Iniziativa Italiana per il Karabakh

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COMUNICATO GOVERNO ARTSAKH (16 AGO 2013)
INTERVISTA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI DELLA REPUBBLICA DEL NAGORNO KARABAKH
Dichiarazione Osce, Dublino 6.12.12
Risoluzione parlamento europeo
LETTERA APERTA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI ED ALLA SOCIETÀ CIVILE ITALIANA
La partita persa di Aliyev
Il boia a passeggio
Elezioni presidenziali 2012
Comunicato ministero AA.EE. (giugno 12)
Attacco azero all'Armenia (giugno 2012)
Tutte le pagine

LETTERA APERTA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI ED ALLA SOCIETÀ CIVILE ITALIANA

 

La notizia dello scorso 31 agosto riguardante la concessione dell’estradizione alle autorità azere di Ramil Safarov, militare delle forze armate azere che nel 2004 uccise a colpi d’ascia decapitandolo il sottotenente delle forze armate armene Gurgen Margaryan mentre questi dormiva, ha scosso il popolo armeno dell’Armenia e della Diaspora ma ha sopratutto allarmato le diplomazie mondiali, come ben testimoniano le dichiarazioni rilasciate dai principali leader ed i numerosi lanci di stampa internazionale sull’argomento.

L’autore dell’agghiacciante crimine (commesso solo in ragione dell’armenità della vittima) era stato infatti condannato dalle stesse autorità ungheresi all’ergastolo ma - dopo che ad agosto i giornali economici ungheresi avevano diffuso la notizia di un possibile acquisto di bond nazionali da parte dell’Azerbaigian - inspiegabilmente estradato nel suo paese dove è stato accolto come un eroe nazionale, graziato da Aliyev, omaggiato con fiori, soldi ed una casa, addirittura promosso di grado. Di fronte a tale inaccettabile comportamento di Budapest l’Armenia ha deciso di interrompere le sue relazioni con l’Ungheria.

La comunità internazionale ha espresso, anche i massimi livelli, tutta la propria preoccupazione per quanto accaduto deprecando sia l’iniziativa ungherese (che con l’estradizione si è posta colpevolmente sullo stesso piano del criminale, svendendo la propria dignità nazionale e mortificando il diritto internazionale in un immorale baratto) sia il comportamento dell’Azerbaigian che ha esaltato un crimine orrendo in chiave xenofoba antiarmena.

Alla luce di quanto avvenuto, senza peraltro voler vedere analogie con le notizie sugli accordi tra l’Italia e Azerbaigian nel campo energetico, non possiamo comunque non provare sconcerto e preoccupazione per la mozione parlamentare (1/01120) presentata da un gruppo di deputati italiani prima della chiusura estiva della Camera e riguardante la questione del Nagorno Karabakh, repubblica de facto che ha conquistato la propria autodeterminazione attraverso un processo legale e democratico così come consentito dalla legislazione sovietica di venti anni fa.

Il testo della mozione, che per l’uso di taluna terminologia pare scritto direttamente da mano azera, presenta una visione distorta della questione karabakha, è pieno di inesattezze ed omissioni storiche e non tiene in alcun conto gli aspetti storici e giuridici che sono alla base del diritto all’autodeterminazione del popolo del Nagorno Karabakh-Artsakh.

Proprio per quanto recentemente accaduto, riteniamo che l’assecondare, anche inconsapevolmente, tali iniziative pilotate dal governo azero possa causare gravi rischi per il nostro paese in quanto:

- darebbe all’Italia il non invidiabile primato di essere il primo paese europeo a schierarsi così apertamente a favore del regime dell’Azerbaigian, lasciando ipotizzare un’azione del governo azero nella politica italiana e contraddicendo quella politica equilibrata che l’Italia ha adottato sino ad ora nei confronti della questione;

- rischierebbe di creare problemi diplomatici tra l’Italia e l’Armenia i cui i popoli vantano stretti legami di amicizia da secoli;

- nuocerebbe gravemente ai negoziati internazionali in corso nell’ambito del Gruppo di Minsk dell’OSCE (il cui Segretario Generale in carica è l’italiano Zannier), istituzione diplomatica individuata appositamente per risolvere il problema del Nagorno Karabakh, co-presieduta da USA, Francia e Federazione Russa;

- collocherebbe l’Italia fuori da tutte le piattaforme negoziali europee;

- alimenterebbe ancora di più il nazionalismo azero e i propositi bellici del presidente Aliyev che ha ripetutamente espresso il suo odio antiarmeno e quella retorica xenofoba che la stessa diplomazia azera fatica a contenere e che è stata criticata più volte da parte delle organizzazioni internazionali;

- schiererebbe l’Italia contro il diritto all’autodeterminazione ed alla libertà dei popoli, calpestando il sacrificio di migliaia di giovani armeni e vanificando il percorso democratico di uno stato (la repubblica del Nagorno Karabakh) che da oltre venti anni esercita il diritto concessole dalla legislazione dell’epoca.

In discussione non è dunque soltanto il diritto all’autodeterminazione del popolo del Nagorno Karabakh, peraltro conquistato attraverso un democratico e legale processo, ma il ruolo stesso dell’Italia, la sua politica internazionale, la sua credibilità nei format internazionali negoziali.

Ci appelliamo dunque alle istituzioni politiche italiane affinché esaminino con estrema attenzione e cautela la questione, valutando le gravi conseguenze che una votazione favorevole alla mozione di cui sopra potrebbe determinare.

L’Italia, nel solco della sua tradizione di civiltà e forte del suo peso politico, deve infatti promuovere tutte quelle iniziative che possano migliorare le relazioni tra le nazioni e sostenere il percorso democratico dei popoli, tralasciando azioni che ne possano pregiudicare il prestigio e siano passibili di una inevitabile censura internazionale come accaduto pochi giorni or sono alla stessa Ungheria.

www.karabakh.it

«Iniziativa italiana per il Karabakh» è un gruppo di studio, nato nel 2010, con l’intento di far conoscere all’opinione pubblica italiana, ai media, alle istituzioni, la irrisolta questione del Nagorno Karabakh-Artsakh; tale percorso informativo mira ad una consapevolezza, politica e giuridica, della questione condizione essenziale per una definitiva, pacifica, risoluzione del contenzioso.