Sono in corso operazioni per cercare e identificare i militari dispersi.

(18 gen 21) RIENTRI A CASA – Con altri 189 rimpatri nella giornata di ieri i rientri in Artsakh sfiorano quota cinquantamila (49.827 per la precisione)

(18 gen 21) COVID 19 – Altri test sono stati condotti nella giornata di oggi portando il numero complessivo di casi dall’inizio della pandemia a 22.34 con 30 decessi e 50 attualmente ricoverati. Complessivamente sono stati condotti 18509 test.

(17 gen 21) RECUPERI -Altri tre cadaveri sono stati recuperati ripsettivamente nei distritti di Hadrut, Fizuli e Jibrail portando il numero totale dei caduti recuperati nei territori ora sotto controllo azero a 1235.

(17 gen 21) RIENTRI A CASA – Con altri 177 rimpatri nella giornata di ieri i rientri in Artsakh sfiorano quota cinquantamila (49.638 per la precisione).

(17 gen 21) ELETTRICITA’ E GAS – La fornitura di elettricità 24 ore su 24 è stata ripristinata in tutto l’Artsakh così come quella del gas mentre rimane ancora molto lavoro da fare nel capo delle comunicazioni e telòecomunicazioni. Lo ha dichiarato il presidente Harutyunyan.

(16 gen 21) AZERI CONSEGNANO DUE CORPI – La parte azera ha consegnato i corpi di due militari armeni portando il numero complessivo dei ritrovati a 1232. Ieri, in concomitanza della visita del presidente azero a Shushi, non sono state effettuate ricerche.

(15 gen 21) RIMPATRI – Altri 210 cittadini sono rientrati in Artsakh portando il numero totale dei rientri a 49.264.

(15 gen 21) CENTRO MONITORAGGIO RUSSO TURCO – Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha dichiarato che 60 soldati russi e turchi presteranno servizio presso il centro di monitoraggio congiunto del cessate il fuoco nel Nagorno Karabakh. “Il centro di monitoraggio del cessate il fuoco sarà situato nella regione di Aghdam in Azerbaigian. I container sono già in atto e la costruzione è stata avviata. Nella prima fase ci saranno 60 militari turchi e russi. I soldati turchi hanno già iniziato a dirigersi verso il centro di monitoraggio in costruzione“, ha detto Cavusoglu.

(15 gen 21) SI DIMETTE PROCURATORE GENERALE – Il procuratore generale della repubblica di Artsakh ,Mher Aghajanyan, ha presentato le sue dimissioni all’Assemblea Nazionale già anticipate lo scorso 9 gennaio. Al momento l’Artsakh non ha un capo della polizia e un direttore del Servizio di Sicurezza Nazionale (NSS) da circa 20 giorni. Infatti, con i decreti del presidente Arayik Harutyunyan firmati il 22 dicembre 2020, Kamo Aghajanyan è stato sollevato dalla carica di direttore della NSS e Ashot Hakobjanyan, dalla carica di capo della polizia di Artsakh.

(15 gen 21) DONATI ESCAVATORI – La Santa Sede di Etchmiadzin ha donato due escavatori ciascuno al Ministero della Difesa dell’Armenia e alla capitale dell’Artsakh, Stepanakert. I mezzi sono statia cquistati grazie a una raccolta fondi di alcune comunità armene della Germania.

(15 gen 21) ALIYEV A SHUSHI – Il presidente dell’Azerbaigian (con consorte e figlia), in mimetica, si è recato a Shushi. Foto li immportalano dentro la cattedrale del S. Salvatore (peraltro bombardata due volte dagli azeri durante la guerra) e mentre inaugurano un monumento. Nei giorni scorsi Aliyev ha dichiarato Shushi capitale culturale dell’Azerbaigian. Nella stessa giornata il presidente azero ha partecipato alla cerimonia di inizio lavori di una pista aeroportuale a Fizuli.

(15 gen 21) VACCINAZIONE PER I RUSSI – Medici militari hanno iniziato a vaccinare contro il coronavirus le forze di pace russe nel Nagorno Karabakh. Secondo il Ministero della Difesa russo, ieri circa 2.000 dosi del vaccino russo Sputnik V contro COVID-19 sono state inviate a un distaccamento medico speciale in Karabakh per un ulteriore utilizzo. La vaccinazione verrà effettuata in due fasi. La prima dose del vaccino verrà somministrata a tutti i suddetti peacekeeper entro la fine di gennaio, e la seconda entro il 21 febbraio. Il comando di peacekeeping e medici militari sono stati i primi ad essere vaccinati. Al momento circa un centinaio di operatori sono stati interessati dal vaccino.

(14 gen 21) MINISTERO DEGLI ESTERI – Il presidente dell’Assemblea nazionale dell’Artsakh Artur Tovmasyan ha incontrato oggi il nuovo ministro degli Affari esteri Davit Babayan, i viceministri degli Esteri e il Capo di gabinetto del ministero degli Affari esteri. Tovmasyan si è congratulato con Babayan per essere stato nominato ministro degli Esteri e gli ha augurato successo.

(14 gen 21) CORONAVIRUS – La guerra non ha mietuto solo vittime in per i bombardamenti ma anche aggravato la situazione della pandemia Covid che prima del 27 settembre era pienamente sotto controllo in Artsakh. Secondo gli ultimi dati forniti dal ministero della salute, 31 persone sono morte tra ottobre e novembre per il virus (due con altre gravi patologie concomitanti). Su 17.923 test effettuati, 2.031 hanno confermato positività al Covid 19. Al momento ci sono 39 pazienti in cura.

(14 gen 21) PRIGIONIERI DI GUERRA – La Repubblica d’Armenia continuerà a compiere sforzi per il ritorno di tutti i prigionieri di guerra e ostaggi armeni situati in Azerbaigian. E’ quanto ha affermato oggi il ministro degli Affari esteri dell’Armenia Ara Aivazian durante l’incontro di lavoro con i membri della Commissione permanente per le relazioni estere dell’Assemblea nazionale dell’Armenia. “La proposizione di false accuse e l’istituzione di procedimenti penali contro i militari armeni è una violazione non solo della dichiarazione trilaterale [firmata dai leader di Russia, Armenia e Azerbaigian], ma anche delle Convenzioni di Ginevra. L’Armenia sta perseguendo la soluzione alle questioni relative al ritorno dei prigionieri di guerra al massimo livello e continuerà i suoi sforzi per il ritorno di tutti i prigionieri di guerra e gli ostaggi e per chiarire il destino delle persone scomparse “, ha detto Aivazian, aggiungendo che il Ministero degli Affari Esteri sta collaborando con i suoi partner internazionali in questa direzione.

(14 gen 21) RITROVATO CORPO DI DONNA – Nel corso delle operazioni di ricerca, ieri è stato ritrovato il corpo di una donna nei pressi del villaggio di Karint Tak (Shushi). Complessivamente le squadre di ricerca hanno recuperato 1230 caduti.

(13 gen 21) COMUNICATO MINISTERO ESTERI ARTSAKH – Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica dell’Artsakh ha rilasciato la seguente dichiarazione in relazione alla grave violazione del regime di cessate il fuoco da parte delle Forze Armate dell’Azerbaigian: “Il 13 gennaio, le forze armate azere hanno gravemente violato il regime di cessate il fuoco nella direzione centrale della linea di contatto. Come risultato dell’incidente, un soldato dell’esercito di difesa della Repubblica dell’Artsakh ha ricevuto una ferita da arma da fuoco. Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica dell’Artsakh condanna fermamente i passi provocatori della parte azera e li qualifica come un’azione volta a destabilizzare la situazione nella zona di conflitto azerbaigiano-karabako e a interrompere gli sforzi di mantenimento della pace. Questo tipo di comportamento pericoloso è inaccettabile ed è una grave violazione della dichiarazione trilaterale dei leader di Armenia, Russia e Azerbaigian del 9 novembre 2020 su un cessate il fuoco completo e la cessazione di tutte le operazioni militari nella zona di conflitto azerbaigiano-Karabakh. Chiediamo all’Azerbaigian di seguire rigorosamente gli impegni presi con la dichiarazione trilaterale e di astenersi da azioni provocatorie che potrebbero minare l’attuale tregua“.

(13 gen 21) GRAVE SOLDATO FERITO DA AZERI – Intorno alle 12:00 (ora locale), Vardan Kirakosyan (nato nel 2000), un militare dell’Esercito di difesa dell’Artsakh, ha ricevuto una ferita da arma da fuoco mentre si trovava nel posto di guardia a seguito di una grave violazione del cessate il fuoco da parte del nemico, ha riferito l’Esercito della Difesa. Il soldato è stato immediatamente portato in un ospedale militare e operato con successo. La sua condizione è valutata come stabile e grave.

(13 gen 21) MINISTRO ARMENIA SI RIVOLGE A ONU – Il ministro degli Esteri dell’Armenia, Ayvazyan, si è rivolto al Segretario generale delle Nazioni Unite per denunciare come l’Azerbaigian, responsabile dell’aggressione militare del 27 settembre, sia incorso in gravi violazioni delle convenzioni internazionali anche nel periodo di tregua. Il ministro in particolare fa riferimento all’attacco contro due villaggi nella regione di Hadrut (Hin Tagher e Khtsaberd) e alla cattura di 64 soldati armeni oltre all’uccisione di alcuni altri.

(13 gen 21) PRIGIONIERI DI GUERRA – Il consigliere presidenziale Baglaryan denuncia la violazione delle norme internazionali da parte dell’Azerbaigian. speculando su militari e civili catturati anche dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco. Sono almeno 64 i militari armeni catturati dopo il 9 novembre ai quali si aggiungono alcuni civili. Secondo fonti armene tra i prigionieri di guerra ci sarebbero almeno tre donne

(13 gen 21) ALTRI RITROVAMENTI – I corpi di altri sette caduti sono stati rinvenuti nella giornata di ieri portando il numero complessivo a 1.229

(13 gen 21) MUORE SOLDATO ARMENO – Il soldato Radik Tatosyan, un coscritto diciottenne di un’unità militare dell’Artsakh, ricoverato ieri alle 14,50 in un ospedale di Stepanakert con una diagnosi di “doppia polmonite, miocardite acuta, possibile COVID-19”, è stato dichiarato morto alle 18:25. Sarà eseguita autopsia per accertare le esatte cause del decesso.

(13 gen 21) DECESSI PER MINE – Nell’arco di due giorni sono morte due persone a causa delle mine e residuati bellici: prima è stata la volta di un ufficiale azero saltato ina ria con la sua auto nei pressi di Fizuli, poi a un civile armeno che a bordo di un escavatore stava facendo lavori di costruzione nei pressi di Martakert.

(13 gen 21) RIMPATRI – Sono arrivati al numero di 48.694 i rimpatri in Artsakh dalla fine della guerra. Ieri altri 146 cittadini sono rientrati in patria con un convoglio di bus scortato da forze russe di pace.

(12 gen 21) RIMPATRI – Sono arrivati al numero di 48.840 i rimpatri in Artsakh dalla fine della guerra. Ieri altri 235 cittadini sono rientrati in patria.

(11 gen 21) PASHINYAN COMMENTA INCONTRO – Al termine dell’incontro di Mosca, il premiere armeno Pashinyan ha dichiarato: “Sono certo che gli accordi formulati nella nostra dichiarazione congiunta possono aiutare seriamente a cambiare l’economia nella regione e aumentare seriamente il potenziale di investimenti … Tuttavia, a mio avviso, le questioni economiche diventeranno difficili da risolvere, se le questioni umanitarie non lo sono. Come ho già detto, la questione umanitaria relativa allo scambio di prigionieri di guerra, persone scomparse e corpi di defunti è la questione più delicata e più dolorosa per noi armeni.”

(11 gen 21) ALTRI RITROVAMENTI – I corpi di altri dieci soldati e un civile sono stati ritorvati nelle zone di Hadrut, Jabrayil e Sghnakh. Complessivamente il numero dei ritrovamenti di caduti ammonta a 1.222

(11 gen 21) PERDITE AZERE – Il ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha informato che 2.841 militari azerbaigiani sono stati uccisi durante i combattimenti in Nagorno-Karabakh. I servizi stampa del ministero riferiscono inoltre che 64 persone sarebbero disperse e che continuano gli sforzi per la ricerca e l’identificazione di tali persone.

(11 gen 21) SERVIZIO EMERGENZA NAZIONALE – L’unità di crisi del Servizio emergenza nazionale informa che dall’inizio dell’anno sono state ricevute 806 chiamate da parte di cittadini che segnalavano situazioni di pericolo. In particolare, il Servizio statale per le situazioni di emergenza ha ricevuto 70 chiamate riguardanti munizioni inesplose e pericolose. Le squadre di genieri del Servizio statale per le situazioni di emergenza hanno rilevato, sgomberato o immagazzinato oltre 2.000 oggetti esplosivi a Stepanakert e nelle regioni. Inoltre, dal 13 novembre 2020, il Servizio svolge quotidiane operazioni di ricerca dei corpi nelle zone ora sotto controllo azero. Nel periodo tra il 1 ° e il 10 gennaio 2021, i corpi di 74 militari deceduti sono stati individuati e restituiti. Complessivamente, dal 13 novembre, sono stati trovati 1.211 corpi e tra loro ci sono corpi di civili.

(11 gen 21) EDILIZIA ABITATIVA – Il governo dell’Artsakh sta avviando la prima fase di un programma per fornire alloggi alle famiglie sfollate. Queste case, ristrutturate e arredate, saranno assegnate nei prossimi mesi sulla base delle domande che verranno presentate al Ministero del lavoro, degli affari sociali e delle migrazioni e saranno fornite nelle comunità rurali nelle regioni di Askeran, Martuni, Martakert e Shushi. Si prevede inoltre la possibilità di fornire alle famiglie che lo richiedano gli strumenti per dedicarsi all’agricoltura.

(11 gen 21) A MOSCA INCONTRO TRILATERALE – Organizzato dal presidente russo Putin, ha preso avvio a Mosca un vertice trilaterale con Pashinyan e Aliyev. Oggi la portavoce del Primo Ministro armeno Mane Gevorgyan ha riferito che l’incontro è di natura economica, in relazione all’apertura delle comunicazioni regionali e all’implementazione del trasporto internazionale di merci. Sulla base delle prime dichiarazioni risulta che i governi di Armenia, Russia e Azerbaigian istituiranno un’apposita task force guidata dai loro viceprimi ministri per occuparsi dell’apertura dei confini attualmente chiusi nella regione e dello sblocco delle comunicazioni economiche, commerciali e di trasporto – uno dei termini dell’armistizio del Nagorno Karabakh del 9 novembre 2020. Il presidente russo ha dichiarato che “la partnership e le relazioni amichevoli sono preziose per la Russia, che collega i nostri paesi e popoli, quindi, stavamo seguendo il rinnovato scontro militare con una sincera preoccupazione per i destini umani. Sfortunatamente, le operazioni militari su larga scala hanno portato a enormi perdite umane, hanno intensificato la complessa situazione nel Caucaso meridionale e aumentato i rischi per la diffusione del terrorismo. Desidero ringraziarvi per aver accettato in modo positivo gli sforzi di mediazione della parte russa volti a contribuire a fermare lo spargimento di sangue, stabilizzare la situazione e raggiungere un cessate il fuoco stabile. Eravamo in contatto costante, cercavamo insieme un compromesso a seguito del quale è stata concordata una dichiarazione trilaterale il 9 novembre che abbiamo firmato congiuntamente. Oggi possiamo lodare il fatto che gli accordi trilaterali vengano attuati consecutivamente”. Inoltre, Putin ha affermato che “le forze di pace russe sono state dispiegate [nel Nagorno Karabakh] su richiesta delle parti armena e azera, per osservare il cessate il fuoco. Lo scambio di prigionieri di guerra e corpi dei morti è stato effettuato dalla mediazione della parte russa ”.

(10 gen 21) RIFERITE SCHERMAGLIE INTORNO A SHUSHI – Nella serata ci sarebbero state schermaglie tra armeni e azeri nella regione di Shushi. Secondo Baku gli armeni avrebbero tentato di infiltrarsi nelle linee nemiche. Riferiti droni in volo. Uditi colpi anche a Stepanakert

(10 gen 21) MINASYAN ACCUSA – L’ex ambasciatore armeno in Vaticano Mikael Minasyan durante una trasmissione in diretta su Facebook ha accusato il premier armeno Nikol Pashinyan di aver condiviso con il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan la sua opinione sul destino del Karabakh. In particolare, Minasyan (ex ambasciatorre presso la Santa Sede) ha detto che “Nell’ultimo anno, Arayik Harutyunyan e Kamo Aghajanyan [ex capo della sicurezza nazionale dell’Artsakh] hanno venduto tutte le attività che appartenevano a loro o alle persone a loro associate a Jabrail, Fizuli e, soprattutto, ad Hadrut“.

(10 gen 21) CONFERMATO DOMANI VERTICE TRILATERALE – Domani a Mosca, su iniziativa del leader russo, si terranno colloqui trilaterali tra il presidente russo Vladimir Putin, il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev e il primo ministro armeno Nikol Pashinyan. Le parti intendono prendere in considerazione l’attuazione della dichiarazione dei leader dei tre Paesi sul Nagorno Karabakh il 9 novembre e discutere le misure per risolvere i problemi della regione. Secondo una nota del Cremlino, particolare attenzione sarà prestata alle questioni relative alla fornitura di aiuto ai residenti delle aree colpite dalle ostilità, nonché allo sblocco e allo sviluppo dei collegamenti commerciali, economici e di trasporto. Sono previsti anche colloqui uno a uno tra Vladimir Putin e Ilham Aliyev e Nikol Pashinyan.

(9 gen 21) INCONTRO CAPI SICUREZZA – Il direttore del servizio di sicurezza nazionale dell’Armenia Armen Abazyan ha avuto un incontro di lavoro con il direttore del servizio di sicurezza statale dell’Azerbaigian Ali Nagiyev nella zona di confine neutrale adiacente alla comunità Yeraskh della provincia di Ararat in Armenia. Durante l’incontro sono state discusse tematiche relative allo scambio di prigionieri di guerra e alla ricerca dei dispersi in azione.

(9 gen 21) RICOSTRUZIONE – Dopo la recente guerra, i lavori di riparazione, ricostruzione, recupero dei danni e smantellamento continuano in tutto l’Artsakh secondo quanto riferisce il Ministero dello Sviluppo Urbano. “I lavori di ricostruzione sono iniziati su un totale di circa 453 strutture residenziali danneggiate dalla guerra e oltre 250 sono state completate. Continua il restauro delle case danneggiate a seguito della guerra coerentemente con le liste di attesa; la priorità è data alle famiglie dei caduti e dei dispersi. Sono in fase di sviluppo anche altri progetti abitativi a Stepanakert e nelle regioni. È già stato approvato il finanziamento, che verrà erogato dall’Hayastan All Armenian Fund ”, ha aggiunto in particolare l’Artsakh Information Center.

(9 gen 21) AGGIORNAMENTO RITROVAMENTI – I corpi di altri tre militari armeni sono stati ritrovati durante le ricerche effettuate nell’area delle posizioni di combattimento della regione di Jabrayil secondo quanto dichiarato oggi da Hunan Tadevosyan, capo del dipartimento per l’informazione e le pubbliche relazioni del Servizio statale per le situazioni di emergenza in Artsakh . “Grazie alle operazioni di ricerca, i resti di un totale di 1.197 militari e civili sono stati ritrovati e recuperati finora dalle aree delle [recenti] azioni militari. A causa del trasferimento delle forze di pace russe, le operazioni di ricerca e soccorso di sabato e domenica continueranno a partire da lunedì “, ha aggiunto Tadevosyan.

(8 gen 21) ANCORA RITROVAMENTI – Altri sei corpi sono stati recuperati dalle squadre di ricerca nella regione di Hadrut. Secondo il Servizio di emergenza statale, i cadaveri sono stati rinvenuti al quinto chilometro della strada che porta dall’area di Tutak della regione di Hadrut al villaggio di Khtsaberd. “I corpi dei soldati defunti sono irriconoscibili, ma la loro identità è stabilita poiché i militari avevano libretti di registrazione militare. Oggi gli sforzi di ricerca continuano in direzione di Hadrut, Jabrayil e la sub-regione superiore di Askeran ”, ha dichiarato Tadevosyan, responsabile dipartimento informazione, aggiungendo che fino ad oggi sono stati rilevati 1.194 corpi e tra questi ci sono anche corpi di civili.

(7 gen 21) BILANCIO DI VITTIME POST TREGUA – Secondo Karen Vrtanesyan, coordinatrice del sito web Razminfo dell’Armenia, sono almeno 15 i militari armeni morti dopo l’entrata in vigore della tregua del 9 novembre. “Perché o non è stato affatto riferito ufficialmente, o è stato offuscato nel flusso torbido di infinite e innegabili ‘negazioni’, manipolazioni, pettegolezzi diffusi da circoli filo-governativi e disinformazione. Per non parlare dei 70-80, o forse di più, prigionieri. Ripeto: dal 9 novembre; cioè, dopo la “fine” della guerra [dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh)]“, ha aggiunto in particolare Vrtanesyan.

(7 gen 21) RIUNIONE DI LAVORO PRESIDENZIALE – Il presidente Arayik Harutyunyan ha convocato un’ampia consultazione di lavoro con i capi delle agenzie statali autorizzate dell’Artsakh e il ministro del Lavoro e degli affari sociali dell’Armenia, Mesrop Arakelyan, sui programmi per la risoluzione dei problemi sociali e abitativi del Popolazione Artsakh. Sono stati discussi gli approcci per fornire soluzioni globali ai problemi sia degli sfollati che di coloro che sono tornati nell’Artsakh. La questione principale sollevata dal capo dello stato, tuttavia, era l’alloggio. Il presidente ha sottolineato che grazie agli sforzi attivi del governo, è stato possibile ripristinare in un breve periodo di tempo la maggior parte delle infrastrutture dell’Artsakh, la maggior parte delle quali è stata completamente distrutta dai bombardamenti dell’Azerbaigian. È stato notato che sono stati pianificati anche programmi su larga scala per asfaltare le strade tra i villaggi, aumentare il numero di terre irrigate e incoraggiare le attività agricole nell’Artsakh.

(7 gen 21) CORRIDOIO SUD ARMENIA – Riguardo alla recente dichiarazione del presidente azero Ilham Aliyev che, citando la dichiarazione congiunta firmata il 10 novembre, ha fatto notare che il “corridoio di Nakhchivan” sarà presto aperto, Mane Gevorgyan, portavoce del Primo ministro armeno, ha dichiarato che “il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha ripetutamente attirato l’attenzione sul fatto che nella dichiarazione del 10 novembre non si parla di un corridoio che collega l’Azerbaigian con Nakhchivan. Il punto 9 della dichiarazione riguarda lo sblocco dei trasporti e delle infrastrutture economiche della regione e, in questo contesto, anche la creazione di un collegamento di trasporto tra la parte orientale dell’Azerbaigian e la Repubblica Autonoma di Nakhchivan. L’Armenia, ovviamente, è interessata alla possibilità di trasportare merci armene attraverso il territorio dell’Azerbaigian verso la Federazione Russa e la Repubblica Islamica dell’Iran e nella direzione opposta. Siamo interessati alla possibilità di trasferire il carico armeno attraverso il trasporto stradale e ferroviario nella Federazione Russa, mentre nella Repubblica Islamica dell’Iran, specialmente attraverso il trasporto ferroviario. In questo contesto, l’Armenia, naturalmente, è pronta a garantire la comunicazione tra la parte orientale dell’Azerbaigian e la Repubblica Autonoma di Nakhchivan.” Per Gevorgyan, tuttavia, la discussione completa di tutte queste questioni sarebbe difficile senza il completo adempimento del punto 8 della dichiarazione congiunta del 10 novembre, che prevede lo scambio di prigionieri, ostaggi, altre persone detenute e corpi dei morti.

(7 gen 21) ARMENIA RISPONDE AD ALIYEV – Anna Naghdalyan, portavoce del ministero degli Esteri dell’Armenia, rispondendo all’agenzia Interfax quando le è stato chiesto cosa intendesse Aliyev dicendo che la visita del ministro degli Esteri armeno ad Artsakh viola gli impegni presi nella dichiarazione del 9 novembre ha affermato che tale dichiarazione non impone alcuna restrizione ai legami tra Armenia e Artsakh a vari livelli. “Queste accuse sono completamente futili e prive di fondamento. La dichiarazione del 9 novembre non impone alcuna restrizione ai legami tra Armenia e Artsakh a vari livelli. La dichiarazione trilaterale del 9 novembre, che mirava a stabilire un cessate il fuoco e a dispiegare i caschi blu russi nell’Artsakh, non indica alcun accordo sullo status dell’Artsakh. E da quel punto di vista, tutte le accuse secondo cui sono avvenuti cambiamenti riguardo allo status dell’Artsakh non corrispondono alla realtà. Lo status dell’Artsakh sarà determinato come risultato di un processo di pace, sulla base dei principi proposti dai copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE, il diritto dei popoli all’autodeterminazione“, ha affermato Naghdalyan.

(7 gen 21) ANCORA MINACCE DI ALIYEV – Il presidente dell’Azerbaigian ha nuovamente formulato minacce agli armeni: “Sono stato informato che il ministro degli Esteri armeno si trovava a Kankendi [Stepanakert,la capitale del Nagorno Karabakh]. Che non dimentichino la guerra! Queste visite devono cessare. Vi avvertiamo che se verranno intraprese azioni così provocatorie, l’Armenia se ne rammaricherà ancora di più … La Russia ha offerto le sue opportunità di mediazione alle parti. Una delegazione dei rappresentanti del governo russo, che aveva recentemente visitato Armenia e Azerbaigian, stava principalmente discutendo di questi temi. Se le relazioni sono normalizzate, allora qual è il bisogno di visite così provocatorie? Cosa vogliono mostrare [gli armeni]? Pertanto, tutte le visite [tali] devono finire“, ha detto Aliyev aggiungendo che se tali visite verranno ripetute, “la risposta sarà molto dura“.

(7 gen 21) UDITE SPARATORIE NEI DINTORNI DI SHUSHI – Il sito “Wargonzo” riferisce che ieri sono state udite distintamente sparatorie con armi di piccolo calibro provenienti dalla regione di Shushi. Non è stato accertato se i colpi siano stati rivolti contro postazioni armene o altro. In giornata il portavoce del presidente della repubblica di Artsakh, Poghosyan, riferisce che non vi è nulla di preoccuparsi e che i colpi sono stati sparati in aria. Così anche il 31 dicembre.

(6 gen 21) ALTRI CORPI RITORVATI – Sale a 1.188 il numero di corpi ritrovati dal 14 novembre. Altri quattro sono stati trovati dalle squadre di ricerca nei pressi di Mataghis.

(6 gen 21) CONCERTO A STEPANAKERT – Nel cortile della chiesa Marde di Dio a Stepanakert si è tenuto un concerto di musica religiosa in collaborazione con la diocesi dell’Artsakh performato dall’orchestra sinfonica di Stato dell’Armenia e dal coro da camera dell’Artsakh

(6 gen 21) NATALE ARMENO – Oggi si festeggia in Artsakh il Natale secondo il calendario della chiesa apostolica armena. Il presidente della repubblica Harutyunyan ha partecipato con la famiglia alla divina liturgia.

(5 gen 21) RIENTRO RIFUGIATI – Altri 188 cittadini sono rientrati oggi in Artsakh portando il numero dei rimpatri a 47.475 che si aggiungono a coloro che non avevano lasciato il territorio durante la guerra.

(5 gen 21) AYVAZYAN IN ARTSAKH – Il ministro degli Esteri dell’Armenia è oggi in Artsakh per una visita di lavoro. Ayvazyan ha incontrato il collega Davit Babayan, nominato ministro proprio nella giornata di ieri, con il quale ha fissato un calendario di future consultazioni bilaterali. In seguito ha incontrato il presidente Harutyunyan.

(5 gen 21) PRESIDENTE RICEVE MINISTRO ARMENIA – Il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan ha ricevuto il ministro del lavoro e degli affari sociali dell’Armenia Mesrop Arakelyan. Harutyunyan e Mesropyan hanno discusso le questioni relative alla soluzione dei problemi sociali dei residenti dell’Artsakh che sono rimasti senza casa dopo la guerra e hanno trovato rifugio temporaneo in Armenia.

(5 gen 21) ALIYEV VUOLE AEROPORTO – Secondo il quotidiano russo Izvestia il presidente dell’Azerbaigian avrebbe ordinato la costruzione di u aeroporto nei territori ora sotto suo controllo. Si dovrebbe trattare, presumibilmente, di una pista di atterraggio nel sud.

(5 gen 21) PRIGIONIERI DI GUERRA – Secondo quanto riferisce il madre di uno dei soldati missing in action ci sarebbero più di ottocento prigionieri armeni di guerra detenuti a Baku. Ad oggi sono 44 quelli che hanno fatto ritorno a casa. Al momento non ci sono commenti su tale affermazione.

(5 gen 21) ASSISTENZA SANITARIA – Oltre 1100 abitanti (di cui 135 bambini) hanno beneficiato sino a oggi dell’assistenza nell’ospedale da campo allestito dal contingente di pace russo a Stepanakert.

(4 gen 21) VOCI SU PASHINYAN A MOSCA – La leader del partito armeno di opposizione Yerkir Tsirani (Terra delle albicocche), Zaruhi Postanjyan ha detto oggi in una conferenza stampa che circolano voci che il premier Nikol Pashinyan andrà a Mosca a firmare un documento. “Vorrei informare gli organizzatori della riunione di Mosca che Nikol Pashinyan non rappresenta il governo della Repubblica di Armenia, quindi, la sua firma non può avere valore legale per i cittadini della Repubblica di Armenia“, ha detto. Secondo Postanjyan, la dichiarazione trilaterale firmata il 9 novembre non ha nulla a che fare con l’integrità territoriale dell’Artsakh. “Nikol Pashinyan non era autorizzato a firmare per conto di Artsakh un documento che avrebbe consegnato Shushi, Hadrut e altre regioni. Nikol Pashinyan non è autorizzato a raggiungere un accordo orale e consegnare uno o una parte dei villaggi dell’Armenia [all’Azerbaigian] ”, ha affermato Zaruhi Postanjyan.

(4 gen 21) NUOVI MINISTRI – Masis Mayilian è stato sollevato dall’incarico di ministro degli Esteri dell’Artsakh e al suo posto è stato nominato Davit Babayan già consigliere presidenziale dell’Artsakh. Con un altro decreto presidenziale, Vahram Baghdasaryan è stato licenziato dalla carica di ministro delle finanze dell’Artsakh e, a causa del trasferimento a un altro lavoro, e il Ministro di Stato Grigori Martirosyan ha assunto anche il dicastero delle Finanze

(4 gen 21) NUOVI NATI – Dopo i cinque bambini nati il primo gennaio altre nascite hanno allietato l’Ospedale maternità e infanzia di Stepanakert. Sono undici a oggi nel 2021 i nuovi cittadini dell’Artsakh

(4 gen 21) ARCIVESCOVO AD AMARAS – Il primate della diocesi Artsakh della Chiesa apostolica armena, l’arcivescovo Pargev Martirosyan ha visitato il monastero di Amaras situato in prima linea nella regione di Martuni insieme al comando russo per il mantenimento della pace e ha discusso della sicurezza del monastero. Poi ha visitato la chiesa di Saint Vardan della città di Chartar, e poi la chiesa di Saint Nerses la più grande della città di Martuni. Inoltre, l’arcivescovo Pargev Martirosyan ha incontrato il capo dell’amministrazione regionale di Martuni, Ararat Melkumyan.

(4 gen 21) SALE IL NUMERO DEI CORPI RITROVATI – A quasi due mesi dalla fine della guerra le squadre di ricerca continuano a ritrovare corpi di soldati armeni caduti in battaglia. A seguito delle operazioni di ricerca, ieri sono stati ritrovati i corpi di 19 militari armeni e di un civile nelle regioni di Jabrayil e Hadrut. Il civile era un uomo anziano trovato nell’area del villaggio di Karmrakuch nella regione di Hadrut. Sarà effettuata una visita medica forense per scoprire se questa persona ha subito una ferita frammentaria fatale o è stato deliberatamente ucciso dagli azeri. Ad oggi sono stati recuperati 1.175 corpi.

(3 gen 21) CONSIGLIO DI SICUREZZA – Il primo ministro armeno Nikol PaShinian ha presieduto in serata una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Armenia il cui programma prioritario era ovviamente la situazione in Nagorno Karabakh e le prospettive di risoluzione del conflitto, questioni che erano state al centro delle sue discussioni domenicali con il vice primo ministro russo Alexeï Overtchouk, in visita a Yerevan. Una dichiarazione del governo armeno ha affermato in modo conciso che la riunione del Consiglio di sicurezza si è concentrata su “questioni relative alla situazione in Armenia e Artsakh, questioni umanitarie e clima di sicurezza”, senza fornire ulteriori dettagli. Alla riunione ha partecipato il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan

(3 gen 21) SMINAMENTO – Continuano le operazioni di sminamento da parte delle unità specializzate. Durante le loro operazioni in Nagorno Karabakh, le unità di ingegneria delle forze russe di mantenimento della pace hanno sminato oltre 400 ettari di territorio, quasi 151 km di strade e 617 costruzioni, 22 delle quali sono strutture sociali. Hanno anche rilevato e disinnescato oltre 16.000 oggetti esplosivi.

(3 gen 21) MORTO CAPO YAZIDI – Il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan ha espresso le condoglianze per la morte del presidente dell’Unione nazionale degli yazidi Aziz Tamoyan e ha pubblicato quanto segue sulla sua pagina Facebook: “Sono stato profondamente rattristato dalla notizia della morte del presidente dell’Unione nazionale degli yazidi Aziz Tamoyan. Ha dato un grande contributo per garantire una coesistenza armoniosa e una grande amicizia tra gli yazidi e gli armeni e ha agito come cittadino a pieno titolo e responsabile della Repubblica di Armenia. Tre mesi fa ho ricevuto la delegazione guidata da Aziz Tamoyan che aveva visitato l’Artsakh per prendere parte al sacro atto di difesa della patria. Artsakh è grato a lui ea tutti gli yazidi per aver sostenuto incondizionatamente Artsakh in un momento di gravi sfide. A nome dei cittadini dell’Artsakh e del sottoscritto, esprimo le nostre più sentite condoglianze ai parenti di Aziz Tamoyan e degli yazidi in occasione di questa grave perdita “.

(3 gen 21) ALTRI RITROVAMENTI – Altri dieci corpi di soldati armeni sono stati ritrovati dalle squadre di ricerca nelle aree di Martuni e Fizuli. Il numero complessivo di caduti ritrovati dal 13 novembre assomma a 1155

(2 gen 21) TURISMO IN ARTSAKH – Il presidente della Federazione armena del turismo Mekhak Apresyan ha affermato che l’Artsakh è diventato molto significativo nel settore del turismo armeno e che il turismo è cresciuto in modo dinamico negli ultimi anni. Apresyan ha aggiunto che nel 2019, 42.000 turisti hanno visitato l’Artsakh, il 47% in più rispetto al 2018. “È necessario continuare a fare tutto il possibile per garantire che il turismo cresca nell’Artsakh, anche nelle condizioni attuali. Alla luce dei recenti eventi, ciò è importante non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello politico, sociale, storico e culturale. Ciò riguarda anche la conservazione dei monumenti storici e culturali. I turisti stranieri devono essere ben consapevoli del patrimonio culturale armeno in Artsakh. Inoltre, il turismo funge anche da potente strumento per la ripresa e lo sviluppo economico“.

(2 gen 21) ALTRI RITROVAMENTI – Altri sette corpi di soldati armeni sono stati ritrovati dalle squadre di ricerca nelle aree di Martuni e Fizuli. Il numero complessivo di caduti ritrovati dal 13 novembre assomma a 1145.

(1 gen 21) NUOVI NATI IN ARTSAKH – Il Ministero della Salute dell’Artsakh comunica che il primo giorno dell’anno sono nati in Artsakh. Dei bambini nati al Mother and Child Health Center di Stepanakert, quattro sono venuti alla luce con parto naturale, uno (del peso di 5,400 kg) è nato con taglio cesareo. Tre dei neonati sono maschi e due sono femmine. I medici dicono che le madri e i neonati sono in condizioni di salute soddisfacenti.

(1 gen 21) RIENTRO RIFUGIATI – Altri 220 cittadini sono rientrati oggi in Artsakh portando il numero dei rimpatri a oltre 47.000 che si aggiungono a coloro che non avevano lasciato il territorio durante la guerra.

(1 gen 21) HARUTYUNYAN VISITA POSTAZIONI DIFESA – Il presidente dell’Artsakh (Nagorno Karabakh) Arayik Harutyunyan ha visitato oggi il confine e ha preso conoscenza dei lavori di fortificazione. Come riportato dal servizio stampa della presidenza, “Il capo dello Stato ha parlato con i difensori della patria, ha chiesto loro dei loro problemi e ha affermato che, indipendentemente dalle conseguenze della guerra, i piani per il potenziamento dell’Esercito della Difesa e la modernizzazione degli armamenti rimarranno tra le priorità del governo. “Abbiamo bisogno di un esercito qualitativamente nuovo in cui verranno prese in considerazione le lezioni della guerra, la pratica dei paesi leader e i moderni tipi di armamenti“, ha detto Arayik Harutyunyan “.

(1 gen 21) MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – Il presidente dell’Artsakh Arayik Harutyunyan ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il seguente messaggio: “Cari compatrioti, abbiamo salutato l’anno che passa con una marcia con i parenti dei militari scomparsi e abbiamo festeggiato il nuovo anno con un’omelia in ricordo dei nostri compatrioti martiri presso la Cattedrale di Santa Maria a Stepanakert. L’anno 2020 è stato un anno di gravi perdite e sfide per la nazione armena. Abbiamo perso migliaia di persone preziose e il modo migliore per rispettare la loro memoria è continuare la loro missione e realizzare i loro sogni. È semplicemente nostro dovere continuare il lavoro dei nostri antenati e dei coraggiosi soldati caduti in guerra. Che nel 2021 non ci siano più disastri nella patria degli armeni! Possa l’anno 2021 diventare l’anno della ripresa e della riorganizzazione della nazione armena! Possano tutti gli armeni essere in pace e pieni di vita e ricordare sempre i santi martiri armeni! Auguro a ciascuno di voi pace, determinazione e forte spirito. Gloria ai martiri caduti e a tutti i combattenti che garantiscono la nostra sicurezza!