Iniziativa Italiana per il Karabakh

 

titolo

un incontro a sochi per frenare la tensione nel nagorno karabakh

Fonte

la voce della russia

Data

4.08.14

Autore

andrey fediasin

link

http://italian.ruvr.ru/2014_08_04/Chi-fomenta-la-guerra-del-Nagorno-Karabakh-6912/

 

All’inizio della settimana la situazione attorno alla repubblica non riconosciuta del Nagorno Karabakh, un’enclave situata tra Armenia ed Azerbaigian, si è talmente arroventata che serve un incontro urgente dei presidenti dell’Armenia e dell’Azerbaigian per prevenire una nuova guerra nella regione.

Il presidente armeno Hovik Abrahamyan ha comunicato che tale incontro può aver luogo l’8 o il 9 agosto nella città russa di Sochi. L’idea di questo incontro è stata promossa del Gruppo di Minsk della OCSE per il Nagorno Karabakh. Oltre all’Armenia e all’Azerbaigian i principali partecipanti del gruppo sono Russia, Francia e USA.

Se gli scontri sul confine della repubblica non riconosciuta del Nagorno Karabakh fossero avvenuti sei mesi fa, ciò forse non avrebbe allarmato tanto i vicini stretti e lontani di Erevan e Baku. Gli scontri in questa zona sono, infatti, cosa di ordinaria amministrazione. Ma la crisi in Ucraina conferisce una sfumatura particolarmente sinistra all’aggravamento della situazione su questo territorio. Aleksej Malašenko, membro del consiglio scientifico del Centro Carnegie di Mosca, ritiene:

Se questo fosse successo sei mesi fa, si sarebbe potuto dire con sicurezza che l’attuale inasprimento della situazione non avrebbe portato ad un serio spargimento di sangue. Ma adesso, tenendo conto della situazione in Ucraina, non si può, purtroppo, affermarlo.

Adesso la Russia, vista la situazione nel sud-est dell’Ucraina, non è assolutamente interessata allo “scongelamento” del conflitto armeno-azerbaigiano. Dovrebbe infatti difendere in questa o quella misura l’Armenia, che sta per diventare membro dell’Unione Euroasiatica. “Non voglio occuparmi di cospirologia ma non escludo che l’attuale situazione rappresenti una mossa dell’Occidente”, ha detto Aleksej Malašenko.

Un altro esperto russo, Aleksandr Sotničenko, analista del Centro di San Pietroburgo per gli studi sul contemporaneo Medio Oriente, indica direttamente l’attinenza degli USA con lo “scongelamento” del conflitto. Stando a Sotničenko, il conflitto quasi assopito in questa zona è un buono strumento di pressione sia sui paesi della regione che su Mosca:

Ultimamente agli USA è in generale utile una grande e permanente instabilità nel Medio Oriente, inclusa anche la regione del Caucaso del Sud. Pertanto gli americani saranno contenti dell’inizio della guerra. Ma il Karabakh non sarà ceduto così facilmente in mano all’Azerbaigian. Negli USA opera una lobby armena molto potente. D’altra parte è chiaro che se l’Azerbaigian riconquisterà con le armi il Karabakh, condurrà una politica ancor più indipendente.

Secondo il parere di alcuni esperti russi, gli USA fomentano intenzionalmente il conflitto assopito in quanto l’Armenia è in una fase già progredita di ingresso nell’Unione economica euroasiatica (UEEA) della Russia, Bielorussia e Kazakhstan.

Erevan, dopo essersi è avviata verso l’ingresso nell’UEEA, è diventata oggetto di pressioni sistemiche da parte dell’Occidente, sostiene Andrej Arešev, analista del Centro di studi sul Caucaso e sull’Asia Centrale presso l’Istituto di orientalistica dell’Accademia delle scienze della Russia. Non è da escludere che la crescita della tensione attorno al Nagorno Karabakh sia una parte integrante di questi sforzi sistemici, mentre sul piano pubblico la responsabilità ricadrà su Mosca:

Non escludo neanche la riattivizzazione di altri conflitti sul perimetro dei confini russi, ad esempio del conflitto in Transnistria, al fine di creare per Mosca una situazione al massiтo complessa, quando dovrà dividersi tra alcuni “fronti”. Il cerchio dei conflitti attorno ai confini russi si delinea sempre più nettamente.

La valutazione data dagli esperti azerbaigiani del ruolo degli USA nella fomentazione del conflitto o almeno del mantenimento dello stesso in uno stato sospeso coincide con il parere dei loro colleghi armeni e russi. “Le polemiche, i litigi e gli alterchi attorno al Nagorno Karabakh ricordano una rissa tra i vicini per aggiudicarsi una stanza di una casa già comprata dagli USA”, dice il noto politologo e diplomatico Wafa Gululadze, presidente del Fondo di ricerche politiche sugli stati della regione del Caspio:

La Russia non risolverà questo problema o, meglio, non è in grado di risolverlo. Finché nel mondo esiste una sola potenza globale, gli Stati Uniti, nessuno permetterà alla Russia di risolverlo. Perché l’America dovrebbe aver fretta di risolvere questo problema? Ciò rappresenta infatti una leva supplementare per premere sull’Azerbaigian affinché Baku segua la scia della politica occidentale.

La guerra del Nagorno Karabakh, scoppiata tra Armenia ed Azerbaigian all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, è diventata il primo scontro militare nell’area postsovietica al quale abbiano partecipato due paesi sovrani. Secondo le varie stime, nel corso del conflitto sono morte da 9 mila a 16 mila persone da ambo le parti.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_08_04/Chi-fomenta-la-guerra-del-Nagorno-Karabakh-6912/