Iniziativa Italiana per il Karabakh

31 GEN 11 – Centosessantacinque violazioni azere del cessate il fuoco sono state conteggiate nella settimana dal 23 al 29 gennaio. Nella giornata odierna il presidente Sahakyan ha avuto una riunione di lavoro con l’Alto Comando di Difesa del Nagorno Karabakh.

 

29 GEN 11 – Preoccupazione e contrarietà ha suscitato in Armenia, in Artsakh e nell’ambito dell’OSCE  la notizia  che l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE), guidata dal turco  Mevlut Cavusoglu,  ha riesumato l’attività della sotto commissione sul Nagorno Karabakh a capo della quale è stato insediato lo spagnolo Xucli i Costa. L’attività di questa sotto commissione si pone in contrasto con gli sforzi che il Gruppo di Minsk dell’OSCE sta compiendo per raggiungere un accordo sulla questione. Secondo molti commentatori politici, non solo armeni, si tratta di un tentativo messo in atto da Turchia ed Azerbaigian per forzare, su un altro piano di gestione, le trattative di pace. La capo delegazione dell’Armenia presso la Pace, Naira Zohrabyan, ha espresso un giudizio assolutamente negativo su tale sotto commissione accusata di avere tra le sue fila esponenti nettamente filo azeri e la cui attività è peraltro destinata ad un sostanziale fallimento non essendovi la totale collaborazione e fiducia delle parti in causa.

27 GEN 11 – Ventinove deputati dell’Assemblea Parlamentare della Comunità Europea (PACE) hanno presentato un documento intitolato “Costruzione di uno stato democratico del montagnoso Artsakh”. I deputati appartengono a dodici differenti paesi. Il documento sottolinea che l’Azerbaigian si è auto dichiarato successore della Repubblica Democratica dell’Azerbaigian (1918-20) ma che a quell’epoca il Karabakh non vi faceva parte e solo successivamente fu trattato dai bolscevichi come parte dell’Azerbaigian. Il documento sottolinea come nel 1991 il popolo dell’Artsakh abbia votato con un referendum la propria indipendenza.

26 GEN 11 – Rappresentanti del Comitato internazionale della Croce Rossa hanno incontrato cittadini armeni, prigionieri di guerra o civili, trattenuti in Azerbaigian. Si tratta di un’intera famiglia (di cinque membri) della Repubblica Armena (Gevorgyans) e di sei soldati armeni. Una delegazione della CRI ha incontrato i due militari azeri trattenuti in Armenia.

26 GEN 11 - «La Turchia non ha alcun diritto di parlare di occupazione  dal momento che è il paese che una volta ha occupato la terra armena dopo aver perpetrato il genocidio. Essa ha altresì confiscato la regione storicamente greca del Ponto mediante massacri ed occupazioni. In terzo luogo l’Azerbaigian occupa le regioni di Shahumian,Getashen, Martunashen e parte di Martakert con l’assistenza economica e militare della Turchia. Infine la Turchia è il paese che detiene l’ultimo confine chiuso dell’Europa». Lo ha dichiarato il deputato armeno  Sharmazanov in risposta al ministro degli Esteri turco Davutoglu che aveva definito “occupato” un venti per cento del territorio dell’Azerbaigian.

25 GEN 11 – I ministri degli esteri di Russia, Armenia ed Azerbaigian si sono incontrati ieri a Mosca  per un breve colloquio sul Nagorno Karabakh. Al termine dell’incontro il solo ministro armeno Nalbandian ha rilasciato un laconico comunicato stampa nel quale ha confermato che la discussione è proseguita nel corso del meeting. Nessun rilascio stampa da parte dei colleghi russo ed azero. Secondo un’agenzia di stampa azera i tre ministri avrebbero concordato una visita nella regione da parte dei co presidenti Osce del Gruppo di Minsk per il prossimo febbraio.

24 GEN 11 - Il Ministero degli Esteri del Nagorno-Karabakh ha rilasciato una dichiarazione riguardante referendum di autodeterminazione del Sud Sudan.

«Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica del Nagorno Karabakh (Repubblica di Artsakh) accoglie con favore il referendum per l'autodeterminazione del Sud Sudan. Il referendum in Sud Sudan testimonia che il riconoscimento e la realizzazione del diritto inalienabile dei popoli 'all’autodeterminazione è il modo più razionale e democratico per una composizione pacifica di conflitti simili. I conflitti tra Etiopia ed Eritrea, Indonesia e Timor Est sono stati risolti nello stesso modo. Il Ministero degli AA.EE del NK sottolinea con soddisfazione la posizione della comunità internazionale, che ha esercitato una simile pressione sul governo centrale di Khartoum e ancora una volta ha espresso il proprio sostegno all'attuazione del diritto nazioni all’autodeterminazione come base per la dichiarazione ufficiale ed il successivo riconoscimento dell'indipendenza dello Stato. Il Ministero degli AA.EE. del NK esprime la speranza che il referendum nel Sudan del Sud determinerà il rafforzamento di una pace e stabilità durature, che permetteranno di indirizzare gli sforzi verso una costruttiva e reciproca cooperazione tra i paesi della regione. Il Ministero degli Esteri si aspetta una leale e ferma coerenza dalle potenze mondiali nell’applicare lo stesso approccio in relazione al conflitto azero-karabakho ed altri conflitti simili, nello spirito delle tendenze moderne di applicare il diritto internazionale e in conformità con la risoluzione del dicembre 2009 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul “Diritto universale dei popoli all’autodeterminazione”. A questo proposito, il Ministero degli Affari Esteri della repubblica del Nagorno Karabakh ricorda che il popolo dell’Artsakh usufruì del proprio diritto all’autodeterminazione già nel 1991, dopo aver dichiarato l’indipendenza con un referendum, e confermò la propria volontà nel 2006 adottando la Costituzione del Nagorno Karabakh. L’ignorare il diritto del popolo del NK all’indipendenza dall’Azerbaigian e l’inerzia della comunità internazionale hanno portato alle aggressioni su larga scala dell’Azerbaigian contro la Repubblica del Nagorno-Karabakh, a seguito della quale sono stati uccisi decine di migliaia di persone, centinaia di migliaia sono stati sottoposti a pulizia etnica e deportazioni e divennero vittime di violazioni di massa dei diritti umani. Il riconoscimento internazionale dei risultati della volontà oggi espressa dal popolo dell’Artsakh è la via più breve per risolvere il conflitto azero-Karabakho, per consolidare la stabilità e la sicurezza della regione del Caucaso meridionale e per creare condizioni corrispondente per determinare i rapporti civili tra le Repubblica di Artsakh e la Repubblica di Azerbaigian. Il Forein Office della NKR afferma che la libertà e la sicurezza delle persone sono valori supremi nel mondo moderno. Ogni sforzo per impedire la realizzazione dei diritti umani di base deve essere considerato a prescindere dalla congiuntura politica e dovrebbe essere data una valutazione chiara e rigorosa da parte della comunità internazionale». (traduzione non ufficiale)

 

21 GEN 11 - Un soldato armeno della milizia di difesa del Karabakh è stato colpito a morte da un soldato  azero nella mattinata odierna. Si tratta di Hovik Sukiasyan che prestava servizio nella zona di Horadiz. Alla  ennesima violazione del cessate il fuoco l’esercito dell’Artsakh ha risposto con fermezza provocando perdite nelle file nemiche. Non sono noti ulteriori dettagli. Il ministero della difesa armeno ha rilasciato un comunicato nel quale esprime una dura protesta per l’ennesimo atto di aggressione dei soldati azeri.

20 GEN 11 - “L’Unione Europea sostiene ovviamente e pienamente tutti e tre i principi in merito i principi in merito a una soluzione della questione del Nagorno-Karabakh, come concordato dalla comunità internazionale". Lo ha dichiarato  Michael Karnitschnig, portavoce della Commissione europea, in una intervista rilasciata ad un’agenzia di stampa armena aggiungendo  che “Anche noi sosteniamo pienamente gli sforzi intrapresi dal Gruppo di Minsk e siamo disposti a dare un ulteriore contributo a una soluzione, come detto dal Presidente Barroso durante la sua visita". Queste dichiarazioni chiudono una settimana di polemiche dopo che alcune agenzie di stampa azere avevano rilanciato le dichiarazioni del Presidente  della Unione riportando tuttavia solo taluni passaggi graditi che avevano alterato il senso complessivo del discorso.

17 GEN 11 – Il ministero della Difesa del NK comunica che due soldati  sono stati feriti da cecchini azeri tra il 14 ed il 15 gennaio. Si tratta di Vartan Harutunyan (1992) e di Khachatur  Aslanyan (1992). Nel corso dell’ultima settimana i militari azeri hanno sparato oltre 550 colpi verso le postazioni armene. Il popolo del NK ha visto il destino degli armeni in altri territori come il Nakichevan.

17 GEN 11 - In un discorso pronunciato oggi al parlamento cipriota il presidente dell’Armenia Sargsyan ha dichiarato che le aggressioni dell’Azerbaigian e l’odio contro gli armeni rafforzano la convinzione che il Nagorno Karabakh non può avere un futuro come parte dell’Azerbaigian.

15 GEN 11 – Il presidente Sahakyan ha visitato oggi la provincia di Martakert. Nel villaggio di Vank ha tenuto una riunione di lavoro con i responsabili delle comunità locali.

15 GEN 11 – Fra il 9 ed il 15 gennaio sono state contate oltre cento violazioni di cessate il fuoco da parte azera.

14 GEN 11 – I rifugiati armeni costretti alla fuga a causa dei pogrom in Azerbaigian hanno presentato 1100 istanze di risarcimento alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa Gagik Yeghanyan, capo del Servizio Immigrazione della repubblica armena. I rifugiati hanno lasciato a Baku migliaia di appartamenti e beni stimati in miliardi di dollari. Le istanze sono state prese in carico dalla Corte ma ancora nessuna decisione è stata presa in esame.

14 GEN 11 – Il ministro degli Esteri armeno Nalbandyan ha dichiarato che nel corso dei negoziati sul NK è stato discusso un documento che si fonda su tre principi e comprende sei disposizioni di base.“I principi sono stati approvati dai presidenti dei paesi del gruppo di Minsk dell'OSCE 's. Essi includono il mancato uso della forza , il diritto delle nazioni di autodeterminazione e l'integrità territoriale degli Stati . Qui , le posizioni dell'Armenia e della comunità internazionale coincidono . Le sei disposizioni includono un referendum finale per l'indipendenza , la determinazione dello status intermedio per il Nagorno Karabakh, comunicazioni di  terra regolari fra il Nagorno-Karabakh e Armenia, ritorno dei profughi delle due parti, l’apporto di sicurezza della popolazione del Karabakh con garanzie internazionali attraverso il coinvolgimento delle forze di pace internazionali e il ritorno dei territori ". Nalbandyan ha sottolineato che l’Azerbaigian accetta solo quest’ultima disposizione rifiutandosi di negoziare su tutto il resto. Quanto alle presunte dichiarazioni del presidente EU Barroso rilasciate in data odierna dopo la firma di accordi commerciali con l’Azerbaigian (Gasdotto Sud) incentrate sul concetto di “integrità territoriale”, il ministro armeno ha invitato a leggere la posizione dell’Unione Europea sul proprio sito istituzionale piuttosto che dar credito ai rilanci internazionali delle agenzie di stampa azere.

13 GEN 11 – L’Armenia si oppone fermamente alla proposta di riavviare negoziati sul Nagorno Karabakh attraverso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE)  attualmente presieduta dal turco Mevlut Cavusoglu. L’unico organismo internazionale deputato a dirimere la questione rimane il Gruppo di Minsk dell’OSCE.

13 GEN 11 - Il presidente Sahakyan ha tenuto una riunione di lavoro dedicata a questioni sociali ed economiche alla quale hanno partecipato numerosi esponenti di governo. Il ministro per la sicurezza sociale, Narine Astsatouryan, ha presentato un rapporto sul miglioramento delle condizioni abitative delle famiglie degli eroi di guerra morti nella liberazione dell’Artsakh; il presidente ha sottolineato la necessità di fornire a coloro che ne hanno necessità appartamenti. Il sindaco di Stepanakert, Vazgen Mikaelyan, ha relazionato circa il miglioramento della fornitura idrica in città. Altro tema in discussione è stato il miglioramento delle condizioni dei beni culturali ed archeologici per il cui risanamento verranno stanziati ulteriori appositi fondi.

13 GEN 11 - Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica del Nagorno Karabakh ha diramato la seguente nota a proposito di presunte dichiarazioni rese dal Ministero degli Affari Esteri della Polonia che aveva giudicato “inopportune” le visite in Artsakh (con riferimento anche alle polemiche montate dall’Azerbaigian dopo la missione del deputato europeo polacco Poreba):

“Sicuramente l’informativa  del Ministero degli Affari Esteri polacco circa l’indesiderabilità delle visite alla NKR ha carattere di raccomandazione informale, circostanza in particolare confermata dall’assenza dell’informazione dal sito del ministero degli AA.EE. polacco. Ma come al solito Baku esagera la questione. Comunque, la posizione dell’autorità polacca appare strana dal momento che il paese è uno dei promotori del programma dell’Unione Europea sul partnerariato occidentale basato sui principi della democrazia e del diritto internazionale. Non così le autorità polacche violano i diritti e le libertà dei propri cittadini? Soprattutto che nessuno ha abrogato le convenzioni internazionali sul diritto di libera circolazione e ricezione di informazioni vere. E proprio opportuno chiedere ministro degli Esteri polacco, Radoslav Sikorsky Sir se questa restrizione riguarda anche cittadino polacco Andrzej Kasprzyk. Anche se, secondo ogni apparenza, non ci sono molte persone colpite dalle minacce dei funzionari di Baku.

Nonostante il fatto che Baku consideri le visite dei cittadini stranieri in Artsakh come un reato penale, decine di migliaia di cittadini stranieri - turisti, uomini politici, imprenditori, artisti, giornalisti, compresi i rappresentanti degli stati che mantengono i rapporti più amichevoli con l'Azerbaigian, in particolare, Turchia - hanno visitato il NKR dopo la dichiarazione della sua indipendenza.

Inoltre, il numero di turisti stranieri in visita Artsakh, anche da parte degli stati dell'UE, sta aumentando di anno in anno. Molti stranieri visitano il NKR ripetutamente. La geografia degli stati, da cui arrivano i turisti in Artsakh, è in espansione. Per la prima volta nel 2010,  cittadini del Gabon e della Costa d’Avorio hanno visitato la NKR. Questo testimonia che l'interesse verso Artsakh è in aumento in tutto il mondo di anno in anno, nonostante l'opposizione attiva di Azerbaigian e il suo annuncio di considerare i cittadini stranieri che visitano la Repubblica del Nagorno Karabakh come persone non gradite non. I turisti sono attratti da antichi monumenti storici, una ricca natura, una buona ecologia di sistema ed altro. Ma la ricchezza principale del paese, secondo loro, è la benevolenza del suo popolo e l'ospitalità. Sicuramente, il NKR d'ora in poi presterà  particolare attenzione ai cittadini polacchi che, ignorando fittizzi divieti, visiteranno il NKR ". (traduzione non ufficiale)

Nel frattempo l’ambasciata polacca a Yerevan ha fatto sapere nel corso di un’intervista ad un quotidiano locale che l’informazione che il ministero degli Affari Esteri polacco proibisce ai propri cittadini di recarsi in NK non è stata diffusa da fonte ufficia a Varsavia. Stranamente il sito web dell’ambasciata polacca in Azerbaigian è fuori uso da alcuni giorni.

12 GEN 11 – In data odierna funzionari dell’OSCE hanno condotto un’azione di monitoraggio lungo la line  di confine tra la regione karabakha di Martakert e quella azera di Tartar. Nessuna violazione del cessate il fuoco è stata rilevata.

8 GEN 11 – Tra il primo e l’otto gennaio sono state registrate 80 violazioni di cessate il fuoco sulla linea di contatto a seguito di colpi sparati dalle postazioni azere in direzione Hadrut, Askeran e Martakert.

8 GEN 11 - Secondo quanto riportato dal quotidiano "Echo", rilanciato dall'agenzia di stampa armena "Panarmenian", l'Azerbaigian avrebbe tentato di negoziare con l'Iran l'utilizzo di un corridoio lungo il fiume Arax per poter attaccare le città di Fizuli, Jebrail e Zangelan. In cambio Baku avrebbe garantito la propria neutralità in caso di una guerra contro l'Iran. Teheran ha rifiutato l'accordo ed il tentativo azero è fallito.

7 GEN 11 – Anatoli Tsiganov, esperto russo di strategia politica e militare, ha rilasciato un’intervista al quotidiano on line “day.az.” nel corso della quale ha sottolineato la necessità che il processo di negoziazione debba andare avanti anche se attualmente vive una fase di stallo determinata dal fatto che i principali attori esterni della questione (Stati Uniti, Russia ed Unione Europea) concordano su taluni punti ma divergono su altri. Mosca sarebbe favorevole a schierare una forza di peacekeeping composta prevalentemente da propri uomini atteso il ruolo di collaborazione che vanta sia con l’Armenia che con l’Azerbaigian; Washington e Bruxelles sono propensi invece ad una coalizione formata da paesi neutrali. Secondo Tsiganov un conflitto apparentemente locale qual è quello del Nagorno Karabakh potrebbe aprirsi a terribili scenari futuri con un coinvolgimento mondiale.

 

 

 

 

 

 

3 GEN 11Il presidente della repubblica, Sahakyan, si è recato nella giornata di oggi a Shushi dove ha inaugurato una sottostazione elettrica; ha proseguito nella regione di Kashatagh dove ha presieduto la cerimonia inaugurale della centrale idroelettrica “Syunik 1” ed ha poi visitato il cantiere della gemella “Syunik 2”. Nello stesso giorno a Berdzor ha partecipato alla consegna delle chiavi di nuove abitazioni civili.

 

1 GEN 11 - MESSAGGIO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL NAGORNO KARABAKH - ARTSAKH

Cari compatrioti,

l'anno 2010 sta volgendo al termine. E 'stato ricco di eventi politici, economici e culturali. Una crescita stabile è stata registrata in quasi tutte le sfere della economia della nostra repubblica. Nuovi blocchi di appartamenti, attività industriali, culturali ed educative sono stati realizzati. Il livello di capacità di difesa del nostro paese, è stato innalzato, i legami Armenia-Artsakh-diaspora sono stati rafforzati. I nostri rappresentanti hanno registrato gloriose vittorie negli sport e nelle arene internazionali della cultura.
Purtroppo, durante l'anno che è passato abbiamo avuto troppe perdite irreparabili. I soldati sono stati uccisi mentre difendevano i confini dello stato.
Eterno onore e gloria a tutti i nostri eroi che sono morti per l'indipendenza e la libertà di Artsakh. Che il 2011 sia pieno di buoni esiti per le loro famiglie e parenti.
Amici, nel 2011 celebreremo su base nazionale il 20 ° anniversario dell'indipendenza della Repubblica di Artsakh. La nostra volontà e determinazione nel costruire uno Stato libero e sovrano sono rimaste immutate. Nulla può influenzare noi e cambiare il nostro cammino.
In questa ora di festa, io prima di tutto mi congratulo con tutti i militari dell'Esercito di Difesa, il principale garante della nostra sicurezza, quelli che vanno incontro al nuovo anno in trincea e nella protezione delle frontiere e dei confini della Patria.
Mi congratulo con i nostri fratelli e sorelle in Armenia e della diaspora. E 'anche grazie alla loro partecipazione attiva che l’Artsakh si sta sviluppando e rafforzando.

Caro popolo dell'Artsakh,
mi congratulo cordialmente con tutti voi in queste calorosissime festività. Vi auguro una forte salute e felicità. Che il 2011 porti successo e prosperità al nostro popolo, la pace e la solidarietà al nostro Paese.

Buon Anno e Buon Natale!

Il Presidente dell’Artsakh Bako Sahakyan