Iniziativa Italiana per il Karabakh

 

28 DIC 11 – Un militare diciannovenne dell’esercito di difesa dell’Artsakh è stato ferito questa mattina da colpi di arma da fuoco sparati dalle linee azere nella ennesima violazione del cessate il fuoco. Il militare ferito è Gevorg Yeghiazaryan. Il fatto è accaduto lungo la linea di demarcazione nei pressi di Martakert.

26 DIC 11 – Ha scelto il giorno di Natale il presidente Sahakyan per visitare Martakert ed inaugurare il nuovo ospedale interamente ricostruito e riammodernato.

24 DIC 11 - Continuano le violazioni azere del cessate il fuoco lungo la linea di confine tra NKR e Azerbaigian. Anche la scorsa settimana ne sono state registrate circa centoottanta per un totale complessivo di oltre ottocento colpi sparati all’indirizzo delle postazioni armene.

 

23 DIC 11 - Puntuali, dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea Nazionale francese della legge che punisce la negazione dei genocidi, sono arrivate le critiche anche dell’Azerbaigian, fedele scudiero turco. Il vice ministro degli esteri Azimov ha già bollato il comportamento del co-presidente francese Fassier (peraltro con il suo mandato appena scaduto…) come “non costruttivo” per avere lo stesso rilasciato dichiarazioni di diverso tenore nel corso delle sue visite di commiato in Azerbaigian e in Armenia.

23 DIC 11 - Nella sua consueta conferenza stampa di fine anno il ministro della difesa dell’Artsakh, Movses Hakobyan, ha fatto il punto sui dodici mesi trascorsi e sulla situazione attuale. Nel corso del suo incontro ha comunicato che il governo ha già avviato una campagna di equipaggiamento di nuovi mezzi (carri armati) destinati ad aumentare il potenziale dell’esercito del Nagorno Karabakh.

 

«ARTSAKH: GIARDINO DELLE ARTI E DELLE TRADIZIONI ARMENE»

Un libro alla scoperta della civiltà Artsakh, una tra le più antiche al mondo.

A dispetto di una storia turbolenta, i secoli hanno regalato a questa terra un ricco patrimonio di arte e cultura.

Il volume è stato pubblicato, per festeggiare il ventesimo anniversario della dichiarazione di indipendenza della repubblica, dalla rappresentanza in Francia, del Nagorno Karabakh.

Esso offre al lettore, in un testo bilingue (inglese e francese) la possibilità di scoprire l’Artsakh attraverso la sua storia, i suoi tesori archeologici, l’architettura sacra delle molte chiese, monasteri e cappelle; ed ancora la raffinatezza delle sue croci di pietra, i colori e lo stile particolare dei suoi manoscritti, l’eccellenza dei suoi tappeti.

Numerose fotografie e mappe calano il lettore alla scoperta dell’Artsakh.

Gli autori

Studiosi di fama, esperti mondiali di storia e civiltà del Karabakh, hanno contribuito alla stesura di questo libro con il chiaro obiettivo di renderlo accessibile a tutti:

George Bournoutian (Iona College, USA), François Djindjian (Professore, Università di Nantes), Patrick Donabedian (Università diAix-en-Provence), Dickran Kouymjian (Professore Emerito, California State University di Fresno, USA) ClaudeMutafian (Ricercatore di Storia, Universita Parigi I Panthéon-Sorbonne).

Come acquistarlo

Dal sito della Rappresentanza del NKR in Francia al link sotto indicato, seguendo le istruzioni (in inglese o francese) per l’acquisto on line

http://www.haut-karabagh.com/?p=192


20 DIC 11 - In occasione della giornata dedicata agli addetti alla Sicurezza Nazionale il presidente Sahakyan ha rivolto loro il seguente messaggio: « A nome delle autorità dell’Artsakh, mi congratulo per la vostra festività professionale, giornata che è tradizionalmente celebrata in tutta la repubblica. Il vostro lavoro è finalizzato a proteggere gli interessi nazionali dell’Artsakh, la salvaguardia sociale e la sicurezza dello stato. Il continuo rafforzamento della nostra libera ed indipendente statualità dipende anche dal vostro quotidiano incessante lavoro. Il nostro obiettivo è creare uno stato che provveda alla massima protezione dei suoi cittadini di fronte alle minacce esterne ed interne, uno stato dove tutti vogliano sentirsi sicuri. Il ruolo del servizio di Sicurezza Nazionale nell’espletare questa missione è indubbiamente grande. Confido che i lavoratori continueranno a dimostrare rilevante professionalità per risolvere le complicate questioni nazionali. Lo stato, a sua volta, avrà l’obiettivo di migliorare in ogni modo possibile il vostro lavoro e le condizioni sociali».

20 DIC 11 - Il presidente dell’Artsakh, Sahakyan, si trova da ieri a Mosca per una visita nel corso della quale sono programmati incontri con politici, imprenditori ed associazioni armene.

19 DIC 11 – Il co-presidente francese del Gruppo di Minsk dell’Osce, Bernard Fassier, a conclusione del suo mandato ha rilasciato la seguente dichiarazione: « Il Gruppo di Minsk dell’Osce supporterà qualsiasi tipo di compromesso che le parti del conflitto del Karabakh vorranno accettare». Riguardo un possibile coinvolgimento del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, fassier ha aggiunto che « il popolo non può essere forzato ad accettare qualche cosa che non voglia accettare con il compromesso che rimane la sola opzione. A meno che il Consiglio di Sicurezza nelle nazioni Unite non sia capace di far negoziare alle parti un compromesso, nessuna soluzione forzata è possibile». Soddisfazione è stata espressa dalle autorità armene per tali dichiarazioni.

 

17 DIC 11 – Continuano le violazioni azere del cessate il fuoco lungo la linea di confine tra NKR e Azerbaigian. Anche la scorsa settimana ne sono state registrate circa duecento per un totale complessivo di oltre ottocento colpi sparati all’indirizzo delle postazioni armene.

14 DIC 11 – Il presidente Sahakyan ha avuto oggi un incontro con il ministro della difesa dell’Armenia Seyran Ohanyan.

13 DIC 11 – Prosegue la visita in Italia del presidente della repubblica armena Sargsyan. Come riportato dall’ufficio stampa della presidenza, nel corso dei colloqui con il presidente italiano Napolitano e con il capo delegazione italiana all’Osce, Migliori, Sargsyan ha illustrato la posizione armena in merito al contenzioso dell’Artsakh. Anche il ministro degli esteri armeno Nalbandian nel corso del suo incontro con l’omologo italiano Terzi ha riferito i più recenti sviluppi del processo di pace.

13 DIC 11 – Lo speaker del parlamento armeno, Samvel Nikoyan, prosegue la sua visita nella repubblica del Nagorno Karabakh. Dopo aver incontrato ieri il presidente Sahakyan, si è recato oggi al Memoriale di Stepanakert che ricorda i caduti nella guerra di liberazione; quindi ha raggiunto la linea di contatto con l’Azerbaigian e si è intrattenuto a colloquio con alcune unità militari armene in servizio.

12 DIC 11 – Il presidente Sahakyan ha visitato oggi la regione di Martuni. Nel capoluogo ha visitato il complesso militare nell’ambito del quale ha inaugurato una nuova scuola; ha quindi visitato diversi villaggi dove ha incontrato le autorità e la popolazione locali. Si è quindi recato a Shushi dove ha verificato lo stato di avanzamento dei lavori del nuovo complesso sanitario, quindi ha partecipato ad una cerimonia nel corso della quale sono state consegnate le chiavi di nuovi appartamenti a militari in servizio.

10 DIC 11 – La repubblica del Nagorno Karabakh Artsakh festeggia il ventennale del referendum che sancì l’autodeterminazione del suo popolo. iniziativa italiana per il karabakh si unisce alla festa per questa importante data e che testimonia il percorso democratico e legale nella nascita della repubblica. Questo il testo della proclamazione del risultato:

«dichiarazione Commissione Elettorale Centrale convalida referendum 10.12.91 - Il Comitato elettorale centrale per lo svolgimento del referendum nota che, in accordo con la decisione della sessione del soviet del NKR del 27 novembre 1991 e la disposizione provvisoria per l’indizione del referendum confermata dalla stessa sessione, il giorno 10 dicembre 1991 un referendum si è svolto su tutto il territorio del Nagorno Karabakh al fine di determinarne il suo status finale, la forma della struttura statale, i rapporti con gli altri stati e l’Unione.

Il giorno del referendum tutto il territorio della Repubblica del Nagorno Karabakh, ed in particolare la sua capitale Stepanakert, è stato oggetto da parte azera di bombardamenti di artiglieria pesante e razzi nel tentativo di sopprimere la voce del popolo dell’Artsakh nella lotta per la liberazione nazionale dall’oppressore.

Un gran numero di case ed edifici amministrativi sono stati distrutti nelle città e nelle regioni della repubblica. Dieci persone sono morte solo nel giorno del referendum.

Tuttavia, la popolazione della repubblica, dopo aver superato difficoltà incredibili, come un corpo unico ha partecipato alle elezioni al fine di unire le voci contro la secolare tirannia.

108.736 elettori, pari all’82,2% dei 132.328 registrati hanno partecipato alle elezioni.

Gli elettori di nazionalità azera (22.747) non hanno preso parte al referendum sebbene la CEC (Commissione Elettorale Centrale) abbia tentato di entrare in contatto con loro al fine di raggiungere un consenso su questi temi. I relativi documenti, così come la disposizione provvisoria del referendum e lo svolgimento delle elezioni parlamentari, sono stati inviati a tempo debito. I militari della base di stanza a Stepanakert non hanno partecipato al voto per motivi politici. Il referendum si è svolto in 70 su un numero totale di 81 collegi elettorali. In dieci di undici collegi elettorali in cui il referendum non ha avuto luogo, ha vissuto popolazione azera.

“Sei d’accordo che la proclamata Repubblica del Nagorno Karabakh sia uno stato indipendente che agisce con la propria autorità per decidere forme di cooperazione con gli altri stati e le comunità?”

108.615 persone pari al 99,9% del numero totale dei votanti ha risposto “Sì”, 24 persone pari allo 0,02% dei votanti hanno risposto “No” alla domanda di cui sopra. 95 voti pari allo 0,09% sono stati riconosciuti non validi.

Il referendum è stato condotto in conformità con le norme internazionali, nonché la previsione temporanea sul referendum in RNK. Il Comitato Elettorale Centrale non ha ricevuto alcuna denuncia o dichiarazioni su eventuali violazioni. Deputati del Soviet Supremo dell’Urss, di Russia e Mosca come pure rappresentanti di diverse organizzazioni internazionali e di stati stranieri erano presenti al referendum in qualità di osservatori e hanno rilasciato commenti positivi. Così la volontà del popolo della Repubblica del Nagorno Karabakh per costruire uno stato indipendente è diventata realtà oggettiva.  Il presidente della Commissione Elettorale Centrale, E. Petrossian.

10 DIC 11 – In occasione del ventennale del referendum confermativo della neonata repubblica del Nagorno Karabakh Artsakh, il presidente Sahakyan ha indirizzato il seguente messaggio alla nazione: « Il quel giorno del 1991 il popolo dell’Artsakh si è recato al referendum nazionale come fosse una sola persona, e ha dato il proprio voto a favore di uno Stato libero ed indipendente, e si è trovato a fronteggiare il compito estremamente difficile e complesso della sua costruzione. Da quanto si è visto in questi venti anni, quella scelta è stata giusta e corretta. Il 10 dicembre è anche il giorno della Costituzione, la legge fondamentale della repubblica del Nagorno Karabakh, in vigore già da cinque anni. È divenuta il punto di riferimento principale per lo sviluppo futuro ed il progresso del nostro paese che percorre la strada della democrazia. E non è un caso che questi referendum che sono stati fondamentali e cruciali per l’Artsakh, si sono svolti nella Giornata dei diritti umani. Lo stato di diritto e la tutela dei valori indicati nella Costituzione è il sacro dovere di ogni cittadino dell’Artsakh. Questa è l’unica strada per la vittoria finale!» (traduzione redazionale)

9 DIC 11 – Il presidente del Libano, Michael Suleiman ha ribadito in una conferenza stampa che la risoluzione della questione del Nagorno karabakh dovrà essere trovata nel rispetto delle leggi internazionali e del diritto all’autodeterminazione. Ha inoltre riferito dei (vani) tentativi che l’Azerbaigian cerca di portare avanti nell’ambito della Conferenza Islamica affinché la stessa faccia pressioni sull’Armenia.

9 DIC 11 - Un cerimonia celebrativa del ventesimo anniversario del referendum dell’Artsakh si è svolta questa mattina nel parlamento francese. Presenti all’evento deputati, senatori, giornalisti, il rappresentante della RNK in Francia, Hovhannes Gevorgyan, l’ambasciatore della repubblica armena, intellettuali e membri delle associazioni armene francesi. Nel corso della cerimonia è stato presentato il libro bilingue (inglese e francese) “Artsakh: il giardino dell’arte e della tradizione armena”.

 

 

8 DIC 11 – Funzionari Osce hanno oggi compiuto un monitoraggio, dalla parte dell’Artsakh, lungo la linea di confine nella regione di Hadrut. Non sono state registrate violazioni del cessate il fuoco.

7 DIC 11 – Comunicato stampa Osce (Vilnius, 7 dic): «I copresidenti del Gruppo di Minsk dell’Osce, il Segretario di Stato Clinton, i Ministri degli esteri dell’Armenia (Nalbandian) e dell’Azerbaigian (Mammadyarov) hanno ribadito l’importanza di raggiungere una soluzione pacifica del conflitto del Nagorno Karabakh. Ricordando la dichiarazione di Mosca del novembre 2008, così come la dichiarazione dei loro paesi nelle riunioni del Consiglio ministeriale dell'OSCE di Helsinki (2008) e Atene (2009) e al vertice OSCE di Astana (2010), i cinque capi delegazione hanno concordato sulla necessità per continuare il processo negoziale nel formato del gruppo di Minsk dell'OSCE e di migliorare il clima per fare progressi verso una soluzione pacifica. Come uno dei passi in questa direzione si è convenuto che ulteriori sforzi dovrebbero essere fatti per lavorare sui dettagli del meccanismo per indagare sulle violazioni del cessate il fuoco, che ha portato dalla dichiarazione congiunta dei presidenti Aliyev, Sargsian, e Medvedev al vertice di Sochi nel marzo 2011. Prendendo atto della dichiarazione dei loro presidenti del maggio 2011 a Deauville, che ha sollecitato l'Armenia e l'Azerbaigian a finalizzare i Principi di base per la risoluzione pacifica del conflitto Nagorno Karabakh, i capi di delegazione dei paesi co-presidenti del Gruppo di Minsk hanno espresso rammarico per il fatto che le parti non stati in grado di fare questo passo decisivo. I tre capi delegazione hanno ribadito che non ci può essere soluzione militare al conflitto Nagorno Karabakh e che la Carta delle Nazioni Unite, i principi dell'Atto finale di Helsinki, e gli elementi delineati nelle dichiarazioni congiunte dei loro presidenti a L'Aquila in luglio 2009 e Muskoka nel giugno 2010 offrono la strada a tutte le parti di andare oltre lo status quo inaccettabile per raggiungere una soluzione pacifica. Alla luce di quanto intensi negoziati intrapresi dopo il Consiglio ministeriale dell'OSCE 2007 a Madrid, anche al più alto livello, i tre capi delegazione hanno esortato le parti a esaminare ulteriormente con attenzione le proposte che i paesi co-presidenti hanno fornito loro. I ministri di Azerbaigian e Armenia hanno espresso il loro apprezzamento per gli sforzi dei paesi co-presidenti, tra cui l'impegno personale dei presidenti Medvedev, Obama e Sarkozy, per aiutare i loro paesi a raggiungere un quadro per un accordo di pace globale. Hanno informato i capi di delegazione dei paesi co-presidenti che i loro presidenti sono pronti a incontrarsi di nuovo insieme nel prossimo futuro, sotto gli auspici dei paesi co-presidente per continuare il loro dialogo diretto, basandosi sulle recenti esperienze, sul modo di portare la pace , stabilità e prosperità ai loro popoli». (traduzione redazionale)

6 DIC 11 – A margine dei lavori del 18° Consiglio dell’Osce in corso a Vilnius (Lituania) sono state numerose le prese di posizione riguardo la questione del Nagorno Karabakh. Tutti i commenti, europei e non, sono improntati nel supporto delle iniziative del Gruppo di Minsk per trovare il componimento del contenzioso e sulla necessità di evitare un aumento della tensione che potrebbe avere conseguenze disastrose in tutta la regione.

3 DIC 11 – Duecentoventi violazioni azere del cessate il fuoco sono state registrate la scorsa settimana lungo la linea di confine.

 

2 DIC 11 – Oltre 1150 violazioni azere del cessate il fuoco nel mese di novembre lungo la linea di contatto tra RNK ed Azerbaigian. Da registrare anche duecento violazioni azere lungo il confine con l’Armenia. A causa dell’intensa attività di cecchinaggio azero, lo scorso mese sono morti due giovani militari armeni; il duplice luttuoso evento ha scatenato una operazione di reazione su tutta la linea che ha provocato numerose perdite al nemico.

2 DIC 11 – Prosegue il viaggio in sud America del presidente Sahakyan. In Argentina si è recato in visita al Parlamento argentino dove ha incontrato lo speaker Aguad, il presidente della Commissione Esteri Atanasof ed un gruppo di deputati. Quindi il presidente dell’Artsakh si è recato in Uruguay dove ha avuto un incontro di lavoro al Parlamento con lo speaker della Camera Lacalle, il presidente della Commissione Esteri Laurnaga ed alcuni senatori e deputati per poi fare ritorno nuovamente in Argentina.

 

1 DIC 11 - Comunicato stampa del gruppo di Minsk dell’Osce (Baku, 30 nov): «I copresidenti del gruppo di Minsk dell'OSCE (Bernard Fassier ambasciatore di Francia, Robert Bradtke degli Stati Uniti, e Igor Popov della Federazione Russa) e l'Ambasciatore Andrzej Kasprzyk (rappresentante personale del presidente dell'OSCE in carica) si sono recati dal 28 novembre al 30 novembre a Yerevan e Baku. I co-presidenti sono stati accompagnati dall'ambasciatore Jacques Faure, che succede all'Ambasciatore Fassier come co-presidente francese del Gruppo di Minsk. A Yerevan il co-presidenti ha incontrato il Presidente Sargsian, il ministro degli Esteri Nalbandian, e il ministro della Difesa Ohanyan; a Baku si sono incontrati con il presidente Aliyev, il ministro degli Esteri Mammadyarov, e il ministro della Difesa Abiyev. In tutti questi incontri, i co-presidenti hanno riaffermato il forte impegno dei loro paesi ad assistere le parti nel raggiungimento di una soluzione duratura e pacifica del conflitto del Nagorno-Karabakh. Notando le recenti notizie di incidenti lungo la linea di contatto, il co-presidenti hanno sottolineato ancora una volta ai Presidenti l'importanza di rispettare cessate il fuoco del 1994. Hanno ribadito che tali incidenti dimostrano la necessità di attuare il meccanismo proposto per indagare sugli incidenti lungo la linea del fronte, su cui i presidenti hanno concordato in linea di principio. I co-presidenti hanno anche discusso misure aggiuntive per rafforzare la fiducia attraverso le persone, gli scambi interpersonali e gli sforzi per preservare i luoghi di culto, siti culturali, e cimiteri. Il 29 novembre, i co-presidenti hanno attraversato il confine tra Armenia e Azerbaigian a piedi, e hanno incontrato le autorità locali di ogni parte per discutere la situazione nella regione di confine. Il 30 novembre, i co-presidenti hanno incontrato i rappresentanti del Nagorno-Karabakh azeri, e hanno sottolineato che una soluzione pacifica deve includere il diritto di tutti gli sfollati interni e dei rifugiati di tornare alle loro ex luoghi di residenza. Guardando avanti alla riunione di dicembre del Consiglio dei Ministri dell’Osce a Vilnius, i co-presidenti hanno esortato le parti ad utilizzare questa occasione per riaffermare il loro impegno alla ricerca di una soluzione pacifica e andare oltre lo status quo inaccettabile».