Artsakh è l’originario nome armeno della regione.

Secondo la leggenda popolare deriverebbe da “Ar” (Aram) e “Tsakh” (giardino), ma l’opinione diffusa è che richiami il nome del re Artaxias I (II secolo a.C.).

Tuttavia gli armeni stessi usano abitualmente il termine di derivazione turca e persiana Karabakh (Karabagh) o  Gharapagh (a seconda della pronuncia nella lingua armena orientale in uso corrente nella Repubblica Armena o in quella occidentale parlata dalla Diaspora nel resto del mondo) che letteralmente significa “giardino nero”. Non rara, anche se molto meno adoperata, è la traslitterazione Karabah.

Di uso corrente è anche l’utilizzo di Nagorno Karabakh ripreso dal russo Nagornyj Karabakh che significa “Karabakh montuoso”, ossia “giardino nero di montagna”.

Sullo stemma ufficiale della Repubblica Autonoma del Karabakh è riportata l’iscrizione “Lernayin Gharabaghi Artsakh Hanrapetoutioun” (Repubblica Artsakh del montagnoso Karabakh).

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Il Nagorno Karabakh

La repubblica del Nagorno Karabakh (o Karabakh Montuoso) è un piccolo stato, de facto (ossia ufficialmente non riconosciuto a livello internazionale), situato nel Caucaso meridionale e facente parte della regione del Karabakh.

Misura circa undicimila chilometri quadrati e conta una popolazione di circa 150.000 abitanti.

Sin dall’antichità popolato prevalentemente o esclusivamente dagli armeni (qui, nel monastero di Amaras, è nato l’alfabeto armeno), il Nagorno Karabakh/Artsakh ha subito nel corso del ventesimo secolo una violenza politica e fisica che lo ha costretto per molti decenni in un regime di oppressione dal quale è riuscito a liberarsi in modo democratico e legale, salvo poi essere costretto a difendere a caro prezzo la ritrovata libertà.

Nonostante negli anni Venti gli armeni rappresentassero oltre il 95% della popolazione, Stalin, per cercare di accattivarsi le simpatie della Turchia, decide di assegnare il soviet del NK all’Azerbaigian invece che all’Armenia e nel 1923 viene creata la regione autonoma (Oblast autonoma del Nagorno Karabakh, 4400 km2), un’enclave armena in territorio azero. Dopo quasi settanta anni di sottomissione forzata, con il progressivo indebolimento dell’Unione Sovietica, rinascono le istanze dell’Artsakh che chiede a gran voce l’unificazione con l’Armenia.

Sfruttando la legislazione sovietica dell’epoca (vedi QUI ), al termine di un processo democratico e legale,  nel 1991 nasce la piccola repubblica del Nagorno Karabakh-Artsakh.

La risposta dell’Azerbaigian fu una guerra che dopo due anni di lutti e distruzioni si conclude con la totale sconfitta degli aggressori azeri che non solo non riescono a conquistare il nuovo piccolo stato caucasico ma sono costretti anche a cedere porzioni di territorio attigue che garantiscono al NK la continuità territoriale con l’Armenia e quindi maggior sicurezza per i suoi abitanti.  Nel 1994 viene firmato un accordo di cessate-il-fuoco. Da allora ripetutamente violato dall’Azerbaigian che, specie negli ultimi anni, cerca di riaccendere il conflitto nella regione.

Oggi la repubblica del Nagorno Karabakh/Artsakh è un piccolo stato de facto che guarda a un futuro di pace e tranquillità, attendendo da venticinque anni quel riconoscimento internazionale che solo interessi economici (il petrolio azero) hanno ad oggi negato.

PER SAPERNE DI PIU’

Wikipedia, “Repubblica del Nagorno Karabakh

Wikipedia, “Guerra del Nagorno Karabakh