Iniziativa Italiana per il Karabakh

 

 

29 GIU 11 – Nella giornata del ricordo dei soldati della guerra di liberazione scomparsi, si sono svolte cerimonie al memoriale di Stepanakert. Secondo Manvel Yeghiazaryan (“Arabo”) sono oltre 400 i militanti armeni missing in action, di cui si sono perse le tracce.

28 GIU 11 – In occasione del 18° anniversario della festa della liberazione di Martakert il presidente Sahakyan ha preso parte alle cerimonie ed agli eventi che si sono svolti nella città. Mel corso del suo interventi il capo dello stato ha sottolineato che «la liberazione di Martakert deve essere considerata tra le più significative vittore nella guerra di liberazione dell’Artsakh».

 

25 GIU 11 - Il ministro degli Esteri armeno Edward Nalbandian ha spiegato perché nessun accordo sulla risoluzione del Nagorno Karabakh è stato raggiunto durante la riunione trilaterale presidenziale a Kazan il 24 giugno. «Rivolgendosi alla della riunione plenaria PACE poco tempo fa, il presidente armeno Serzh Sargsyan ha detto che progressi possono essere registrati durante l'incontro Kazan nel caso in cuil'Azerbaigian non metta avanti nuove proposte in materia di insediamento. L’incontro del 24 giugno non è stato un passo avanti, poiché l'Azerbaigian si è dimostrato impreparato ad accettare la versione definitiva dei principi base suggeriti dai co-presidenti del Gruppo di Minsk dell'OSCE. Invece, il leader dell'Azerbaigian ha tentato di imporre 10 proposte nuove, precludendo così la possibilità di un accordo sulla questione. Comunque l'incontro è stato importante per ulteriori discussioni. Non è per la prima volta che l'Azerbaigian impedisce la possibilità di raggiungere un accordo. Ciò nonostante, continueremo i colloqui, in quanto non vi è altro modo per risolvere il conflitto del Karabakh». (traduzione di redazione)

COMMENTO REDAZIONALE: l’Azerbaigian, di fronte alla prospettiva di una svolta decisiva nelle trattative di pace sulla questione del NK, ha scelto la strada della non decisione. Nonostante le raccomandazioni dei presidenti russo, americano e francese che si erano spesi in prima persona alla vigilia del vertice, Aliyev ha disatteso tutte le aspettative di pace. D’altronde le sue dichiarazioni alla stampa (Euronews del 23 giugno) alla vigilia dell’incontro trilaterale non davano adito a speranze. Quando a venti anni dall’indipendenza della Repubblica del Nagorno Karabakh, dopo una guerra costata trentamila morti (voluta e persa dall’Azerbaigian) il presidente azero dichiara che è disposto a concedere una “larga autonomia” all’Artsakh, vuol dire che non ha capito alcunché della questione politica o, presumibilmente, non vuole trovare alcuna soluzione alla controversia, preferendo soffiare sul fuoco delle minacce di un nuovo conflitto. A meno che non sia tutta una strategia per strappare condizioni inaccettabili per il Nagorno Karabakh forzando la mano ai mediatori internazionali.

24 GIU 11 – A conclusione del vertice odierno a Kazan è stato emesso il seguente comunicato: « I presidenti di Armenia, Azerbaigian e della Federazione Russa si sono incontrati il 24 giugno 2011 a Kazan e hanno rivisto il lavoro portato avanti sotto le loro istruzioni per un accordo sui principi di base della questione del Nagorno-Karabakh. I capi di stato hanno sottolineato il raggiungimento di una reciproca comprensione su una serie di questioni . La soluzione di questi problemi contribuisce a creare le condizioni per l'approvazione dei principi fondamentali. I presidenti di Armenia ed Azerbaigian hanno espresso la loro gratitudine ai leader di Russia, Stati Uniti e la Francia come ai co-presidenti del gruppo di Minsk dell’Osce per la loro costante attenzione per il problema del Nagorno-Karabakh e apprezzato gli sforzi personali del Presidente della Federazione Russa per aiutare a raggiungere un accordo.»   (traduzione di redazione)

24 GIU 11 – Nella città russa di Kazan è cominciato alle ore 14.55 (ita) l’incontro tra i presidenti di Russi (Medvedev), Armenia (Sargsyan) e Azerbaigian (Aliyev). Alla vigilia del vertice, su cui si concentrano molte aspettative, i presidenti armeno ed azero hanno avuto colloqui telefonici con i presidenti di Francia e Stati Uniti i quali hanno espresso l’auspicio di un accordo sostanziale sulla questione del Nagorno Karabakh.

23 GIU 11 - Una missione Osce ha monitorato oggi la linea di contatto tra NKR ed Azerbaigian. Nessuna violazione del cessate il fuoco è stata registrata. Peraltro gli azeri non hanno voluto condurre i funzionari europei alle proprie posizioni sicché il monitoraggio è stato effettuato “a distanza”.

22 GIU 11 – Organizzazioni non governative del Nagorno Karabakh hanno rilasciato un comunicato nel quale evidenziano che nessun accordo interstatale sulla questione potrà avere alcun valore se violerà i fondamentali diritti umani, se sarà preso sotto la minaccia della forza o di coercizione economica e se umilierà la dignità di un popolo che ha lottato nella guerra di liberazione e dovesse venire privato del risultato di quella vittoria.

20 GIU 11 – Il presidente Sahakyan ha inviato alla famiglia di Yelena Bonner, vedova del premio Nobel Andrei Sakharov, il seguente messaggio di condoglianze: “Nella repubblica del Nagorno Karabakh abbiamo appreso con profondo dolore la notizia della morte di Yelena Bonner, una persona che godeva di grande rispetto nel nostro paese.

Praticamente fin dall'inizio del movimento di liberazione nazionale in Karabakh Yelena Bonner era stata attivamente a tutela del diritto del nostro popolo all'autodeterminazione. Ha visitato il nostro paese e insieme a noi ha combattuto per la restaurazione della giustizia storica e dai più alti livelli ha chiesto di cessare lai violazione dei diritti umani perseguita dall’Azerbaigian nel Nagorno Karabakh. Accettate le mie profonde e sincere condoglianze. In questa ora difficile, il popolo e le autorità del Nagorno-Karabakh dividono con voi il dolore per questa perdita irrimediabile. Terremo sempre a mente il ricordo luminoso di Yelena Bonner ". (traduzione di redazione)

18 GIU 11 – 250 violazioni azere del cessate il fuoco sono state rilevate lungo la linea di contatto negli ultimi sette giorni.

18 GIU 11 – Hasmik Mikaelyan è il nuovo ministro della cultura e della gioventù, giusto decreto del Primo Ministro Ara Harutunyan in data odierna.

15 GIU 11 – Si terranno il prossimo 18 settembre le elezioni amministrative nella Repubblica del Nagorno Karabakh e riguardanti 209 comunità locali a partire dalla capitale Stepanakert. Liste e candidature saranno presentabili dal 19 al 24 agosto e la registrazione ufficiale avverrà entro il 29 del mese.

14 GIU 11 – Il presidente della repubblica Bako Sahakyan ha incontrato Artyom Movsesyan, capo del dipartimento della Aviazione Civile della NKR, con il quale si è intrattenuto sulle prospettive di sviluppo della stessa. Nel corso del colloquio è stato esaminato lo stato di avanzamento dei lavori del nuovo aeroporto di Stepanakert in vista della sua prossima apertura.

11 GIU 11 - A Mosca si sono incontrati i ministri degli esteri armeno (Nalbandian), azero (Mammadyarov) e russo (Lavrov) che – secondo quanto riferito dal primo- “hanno lavorato per portare più vicine le posizioni su un numero di punti chiave dei principi di base”.

11 GIU 11 – Nonostante i colloqui diplomatici in corso, l’esercito azero ha violato il fuoco oltre duecento volte la scorsa settimana.

9 GIU 11 – La delegazione del gruppo di Minsk dell’Osce ha rilasciato il seguente comunicato: «I co- presidenti del Gruppo di Minsk dell'OSCE (ambasciatori Bernard Fassier di Francia , Robert Bradtke degli Stati Uniti , e Igor Popov della Federazione Russa ) si sono recati dal 6 al 9 giugno a Baku , in Nagorno - Karabakh, ed a Yerevan . Insieme all’ Ambasciatore Andrzej Kasprzyk , rappresentante personale del presidente dell'OSCE in carica , i co- presidenti hanno incontrato separatamente il presidente azero Ilham Aliyev, il presidente armeno Serzh Sargsyan, e le autorità de facto nel Nagorno-Karabakh. In preparazione della prossima riunione dei presidenti Medvedev, Aliyev, e Sargsyan, i co-presidenti hanno discusso le procedure per mettere a punto ed approvare i principi di base nel quadro di un accordo di pace globale, come sollecitato dai presidenti Medvedev, Obama e Sarkozy nella loro dichiarazione congiunta del 26 maggio a Deauville, in Francia. Il 7 giugno, i co-presidenti hanno attraversato la linea di contatto a piedi nella regione di Agdam. Questo è stata il terzo di un tale passaggio dei co-presidenti in dieci mesi - quanti sono stati completati nei sedici anni precedenti nel loro complesso dimostrando che le parti possono cooperare per attuare e rispettare pienamente il cessate il fuoco del 1994. A tale proposito, il co-presidenti ha invitato le parti al fine di evitare azioni provocatorie o dichiarazioni che possano minare il processo di negoziazione durante questo periodo critico». (traduzione di redazione)

9 GIU 11 – Il presidente della Repubblica Armena ha ricevuto i tre mediatori dell’Osce con i quali ha discusso la questione del NK ed è stato messo al corrente degli ultimi colloqui avuti dalla delegazione nei giorni precedenti a Stepanakert e Baku. In precedenza i diplomatici avevano avuto un incontro con il ministro degli esteri Nalbandian.

8 GIU 11 – Il presidente Sahakyan ha ricevuto oggi a Stepanakert la delegazione del gruppo di Minsk dell’Osce composta dal francese Fassier, dal russo Popov e dallo statunitense Bradtke. Alla riunione hanno partecipato altri funzionari dell’organizzazione nonché il ministro degli esteri della RNK Petrosyan. Nel corso del colloquio il capo di stato dell’Artsakh ha ribadito che sarà impossibile aspettarsi drastici cambiamenti nel processo di negoziato senza una diretta partecipazione della repubblica del Nagorno Karabakh a tutti i livelli delle trattative. Secondo quanto dichiarato da Fassier ai giornalisti al termine dell’incontro, vi sono speranze che la versione finale dei principi di Madrid possa essere approvata presto. Lievi modifiche devono essere introdotte per mettere a punto il documento discusso durante il vertice di marzo a Sochi. Il collega russo Popov a sua volta ha osservato che il lavoro sui principi di risoluzione del conflitto è in corso e che vi sono alcuni aspetti da migliorare nel corso dell’incontro fissato a Mosca il prossimo 11 giugno tra i ministri degli esteri in vista del successivo vertice presidenziale a Kazan del 25 giugno.

7 GIU 11 – Secondo fonti di stampa, che però non trovano conferma da parte armena, il ministro degli Esteri azero Mammadyarov avrebbe dichiarato che sarebbe stato raggiunto un accordo per il dispiegamento di forze di sicurezza internazionali (peacekeeping) lungo la linea di contatto. Tali forze non sarebbero costituite da personale proveniente da Russia, Stati Uniti e Francia. Tale dislocamento rientrerebbe in uno dei punti dei cosiddetti “principi di Madrid”.

7 GIU 11 – I mediatori Osce, conclusa la visita a Baku, hanno raggiunto il villaggio azero di Teze Kend da dove hanno monitorato la linea di contatto tra Azerbaigian e RNK. Quindi, lungo la direttrice Akna (Agdam) – Barda, hanno varcato il confine e sono entrati nella Repubblica del Nagorno Karabakh dove erano attesi da una delegazione ufficiale e da altri funzionari dell’Osce.

6 GIU 11 – E’ cominciata oggi in Azerbaigian la visita nel Caucaso meridionale dei mediatori Osce  che si sono incontrati con il presidente Aliyev. Giovedì 9 saranno in Armenia ed è pianificata anche una visita nella repubblica del Nagorno Karabakh per domani 7 giugno. Ferve l’attività diplomatica in questi giorni: sembra confermato che il prossimo 11 giugno si incontreranno a Mosca i ministri degli esteri di Armenia, Azerbaigian e Russia in vista dell’incontro presidenziale in programma il 25 a Kazan.

4 GIU 11- Nonostante il comunicato di condanna dell’uso della forza emesso durante il G8 dai presidenti statunitense, russo e francese, si sono intensificate le violazioni azere di cessate il fuoco negli ultimi giorni. Tra il 29 maggio ed il 4 giugno ne sono state conteggiate 230.

 

1 GIU 11 - Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha dichiarato, nel corso di un incontro con il ministro degli esteri azero che «una rapida e pacifica soluzione del conflitto del Nagorno Karabakh è necessaria e si aspettano risultati in questa direzione». Soddisfazione per le parole sono state espresse da politici e commentatori armeni.