Iniziativa Italiana per il Karabakh

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COMUNICATO GOVERNO ARTSAKH (16 AGO 2013)
INTERVISTA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI DELLA REPUBBLICA DEL NAGORNO KARABAKH
Dichiarazione Osce, Dublino 6.12.12
Risoluzione parlamento europeo
LETTERA APERTA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI ED ALLA SOCIETÀ CIVILE ITALIANA
La partita persa di Aliyev
Il boia a passeggio
Elezioni presidenziali 2012
Comunicato ministero AA.EE. (giugno 12)
Attacco azero all'Armenia (giugno 2012)
Tutte le pagine

 

DICHIARAZIONE OSCE A DUBLINO (6 dic 12)

Nell’ambito della riunione a Dublino (Irlanda) del Consiglio dei ministri dell’Osce il Ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov, il Segretario di Stato degli Stati Uniti Hillary Rodham Clinton, e il ministro delegato per gli affari europei della Francia Bernard Cazeneuve hanno rilasciato oggi la seguente dichiarazione: «in occasione della riunione del Consiglio dei ministri dell'OSCE a Dublino, noi, i capi delegazione dei paesi co-presidenti del Gruppo di Minsk dell'OSCE, invitiamo le parti nel conflitto del Nagorno Karabakh a dimostrare la volontà politica necessaria per raggiungere una soluzione pacifica. Come i nostri presidenti hanno affermato a Los Cabos in data 18 giugno 2012, le parti dovrebbero essere guidate dai principi di Helsinki, in particolare quelli relativi al non uso della forza o la minaccia della forza, l'integrità territoriale e la parità dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli, nonché gli elementi indicati nelle dichiarazioni dei nostri paesi a L'Aquila nel 2009 e Muskoka nel 2010. Ricordando la dichiarazione dei nostri presidenti a Deauville nel 2011, abbiamo ancora una volta esortato le parti a prendere misure decisive per giungere ad una soluzione pacifica. Ci dispiace che le aspettative dei più rapidi progressi nel processo di pace, che sono state evidenziate dalla dichiarazione congiunta dei presidenti dell'Armenia e dell'Azerbaigian con il Presidente della Federazione russa a Sochi il 23 gennaio 2012, non sono state soddisfatte. Invece, le parti hanno cercato troppo spesso un unilaterale vantaggio nel processo di negoziazione, piuttosto che cercare di trovare un accordo, basato sulla reciproca comprensione. Pur riconoscendo la diminuzione negli ultimi mesi dei gravi incidenti lungo la linea di contatto e di confine, segnaliamo alle parti la necessità di continuare a rispettare il cessate il fuoco del 1994, e che l'uso della forza militare non risolverà il conflitto. Esortiamo le parti ad astenersi da azioni e dichiarazioni che si basano su sentimenti di inimicizia tra le loro popolazioni e hanno aumentato le tensioni negli ultimi mesi. I leader delle parti devono preparare i loro popolazioni per il giorno in cui tornerà a vivere come vicini di casa, non nemici, nel pieno rispetto reciproco delle culture, storia e tradizioni. Esortiamo le parti a dimostrare un maggiore senso di urgenza nel processo di pace e di lavorare con i co-presidenti per dare piena considerazione e attenzione alle idee presentate dai co-presidenti durante il loro viaggio nella regione nel mese di novembre. Diamo il benvenuto alla disponibilità dei Ministri degli Esteri dell'Azerbaigian e dell'Armenia di incontrarsi congiuntamente con i co-presidenti ai primi nel 2013 per continuare queste discussioni. I nostri paesi continuano a essere pronti a fare tutto il possibile per assistere le parti, ma la responsabilità di porre fine al conflitto del Nagorno Karabakh rimane a loro.» (traduzione redazionale)