Iniziativa Italiana per il Karabakh

29 nov 10 - Tra il 21 ed il 27 novembre l’Azerbaigian ha violato settanta volte il cessate il fuoco sulla linea di confine. Sono stati conteggiati oltre 2800 colpi sparati con diverso munizionamento.

23 nov 10 - L’ambasciatore italiano in Azerbaigian, Marco Baldi, si è augurato che il summit OSCE di Astana in programma il prossimo primo dicembre faccia registrare progressi per l’accordo sul Nagorno Karabakh. Parlando con i giornalisti ha aggiunto che la NATO non si occupa della questione del conflitto karabakho in quanto è il gruppo di MInsk dell’OSCE a portare avanti questa missione. «Il gruppo di Minsk dell’OSCE sta portando avanti questa missione da 16 anni. Superpotenze come Russia e Stati Uniti sono anche coinvolte in questo processo. Per risolvere il conflitto una decisione deve essere presa basandosi sui principi e norme del diritto internazionale».

21 nov 10 - Il summit NATO di Lisbona si è concluso con una dichiarazione finale che al punto 35 riguarda l’area caucasica: “Nella nostra visione di un’area euro atlantica in pace, il persistere di protratti conflitti regionali nel sud del Caucaso e nella Repubblica di Moldova continua ad essere materia di grande preoccupazione per l’Alleanza. Invitiamo tutte le parti ad impegnarsi costruttivamente e con rafforzata volontà politica per la pacifica risoluzione del conflitto ed a rispettare i correnti schemi di negoziato. Ci appelliamo a tutti loro affinché siano evitati passi che minino la sicurezza e la stabilità regionale. Rimaniamo impegnati nel nostro appoggio a favore dell’integrità territoriale, indipendenza e sovranità di Armenia, Azerbaigian, Georgia e Repubblica di Moldova e continueremo anche ad incoraggiare gli sforzi verso un accordo di pace per questi conflitti regionali, tenendo conto di questi principi” (traduzione non ufficiale).

20 nov 10 - Il presidente armeno Sargsyan non è partito alla volta di Lisbona dove nei giorni 19 e 20 novembre si è tenuto il vertice NATO. La decisione è stata presa per protesta contro la ventilata stesura di un documento dell’organizzazione riguardante la questione del Nagorno Karabakh. Sargsyan doveva partecipare ad un incontro della ISAF (International Security Assistance Force). L’Armenia sostiene che dichiarazioni ufficiali da parte di soggetti politici diversi da quelli che si stanno occupando della questione (ossia il gruppo di Minsk dell’OSCE) non possono che rendere più difficoltosa la strada per la pace.

17 nov 10 - il numero dei turisti che hanno visitato il Nagorno Karabakh nei primi nove mesi dell’anno è aumentato del 48% rispetto al corrispondente periodo del 2009. Lo ha reso noto il dipartimento turismo della Repubblica che ha motivato la crescita con la partecipazione del NKR alle manifestazioni internazionali di settore, al miglioramento delle strutture alberghiere ed allo sviluppo di mirati piani turistici.

17 nov 10 - negli ultimi mesi il governo del Karabakh ha speso circa ottantamila dollari per restaurare alcuni edifici di culto islamico presenti soprattutto nell’area di Shushi, l’unica nella quale era presente una consistente comunità musulmana. Oggetto degli interventi moschee e madrasse. Mentre l’Azerbaigian distrugge i katchkar, gli armeni dell’Artsakh dimostrano la sensibilità per l’arte e la cultura.

16 nov 10 - Nonostante l’accordo siglato quindici giorni or sono sono diversi gli armeni ancora detenuti in Azerbaigian. Secondo fonti non confermate sei militari ed una famiglia di cinque persone sono ostaggio degli azeri. Rimangono ancora incerte le sorti di Arthur Badalyan, cittadino armeno della regione di Tavush (Armenia nord orientale) catturato dagli azeri nel maggio 2009.

14 nov 10 - la discussione sul Nagorno Karabakh è stata ritirata dall’agenda dei lavori della 56^ sessione dell’Assemblea Parlamentare della NATO in corso di svolgimento a Varsavia dal 12 novembre. La richiesta di non mettere all’ordine del giorno l’argomento è stata avanzata da tutte le parti interessate.

13 nov 10 - L’ambasciatore Ashot Hovakimyam, rappresentante permanente della repubblica di Armenia presso l’OSCE, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Come è stato reso noto durante la conferenza stampa del presidente russo Dmitry Medvedev dopo il meeting trilaterale dei presidenti armeno, azero e russo in Astrakan, i presidenti dei due paesi (Armenia ed Azerbaigian, ndr) hanno istruito i ministri degli Esteri a continuare i negoziati per raggiungere un accordo riguardo i principi di base per la risoluzione del conflitto. Il rappresentante permanente dell’Azerbiagian all’Osce ha dichiarato che i principi di base hanno perso la loro importanza e la loro discussione è uno spreco di tempo e di energie. Come può l’ambasciaroe azero classificare come senza fondamento una cosa riguardo alla quale il presidente dell’Azerbaigian a dato istruzioni a condurre negoziati?». Secondo Hovakimyam l’attegiamento dell’Azerbaigian è chiaramente mirato a minare la credibilità e concretezza dei negoziati in corso.

12 nov 10 - A margine dei lavori della 36^ sessione dell’Assemblea parlamentare della BSEC (Black Sea Economic Cooperation), la delegazione di deputati armeni hanno avuto un incontro con i loro omologhi turchi. Nel corso dell’incontro i rappresentanti armeni hanno rivolto un invito alla Turchia a non interessarsi della questione karabakha che non deve interferire con le relazioni tra Armenia e Turchia così come la Repubblica Armena non entra nel merito delle discussioni relative alla situazione di Cipro Nord.

12 nov 10 - Il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, ha nuovamente affermato che il suo paese è pronto ad usare la forza militare per risolvere la questione del Karabakh spingendosi ad affermare che pure l’Armenia e la sua capitale Erevan sono terre azere da riconquistare. Nell’elogiare i “martiri” del suo paese ha aggiunto (nel corso di una cerimonia tenutasi in una scuola) che vi sono “decine di migliaia di questi eroi che aspettano solo l’ordine del Comandante Supremo” ed ha ricordato che il budget della spesa militare dal 2004 al 2010 è cresciuto di diciotto volte (da 174 milioni a 3,2 miliardi di dollari).

5 nov 10 - Dopo lo scambio di prigionieri di guerra avvenuto a fine ottobre sotto la supervisione della Croce Rossa Internazionale, emergono nuovi particolari angoscianti sulla sorte del pastore Manvel Saribekyan trovato “suicidato” nel carcere azero dove era stato rinchiuso. I segni di violenza riscontrati sul corpo del ventenne testimoniano senza ombra di dubbio che ha subito violenze durante la sua prigionia e che la causa della morte va ricercata non in ujn gesto volontario.