Iniziativa Italiana per il Karabakh

29 DIC 14 CONCLUSO IL PROCESSO AI SABOTATORI AZERI Si è concluso a Stepanakert il processo ai due sabotatori azeri accusati di spionaggio, di ingresso illegale nel territorio della repubblica, dell’uccisione di un diciassettenne e di un soldato armeno nonché del ferimento di una donna. I fatti risalgono alla prima metà di luglio. Dilham Askerov e Shahbaz Guliyev sono stati condannati rispettivamente all’ergastolo e a ventidue anni di prigione. Un terzo componente del gruppo di sabotatori, Hasan Hasanov, rimase ucciso nello scontro a fuoco durante la cattura.


28 DIC 14 UN DISERTORE ARMENO NELLE MANI DEGLI AZERI Arsen Baghdasaryan, ex soldato dell’esercito armeno allontanato dal servizio perché più volte resosi responsabile di gravi mancanze nell'adempimento del proprio dovere, è finito nelle mani dei soldati azeri. Secondo quanto ha diramato il ministero della Difesa del Nagorno Karabakh, il giovane si era dato alla fuga per non essere messo sotto processo dalle autorità militari. Il procedimento nei suoi confronti era previsto per la prossima settimana. La Croce Rossa Internazionale sta seguendo il caso. Il ministero della difesa ha categoricamente smentito che Baghdasaryan stesse compiendo una azione di sabotaggio penetrando (peraltro da solo) in territorio nemico, come le fonti azere hanno cercato di accreditare dopo la cattura.


27 DIC 14 VIOLAZIONI AZERE DEL CESSATE IL FUOCO Nell’ultima settimana (21 -27 dicembre) sono state registrate circa 900 violazioni azere del cessate il fuoco con circa undicimila colpi sparati all’indirizzo delle postazioni armene. Ne dà notizia il ministero della difesa della repubblica di Artsakh.


26 DIC 14 SAHAKYAN INAUGURA NUOVE RESIDENZE Il presidente della repubblica si è recato oggi in visita nel villaggio di Vardadzor (regione di Martakert) dove ha inaugurato un nuovo complesso residenziale. Il presidente ha altresì visitato il complesso minerario di Kashen.


25 DIC 14 NUOVO TENTATIVO AZERO NELLA NOTTE DI NATALE Nella notte tra il 24 e il 25 dicembre gruppi di azeri hanno tentato una sortita rimasta prive di successo lungo la linea di demarcazione nel settore sud occidentale. Secondo un comunicato del ministero della Difesa dell’Artsakh il tentativo di penetrazione sarebbe costato numerose perdite nelle fila azerbaigiane i cui militari avrebbero fatto anche uso di mine.


21 DIC 14 VIOLAZIONI AZERE DEL CESSATE IL FUOCO Nell’ultima settimana (14 -20 dicembre) sono state registrate circa 1200 violazioni azere del cessate il fuoco con circa dodicimila colpi sparati all’indirizzo delle postazioni armene. Ne dà notizia il ministero della difesa della repubblica di Artsakh.


13 DIC 14 VIOLAZIONI AZERE DEL CESSATE IL FUOCO Nell’ultima settimana (7 -13 dicembre) sono state registrate circa 1600 violazioni azere del cessate il fuoco con circa diciottomila colpi sparati all’indirizzo delle postazioni armene. Ne dà notizia il ministero della difesa della repubblica di Artsakh che conferma altresì circa trenta colpi di mortaio sparai dalle postazioni azere.


12 DIC 14 NUOVE GRAVI VIOLAZIONI AZERE Nella notte tra giovedì e venerdì gruppi di azeri hanno tentato nuove sortite rimaste prive di successo. Secondo un comunicato del ministero della Difesa dell’Artsakh il tentativo di penetrazione sarebbe costato numerose perdite nelle fila azerbaigiane i cui militari avrebbero fatto anche uso di mine. Sono state registrate oltre 220 violazioni del cessate il fuoco anche con colpi di mortaio.


8 DIC 14 NUOVO TENTATIVO AZERO DI SABOTAGGIO Il ministero della difesa del Nagorno Karabakh comunica che oggi un drappello di soldati azeri ha tentato un’infiltrazione nel territorio armeno non riuscendo nel suo tentativo e subendo perdite valutate tra i cinque e i sette uomini. A seguito del tentativo di incursione azera un soldato dell’esercito di difesa del NK, Garik Ispiryan, 19 anni, è stato colpito a morte. Il portavoce del presidente della repubblica, David Babayan ha dichiarato che “l’azione e la politica dell’Azerbaigian nei fatti sono azioni di terroristi e sabotatori”. Come avviene in casi analoghi, i media azeri hanno nascosto l’accaduto e vengono riportate in contemporanea notizie di soldati morti a causa dello scoppio di una mina colpita da un veicolo sul quale viaggiavano ed altri feriti in incidenti d’auto.


6 DIC 14 PUNITO IL SOLDATO AZERO PER IL VIDEO POSTATO Il ministero della difesa dell’Azerbaigian ha annunciato che il soldato azero che ha girato e diffuso il video dell’abbattimento dell’elicottero armeno abbattuto il 12 novembre sarà punito. La notizia non sorprende. Proprio quel video aveva sconfessato la versione azera dell’attacco nemico. Nel filmato, girato dalla stessa postazione dalla quale è stato lanciato il razzo terra-aria, si vede chiaramente che i due velivoli armeni volavano lontani dalla linea di confine e in parallelo alla stessa. La versione ufficiale di Baku fu immediatamente smentita proprio dalle stesse immagini girate dagli aggressori. Ora a quasi un mese di distanza da quella gravissima violazione che è costata tre vite umane, arriva la punizione per l’indisciplinato video corrispondente.


6 DIC 14 VIOLAZIONI AZERE DEL CESSATE IL FUOCO Nell’ultima settimana (30 novembre- 6 dicembre) sono state registrate circa 800 violazioni azere del cessate il fuoco con circa tredicimila colpi sparati all’indirizzo delle postazioni armene. Ne dà notizia il ministero della difesa della repubblica di Artsakh.


4 DIC 14 DISCORSO DI NALBANDIAN A BASILEA Il Ministro degli Affari Esteri dell’Armenia, Edward Nalbandian, ha pronunciato un discorso alla 21 ° riunione del Consiglio dei ministri dell'OSCE convocata giovedi a Basilea, in Svizzera.

 

"Quest'anno ricorre il 20° anniversario dell'accordo di cessate il fuoco, raggiunto dal Nagorno Karabakh, l'Azerbaigian e l'Armenia. L’Azerbaigian ha fatto di tutto per indebolire il regime di cessate il fuoco, nonostante gli inviti della comunità internazionale a rafforzare l'accordo di cessate il fuoco del maggio 1994 e ad attuare pienamente il consolidamento del cessate il fuoco del febbraio 1995. Azioni militari da parte azera lungo la linea di contatto e sul confine armeno-azero, ha comportato significative perdite di vite e drasticamente sollevato tensioni sul campo. Negli ultimi anni la nostra diplomazia, insieme con i tre paesi co-presidenti del gruppo di Minsk dell'OSCE, il solo formato di mediazione concordato a livello internazionale, non ha risparmiato sforzi per raggiungere una soluzione pacifica del problema del Nagorno Karabakh. Nonostante gli intensi sforzi dei tre paesi co-presidenti durante gli ultimi sei anni (circa venti summit, diverse decine di incontri a livello ministeriale, le visite dei tre co-presidenti nella regione) è stato impossibile raggiungere una svolta nella risoluzione dei conflitti, perché la parte azera ha respinto una dopo l'altra tutte le proposte presentate dai mediatori. In Armenia continuiamo a credere che gli elementi delineati nelle cinque dichiarazioni dei capi dei paesi co-presidenti in Nagorno-Karabakh possono essere la base per raggiungere una soluzione giusta e duratura del conflitto. Condividiamo la posizione dei paesi co-presidenti, che tali elementi dovrebbero essere visti come un tutto unico e che ogni tentativo di selezionare alcuni elementi rispetto ad altri renderebbe impossibile il raggiungimento di una soluzione equilibrata. A differenza dell’Azerbaigian, l'Armenia ha più volte ribadito e in risposta agli appelli dei presidenti della Russia, degli Stati Uniti e la Francia, ancora una volta ha ribadito il suo impegno a favore dei principi del diritto internazionale, in particolare il non-uso della forza o la minaccia della forza, pari diritti e l'autodeterminazione dei popoli, e l'integrità territoriale. L’Azerbaigian finge che la comunità internazionale condivida i suoi approcci e condivida l'approccio della comunità internazionale, anche finge che è pronto ad iniziare il lavoro di stesura dell'accordo di pace, mentre Baku non riesce a concordare i principi fondamentali del conflitto del Nagorno-Karabakh. In realtà, l'Azerbaigian ha continuamente rifiutato tutte le proposte dei paesi co-presidenti. Baku ha respinto tutte le versioni dei principi di base della soluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh proposti dai co-presidenti del Gruppo di Minsk, incluse le ultime versioni presentate ai vertici di Kazan (giugno 2011), Sochi (marzo 2011), Astrakhan (ottobre 2011) e San Pietroburgo (giugno 2010).  Baku ha respinto non solo i principi di base, ma anche misure di fiducia proposte dai copresidenti per il consolidamento del cessate il fuoco e l'istituzione di un sistema di diagnosi delle violazioni del cessate il fuoco, prendendo tutta la responsabilità per le sue conseguenze []. Un abitante di un villaggio armeno che aveva erroneamente vagato nel territorio dell'Azerbaigian è stato arrestato, umiliato davanti alle telecamere, una tattica usata da organizzazioni terroristiche noti, ed è stato trovato morto il giorno seguente. Quanto più la comunità internazionale, attraverso i co-presidenti del gruppo di Minsk dell'OSCE si appella alle parti in conflitto affinché  preparino le popolazioni per la pace e non per la guerra, tanto più sentiamo da parte dell’Azerbaigian, anche ai livelli più alti, un crescendo di discorsi guerrafondai, bellicosi, pieni di odio anti armeno, vediamo la glorificazione di assassini di armeni e persecuzioni di quei giornalisti, attivisti della società civile, rappresentanti di intellettuali, che perseguono i progetti di rafforzamento della fiducia e di riconciliazione, e che vengono presentati come 'spie armene.' Quanto più la comunità internazionale chiede alle parti di ritirare i cecchini dalla linea di contatto, tanto più la parte azera aumenta i tiri dei cecchini, gli incidenti provocatori, gli atti sovversivi che causano numerose vittime. Più entrate petrolifere arricchiscono il bilancio azero, e più armi e armamento sono acquistati da Baku. Nel 2015 il bilancio militare dell'Azerbaigian raggiungerà 4,8 miliardi di dollari, aumentato di quasi trenta volte in un decennio da quando Ilham Aliyev ha ereditato il potere dal padre. La spesa militare assolutamente sproporzionata e l'acquisizione di armamenti in eccesso da Azerbaijan costituiscono una grave minaccia per la stabilità e la sicurezza regionale e internazionale.”


4 DIC 14 COMUNICATO GRUPPO DI MINSK OSCE A margine dei lavori della 21a assemblea dell’Osce tenutasi a Basilea (Svizzera), il Gruppo di Minsk dell’Osce ha rilasciato la seguente dichiarazione: “BASILEA, Svizzera, 4 Dicembre 2014 - Noi, i capi delegazione dei Paesi co-presidenti del gruppo di Minsk dell'OSCE – il ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov, il Segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry, il Segretario di Stato per gli Affari europei della Francia Harlem Desir - rimaniamo fortemente impegnati per una soluzione pacifica del conflitto del Nagorno-Karabakh. Non esiste una soluzione militare e chiediamo alla parti di astenersi dalla violenza e lavorare attivamente per una soluzione duratura. Ci rammarichiamo per la recrudescenza della violenza nel corso dell'anno passato lungo la linea di contatto e il confine armeno-azerbaigiano. Le azioni militari nei mesi di luglio e agosto hanno determinato significative perdite di vite umane, hanno sollevato tensioni e aumentata la sfiducia tra le parti. Le parti devono adottare misure supplementari per rafforzare il cessate il fuoco del 1994 e creare un clima più favorevole per far progredire i colloqui di pace. L’abbattimento di un elicottero militare il 12 novembre lungo la linea di contatto è stata una tragedia evitabile che ha sottolineato l'importanza di adottare misure per ridurre le tensioni, ripristinare la fiducia ed evitare futuri incidenti. Facciamo appello a tutte le parti affinché dimostrino moderazione ed evitino un'ulteriore escalation. Chiediamo anche a questi paesi di risolvere le questioni umanitarie, nello spirito della dichiarazione Astrakhan di ottobre 2010 dei presidenti di Armenia, Azerbaigian e della Federazione russa. I tre incontri tra i presidenti di Armenia e Azerbaigian nel 2014 a Sochi, Newport, e Parigi hanno rivitalizzato il più importante canale di comunicazione tra le parti. Accogliamo con favore l'accordo dei presidenti a Parigi a intensificare il dialogo nel corso del prossimo anno. E' tempo per le parti di superare le divergenze, ripristinare la fiducia, e onorare il loro impegno ad entrare in un processo negoziale che può portare a una soluzione. Essi sono tenuti a riconoscere che la base per una soluzione globale, sono gli elementi ed i principi delineati nelle dichiarazioni congiunte dei Presidenti della Russia, degli Stati Uniti e la Francia, in particolare quelli che sono stati discussi durante l'ultimo vertice di Parigi. I negoziati per un accordo globale di pace sotto l'egida dei paesi co-presidente dovrebbero iniziare il più presto possibile. Rimaniamo pronti a lavorare a stretto contatto con le parti per raggiungere una soluzione duratura e aprire un nuovo capitolo di pace, ma sottolineano che la responsabilità primaria di porre fine al conflitto del Nagorno-Karabakh riposa con i leader di Armenia e Azerbaigian.”


1 DIC 14 CONCLUSO VIAGGIO DI SAHAKYAN IN ITALIA Si è concluso il viaggio del presidente Sahakyan a Roma. Il presidente si è trattenuto nella capitale italiana tre giorni nel corso dei quali ha incontrato comunità armene ed esponenti politici. Nel corso dei proficui colloqui Sahakyan ha avuto modo di illustrare la posizione del Nagorno Karabakh e concordare relazioni politiche più strette con i partner italiani.