Iniziativa Italiana per il Karabakh

L’economia dell’Artsakh negli ultimi anni cresce a ritmi impensabili sia prima che dopo la guerra. Una ritrovata tranquillità ha attirato investimenti stranieri e stimolato l’iniziativa locale. Il turismo ha portato aria nuova in questo angolo di Caucaso in mezzo alle montagne. Crescono i servizi ed in generale si registra – dopo i terribili anni successivi al conflitto – un netto miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Recentemente la Repubblica Armena ha lanciato un programma per promuovere vacanze in Karabakh a prezzi accessibili e proprio sul turismo sembra puntare la piccola repubblica.

Tra il 2001 ed il 2007 il Prodotto Interno Lordo è cresciuto del 116% che al netto dell’erosione inflattiva corrisponde ad un incremento intorno al 70%.

La moneta corrente è la dram in circolazione anche nella Repubblica Armena. Dal 2004 opera la “Artsakh Bank” (corrispondente alla Banca Centrale dello stato) ed altri istituti di credito, per lo più armeni, hanno aperto proprie filiali.

La Diaspora armena, ma non solo essa, investe in una regione economicamente vergine. Le telecomunicazioni mobili sono, ad esempio, affidate ad una società recentemente costituita con capitali libanesi, la Karabakh Telecom.  Altre imprese operano nel campo della lavorazione dei metalli e pietre preziose (la più importante è la Gorna Abakatinieni Combinat a Martakert), in quello alimentare (Artsakh Alco Brandy) e nella lavorazione di tappeti.

Grazie a sovvenzioni internazionali e ad interventi della Diaspora, sono state migliorate (e in alcuni casi ricostruite) le principali vie di comunicazione sia all’interno della regione che nei collegamenti esterni. Oggi una moderna superstrada di 170 chilometri collega Hadrout a Martakert, mentre da Stepanakert in sole quattro ore si può raggiungere Erevan, ossia meno della metà del tempo necessario fino a qualche anno fa.